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La gustosa insalata di asparagi con pomodori, rucola e spinaci

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Primavera, epoca di asparagi. Ottimi con mille ricette e, perché no, con una fresca insalatina. Questo piatto unisce la freschezza degli ingredienti con sapori sottili e accattivanti. Gli asparagi, con il loro sapore delicato e la consistenza croccante, sono la star indiscussa di questa preparazione. Per iniziare, assicuratevi di avere a disposizione degli asparagi freschi e teneri (molto teneri). Lavateli accuratamente sotto acqua corrente e rimuovete le parti più dure dei gambi, piegandoli delicatamente finché non si spezzano naturalmente. Questo assicurerà che utilizzerete solo la parte più morbida e gustosa degli asparagi. Potete anche sbucciare leggermente i gambi con un pelapatate per renderli ancora più teneri. Una volta preparati gli asparagi, portate a ebollizione una pentola d’acqua leggermente salata e cuoceteli per circa 3-5 minuti, fino a quando saranno teneri ma ancora croccanti. Scolateli e immergeteli immediatamente in una ciotola di acqua ghiacciata per fermare la cottura e preservare il loro colore verde brillante.

Una volta raffreddati, asciugateli delicatamente con un canovaccio pulito. Nel frattempo, preparate il resto degli ingredienti. Utilizzate un mix di insalata verde, come lattuga, rucola o spinaci. Aggiungete anche dei pomodorini ciliegia tagliati a metà, che aggiungeranno dolcezza e freschezza al piatto. Se amate i contrasti di sapori, potete aggiungere anche del formaggio di capra morbido o fresco a pezzetti. Per dare un tocco croccante e arricchire di sapore l’insalata, aggiungete delle noci o mandorle tostate. Infine una buona aggiunta potrebbero essere le uova sode sbriciolate o una frittatina tagliata a striscioline sottili. Questi ingredienti completeranno perfettamente la consistenza e il gusto dell’insalata. Infine, preparate il condimento. In una piccola ciotola, emulsionate dell’olio extravergine d’oliva con dell’aceto balsamico di Modena. Aggiustate di sale e pepe secondo il vostro gusto personale.
Una volta pronti tutti gli ingredienti, assemblate l’insalata. Disponete il mix di insalata verde in una grande ciotola e aggiungete sopra gli asparagi. Versate il condimento preparato sull’insalata e gli asparagi e mescolate delicatamente per distribuire uniformemente tutti gli ingredienti e il condimento. L’insalata di asparagi è pronta per essere gustata.

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Dopo il Granchio blu, un'altra invasione nel Mediterraneo: cos'è il Pesce Leone e perché deve preoccuparci

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La biodiversità del Mediterraneo è attualmente sotto la minaccia di nuove specie invasive, tra cui spicca il pesce leone, noto anche come pesce scorpione. Questi pesci, originari delle acque tropicali, si sono distinti per la loro rapida diffusione nel bacino mediterraneo, causando gravi ripercussioni sugli ecosistemi locali e sulle economie basate sulla pesca tradizionale.

Il pesce leone, con il suo aspetto esotico e le pinne vistose, ha trovato nel Mediterraneo un ambiente ideale per prosperare, soprattutto a causa del riscaldamento delle acque dovuto al cambiamento climatico. La sua presenza è aumentata notevolmente da quando il primo esemplare è stato avvistato in Israele nel 1991, e da allora ha colonizzato diverse aree, mettendo a rischio le specie ittiche locali e le pratiche di pesca artigianale che dipendono da esse.

Inoltre, il pesce leone è noto per la sua capacità di consumare una quantità di prede sproporzionata rispetto al suo corpo, grazie allo stomaco che può espandersi fino a 30 volte le sue dimensioni normali. Questa voracità lo rende un predatore estremamente efficace, minacciando la sopravvivenza di molte specie native. I problemi non si fermano qui: il pesce leone ha spine velenose che rappresentano un rischio per i pescatori, complicando ulteriormente le operazioni di pesca tradizionale e danneggiando le attrezzature.

Acqua, l’oro blu che sprechiamo:

La risposta della comunità scientifica a questa crisi include studi approfonditi sulla biologia e sull’ecologia del pesce leone, nonché iniziative di citizen science che incoraggiano i residenti e i pescatori a segnalare avvistamenti e catture di questa specie. Questi sforzi sono vitali per tracciare la diffusione del pesce leone e per sviluppare strategie efficaci per mitigarne l’impatto. Il futuro degli ecosistemi marini del Mediterraneo dipende in gran parte dalla capacità di controllare e, sperabilmente, ridurre la presenza del pesce leone. È essenziale che le politiche di gestione delle specie invasive siano supportate da ricerca scientifica robusta e da un impegno condiviso tra governi, organizzazioni ambientali e comunità locali. Solo attraverso un approccio coordinato e informato si potrà sperare di preservare le ricchezze naturali e culturali che il Mediterraneo offre.

