Aggiornamenti, Cronaca, ECONOMIA, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Centro donne Aosta, "le pressioni contro l'aborto non sono fake news"

Tempo di lettura: < 1 minuto


“Noi abbiamo semplicemente detto che
ci sono queste due macro criticità” ovvero l’imposizione da
parte di “volontari” dell'”ascolto del battito fetale” e “la
promessa di sostegni economici o beni di consumo”, ma poi
“dovranno verificarle le strutture di riferimento, se vorranno.


   
Se poi ci diciamo che il Centro ha detto una fake news e che
sono tutti racconti e falsità, allora ognuno è libero di
interpretarlo come vuole”. Così all’ANSA la presidente
dell’associazione Centro donne contro la violenza di Aosta, Anna
Ventriglia. Le segnalazioni di questo tipo ricevute, spiega,
“sono tre o quattro”, ma non vuole entrare nel dettaglio: “Non
tocca a me dire da parte di chi venivano fatte queste richieste,
io ho fatto questa segnalazione, in più noi siamo protette
dall’anonimato, dalla riservatezza delle donne”.


   
Usl e Regione Valle d’Aosta hanno dichiarato di non essere a
conoscenza dei casi, segnalati dall’associazione in una nota, di
“donne che, giunte in presidi sanitari pubblici del territorio
regionale per accedere all’interruzione volontaria di
gravidanza, sono state negli stessi luoghi sottoposte a indebite
interferenze e pressioni da parte di volontari”. Inoltre il
Movimento per la vita – Centro di aiuto alla vita di Aosta ha
precisato “che non svolge attività presso presidi sanitari
pubblici del territorio regionale”. “Dato che l’Usl – replica
Ventriglia – dice che non ci sono state segnalazioni allora le
nostre donne dicono il falso? Però delle segnalazioni a noi sono
arrivate, l’unico modo per gestire determinate situazioni è
parlarne”.


   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Cronaca, ECONOMIA, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Frana a Donnas, chiusa la strada statale 26

Tempo di lettura: < 1 minuto


Una grossa frana è caduta nella
notte nel territorio comunale di Donnas raggiungendo la strada
statale 26, che è stata chiusa al traffico ad eccezione dei
mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine. La viabilità
alternativa è lungo l’autostrada A5 Torino-Aosta, tra i caselli
di Pont-Saint-Martin e Verrès.


   
“Il distacco è avvenuto ieri verso le 23,30 all’altezza del
chilometro 53 della strada statale, fortunatamente nessuno è
rimasto coinvolto”, spiega all’ANSA il sindaco di Donnas, Amedeo
Follioley. “I tecnici stanno facendo un sopralluogo ma il
problema è che sta piovendo. L’indirizzo al momento è di tenere
la strada chiusa, la situazione sarà continuamente valutata”.


   
Il crollo è avvenuto nei pressi dell’arco e della strada
romana. “Nel tratto dove si è verificata la caduta massi avevamo
già fatto un’ordinanza di chiusura. Saremmo dovuti intervenire
la prossima settimana con dei lavori di somma urgenza per
mettere in sicurezza la parete, ma il distacco è avvenuto
prima”, spiega il primo cittadino.


   
“Inizialmente – aggiunge Follioley – il volume da mettere in
sicurezza era di circa 50 metri cubi, non abbiamo ancora fatto i
calcoli ma, dopo il crollo, il materiale coinvolto è
apparentemente il doppio. Si è staccata tutta la placca, ma ci
sono ancora delle pietre pericolanti da disgaggiare. Al momento
non si può salire in parete perché piove forte ed è pericoloso
per gli addetti”.


   
Per la vallata centrale, che comprende il territorio di
Donnas, il Centro funzionale regionale ieri ha emesso un
bollettino di allerta gialla legato a possibili “fenomeni di
frane superficiali e cadute massi per saturazione dei suoli” a
causa delle precipitazioni che si stanno verificando.


   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Cronaca, ECONOMIA, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Stefano Poda firmerà Nabucco al Festival 2025 dell'Arena

Tempo di lettura: 2 minuti


Stefano Poda firmerà regia, scene,
costumi, luci e coreografie della nuova produzione di Nabucco,
che inaugurerà l’Arena di Verona Opera Festival 2025. L’annuncio
è stato dato – a 40 giorni dall’apertura del Festival 2024 -
dalla Sovrintendente areniana Cecilia Gasdia.


