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DALLE 12:27 DI DOMENICA 29 NOVEMBRE 2020

ALLE 22:27 DI LUNEDì 30 NOVEMBRE 2020

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Presidente Vda, Governo tace noi verso ricorso Tar
‘Aspettiamo ancora pubblicazione ordinanza ministro Salute’
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AOSTA
29 novembre 2020
12:27
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“Nulla di nulla, nessuna comunicazione” dal Governo dopo che la Valle d’Aosta ha inviato una lettera di protesta al ministro della Salute Roberto Speranza per la mancata riclassificazione in zona arancione. Lo spiega il presidente della Regione Erik Lavevaz che anticipa: “Stiamo ancora aspettando la pubblicazione dell’ordinanza ministeriale, ma se è confermato che noi stiamo in zona rossa mentre Lombardia, Piemonte e Calabria in arancione la impugneremo al Tar perché una ordinanza fatta così non ha senso, in ballo ci sono questioni importanti”.
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In 2021 possibile esonero tasse sospese
Nasce un fondo perequativo ad hoc nel decreto Ristori quater
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30 novembre 2020
02:09
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Per chi abbia subito una “significativa perdita di fatturato” a causa del Covid-19 “può essere previsto l’esonero totale o parziale dalla ripresa dei versamenti fiscali e contributivi”. Lo prevede il dl Ristori quater.
A tale scopo è istituito – conferma un comunicato del Cdm – “un fondo finalizzato a realizzare nell’anno 2021 la perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse” nel 2020, “da destinare a soggetti che abbiano beneficiato di sospensione fiscali e contributive”.
I parametri di accesso al fondo saranno decisi con un dpcm.
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Unicredit: oggi cda straordinario, tema governance
Lo confermano fonti. No comment della banca
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29 novembre 2020
13:38
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Cda straordinario convocato oggi da Unicredit. Sul tavolo ci sarebbe il tema della governance. Lo riferiscono fonti informate che confermano indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore. La banca interpellata non commenta. L’intero consiglio, compreso il ceo, Jean Pierre Mustier, è in scadenza e sarà rinnovato nell’assemblea della prossima primavera. Di recente è entrato nel board l’ex ministro, Pier Carlo Padoan indicato come futuro presidente.
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Arcelor Mittal: Patuanelli convoca sindacati domani alle 12
In vista dell’accordo che fissa l’ingresso dello Stato
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29 novembre 2020
14:59
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Il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli ha convocato i segretari generali dei sindacati dei metalmeccanici domani a mezzogiorno. L’incontro, al quale parteciperanno anche rappresentanti del ministero del lavoro e del ministero dell’Economia, è programmato in vista dell’accordo tra Stato, Invitalia e Arcelor Mittal sulla gestione degli impianti siderurgici dell’ex Ilva. All’incontro sono invitati i segretario della Fiom, Uilm, Fim, Uglm e Usb.
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Scuola: Bonetti, da primi dicembre almeno didattica integrata
Ministra, mi aspetto piano riorganizzazione trasporti
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30 novembre 2020
10:53
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Resta alto il dibattito nella maggioranza sulla didattica a distanza e sulla sua progressiva riduzione per le superiori dove è al 100% in tutte le Regioni. L’orientamemto emerso nelle riunioni di maggioranza in vista del Dpcm del 4 dicembre è quello di un rientro degli studenti a scuola il 7 gennaio ma, M5s e Iv in particolare, sono in pressing per una parziale ripresa della didattica in presenza già a dicembre.  “Mi aspetto – sottolinea la ministra per le pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti – un piano di organizzazione dei trasporti locali e dei servizi sanitari dedicati per la scuola che permetta di arrivare già dai primi giorni di dicembre ad una forma di didattica quanto meno integrata per le scuole che adesso sono in dad al 100%”.
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Conte, rimpasto? Non rincorriamo le ambizioni di qualcuno
Per il Recovery Plan coinvolgeremo il Parlamento, spunta l’ipotesi di un “super dirigente”
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30 novembre 2020
10:20
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I 209 miliardi del Recovery Fund “sono per il nostro Paese la sfida della vita” e la programmazione del Piano di progetti da realizzare con i fondi Ue sarà all’insegna della partecipazione: “Ci sarà un grande confronto pubblico e coinvolgeremo tutto il Parlamento”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in un colloquio con ‘Il Corriere della Sera’, nel quale commenta anche le voci su un rimpasto di governo: “Non possiamo rincorrere le ambizioni di qualcuno che spera in ruoli più importanti”.
Un nuovo vertice sulla governance del Recovery fund dovrebbe tenersi a breve, forse già nella serata di oggi. Il confronto nel governo è aperto ed emergono ipotesi come quella di un “super dirigente”, una sorta di super commissario, per coordinare i sei manager responsabili delle missioni del Recovery e la task force di 300 esperti che li coadiuveranno.
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L’idea era stata avanzata già nelle discussioni preliminari sulla governance e sembrava tramontare nella proposta messa sul tavolo dal premier Giuseppe Conte, ma a quanto si apprende da fonti di maggioranza, sarebbe ancora in campo. In sostanza si tratterebbe di una figura di raccordo tra la cabina di regia politica di Conte, Gualtieri e Patuanelli, e la struttura operativa responsabile dell’avanzamento dei progetti. Gli aspetti da definire – in vista della presentazione della norma come emendamento alla manovra – sono ancora molti, dal ruolo possibile per l’Anac come soggetto di certificazione, al comitato di responsabilità sociale che sarebbe nominato dal capo dello Stato.
LA NOTA DI PALAZZO CHIGI – “In merito al colloquio con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, pubblicato su ‘Il Corriere della Sera’, si precisa che l’unico tema trattato è stato il Recovery Plan. Tutte le altre ricostruzioni contenute nell’articolo, incluse quelle relative al cosiddetto rimpasto e al ruolo di Luigi Di Maio e Matteo Renzi, non solo non corrispondono a parole espresse dal Presidente del Consiglio ma non corrispondono neppure ai suoi pensieri”. E’ quanto sottolineano fonti di Palazzo Chigi.
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Via libera del Cdm al dl Ristori quater, nel 2021 un esonero di parte di tasse sospese
Maxi-moratoria fiscale, con tutte le scadenze rinviate a primavera per imprese e partite Iva in difficoltà
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29 novembre 2020
20:04
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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto Ristori quater. Il provvedimento stanzia altri 8 miliardi di aiuti alle attività e ai lavoratori più in difficoltà.

Per chi abbia subito una “significativa perdita di fatturato” a causa del Covid-19 “può essere previsto l’esonero totale o parziale dalla ripresa dei versamenti fiscali e contributivi”. Lo prevede il dl Ristori quater. A tale scopo è istituito – conferma un comunicato del Cdm – “un fondo finalizzato a realizzare nell’anno 2021 la perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse” nel 2020, “da destinare a soggetti che abbiano beneficiato di sospensione fiscali e contributive”. I parametri di accesso al fondo saranno decisi con un dpcm.
“Chi è colpito dalla crisi provocata dal Covid-19 troverà sempre lo Stato al suo fianco”. E’ quanto afferma il ministro dell’Economia, Roberto Gualteri annunciando in un tweet che il consiglio dei ministri “ha approvato il DecretoRistoriQuater”. “Continuiamo a sostenere – afferma il ministro – lavoratori, partite Iva e imprese con il rinvio delle principali scadenze fiscali e con altre importanti misure”.
“Anche grazie al confronto con il Parlamento, ampliamo ulteriormente la platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio”,  afferma il ministro dell’Economia.
Maxi-moratoria fiscale, con tutte le scadenze di qui a fine anno rinviate a primavera per imprese e partite Iva in difficoltà, con attenzione in particolare ad alberghi e ristoranti. E una nuova tranche di aiuti ai lavoratori precari, dagli stagionali del turismo a quelli dello sport, altre risorse per gli straordinari della polizia impegnata a fare rispettare le norme anti-Covid e un fondo ad hoc per aiutare il settore delle fiere e dei congressi, fermo in sostanza dall’inizio della pandemia.