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Padova, 32enne ucciso con una coltellata: fermato il presunto omicida

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Un uomo di 30 anni è stato fermato dai carabinieri per l’uccisione di un 32enne, trovato stamane a Villafranca Padovana intorno alle 6,30, con una profonda ferita a un fianco, fatta con un coltello. Secondo quanto si è appreso, il corpo è stato visto da un residente che ha dato l’allarme, al 112. Mentre i carabinieri arrivavano sul posto, l’aggressore è scappato e i rumori hanno svegliato i cani delle case vicine.

Un ispettore di polizia che abita nello stesso quartiere si è quindi affacciato per capire cosa stesse avvenendo e ha notato il presunto killer tentare di scavalcare una recinzione. Avendolo riconosciuto, si è messo sulle sue tracce, coordinandosi con l’equipaggio del 112. Poco dopo ha scorto il presunto omicida seminascosto in una siepe, l’ha inseguito e raggiunto. L’attività di indagine, condotta dai carabinieri, sta proseguendo ora per capire la dinamica precisa del delitto e per accertare le responsabilità del fermato.

Dalle indagini di carabinieri e polizia emerge che l’omicidio sarebbe avvenuto nell’abitazione della vittima e che la vittima e il presunto omicida si conoscevano, avendo avuto entrambi un passato con problemi di tossicodipendenza. Il presunto omicida era uscito da poco da una struttura di recupero. Non si esclude che il movente possa essere legato proprio al mondo della tossicodipendenza.


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Consip, bufera sull'ad Mizzau per frasi sessiste. Si dimettono la presidente Luisi e una consigliera, decade il Cda

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ROMA. «La presidente Barbara Luisi e la consigliera di CONSIP Luisa D’Arcano si sono entrambe dimesse dai rispettivi incarichi per gli atteggiamenti sconvenienti dell’Ad Marco Mizzau. Facendo così automaticamente decadere il Cda della società (tre membri)», lo scrive il sito web Sassate. Era stato proprio portale online il 27 marzo scorso – spiega il sito – «a rivelare il clima creatosi in Consip per i comportamenti “sessisti” (ma soprattutto maleducati) di Mizzau nei confronti di una dirigente dell’azienda». E appena cinque giorni fa, sempre Sassate aveva messo sul web l’accorata lettera di una dipendente che lamentava il silenzio dei media, delle istituzioni (ma anche della presidente), sulla situazione esistente.

«Ora la Luisi ha finalmente deciso di battere un colpo. E con lei, pure la consigliera D’Arcano. Le dimissioni vengono giustificate con la solita formula un po’ ipocrita dei “motivi personali» si legge sul sito. Con le dimissioni ora decade di fatto il Cda e la carica di Mizzau.

Secondo la ricostruzione dell’ex Ad in passato avrebbe rivolto delle frasi al alcune dirigenti donne, come: «Non posso sottostare all’operato di una dirigente che prende le proprie decisioni in base al flusso del suo ciclo mestruale»; prepara il caffè «altrimenti tu, donna, che ci stai a fare qui?».

L’ormai ex amministratore delegato ha smentito le accuse: «Io ho sempre pensato e detto pubblicamente che le donne hanno una marcia in più e lo credo fermamente: se penso alla mia famiglia, sono io quello che cucina, figurarsi se faccio fare il caffè alle segretarie, lo preparo io a tutti, ho la macchinetta in ufficio. Per me parlano i fatti e trovo assurdo che tutto arrivi da un blog che pubblica cose anonime, ricevo da giorni messaggi di solidarietà, dalle lavoratrici soprattutto, non capisco queste accuse».


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Ponte 25 aprile,meteo migliora a Centro-Sud ancora piogge a Nord

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L’Italia entra in un ponte del 25
aprile “traballante” dal punto di vista meterologico: da venerdì
al Nord-Ovest inizierà una fase perturbata mentre al Sud tornerà
la primavera. Le temperature saranno però in risalita. Sono le
previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo del sito
http://www.iLMeteo.it.