   
“Dopo l’Aida ‘di cristallo’ – ha ricordato Gasdia -,
spettacolo che ha portato in scena un intreccio di arti e stili
mai visti in Arena, avvicinando all’Opera un pubblico nuovo e
poliedrico, siamo orgogliosi di affidare la nuova produzione
2025 di Nabucco a Stefano Poda che, con il suo lavoro, rende
presente il futuro”.


   
Poda ha debuttato all’Arena lo scorso anno nel Centesimo
Festival, e si prepara a tornare nel più grande teatro
all’aperto del mondo per il dramma corale di Giuseppe Verdi,
terza opera più rappresentata di sempre in Arena con 239 recite
totali dal 1938. “L’Arena di Verona è il teatro all’aperto più
straordinario al mondo, l’esperienza dell’anno scorso mi ha
segnato profondamente e sono orgoglioso di poter annunciare il
mio ritorno – ha detto Poda -. Sul palcoscenico il mio
linguaggio sarà volto a creare un Nabucco peculiare che potrà
esistere solo in Arena: non un titolo di teatro, non solo un
appuntamento d’opera, ma un evento da festival, di arte totale,
che possa conquistare tanto gli appassionati quanto un pubblico
veramente più ampio”.


   
Poda, il 26 aprile, è stato nominato tra i vincitori del
Premio Abbiati della critica musicale italiana, assieme alla
Sovrintendente Gasdia e al vicedirettore artistico Stefano
Trespidi.


   
Intanto da sabato 27 aprile, aprono le prevendite per il
102/a Arena di Verona Opera Festival 2025, in anticipo di oltre
400 giorni. Per la prima volta, Fondazione Arena accelera sulla
messa in vendita dei biglietti per andare incontro alle esigenze
di un pubblico sempre più internazionale. L’anfiteatro, l’anno
scorso, ha accolto spettatori da 125 Paesi. In cartellone 46
serate dal 13 giugno al 6 settembre 2025, con cinque titoli
d’opera, tra cui la nuova produzione di Nabucco.


   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Cronaca, ECONOMIA, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Il Papa a Venezia, alla messa anche 'superfamiglia' Tripodi

Tempo di lettura: < 1 minuto


Saranno presenti anche i
‘supergenitori’ Andrea Tripodi ed Elisa Destà, 42 anni, domenica
alle ore 11, durante l’Eucarestia che sarà celebrata in Piazza
San Marco a Venezia, da Papa Francesco, alla presentazione delle
offerte davanti al Pontefice.
Veneziana doc, la coppia, ha aperto con i loro 4 figli
naturali una sorta di casa-famiglia che accoglie, di volta in
volta, ragazzi in affido che arrivano da situazioni difficili,
come una bambina abbandonata alla nascita.


   
I Tripodi, che appartengono alla Comunità Papa Giovanni
XXIII, hanno scelto di condividere la vita con gli ultimi
all’interno di Casa San Giuseppe, gestita da Caritas diocesana.


   
Qui trovano spazio la mensa per i poveri, alcune aree per
l’accoglienza residenziale, una piccola cappellina.


   
Spiega Andrea Tripodi: “in questa casa portiamo ogni giorno
il nostro essere famiglia, donando al luogo un’atmosfera di
ascolto e di vicinanza. Abbiamo la fortuna di poter vivere la
nostra scelta di sostegno alle persone più fragili anche nei
momenti dedicati alla preghiera e all’Eucarestia. Domenica il
poter partecipare alla Messa celebrata dal Papa – conclude -
sarà un modo per rendere attuale la vocazione di Don Oreste
Benzi, in un’esperienza di condivisione che trova nutrimento
all’interno della Chiesa”.


   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Cronaca, ECONOMIA, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Venezia, ispezione con un drone al Campanile di San Marco

Tempo di lettura: < 1 minuto

Un’ispezione visiva con un drone è
stata compiuta oggi dai vigili del fuoco al campanile della
Basilica di San Marco di Venezia, dopo che due giorni fa si era
diffusa la notizia della possibile caduta di frammenti di
cemento armato.