Il governo in realtà sta già lavorando sia a un ulteriore decreto di fine anno – che dovrebbe abbinarsi al tradizionale Milleproroghe – che conterrà una serie di interventi che non hanno trovato posto nel quater, sia al prossimo decreto Ristori di inizio 2021, quello “finale”: in quella sede si dovrebbe chiuderà il cerchio degli aiuti all’economia, grazie a un nuovo scostamento da almeno 20 miliardi, e introdurre un meccanismo “perequativo” per garantire più sostegno a chi effettivamente ha perso di più nei mesi della crisi, includendo anche i professionisti.
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Intanto le imprese potranno contare sullo slittamento al 10 dicembre degli acconti di Irpef, Ires e Irap in scadenza il 30 novembre: un mini rinvio utile a rifare i calcoli delle perdite del primo semestre e vedere chi rientra nella nuova scadenza di fine aprile, prevista per quelle attività (entro i 50 milioni) che abbiano registrato cali di fatturato di almeno il 33%. Per ristoranti delle zone arancioni e rosse e per tutte le attività chiuse nelle zone rosse indicate nelle liste Ateco per l’accesso al fondo perduto (che dovrebbe allargarsi anche agli agenti di commercio) il rinvio si applicherà a prescindere dai limiti di fatturato e di perdite, estendendo la norma attualmente prevista per i soggetti Isa di queste aree. Alla lista si aggiungono anche alberghi, tour operator e agenzie di viaggio delle zone rosse che potranno beneficiare della moratoria fiscale anche se non sono stati esplicitamente chiusi per Dpcm.
Spuntano anche 10 milioni per i bus panoramici, gli autobus scoperti per le visite turistiche delle grandi città tra le attività che riceveranno aiuti con il decreto Ristori quater. L’ultima bozza riduce i fondi per fiere e congressi a 350 milioni (dai 500 ipotizzati inizialmente) e rifinanzia il fondo rotativo del Microcredito centrale, dedicato anche agli alberghi, per 500 milioni. Infine arrivano più risorse anche per il Fondo emergenze spettacoli, cinema e audiovisivo (90 milioni in più nel 2021) e per il fondo per le imprese culturali (50 milioni).
Le elezioni suppletive per i seggi di Camera e Senato dichiarati vacanti entro il 31 dicembre 2020 si terranno “entro il 31 marzo 2021”. Lo prevede la nuova bozza del decreto Ristori che sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri.
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Mes, Ok dell’Eurogruppo alla riforma. Tensione a cinque stelle
Sì di Gualtieri. C’è anche paracadute banche
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30 novembre 2020
21:07
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Dopo un anno di attesa dovuto allo scoppio della crisi Covid, la riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) diventa realtà. I ministri dell’economia della zona euro hanno dato l’ok definitivo alla modifica del trattato che ridisegna gli aiuti tradizionali del Mes (non la linea dedicata alla pandemia nata a marzo), con l’obiettivo di prevenire le crisi invece che curarle, una volta scoppiate, con i dolorosi programmi di aggiustamento che sono costati al Mes la sua fama. L’intento della riforma, avviata oltre due anni fa, è rafforzare e semplificare l’uso degli strumenti a disposizione del Mes prima del salvataggio di un Paese, ovvero le linee di credito precauzionali, utilizzabili nel caso in cui un Paese venga colpito da uno shock economico e voglia evitare di finire sotto stress sui mercati. La riforma elimina il contestatissimo Memorandum – quello passato alla storia per aver imposto condizioni rigidissime alla Grecia – sostituendolo con una lettera d’intenti che assicura il rispetto delle regole del Patto di stabilità. La riforma affida al Mes anche un altro compito, a tutela dei contribuenti: fornirà un paracadute finanziario (backstop) al fondo salva-banche Srf (il fondo unico di risoluzione europeo alimentato dalle banche stesse), qualora, in casi estremi, dovessero finire le risorse a disposizione per completare i ‘fallimenti ordinati’ delle banche in difficoltà. E’ uno dei tasselli mancanti dell’Unione bancaria che l’Italia aveva fortemente voluto. Grazie alla decisione di oggi entrerà in vigore prima del previsto, cioè nel 2022 invece del 2024.
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Il tema del Mes continua, comuque, ad agitare la maggioranza. E la riforma spacca, ben vista dal ministro Gualtieri divide M5s.  ‘La riforma è diversa dall’uso, chiediamo modifiche sulle banche’, dice Gualtieri.
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Ma il sì alla riforma del fondo salva-Stati, vero e proprio Belzebù nel bestiario pentastellato, getta il M5S nello psicodramma. In Parlamento, gli interventi contrari alla riforma si susseguono e a nulla vale ch sia il capo politico Vito Crimi a certificare il sì del Movimento ribadendo, allo stesso tempo, il più assoluto “no” all’attivazione del Mes sanitario. Che ora appare, se possibile, ancora più lontano. Gualtieri precisa che il sì alla riforma del Mes “non investe in alcun modo l’utilizzo del fondo” ad hoc anti-pandemia. Definisce l’accordo sancito in serata dall’Eurogruppo “di importanza strategica per rafforzare l’Unione bancaria e assicurare un’ulteriore rete di sicurezza per la stabilità del sistema bancario”. Sottolinea come i termini delle clausole di azione collettiva (le Cacs), collegate ai titoli del debito pubblico, siano migliorati, così come i termini dell’analisi di sostenibilità del debito (Dsa) e della capacità di rimborso dei Paesi Ma Gualtieri si apre un vero e proprio fuoco di fila. Il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, arriva ad evocare “una responsabilità penale” di Gualtieri per un sì che, attacca il leghista, è “privo di mandato”. “Affermazioni che si commentano da sé”, taglia corto il titolare del Tesoro. Ma la frattura nella maggioranza è netta. Da Elio Lannutti a Raphael Raduzzi fino ad Alvise Maniero, da una parte del Movimento arriva, chiara, la contrarietà alla riforma. E’ l’ala “dibattistiana”. Quella che accusa i vertici del M5S di essersi piegati alla logica del compromesso. “La riforma del Mes e il suo utilizzo, l’eventualità di farvi ricorso, sono due elementi totalmente distinti. Il nostro Paese non ha alcuna necessità di farvi ricorso. Al contempo non impediremo l’approvazione delle modifiche al trattato”, spiega Crimi. Finendo esso stesso nel mirino dei dissidenti. “Parla a titolo personale, Gualtieri negozia senza il mandato di una forza che rappresenta i 2/3 della maggioranza”, attacca l’eurodeputato Ignazio Corrao.
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A difendere Crimi l’ala governista e più moderata, a partire dal presidente della commissione Politiche Ue Sergio Battelli. Nel M5S “di governo” si punta ad un altro obiettivo: la proposta – lanciata da Riccardo Fraccaro – di una “Green rule” europea che permetta di scorporare gli investimenti sostenibili dal deficit.
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Gualtieri, Italia vuole accordo sul Mes, non porrò veto
All’Eurogruppo lavorerà per “soluzione positiva”
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30 novembre 2020
13:25
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“Sarebbe un contraddire le indicazioni del Parlamento se il ministro dell’Economia oggi andasse a porre un veto. La mia posizione finale sarà sulla base della discussione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri rispondendo alle domande dei parlamentari sulla posizione che assumerà all’Eurogruppo di oggi, chiamato a votare sulla riforma del Mes.
Gualtieri, in un’audizione congiunta a sei commissioni di Camera e Senato, ha spiegato che l’orientamento del Governo sarà quello di “concorrere un accordo positivo” che contenga elementi ritenuti estremamente importanti dal Parlamento, dal Governo e da tutto il sistema economico e finanziario italiano”.
