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Eni: non più olio di palma in bioraffinerie Marghera e Gela

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Ultimo aggiornamento 25 Ottobre, 2022, 13:30:34 di Maurizio Barra

(ANSA) – VENEZIA, 25 OTT – Eni ha definitivamente concluso
l’approvvigionamento di olio di palma nelle bioraffinerie di
Porto Marghera e Gela per la produzione di biocarburanti
idrogenati. Nelle scorse settimane – informa l’azienda – sono
giunti gli ultimi carichi, in anticipo rispetto all’obiettivo
dichiarato di diventare ‘palm oil free’ entro fine 2022.
   
Le bioraffinerie Eni di Venezia e Gela sono già oggi
alimentate con materie prime ‘waste & residue’ – scarti e
residui di lavorazione, come gli oli esausti di cucina e i
grassi animali – per più dell’85%, e con altre biomasse
regolamentate dalle normative europee e nazionali vigenti.
   
Dal Kenya a novembre arriverà a Gela il primo carico di olio
vegetale prodotto nell’agri-hub di Makueni, dove avviene la
spremitura di sementi di ricino, di croton e di cotone, gli
agri-feedstock di produzione Eni che non sono in competizione
con la filiera alimentare, coltivati in aree degradate, raccolti
da alberi spontanei o risultanti dalla valorizzazione di
sottoprodotti agricoli. A questi, la cui produzione arriverà a
2.500 tonnellate di olio entro la fine del 2022 e 20.000
tonnellate nel 2023, si aggiunge la raccolta di scarti e
residui, tra cui gli oli vegetali esausti raccolti in Kenya: i
primi carichi sono in arrivo in Italia e si prevede ne arrivino
fino a 5.000 tonnellate nel 2023.
   
La bioraffineria di Porto Marghera è stato il primo esempio
al mondo, nel 2014, di conversione da una raffineria di
petrolio, e oggi Eni è la prima a costruire un modello di
integrazione verticale per l’approvvigionamento, che consente di
promuovere uno sviluppo locale più sostenibile in Africa.
   
Le bioraffinerie Eni producono biocarburanti idrogenati HVO
destinati, in purezza o miscelati, alle motorizzazioni diesel,
bionafta per la filiera della chimica, biogpl e biojet per il
trasporto aereo. L’HVO può essere utilizzato anche puro in tutte
le motorizzazioni omologate e consente di abbattere le emissioni
di CO2 tra il 60 e il 90% rispetto al mix fossile di
riferimento. Eni ha annunciato lo studio per la possibile
realizzazione di una terza bioraffineria a Livorno. (ANSA).
   

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