   
Le riprese video fotografiche particolareggiate saranno
utilizzate dalla procuratoria di San Marco per eventuali
iniziative da intraprendere.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Vannacci e le classi separate per disabili, è bufera. La Cei: “Pensieri che riportano agli anni bui”. Lui: “Snaturate le mie parole”

Tempo di lettura: 5 minuti
Bufera dopo le parole del generale Roberto Vannacci. «Un disabile, però, non lo metterei di certo a correre con uno che fa il record dei cento metri». Vannacci, ora candidato nelle fila della Lega per le prossime Europee, rilasciate in un’intervista a La Stampa vorrebbe organizzare classi di scuola apposite per i ragazzi disabili. E il polverone, sulla vicenda, è servito. «Snaturate le mie parole sui disabili», si difende lui commentando il titolo dell’intervista. «Non ho detto che vanno separati, è iniziata la campagna elettorale». Poi il generale corregge se stesso su Facebook: cancella il post sul titolo della sua intervista a La Stampa sostituendolo con queste parole: «Gli articoli vanno letti senza fermarsi ai titoli». «Nessuno rimane indietro, ma liberiamo ali e cervelli di chi sa o vuole volare!».

Vannacci contro gli studenti: “Sono loro a mettersi nelle condizioni di essere manganellati”


Sul caso intervengono dall’opposizione, ma anche all’interno della stessa maggioranza di governo le reazioni sono moltissime. E della vicenda parla anche la Cei. A intervenire è il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, monsignor Francesco Savino: «Pur nel rispetto di ogni opinione e di ogni scelta politica qui è in gioco una visione culturale della vita. Queste affermazioni ci riportano ai periodi più bui della nostra storia. Mi permetto di dire, con Papa Francesco, che l’inclusione è segno di civiltà». E in qualche modo prende le distanze la Lega: «Vannacci è un candidato indipendente che potrà portare il proprio contributo e raccogliere voti di opinione fuori dal tradizionale bacino della Lega. Salvini ha chiuso liste competitive, di alto valore dove, ovviamente, non mancano leghisti doc, europarlamentari uscenti ed esponenti della società civile, con un’ampia rosa di candidati. In vista delle europee l’offerta politica della Lega agli elettori è seria e completa, all’insegna delle libertà e del desiderio di cambiare questa Europa». Così fonti del Carroccio.

«Le parole del generale Vannacci sulle classi separate per i bambini disabili? Da un lato mi auguro che si sia espresso male, dall’altro, al di là del rispetto che porto per la posizione di tutti, siamo agli antipodi. Ogni altro commento è superfluo». E’ il ministro dello Sport, Andrea Abodi, a margine della Conferenza programmatica FdI a Pescara a sottolineare così che si tratta di «concetti non condivisibili, lontani anni luce dal punto di vista culturale e morale». Abodi assicura che quelle del generale neo candidato alle Europee per la Lega sono idee che «non incidono minimamente nelle politiche di governo, che vanno esattamente nell’altra direzione, quella dell’inclusione e del rispetto come principio supremo. Finché quindi rappresentano posizioni individuali, rimangono all’interno di una dialettica del partito che lo candida, e anche della dialettica con la propria coscienza che è un tema che bisogna sempre saper allenare». E a chi gli chiede se Salvini dovrebbe prendere le distanze da queste dichiarazioni, l’esponente di governo risponde dicendo che «non mi permetto di dire quello che dovrebbe fare il segretario di un altro partito».

Europee, il generale Vannacci non scalda i cuori dei giovani leghisti: “Meglio chi viene dalla militanza nel partito”


Ma è sempre la Cei a rispondere duramente alle affermazioni del generale. Per il vescovo di Cassano all’Jonio «la differenza non è un problema ma una risorsa». Per mons Savino «le classi separate riproducono i ghetti. La separazione in classi diverse per i fratelli disabili significa che sono da emarginare o guardare con sospetto. E invece loro hanno tante abilità che noi non abbiamo». Ancora il vescovo di Cassano: «Loro sono stati i protagonisti ed io, ma forse non solo io, sono tornato a casa sentendo di avere vissuto una esperienza davvero bella. Quando c’è l’inclusione sanno dare il meglio di loro stessi. Ci danno lezioni di vita, di umanità, di bellezza». «Per favore – conclude il vicepresidente dei vescovi italiani commentando le parole di Roberto Vannacci – siamo seri e siamo responsabili». «Deliri fascistoidi e reazionari» quelle di Vannacci che «qualificano non solo la Lega ma anche il centrodestra» tuona Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa, ai microfoni di SkyTg24.