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Poste: Conte, è avamposto istituzioni sul territorio
Il premier incontra l’a.d Del Fante e ringrazia i dipendenti
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30 novembre 2020
13:45
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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “ha inviato un messaggio di ringraziamento alle lavoratrici e ai lavoratori di Poste Italiane, per l’impegno profuso durante l’emergenza sanitaria, nel corso della quale hanno assicurato servizi essenziali in tutto il Paese, senza soluzione di continuità”, “In questa fase così delicata per l’Italia e per il mondo intero – ha detto il premier al TGPoste, il telegiornale dell’azienda, dopo un incontro con l’a.d. Matteo Del Fante e il condirettore enerale Giuseppe Lasco – nella quale l’emergenza sanitaria ci impone il rispetto di regole che limitano la nostra libertà, desidero ringraziare le migliaia di lavoratrici e lavoratori di Poste Italiane che sono stati e che continuano ad essere in prima linea per fornire servizi essenziali ai nostri concittadini. Continuando a svolgere la propria attività senza mai fermarsi, confermano di essere un punto di riferimento per i cittadini”.
“Poste Italiane – ha continuato il Presidente del Consiglio – oggi rappresenta oltre che un grande fornitore di prodotti e servizi un vero avamposto delle istituzioni sul territorio. Il suo impegno è indubbiamente un simbolo di coesione e di unità per il Paese. Penso alla presenza capillare degli uffici postali e al lavoro incessante dei portalettere e dei corrieri ancora più essenziali in questo periodo”. Durante l’emergenza sanitaria, anche in periodo di lockdown nelle zone rosse, Poste Italiane ha garantito i servizi essenziali e ha assicurato in tutta Italia il recapito di corrispondenza e pacchi. A tutela dei più anziani, ha organizzato il pagamento anticipato e scaglionato delle pensioni, stipulando una convezione con l’Arma dei Carabinieri per la consegna a domicilio degli assegni alle persone di età pari o superiore a 75 anni. “La forza di Poste Italiane – ha aggiunto Conte – non è solo nella tradizione ma risiede anche nell’innovazione”.
“L’impegno del Governo per incentivare le soluzioni digitali, i pagamenti elettronici, ancora più importanti oggi – dice il premier – , ha in Poste un alleato centrale che dà accesso ai servizi per milioni di italiani, per grandi e piccole imprese, per la Pubblica Amministrazione centrale e anche locale”.
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Da domani codice lotteria degli scontrini, si gioca da gennaio
Registrarsi sul sito e presentarlo alla cassa, premi fino a 5 milioni
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30 novembre 2020
18:30
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Al via le procedure per la lotteria degli scontrini: da domani, 1 dicembre, sull’apposito sito http://www.lotteriadegliscontrini.gov.it  sarà possibile registrarsi per ottenere il ‘codice lotteria’, (un codice alfanumerico e codice a barre, abbinato al codice fiscale) da presentare in cassa a ogni pagamento con carte e bancomat per partecipare alle estrazioni. La lotteria, più volte rinviata negli ultimi anni, partirà dal 1 gennaio 2021. La partecipazione è gratuita, basta appunto munirsi dell’apposito codice nella sezione ‘partecipa ora’. Previste estrazioni settimanali, mensili e annuali, con premi anche per gli esercenti che possono arrivare a 5 milioni per l’estrazione annuale.
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Eurogruppo, ok a riforma Mes
Lo annuncia un portavoce
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BRUXELLES
30 novembre 2020
20:09
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L’Eurogruppo ha approvato la riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Lo comunica un portavoce.
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Unicredit: Mustier, lascio a fine mandato aprile 2021
Il gruppo perde in Borsa sui rumors sulla vicenda e sul possibile matrimonio con Mps
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30 novembre 2020
21:27
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E’ ai titoli di coda l’avventura di Jean Pierre Mustier con Unicredit. Dopo che per tutto il giorno si sono rincorse voci in proposito il ceo dell’istituto bancario ha fatto sapere che non si ripresenterà a fine mandato nell’aprile 2021. “Nel corso degli ultimi mesi – sottolinea in una nota – è emerso che la strategia del Piano Team 23 e i suoi pilastri fondanti non sono più in linea con l’attuale visione del Cda. Di conseguenza ho preso la decisione di lasciare il Gruppo alla fine del mio mandato ad aprile 2021, in modo da consentire al Consiglio di definire la strategia futura”.
Unicredit nella giornata brucia un miliardo in Borsa, sull’onda dei rumors su Mustier ma anche per i continui riferimenti ad un matrimonio non spontaneo con Mps che invece in Borsa si toglie più di una soddisfazione (+3%). Il Presidente designato Pier Carlo Padoan e il Consiglio di Amministrazione di Unicredit inizieranno una ricerca, sia all’interno che all’esterno del Gruppo, per identificare il nuovo Ceo seguendo un processo di selezione accurato e rigoroso che riflette l’impegno del Gruppo per assicurare una solida governance aziendale.   ECONOMIA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLA TECNOLOGIA    VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE   PRIME VIDEO CHANNELS: ISCRIVITI! ORA è IN ITALIA, NON PERDERE QUESTA OCCASIONE!

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Il Presidente designato Pier Carlo Padoan e il Consiglio di Amministrazione di Unicredit inizieranno una ricerca, sia all’interno che all’esterno del Gruppo, per identificare il nuovo Ceo seguendo un processo di selezione accurato e rigoroso che riflette l’impegno del Gruppo per assicurare una solida governance aziendale.
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Fmi: virus minaccia ripresa Eurolandia, outlook incerto
‘Bene politica Bce, ulteriori stimoli necessari’
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NEW YORK
30 novembre 2020
16:12
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“La nascente ripresa nell’area euro è minacciata da una seconda ondata” di Covid-19: “a meno che la dinamica della pandemia non cambi in modo significativo nei prossimi mesi, la crescita nel primo trimestre del 2021 sarà più debole di quanto previsto” nel World Economic Outlook. Lo afferma il Fmi nell’Article IV di Eurolandia, sottolineando che l’outlook è soggetto a un'”estrema incertezza”.
Il Recovery plan può dare una “significativa spinta alla crescita dell’area euro se attuato in modo efficace”, dice l’Fmi sottolineando che la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità deve essere “estesa fino a quando la ripresa” sono saldamente attivata. Gli “ostacoli nel finalizzare” il Recovery plan “e sborsare i fondi devono essere superati” in quanto i “ritardi potrebbero danneggiare le prospettive di ripresa dell’area euro”. L’impatto sulla crescita del Recovery dipenderà dalla “qualità e dall’efficienza dell spesa dei governi e dai progressi sulle riforme strutturali”.
La politica monetaria della Bce – afferma l’Fmi – è stata appropriata ma un ulteriore sostegno potrebbe essere necessario. Lo afferma il Fmi nell’Article IV su Eurolandia sottolineando che “ulteriori stimoli” potrebbero essere necessari per “facilitare un sostenuto aumento dell’inflazione”.
“Stiamo assistendo a un inizio di ripresa ma l’attiivtà economica resta ben al di sotto dei livelli pre-pandemia”, afferma il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva, lodando la rapida risposta delle autorità di Eurolandia alla crisi e invitando ancora una volta i governi a non ritirare in modo prematuro gli stimoli messi in campo per far fronte alla pandemia.
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Papa: ‘il diritto alla proprietà privata non è intoccabile’
Messaggio ai giudici di Africa e America Latina. ‘Fate delle vostre sentenze una poesia, nessuna può essere giusta se produce disuguaglianza’
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CITTA DEL VATICANO
30 novembre 2020
21:36
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Occorre costruire una “nuova giustizia sociale partendo dal presupposto che la tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto e intoccabile il diritto alla proprietà privata” e ne ha sempre invece sottolineato “la funzione sociale”. Lo dice il Papa in una riflessione rivolta ai giudici di America e Africa che si occupano di diritti sociali. “Il diritto di proprietà è un diritto naturale secondario derivato dal diritto che hanno tutti, nato dal destino universale dei beni creati”. Per il Papa “non c’è giustizia sociale che possa essere fondata sulla disuguaglianza, che implichi la concentrazione della ricchezza”.
