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Ponte del 25 aprile tra freddo e rovesci: migliora il clima al Centro-Sud ma continuano le piogge al Nord

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Un 24 aprile all’insegna del freddo con temperature tipiche invernali e con cieli grigi su gran parte del Paese. A confermare la tendenza del Ponte è Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, che segnala la continua condizione di maltempo e neve a bassa quota sulle Dolomiti e sugli Appennini. Aria serena e ampie schiarite con temperature massime in ripresa, fino a oltre i 15°C. 

La festa della Liberazione, nello specifico, sarà caratterizzata da temperature minime vicine ai  3-5°C in pianura. Le temperature caleranno anche nel Sud della Penisola. Da venerdì inizierà una fase perturbata a Nord, mentre nelle regioni del Centro-Sud tornerà un clima più primaverile. 

Nel weekend piogge frequenti continueranno a caratterizzare il clima delle regioni nord occidentali con il ritorno della neve oltre i 1500-1600 metro, anche in Piemonte e Lombardia. Una situazione incerta che si protrarrà fino al Primo Maggio. 

 

Nel dettaglio: 

– Mercoledì: Al Nord tempo instabile. Al centro temporali e neve a 1000 metri. Al Sud clima instabile e fresco. 

– Giovedì: Al Nord soleggiato con rovesci nel pomeriggio. Al centro frequenti piogge su Appennini e Adriatiche. Al Sud piogge sulle zone tirreniche 

– Venerdì: Al Nord tempo in peggioramento specie a Nord-Ovest. Al Centro instabilità e locali rovesci. Al Sud tempo soleggiato. 

– Tendenza: pressione in graduale aumento, in generale soleggiato salvo piogge nel weekend sul Nord-Ovest, a tratti intense.  

 

NEL

DETTAGLIO

Mercoledì

24. Al nord:

instabile al Nord Est, sole altrove. Al centro: instabile con temporali e neve a 1000 metri. Al sud: via via più instabile e fresco.

Giovedì

25. Al nord:

soleggiato, rovesci nel pomeriggio. Al centro: instabilità pomeridiana con frequenti piogge specie su Appennini e Adriatiche. Al sud: piogge sulle tirreniche.

Venerdì

26. Al nord:

peggiora specie sul Nord-Ovest. Al centro: instabilità con locali rovesci. Al sud: soleggiato.

Tendenza:

pressione in graduale aumento, in generale soleggiato salvo piogge nel weekend sul Nord-Ovest, a tratti intense.

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'Lei è ebrea?' alla senatrice Ester Mieli, Fdi solleva la polemica su Radio Anch'io

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”Lo chiedo anche a lei così facciamo chiarezza. Lei è ebrea?”. ”Si sono ebrea ma lei lo chiede a tutti? A tutti gli ospiti?”. Inizia così stamattina il botta e risposta nel corso di Radio Anch’io su Radio1 tra il conduttore Giorgio Zanchini e la senatrice di Fratelli d’Italia Ester Mieli, nell’ambito di una discussione sulle proteste degli studenti nelle università per la guerra in Palestina.

‘Abbiamo iniziato la trasmissione – continua Zanchini – con una studentessa che ha parlato di antisionismo e le ho chiesto: ‘non temete che la vostra protesta sfoci nell’antisemitismo?”’ ”Il punto di vista – replica Mieli – deve essere lo stesso aldilà della religione che si professa. Il rispetto vale per tutti e comunque, non c’entra nulla la religione. Il mio rispetto della libertà e dei principi della nostra costituzione sono uguali per tutti”. ”Quello è sacrosanto”, sostiene Zanchini. ”Allora perché me lo chiede?”, replica Mieli. ”Per che penso che la sua sensibilità possa essere in caso diversa”. ”Qui si sbaglia, la mia sensibilità non è diversa”. ”Questo è ovvio, se la studentessa dice, gli ebrei occupano un territorio indebitamente…”.

