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"Tu vieni con il lambrusco, io ti metto su il sugo": Clerici risponde e invita Ligabue

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“Ieri sera ho detto a ‘Belve’ che il cantante che non aveva voluto venire al mio festival di Sanremo perché sapevo troppo di sugo era Ligabue. Lui ha fatto un video dove ha detto che non era vero, che non era lui. E quindi io gli credo naturalmente. Anche perché la certezza non ce l’ho. Forse la verità non si saprà mai. Chissà chi era. Però avrei una propostina, caro Liga. Liga, senti, facciamo una cosa. Tu vieni con il lambrusco, io ti metto su il sugo. Quindi ti aspettiamo a mezzogiorno. E finisce qui. Cioè finisce quando tu vieni, mi raccomando”. Così Antonella Clerici, durante la diretta di oggi di “È sempre mezzogiorno” ha controreplica a Luciano Ligabue, in merito all’ormai celebre ‘sugo gate’.

 

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La signorina di Klimt ritrovata è record per asta a Vienna

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(ANSA-AFP) – ROMA, 24 APR – Un dipinto di Gustav Klimt, che
si pensava smarrito ed è stato ritrovato dopo quasi un secolo, è
stato venduto oggi all’asta a Vienna per 30 milioni di euro,
stabilendo così un record per un’asta austriaca. Il ritratto di
Fraulein Lieser apparteneva una volta ad una famiglia ebrea in
Austria e fu visto in pubblico l’ultima volta nel 1925 in
occasione di una mostra realizzata nel 1926 da Otto
Kallir-Nirenstein nella Neue Galerie di Vienna. Il suo destino
non è chiaro, ma la famiglia degli attuali proprietari possiede
il dipinto dagli anni ’60. La casa d’aste viennese im Kinsky
aveva stimato il valore di 30-50 milioni di euro per il Ritratto
della signorina Lieser, questo il titolo del quadro.

   
I ritratti dei grandi austriaci raramente vengono immessi sul
mercato. Lo scorso giugno, la “Dame mit Faecher” (Dama con
ventaglio) di Klimt è stata venduta a Londra per 74 milioni di
sterline (94,3 milioni di dollari all’epoca), un record d’asta
d’arte europea. Il prezzo più alto pagato all’asta in Austria
finora era un’opera del pittore fiammingo Frans Francken II,
battuta a sette milioni di euro nel 2010.

   
“Nessuno si aspettava che un dipinto di questa importanza,
scomparso da 100 anni, sarebbe riemerso”, ha detto l’esperta di
Kinsky Claudia Moerth-Gasser prima dell’asta. “Un dipinto di
tale rarita’, di tale portata artistica e valore non era
disponibile sul mercato dell’arte in Europa centrale da
decenni”, aveva affermato im Kinsky in una nota quando ha
annunciato contemporaneamente l’asta e la ricomparsa dell’opera
Oltre al “Ritratto della signorina Lieser”, sono stati
battuti anche schizzi di Klimt e opere di suoi contemporanei
come Egon Schiele. Prima dell’asta, il dipinto ben conservato è
stato esposto a Vienna, in Svizzera, Germania, Gran Bretagna e
Hong Kong. Il dipinto, non firmato, mostra una giovane donna
adornata da un ampio mantello riccamente decorato con fiori su
fondo rosso vivo. Il mistero circonda l’identità della modella,
che visitò nove volte lo studio di Klimt per il ritratto. È nota
per essere della famiglia Lieser, una dinastia industriale
ebraica. Potrebbe essere una delle due figlie, di nome Helene e
Annie, di Henriette (Lilly) Lieser, una mecenate. Ma il primo
catalogo dedicato a Klimt, risalente agli anni ’60, diceva che
si trattava della nipote di Lieser, Margarethe. Lilly Lieser
rimase a Vienna nonostante la presa del potere da parte dei
nazisti, fu deportata nel 1942 e uccisa nel campo di
concentramento di Auschwitz nel 1943. (ANSA-AFP).

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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Reale Mutua Fenera Chieri ‘76, Anna Gray è il secondo punto fermo al centro

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La Reale Mutua Fenera Chieri ‘76 fissa un altro punto fermo in vista della prossima stagione. Si tratta di Anna Gray, seconda conferma nel reparto centrale dopo quella di Katerina Zakchaiou.
Anna, partiamo dalla tua prima stagione a Chieri: com’è andata e cosa ti ha convinto a proseguire il percorso insieme.
«Questa stagione a Chieri mi ha regalato tante soddisfazioni, sia di squadra sia personali. L’obiettivo che mi ero prefissata prima di arrivare a Chieri era di alzare l’asticella rapportandomi ad un livello sempre più alto. Devo dire che l’impatto è stato più che positivo, sono riuscita ad amalgamarmi velocemente ai ritmi e alla tipologia di lavoro e questo grazie all’ambiente che si trova arrivando qui. Un ambiente serio e professionale con persone che ti fanno sentire a casa e per me questo è importantissimo in una società. Dove si sta bene, si lavora anche bene. Questo è il motivo principale che mi ha spinta a rimanere, sono davvero contenta di continuare il mio percorso a Chieri, credo che ci saranno ancora tante soddisfazioni e obiettivi sempre più alti».