   
“Nelle prossime ore al Sud le temperature caleranno di almeno
10 gradi – spiega – le precipitazioni bagneranno in modo diffuso
le regioni centrali, il Nord-Est in particolare l’Emilia Romagna
ed il Sud tirrenico. La festa della Liberazione – aggiunge – ci
libererà dal freddo: le minime saranno ancora frizzanti,
localmente vicine ai 3-5°C in pianura, ma le massime saliranno
anche di 8-9°C. Dovremo aprire gli ombrelli soprattutto nel
pomeriggio sulle regioni centrali tirreniche”.

   
Da venerdì al Nord-Ovest inizierà una fase perturbata mentre
al Sud tornerà la Primavera, “ma le temperature inizieranno
comunque a risalire verso i valori normali del periodo su tutto
il Paese”, osserva Tedici. In sintesi, il freddo finirà il 25
aprile, “con la liberazione dalla massa d’aria polare che ha
fatto toccare valori record per il periodo. Dal 25 aprile tutto
cambierà, resterà solo la minaccia della pioggia intensa sulle
regioni nord occidentali durante il weekend, ma in un contesto
decisamente più mite trascinato dai venti di Scirocco”.

   
Nel dettaglio
Mercoledì 24. Al nord: instabile al Nord Est, sole altrove. Al
centro: instabile con temporali e neve a 1000 metri. Al sud: via
via più instabile e fresco.

   
Giovedì 25. Al nord: soleggiato, rovesci nel pomeriggio. Al
centro: instabilità pomeridiana con frequenti piogge specie su
Appennini e Adriatiche. Al sud: piogge sulle tirreniche.

   
Venerdì 26. Al nord: peggiora specie sul Nord-Ovest. Al centro:
instabilità con locali rovesci. Al sud: soleggiato.

   
Tendenza: pressione in graduale aumento, in generale soleggiato
salvo piogge nel weekend sul Nord-Ovest, a tratti intense.

   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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Condanna definitiva per Cospito a 23 anni di carcere

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Diventa definitiva la condanna a 23 anni di carcere per l’anarchico Alfredo Cospito nel procedimento legato all’attentato alla ex caserma allievi carabinieri di Fossano del 2006. Lo hanno deciso i giudici della Cassazione che hanno ribadito anche la condanna a 17 anni e 9 mesi di per Anna Beniamino. I magistrati della sesta sezione hanno rigettato i ricorsi della Procura Generale di Torino e delle difese, così come sollecitato dal pg. Cospito è attualmente detenuto al regime del 41 bis nel carcere di Sassari dove è rientrato a giugno, dopo aver trascorso oltre quattro mesi nel penitenziario di Opera: a Milano era infatti stato trasferito per motivi di salute scaturiti dallo sciopero della fame a cui l’anarchico si era sottoposto – dal 20 ottobre del 2022 al 19 aprile del 2023 – per protestate contro il regime del carcere duro.

I supremi giudici hanno quindi accolto la richiesta del procuratore generale, che aveva chiesto di confermare le condanne inflitte nel giugno dello scorso anno dalla Corte d’assise d’appello di Torino. Il rappresentante dell’accusa aveva sollecitato il rigetto del ricorso del procuratore generale di Torino e l’inammissibilità di quelli presentati dalle difese dei due imputati, gli avvocati Flavio Rossi Albertini e Caterina Calia. Secondo il pg di Cassazione, Perla Lori, il danno “effettivamente realizzato” nell’azione “è di particolare tenuità. Appaiono quindi corrette le determinazioni poste nella sentenza impugnata”, ha aggiunto. L’udienza in Cassazione è stata anticipata dalle azioni in solidarietà a Cospito e Beniamino messe in atto da alcuni militanti anarchici: con diversi blitz a Roma sono infatti stati dati alle fiamme cassonetti e danneggiate le vetrate di alcune banche e bancomat. Le azioni sono state compiute nella zona del quartiere Tuscolano dove è stata anche danneggiata un auto e sui muri sono comparse le scritte “Anna e Alfredo liberi”. Nelle motivazioni della sentenza di Appello, i giudici di Torino scrissero che l’azione del 2006 fu “un grave atto terroristico” che però ebbe ripercussioni “modestissime”. Una “strage politica”, certo, ma senza vittime e senza grossi danni, e che quindi deve essere considerata di “lieve entità”. “L’azione – si legge – ha avuto una blanda ripercussione sulla compagine statale o, comunque, su una parte di essa (l’Arma dei carabinieri, ndr), e ha comportato un pericolo limitatissimo di una lesione alla personalità dello Stato e all’ordine democratico”.

