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Categoria: Notizie
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La biodiversità del Mediterraneo è attualmente sotto la minaccia di nuove specie invasive, tra cui spicca il pesce leone, noto anche come pesce scorpione. Questi pesci, originari delle acque tropicali, si sono distinti per la loro rapida diffusione nel bacino mediterraneo, causando gravi ripercussioni sugli ecosistemi locali e sulle economie basate sulla pesca tradizionale.
Il pesce leone, con il suo aspetto esotico e le pinne vistose, ha trovato nel Mediterraneo un ambiente ideale per prosperare, soprattutto a causa del riscaldamento delle acque dovuto al cambiamento climatico. La sua presenza è aumentata notevolmente da quando il primo esemplare è stato avvistato in Israele nel 1991, e da allora ha colonizzato diverse aree, mettendo a rischio le specie ittiche locali e le pratiche di pesca artigianale che dipendono da esse.
Inoltre, il pesce leone è noto per la sua capacità di consumare una quantità di prede sproporzionata rispetto al suo corpo, grazie allo stomaco che può espandersi fino a 30 volte le sue dimensioni normali. Questa voracità lo rende un predatore estremamente efficace, minacciando la sopravvivenza di molte specie native. I problemi non si fermano qui: il pesce leone ha spine velenose che rappresentano un rischio per i pescatori, complicando ulteriormente le operazioni di pesca tradizionale e danneggiando le attrezzature.
Acqua, l’oro blu che sprechiamo:
La risposta della comunità scientifica a questa crisi include studi approfonditi sulla biologia e sull’ecologia del pesce leone, nonché iniziative di citizen science che incoraggiano i residenti e i pescatori a segnalare avvistamenti e catture di questa specie. Questi sforzi sono vitali per tracciare la diffusione del pesce leone e per sviluppare strategie efficaci per mitigarne l’impatto. Il futuro degli ecosistemi marini del Mediterraneo dipende in gran parte dalla capacità di controllare e, sperabilmente, ridurre la presenza del pesce leone. È essenziale che le politiche di gestione delle specie invasive siano supportate da ricerca scientifica robusta e da un impegno condiviso tra governi, organizzazioni ambientali e comunità locali. Solo attraverso un approccio coordinato e informato si potrà sperare di preservare le ricchezze naturali e culturali che il Mediterraneo offre.
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Bufera dopo le parole del generale Roberto Vannacci. «Un disabile, però, non lo metterei di certo a correre con uno che fa il record dei cento metri». Vannacci, ora candidato nelle fila della Lega per le prossime Europee, rilasciate in un’intervista a La Stampa vorrebbe organizzare classi di scuola apposite per i ragazzi disabili. E il polverone, sulla vicenda, è servito. «Snaturate le mie parole sui disabili», si difende lui commentando il titolo dell’intervista. «Non ho detto che vanno separati, è iniziata la campagna elettorale». Poi il generale corregge se stesso su Facebook: cancella il post sul titolo della sua intervista a La Stampa sostituendolo con queste parole: «Gli articoli vanno letti senza fermarsi ai titoli». «Nessuno rimane indietro, ma liberiamo ali e cervelli di chi sa o vuole volare!».
Vannacci contro gli studenti: “Sono loro a mettersi nelle condizioni di essere manganellati”
Sul caso intervengono dall’opposizione, ma anche all’interno della stessa maggioranza di governo le reazioni sono moltissime. E della vicenda parla anche la Cei. A intervenire è il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, monsignor Francesco Savino: «Pur nel rispetto di ogni opinione e di ogni scelta politica qui è in gioco una visione culturale della vita. Queste affermazioni ci riportano ai periodi più bui della nostra storia. Mi permetto di dire, con Papa Francesco, che l’inclusione è segno di civiltà». E in qualche modo prende le distanze la Lega: «Vannacci è un candidato indipendente che potrà portare il proprio contributo e raccogliere voti di opinione fuori dal tradizionale bacino della Lega. Salvini ha chiuso liste competitive, di alto valore dove, ovviamente, non mancano leghisti doc, europarlamentari uscenti ed esponenti della società civile, con un’ampia rosa di candidati. In vista delle europee l’offerta politica della Lega agli elettori è seria e completa, all’insegna delle libertà e del desiderio di cambiare questa Europa». Così fonti del Carroccio.