”Che cosa c’entra che sono ebrea. Io sono una senatrice della Repubblica – incalza Mieli – sono italiana e professo una religione. Io difendo i diritti di tutti quelli che vengono denigrati”. Poi dice ancora la senatrice: ”Sono di religione ebraica e non me ne vergogno ma non c’entra nulla, i fatti della Sapienza di qualche giorno fa li avrei condannati anche se non fossi di religione ebraica. Quello che è accaduto è inaccettabile, quegli uomini e quelle donne in divisa stanno difendendo la nostra libertà. Chi va a manifestare lo fa con i centri sociali e con i collettivi di sinistra o lo fa perchè vuole alzare la tensione sociale nel nostro paese. Quelli non sono dei manifestanti”. Quindi chiosa il conduttore: ”Lei da una lettura solo politica di quello che sta accadendo. Non la volevo portare sul discorso della religione. Va bene è una domanda sbagliata senatrice, non lo chiederò più, sto zitto ha ragione lei”.

Fratelli d’Italia solleva il nuovo caso in Commissione di Vigilanza. La deputata Augusta Montaruli ha denunciato che questa mattina, nel corso di Radio Anch’io su Radio1, è stato chiesto alla senatrice del suo stesso partito Ester Mieli se fosse ebrea, nell’ambito di una discussione sulle proteste degli studenti nelle università per la guerra in Palestina. La parlamentare ha quindi proposto di ascoltare i vertici Rai anche fu questo punto, ipotizzando di convocare anche il conduttore della trasmissione Giorgio Zanchini. Di fronte a questa posizione, l’opposizione ha chiesto di riconsiderare l’audizione di Paolo Corsini e Serena Bortone sul caso Scurati, ritendo che si usino due pesi e due misure. La parlamentare di Fdi ha sottolineato che quanto avvenuto a Radio Anch’io rappresenta “un caso gravissimo”, che “rasenta l’antisemitismo”.

“Trovo davvero grave e inquietante quanto avvenuto. Da settimane si susseguono in tutta Italia manifestazioni di intolleranza nei confronti di Israele e degli ebrei e una domanda come quella posta dal conduttore è del tutto inaccettabile. L’opinione di una persona non può in alcun modo essere collegata alla religione professata. All’amica Ester Mieli e alla comunità ebraica giunga la mia sincera solidarietà e affettuosa vicinanza”, afferma in una nota il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“Esprimo solidarietà alla senatrice Ester Mieli che si è trovata di fronte a un conduttore, Zanchini, che le ha chiesto ‘lei è ebrea?’, non si capisce con quale intento. Forse quello di connotare le sue opinioni in merito ai fatti in corso in Italia o in Medio Oriente? Una condotta incredibile, che potrebbe denotare una sorta di pregiudizio o quanto meno una inadeguata professionalità. Un episodio grave ed inquietante. Sul quale la Rai dovrebbe intervenire con immediatezza. Alla vigilia del 25 aprile si tratta di una vicenda sconcertante . Ora quando si partecipa ad una trasmissione Rai si dovrà indicare prima l’eventuale confessione religiosa o altri dati? E poi se ci sono troppi cristiani, troppi ebrei o troppi musulmani si faranno ‘dosaggi’ o esclusioni? C’è chi parla di un episodio di antisemitismo”, dichiara in una nota il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri.

 

   

Zanchini: ‘Dispiaciuto per Mieli ma il mio intento era opposto’

“Sono molto dispiaciuto se la senatrice Mieli si è sentita offesa o se posso aver urtato la sua sensibilità, ma il mio intento era esattamente l’opposto”.
Lo dice all’ANSA il conduttore di Radio Anch’io, Giorgio Zanchini, dopo le polemiche per la domanda se fosse ebrea rivolta questa mattina in trasmissione alla senatrice di Fdi, Ester Mieli. 

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Autonomia: la maggioranza va sotto e il presidente fa ripetere la votazione, caos in commissione alla Camera

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Caos, urla e forte tensione alla commissione Affari Costituzionali della Camera dopo che la maggioranza è stata battuta in un voto su un emendamento del M5s e il presidente Nazario Pagano non ha riconosciuto l’esito della votazione, facendola ripetere. 

