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Iraq: Papa, addolorato per atto brutale e insensato
‘Confido che si continuerà a lavorare per la pace’
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CITTA DEL VATICANO
21 gennaio 2021
14:22
AGGIORNATO IL
22 GENNAIO 2021
22:49
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Il Papa è “profondamente rattristato” per l’attentato a Baghdad di questa mattina. “Nel deplorare questo insensato atto di brutalità, prega per le vittime decedute e i loro familiari, per i feriti e per il personale impegnato nei soccorsi.
Confidando che tutti continueranno a lavorare per superare la violenza con fraternità, solidarietà e pace, Papa Francesco invoca sulla nazione e sul suo popolo la benedizione dell’Altissimo”. E’ quanto si legge in un telegramma a firma del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, indirizzato al presidente dell’Iraq Barham Salih. Il Papa ha in agenda un viaggio in Iraq dal 5 all’8 marzo.
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Raggi si blinda, ritira delega a vicesindaco e assessore
Bergamo da sempre vicino a sinistra, “diversa visione politica”
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22 gennaio 2021
23:36
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Rimette ancora una volta a punto la sua squadra di governo Virginia Raggi. In serata ha ritirato le deleghe al vicesindaco Luca Bergamo e all’assessore allo Sviluppo economico Carlo Cafarotti.
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Al momento la sindaca di Roma ha ripreso le deleghe alla Crescita culturale e Sviluppo economico, Turismo e Lavoro, ma il riassetto in giunta è alle porte: si parla dell’attuale assessore al personale Antonio De Santis come vicesindaco e al commercio Andrea Coia, attuale presidente della commissione attività produttive dell’assemblea capitolina.
La mossa della sindaca sembra prefigurare una blindatura in vista della corsa al bis in Campidoglio, un modo per dare alla giunta maggiore stabilità politica. Ringraziando entrambi i suoi stretti collaboratori per il lavoro fatto, la sindaca non nasconde la distanza politica con Bergamo. “Ci sono diversità di visioni politiche per il futuro di Roma. Ne abbiamo discusso di recente senza riuscire a trovare una sintesi”, spiega. E che la sintonia, su questo fronte non ci fosse più, era emerso già quando l’ormai vicesindaco aveva accolto non con pieno favore la decisione di Virginia Raggi di ricandidarsi per il secondo mandato, lamentando il fatto che fosse stata presa senza confronto con i partiti.
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Covid: Speranza firma ordinanza, Lombardia arancione
Decisione dopo ‘rettifica dati’ da parte della Regione
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23 gennaio 2021
13:31
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza con cui si annullano gli effetti di quella del 16 gennaio che aveva inserito in zona Rossa la Regione Lombardia, che rientra in zona arancione.
L’ordinanza ha validità dal giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per 15 giorni.
La decisione, si legge nell’atto, è stata presa “in ragione degli elementi sopravvenuti conseguenti alla rettifica dei dati operata dalla Regione Lombardia ora per allora, come certificati dalla Cabina di regia”.
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Papa: torna sciatalgia, non celebra messa e Vespri
Officiano Fisichella e Koch. Rinviata udienza Corpo diplomatico
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CITTÀ DEL VATICANO
23 gennaio 2021
18:59
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“A causa del ripresentarsi della sciatalgia, la celebrazione di domani mattina presso l’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana non sarà presieduta dal Santo Padre, ma da Sua Eccellenza Mons.
Rino Fisichella.
L’incontro con il Corpo Diplomatico di lunedì 25 gennaio è rimandato, mentre i Vespri per la conclusione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani nella Basilica di San Paolo saranno presieduti da Sua Eminenza il Card. Kurt Koch. Papa Francesco guiderà comunque la preghiera dell’Angelus nella Biblioteca del Palazzo Apostolico domani alle ore 12:00, come previsto”. Così il portavoce vaticano Matteo Bruni.
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Vaccini: lite tra Arcuri e De Luca in riunione online
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Presidente Campania contesta piano distribuzione
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NAPOLI
23 gennaio 2021
20:29
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Nella riunione di oggi tra Governo e Regioni sul piano vaccini c’è stato un aspro diverbio tra il commissario Arcuri e il governatore campano De Luca.
Nel vertice online convocato dal ministro Boccia, De Luca ha infatti sottolineato la sperequazione nel piano di distribuzione, che aveva già espresso nella diretta fb di ieri, chiedendo un riequilibrio. Un discorso che ha portato a uno scontro diretto con Arcuri finito in lite. “Abbiamo assistito al mercato nero dei vaccini – aveva detto De Luca ieri – è tempo di smetterla con le manfrine, arriveremo a chiedere l’invalidazione del piano di distribuzione”.
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Michel, ‘Ue farà rispettare contratti sui vaccini’
‘Abbiamo a disposizione tutti i mezzi giuridici’
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24 gennaio 2021
13:35
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La Ue intende “fare rispettare i contratti firmati” dalla Pfizer sui vaccini, se necessario anche ricorrendo a mezzi legali. Lo ha detto oggi Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ospite della trasmissione ‘Grand Rendez-vous’ della radio Europe 1.
“Possiamo utilizzare a questo scopo tutti i mezzi giuridici a nostra disposizione”, ha affermato Michel.
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Covid: Fontana, Sala sa che nostri dati sono pubblici
‘Se sindaco vuole sapere errore faccia richiesta al Ministero’
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MILANO
24 gennaio 2021
15:30
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“I dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo”. Il governatore lombardo Attilio Fontana risponde così al sindaco di Milano che ha chiesto al Pirellone di mostrare i dati per emergere la verità sul calcolo errato dell’Rt.
“Gli uomini del suo Governo, dopo che abbiamo fatto ricorso al Tar e segnalato anomalie sull’algoritmo dell’Istituto Superiore di Sanità che calcola l’Rt – contrattacca Fontana in un post su Facebook -, ci hanno chiesto di integrare i dati già inviati e non modificati con ulteriori specifiche che non fanno parte delle richieste standard. E, come per magia, il rosso è diventato arancione, se non giallo. Al contempo, la richiesta del Ministero si è trasformata in una ‘rettifica’ della Regione, evidentemente per gettare l’errore sugli altri”.
Dunque, “se Beppe Sala vuole sapere perché l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia, faccia richiesta al Ministero – prosegue -, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono”.
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Di Maio, su Navalny pronti anche a sostenere sanzioni Ue
Condanniamo arresto al suo arrivo in aeroporto
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24 gennaio 2021
17:47
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“Condanniamo chiaramente che un leader dell’opposizione sia stato arrestato al suo arrivo in aeroporto e siamo pronti a tutte le azioni diplomatiche, anche eventuali sanzioni da parte dell’Unione europea”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mezz’ora in più su Rai3, parlando del caso Navalny in Russia.
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Scuola: Fontana, medie aperte da lunedì
Per le superiori data ritorno in presenza presa dalle Prefetture
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MILANO
23 gennaio 2021
11:42
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Dato che la Lombardia torna in zona arancione “già da lunedì le scuole medie riprenderanno la propria attività in presenza”: lo ha annunciato il presidente della Regione Attilio Fontana aggiungendo che “quelle secondarie di secondo grado potranno riprendere le lezioni in presenza secondo l’organizzazione stabilita nei piani operativi delle Prefetture”.
“Regione Lombardia, per quanto di propria competenza – ha assicurato – ha già attivato le procedure affinché il Trasporto pubblico locale attui quanto previsto dalle Prefetture”.
La zona arancione è “un’ottima notizia”, secondo Fontana, e “viene confermato quello che da tempo sosteniamo, ovvero che i dati della Lombardia erano tali da collocare la nostra regione in zona arancione. E, in tal senso, la sola presentazione del ricorso al Tar del Lazio contro decisioni inique tutte romane ha contribuito a raggiungere il risultato auspicato”.
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Covid: class action commercianti per ‘errore’ zona rossa
Legale, con imprenditori contro responsabili
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MILANO
23 gennaio 2021
13:05
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“Dopo la conferma sui gravi errori” che “hanno bloccato la Regione Lombardia, locomotiva d’Italia, nella zona rossa, le associazioni di commercianti ed imprenditori hanno deciso di proporre una class action contro i responsabili per i danni subiti”. Lo scrive in una nota l’avv.
Francesco Borasi che, con il collega Angelo Leone, ha già raccolto le adesioni per la maxi causa di tre associazioni e una 20ina di commercianti. “Ci siamo attivati per chiedere i documenti alla Regione – spiega Borasi – ai fini della richiesta di risarcimento” dovuto al presunto errore di calcolo dell’indice Rt.
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Covid: Speranza firma ordinanza, Lombardia arancione
Decisione dopo ‘rettifica dati’ da parte della Regione
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MILANO
23 gennaio 2021
13:31
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza con cui si annullano gli effetti di quella del 16 gennaio che aveva inserito in zona Rossa la Regione Lombardia, che rientra in zona arancione.
L’ordinanza ha validità dal giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per 15 giorni.
