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Si uccide in carcere a tre mesi dalla fine della pena

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Dicembre, 2023, 13:18:45 di Maurizio Barra

Fra tre mesi avrebbe lasciato la sua cella perché aveva finito di scontare la sua pena. Invece un detenuto marocchino di 30 anni non ha aspettato e si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella. È accaduto nel carcere veronese di Montorio, dove si trova anche Filippo Turetta, reo confesso dell’assassinio di Giulia Cecchettin.

La conferma arriva dall’associazione “Sbarre di Zucchero” e dalla direzione dell’istituto all’agenzia Ansa.  

L’uomo aveva problemi psichici. Nei giorni scorsi aveva colpito con una sedia lo psichiatra durante un colloquio e aveva continuato a manifestare comportamenti aggressivi e per questo è stato scelto di non riportarlo nella sua sezione, ma in una cella da solo, dove però si è tolto la vita. È il terzo caso nell’istituto in un mese.

 

Carcere di Verona (Ansa)

Carcere di Verona

Malati psichici

Una vicenda che mette in luce il problema dei detenuti con problemi psichici nelle carceri per così dire “ordinarie”. Il portavoce di “Sbarre di Zucchero” parla di un tema che l’amministrazione carceraria continua a tenere “un silenzio insopportabile”. La direzione del carcere ha spiegato di aver segnalato in più occasioni la carenza di presa in carico dei detenuti con disagio psichico da parte della sanità pubblica.

Carcere di San Vittore, Milano veduta interna google streetview

Carcere di San Vittore, Milano veduta interna

Suicidi in carcere

Ieri, un detenuto si è tolto la vita nella  casa circondariale di San Vittore, a Milano. Era entrato da poco. “Dietro ogni numero – ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio- c’è il dramma di una persona e c’è la sconfitta dello Stato, per non essere riusciti ad evitarlo”.  

A settembre un ragazzo di 21 anni si è ucciso nel carcere di Regina Coeli. Era entrato da un mese ed era in attesa del processo, per il furto di una catenina. Il quinto a Regina Coeli quest’anno, più del doppio dello scorso anno. Dieci giorni fa altro suicidio nel carcere di Frosinone. Questo solo nel Lazio. “È uno stillicidio a cui bisogna porre fine –sostiene il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa – innanzitutto rinunciando al carcere per reati minori e non violenti come quello che ha portato alla morte un ragazzo di ventun anni”.  

 

Dentro al carcere Regina Coeli ansa

Dentro al carcere Regina Coeli

I numeri

I casi di suicidi avvengono poco tempo dopo l’ingresso in carcere, perché il dentro fa paura, e alla scadenza della pena, perché è anche il fuori a fare paura. Nell’87% dei casi i detenuti si impiccano, il 7% si infila un sacchetto di plastica in testa e respirano il gas del fornello elettrico.

In questi primi nove mesi dell’anno in tutta Italia secondo l’Osservatorio di Ristretti Orizzonti i suicidi accertati sono 50. Nel 2022, come pubblicato dalla Relazione del Garante nazionale, i suicidi in carcere sono stati 85 in tutta Italia, tra questi 32 persone in attesa di primo giudizio.  

 

Dentro al carcere Regina Coeli ansa

Dentro al carcere Regina Coeli

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