Per il Papa “ci siamo abituati a passare, a ignorare situazioni finché non ci colpiscono direttamente. L’impegno incondizionato si fa invece carico del dolore dell’altro senza scivolare in una cultura dell’indifferenza”. Rivolto ad un gruppo di giudici di America e Africa riuniti in videoconferenza sul tema dei diritti sociali, il Papa ha sottolineato che occorre “essere un popolo, senza pretendere di essere un’élite illuminata, ma un popolo, che sia costante e instancabile nel lavoro di includere e integrare”. “Nel Vangelo, quello che Dio ci chiede è di essere Il popolo di Dio, non l’élite di Dio. Perché quelli che seguono la via dell’ ‘élite di Dio’, finiscono per il noto clericalismo elitario che, lavora per il popolo, ma niente con il popolo, senza sentirsi un popolo”. Il Papa chiede di perseguire i valori della solidarietà ed equità. “Solidarietà nella lotta alle cause strutturali della povertà, disuguaglianza, mancanza di lavoro, di terra e di case”. “Lottare, insomma, contro chi nega i diritti sociali e sindacali. Combattere contro quella cultura che porta ad usare gli altri, a rendere schiavi gli altri, e finisce per togliere la dignità agli altri”. Fare giustizia significa “restituire”, “non dare le nostre cose, né quelle di terzi, ma noi restituiamo ciò che è loro. Abbiamo perso molte volte questa idea di restituire ciò che gli appartiene”, ha concluso il Papa.
Papa Francesco invita i giudici a fare delle loro sentenze una “poesia”. In un videomessaggio ai partecipanti alla Conferenza internazionale dei giudici membri dei Comitati per i diritti sociali di Africa e America, il Papa ha sottolineato: “Il poeta ha bisogno di contemplare, pensare, comprendere la musica della realtà e catturarla nelle parole. Tu in ogni decisione, in ogni frase, ti trovi di fronte alla felice possibilità di fare una poesia: una poesia che guarisce le ferite dei poveri, che integra il pianeta, che protegge la madre terra e tutta la sua discendenza. Una poesia che ripara, riscatta, nutre”. “Giudice, non rinunciare a questa possibilità”, è l’appello del Papa. “Sii consapevole che quanto puoi aiutare attraverso la tua rettitudine e l’impegno è molto importante. E per favore ricorda sempre che quando una giustizia è davvero giusta” può contribuire alla felicità e alla dignità di un popolo. “Nessuna sentenza può essere giusta, né può esserlo alcuna legge se ciò che producono è maggiore disuguaglianza, se ciò che producono è maggiore perdita di diritti, umiliazione o violenza”, ha concluso Papa Francesco.
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Covid: De Luca a medici, sempre difeso lavoro straordinario
Ma 17 novembre a un paziente notizia falsa su assenza posti
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NAPOLI
29 novembre 2020
13:14
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“Stiamo assistendo in queste ore a un ennesimo polverone mediatico fondato sul nulla. Premesso che abbiamo difeso e tutelato da sempre il lavoro straordinario fatto dal nostro personale sanitario, premesso che nessuno ha neanche citato la categoria degli anestesisti, ci troviamo di fronte, dopo 24 ore, a strani comunicati proposti da soggetti da nessuno chiamati in causa”. Lo scrive su Facebook il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, replicando ai comunicati di tutti i sindacati dei medici di ieri in merito alle sue parole nella diretta fb di venerdì.
De Luca ripubblica la parte del video in cui parla del “99% del personale medico che sta facendo un lavoro immane ma c’è una piccola percentuale di farabutti” che negli ospedali negherebbero di avere posti di terapia intensiva libera. E spiega: “Nel corso della periodica riunione con i direttori generali – afferma oggi – e l’Unità di crisi, è stato segnalato un episodio grave avvenuto nel pomeriggio del 17 novembre. I familiari di un giovane paziente Covid, ricoverato in una clinica privata e per il quale si richiedeva un ricovero in terapia intensiva, segnalavano che dal 118 territoriale arrivavano notizie sulla inesistenza di posti letto liberi.
Questa notizia era falsa. I posti letto c’erano. Dopo numerosi interventi da parte dell’Unità di Crisi regionale, il paziente è arrivato in un ospedale di Napoli in tarda serata. Ancora una volta veniva opposto al personale dell’ambulanza la indisponibilità di posti liberi. Era un’ennesima comunicazione falsa. Tant’è che alle ore 23 il paziente è stato accolto nel posto libero di terapia intensiva”.
“A tutela – conclude il governatore – dei cittadini, dei pazienti, dei loro familiari e a tutela del lavoro e del sacrificio enorme di migliaia di medici e infermieri, è stato disposto di accertare chi aveva mancato al suo dovere elementare, dando notizie non vere. Questo è tutto. Veramente non ci sono parole. A conferma dell’ennesima strumentalizzazione mediatica, ripropongo le parole dette, a tutela del 99 per cento del personale e a tutela dei diritti dei cittadini”.
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NYT, ‘Bergamo, giorni perduti hanno creato la tragedia’
Inchiesta quotidiano, ‘errori di gestione e ritardi burocratici’
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29 novembre 2020
15:15
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Il New York Times dedica un’ampia inchiesta a Bergamo e alla tragedia della pandemia: “I giorni perduti che hanno reso Bergamo una tragedia del coronavirus”, il titolo. “La provincia settentrionale italiana è diventata uno dei più letali campi di sterminio del mondo occidentale”.
Un’indagine del Times ha scoperto che “errori di gestione e ritardi burocratici hanno reso il bilancio molto peggiore di quel che doveva essere”, si legge nell’articolo. Il giornale ripercorre nel dettaglio, anche con interviste, le drammatiche tappe della diffusione dell’epidemia, le difficoltà di fronte a una situazione inedita in Occidente. Sin dai primi giorni, “quando l’Italia non aveva ancora registrato un solo caso di contagio interno”, il Nyt racconta di come non furono testati i primissimi ad ammalarsi, seguendo le linee-guida dell’Oms che raccomandavano i test “solo per chi aveva legami con la Cina”. Bergamo si sarebbe trasformata in uno dei centri più letali dell’epidemia, “segnata da sofferenze inconcepibili e dall’orrendo suono delle ambulanze”. Quando il 20 febbraio Annalisa Malara, medico di Codogno, decise di “rompere il protocollo” e “testare un uomo che mostrava una polmonite che non rispondeva alle cure standard”: l’uomo che sarebbe diventato il primo caso nazionale.
Il New York Times ricorda gli errori commessi nella gestione sanitaria e il contrasto tra governo centrale ed autorità locali, che generarono “dieci giorni di indecisione”, con scelte che dovevano essere fatte ma non lo furono. E quando “l’Italia ha bloccato l’intera Regione e poi l’intero Paese, Bergamo era persa”.
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Le Br 43 anni fa uccisero Carlo Casalegno
Il collega Sinigaglia racconta ultima notte di lavoro a La Stampa
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29 novembre 2020
15:58
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Quarantatré anni fa, il 29 novembre 1977, dopo tredici giorni di agonia, morì a Torino il giornalista Carlo Casalegno, torinese, 60 anni, editorialista e vice direttore del quotidiano “La Stampa”. Il 16 novembre due killer delle Brigate Rosse lo avevano sorpreso senza scorta nell’androne di casa. Per la prima volta i terroristi della stella a cinque punte spararono per uccidere un giornalista che apertamente contestava il terrorismo e la lotta armata.  Carlo Casalegno aveva trascorso la giornata, come sempre, in redazione. Si era attardato per finire il suo lavoro, rinunciando a farsi accompagnare a casa dal direttore Arrigo Levi, con l’auto blindata e la scorta che lo proteggeva. Alla “Stampa” Arrigo Levi era l’unico dotato di una scorta e, da quando Carlo Casalegno era oggetto di minacce terroristiche, la metteva a sua disposizione.
