Ultimo aggiornamento 19 Giugno, 2018, 00:28:50 di Maurizio Barra
DALLE 09:00 DI LUNEDì 18 GIUGNO 2018
ALLE 00:28 DI MARTEDì 19 GIUGNO 2018
Google: solo il 30% di donne sono presenti in azienda
Diversity Report, nel mondo leadership è maschile al 74,5%
ROMA18 giugno 2018 09:00
Ad un anno dalla pubblicazione della lettere sessista di un dipendente, poi licenziato, non sembra essere cambiato molto in Google riguardo la parità di genere.Secondo il Diversity report 2018 appena pubblicato, a livello globale il numero di donne all’interno dell’azienda è cresciuto solo di un decimo di punto percentuale arrivando al 30,9% (il 69,1% sono uomini). In tutto il mondo, il 25,5% della leadership è femminile e il 74,5% è di sesso maschile. “Dobbiamo fare di più per raggiungere i nostri obiettivi di diversità e inclusione”, ammette Danielle Brown, Chief Diversity & Inclusion Officer di Big G.Ad agosto 2017 trapelò la lettere di un ingegnere, James Damore, che sosteneva che le donne non potevano sostenere alcuni incarichi, soprattutto nel mondo tecnologico, per differenze genetiche. La lettera suscitò polemiche e l’ingegnere fu successivamente licenziato. Google sosteneva che i dipendenti potevano esprimersi liberamente sul lavoro, ma che Damore aveva superato il limite.Oltre alle differenze di genere, il Diversity report si occupa anche dei diversi gruppi etnici presenti all’interno della società. L’attuale forza lavoro negli Usa è composta prevalentemente da bianchi (53,1%) e asiatici (36,3%), il 4,2% da due o più razze (non specificate), il 3,6% da ispanici, il 2,5% da neri lo 0,3% da nativi americani. La percentuale di quest’ultima categoria è rimasta invariata, mentre quella ispanica e quella nera sono aumentate solo di un decimo di punto.Equità, diversità, inclusione e integrità, questi i quattro principi sui quali Google intende basare la propria strategia per affrontare il problema. “Siamo determinati a cambiare i nostri numeri di rappresentatività della forza lavoro, perché riflettono le prospettive di carriera di persone reali”, sottolinea il rapporto.
Operazione nostalgia, in Corea Sud torna iPhone del 2009E’ il modello 3Gs, società mette in vendita fondi magazzino
ROMA18 giugno 201818:01
Operazione nostalgia. In Corea del Sud, verrà rimesso in vendita privatamente l’iPhone 3Gs, quello lanciato nel 2009, un anno dopo la presentazione del primo melafonino. Il costo si aggira intorno ai 40 dollari, ma il telefono attualmente ha funzioni limitate.Ad esempio non si possono fare selfie, all’epoca non esisteva la fotocamera frontale, ne’ usare alcune app più aggiornate, come quelle dei social, rese oramai inservibili dai nuovi aggiornamenti dei sistemi operativi (è da iOS 6 che Apple non da’ supporto agli iPhone 3Gs).A far rivivere l’iPhone 3Gs non Apple ma la società SK Telink che ha trovato dei fondi di magazzino invenduti ed è fiduciosa che i dispositivi funzionino, come si legge sul sito Engadget.
Snapchat sale in Borsa, pensa ad acquisizioniE la piattaforma apre agli sviluppatori di terze parti
ROMA18 giugno 201817:50
Snap, la societa’ a cui fa capo Snapchat, avanza decisa in Borsa, dove arriva a guadagnare il 3,2%. Il balzo coincide con l’intervista dell’amministratore delegato Evan Spiegel a Cnbc che, ammettendo che le critiche alla nuova app era giuste, non esclude possibili acquisizioni. ”Chi innova nel lungo termine vince” dice Spiegel.Intanto, la piattaforma si apre agli sviluppatori di terze parti, come gli altri social. Un’inversione di rotta rispetto alla chiusura totale tenuta finora che potrebbe aiutare il social ad aumentare gli utenti e ad uscire da un periodo difficile che perdura dalla sua quotazione in borsa. La piattaforma si chiama Snapkit, gli sviluppatori possono integrare nelle loro applicazioni alcune funzionalità di Snapchat come login, filtri, sticker, storie e Bitmoji.Snapchat è una delle app di messaggistica più popolari, soprattutto tra i giovanissimi. Di recente la società ha apportato una modifica dell’interfaccia, separando i contenuti degli amici da quelli degli editori, e ha ricevuto numerose critiche tornando sui suoi passi.
YouTube Music arriva anche in ItaliaVersione free con pubblicità e premium a pagamento senza annunci
ROMA18 giugno 201818:28
Si espande in Italia l’offerta musicale in streaming. Dopo Amazon Prime Music, arriva nel nostro paese anche YouTube Music.”Non solo video musicali, ma anche album ufficiali, singoli, remix, performance live, cover, insieme alla musica difficile da trovare”, spiega la società.Gli utenti – al pari di altre piattaforme come Spotify – possono accedere alla versione gratuita con annunci pubblicitari, oppure passare a YouTube Music Premium senza annunci pubblicitari e con la possibilità di download per l’ascolto offline (con costi di abbonamento in linea con i competitor, 9.99 euro).
I membri di YouTube Premium possono avere anche accesso a tutti i contenuti YouTube Originals, tra cui Cobra Kai, The Sidemen Show dai famosi creator The Sidemen, e F2 Finding Footbal (al costo di 11.99 euro al mese). Da oggi è anche possibile avere accesso gratuito a YouTube Music Premium per 3 mesi.
“YouTube si è dimostrata da sempre una fonte popolare e diffusa per il consumo di musica. Ora siamo nella condizione di poter lavorare assieme per dare un servizio ancora migliore ai fan della musica e, contemporaneamente, assicurare la remunerazione agli artisti per la loro creatività. Questo contribuirà ulteriormente alla crescita complessiva del mercato nei prossimi anni”, dice Marco Alboni, Chairman & CEO Warner Music Italy.
YouTube Music e YouTube Premium, oltre all’Italia, arrivano in altri 16 paesi del mondo.
Dipendenza da videogiochi, per l’Oms ora è una malattia
Inserita nella classificazione aggiornata delle patologie
ROMA18 giugno 201818:30
L’Oms ha riconosciuto ufficialmente la dipendenza da videogame come una patologia. Il ‘gaming disorder’ è stato infatti inserito nel capitolo sulle patologie mentali dell’International Classification of Diseases (ICD), l’elenco ufficiale delle malattie il cui aggiornamento è stato appena pubblicato.Secondo il nuovo elenco, che contiene oltre 55mila diverse malattie, la dipendenza da gioco digitale consiste in “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita”. Tra le altre caratteristiche della patologia, ha spiegato Vladimir Poznyak, del dipartimento per la salute mentale dell’Oms durante una conferenza stampa, c’è “il fatto che anche quando si manifestano le conseguenze negative dei comportamenti non si riesce a controllarli” e “il fatto che portano a problemi nella vita personale, familiare e sociale, con impatti anche fisici, dai disturbi del sonno ai problemi alimentari”. L’inserimento nell’elenco, hanno spiegato gli esperti dell’Oms, dovrebbe aiutare i medici a formulare più facilmente una diagnosi. “Abbiamo deciso di inserire questa nuova patologia – ha affermato Poznyak – sulla base degli ultimi sviluppi delle conoscenze sul tema”.