«Le parole del generale Vannacci sulle classi separate per i bambini disabili? Da un lato mi auguro che si sia espresso male, dall’altro, al di là del rispetto che porto per la posizione di tutti, siamo agli antipodi. Ogni altro commento è superfluo». E’ il ministro dello Sport, Andrea Abodi, a margine della Conferenza programmatica FdI a Pescara a sottolineare così che si tratta di «concetti non condivisibili, lontani anni luce dal punto di vista culturale e morale». Abodi assicura che quelle del generale neo candidato alle Europee per la Lega sono idee che «non incidono minimamente nelle politiche di governo, che vanno esattamente nell’altra direzione, quella dell’inclusione e del rispetto come principio supremo. Finché quindi rappresentano posizioni individuali, rimangono all’interno di una dialettica del partito che lo candida, e anche della dialettica con la propria coscienza che è un tema che bisogna sempre saper allenare». E a chi gli chiede se Salvini dovrebbe prendere le distanze da queste dichiarazioni, l’esponente di governo risponde dicendo che «non mi permetto di dire quello che dovrebbe fare il segretario di un altro partito».
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Ma è sempre la Cei a rispondere duramente alle affermazioni del generale. Per il vescovo di Cassano all’Jonio «la differenza non è un problema ma una risorsa». Per mons Savino «le classi separate riproducono i ghetti. La separazione in classi diverse per i fratelli disabili significa che sono da emarginare o guardare con sospetto. E invece loro hanno tante abilità che noi non abbiamo». Ancora il vescovo di Cassano: «Loro sono stati i protagonisti ed io, ma forse non solo io, sono tornato a casa sentendo di avere vissuto una esperienza davvero bella. Quando c’è l’inclusione sanno dare il meglio di loro stessi. Ci danno lezioni di vita, di umanità, di bellezza». «Per favore – conclude il vicepresidente dei vescovi italiani commentando le parole di Roberto Vannacci – siamo seri e siamo responsabili». «Deliri fascistoidi e reazionari» quelle di Vannacci che «qualificano non solo la Lega ma anche il centrodestra» tuona Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa, ai microfoni di SkyTg24.
La scuola prende le distanze E il mondo della scuola prende le distanze dal Vannacci. «In riferimento alla recente intervista del Generale Vannacci riguardo alla disabilità, ci siamo trovati di fronte a delle dichiarazioni che sfidano i principi fondamentali di inclusione e dignità umana. Le parole di Vannacci, che propone la separazione dei ragazzi con disabilità dai normodotati, hanno destato il nostro grande stupore» dicono l’onorevole Luciano Ciocchetti, vice presidente XII Commissione Affari Sociali e l’assessore al sociale della Regione Lazio Massimiliano Maselli. «È con profonda convinzione che ribadiamo l’importanza di un approccio che ponga al centro la persona, senza distinzioni o discriminazioni. Le politiche del Governo nazionale e della Giunta Rocca si ergono su valori di integrazione, inclusione sociale e solidarietà, promuovendo azioni concrete per favorire l’inclusione e il benessere di tutti i cittadini, inclusi coloro che sono più vulnerabili», sottolineano. «L’integrazione è il pilastro su cui dovrebbe fondarsi ogni politica volta al benessere della società. Inserimento lavorativo, inclusione attraverso lo sport, integrazione sociale: queste sono le strade che dobbiamo continuare a percorrere, abbracciando le diversità come ricchezza e costruendo ponti per una società più equa e inclusiva», concludono.
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Ritiene «gravissime» le affermazioni di Roberto Vannacci, il presidente dell’Associazione italiana persone down, Gianfranco Salbini. “Ribadiamo il nostro impegno – fa sapere Salbini – per difendere i diritti delle persone con disabilità e per promuovere un’educazione inclusiva e rispettosa della diversità. Le recenti dichiarazioni del generale Vannacci sulla possibilità di reintrodurre classi speciali rappresentano un serio rischio per l’inclusione scolastica, valore imprescindibile per una società civile e avanzata. Le sue affermazioni non solo vanno contro i principi di uguaglianza e i diritti umani, ma rappresentano anche una violazione della Convenzione Onu, che è legge dello Stato italiano».