La decisione, si legge nell’atto, è stata presa “in ragione degli elementi sopravvenuti conseguenti alla rettifica dei dati operata dalla Regione Lombardia ora per allora, come certificati dalla Cabina di regia”.
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Governo, Pd chiede un segnale. Berlusconi ‘vede’ elezioni
Ipotesi rinvio giovedì relazione Bonafede in Senato. Impegni istituzionali, sarà la capigruppo martedì a fissare il calendario
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24 gennaio 2021
09:01
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Il puzzle della complicatissima crisi di governo si arricchisce di nuove tessere, tuttavia le incognite rimangono tutte sul tavolo. Continuano le pressioni per la formazioni di un gruppo di responsabili. Il Pd con Bettini pensa a “un gruppo politico dentro il Parlamento” che esclude Renzi ma apre a forze europee e liberali. In più di qualcuno, però, vede avvicinarsi la possibilità delle elezioni anticipate.
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Un’ipotesi che tira in ballo il leader azzurro Silvio Berlusconi.
“Noi – dice il Cavaliere – avevamo avanzato la proposta di un governo di unità nazionale, proposta che è stata però subito esclusa dal Partito Democratico e dai Cinque Stelle. E’ chiaro che questo rifiuto avvicina il ricorso alle elezioni anticipate”. Lo dichiara in una nota il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. “Ci siamo allora rivolti al Capo dello Stato affinché fosse lui ad individuare la soluzione più adeguata e più saggia, capace di coniugare il rispetto della volontà popolare e la gravità del momento di emergenza che stiamo attraversando”, aggiunge.
“Mercoledì si andrà a votare la relazione sulla giustizia del ministro Bonafede. Sarà un passaggio molto difficile, non si discuterà davvero della relazione di Bonafede, ma della politica sulla giustizia che è stata fatta nei mesi scorsi. Non solo su quel terreno è difficile allargare la maggioranza, ma è difficile tenere insieme la maggioranza acquisita. Quindi riteniamo che ci voglia una iniziativa politica del governo e del ministro Bonafede per dare il segnale di un fatto nuovo senza il quale si rischia di andare a sbattere”.
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E potrebbe comunque slittare a giovedì la relazione in Senato del ministro Alfonso Bonafede sulla giustizia. E’ quanto si apprende da fonti di maggioranza, secondo le quali sarà in ogni caso la capigruppo, martedì, a fissare il calendario. Per impegni istituzionali del ministro, viene spiegato, la relazione potrebbe essere svolta mercoledì alle 16 alla Camera e al Senato il giorno seguente ma tutto dipenderà dalle valutazioni delle conferenze dei capigruppo.
Intanto, col post che ha chiamato al voto per la modifica dello statuto e, quindi, della nuova governance, il capo politico reggente, Vito Crimi, ha voluto porre le condizione per un MoVimento 5 Stelle pronto a una eventuale campagna elettorale. Altro segnale in questa direzione è che, secondo una fonte di primo piano, alla comunicazione sarebbe stata data la direttiva di “risvegliare” la rete sparsa in tutta Italia. “Non si tratta di un allarme vero e proprio”, fa sapere la stessa fonte ma “l’attivazione delle azioni preliminari per farsi trovare preparati” in caso la situazione dovesse precipitare dopo la crisi innescata da Matteo Renzi.
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Militanti FdI Torino denunciano, aggressione a nostro gazebo
‘Sono stati centri sociali, non è la prima volta’
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TORINO
23 gennaio 2021
16:37
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Aggressione a un gazebo di Fratelli d’Italia al mercato di corso Cincinnato, alla periferia di Torino. I militanti del partito di Giorgia Meloni sono stati accerchiati da alcune persone, che hanno danneggiato il gazebo e tentato di rubare le bandiere.
Lo denunciano gli stessi militanti di FdI.
“Una decina di esponenti dei centri sociali ci ha aggrediti e ha fisicamente cercato di rubare il materiale esposto al gazebo, sferrando calci e pugni contro la struttura e spintonandoci”, racconta Valentina Faccilongo. “Non è la prima volta che siamo oggetto di minacce ed aggressioni da questi facinorosi, ma di certo non riusciranno ad intimidirci”, sottolinea Enrico Forzese. PIEMONTE VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA TECNOLOGIA
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Scuola: quasi 1 milione di studenti ritorna sui banchi
Ma le proteste continuano. Si rientra in 5 regioni. In totale oltre 6 milioni in classe
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24 gennaio 2021
19:53
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Con il passaggio della Lombardia alla zona arancione, tornerà a suonare la campanella per quasi un altro milione di studenti italiani: solo in Lombardia sono 200 mila alle medie e 400 mila delle superiori (ma le scuole superiori milanesi hanno qualche giorno in più per attrezzarsi alla ripresa delle lezioni, che comunque saranno in presenza al 50%). Questi 600 mila lombardi si sommano agli altri 360 mila studenti delle superiori nelle regioni Liguria, Marche, Umbria (che si alterneranno in percentuali che vanno dal 50 al 75%) che rientrano domani a scuola insieme ai ragazzini delle scuole medie in Campania.
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Altri 640 mila studenti delle superiori erano tornati in classe lunedì 18 gennaio nel Lazio, in Emilia Romagna, in Molise e in Piemonte. L’11 gennaio le superiori erano rientrate nelle loro aule in Valle d’Aosta, Toscana e in Abruzzo. In Trentino Alto Adige gli studenti avevano fatto ritorno già dal 7 gennaio. All’appello mancano gli studenti delle superiori in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania e Puglia per i quali è stato stabilito che si tornerà il 1 febbraio. C’è poi la Sicilia che è in zona rossa: qui vanno in presenza i bambini fino alla prima media, tutti gli altri studiano a casa con la didattica a distanza.
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Pur essendo complessivamente ricominciata la scuola in presenza per oltre 6 milioni di ragazzi dalla ripresa dopo la pausa di Natale (in totale gli studenti italiani sono 8,4 milioni) proseguono manifestazioni, occupazioni e iniziative promosse da Comitati e studenti in varie città italiane.
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Governo: Dai vaccini al Recovery, le sfide e gli appuntamenti
Agenda fitta con le scadenze cruciali di aprile
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24 gennaio 2021
11:45
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Dalla consegna all’Europa del piano definitivo sul Recovery fino alla definizione della programmazione economica nel medio termine da scrivere nel Def, passando per tutta quella serie di misure e incentivi per far ripartire l’economia, prostrata dalla pandemia, come i Ristori o il blocco dei licenziamenti e la proroga della Cassa integrazione.
Senza contare le scadenze elettorali amministrative, la stessa legge elettorale che il premier ha esortato a modificare, fino ad arrivare all’aggiornamento del piano vaccini. Sono gli appuntamenti fondamentali che governo e Parlamento sono chiamati ad affrontare nei prossimi mesi.
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Con una dead-line cruciale che è quella di aprile.
E’ infatti entro la fine aprile che il governo, una volta ricevuta la relazione del Parlamento, dovrà inviare in Europa il piano dell’Italia sul Recovery. Il programma è già all’esame delle Camere che stanno svolgendo le prime audizioni e a cui il governo dettaglierà anche i risultati dei tavoli aperti in questi giorni con le parti sociali e le Regioni. Per fine aprile dovrà essere consegnato anche il prossimo Documento di economia e finanza, con gli obiettivi e il quadro delle previsioni economiche per il triennio, che il governo dovrà redigere entro il 10 dello stesso mese per presentarlo in Parlamento. E sempre ad aprile, l’11, si dovranno tenere le elezioni regionali in Calabria mentre, a meno di unificazione con un election day, nulla si sa ancora per le amministrative di Roma, Torino, Napoli e Milano che si dovrebbero svolgere in tarda primavera.
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Nel frattempo, grazie al voto sullo scostamento e ai 32 miliardi di risorse messi a disposizione, sono in definizione misure cruciali come il quinto decreto Ristori, con nuovi aiuti per le partite Iva, a partire dai contributi a fondo perduto, con un occhio a quelle categorie che non erano rientrate nei precedenti provvedimenti. Ma sul piatto ci sono anche il prolungamento della Cassa Covid e il possibile rinnovo del blocco dei licenziamenti anche se in modo più selettivo. In coda, c’è anche il consueto provvedimento di fine anno: il Milleproroghe che contiene tra l’altro la sospensione dell’esecuzione degli sfratti o le misure sullo smart working: il provvedimento è approdato alla Camera dov’è all’esame delle commissioni.
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Governo, Di Maio: ‘O si trova la maggioranza o meglio andare a votare’. M5s:’Attacco a Bonafede è attacco a noi’
Bellanova: ‘Difficile che Iv voti la relazione Bonafede’. Casini: ‘Conte si dimetta e ricucia con Renzi’. Tabacci: ‘Il premier si dimetta, nuovo governo o voto’. Ipotesi di rinvio sul nodo giustizia
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24 gennaio 2021
19:10
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“O nei prossimi giorni si trova la maggioranza, altrimenti sono il primo a dire che stiamo scivolando verso il voto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mezz’ora in più su Rai3. “Solo che in tempi normali si poteva votare anche ogni anno, in questi tempi ci giochiamo Recovery, vaccini e futuro della ripresa economica”, ha aggiunto.
