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Operaio morto in impastatrice, condannati imprenditori Scarlino

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Ultimo aggiornamento 24 Febbraio, 2024, 01:57:26 di Maurizio Barra

Il giudice monocratico del Tribunale
Lecce Elena Coppola ha inflitto 7 anni di reclusione ad Attilio
Scarlino e 4 al fratello Antonio, rispettivamente amministratore
unico e responsabile della sicurezza del salumificio Scarlino di
Taurisano (Lecce) dove il 30 agosto 2013 si verificò un
incidente mortale sul lavoro. A perdere la vita, stritolato tra
le lame di una macchina impastatrice mentre svolgeva un
intervento di pulizia, fu il 53enne operaio Mauro Orlando. I due
fratelli sono stati condannati per omicidio colposo aggravato,
reato derubricato rispetto alla contestazione iniziale di morte
o lesioni come conseguenza di altro reato.

   
Gli imputati sono stati invece assolti per non aver commesso
il fatto dal reato di rimozione od omissione dolosa di cautele
contro gli infortuni sul lavoro. Disposta anche l’interdizione
perpetua dai pubblici uffici per Attilio Scarlino e di 5 anni
per il fratello Antonio oltre al pagamento di una provvisionale
di 50mila euro a favore di moglie e figlia della vittima e al
risarcimento del danno in separata sede, anche per gli altri
familiari costituitisi parte civile. Sono stati assolti invece
gli altri cinque imputati, tra tecnici e operai.

   

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