Domenica sera la Juventus Next Gen giocherà l’ultima partita della regular season contro la Vis Pesaro, e andrà a caccia di tre punti per provare a scavalcare proprio all’ultimo turno il Gubbio, che la sopravanza di due lunghezze e sarà impegnato in casa contro il Rimini. Ad arbitrare la sfida dei bianconeri sarà Matteo Canci di Carrara, con gli assistenti Elia Tini Brunozzi e Marco Giudice. Il quarto uomo sarà Edoardo Panici.
Un uomo su una moto ha ucciso la celebre influencer Om Fahad davanti casa a Baghdad, hanno riferito funzionari della sicurezza irachena, citati dal Guardian. L’aggressore, ancora non identificato, ha sparato a Om Fahad che si trovava in macchina nel quartiere di Zayouna ieri, ha dichiarato un funzionario della sicurezza, che ha chiesto l’anonimato perché non autorizzato a parlare con i media. Un’altra fonte della sicurezza ha raccontato che l’aggressore avrebbe fatto finta di consegnare del cibo.
Om Fahad era diventata famosa per i suoi video spensierati su TikTok in cui ballava musica irachena: nel febbraio dello scorso anno, un tribunale l’aveva condannata a sei mesi di carcere per aver condiviso «video contenenti discorsi indecenti che minano il pudore e la moralità pubblica». Il governo ha lanciato una campagna nel 2023 per ripulire i contenuti dei social media che, a suo dire, violavano «la morale e le tradizioni» irachene. È stato istituito un comitato del ministero degli Interni per setacciare TikTok, YouTube e altre piattaforme alla ricerca di filmati ritenuti offensivi. Secondo le autorità, diversi influencer sono stati arrestati. Le libertà civili rimangono tuttora limitate per le donne i Iraq. Sempre a Baghdad, nel 2018, la modella e influencer Tara Fares, 22 anni, fu uccisa per strada da alcuni uomini.
Un uomo di 30 anni è stato fermato dai carabinieri per l’uccisione di un 32enne, trovato stamane a Villafranca Padovana intorno alle 6,30, con una profonda ferita a un fianco, fatta con un coltello. Secondo quanto si è appreso, il corpo è stato visto da un residente che ha dato l’allarme, al 112. Mentre i carabinieri arrivavano sul posto, l’aggressore è scappato e i rumori hanno svegliato i cani delle case vicine.
Un ispettore di polizia che abita nello stesso quartiere si è quindi affacciato per capire cosa stesse avvenendo e ha notato il presunto killer tentare di scavalcare una recinzione. Avendolo riconosciuto, si è messo sulle sue tracce, coordinandosi con l’equipaggio del 112. Poco dopo ha scorto il presunto omicida seminascosto in una siepe, l’ha inseguito e raggiunto. L’attività di indagine, condotta dai carabinieri, sta proseguendo ora per capire la dinamica precisa del delitto e per accertare le responsabilità del fermato.
Dalle indagini di carabinieri e polizia emerge che l’omicidio sarebbe avvenuto nell’abitazione della vittima e che la vittima e il presunto omicida si conoscevano, avendo avuto entrambi un passato con problemi di tossicodipendenza. Il presunto omicida era uscito da poco da una struttura di recupero. Non si esclude che il movente possa essere legato proprio al mondo della tossicodipendenza.
Si sta disputando in questi istanti la gara di campionato tra Juventus Women ed Inter. Nel corso del pre partita, Lisa Boattin, in virtù del traguardo raggiunto indossando la cassa bianconera, si è impossessata di un premio speciale.
La calciatrice, ha ricevuto dal dirigente Stafano Braghin, una targa celebrativa per le sue 200 presenze coronate al servizio della Vecchia Signora.
Al termine della gara tra Juventus Women e Inter, persa dalle bianconere 0-2, Cristiana Girelli ha commentato il match ai microfoni della Vecchia Signora.