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Ma “se non ci sono i voti adesso non ci sono neanche per il Conte ter. Se da Italia Viva “non si ritira la sfiducia non ci saranno presupposti per il dialogo”, ha proseguito Di Maio.”Se ci sono forze politiche che si vogliono avvicinare a questo governo ben venga – ha concluso – ma se dev’essere qualcosa di raccogliticcio sono il primo a dire andiamo al voto”. Sulla relazione Bonafede “il voto è un voto sul governo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mezz’ora in più su Rai3. E’ un atto che riguarda tutto il governo” e il M5s “non sarà – prosegue – né donatore di sangue né di organi per questo governo”. Nel Movimento, ha concluso, “non siamo mai stati così compatti, siamo un monolite”. “Se il tema è riparlare con Renzi, Conte è stato chiaro” sul fatto che non avrebbe più fatto parte della maggioranza “e noi tra Conte e Renzi scegliamo Conte” precisa Di Maio.
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“A chi ancora parla della prescrizione, diciamo solo di andarlo a chiedere alle famiglie delle vittime della strage di Viareggio a cui poco più di un paio di settimane fa tutta la politica ha dato loro solidarietà. L’attacco al nostro Alfonso Bonafede è un attacco a tutti noi”. Così il M5s in un post su Fb dove si ricorda: “da Bonafede, dal ministero da lui guidato e dal governo, sono arrivate anche le riforme del processo civile, di quello penale, del Csm e dell’ordinamento giudiziario, ferme alle Camere per il sopravvenire della pandemia che ha monopolizzato l’attività parlamentare”.
Secondo Pierferdinando Casini Giuseppe Conte dovrebbe recarsi al Quirinale e rassegnare le dimissioni e, forte di reincarico, “recuperare il dialogo con Renzi”. E’ il “consiglio gratuito” che ha dato al premier Pierferdinando Casini, intervistato a “In mezz’ora” su Rai3. Casini ha commentato le affermazioni di Di Maio sul rischio di elezioni se non si risolve la crisi in 48 ore: “Se fossi di Maio direi lo stesso, sapendo che è una bugia. Di Maio è stato bravissimo ad imparare, è più politico di me e dice ciò che alcuni del Pd dicono. Il tema elezioni serve per esasperare e spingere qualche parlamentare a sostenere il governo. Il tema vero è una crisi che è ancora aperta. La rincorsa ai responsabili ha la colpa di uccidere la credibilità del governo. Il tema vero è la politica, quando la politica è sostituita dalla aritmetica è la fine, quando un governo fa il conto con il pallottoliere cade, ricordatevi di Prodi e Berlusconi”.
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La crisi di governo, come nella scena madre di un film di Sergio Leone, è giunta allo stallo messicano, in cui tutti i contendenti si puntano reciprocamente le pistole senza che alcuno possa prevalere. I vertici Dem, infatti, ribadiscono il no al rientro di Iv nella maggioranza, ma aumentano i parlamentari Pd che non sono disposti a “morire per Conte”, mentre questi non è a sua volta disposto alle dimissioni e al reincarico per un Conte ter, non potendo tuttavia contare sull’arrivo in tempi stretti di nuovi “volenterosi”. “Ho fatto quello che potevo – dice in una intervista a ‘Repubblica’ Bruno Tabacci, presidente di Centro Democratico e tra i principali promotori dei “costruttori” – ma i numeri restano incerti e a questo Paese non serve una maggioranza raccogliticcia. A Conte ho suggerito un gesto di chiarezza: dimettersi per formare un nuovo governo. E se non ci riesce, si va al voto. Per vincere”.
Intanto dal Pd il ministro Boccia dice a SkyTg24: “”Noi un governo con i sovranisti non lo faremo mai, non possiamo farlo per tutelare l’Italia e la posizione italiana in Europa. Con Fi è diverso, ma la domanda va fatta a loro, sono loro che sono alleati con i sovranisti”. Boccia ha ribadito che non è possibile pensare ad un governo con tutti dentro in quanto “ci sono cose su cui non si media”.
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E su Renzi: “Possiamo confrontarci in qualsiasi momento, non è questo il nodo. Il problema di fondo e non farlo con un ricatto come condizione. Non è accettabile e non è accettabile facendolo ritirando i ministri”. “Siamo in Parlamento ed è lì che si può sempre trovare una soluzione”.
Lo stallo potrebbe saltare mercoledì sulla relazione del ministro Bonafede alle Camere, sui cui il governo rischia di essere bocciato, tanto che si ipotizza uno slittamento a giovedì per guadagnare tempo. I petastellati fanno quadrato attorno al ministro. “Il lavoro del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per migliorare e riformare il campo della giustizia è sotto gli occhi di tutti. Il Paese sta attraversando un momento complicato, ma anche in questo difficile anno, dove i tribunali sono rimasti chiusi a causa della pandemia, la giustizia non si è mai fermata ed è stato portato avanti un grande lavoro per aumentare notevolmente la digitalizzazione del processo”. Così in una nota di deputati e le deputate del MoVimento 5 Stelle, componenti della commissione Giustizia della Camera. “Ci sembra alquanto paradossale quindi, minacciare di non votare la relazione annuale sullo stato della giustizia, senza nemmeno averla ascoltata”.
“Ancora prendere tempo? Il Paese è bloccato e ha bisogno di un governo nel pieno delle sue funzioni e di risposte. Cosa voteremo? Ascolteremo e voteremo, certo il ministro Bonafede non può metterla sul piano di un confronto personale qui si tratta di idee politiche”. Lo ha detto questa mattina a SkyTg24 la senatrice di Italia Viva Teresa Bellanova, a proposito della relazione sulla giustizia. “Bonafede sa da tempo che per noi una giustizia giusta non significa mai diventare manettari ma significa una politica riformista. Se la relazione si basa sulle idee che Bonafede ha portato avanti negli anni è difficile che Iv possa votarla”.
Uno scenario fluido che mette in moto le mosse di Forza Italia e dei centristi che rilanciano il governo di unità nazionale. “L’opzione voto noi non l’abbiamo mai chiesta ma è la situazione che ci sta portando lì. Noi abbiamo sempre anteposto l’interesse nazionale a quello di partito. Non siamo noi che spingiamo per il voto – dice il vicepresidente di Fi Antonio Tajani a Skytg24 – sono i loro veti incrociati che rischiano di portare l’Italia al voto ma la parola poi, se Conte cadrà, sarà al Capo dello Stato che dovrà decidere il da farsi. Non abbiamo premuto noi per andare al voto ma le conseguenze rischiano di essere inevitabili”. “Noi non diamo aiuti sottobanco, ci affidiamo alla saggezza del presidente della Repubblica”.
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Papa prega per Edwin, senzatetto morto vicino a Piazza S.Pietro
‘Pensiamo a cosa sentì quest’uomo nel freddo ignorato da tutti, abbandonato anche da noi’
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CITTÀ DEL VATICANO
24 gennaio 2021
12:58
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“Lo scorso 20 gennaio a pochi metri da Piazza S.Pietro è stato trovato morto a causa del freddo un senzatetto nigeriano di 46 anni di nome Edwin. La sua vicenda s’aggiunge a quella di tanti altri senzatetto recentemente deceduti a Roma nelle stesse drammatiche circostanze”.
Così il Papa all’Angelus. “Preghiamo per Edwin: ci sia di motivo quanto detto da S.Gregorio Magno che dinanzi alla morte per freddo di un mendicante affermò che quel giorno non si sarebbero celebrate messe perché era come Venerdì Santo. Pensiamo a Edwin, a cosa sentì quest’uomo, 46 anni, nel freddo, ignorato da tutti, abbandonato anche da noi. Preghiamo per lui”.
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Card. Bassetti, irresponsabile discutere esistenza virus
Presidente Cei parla di “piaga sanitaria e sociale”
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PERUGIA
24 gennaio 2021
13:24
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Quello del Covid è “un virus che solo gli scienziati con il loro microscopio riescono a vedere e che, proprio per questo, qualcuno, in modo irresponsabile, ne arriva a mettere in discussione addirittura l’esistenza”: lo ha sottolineato il cardinale Gualtiero Bassetti nell’omelia in occasione di San Francesco di Sales. Il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia ha evidenziato che “nella nostra società si è abbattuta una piaga sanitaria e sociale prodotta dal virus”.
“Si tratta in realtà – ha sostenuto Bassetti parlando del Covid – di un morbo che attacca i più deboli e i più fragili e che sta sconquassando il nostro tessuto sociale e anche le nostre comunità ecclesiali. Dobbiamo fare di tutto per combatterlo. Con la virtù della prudenza, prima di tutto. Con la vaccinazione, come ha sottolineato Francesco, perché è ‘una scelta etica’. E anche con un racconto degli eventi vero e credibile – ha concluso il card. Bassetti -, senza lasciarsi ammaliare da narrazioni complottistiche o negazioniste”.