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Carlo Casalegno era un grande lavoratore. Aveva passione per il suo lavoro. Alberto Sinigaglia, il suo collega della “Stampa” con cui parlò per ultimo, racconta in un articolo come si svolse quell’ultima giornata del vicedirettore. L’articolo – LEGGI – arricchisce la documentazione contenuta nel sito web “Cercavano la verità” http://www.giornalistiuccisi.it di Ossigeno per l’Informazione, dove si trovano anche una ricostruzione più completa, una bibliografia e altre informazioni, fra le quali la ricostruzione dell’inchiesta giudiziaria che ha portato a individuare e condannare killer e complici. Sullo stesso sito sono ricostruite e corredate di documenti le storie di atri 29 giornalisti italiani uccisi mentre “cercavano la verità”.
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Di Maio: l’Italia deve correre, rimpasto è fantascienza
‘Pensiamo a come sfruttare al meglio risorse del Recovery Fund’
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29 novembre 2020
18:04
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“Leggo ‘appassionanti’ retroscena su fantomatici rimpasti. Giochi di poltrone e incarichi che non interessano al sottoscritto e non appassionano per niente il MoVimento 5 Stelle. Dovremmo essere tutti concentrati sull’Italia e sugli italiani, perché bisogna far correre il nostro Paese. Pensiamo a come sfruttare al meglio le risorse del recovery fund e concentriamoci sulle soluzioni reali per dare risposte concrete a imprenditori, commercianti e autonomi che più di tutti hanno subito gli effetti di questa crisi. Parlare di rimpasto è fantascienza”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una nota.
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‘La patrimoniale? Un suicidio’, il no di M5s e Italia Viva
Buffagni: ‘Orfini si riduca lo stipendio’. Il Pd si smarca
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30 novembre 2020
09:00
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‘Basta. Ogni volta che leggo certe proposte suicide mi ripeto: si parta da tagliare i soldi ai politici come già facciamo noi del M5s. La patrimoniale non esiste con il Movimento al governo. Il nostro programma è sempre stato chiaro su questo’, scrive il viceministro 5S Stefano Buffagni in un post.
‘Non esiste mettere le mani nelle tasche degli italiani. Si parta tagliando gli stipendi dei politici, Orfini compreso’, aggiunge riferendosi alla proposta del deputato del Pd, Matteo Orfini,  e di deputati Leu.
No anche da Faraone di Italia Viva: ‘Sempre contrari. Stasera approveremo un rinvio delle tasse nel decreto ristori: contano i fatti, non le iniziative estemporanee’.
Anche il Pd prende le distanze: ‘Quell’emendamento non impegna il gruppo’.
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Di Maio a Zagabria, focus su cooperazione tra Italia-Croazia
Colloquio con ministro esteri e incontro con comunità italiana
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30 novembre 2020
09:53
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Il ministro degli esteri Luigi Di Maio è oggi a Zagabria per una riunione del Comitato Bilaterale Italia-Croazia, massimo organo di cooperazione tra i due Paesi. Di Maio ha in programma un incontro bilaterale con il ministro degli esteri croato Gordan Grlic Radman e parteciperà alla sessione plenaria del Comitato, che per il resto dei Ministri si svolgerà da remoto (i ministri italiani da Roma, i croati dai loro Ministeri a Zagabria).
Seguiranno incontri con i rappresentanti della comunità italiana e degli imprenditori del nostro Paese.
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Dl sicurezza:Meloni, alimenta business migranti,Fdi vota no
Governo se ne frega dei problemi concreti degli italiani
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30 novembre 2020
10:09
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“Il Governo più a sinistra della storia repubblicana se ne frega dei problemi concreti di famiglie e imprese e ha una sola priorità: spalancare le porte all’immigrazione illegale di massa e portare avanti provvedimenti ideologici. Oggi in Parlamento Fratelli d’Italia voterà no alla fiducia che il Governo Pd-M5S ha posto sul “decreto clandestini”, che alimenta il business dell’immigrazione incontrollata e impedisce le espulsioni di chi non ha nessuno diritto a stare in Italia. Continueremo a batterci per mandare a casa questo governo di anti-italiani”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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Natale: Confcommercio, meno regali, spesa cala del 18%
Sangalli, ma c’è voglia di ripartire che va incoraggiata
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30 novembre 2020
10:39
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Per i regali di Natale si spenderanno in Italia 7,3 miliardi quest’anno, il 18% in meno rispetto allo scorso anno, secondo le previsioni dell’ufficio studi di Confcommercio. E solo il 74% dei consumatori farà regali, il minimo mai registrato in questa analisi, in “forte riduzione” dal quasi 87% del 2019. “Tredicesime più leggere, incertezza economica e restrizioni derivanti dalla pandemia frenano i consumi delle famiglie a dicembre con un calo del 12% rispetto all’anno scorso. Ma – afferma l’ufficio studi – la voglia di reagire alla crisi c’è: chi può spenderà per i regali una cifra solo un po’ più bassa di quella dello scorso anno (164 euro a testa conto i quasi 170 del 2019)”. I consumi di dicembre e del Natale, nell’anno del Covid, con un calo del 12% rispetto al 2019 rappresentano comunque “una piccola ripresa dopo la tragedia” visto che l’intero 2020 vede una riduzione del 15%, secondo il direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella.
Dicembre, che per i consumi commercializzabili vede ridursi il suo valore economico da 81 a 73 miliardi, “resta comunque il mese più importante dell’anno, e potrebbe valere ancora di più se ci fossero condizioni più favorevoli di contesto e di fiducia: molti italiani potrebbero spendere le risorse involontariamente accumulate durante il lockdown per mancanza oggettiva di opportunità di consumo”, afferma Confcommercio. La confederazione si aspetta “una reazione vitale per l’oggi e una promessa per il futuro: come già accaduto nel terzo trimestre dell’anno, le famiglie sono pronte a fare la loro parte, quando la fiducia migliorerà”.
“Sarà un Natale difficile anche dal punto di vista economico. La crisi rallenta i consumi e l’emergenza Covid obbliga ancora molte imprese a restare chiuse come quelle della ristorazione. Ma c’è tanta voglia di ripartire che va incoraggiata”, commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Bene, come da noi richiesto, che l’ultimo decreto preveda l’esonero degli oneri fiscali per le imprese più penalizzate. Un’attenzione necessaria – continua Sangalli – che chiediamo anche per gli indennizzi che devono essere ancora rafforzati”.
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Ruby ter: legale Berlusconi,deve stare a casa a riposo
‘Peggioramento condizioni salute ultimi giorni,consiglio medici’
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MILANO
30 novembre 2020
10:49
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Negli “ultimi giorni” le condizioni di salute di Silvio Berlusconi, ricoverato a settembre per il Covid e poi guarito, hanno avuto “un’ulteriore forma di ingravescenza”, cioè di peggioramento, rispetto ad “un iter di miglioramento” che si era avuto “in precedenza” e per questo i medici che lo seguono gli hanno consigliato “riposo assoluto domiciliare, di non muoversi e di non svolgere attività”. Lo ha spiegato, producendo documenti medici, il suo legale, l’avvocato Federico Cecconi, nell’udienza nell’aula della Fiera di Milano del processo ‘Ruby ter’, senza chiedere comunque un rinvio per legittimo impedimento. Una situazione quella degli ultimi giorni, ha detto Cecconi, “legata ad un certo attivismo che gli era stato sconsigliato”.