”E’ stata una serata che ci provoca sofferenza, sia per la sconfitta che per la prestazione. Dobbiamo assolutamente ripartire, per mettere da parte questa sera e concludere la stagione nel miglior modo possibile, anche se è dura. L’Inter ha approcciato in maniera perfetta, noi siamo state troppo passive all’inizio; poi abbiamo avuto una buona reazione, ed è da questa che dobbiamo ripartire. L’Inter ha dimostrato di essere una squadra in crescita, e facciamo i complimenti alla Roma, che ha vinto meritatamente lo Scudetto”.
E’ incredibile come da un periodo di paura, dolore e incertezza possano nascere effetti positivi che perdurano nel tempo. E’ il caso del Covid e della pandemia. La nautica deve al virus un ritorno d’immagine sicuramente insperato in quei mesi cupi, durante i quali si fermava il mondo. Il settore aveva reagito, prima di altri, ma anche grazie alla pandemia si è capito più ampiamente che significa mare, barca, socialità a bordo, ambiente, vita all’aria aperta.
La riprova arriva dalle parole di Andrea Colombi, country manager di Yamaha, brand che ha anche una divisione nautica e che per le prove del suo nuovo motore, il 350 HP V6, ha scelto il golfo della Spezia, dove proprio in queste ore si stanno svolgendo le evoluzioni di sei imbarcazioni di diverse dimensioni dotate appunto del nuovo modello che – come dice Colombi – “va a colmare uno spazio nella nostra gamma dopo l’uscita dalla produzione del precedente 350 HP”.
Yamaha, giusto per inquadrare l’azienda, fattura circa 320 milioni di euro, con un contributo di 45 milioni dalla divisione marine. Il comparto dei motori marini fattura circa 200-250 milioni nel suo complesso. “Noi abbiamo quasi sempre detenuto circa il 20-25% del mercato”, dice Colombi, che è entrato in Yamaha nel 2006 come analista ed è diventato poi country manager nel 2015. Divisione che conta su 90 concessionari, “praticamente al 90% monomandatari”. Diverse le partnership, tra le quali quella con Capelli, di cui Yamaha è distributore.
L’exploit del mercato
Ci arriveremo, ma prima proseguiamo il discorso generale. “Uno degli effetti positivi della pandemia è stata l’esplosione del mercato. Dei motori fuoribordo, ma in generale di tutti i prodotti che vendiamo (moto e altro, ndr), legati alla libertà e alla mobilità personale. In particolare, durante il Covid si è verificata una inaspettata propensione delle persone ad approcciare il mare. Vuoi per una questione di limitazioni in atto, che vedevano nella barca un’isola dove poter stare all’aria aperta con i propri familiari, ma vuoi anche per la voglia di libertà che ha portato tanti a vedere nel mare un modo di soddisfare propri desideri, ambizioni, modi di vivere diversi”.
Il mercato della nautica, inteso come barche, è cresciuto. “Direi che è aumentato in maniera impressionante, tanto è vero che i produttori ci hanno messo un po’ di tempo per riposizionarsi sulle nuove produzioni”. E di rimando, c’è stata una grande richiesta di motori fuoribordo. “L’incremento di vendite c’è stato per tutte le categorie, ma in particolare per quella dei motori extra large, i cui numeri sono raddoppiati”. Stiamo parlando della gamma oltre i 200 HP. Perché? “Perchè sono cresciute le dimensioni delle imbarcazioni”, risponde Colombi. “C’è stato anche un grande exploit del noleggio, con un netto miglioramento della qualità delle flotte e dunque anche delle motorizzazioni, che sono anche in questo caso aumentate con le dimensioni delle barche stesse”.
Il boom del fuoribordo
Ci si può chiedere, ma perché si assiste a un incremento del fuoribordo rispetto all’entrobordo? Incremento che, scendendo nel dettaglio, ha visto la quota repowering – vale a dire montare un nuovo motore su una “vecchia” barca – raggiungere quella del “nuovo” assoluto – nuova barca, nuovo motore -. “Questo fenomeno è in atto da almeno dal 2018. E’ successo che tanti cantieri hanno iniziato a pensare a barche che prima potevano soltanto montare gli entrobordo in chiave del fuoribordo. Perché questi ultimi motori consentono di avere più spazio a bordo, meno vibrazioni e una manutenzione più facile. E così, barche sulle quali un tempo mai si pensava di montare un fuoribordo sono iniziate ad essere spinte proprio da quest’ultimo tipo di motori”. Motorizzazioni anche impensabili in passato, come quattro “bombe” da 450 HP l’uno.
