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Nordio: "Riformiamo la giustizia in senso garantista, peccato che non lo veda Berlusconi"

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Giugno, 2023, 18:57:17 di Maurizio Barra

Intervistato da Sky, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha espresso il “rammarico” che Silvio Berlusconi non possa “assistere al primo passo verso una riforma radicale in senso garantista”. Il Guardasigilli ha poi proseguito: “Il reato di abuso d’ufficio è stato modificato varie volte per circoscriverne i limiti, ma sono continuate iscrizioni nel registro degli indagati e informazioni di garanzia che costituivano il vero motivo della paura della firma, per cui sindaci e amministratori non firmavano nulla e questo è un grande danno economico che si riversa sui cittadini” ha detto Nordio, ricordando che contro il reato si erano espressi anche amministratori del Pd.

“Si interverrà sulla tutela della dignità e dell’onore delle persone che vengono coinvolte senza saperlo e senza essere interessate nelle intercettazioni telefoniche” ha detto il titolare di via Arenula a proposito della riforma che approda oggi in Consiglio dei ministri, ribadendo che si tratta di una “normativa parziale”. Nordio ha aggiunto: “Avevamo la necessità di portare ora un pacchetto di orientamento garantista , la disciplina delle intercettazioni sarà radicalmente modificata quando interverrà il nuovo Codice di procedura penale”.

Poi, il magistrato veneto sintetizza in un’espressione efficace la sua visione sul rapporto tra politica e magistratura, nell’ottica dei commenti e delle valutazioni fatte dal corpo dei professionisti direttamente coinvolti nella modifica della legislazione che li riguarda: “Il magistrato non può criticare le leggi, come, secondo me, il politico non potrebbe criticare le sentenze. Noi ascoltiamo tutti, avvocati, magistrati e accademici, ma poi è il governo che propone e il Parlamento che dispone, questa è la democrazia e non sono ammesse interferenze” ha chiosato Nordio.

 

La polemica con Gratteri: “Vorrei insegnare a questo collega…”

“È assurdo pensare che un pm si inventi un altro reato” per punire le condotte che oggi ricadono nell’abuso d’ufficio “perchè significherebbe che il suo obiettivo non è colpire il fatto reato ma una determinata persona e questo sarebbe un sacrilegio” ha continuato a commentare il ministro della Giustizia. Una polemica diretta nei confronti dei magistrati che hanno criticato l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, e soprattutto nei confronti del procuratore Nicola Gratteri. Rispondendo alle parole del procuratore capo di Catanzaro, Nordio ha aggiunto: “Mi stupisco che un magistrato parli di reato spia e ammetta che questo reato non è servito a nulla, perchè sono state pochissime le condanne. Vorrei insegnare a questo collega che un reato c’è o non c’è, non si può cercare a strascico. L’abuso di ufficio è un reato cosi evanescente e carico di danni, ammesso da tutti gli amministratori italiani, compresi rappresentanti del Pd che, nonostante fosse stato mutato, ha sempre continuato a portare conseguenze perniciose, costituite dalle iscrizioni nel registro degli indagati, dalla diffusione delle informazioni di garanzia anche a mezzo stampa, dalla delegittimazione di molti personaggi politici, che hanno visto compromessa anche la carriera politica, per poi concludersi nel nulla” ha concluso il ministro, assicurando che l’arsenale delle sanzioni contro la corruzione di cui dispone l’Italia è “il più severo d’Europa”.

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