La scuola prende le distanze
E il mondo della scuola prende le distanze dal Vannacci. «In riferimento alla recente intervista del Generale Vannacci riguardo alla disabilità, ci siamo trovati di fronte a delle dichiarazioni che sfidano i principi fondamentali di inclusione e dignità umana. Le parole di Vannacci, che propone la separazione dei ragazzi con disabilità dai normodotati, hanno destato il nostro grande stupore» dicono l’onorevole Luciano Ciocchetti, vice presidente XII Commissione Affari Sociali e l’assessore al sociale della Regione Lazio Massimiliano Maselli. «È con profonda convinzione che ribadiamo l’importanza di un approccio che ponga al centro la persona, senza distinzioni o discriminazioni. Le politiche del Governo nazionale e della Giunta Rocca si ergono su valori di integrazione, inclusione sociale e solidarietà, promuovendo azioni concrete per favorire l’inclusione e il benessere di tutti i cittadini, inclusi coloro che sono più vulnerabili», sottolineano. «L’integrazione è il pilastro su cui dovrebbe fondarsi ogni politica volta al benessere della società. Inserimento lavorativo, inclusione attraverso lo sport, integrazione sociale: queste sono le strade che dobbiamo continuare a percorrere, abbracciando le diversità come ricchezza e costruendo ponti per una società più equa e inclusiva», concludono.

Europee, Salvini: “Vannacci sarà in liste Lega in tutti i collegi”


Ritiene «gravissime» le affermazioni di Roberto Vannacci, il presidente dell’Associazione italiana persone down, Gianfranco Salbini. “Ribadiamo il nostro impegno – fa sapere Salbini – per difendere i diritti delle persone con disabilità e per promuovere un’educazione inclusiva e rispettosa della diversità. Le recenti dichiarazioni del generale Vannacci sulla possibilità di reintrodurre classi speciali rappresentano un serio rischio per l’inclusione scolastica, valore imprescindibile per una società civile e avanzata. Le sue affermazioni non solo vanno contro i principi di uguaglianza e i diritti umani, ma rappresentano anche una violazione della Convenzione Onu, che è legge dello Stato italiano».

source

Aggiornamenti, ECONOMIA, Mondo, Notizie, Politica, Ultim'ora

Iraq, la tiktoker Om Fahad uccisa a Baghdad davanti casa per i suoi video sui social: “Indecenti, minano il pudore”

Tempo di lettura: < 1 minuto

Un uomo su una moto ha ucciso la celebre influencer Om Fahad davanti casa a Baghdad, hanno riferito funzionari della sicurezza irachena, citati dal Guardian. L’aggressore, ancora non identificato, ha sparato a Om Fahad che si trovava in macchina nel quartiere di Zayouna ieri, ha dichiarato un funzionario della sicurezza, che ha chiesto l’anonimato perché non autorizzato a parlare con i media. Un’altra fonte della sicurezza ha raccontato che l’aggressore avrebbe fatto finta di consegnare del cibo.

Om Fahad era diventata famosa per i suoi video spensierati su TikTok in cui ballava musica irachena: nel febbraio dello scorso anno, un tribunale l’aveva condannata a sei mesi di carcere per aver condiviso «video contenenti discorsi indecenti che minano il pudore e la moralità pubblica». Il governo ha lanciato una campagna nel 2023 per ripulire i contenuti dei social media che, a suo dire, violavano «la morale e le tradizioni» irachene. È stato istituito un comitato del ministero degli Interni per setacciare TikTok, YouTube e altre piattaforme alla ricerca di filmati ritenuti offensivi. Secondo le autorità, diversi influencer sono stati arrestati. Le libertà civili rimangono tuttora limitate per le donne i Iraq. Sempre a Baghdad, nel 2018, la modella e influencer Tara Fares, 22 anni, fu uccisa per strada da alcuni uomini.


source

Aggiornamenti, ECONOMIA, Mondo, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora

Andrea Colombi (Yamaha): “La nautica si assesterà su livelli superiori al pre-Covid”

Tempo di lettura: 6 minuti
E’ incredibile come da un periodo di paura, dolore e incertezza possano nascere effetti positivi che perdurano nel tempo. E’ il caso del Covid e della pandemia. La nautica deve al virus un ritorno d’immagine sicuramente insperato in quei mesi cupi, durante i quali si fermava il mondo. Il settore aveva reagito, prima di altri, ma anche grazie alla pandemia si è capito più ampiamente che significa mare, barca, socialità a bordo, ambiente, vita all’aria aperta.

La riprova arriva dalle parole di Andrea Colombi, country manager di Yamaha, brand che ha anche una divisione nautica e che per le prove del suo nuovo motore, il 350 HP V6, ha scelto il golfo della Spezia, dove proprio in queste ore si stanno svolgendo le evoluzioni di sei imbarcazioni di diverse dimensioni dotate appunto del nuovo modello che – come dice Colombi – “va a colmare uno spazio nella nostra gamma dopo l’uscita dalla produzione del precedente 350 HP”.

Yamaha, giusto per inquadrare l’azienda, fattura circa 320 milioni di euro, con un contributo di 45 milioni dalla divisione marine. Il comparto dei motori marini fattura circa 200-250 milioni nel suo complesso. “Noi abbiamo quasi sempre detenuto circa il 20-25% del mercato”, dice Colombi, che è entrato in Yamaha nel 2006 come analista ed è diventato poi country manager nel 2015. Divisione che conta su 90 concessionari, “praticamente al 90% monomandatari”. Diverse le partnership, tra le quali quella con Capelli, di cui Yamaha è distributore.


L’exploit del mercato

Ci arriveremo, ma prima proseguiamo il discorso generale. “Uno degli effetti positivi della pandemia è stata l’esplosione del mercato. Dei motori fuoribordo, ma in generale di tutti i prodotti che vendiamo (moto e altro, ndr), legati alla libertà e alla mobilità personale. In particolare, durante il Covid si è verificata una inaspettata propensione delle persone ad approcciare il mare. Vuoi per una questione di limitazioni in atto, che vedevano nella barca un’isola dove poter stare all’aria aperta con i propri familiari, ma vuoi anche per la voglia di libertà che ha portato tanti a vedere nel mare un modo di soddisfare propri desideri, ambizioni, modi di vivere diversi”.

Il mercato della nautica, inteso come barche, è cresciuto. “Direi che è aumentato in maniera impressionante, tanto è vero che i produttori ci hanno messo un po’ di tempo per riposizionarsi sulle nuove produzioni”. E di rimando, c’è stata una grande richiesta di motori fuoribordo. “L’incremento di vendite c’è stato per tutte le categorie, ma in particolare per quella dei motori extra large, i cui numeri sono raddoppiati”. Stiamo parlando della gamma oltre i 200 HP. Perché? “Perchè sono cresciute le dimensioni delle imbarcazioni”, risponde Colombi. “C’è stato anche un grande exploit del noleggio, con un netto miglioramento della qualità delle flotte e dunque anche delle motorizzazioni, che sono anche in questo caso aumentate con le dimensioni delle barche stesse”.

Il boom del fuoribordo

Ci si può chiedere, ma perché si assiste a un incremento del fuoribordo rispetto all’entrobordo? Incremento che, scendendo nel dettaglio, ha visto la quota repowering – vale a dire montare un nuovo motore su una “vecchia” barca – raggiungere quella del “nuovo” assoluto – nuova barca, nuovo motore -. “Questo fenomeno è in atto da almeno dal 2018. E’ successo che tanti cantieri hanno iniziato a pensare a barche che prima potevano soltanto montare gli entrobordo in chiave del fuoribordo. Perché questi ultimi motori consentono di avere più spazio a bordo, meno vibrazioni e una manutenzione più facile. E così, barche sulle quali un tempo mai si pensava di montare un fuoribordo sono iniziate ad essere spinte proprio da quest’ultimo tipo di motori”. Motorizzazioni anche impensabili in passato, come quattro “bombe” da 450 HP l’uno.