I numeri aiutano a capire. “Nel 2018 si vendevano 16.600 motori fuoribordo, nel 2022 si è superato quota 20.000. E il mercato italiano è diventato il primo d’Europa”. Ciò si spiega anche con il numero di cantieri esistenti nella Penisola: più barche vendono, più motori servono. “Ma a contribuire è stato anche il cambio d’immagine della nautica, non più vista in modo ostile”. Più motori, e anche maggiori potenze. “La nostra gamma arriva sino a 450 HP, una potenza che non molto tempo fa era impensabile. Nella prima decade del 2000 il top era 300 HP, ma con una media di 100-150 HP. Noi siamo stati i primi nel 2008 ad uscire con un 350 HP, che è rimasto in produzione sino al 2018”. La gamma di Yamaha oggi vede sugli extra-large il 300, 350, 400, 425 e 450 HP.
Ovviamente, negli anni, gli stessi motori sono cambiati. Più flessibili, più sostenibili, più efficienti, più leggeri (il nuovo 350 HP pesa solo 6 chili in più del 300 HP), meno difficili da manutenere. E più “intelligenti”, Colombi ci passi il termine. “Il tema della flessibilità oltre al motore è legato al sistema di navigazione. Parlo del Helm Master EX, che è una vera rivoluzione e sul quale ci siamo molto focalizzati negli ultimi anni in termini di ricerca e sviluppo”. Si tratta di un sistema integrato che consente, tanto per capire, di gestire insieme il blocco motori – magari tre, quattro insieme – come fosse unico. Manovrando e ormeggiando con un joystick, tanto che sembrerà di avere un’elica laterale (il che, cancella anche l’ansia di dover gestire magari tre-quattro motori di elevata potenza). Un sistema, inoltre, che si potrà interconnettere con i sistemi di navigazione veri e propri della barca, tanto che i motori potranno “dialogare” con il pilota automatico o con l’ancora virtuale (il posizionamento fisso con Gps). Il tutto, gestito dal ponte di comando. E in un certo senso, customizzato sulle esigenze dell’armatore o proprietario della barca, che dir si voglia.
Il futuro più sostenibile
Non è un mistero che la casa giapponese abbia presentato al Boat Show di Miami il progetto di un primo motore a idrogeno. Il che apre alla discussione sulla sostenibilità. “C’è una fase più vicina e una più lontana di evoluzione. Si comincia dai materiali utilizzati, ad esempio la plastica riciclata, in alcuni casi recuperata in mare, per le calandre – dice Colombi -. E si lavora sulle emissioni. Come azienda ci siamo dati un piano chiamato Environmental Plan 2050, che ha l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2, a cominciare dai siti produttivi”. Si lavora in tal senso anche sui motori?, chiediamo. “Non vediamo in questo momento uno stop ai motori termici, ma stiamo studiando come farli consumare meno e che possano essere alimentati da carburanti alternativi”. Il biodiesel, il metano green, etc.
Poi, c’è anche l’elettrico. E c’è l’idrogeno. “Su quest’ultimo ci stiamo muovendo, c’è il progetto del prototipo presentato a Miami, ma non saprei dire se e quando avremo un motore a idrogeno in produzione. Va detto, a scanso d’equivoci, che nel nostro caso si tratta di un fuoribordo che utilizza l’iniezione diretta, quindi che inietta idrogeno e quindi è un motore a scoppio con l’idrogeno, non parliamo di fuel cell. Quanto all’elettrico, l’acquisizione di Torqueedo (motori elettrici, uno dei brand leader del mercato globale per la mobilità elettrica sull’acqua, 250 brevetti estesi anche ai sistemi di bordo e alle eliche, ndr) guarda senz’altro allo sviluppo dell’elettrificazione delle nostre applicazioni marine, che ci ha già visto presentare al Salone di Venezia un motore da 6 HP, pensato per una mobilità su acque calme”.