Il voto non era stato proclamato da Pagano (Forza Italia) che, dopo una pausa per approfondire l’istruttoria, ha deciso, essendoci dei precedenti, di far ripetere la votazione. “Non si è conclusa la procedura di voto. La Commissione riprenderà venerdì”, ha detto il presidente della Commissione al termine della seduta a proposito dell’emendamento incriminato. Per Pagano, non essendosi conclusa la procedura di voto sulla proposta di modifica, su cui – secondo i gruppi di opposizione – la maggioranza è stata battuta, venerdì si ripeterà la votazione dello stesso emendamento.

Ma le opposizioni insorgono. “Il regolamento della Camera prevede che, qualora si ritenesse che ci siano state irregolarità – e non ce ne sono state – la nuova votazione avvenga immediatamente. E immediatamente non vuol dire solo a livello temporale ma anche ‘rebus sic stantibus’, ovvero con i medesimi soggetti”, ha commentato Alfonso Colucci (M5s). Per Colucci il fatto che la maggioranza sia stata battuta “è significativo del fatto che evidentemente non sono così convinti e unitari anche su questo provvedimento. Non è solo uno scivolone ma è espressione di una grande crepa all’interno della maggioranza”.

Il Pd, secondo quanto si apprende da fonti dem, in commissione Affari costituzionali non riconosce più la terzietà del presidente Nazario Pagano e ha chiesto di interrompere la seduta e rinviare a venerdì per sciogliere il nodo del voto sull’emendamento del M5s. La sua proposta di non riconoscere la procedura di voto, viene spiegato, “non esiste in nessun articolo del regolamento, l’esito del voto era chiaro e certificato dai commissari d’aula e non c’è bisogno di ripeterlo”.

La presidente di Azione Mara Carfagna sottolinea che “sull’autonomia differenziata la maggioranza continua a marciare a tappe forzate, tra contingentamento dei tempi e gravi forzature istituzionali. Come la decisione di non riconoscere l’esito del voto su un emendamento dell’opposizione su cui il governo è andato sotto. Per la serie: se non vinco non vale. Tutto pur di condurre in porto un provvedimento che non sta in piedi, bocciato anche da Confindustria, Ufficio Parlamentare di Bilancio, Banca d’Italia ed altri organismi indipendenti”.

“La maggioranza è stata battuta in commissione Affari costituzionali sul ddl autonomia, ma il presidente Pagano non sta riconoscendo l’esito del voto”, ribadisce la capogruppo democratica in commissione Affari costituzionali alla Camera, Simona Bonafè che parla di “un fatto di una gravità inaudita, è incredibile che dopo le continue forzature sull’esame in commissione, la maggioranza voglia adesso piegare l’esito di una votazione molto chiara. Non accetteremo questo tentativo di stravolgere l’esito di un voto così netto”.

E anche la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi denuncia l’accaduto: “Il governo è stato battuto in commissione Affari costituzionali su un emendamento dell’opposizione al ddl sull’autonomia differenziata, ma invece di prenderne atto, il presidente della Commissione ha cercato di annullare il voto e ha sospeso la seduta. In sfregio alle regole, la maggioranza si comporta in modo infantile: perde la partita e si porta via il pallone”. 

Via la parola autonomia dai principi del ddl, ecco l’emendamento della discordi

‘L’emendamento della discordia’, su cui la maggioranza è andata sotto in commissione Affari Costituzionali della Camera andrebbe ad eliminare la parola “autonomia” dal primo comma del primo articolo del disegno di legge in esame. Il testo, presentato dal M5s, va ad incidere sull’enunciazione dei principi di “indivisibilità e autonomia” che la proposta di legge si propone di rispettare, sopprimendo le parole “e autonomia”. 

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Alfredo Cospito, condanna definitiva a 23 anni per l'attentato all'ex caserma dei Carabinieri

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Sono definitive le condanne a 23 anni e a 17 anni e 9 mesi di carcere per gli anarchici Alfredo Cospito e Anna Beniamino. E’ quanto deciso dalla Cassazione nell’ambito del processo per l’attentato alla ex caserma allievi Carabinieri di Fossano del 2006. L’attentato, avvenuto il 2 giugno, solo per un caso fortuito non causò vittime. Rivendicato con la sigla ‘Rivolta Animale e Tremenda/Federazione Anarchica Informale'(RAT/FAI), vide l’impiego di due ordigni, uno di minore portata – da far esplodere come richiamo – e un altro, a tempo, ad alto potenziale. Cospito ha sempre dichiarato che si trattava di “due attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno”.