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Covid: Cirio ‘folla di ieri a Torino inaccettabile’
Chiederò interventi rigorosi, non possiamo tornare all’estate
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TORINO
30 novembre 2020
11:08
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“Quello che ho visto ieri in alcune vie a Torino è qualcosa che mi riporta con la mente in estate e non possiamo permettercelo”. Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, commenta così le immagini della folla che ieri hanno accompagnato la riapertura dei negozi. “Quello che è successo ieri a Torino è qualcosa di inaccettabile”, sottolinea ai microfoni di Radio Veronica One. “Questa mattina parteciperò al Comitato per l’Ordine pubblico e chiederò al prefetto interventi rigorosissimi – aggiunge – So che le forze dell’ordine hanno fatto tanto ma evidentemente non basta. I piemontesi si stanno comportando in modo serio, ma laddove ci sono situazioni che scappano di mano bisogna intervenire subito in maniera netta”.
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Istat, l’inflazione resta negativa, a novembre -0,2%
‘Si conferma quadro deflazionistico’. Carrello spesa +1,5%
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30 novembre 2020
11:24
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L’inflazione resta negativa a novembre per il settimo mese consecutivo. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% su base annua (da -0,3% di ottobre). L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a -0,2% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo, ovvero al netto degli energetici e degli alimentari freschi.
A novembre “si conferma il quadro deflazionistico dei prezzi al consumo consolidatosi nei mesi precedenti”, commenta l’Istat.
I prezzi del cosiddetto carrello della spesa, che include i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, invece, accelerano a novembre registrando un +1,5% annuo, dal +1,2% di ottobre.
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Gualtieri, Italia vuole accordo sul Mes, non porrò veto
All’Eurogruppo lavorerà per “soluzione positiva”
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30 novembre 2020
13:22
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“Sarebbe un contraddire le indicazioni del Parlamento se il ministro dell’Economia oggi andasse a porre un veto. La mia posizione finale sarà sulla base della discussione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri rispondendo alle domande dei parlamentari sulla posizione che assumerà all’Eurogruppo di oggi, chiamato a votare sulla riforma del Mes.
Gualtieri, in un’audizione congiunta a sei commissioni di Camera e Senato, ha spiegato che l’orientamento del Governo sarà quello di “concorrere un accordo positivo” che contenga elementi ritenuti estremamente importanti dal Parlamento, dal Governo e da tutto il sistema economico e finanziario italiano”.
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Mes:Crimi,riforma non è utilizzo,M5S non la impedirà
M5s è assolutamente contrario a uso
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30 novembre 2020
14:29
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“La riforma del Mes e il suo utilizzo, l’eventualità di farvi ricorso, sono due elementi totalmente distinti. Una distinzione chiara e sostanziale. Per quanto riguarda l’Italia, il nostro Paese non ha alcuna necessità di farvi ricorso. Al contempo non intendiamo adottare un approccio ostruzionistico e non impediremo l’approvazione delle modifiche al trattato, rispetto alle quali pure non mancano i rilievi, così da consentire ad altri paesi l’eventuale ricorso allo strumento. Il Movimento 5 Stelle dunque ribadisce la sua assoluta contrarietà all’uso del Mes e conferma inoltre la necessità di definire al più presto gli altri pilastri della cosiddetta logica di pacchetto”. Lo afferma in una nota il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi.
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Rosato, rimpasto? Ne parlano tutti nelle segrete stanze
Renzi non vuole fare nemmeno il ministro dello Sport
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30 novembre 2020
14:30
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“Non abbiamo mai posto il problema del premier, non abbiamo nemmeno parlato di rimpasto, ne ha parlato Marcucci, ma poi nelle segrete stanze ne parlano tutti.
Conte stai sereno? Lui è sereno a prescindere da quello che dico io”. Lo afferma il Presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, a “Un giorno da pecora”, su Radio Rai 1. “Renzi non vuole fare nemmeno il ministro dello sport. Io felicissimo a fare il vicepresidente della Camera”, ha aggiunto.
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Dl sicurezza: Lega non vota fiducia, è inno a clandestinità
“Il governo ossessionato da cancellare Salvini e suoi decreti”
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30 novembre 2020
14:35
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“La Lega voterà contro la fiducia e contro questo ‘decreto invasione’, ‘decreto clandestini’ che è un inno e manifesto alla clandestinità”. Così Nicola Molteni, deputato della Lega annunciando in Aula, a Montecitorio, il ‘no’ al voto di fiducia posto dal governo sul decreto sicurezza. E ha aggiunto: “Il governo e la maggioranza hanno solo un’ossessione: cancellare Salvini, i decreti Salvini e tutelare i diritti dei migranti”.
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Regioni Alpine, impianti sci aperti solo a ospiti di hotel
E anche per ospiti seconde case solo nelle Festività
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VENEZIA
30 novembre 2020
14:36
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Le Regioni Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Bolzano e Trento, hanno presentato al Governo una proposta di mediazione per evitare un completo tracollo del settore turistico invernale: prevede, in sintesi, la possibilità di aprire gli impianti di risalita dello sci in occasione delle prossime festività natalizie per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Lo indica una nota sottoscritta dai rappresentanti delle Regioni e delle Province.
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Recovery: Salvini, task force di Conte è una pazzia
Siamo su Scherzi a parte?
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30 novembre 2020
14:53
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“Siamo su Scherzi a parte? Conte preannuncia un’altra “task force”, stavolta con 300 persone, per gestire soldi e progetti del Recovery Fund. Ma siamo matti? È questa la “collaborazione” invocata dal presidente Mattarella? Si coinvolgano Sindaci, governatori, imprese, associazioni, oltre a tutte le forze politiche scelte dagli italiani: c’è in ballo il futuro dell’Italia per i prossimi vent’anni, non la poltrona di Conte per i prossimi due”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.
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Recovery:Meloni,ennesimo carrozzone per accontentare partiti
Maggioranza pensa a rimpasto in piena pandemia
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30 novembre 2020
15:18
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“Scopriamo dai giornali che per gestire i 209 miliardi di euro del Recovery Fund Conte sta lavorando notte e giorno per mettere in piedi una struttura a dir poco colossale: una cabina di regia, 6 commissari-manager e un super-commissario a coordinarli (che potrebbe essere nominato anche sottosegretario), più un esercito di 300 esperti esterni e funzionari. È l’ennesimo carrozzone per accontentare la fame di poltrone dei partiti di maggioranza, che in piena pandemia pensano al rimpasto di governo e a consolidare il loro potere nel Palazzo. Famiglie e imprese possono aspettare, mentre una task force non si nega a nessuno e i soldi per crearla si trovano immediatamente”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
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Scuola:ipotesi in Dpcm,Prefetti in campo per trasporti
Per coordinare l’organizzazione del trasporto legato alle scuole
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30 novembre 2020
17:13
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Potrebbero essere i Prefetti a coordinare, nei rispettivi territori, l’organizzazione del sistema del trasporto legato all’attività scolastica. È quanto prevede una norma, scritta dal ministero dell’Istruzione in accordo con il ministero dell’Interno, che si pensa di inserire già nel prossimo Dpcm. Il lavoro dei Prefetti, in particolare per le Città metropolitane, sarebbe finalizzato a velocizzare la riorganizzazione dei trasporti in vista di una riapertura a regime del 100% delle scuole superiori.
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Acquaroli negativo al covid
Presidente Regione Marche ‘resto comunque in isolamento’
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ANCONA
29 novembre 2020
12:06
AGGIORNATO ALLE
12:27
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“Il risultato del tampone è negativo. Questo non significa nulla per me, poiché devo aspettare il tempo necessario sperando di non diventare positivo e resterò in isolamento”: A comunicarlo è il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, attraverso la propria pagina facebook. “Tutti coloro che sono venuti in contatto con me nella scorsa settimana possono ritenersi tranquilli” aggiunge. Il governatore si era sottoposto al test dopo la positività al covid della moglie, come aveva comunicato lui stesso qualche giorno fa.