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Covid: Fontana, Sala sa che nostri dati sono pubblici
‘Se sindaco vuole sapere errore faccia richiesta al Ministero’
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MILANO
24 gennaio 2021
15:30
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“I dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo”. Il governatore lombardo Attilio Fontana risponde così al sindaco di Milano che ha chiesto al Pirellone di mostrare i dati per emergere la verità sul calcolo errato dell’Rt.
“Gli uomini del suo Governo, dopo che abbiamo fatto ricorso al Tar e segnalato anomalie sull’algoritmo dell’Istituto Superiore di Sanità che calcola l’Rt – contrattacca Fontana in un post su Facebook -, ci hanno chiesto di integrare i dati già inviati e non modificati con ulteriori specifiche che non fanno parte delle richieste standard. E, come per magia, il rosso è diventato arancione, se non giallo. Al contempo, la richiesta del Ministero si è trasformata in una ‘rettifica’ della Regione, evidentemente per gettare l’errore sugli altri”.
Dunque, “se Beppe Sala vuole sapere perché l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia, faccia richiesta al Ministero – prosegue -, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono”.
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Allarme Senato, pressing su Conte-ter e apertura a Iv
Boccia: ‘Sì al confronto ma no ai ricatti’. Di Maio: ‘Mercoledì voto sul governo’
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25 gennaio 2021
08:49
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Come nelle partite di poker i giocatori alzano la posta per intimorire gli avversari, così in questa crisi di governo latente gli attori in campo drammatizzano lo scontro per spingere gli altri a cedere. La domenica si è infatti segnalata da una parte per la pressione su Conte a riaprire il dialogo con Iv, passando per le dimissioni al Quirinale; dall’altra Luigi Di Maio ha paventato il voto anticipato in caso di bocciatura mercoledì della relazione sulla giustizia del ministro Bonafede alle Camere, dando 48 ore di tempo ai “volenterosi” per uscire allo scoperto.
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I potenziali responsabili sembrano resistere allo spauracchio delle urne ma la pressione su parlamentari di Iv e centristi resta forte e la tensione sembra alzarsi, nelle ore in cui Palazzo Chigi sceglie il silenzio.
A smuovere lo stallo in mattinata ci ha pensato il ministro Dem Francesco Boccia, uno dei più vicini a Conte, che lo ha invitato a riaprire il dialogo con Iv, rompendo quindi il mantra del “mai più con Renzi” finora ripetuto dai vertici del Pd. “In questa crisi irresponsabile aperta da Iv – sottolinea comunque il titolare degli Affari Regionali – non c’è alternativa a Conte Premier”. Anche il capogruppo Dem alla Camera Graziano Delrio, che pure in Aula aveva attaccato Renzi, ha rivolto lo stesso invito a Conte, pur chiedendo al leader di Iv un “gesto” di ravvedimento, un “fatto” oltre alle parole ribadite in giornata da Ettore Rosato o Teresa Bellanova. Un gesto che potrebbe essere per esempio un voto non ostile su Bonafede.
Il problema, infatti, è che in vista del voto mercoledì sulla relazione del Guardasigilli, non si vedono nuove truppe che allarghino l’esiguo drappello dei “volenterosi” emerso la scorsa settimana, come ha confermato uno dei promotori dell’iniziativa, Bruno Tabacci, il quale suggerisce a Conte di rimettere il mandato al Quirinale, riaprire il dialogo con Iv in vista di un Conte ter. La risposta è arrivata da Luigi Di Maio, che ha prima posto un veto a Renzi (“tra Conte e Renzi, scegliamo Conte”); poi ha drammatizzato il voto di mercoledì (“non è un voto su Bonafede ma sul governo”) e infine intimato ai potenziali “responsabili” di palesarsi entro 48 ore, cioè entro il voto di mercoledì, altrimenti si “scivolerebbe verso il voto”. Le parole di Di Maio a “In mezz’ora” sono state smontate subito dopo da Pierferdinando Casini, anch’egli ospite di Lucia Annunziata: “Di Maio parla di elezioni sapendo che è una bugia”, anche perché se dovesse cadere Conte “poi c’è sempre qualcun’altro” su cui si costruisce una maggioranza in Parlamento: ed ecco il “consiglio gratuito” del vecchio democristiano: Conte rimetta il mandato da Mattarella, riapra il dialogo con Renzi, ottenendo il reincarico. Anche Benedetto Della Vedova (+Europa), oggi all’opposizione, rivolge la stessa esortazione come premessa ad un allargamento della maggioranza in chiave europeista. E importanti senatori del Pd, come il capogruppo Andrea Marcucci, il suo vice Gianni Pittella, Dario Stefàno e Stefano Collina hanno palesato l’irritazione verso il muro contro muro di Conte.
In questo scenario Forza Italia, rientrata in gioco sabato con Silvio Berlusconi con la proposta di un governo istituzionale, scommette sul fatto che Conte non ascolti i consigli, venga in Aula per la conta, e la perda. “Conte è parte del problema e non la soluzione” dicono Andrea Cangini e Osvaldo Napoli. Quindi se il premier dovesse cadere si aprirebbero scenari graditi agli azzurri, come un governo Ursula o di unità nazionale. Di qui l’esortazione a tutti gli azzurri di Maria Stella Gelmini a serrare le fila: “tutti i veri garantisti votino ‘no’ a Bonafede”: poi, morto un Papa se ne farà un altro.
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Covid: governatori Lega, cambi il sistema valutazione
Il governo non può ad ogni problema esimersi da responsabilità e incolpare le regioni”
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MILANO
25 gennaio 2021
11:17
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I governatori della Lega rinnovano “la richiesta di una revisione immediata delle procedure” per determinare il colore delle Regione in modo da “affrontare con serenità maggiore una grave situazione”. “Il governo non può ad ogni problema esimersi da responsabilità e incolpare le regioni” sottolineano Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Chtistian Solinas (Sardegna), Nino Spirli (Calabria), Donatella Tesei (Umbria) e Luca Zaia (Veneto).
“Il sistema – sostengono i goernatori del Carroccio – può avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone e sull’economia, come nel caso della Lombardia, quindi è necessario il massimo rigore nell’analisi dei dati”.
Da qui la richiesta di una revisione. “Ci aspettiamo da Conte e Speranza un atto di realismo e maturità nei confronti dei cittadini e delle istituzioni. Il clima degli insulti – proseguono – non fa bene a nessuno. Ribadiamo la volontà di una leale collaborazione su tutti i temi, dai vaccini alle misure per contrastare la diffusione del virus ma ci aspettiamo dall’esecutivo lo stesso spirito e volontà per il bene del Paese e di tutti i cittadini”
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Bettini: “Renzi dia segnali per aprire fase nuova”
Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: ‘Il Pd non ha mai puntato e non vuole le elezioni’. Patuanelli: ‘Chi è il problema non può essere la soluzione’
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25 gennaio 2021
11:56
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“Ora Renzi dimostri effettivamente di avere il senso non dell’errore ma un po’ del salto nel buio che lui ha procurato e incominci in Parlamento a dare qualche segnale, se ci sono delle aperture” nella relazione del ministro Alfonso Bonafede sulla giustizia. Lo dice Goffredo Bettini del Pd a Omnibus su La 7.
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“Se è un Renzi che ha rotto direi di no, se si mette nell’ottica di una responsabilità nazionale senza ricatti e senza prepotenze, si può guardare a una fase nuova”, ha spiegato. In ogni caso, per Bettini, “per il ricorso eventuale al voto la responsabilità è di chi ha staccato la spina, noi faremo di tutto per evitarlo”.
“Accusano me ed Andrea Orlando – sostiene Bettini – di aver chiuso a Renzi. Io ho dato a Renzi quel che era giusto dare a quell’area politica. Il Pd è stato il partito della responsabilità, ha sollecitato tutti a fare la loro parte ma se si parla di elezioni è stato Renzi a staccare la spina”.
“Noi pensiamo all’Italia non ai gr parlamentari, il Pd considera le elezioni ora una sciagura”, ha aggiunto. “E’ evidente dai numeri che ci sono attualmente, ma anche se i numeri dovessero crescere nei prossimi giorni, che c’è l’esigenza di costituire un nuovo governo, una fase nuova, che abbia come perno Conte”. “Penso sia giusto fare una verifica della maggioranza a anche sui temi della giustizia, sapendo però che in ogni caso bisogna aprire una fase nuova, con un governo con una maggioranza più larga”, ha rilevato. In ogni caso, ha aggiunto Bettini, “non è possibile ritrarsi di fronte a un nodo che dovrà essere sciolto. Se non c’è un accordo sulla giustizia, come si fa a pensare a un nuovo governo”.
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Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, sottolinea che “il Pd non ha mai puntato e non vuole le elezioni: siamo stati chi s’è speso di più per non fare le elezioni, siamo stati responsabili e portato avanti la battaglia sui contenuti. E’ stato Renzi che ha portato a questo rischio, con una crisi al buio. Bisogna uscire da questa situazione. Va evitato e per farlo il Pd si sta adoperando per garantire un governo autorevole e con una base parlamentare ampia, europeista”.