I giudici della sesta sezione hanno rigettato i ricorsi della Procura Generale di Torino e delle difese così come sollecitato dal pg. Cospito è attualmente detenuto al regime del 41 bis nel carcere di Sassari, dove è rientrato a giugno, dopo aver trascorso oltre quattro mesi nel penitenziario di Opera.

A Milano era stato trasferito per motivi di salute scaturiti dallo sciopero della fame a cui l’anarchico si era sottoposto – dal 20 ottobre del 2022 al 19 aprile del 2023 – per protestate contro il regime del carcere duro.

Rigettata la richiesta di ergastolo

I giudici, in particolare, accogliendo quanto chiesto oggi dal sostituto procuratore generale Perla Lori, hanno rigettato il ricorso della procura generale di Torino, che per Cospito sollecitava la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per 12 mesi, e per Beniamino a 27 anni e un mese.

Nelle motivazioni della sentenza di Appello, i giudici di Torino scrissero che l’azione del 2006 fu “un grave atto terroristico” che però ebbe ripercussioni “modestissime”. Una “strage politica”, certo, ma senza vittime e senza grossi danni, e che quindi deve essere considerata di “lieve entità”. “L’azione – si legge – ha avuto una blanda ripercussione sulla compagine statale o, comunque, su una parte di essa (l’Arma dei carabinieri, ndr), e ha comportato un pericolo limitatissimo di una lesione alla personalità dello Stato e all’ordine democratico”. Secondo il pg Lori, il danno “effettivamente realizzato” nell’azione “è di particolare tenuità. Appaiono quindi corrette le determinazioni poste nella sentenza impugnata” dalla procura generale di Torino.

Per i due anarchici, difesi rispettivamente dagli avvocati Flavio Rossi Albertini e Caterina Calia, la Corte d’Assise d’Appello di Torino nel rideterminare le pene, aveva riconosciuto a entrambi le circostanze attenuanti  previste dall’articolo 311 del codice penale e ritenuto le attenuanti  generiche, già applicate, prevalenti sulla recidiva. Il 18 aprile  dello scorso anno la Corte Costituzionale, interpellata nel dicembre  2022 dai giudici torinesi sull’eccezione di legittimità riguardante la ‘lieve entità’, si era espressa a favore del bilanciamento tra attenuanti e aggravanti.

Il legale di Cospito: “Condanna estremamente severa”

“La decisione della corte di Cassazione conferma quanto sostenuto dalle difese nel corso del giudizio di rinvio, ovvero che la pena dell’ergastolo con un anno di isolamento diurno invocato dalla procura generale di Torino rappresentava una richiesta sproporzionata e non sorretta da alcuna valida ragione giuridica. Rimane comunque il rammarico per una condanna estremamente severa” afferma l’avvocato Flavio Rossi Albertini sulla decisione della Cassazione.

L’udienza in Cassazione è stata anticipata da azioni in solidarietà a Cospito e Beniamino messe in atto da alcuni militanti anarchici: con diversi blitz a Roma sono infatti stati dati alle fiamme cassonetti e danneggiate le vetrate di alcune banche e bancomat. Le azioni sono state compiute nella zona del quartiere Tuscolano dove è stata anche danneggiata un auto e sui muri sono comparse le scritte “Anna e Alfredo liberi”.

Il procedimento rappresenta il troncone principale del maxi-processo alle Fai-Fri, gruppo anarchico cui è attribuita una lunga serie di attacchi (plichi esplosivi, posizionamento di ordigni) avvenuti fra il 2003 e il 2016.

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Lo spread Btp-Bund sale a 139, corrono i rendimenti

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Chiusura in rialzo per lo spread
tra Btp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale
italiano e quello tedesco è salito di cinque punti base, a 139
punti. In forte rialzo i rendimenti per tutti i titoli di Stato,
con quelli italiani saliti di quasi 14 punti base al 3,98%.