I numeri aiutano a capire. “Nel 2018 si vendevano 16.600 motori fuoribordo, nel 2022 si è superato quota 20.000. E il mercato italiano è diventato il primo d’Europa”. Ciò si spiega anche con il numero di cantieri esistenti nella Penisola: più barche vendono, più motori servono. “Ma a contribuire è stato anche il cambio d’immagine della nautica, non più vista in modo ostile”. Più motori, e anche maggiori potenze. “La nostra gamma arriva sino a 450 HP, una potenza che non molto tempo fa era impensabile. Nella prima decade del 2000 il top era 300 HP, ma con una media di 100-150 HP. Noi siamo stati i primi nel 2008 ad uscire con un 350 HP, che è rimasto in produzione sino al 2018”. La gamma di Yamaha oggi vede sugli extra-large il 300, 350, 400, 425 e 450 HP.


Ovviamente, negli anni, gli stessi motori sono cambiati. Più flessibili, più sostenibili, più efficienti, più leggeri (il nuovo 350 HP pesa solo 6 chili in più del 300 HP), meno difficili da manutenere. E più “intelligenti”, Colombi ci passi il termine. “Il tema della flessibilità oltre al motore è legato al sistema di navigazione. Parlo del Helm Master EX, che è una vera rivoluzione e sul quale ci siamo molto focalizzati negli ultimi anni in termini di ricerca e sviluppo”. Si tratta di un sistema integrato che consente, tanto per capire, di gestire insieme il blocco motori – magari tre, quattro insieme – come fosse unico. Manovrando e ormeggiando con un joystick, tanto che sembrerà di avere un’elica laterale (il che, cancella anche l’ansia di dover gestire magari tre-quattro motori di elevata potenza). Un sistema, inoltre, che si potrà interconnettere con i sistemi di navigazione veri e propri della barca, tanto che i motori potranno “dialogare” con il pilota automatico o con l’ancora virtuale (il posizionamento fisso con Gps). Il tutto, gestito dal ponte di comando. E in un certo senso, customizzato sulle esigenze dell’armatore o proprietario della barca, che dir si voglia.

Il futuro più sostenibile

Non è un mistero che la casa giapponese abbia presentato al Boat Show di Miami il progetto di un primo motore a idrogeno. Il che apre alla discussione sulla sostenibilità. “C’è una fase più vicina e una più lontana di evoluzione. Si comincia dai materiali utilizzati, ad esempio la plastica riciclata, in alcuni casi recuperata in mare, per le calandre – dice Colombi -. E si lavora sulle emissioni. Come azienda ci siamo dati un piano chiamato Environmental Plan 2050, che ha l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2, a cominciare dai siti produttivi”. Si lavora in tal senso anche sui motori?, chiediamo. “Non vediamo in questo momento uno stop ai motori termici, ma stiamo studiando come farli consumare meno e che possano essere alimentati da carburanti alternativi”. Il biodiesel, il metano green, etc.

Poi, c’è anche l’elettrico. E c’è l’idrogeno. “Su quest’ultimo ci stiamo muovendo, c’è il progetto del prototipo presentato a Miami, ma non saprei dire se e quando avremo un motore a idrogeno in produzione. Va detto, a scanso d’equivoci, che nel nostro caso si tratta di un fuoribordo che utilizza l’iniezione diretta, quindi che inietta idrogeno e quindi è un motore a scoppio con l’idrogeno, non parliamo di fuel cell. Quanto all’elettrico, l’acquisizione di Torqueedo (motori elettrici, uno dei brand leader del mercato globale per la mobilità elettrica sull’acqua, 250 brevetti estesi anche ai sistemi di bordo e alle eliche, ndr) guarda senz’altro allo sviluppo dell’elettrificazione delle nostre applicazioni marine, che ci ha già visto presentare al Salone di Venezia un motore da 6 HP, pensato per una mobilità su acque calme”.


Previsioni

Torniamo al mercato. Che vede Colombi, nell’immediato futuro? “Penso che il boom che abbiamo vissuto negli ultimi anni, molto intenso, avrà una una lieve flessione e si posizionerà secondo me sul livello del vero mercato, senza effetto Covid. Si assesterà su numeri che saranno maggiori di quelli pre-pandemia, ma inferiori ai picchi post-pandemia, insomma”.