E il ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, rincara: “Chi è il problema non può essere la soluzione. Non è una questione personale ma di affidabilità politica”.
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Cinque anni fa spariva Giulio Regeni, oggi il caso in Ue
Fassino, vicenda riguarda tutti. Videocerimonia a Fiumicello
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TRIESTE
25 gennaio 2021
08:55
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Il 25 gennaio 2016 alle 19.41 Giulio Regeni inviò dall’Egitto il suo ultimo sms. Di lui non si seppe più nulla fino al 3 febbraio, quando il cadavere, torturato, fu trovato su una strada tra Il Cairo e Alessandria.
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A cinque anni da quel messaggio la verità sull’assassinio del ricercatore friulano è ancora lontana, nonostante il lavoro della magistratura italiana e l’impegno del governo.
Oggi il caso sarà discusso nel Consiglio degli Esteri Ue, a parlarne in videoconferenza sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. I ministri europei potrebbero decidere di muovere altri passi. “La vicenda di Regeni riguarda tutti, non solo l’Italia”, ha scritto Piero Fassino, presidente Commissione Affari esteri della Camera, agli omologhi Ue, chiedendo “di assumere ogni iniziativa parlamentare, sul piano politico e diplomatico, a livello sia bilaterale sia multilaterale”, un “impegno per la legalità internazionale e per il rispetto dei diritti umani”.
Intanto la comunità di Fiumicello, il paese dov’è cresciuto il ricercatore, si prepara a ricordare Giulio. Quest’anno gli eventi si svolgeranno in streaming sul sito di ‘La Repubblica’ e sulle pagine Facebook ‘Il comune informa – Fiumicello Villa Vicentina’, ‘Giulio siamo noi’ e ‘Verità per Giulio Regeni’.
Sul fronte delle indagini, giorni fa la Procura di Roma ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per il generale egiziano Tariq Sabir e per altri tre membri dei servizi segreti del regime del Cairo, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. L’obiettivo dei magistrati capitolini è portare a processo i quattro 007 che prelevarono Giulio nel gennaio del 2016, lo trasferirono in una villetta al Cairo dove per giorni venne torturato brutalmente e poi ucciso.
Un processo che l’Egitto ritiene immotivato e basato su “conclusioni illogiche”.
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Regeni: Sassoli, continueremo sempre a chiedere giustizia
Grazie alla magistratura per l’importante lavoro svolto
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BRUXELLES
25 gennaio 2021
09:38
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“Il 25 gennaio, 5 anni fa, Giulio Regeni veniva sequestrato e poi brutalmente torturato e ucciso dalle forze di sicurezza egiziane. Un sentito grazie alla magistratura italiana per l’importante lavoro svolto.
Non ci stancheremo mai di chiedere giustizia”. Così in un tweet il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha ricordato l’anniversario della scomparsa di Giulio Regeni.
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Regeni:Mattarella,Egitto dia adeguata risposta per verità
Presto processo per punire colpevoli
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25 gennaio 2021
09:52
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“L’azione della Procura della Repubblica di Roma, tra molte difficoltà, ha portato a conclusione indagini che hanno individuato un quadro di gravi responsabilità, che, presto, saranno sottoposte al vaglio di un processo, per le conseguenti sanzioni ai colpevoli. Ci attendiamo piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, sollecitate a questo fine, senza sosta, dalla nostra diplomazia”.
Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cinque anni dal rapimento a Il Cairo di Giulio Regeni.
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Regeni: ‘Borrell caso grave per Ue, Egitto faccia luce’
Rappresentante Esteri Ue ringrazia Di Maio per discussione
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BRUXELLES
25 gennaio 2021
10:13
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L’Alto rappresentante dell’Unione europea, Josep Borrell, intervenendo al Consiglio dei ministri degli Esteri ha ringraziato Luigi Di Maio per aver chiesto di discutere del caso di Giulio Regeni alla Ue, poiché è una questione grave non solo per l’Italia ma per tutta l’Unione.
Si apprende da fonti, a Bruxelles.
Parlando del “brutale” assassinio Borrell ha evidenziato come da allora si sia chiesto all’Egitto di far luce sul caso e di cooperare. “Siamo sodali” con l’Italia e la famiglia Regeni nella richiesta di far piena luce, ha detto.
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Scuola: Azzolina, soddisfatta quando tutti studenti in classe
‘I recuperi si stanno già facendo e se ne faranno di più perché non possiamo aspettare giugno. Ho chiesto altri soldi per i ristori formativi per potenziare i corsi di recupero’
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25 gennaio 2021
11:43
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“Sarò davvero soddisfatta quando tutti gli studenti italiani torneranno in classe”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ad Agorà. “I recuperi si stanno già facendo e se ne faranno di più perché non possiamo aspettare giugno.
Ho chiesto altri soldi per i ristori formativi per potenziare i corsi di recupero”.
“Recuperare i giorni persi a giugno? Sul calendario la competenza è delle regioni”, ha aggiunto.
La maturità quest’anno “sicuramente sarà diversa da quella ordinaria, perché le condizioni sono diverse, sarebbe irrealistico pretendere di svolgere un esame di maturità come quando non c’era la pandemia”. Così a Buongiorno, su SkyTG24 il presidente dell’Associazione nazionale Presidi Antonello Giannelli. “Credo che rispetto all’anno scorso si possa pensare ad un esame più consistente. Al momento è prematuro identificare un format, ma per il momento è ipotizzabile almeno una prova scritta oltre a quella orale. Dipende molto anche dal piano vaccinale: se potessimo contare su una vaccinazione diffusa per quell’epoca sarebbe diverso”.
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Scuola: Acquaroli, domani giorno importante, fare attenzione
Virus gira molto. 130 bus in più per trasporto scolastico
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ANCONA
24 gennaio 2021
15:21
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“Domani sarà un giorno importante per la nostra regione perché ripartiranno, seppure al 50%, le scuole superiori in presenza. Mi raccomando, prestiamo la massima attenzione perché il virus gira ancora molto.
Il trasposto scolastico è stato potenziato con oltre 130 autobus, così da evitare calca e assembramenti. Ricordiamo che è sempre possibile, per tutta la popolazione scolastica, studenti, docenti e personale, effettuare il tampone gratuitamente e senza prenotazione nelle sedi predisposte per lo screening di massa, che sono comunicate nel sito istituzionale della Regione. Buon rientro a tutti, sperando che sia un primo passo verso la normalità”. Così il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, su facebook.
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Covid: da oggi Lombardia in arancione. Sala: ‘La Regione mostri dati sull’Rt’
Ira di commercianti e dei presidenti delle due regioni
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MILANO
24 gennaio 2021
21:28
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La Lombardia da oggi torna arancione, dopo essere stata una settimana rossa per errore. Ed è su quell’errore che si è consumato lo scontro politico e non solo, con i commercianti che ora minacciano una class action per i danni immotivati che hanno subito. Il nodo è: di chi è la colpa se la Regione il 16 gennaio, pieno periodo di saldi, è finita in zona rossa anche se non doveva? Errore nei numeri della Regione o nel calcolo della Cabina di regia e del Ministero? Nell’ordinanza firmata per riportare la Lombardia in zona arancione, il ministro della Salute Roberto Speranza ha messo nero su bianco che la decisione è stata presa sulla base dei dati “rettificati” dalla Lombardia.
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E anzi, ha annunciato che il ricorso presentato nei giorni scorsi contro la zona rossa al Tar del Lazio andrà avanti, con l’impugnazione anche dell’ultima ordinanza di Speranza e dei verbali del Cts e della cabina di regia in cui si parla di una rettifica.
“Buttare in rissa la questione dell’Rt lombardo certamente contribuisce a non fare emergere la verità. E i cittadini lombardi, questa volta più che mai hanno il diritto di sapere come stanno le cose”. Per tanto “la cosa più semplice per chiudere la questione è che la Regione Lombardia faccia vedere i dati. Il calcolo dell’Rt è un fatto eminentemente tecnico, non politico!”, ha scritto il sindaco di Milano Beppe Sala sulla sua pagina Instagram, commentando la questione.
Arriva la replica di Fontana: “I dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo”. Il governatore lombardo risponde così al sindaco. Dunque, “se Beppe Sala vuole sapere perché l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia, faccia richiesta al Ministero – prosegue -, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono”.
E Fontana intanto ha annunciato che alla prossima seduta della conferenza Stati-Regioni chiederà “al governo che nell’ambito del prossimo scostamento autorizzato dal Parlamento venga inserita esplicitamente una somma che equivale a quello che è stato il danno che le nostre categorie hanno subito”.
Sono 14 a questo punto le Regioni in area arancione. Con una ordinanza il ministro della Salute Speranza conferma in area arancione Calabria, Emilia Romagna e Veneto. Restano in questa fascia anche: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. Con le ultime ordinanze firmate oggi sono, inoltre, entrate in fascia arancione anche la Sardegna e la Lombardia, che prima erano rispettivamente in fascia gialla e rossa.