“La decisione della corte di Cassazione conferma quanto sostenuto dalle difese nel corso del giudizio di rinvio ovvero che la pena dell’ergastolo con un anno di isolamento diurno invocato dalla procura generale di Torino rappresentava una richiesta sproporzionata e non sorretta da alcuna valida ragione giuridica. Rimane comunque il rammarico per una condanna estremamente severa”. Lo afferma l’avvocato Flavio Rossi Albertini, difensore di Alfredo Cospito commentando la decisione della Cassazione.

Il procedimento rappresenta il troncone principale del maxi-processo alle Fai-Fri, gruppo anarchico cui è attribuita una lunga serie di attacchi (plichi esplosivi, posizionamento di ordigni) avvenuti fra il 2003 e il 2016. Per quanto riguarda il regime del carcere duro, sempre la Cassazione, il 20 marzo scorso aveva dichiarato inammissibile l’istanza presentata dai difensori dell’anarchico contro la decisione del tribunale di Sorveglianza di Roma che il 23 ottobre aveva confermato il 41 bis per Cospito.

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In Iran rapper condannato a morte, partecipò alle proteste del 2022

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“Mi hanno inviato il verdetto oggi, ma non dirò qual è perché potrebbe avere un impatto psicologico sui miei fan, soprattutto quelli giovani”. Toomaj Salehi non è riuscito a rivelare subito di essere stato condannato a morte quando ieri ha appreso della sentenza nel carcere Dastgerd di Isfahan, dove è rinchiuso da circa un anno e mezzo. Era stato arrestato nell’ottobre del 2022 durante le proteste esplose dopo la morte Mahsa Amini, la 22enne di origine curda deceduta dopo essere stata messa in custodia dalla polizia morale di Teheran perché non avrebbe portato correttamente il velo.

Toomaj è uno dei volti più noti tra i quasi 20mila manifestanti arrestati durante le dimostrazioni anti governative del 2022 perché era già famoso come rapper di protesta e durante le rivolte aveva pubblicato una canzone molto critica nei confronti della Repubblica islamica, diventata un inno per molti manifestanti.

È stato uno dei suoi avvocati, Amir Raesian, a rivelare che il musicista di 33 anni è stato condannato a morte a causa della sua partecipazione alle manifestazioni, per “corruzione sulla terra”. L’artista aveva ricevuto una condanna a sei anni e tre mesi nel 2023, ma una decisione della Corte Suprema aveva escluso la pena capitale.

Il tribunale rivoluzionario di Isfahan “con una decisione senza precedenti ha deciso di non mettere in pratica la sentenza della Corte Suprema e ha condannato Salehi alla punizione più dura”, ha detto l’avvocato del rapper al quotidiano riformista Shargh, mentre altri legali dell’artista hanno annunciato che presenteranno appello alla sentenza, che ancora non è stata confermata dalla magistratura iraniana.

A causa della sua popolarità come musicista, Toomaj è stato prima attaccato dei media iraniani vicini alle Guardie della rivoluzione e una volta arrestato si è trovato incastrato in un groviglio giudiziario in cui le prime accuse mosse contro di lui non comprendevano nemmeno il reato di “corruzione sulla terra” per cui è stato successivamente incriminato e poi condannato alla pena di morte.

Dopo più di 250 giorni di carcere, era stato rilasciato nel novembre del 2023 ma meno di due settimane dopo è tornato dietro le sbarre, in seguito alla pubblicazione di un video in cui raccontava di aver subito torture mentre era in prigione. Mentre la pena di morte è già stata eseguita per almeno sette dei manifestanti arrestati durante le proteste del 2022, la sentenza inflitta al rapper ha sollevato un coro di proteste da parte di attivisti per i diritti umani e politici.

“Quel regime è rimasto della stessa ferocia e brutalità: non voltiamoci dall’altra parte, non dimentichiamoci di chi lotta per la libertà”, ha affermato la deputata del Pd Lia Quartapelle commentando la sentenza, che è stata contestata anche da varie organizzazioni non governative. La condanna potrebbe diventare anche un nuovo terreno scontro tra Berlino e Teheran dopo che la Germania era stata tra le voci più dure nel condannare il regime degli ayatollah per la repressione delle proteste del 2022, dove sono morte oltre 500 persone negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

Una sentenza “assurda e inumana”, ha affermato la parlamentare tedesca Ye-One Rhie, esponente del Partito Socialdemocratico al governo in Germania, che già in passato aveva difeso la causa del rapper iraniano e oggi è tornata a chiederne il rilascio.