Subentrerà un po’ un effetto saturazione? “Be’, forse sì. Anche se abbiamo assistito a un allargamento della base della nautica, con nuovi ingressi. E questa è l’eredità positiva che ci lascia la pandemia, parlo di un approccio diverso al mare e alla nautica, che prima aveva barriere all’entrata altissime, anche in termini di costi, dalle patenti ai posti barca. Sembrerà banale, ma di finanziamenti articolati sulle barche fino a sette anni fa non se ne vedevano. Diciamo che c’è stato un passo verso la democratizzazione della nautica”. Guardando avanti? “Bisognerà vedere anche come la politica vorrà utilizzare questo momento positivo per accompagnare la crescita di questa industria”.

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Manager con la maglia di partito: il presidente di Leonardo e il capo della cybersecurity diventano testimonial di FdI sul palco di Pescara

Tempo di lettura: 2 minuti

Il capo dell’agenzia per la cybersicurezza Bruno Frattasi e il presidente di Leonardo, ex Finmeccanica, Stefano Pontecorvo, manager pubblici, esibiscono la t-shirt di FdI. La esibiscono tenendola in mano, a Pescara, dal palco della sala Vienna 1683, una delle tre aree di dibattito della conferenza programmatica di FdI, durante il dibattito su una politica estera comune e “sulla difesa della libertà europea”. E scoppia la polemica, perché si tratta di manager pubblici.

Pontecorvo e Frattasi sono sul palco insieme ai tre esponenti di partito Guido Crosetto – co-fondatore di Fratelli d’Italia – Giulio Tremonti e Isabella Rauti. Il Sottosegretario alla Difesa, Sen. Isabella Rauti, interviene a Pescara al panel “Forte, libera e sovrana. Politica estera comune e difesa della libertà europea’, nell’ambito della Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia, “L’Italia cambia l’Europa”. «Nessuna Nazione può difendersi da sola e la difesa comune europea è la risposta necessaria alla insicurezza globale, alla instabilità pervasiva internazionale ed alle minacce ibride» dice Rauti, che in apertura ha ribadito l’impegno preso dai Paesi NATO per raggiungere il 2% del PIL per le spese militari mentre la media europea oggi ruota intorno all’1,5%. «Servono risorse europee comuni per finanziare la difesa, acquisti e investimenti in Europa. Le spese per la difesa dovrebbero essere scorporate dai parametri del Patto di Stabilità europeo, come proposto dal Ministro Crosetto».

Ma è la questione Pontecorvo Frattasi a tenere banco. «Le prese di posizione di Bruno Frattasi e Stefano Pontecorvo a favore di Fdi sono l’ennesimo brutto segnale di una campagna elettorale in cui sembra smarrito il rispetto della più elementare grammatica istituzionale» dice Enrico Borghi, capogruppo di Italia Viva al Senato, a proposito degli articoli di stampa sulla convention di Fdi a Pescara. «Dopo i generali che si candidano rimanendo nell’Esercito, i magistrati politicizzati in servizio permanente, ci mancavano i prefetti e i diplomatici che si mettono a fare campagna elettorale con il capo della cybersicurezza nazionale e un manager di Leonardo schierati in modo spudorato al fianco del governo e del partito della Premier. Per capire come una così grave stortura sia stata possibile, il gruppo di Italia Viva presenterà al Senato un’interrogazione» conclude.


source

Aggiornamenti, ECONOMIA, Mondo, Notizie, Politica, Ultim'ora

Media: Harvey Weinstein ricoverato a New York

Tempo di lettura: < 1 minuto

NEW YORK. Harvey Weinstein è stato ricoverato a New York. Lo afferma il suo avvocato Arthur Aidala, secondo il quale l’ex re di Hollywood si trova in questo momento all’ospedale Bellevue dove è sottoposto a una serie di esami. Lo riporta l’Associated Press sul proprio sito.

Giovedì, la Corte d’Appello di New York ha annullato la sua condanna dopo aver concluso che un giudice del processo ha consentito troppe prove non direttamente correlate alle accuse che ha dovuto affrontare. Il 72enne Weinstein soffre di una serie di disturbi, tra cui problemi cardiaci, diabete, apnea notturna e problemi agli occhi.


source