A criticare le decisioni sulle zone non è solo la Lombardia, che ora si prepara a riaprire con il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha firmato un’ordinanza per scaglionare gli orari mattutini con l’apertura dei negozi non alimentari posticipata alle 10.15. Contro il passaggio in arancione ha tuonato anche il presidente della Sardegna Christian Solinas, che chiede una rettifica altrimenti, ha spiegato, “tuteleremo le ragioni della Sardegna in altre sedi”. La Provincia autonoma di Bolzano invece continua ad esercitare le sue prerogative: aperti negozi e bar anche se è in zona rossa, ormai solo con la Sicilia.
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Covid: Musumeci, prossima settimana decisiva per zona rossa
Presidente a prefetti,grazie per impegno,intensificare controlli
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PALERMO
23 gennaio 2021
16:52
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Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha incontrato i nove prefetti dell’Isola, ringraziandoli per quello che fanno, e li ha esortati a intensificare i controlli anti Covid, nella convinzione che la prossima settimana possa essere quella decisiva per uscire dalla zona rossa e cominciare a guardare al futuro con maggiore ottimismo. Secondo quanto si è appreso, il presidente Musumeci durante l’incontro avrebbe ribadito che la svolta dipende dalla condotta singola e collettiva dei siciliani richiamando ciascuno alla propria responsabilità.
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Covid: Solinas “Isola arancione paradosso, ci tuteleremo”
Inauguriamo nuova Intensiva ma ministero decide su posti letto
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SASSARI
23 gennaio 2021
14:05
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“Abbiamo già manifestato ieri le nostre perplessità al ministro, speriamo in una rettifica oggi di questa decisione, altrimenti tuteleremo le ragioni della Sardegna in altre sedi”. Così il governatore della Sardegna, Christian Solinas, sul probabile inserimento dell’isola in zona arancione.
“È un paradosso, siamo qui a inaugurare un nuovo reparto di terapia intensiva con 30 posti – dice Solinas a Sassari, al taglio del nastro del nuovo reparto di terapia intensiva dell’Aou – e altri 14 ce ne saranno disponibili tra qualche giorno al Binaghi. Questo mentre il ministero ha preso una decisione per superamento percentuale dei ricoveri”.
A sostegno delle dichiarazioni del presidente Solinas ci sono anche le parole dell’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, che ribadisce: “È una decisione che non ci aspettavamo, tutto questo è davvero poco comprensibile”.
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Covid: Sardegna in zona arancione, divampano le polemiche
Dubbi da entrambi schieramenti politici,protestano i ristoratori
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CAGLIARI
23 gennaio 2021
13:26
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Dubbi e polemiche, da parte della politica ma non solo, accompagnano il passaggio della Sardegna in zona arancione. Il capogruppo dei Progressisti in Consiglio regionale, Francesco Agus, per esempio, fa notare che “a fine novembre le terapie intensive erano al collasso: stando ai dati reali, i pazienti Covid sono arrivati ad occupare il 55% dei posti disponibili in rianimazione”.
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Eppure, “in quel periodo l’Isola, non ho mai capito sulla base di quali dati e parametri, era classificata stabilmente in area gialla. Oggi invece, con un offerta ospedaliera più adeguata a rispondere all’emergenza e con dati sempre da livello di allerta ma estremamente meno preoccupanti di quelli visti in passato, siamo per la prima volta soggetti a restrizioni più severe”. L’esponente dell’opposizione sottolinea anche che “le restrizioni sarebbero in gran parte a danno delle attività che durante le feste, quindi nel periodo in cui si è verificato il peggioramento dei dati, erano obbligate alla chiusura. Il rischio concreto evidente è quello di attuare misure senza alcun effetto positivo sull’andamento del contagio”. Da qui la richiesta di chiarimenti alla Regione sui dati trasmessi alla cabina di regia nazionale.
Protesta anche Fratelli d’Italia, per voce del deputato Salvatore Deidda: “la Regione Sardegna, con un solo giorno di preavviso per effetto dell’ordinanza dello stesso ministro, diventa zona arancione. Fratelli d’Italia andrà fino in fondo per avere la massima trasparenza”. Inoltre, prosegue il parlamentare, “mancano i decreti attuativi ai precedenti provvedimenti economici, quindi i soldi non possono essere erogati e tarda il nuovo decreto senza più gli odiosi codici Ateco. Il ministro Boccia – conclude l’esponente di FdI – non garantisce la giusta collaborazione con le Regioni”.
Amarezza da parte di chi sarà maggiormente danneggiato dall’ingresso in zona arancione: “Siamo delusi, rispettiamo le regole ma è incomprensibile – scrivono su Facebook baristi e ristoratori sardi – ci chiediamo se sia possibile, dopo aver acquistato giovedì le merci, comunicare il sabato alle 12 la chiusura da domenica”.
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Procida 2022: Amendola, grande responsabilità, lavorare sodo
Il ministro in visita nell’isola accolto dal sindaco Ambrosino
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NAPOLI
23 gennaio 2021
12:42
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“Dobbiamo festeggiare la comunità procidana per il titolo di Capitale Italiana della Cultura ma sarà una grande responsabilità per cui bisognerà lavorare sodo” ha detto il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, giunto oggi in visita a Procida (Napoli).
Amendola è sbarcato a Marina Grande con una nave di linea proveniente da Napoli; al porto è stato accolto dal sindaco Dino Ambrosino che lo sta accompagnando a Palazzo D’Avalos, l’ex carcere a Terra Murata che in questi giorni viene riaperto al pubblico.
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Scuola: in Lombardia si prepara rientro in classe
Presenza fino in terza media in Sardegna
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23 gennaio 2021
09:21
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Con il passaggio, da domenica, di Lombardia e Sardegna in zona arancione, gli studenti dalla seconda media alle superiori potranno da lunedì, secondo le disposizioni del Dpcm del 14 gennaio, tornare a scuola (gli altri lo hanno già fatto dal 7 gennaio) salvo disposizioni diverse da parte delle Regioni. In Sardegna, in particolare, una ordinanza del governatore Solinas delle scorse settimane ha previsto la DaD al 100% fino al 1 febbraio per le superiori.
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La Prefettura di Milano con una nota ieri sera ha ribadito le condizioni del rientro secondo orari e modalità previste a livello nazionale ovvero per le superiori con una quota di lezioni in presenza che va dal 50% al 75%, come prevede l’ultimo Dpcm.
La Prefettura evidenzia che, dato il preavviso breve e il fine settimana, le scuole, in virtù dell’autonomia scolastica, possono differire di qualche giorno la ripresa delle attività didattiche in presenza, per organizzare al meglio il servizio.
L’ultimo Dpcm ha previsto che nelle cosiddette zone rosse (in cui fino a domani saranno Sardegna e Lombardia) restassero in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della secondaria di primo grado.
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Papa Francesco: ‘Divario economico non segni l’ordine di diffusione dei vaccini’
‘Smascherare le fake news, tutti siamo responsabili’
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CITTÀ DEL VATICANO
23 gennaio 2021
12:18
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“Pensiamo alla questione dei vaccini, come delle cure mediche in genere, al rischio di esclusione delle popolazioni più indigenti – dice il Papa nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali: “Chi ci racconterà l’attesa di guarigione nei villaggi più poveri dell’Asia, dell’America Latina e dell’Africa? Così le differenze sociali ed economiche a livello planetario rischiano di segnare l’ordine della distribuzione dei vaccini anti-Covid. Con i poveri sempre ultimi e il diritto alla salute per tutti, affermato in linea di principio, svuotato della sua reale valenza”. “Ma anche nel mondo dei più fortunati – aggiunge Francesco – il dramma sociale delle famiglie scivolate rapidamente nella povertà resta in gran parte nascosto: feriscono e non fanno troppa notizia le persone che, vincendo la vergogna, fanno la fila davanti ai centri Caritas per ricevere un pacco di viveri”.
“Tutti siamo responsabili della comunicazione che facciamo, delle informazioni che diamo, del controllo che insieme possiamo esercitare sulle notizie false, smascherandole.
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Tutti siamo chiamati a essere testimoni della verità: ad andare, vedere e condividere”. Così il Papa, sui “rischi di una comunicazione social priva di verifiche”, in cui “le notizie e persino le immagini sono facilmente manipolabili”, “anche solo per banale narcisismo”. Senza “demonizzare lo strumento”, occorrono “una maggiore capacità di discernimento” e “un più maturo senso di responsabilità, sia quando si diffondono sia quando si ricevono contenuti”. Parlando delle “opportunità e insidie nel web” nel suo Messaggio per la 55/a Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, papa Francesco sottolinea che “la rete, con le sue innumerevoli espressioni social, può moltiplicare la capacità di racconto e di condivisione: tanti occhi in più aperti sul mondo, un flusso continuo di immagini e testimonianze”. “La tecnologia digitale – prosegue – ci dà la possibilità di una informazione di prima mano e tempestiva, a volte molto utile: pensiamo a certe emergenze in occasione delle quali le prime notizie e anche le prime comunicazioni di servizio alle popolazioni viaggiano proprio sul web”. “È uno strumento formidabile – aggiunge -, che ci responsabilizza tutti come utenti e come fruitori”. “Potenzialmente tutti possiamo diventare testimoni di eventi che altrimenti sarebbero trascurati dai media tradizionali, dare un nostro contributo civile, far emergere più storie, anche positive – conclude -. Grazie alla rete abbiamo la possibilità di raccontare ciò che vediamo, ciò che accade sotto i nostri occhi, di condividere testimonianze”.