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Mustier, i 5 anni del rugbista antipolitico
I toni duri, le mancate fusioni e la mascotte Elkette
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30 novembre 2020
21:48
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Rugbista, studi di prima classe al Polytechnique e poi come ingegnere all’Ecole de Mines di Parigi, un lunga carriera nel comparto bancario e una inconsueta mascotte, un alce di peluche di nome Elkette da esibire ovunque anche nelle occasioni ufficiali e gelide della finanza internazionale. Jean Pierre Mustier, che ha annunciato la sua intenzione di lasciare a fine mandato nel 2021, non è un manager dal basso profilo e dai modi bonari come il suo predecessore Ghizzoni. Dal carattere spigoloso e i modi diretti, ha sempre evitato i contatti pubblici con la politica italiana, rare anche le sue frequentazioni a eventi del settore.
Una mancanza di empatia che gli è stata rimproverata più volte ma a cui non ha badato molto, negli anni del suo mandato: arrivò a luglio 2016 dopo un primo passaggio dal 2011 al 2014 alla Divisione Corporate & Investment Banking (CIB). Come amministratore delegato si è occupato a rimettere in piedi un gruppo che aveva subito gli effetti della crisi, problemi nella governance e una espansione internazionale con qualche passo falso, con il target di remunerare di più gli azionisti e ridurre i rischi.
Obiettivo che conseguito con una maxi pulizia in bilancio, aumenti di capitale da 13 miliardi di euro, una riorganizzazione interna a tratti vorticosa e cedendo asset come Pekao e Pioneer. Una mossa questa che gli è valsa l’accusa di cedere i gioielli di famiglia. Mustier chiamò fuori l’istituto anche dal ruolo di ‘banca di sistema’ cedendo la scena alla rivale Intesa Sanpaolo. Da ricordare le sue aperte critiche per le perdite subite dalle banche in Alitalia e la sua prudenza, per non dire ritrosia, nelle acquisizioni e fusioni. A dire il vero all’inizio molti sul mercato segnalavano come fosse approdato per gestire la fusione con Societè Generale, dove aveva lavorato per vent’anni.
Un’operazione che però non si è verificata per, dicono, una forte opposizione politica in entrambi i paesi. Nel 2017 rinunciò a rilevare una delle due banche venete in liquidazione che finirono, con una generosa dote pubblica entrambi a Intesa. Un mancato affare per cui finì nel mirino di molti della politica e dello stesso mercato.
E nel cassetto è finito anche il suo piano di dare vita a una holding estera separando le attività italiane. Poi, l’arrivo della pandemia Covid ha complicato ancora più lo scenario e ancora una volta Mustier si è scontrato con la politica su un’operazione di fusione con Mps. Si vedrà ora il suo futuro e quello della banca.
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Dl Ristori quater bollinato, 5,3 mld fondo cancella-tasse
Sarà ‘finalizzato alla perequazione delle misure fiscali e di ristoro’
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30 novembre 2020
21:57
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E’ di 5,3 miliardi il nuovo fondo ‘cancella-tasse’ per consentire “l’esonero parziale o totale” alla ripresa dei versamenti in primavera. E’ quanto si legge nel testo finale del decreto Ristori quater, ‘bollinato’ dalla Ragioneria generale dello Stato e in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il fondo “finalizzato alla perequazione delle misure fiscali e di ristoro” sarà alimentato proprio con gli incassi di imposte, rottamazione e Preu al momento sospese che saranno redistribuite alle imprese che “registrino una significativa perdita di fatturato”.
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Consulta: Morelli lascia,presto il voto sul nuovo presidente
Domani saluto alla Corte,Coraggio in pole per successione
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30 novembre 2020
13:34
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Nuovo cambio a breve alla guida della Corte costituzionale. Il 12 dicembre scade il mandato di giudice di Mario Rosario Morelli eletto presidente il 16 settembre scorso. Domani ci sarà il saluto ufficiale alla Corte. Mentre non è stata ancora fissata la data per l”elezione del nuovo presidente. Si attende che la Corte di Cassazione che nel 2011 aveva eletto Morelli giudice costituzionale, ora indichi il suo successore tra i propri magistrati. Solo quando il plenum sarà completo la Consulta provvederà all’elezione del nuovo presidente.
La partita è aperta tra i due i vicepresidenti Giancarlo Coraggio e Giuliano Amato.Ma se anche questa volta si seguirà il requisito dell’anzianità la presidenza dovrebbe andare a Coraggio.
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Covid: Fedriga, dal 3 dicembre ipotizzo zona gialla per Fvg
Ma non è “libera tutti”. Su vaccini “manca ok Ema”
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TRIESTE
30 novembre 2020
13:35
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“Dal 3 dicembre ipotizzo un ritorno in zona gialla, che non vuol assolutamente dire un ‘liberi tutti’ ma occorrerà porre la massima attenzione, anche attraverso restrizioni puntuali come l’obbligo della consumazione da seduti”. Lo ha detto il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, nel corso della conferenza stampa settimanale di questa mattina a Trieste sull’andamento dell’epidemia.
“Questa settimana – ha proseguito – scorporando i dati da quelli effettuati in ambito privato in periodi precedenti a quello in questione, siamo a 4.502 nuovi contagiati, quindi in calo rispetto alla settimana precedente. Anche se è un dato questo che non influisce sul Rt, ci fa ben sperare”. Su come sarà organizzato anche dal punto di vista logistico il piano vaccinale anti covid, Fedriga ha precisato di aver “mandato al commissario Arcuri i piani, comprensivi di strutture. Oggi parliamo di vaccini come se ce li avessimo già”, quando “ad oggi l’Ema non ha dato ancora l’ok”.
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Kompatscher, mancano tutti i presupposti per avvio sci
“Servono ristori per tutti i settori colpiti dallo stop”
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BOLZANO
30 novembre 2020
14:02
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“E’ ormai evidente che per l’avvio della stagione sciistica attualmente mancano tutti i presupposti. Dobbiamo lavorare tutti assieme per creare le condizioni per poter partire dopo Capodanno. Per questo motivo chiediamo i ristori per tutti i settori colpiti dallo stop”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher.
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Covid: Toti, Regioni valutano chiusura confini Alpi
Ipotesi riaprire impianti sci a ospiti hotel, seconde case
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VENEZIA
30 novembre 2020
21:36
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“Le Regioni si sono interrogate sulla possibile chiusura dei confini nazionali per evitare che il nostro pubblico vada a sciare in Svizzera, Slovenia o Austria”. Lo ha affermato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stasera al termine della Conferenza delle Regioni. In attesa del confronto con il Governo sul nuovo Dpcm le Regioni hanno inoltre valutato la possibilità di “riaprire gli impianti sciistici per i soli ospiti degli hotel e proprietari di seconde case, in modo da dare una parziale compensazione agli impianti di risalita e alle località sciistiche”.
Le Regioni Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Bolzano e Trento, hanno presentato al Governo una proposta di mediazione per evitare un completo tracollo del settore turistico invernale: prevede, in sintesi, la possibilità di aprire gli impianti di risalita dello sci in occasione delle prossime festività natalizie per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Lo indica una nota sottoscritta dai rappresentanti delle Regioni e delle Province. Si tratta, spiegano le Regioni alpine italiane, di una idea di “vacanze di Natale diverse, con la possibilità di sciare solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche”. La proposta è stata formulata dagli Assessori delle Regioni alpine per evitare gli assembramenti nelle località turistiche. “Concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l’afflusso all’impianto sciistico. Il pendolarismo può infatti essere un problema in certe giornate” affermano gli assessori di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
“La soluzione che proponiamo al Governo Conte – proseguono – permette di avviare la stagione invernale con gradualità, in questo modo si potranno applicare i protocolli di sicurezza che abbiamo approvato lunedì scorso e metterli alla prova”. Secondo gli assessori delle 5 Regioni e delle due Province autonome, se si consente l’acquisto degli skipass solo a chi ha pernottato in una struttura ricettiva o in una seconda casa “si sarà in grado di sapere con precisione il numero degli avventori per ogni giorno e in questo modo potremo gestire al meglio l’afflusso e il deflusso agli impianti di risalita. Si tratta di una soluzione ragionevole, da adattare alle esigenze di ciascun territorio. Il Governo ci ascolti, consenta l’apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale”. Permettere la mobilità regionale durante le festività è infatti, sostengono le aree alpine, un requisito necessario per il settore: “se il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo intendono vietarla per evitare feste e momenti di aggregazione, consentano perlomeno la mobilità tra Regioni per chi ha prenotato in una struttura ricettiva almeno una notte”.
