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Processo Grillo, oggi in aula l'amica norvegese della vittima. Il papà: "Non è più la stessa"

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Ultimo aggiornamento 8 Marzo, 2024, 13:51:09 di Maurizio Barra

E’ ripreso questa mattina alle 10.30, in Tribunale a Tempio Pausania, il processo per violenza sessuale di gruppo contestato a Ciro Grillo e a tre suoi amici genovesi, Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria e Edoardo Capitta. 

E’ la seconda delle due udienze programmate ieri e oggi incentrate sulla deposizione dei testi dell’accusa. Sul banco dei testimoni, la migliore amica norvegese della studentessa che denunciò lo stupro ai carabinieri di Milano dopo il rientro dalla Costa Smeralda, a fine luglio del 2019. Tra le due c’era stato un nutrito scambio di messaggi nelle giornate successive alla presunta violenza di gruppo.   

La ragazza ripercorrerà i contatti, già documentati nel materiale informatico agli atti, avuti con l’amica già dal giorno dopo la presunta violenza. Fu l’amica – da quanto risulta – a empatizzare da subito con lei, via chat, una volta ricevute le confidenze sui fatti di quella notte, a incoraggiarla a chiedere aiuto a un terapeuta. Messaggi e registrazioni vocali che sono confluiti all’interno degli atti del processo e che i periti tecnici hanno estrapolato dal cellulare della presunta vittima, posto sotto sequestro dopo la sua denuncia. L’udienza di oggi vedrà solo la deposizione, tutta in inglese, della ragazza norvegese, che è affiancata da una traduttrice.   

Ieri è stato ascoltato il padre della studentessa italo-norvegese, anche lei parte lesa per alcune fotografie a sfondo sessuale che tre dei quattro imputati avevano scattato mentre la giovane dormiva sul divano nella villetta della famiglia Grillo a Porto Cervo, dove sarebbero avvenuti i fatti al centro del processo. Il genitore ha raccontato che la figlia, da allora, “non è più la stessa: ha avuto frequenti attacchi d’ansia e di panico, si isolava e ha saltato una intera sessione di esami”. Hanno inoltre deposto nell’udienza di ieri la sorella della principale accusatrice e lo psichiatria italo norvegese Pablo Zuglian, che ha in cura la ragazza dal 2020,  esperto in disturbi dell’alimentazione.

Il dibattimento fiume, iniziato il 26 novembre 2021, seppure a porte chiuse, unito alla crescente pressione mediatica certo non l’ha aiutata. Per 6 udienze la ragazza di origine norvegese ha risposto a circa 1.400 domande, dopo le duemila che le erano state poste durante le indagini, scattate dopo la sua denuncia, presentata ai carabinieri di Milano al suo rientro dalla Sardegna. Tanto più che il collegio della difesa non esclude di chiedere un confronto con gli imputati, i quali, peraltro, non sono finora comparsi in aula, dove nelle prossime udienze, probabilmente quest’estate, potrebbero decidere di sottoporsi all’esame delle parti oppure optare per dichiarazioni spontanee. 

Saltate le udienze previste inizialmente l’11 e 12 aprile, le prossime sono in programma il 2 e 3 maggio, quando sarà sentito un consulente tecnico sul materiale informatico scaricato dai dispositivi elettronici acquisiti durante le indagini; e il 13 e 14 giugno, sempre con testi delle parti offese: un medico legale, una psichiatra che testimonierà come consulente, un interprete, per chiarimenti sulle traduzioni di chat e messaggi vocali agli atti del processo.

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