“Nella comunicazione nulla può mai completamente sostituire il vedere di persona. Alcune cose si possono imparare solo facendone esperienza. Non si comunica, infatti, solo con le parole, ma con gli occhi, con il tono della voce, con i gesti”, afferma papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. “La parola è efficace solo se si ‘vede’ – aggiunge -, solo se ti coinvolge in un’esperienza, in un dialogo. Per questo motivo il ‘vieni e vedi era ed è essenziale. Pensiamo a quanta eloquenza vuota abbonda anche nel nostro tempo, in ogni ambito della vita pubblica, nel commercio come nella politica”.
“Per poter raccontare la verità della vita che si fa storia è necessario uscire dalla comoda presunzione del ‘già saputo’ e mettersi in movimento, andare a vedere, stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni della realtà, che sempre ci sorprenderà in qualche suo aspetto”. E’ quanto afferma papa Francesco nel suo Messaggio per la 55/a Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, che quest’anno si celebra il 16 maggio, sul tema “‘Vieni e vedi’ (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono”. “Desidero quindi dedicare il Messaggio, quest’anno, alla chiamata a ‘venire e vedere’ – spiega il Pontefice -, come suggerimento per ogni espressione comunicativa che voglia essere limpida e onesta: nella redazione di un giornale come nel mondo del web, nella predicazione ordinaria della Chiesa come nella comunicazione politica o sociale”. “‘Vieni e vedi’ -aggiunge – è il modo con cui la fede cristiana si è comunicata, a partire da quei primi incontri sulle rive del fiume Giordano e del lago di Galilea”. “Anche il giornalismo, come racconto della realtà, richiede la capacità di andare laddove nessuno va: un muoversi e un desiderio di vedere. Una curiosità, un’apertura, una passione”, dice il Papa nel Messaggio per la 55/a Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. “Dobbiamo dire grazie al coraggio e all’impegno di tanti professionisti – giornalisti, cineoperatori, montatori, registi che spesso lavorano correndo grandi rischi – se oggi conosciamo, ad esempio, la condizione difficile delle minoranze perseguitate in varie parti del mondo; se molti soprusi e ingiustizie contro i poveri e contro il creato sono stati denunciati; se tante guerre dimenticate sono state raccontate”. “Sarebbe una perdita non solo per l’informazione, ma per tutta la società e per la democrazia se queste voci venissero meno: un impoverimento per la nostra umanità”, avverte Francesco. Secondo il Pontefice, “numerose realtà del pianeta, ancor più in questo tempo di pandemia, rivolgono al mondo della comunicazione l’invito a ‘venire e vedere’. C’è il rischio di raccontare la pandemia, e così ogni crisi, solo con gli occhi del mondo più ricco, di tenere una ‘doppia contabilità'”.
“Pensiamo al grande tema dell’informazione”, dice il Papa nel Messaggio per la 55/a Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. “Voci attente – prosegue – lamentano da tempo il rischio di un appiattimento in ‘giornali fotocopia’ o in notiziari tv e radio e siti web sostanzialmente uguali, dove il genere dell’inchiesta e del reportage perdono spazio e qualità a vantaggio di una informazione preconfezionata, ‘di palazzo’, autoreferenziale, che sempre meno riesce a intercettare la verità delle cose e la vita concreta delle persone, e non sa più cogliere né i fenomeni sociali più gravi né le energie positive che si sprigionano dalla base della società”. Secondo il Pontefice, “la crisi dell’editoria rischia di portare a un’informazione costruita nelle redazioni, davanti al computer, ai terminali delle agenzie, sulle reti sociali, senza mai uscire per strada, senza più ‘consumare le suole delle scarpe’, senza incontrare persone per cercare storie o verificare ‘de visu’ certe situazioni”. “Se non ci apriamo all’incontro – aggiunge -, rimaniamo spettatori esterni, nonostante le innovazioni tecnologiche che hanno la capacità di metterci davanti a una realtà aumentata nella quale ci sembra di essere immersi”. “Ogni strumento è utile – sottolinea ancora Francesco – e prezioso solo se ci spinge ad andare e vedere cose che altrimenti non sapremmo, se mette in rete conoscenze che altrimenti non circolerebbero, se permette incontri che altrimenti non avverrebbero”. Per il Papa, “il ‘vieni e vedi’ è il metodo più semplice per conoscere una realtà. È la verifica più onesta di ogni annuncio, perché per conoscere bisogna incontrare, permettere che colui che ho di fronte mi parli, lasciare che la sua testimonianza mi raggiunga”.
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Cgia: ‘esplosa’ produzione legislativa Covid, 450 norme
Più prolifico Ministero Salute, ‘scatenata’ macchina burocratica
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VENEZIA
23 gennaio 2021
11:41
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A causa della presenza del Covid-19 la produzione normativa è esplosa: sono 450 le misure legislative, tra circolari, ordinanze, decreti, Dpcm, leggi, linee guida sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, approvate a livello nazionale in poco meno di un anno. Lo rileva oggi l’ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia).
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Tra le 450 norme conteggiate non sono incluse le Faq del Governo e gli accorgimenti normativi anti-Covid che, sempre in questo periodo, sono stati approvati anche dalle Regioni e dagli Enti locali.
La Pubblica Amministrazione più prolifica in materia normativa è stata il Ministero della Salute, con 170 provvedimenti. Seguono la Protezione civile con 86, il Ministero dell’Interno con 37, l’Inps con 36, il Commissario per l’emergenza Covid con 35 e l’Inail con 8.
Ad attivare questa iperproduzione sono stati i 29 Decreti legge approvati finora dal Governo, i 23 Dpcm e le 14 leggi approvate dal Parlamento. La gravità della situazione – precisa la Cgia – ha imposto al legislatore di mettere in campo importanti misure a tutela della salute, disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari e interventi a favorire del lavoro e delle imprese: scelte legittime che, però, hanno “scatenato” in maniera imprevedibile la macchina burocratica pubblica.
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Covid, braccio di ferro Fontana-Speranza. Governatore: ‘Chiederemo i danni’. Ministro: ‘Trasmesso dati errati poi rettificati’
Lombardia e Sardegna in arancione. Restano gialle 4 regioni più Trento. Dopo cinque settimane di crescita ininterrotta, scende l’indice di trasmissibilità
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24 gennaio 2021
08:29
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza con cui si annullano gli effetti di quella del 16 gennaio che aveva inserito in zona Rossa la Regione Lombardia, che rientra in zona arancione. L’ordinanza ha validità dal giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per 15 giorni.
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La decisione, si legge nell’atto, è stata presa “in ragione degli elementi sopravvenuti conseguenti alla rettifica dei dati operata dalla Regione Lombardia ora per allora, come certificati dalla Cabina di regia”.
“Se da domenica la Lombardia tornerà arancione lo deve esclusivamente al fatto che noi abbiamo contestato i conteggi del governo”: ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana in un punto stampa in Regione con l’assessore al Welfare Letizia Moratti. “Sono indignato da quello che leggo e dalle false notizie offensive per la Lombardia e per le persone che ci lavorano”. Il ministro Speranza, che ha firmato la nuova ordinanza per mettere la Lombardia in zona arancione, “pretendeva che dicessimo che c’era stato un errore nostro. Ma non potevamo accettarlo per la dignità della Regione, per le nostre famiglie e le imprese”, ha spiegato l’assessore Letizia Moratti.
“Volevo anticipare che alla prossima riunione della conferenza delle Regioni – ha aggiunto Fontana parlando dei risarcimenti danni che alcune categorie hanno già annunciato di voler chiedere – avanzerò al governo la richiesta che nell’ambito del prossimo scostamento autorizzato dal parlamento venga inserita esplicitamente una somma che equivale a quello che è stato il danno che le nostre categorie hanno subito”.
LA CONFERENZA DI FONTANA:
“La relazione dell’Istituto Superiore di Sanità è chiarissima – ha fatto sapere il ministro della Salute, Roberto Speranza, in una nota -. La Regione Lombardia, avendo trasmesso dati errati, ha successivamente rettificato i dati propedeutici al calcolo del Rt e questo ha consentito una nuova classificazione. Senza l’ammissione di questo errore non sarebbe stato possibile riportare la Regione in zona arancione. Questa è la semplice verità. Il resto sono polemiche senza senso che non fanno bene a nessuno. Soprattutto a chi le fa”.