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Tg2 Costume & Società del 24/04/2024

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Puntata del 24/04/2024 ore 13:30 | Tg2 Costume & Società, Rubrica di Rainews

REDAZIONE:

  • direttore: ANTONIO PREZIOSI
  • a cura di: ROCCO TOLFA
  • di: GIOVANNI ALIBRANDI

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Salvini, Europee fondamentali ma nessun riassetto di governo

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“Sarà un voto fondamentale per il
futuro dell’Europa. Al governo non cambierà nulla. Non penso che
ci sarà nessun riassetto. È un voto fondamentale per il modo di
vivere e di lavorare di chi è davanti al televisore. Qua non
sarà un voto ideologico, destra, sinistra, fascisti, comunisti,
leghisti o marziani”. Lo ha detto Matteo Salvini, vicepremier e
leader della Lega, ospite di Porta a porta, in onda questa sera
su Rai1, parlando delle prossime elezioni europee.

   

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Per i Ponti primaverili 16 milioni di partenze e 5 miliardi di spesa

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   Né il caro-prezzi sempre in agguato, né il meteo ballerino scoraggiano gli italiani pronti alle vacanze dei ponti primaverili. E nemmeno tragedie ben più serie, come le due guerre in corso. Oggi arrivano le ultime previsioni – Confcommercio parla di 16 milioni in viaggio con 5,5 miliardi di spesa e Cna, più ottimista, di 17 milioni con 22 milioni di pernottamenti e una spesa di 8 miliardi – ma anche nei giorni scorsi gli operatori vedevano rosa. Certo il tempo potrebbe essere un fastidio.

Nelle prossime ore al Sud le temperature caleranno di almeno 10 gradi – secondo le previsioni di http://www.iLMeteo.it – le precipitazioni bagneranno in modo diffuso le regioni centrali, il Nord-Est in particolare l’Emilia Romagna ed il Sud tirrenico. La festa della Liberazione dovrebbe libererci dal freddo: le minime saranno ancora frizzanti, localmente vicine ai 3-5°C in pianura, ma le massime saliranno anche di 8-9°C. Ombrelli aperti soprattutto nel pomeriggio sulle regioni centrali tirreniche. Da venerdì al Nord-Ovest inizierà una fase perturbata mentre al Sud tornerà la Primavera, “ma le temperature inizieranno comunque a risalire verso i valori normali del periodo su tutto il Paese”.

Quanto alle mete se le città d’arte e il mare fanno il pienone, performano bene anche turismo open air e turismo lento. “Il ministero del Turismo, consapevole della centralità che questo comparto riveste all’interno dell’ecosistema turistico, ha destinato finanziamenti mirati per sostenerlo: dai 19 milioni di euro per i cammini fino ai 42 milioni di euro per il turismo sostenibile. Non solo: il dicastero ha istituito un ulteriore fondo da 33 milioni di euro per il turismo all’aria aperta, un altro segmento in costante crescita, finalizzato alla creazione e alla riqualificazione di aree attrezzate per la sosta temporanea” dice la ministra del Turismo Daniela Santanchè.

Sul pubblico straniero la presidente dell’Enit Alessandra Priante spiega: “Le presenze si consolidano, l’Europa si conferma tra i nostri principali mercati con Germania e Francia in testa e nonostante il meteo incerto il trend è di vivere il viaggio open air. Torna la Cina al quinto posto tra i Paesi di provenienza internazionale e tutti i mercati long haul soprattutto gli Stati Uniti e in particolare da Los Angeles, Chicago, Boston e Miami”. Secondo l’Enit che calcola quasi 300mila viaggiatori aeroportuali nelle due settimane dei Ponti è da ridimensionare il problema del caro-prezzi denunciato più volte dai consumatori: l’Italia sarebbe più competitiva di vari Paesi concorrenti di solito ritenuti low cost come Grecia e Slovenia.

Ovviamente i viaggi di primavera avranno un riflesso sul traffico che sarà da bollino rosso la mattinata di domani per le partenze e i pomeriggi di domenica 28 aprile e del primo maggio, per i rientri, specialmente in direzione di grandi città d’arte e le località balneari. Per questo l’Anas ha deciso di rimuovere 564 cantieri, il 56% del totale, con l’obiettivo di limitare disagi alla circolazione e garantire una viabilità più fluida. Sui restanti 459 cantieri inamovibili la società ha previsto per i giorni di maggior traffico un programma di percorsi alternativi per le tratte più critiche. Per favorire gli spostamenti, la circolazione dei mezzi pesanti sarà sospesa giovedì 25 aprile, domenica 28 aprile, mercoledì 1 maggio dalle 9 alle 22. Anche in vista del controesodo nella giornata di domenica 5 maggio il blocco sarà in vigore dalle 9 alle 22.

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