Previsioni
Torniamo al mercato. Che vede Colombi, nell’immediato futuro? “Penso che il boom che abbiamo vissuto negli ultimi anni, molto intenso, avrà una una lieve flessione e si posizionerà secondo me sul livello del vero mercato, senza effetto Covid. Si assesterà su numeri che saranno maggiori di quelli pre-pandemia, ma inferiori ai picchi post-pandemia, insomma”.
Subentrerà un po’ un effetto saturazione? “Be’, forse sì. Anche se abbiamo assistito a un allargamento della base della nautica, con nuovi ingressi. E questa è l’eredità positiva che ci lascia la pandemia, parlo di un approccio diverso al mare e alla nautica, che prima aveva barriere all’entrata altissime, anche in termini di costi, dalle patenti ai posti barca. Sembrerà banale, ma di finanziamenti articolati sulle barche fino a sette anni fa non se ne vedevano. Diciamo che c’è stato un passo verso la democratizzazione della nautica”. Guardando avanti? “Bisognerà vedere anche come la politica vorrà utilizzare questo momento positivo per accompagnare la crescita di questa industria”.
Sabato Juve impegnata contro il Milan, match che mette in palio punti Champions. Reduce da 12 punti nelle ultime 12 giornate, la squadra di Allegri è chiamata a cambiare trend. In avanti sicuro Vlahovic, si giocano la seconda maglia Chiesa, Yildiz e Milik. Intanto il futuro della panchina bianconera è tema quotidiano: il tecnico livornese pare possa lasciare con un anno d’anticipo, Thiago Motta è il candidato di Giuntoli per sostituirlo. Pare difficile un ritorno di Conte in extremis, salvo permanenza dell’italo-brasiliano sulla panchina del Bologna. In chiave mercato servono rinforzi soprattutto a centrocampo, oltre a Koopmeiners, torna la pista Khephren Thuram. Occhio alle partenze, con Bremer possibile sacrificato. In ESCLUSIVA a Fuori di Juve Oscar Damiani, ex giocatore della Vecchia Signora, oggi procuratore sportivo.
Sulla stagione della Juve, bilancio provvisorio di Damiani: “Stagione interlocutoria. Se i bianconeri vincono la Coppa Italia, il giudizio è meno negativo. Certo il distacco dall’Inter è ampio, ma in fondo può essere relativo rispetto al fatto che alla fine lo scudetto lo vincono i nerazzurri. La squadra di Allegri ha fatto delle buone gare, ha avuto momenti di difficoltà non sembra una grande squadra. La Juve lo era giocatori molto forti, ora ne ha pochi. Inutile girarci troppo introno, ci sono bravi elementi, ma senza campioni non si fa nulla. Allegri? E’ un mio amico. Un grande allenatore, lui non gioca, in campo vanno i giocatori. Bisogna dargli elementi funzionali e in grado di fare la differenza. Non so se Max resti e se sia giusto cambiare. I ritorni sono sempre complicati, lo dice la storia. Allegri ha fatto cose meravigliose in passato e non è riuscito a ripetersi. Non è più quello di prima, anche se resta un grande allenatore, difficile commentare dall’esterno. Thiago Motta mi piace. Innanzitutto come uomo, poi è un grande allenatore, non so se lascerà Bologna, bisognerà vedere. Sarebbe ideale per la Juve, ma non sarà facile portarlo via dal club rossoblu”.