“La cabina di regia, composta da Istituto superiore di sanità, ministero della Salute e rappresentanti di Regioni, si è riunita per il monitoraggio dell’andamento epidemiologico dal quale è emerso che erano presenti alcune incongruenze nei dati della Regione Lombardia che la Regione stessa ha corretto, reinviando il file il 20 gennaio. Ciò ha permesso di ricalcolare l’Rt e di collocare quindi la Lombardia in zona arancione”. A chiarirlo è il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.
Restano gialle 4 regioni più la Provincia autonoma di Trento in base all’ordinanza firmata dal ministro Speranza. Nello scorso provvedimento era presente la Sardegna che invece da sarà arancione. Le Regioni gialle, oltre alla Provincia Autonoma di Trento, sono Campania, Basilicata, Molise e Toscana. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha infatti firmato tre nuove Ordinanze: il 22 gennaio una per la Regione Sardegna e una per Calabria, Emilia Romagna e Veneto; il 23 gennaio per la Regione Lombardia, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia (DM 30 aprile 2020), che si è riunita il 22 gennaio 2021. Le Ordinanze saranno in vigore dal 24 gennaio 2021. Sono 14 le Regioni in area arancione. Con una ordinanza il ministro della Salute Speranza conferma in area arancione Calabria, Emilia Romagna e Veneto. Restano in questa fascia anche: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. Con le ultime ordinanze firmate oggi sono, inoltre, entrate in fascia arancione anche la Sardegna e la Lombardia, che prima erano rispettivamente in fascia gialla e rossa. In base alla nuova configurazione dell’Italia per l’emergenza Covid, restano in area rossa la Sicilia e la Provincia Autonoma di Bolzano. Lo comunica il ministero della Salute facendo il punto sulle nuove ordinanze.
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SARDEGNA – “Abbiamo già manifestato ieri le nostre perplessità al ministro, speriamo in una rettifica oggi di questa decisione, altrimenti tuteleremo le ragioni della Sardegna in altre sedi”. Così il governatore della Sardegna, Christian Solinas, sul probabile inserimento dell’isola in zona arancione. “È un paradosso, siamo qui a inaugurare un nuovo reparto di terapia intensiva con 30 posti – dice Solinas a Sassari, al taglio del nastro del nuovo reparto di terapia intensiva dell’Aou – e altri 14 ce ne saranno disponibili tra qualche giorno al Binaghi. Questo mentre il ministero ha preso una decisione per superamento percentuale dei ricoveri”. Dopo cinque settimane di crescita ininterrotta, scende l’indice di trasmissibilità Rt in Italia collocandosi a quota 0,97, e calano anche i ricoveri nelle terapie intensive e nei reparti ordinari. Ma è troppo presto per pensare ad una effettiva inversione di rotta della curva epidemica da Covid-19: restano ancora troppi i decessi ed i casi – 472 le vittime nelle ultime 24 ore, con 13.633 nuove infezioni – e 12 regioni si mantengono comunque sopra la soglia critica del 30% di occupazione delle Rianimazioni. Continua ad essere un quadro preoccupante, sia pure con qualche primo segnale di miglioramento, quello che si evince dall’ultimo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e ministero della Salute (dati relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021, aggiornati al 20/1/2021) sull’andamento dell’epidemia da SarsCov2 nel Paese. Attualmente sono dieci le regioni con Rt sopra 1. Molise e Sicilia guidano la classifica dell’Rt rispettivamente con 1.38 e 1.27. Questo il quadro degli Rt puntuali regione per regione contenuto nella bozza del 36/o monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute con dati al 20 gennaio 2021 relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021.
LOMBARDIA – “Un’ottima notizia”: era stato il primo commento del presidente della Lombardia Attilio Fontana alla decisione di passare la Lombardia da zona rossa a zona arancione. Secondo Fontana, “viene confermato quello che da tempo sosteniamo, ovvero che i dati della Lombardia erano tali da collocare la nostra regione in zona arancione. E, in tal senso, la sola presentazione del ricorso al Tar del Lazio contro decisioni inique tutte romane ha contribuito a raggiungere il risultato auspicato”. Ancora una volta il presidente contro quelli che definisce “i professionisti della mistificazione della verità”, ripete “ancora una volta che i ‘dati richiesti’ alla Lombardia sono sempre stati forniti con puntualità e secondo i parametri standard. Semmai qualcuno a Roma dovrebbe chiedersi come mai Regione Lombardia abbia dovuto segnalare il ‘mal funzionamento’ dell’algoritmo che determina l’Rt dell’ISS. Chi, invece, sostiene il contrario lo deve dimostrare con atti concreti e non manipolando la realtà a uso propagandistico”. Dato che la Lombardia torna in zona arancione “già da lunedì le scuole medie riprenderanno la propria attività in presenza”: lo ha annunciato il presidente della Regione Attilio Fontana aggiungendo che “quelle secondarie di secondo grado potranno riprendere le lezioni in presenza secondo l’organizzazione stabilita nei piani operativi delle Prefetture”. “Regione Lombardia, per quanto di propria competenza – ha assicurato – ha già attivato le procedure affinché il Trasporto pubblico locale attui quanto previsto dalle Prefetture”. E sulla lettura di quello che è successo a proposito dei dati lombardi interviene l’assessore regionale del Pd Bussolati. “Qualche giorno fa i Sindaci di Peschiera, Cesano Boscone, Segrate, Vittuone e altri Comuni avevano denunciato gravi errori e dati sballati nel sistema informatico di Regione Lombardia sui contagi, con i numeri dei positivi sui territori schizzati da un giorno all’altro alle stelle e cittadini ormai Covid-negativi segnalati da Regione come ancora positivi”. E’ quanto sottolinea in post su Facebook il consigliere regionale del Pd, Pietro Bussolati, sul caso dei numeri poi aggiornati sui contagi che la scorsa settimana hanno portato la Lombardia in zona rossa. “Avevo chiesto di verificare i dati di Aria (società acquisti di Regione) che è la fornitrice del sistema, e chiesto se non ci fosse correlazione con i dati trasmessi al Governo nazionale. Ci avevano risposto che non era così, che i dati non erano gli stessi. Casualmente, due giorni dopo – osserva Bussolati -, la Giunta Fontana si è messa a correggere i dati sballati e ha inviato una rettifica al Governo, e oggi vengono ridotti i contagi sul sistema informatico regionale a disposizione dei sindaci. Proprio oggi sono stati rettificati, così come rettificati sono i dati nazionali. L’errore di calcolo è esattamente lo stesso, i guariti non considerati come tali e quindi lasciati per errore tra i contagiati”. Da qui l’attacco alla Regione dell’esponente dem: “Si sono accorti dell’errore dopo la denuncia dei Sindaci! È vergognoso che Fontana e la sua giunta abbiano commesso un errore così grave e se ne siano accorti così in ritardo, solo dopo le nostre segnalazioni. A pagare sono i commercianti e gli artigiani lombardi, i lavoratori, i cittadini, gli studenti. Non ci sono scuse: dimissioni”.
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Recovery: Panetta, è occasione unica, farne uso accorto
Covid aumenta rischi di divario ricchi-poveri
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25 gennaio 2021
11:52
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“I Piani di ripresa e resilienza che i paesi europei sono chiamati a predisporre per accedere alle risorse del programma Next Generation EU offrono un’occasione unica per rilanciare la crescita, orientandola verso percorsi sostenibili”. Lo sottolinea Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce, intervenendo al 50° anniversario dell’Aiaf secondo cui “lo shock provocato dal COVID-19 ha fatto riemergere, accentuandole, fragilità economiche, sociali e ambientali a livello globale, acuendo i rischi di un incremento delle iniquità e dei divari tra ricchi e poveri”.
“È divenuta evidente l’urgenza di affrontare i problemi in grado di condizionare il benessere dell’umanità. L’attività economica è al tempo stesso causa e vittima dei cambiamenti climatici”.
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Familiari Paolo Rossi ricevuti da Papa Francesco
Per loro messaggio di speranza in un momento dolore profondo
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PERUGIA
25 gennaio 2021
12:01
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Papa Francesco ha ricevuto, in udienza privata a Santa Marta, la moglie, la giornalista perugina Federica Cappelletti, e i figli di Paolo Rossi, Maria Vittoria, Sofia Elena e Alessandro con la fidanzata Matilde. Con loro gli amici di famiglia, con i quali ‘Pablito’ portava avanti progetti di beneficenza.
L’incontro in onore del campione del mondo di Spagna ’82, è stato un momento di grande commozione per tutti i familiari di Rossi, che ha incarnato valori importanti. I congiunti di Rossi hanno visto nell’incontro con Papa Francesco un messaggio di fede e speranza in un momento di dolore profondo.
Il Papa, è stato riferito, ha ricordato la responsabilità che ogni sportivo di livello ha nei confronti della gente e delle giovani generazioni. E Paolo ha sicuramente incarnato certi valori e principi sani.
I familiari di Paolo Rossi hanno donato al Papa un pallone in vetro di Murano, riproduzione di quello del Mondiale 1982. CALCIO
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