Anche l’Abruzzo si accoda alle richieste delle regioni alpine per la riapertura delle piste da sci. “Mi sono confrontato con i miei colleghi delle Regioni Alpine definendo una strategia comune che vede come via maestra l’apertura degli impianti di risalita a Natale solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni sciistiche abruzzesi o per chi possiede o affitta una seconda casa”. Ad annunciarlo è infatti l’Assessore Regionale al turismo Daniele D’Amario, che conferma come la Regione da domani disciplinerà la concessione di 3 milioni di euro di ristori al settore.
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Scuola:ipotesi in Dpcm,Prefetti in campo per trasporti
Per coordinare l’organizzazione del trasporto legato alle scuole
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30 novembre 2020
17:13
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Potrebbero essere i Prefetti a coordinare, nei rispettivi territori, l’organizzazione del sistema del trasporto legato all’attività scolastica. È quanto prevede una norma, scritta dal ministero dell’Istruzione in accordo con il ministero dell’Interno, che si pensa di inserire già nel prossimo Dpcm. Il lavoro dei Prefetti, in particolare per le Città metropolitane, sarebbe finalizzato a velocizzare la riorganizzazione dei trasporti in vista di una riapertura a regime del 100% delle scuole superiori.
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COVID:Fedriga, ipotizzo ritorno zona gialla
Calo dei nuovi contagi (575), appiattita curva terapie intensive
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TRIESTE
30 novembre 2020
18:51
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Il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, ha ipotizzato “un ritorno in zona gialla” a breve. Lo ha detto oggi, nella conferenza stampa settimanale sull’andamento dell’epidemia. “Questa settimana – ha detto – siamo a 4.502 nuovi contagiati, in calo rispetto alla settimana precedente. Anche se è un dato questo che non influisce sul Rt, ci fa ben sperare”.
Oggi, secondo la Regione, in Fvg sono stati rilevati 575 (-105) nuovi contagi, pari all’8,24 per cento dei 6980 tamponi eseguiti, e 21 (+5) decessi da Covid-19. Le persone risultate positive al virus in regione dall’inizio della pandemia ammontano in tutto a 30.650, di cui 7.264 a Trieste, 13.518 a Udine, 5.768 a Pordenone e 3.733 a Gorizia, alle quali si aggiungono 367 persone da fuori regione. I casi attuali di infezione sono 14.876. Diminuiscono a 55 (-2) i pazienti in cura in terapia intensiva e aumentano a 633 (+13) i ricoverati in altri reparti. I decessi sono a 838. I totalmente guariti sono 14.936, i clinicamente guariti 361 e le persone in isolamento 13.827.
Inoltre Fedriga ha annunciato, sempre nel punto stampa odierno, che in Fvg è allo studio una nuova soluzione diagnostica, ossia il test salivare che potrà sostituire il tradizionale tampone.
“Il dato eclatante – ha spiegato Fedriga – è che su 25 soggetti asintomatici, il test salivare è risultato il 10% più sensibile del tampone”.
Sul fronte politico, il governatore del Fvg si è detto “molto preoccupato per la questione relativa alla situazione delle località turistiche di montagna” in quanto “se vogliamo contenere il virus, o c’è un impegno complessivo europeo oppure tutto diventa più difficile, perché se noi ci impegniamo a tenere chiuse le stazioni sciistiche e invece l’Austria dovesse aprirle tutte, ci troveremmo con il paradosso di esportare turismo nella vicina repubblica e di importare contagiati”.
Infine il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, in videoconferenza con i vertici delle altre Assemblee legislative italiane, ha annunciato che il Fvg “è pronto a esportare il proprio modello di ripartenza post crisi da Covid-19 attraverso l’utilizzo delle risorse legate al Recovery Fund e ad altri canali europei di finanziamento”.
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50 anni divorzio, la legge che aprì la stagione dei nuovi diritti
Sabbadini, oggi come ieri sono le donne a dover scendere in campo
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30 novembre 2020
19:37
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Mezzo secolo di vita del divorzio in Italia. Cinquant’anni da quel primo dicembre 1970 quando il Parlamento diede il via libera alla ‘Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio’, la legge 898, mettendo così fine ad un tabù della società italiana dove sposarsi era una scelta a vita. La legge sul divorzio altro non è che il primo passo verso una stagione prolifica di norme che ha scardinato obsoleti privilegi patriarcali e ha permesso l’accesso a nuovi diritti civili.
“La legge sul divorzio – commenta la statistica Linda Laura Sabbadini, chair di W20, Women20 gruppo di supporto al W20 che si terrà il prossimo anno, e componente del Comitato Colao – ha aperto una grande stagione di conquista di diritti civili e non solo. Nel 1975 il nuovo diritto di famiglia, cade la patria potestà. Passa la parità dei coniugi nella coppia e soprattutto cade la discriminazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
Certo rimane ancora il delitto d’onore ma anche questo crolla nel 1981. E ancora la legge sui consultori. Il 1978 la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza; sempre nello stesso anno l’istituzione del Servizio Sanitario nazionale basato sul circuito prevenzione, cura, riabilitazione, balzo in avanti per il diritto alla salute. E ancora la Legge Basaglia. Gli anni ’70 sono stati una stagione effervescente nell’avanzamento dei diritti. Una rivoluzione che non poteva più attendere si è sviluppata anno dopo anno. Una modernizzazione culturale del Paese che ha permesso l’avanzamento della democrazia perché quando crescono i diritti, avanzano tutti, donne, figli, gli stessi uomini. Avanza la libertà di scegliere la propria vita, il proprio destino salvaguardando il coniuge più vulnerabile e i figli”.
La 898, giunta ad approvazione dopo lunga gestazione e nonostante la dura opposizione dei movimenti cattolici e del partito di maggioranza di allora, la Democrazia Cristiana, è sopravvissuta raccogliendo un largo consenso (circa il 60%) al tentativo abrogativo del 1974; il primo referendum abrogativo dell’Italia repubblicana che divise il Paese in due, in fazioni di favorevoli e contrari.
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Con la conferma della legge Fortuna-Baslini, dal nome dei primi firmatari, si afferma un significativo cambio di rotta nella società: gli italiani distinguono chiaramente, per la prima volta, la sfera religiosa dalle leggi dello Stato. Quanto è diverso il Paese odierno da quello di allora?
“Oggi – prosegue Sabbadini, esperta di studi di genere – è necessario aprire una nuova stagione dei diritti per garantire che le norme siano rispettate. Tanto è stato accelerato quel processo negli anni ’70 quanto è lentissimo oggi il raggiungimento dell’uguaglianza di genere. Molti dei principi della nostra costituzione, in particolare l’art.3, che riguarda la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’uguaglianza fra i cittadini non sono applicati”.
Ecco che, a suo avviso, “va rotto il muro di resistenza che impedisce di investire sulle infrastrutture sociali per liberare le donne da un sovraccarico di lavoro di cura insostenibile che impedisce che si realizzino su tutti i piani”.
“Ma oggi come ieri – conclude Sabbadini – sono le donne a dover scendere in campo. Altrimenti non ce la faremo. E quindi, avanti con un piano straordinario per l’occupazione femminile e delle infrastrutture sociali. Avanti con le donne al comando. Avanti con i fondi per l’imprenditoria femminile. Dobbiamo anche oggi modernizzare il Paese. Se le donne non andranno avanti il nostro Paese sprofonderà”.

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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