La selezione giovanile Under 16 di GRANTORINO Basketball Draft ha fatto il suo ingresso alle Superfinal EYBL U16 di Roma dopo avere partecipato alle fasi preliminari di Rio Maior in Portogallo e di Budapest in Ungheria, con un’incredibile serie di 8 partite vinte su altrettante gare, dimostrando determinazione, abilità e spirito di squadra in ogni momento. L’avventura europea dei giovani gialloblù è servita a far crescere il gruppo ed i singoli, grazie al confronto con le più forti realtà del vecchio continente. Nella prima partita di Superfinal contro Leii Bucharest, la formazione di GRANTORINO parte subito forte. Ritmo elevato e grande intensità sono le chiavi per chiudere sul +22 già nel primo tempo. Gara poi sospesa nel secondo tempo per il ritiro della squadra avversaria sul punteggio di 47-25. Prosegue positivamente il percorso della spedizione torinese che nella seconda giornata di gare lotta contro Ratgeber Academy in una partita caratterizzata dalla grande fisicità e dal ritmo molto elevato, che portano la gara a chiudersi solo negli ultimi possessi. La girandola dalla linea della carità premia GRANTORINO che fissa la contesa sull’88-84 a proprio favore permettendogli di vincere il girone e guadagnandosi l’accesso alle semifinali. La semifinale sembra proibitiva per i giovani talenti di GRANTORINO, che affrontano la formazione di casa Stellazzurra Roma, società ospitante delle Superfinal. I romani si presentano alla palla a due con nomi blasonati tra cui Aizpurs, Gallo e Acciari. La partita che decreta l’accesso alla finale è un susseguirsi di emozioni, le due formazioni giocano punto a punto tutti i quaranta minuti. Il match si decide negli ultimi due possessi: con 18 secondi sul cronometro Mancino attacca 1vs1, si trova davanti Aizpurs, non si fa intimorire e segna in sottomano il canestro decisivo (74-73). Negli ultimi secondi Stellazzurra prova a vincere la gara, ma il tiro si ferma sul ferro ed i torinesi possono festeggiare l’accesso alla finale. L’epilogo di questa straordinaria avventura arriva nella finale contro KK Pro Basket. Non bastano i tempi regolamentari per decretare i vincitori delle Superfinal 2024. GRANTORINO ha dovuto cedere all’overtime, dopo una gara eroica contro i montenegrini che hanno saputo sfruttare al meglio l’extra time e conquistare il titolo. A suggellare lo splendido percorso l’inserimento di Antonio Barra e Brayden Zumstein nel Best 5. A meno di un anno dalla presentazione del progetto GRANTORINO Basketball Draft e nonostante la sconfitta in finale, la squadra può essere orgogliosa del suo incredibile percorso alle Superfinal di Roma. L’esperienza accumulata in questo torneo rimane importantissima, si deve guardare al futuro con fiducia e determinazione. Con il talento, l’impegno e una mentalità vincente, questi giovani atleti sono destinati a raggiungere traguardi sempre più importanti nel basket giovanile.
LE DUE PARTITE DEL GIRONE
GRANTORINO Basketball Draft – Leii Bucharest 47-25 GRANTORINO Basketball Draft: Masola 3, Milone 8, Stuerdo 4, Panata, Mancino, Dalcero 7, Lunardi 4, Barra 8, Ventigeno, Zumstein 4, Battaglio 7, Giglio 2. All. Italia, Ass. Papurello, Prep. Manavella, Dir. Mosso.
Ratgeber Academy – GRANTORINO Basketball Draft 84-88 GRANTORINO Basketball Draft: Masola 2, Milone 20, Panata 6, Mancino 3, Tonon 3, Lunardi 1, Barra 14, Ventigeno 9, Lachello 3, Zumstein 13, Battaglio 14, Giglio. All. Italia, Ass. Papurello, Prep. Manavella, Dir. Mosso.
SEMIFINALE
Stellazzurra – GRANTORINO Basketball Draft 73-74 GRANTORINO Basketball Draft: Milone 7, Stuerdo, Mancino 13, Dalcero, Tonon, Lunardi 3, Barra 18, Ventigeno 12, Lachello, Zumstein 11, Battaglio 6, Giglio 4. All. Italia, Ass. Papurello, Prep. Manavella, Dir. Mosso.
FINALE
GRANTORINO Basketball Draft – KK Pro Basket 77-88 dts GRANTORINO Basketball Draft: Masola 13, Milone 11, Stuerdo 3, Panata, Mancino 2, Dalcero, Tonon, Barra 10, Ventigeno 16, Lachello 3, Zumstein 15, Battaglio 4. All. Italia, Ass. Papurello, Prep. Manavella, Dir. Mosso.