   

   

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Sanchez valuta le dimissioni per l'inchiesta sulla moglie

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Il premier spagnolo Pedro Sanchez
ha deciso di cancellare l’agenda ufficiale e ha annunciato di
volersi prendere “un periodo per riflettere” se “vale la pena”
restare a capo del governo dopo la denuncia nei confronti della
moglie, Begogna Gomez. Il premier ne ha dato notizia in una
lettera ai cittadini di 4 pagine, pubblicata sul suo account X.

   

   

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Alta tensione per il 25 aprile, scatta il piano sicurezza

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Controlli e bonifiche fin da oggi, con oltre seicento agenti delle forze dell’ordine in campo soltanto nella capitale. E’ massima l’attenzione per le celebrazioni del 25 aprile, con piazze ancor più divise quest’anno dal conflitto in Medio Oriente. A Roma il piano sicurezza è già entrato nel vivo. Sotto la lente tutta l’area di Porta San Paolo, luogo simbolo della resistenza romana, dove domani mattina alle 8 la Brigata ebraica deporrà una corona di fiori. Circa duecento le persone attese, tra cui esponenti di spicco della comunità. E alla stessa ora, a pochi metri di distanza, si sono dati appuntamento studenti palestinesi, movimenti, antagonisti e collettivi universitari per una manifestazione “antifascista e antisionista”.

“Contro ogni forma di colonialismo, a fianco dei feddayn che combattono l’occupante sionista, per la liberazione della Palestina. Ora e sempre resistenza” hanno sottolineato dal movimento degli studenti palestinesi, lanciando la mobilitazione. E su questa concomitanza sarà massima l’attenzione delle forze dell’ordine per evitare tensioni e proteste violente. Sono circa duemila i partecipanti attesi, invece, al tradizionale corteo dell’Anpi che partirà alle 10 da Largo Bompiani e arriverà a Porta San Paolo, dove sarà allestito un palco per gli interventi, tra cui quello di Roberto Salis. Una manifestazione a cui non parteciperà la comunità ebraica, come già avviene da alcuni anni. Nella capitale ci sarà sempre in mattinata il corteo dei movimenti ‘Liberarsi ora Liberarsi ancora’ che da Villa Gordiani attraverserà le strade di Centocelle e arriverà al Quarticciolo. 

Alta l’attenzione anche a Milano dove la manifestazione nazionale sarà come sempre aperta da deportati e brigate antifasciste, inclusa quella ebraica che negli ultimi anni è quasi sempre stata oggetto di contestazioni e che, alla luce della situazione a Gaza, quest’anno si preannunciano più massicce. 

Dietro ai partigiani verrà esposto lo striscione ‘Cessate il fuoco dovunque’, che ha creato non poche polemiche, poi i sindacati, le forze politiche come il Pd presente con la segretaria Elly Schlein, le varie associazioni e la comunità palestinese. L’associazione palestinesi d’Italia promette di portare in piazza circa cinquemila persone. I giovani palestinesi, invece, si ritroveranno in piazza Duomo alle 13.30 con l’intenzione, insieme ad alcuni centri sociali e realtà antagoniste, di riempire di bandiere della Palestina e “kufiyye e tutti i simboli palestinesi possibili” lo spazio in cui si conclude il corteo con i comizi finali. Potrebbe salire sul palco anche lo scrittore Antonio Scurati per leggere il monologo cancellato dalla Rai. A garantire la sicurezza il piano messo a punto dalla Questura. Un dispositivo che tiene conto anche della presentazione, all’Istituto dei Ciechi a poche centinaia di metri di distanza dal corteo, del libro del segretario della Lega e del vicepremier Matteo Salvini. E sotto la lente in queste ore anche i movimenti universitari dopo i disordini di ieri a Torino.

In un question time alla Camera il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato che il “proficuo e costante” dialogo tra le forze di polizia e le istituzioni universitarie ha consentito di assicurare finora “ottimi livelli di sicurezza”. Il titolare del Viminale ha però ricordato che un “pilastro” del disegno di legge del governo sulla sicurezza, all’esame delle commissione Affari costituzionali della Camera, “è dedicato alla tutela degli operatori di polizia durante lo svolgimento dei loro compiti. Si tratta di misure, soprattutto queste ultime, che ho fortemente voluto e che ritengo non più procrastinabili, come anche i fatti di ieri a Torino dimostrano”.

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Master 1000 Madrid, Sinner-Alcaraz testa a testa per il titolo

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Montecarlo, primo torneo stagionale sulla terra rossa, ha dato certezze e autostima a Jannik Sinner. La terra rossa, infatti, non è proprio la superficie che l’azzurro preferisce, ma visto il risultato ottenuto nel Principato, con una finale sfiorata, Jannik al Master 1000 di Madrid parte con una certa carica, la carica del numero 1 visto che Djokovic non ci sarà.

L’azzurro molto competitivo ma c’è sempre “l’altro” da battere. Carlos Alcaraz, che ha alzato il trofeo alla Caja Magica nelle ultime due edizioni ma arriva dal forfait di Montecarlo e Barcellona per un problema al braccio. Le sue condizioni fisiche sono quindi tutte da valutare, ma conoscendo lo spagnolo sarà in campo solo se ad un livello competitivo, per arrivare fino in fondo.

Jannik però è molto consapevole della forza dello spagnolo, e non solo, ci sono da battere anche gli altri, ma l’azzurro gioca match dopo match come se fossero sempre delle finali. 

Vincere a Madrid per diventare numero uno a Roma? I bookmaker ed i “carota boys” credono nell’impresa di Jannik Sinner, che nel  torneo spagnolo potrebbe sfruttare l’assenza di Novak Djokovic e  recuperare punti decisivi per la scalata alla vetta. Ma, come detto, anche Alcaraz non farà da spettatore e la terza vittoria a Madrid non è un miraggio 

 

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz Ap

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz

Lo spagnolo non esclude l’azzurro dalla lotta per il titolo: “Jannik Sinner sta giocando benissimo e non può non essere preso in considerazione per il successo finale. È pericoloso, al momento è il miglior giocatore del mondo. So che in tanti pensano che il suo tennis non sia il più adatto per la terra, ma sta ottenendo buoni risultati anche su questa superficie e può vincere qualsiasi torneo al quale partecipa“.

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Riccardo Noury: “Nel 2023 le regole del passato sono state violate e nel futuro non ci sono regole"

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Il report annuale fotografa la situazione dei diritti umani in 155 stati al 31 dicembre 2023. Amnesty evidenzia che “sono stati fatti gravi passi indietro sul fronte dei diritti anche a livello europeo” e mette il focus sulla “recentissima approvazione del patto sulla migrazione e l’asilo, con misure che di fatto indeboliscono le tutele per le persone migranti, restringono l’accesso all’asilo, allargano le maglie della detenzione amministrativa nelle procedure di frontiera”. Misure che “sono chiamate ad attuare proprio i paesi ai confini esterni dell’Unione europea, come l’Italia, rischiando di fatto di introdurre come prassi la detenzione prolungata e arbitraria in violazione del diritto internazionale dei diritti umani”.

“L’impunità per le violazioni dei diritti umani e i crimini di diritto internazionale è rimasta diffusa e molti paesi hanno continuato a sfuggire al controllo internazionale”, si legge nel documento.

“Derive autoritarie permeano molti governi europei” per questo secondo Amnesty “le elezioni di giugno sono particolarmente importanti” “pratiche e idee che potremmo definire “autoritarie” hanno permeato molti governi e società in tutta Europa, intaccando la libertà di espressione e di associazione, colpendo l’uguaglianza di genere, ed erodendo i diritti sessuali e riproduttivi”.

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I missili Atacms già inviati segretamente dagli Usa a Kiev

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La settimana scorsa gli Stati
Uniti hanno inviato segretamente i missili a lungo raggio Atacms
in Ucraina per la prima volta in due anni di guerra e le forze
ucraine hanno immediatamente utilizzato le armi per attaccare un
aeroporto militare russo in Crimea mercoledì scorso e le truppe
russe nel sud-est del Paese durante la notte di martedì. Lo
rivelano alcuni media Usa, tra cui il New York Times e Politico.

   

   

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