Ultimo aggiornamento 27 Giugno, 2018, 12:22:53 di Maurizio Barra
DALLE 08:04 ALLE 12:22
DI MERCOLEDì 27 GIUGNO 2018
Cambi: euro in rialzo a 1,1651 dollari
Moneta unica passa di mano a 128,02 yen
ROMA27 giugno 201808:04
– ROMA, 27 GIU – Euro in lieve rialzo questa mattina sui mercati valutari. La moneta unica europea passa di mano a 1,1651 dollari (1,1644 dopo la chiusura di Wall Street di ieri) e 128,02 yen.
Spread Btp-Bund,lieve rialzo a 255 puntiTasso al 2,881%
ROMA27 giugno 201808:09
– ROMA, 27 GIU – Spread in lieve rialzo all’avvio di seduta. Il differenziale Btp/Bund poco dopo le 8.00 segna 255,2 punti contro i 254 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano è pari al 2,881%.
Petrolio,, sfiora 71 dollari a NyBrent a 76,69 dollari
ROMA27 giugno 201808:15
– ROMA, 27 GIU – Petrolio in rialzo alle quotazioni elettroniche di New York: il barile di greggio con consegna ad agosto cresce di 45 cents ed è scambiato a 70,98 dollari dopo aver guadagnato 2,45 dollari martedì. Il Brent sempre con consegna ad agosto vale 76,69 dollari a barile in crescita di 38 cents.
Borsa:Asia debole,pesano dazi e petrolioLa Cina guida i ribassi. Contrastati futures sull’Europa
MILANO27 giugno 201808:40
– MILANO, 27 GIU – Borse asiatiche in calo, con gli investitori innervositi dai conflitti commerciali tra le maggiori economie del mondo. I prezzi del petrolio estendono i guadagni con gli Usa che spingono altri paesi a tagliare le importazioni di petrolio dall’Iran, e il barile di greggio ha sfiorato 71 dollari a New York. A guidare i mercati in negativo è la Cina: Shanghai (entrata in ‘bear market’, una fase di brusca correzione avendo perso oltre il 20% del suo valore dai massimi di gennaio) ancora aperta perde circa lo 1,4%, come Shenzhen. Hong Kong l’1,1%. Meno brusca la perdita della piazza giapponese col Nikkei, che ha chiuso a -0,31%. Contrastati i futures sull’Europa. Tra i dati macro attesi, ordini di beni durevoli e scorte di greggio in Usa, e fiducia di consumatori e imprese in Italia. Spread Btp-Bund in lieve rialzo, 255,2 punti contro i 254 di ieri.
Borsa:Milano apre in lieve calo(-0,08%)L’indice Ftse Mib a 21.401 punti
MILANO27 giugno 201809:07
– MILANO, 27 GIU – Apertura in negativo per il Ftse Mib (-0,08% a quota 21.401 punti).
Borsa: Europa apre in positivoParigi a ridosso della parità, Francoforte +0,11%, Londra +0,3%
MILANO27 giugno 201809:25
– MILANO, 27 GIU – Apertura a diverse velocità per le principali borse europee. A Parigi l’indice Cac 40 apre a ridosso della parità (+0,06%), a Francoforte il Dax guadagna lo 0,11%. A Londra il Ftse 100 a pochi minuti dall’apertura è in rialzo dello 0,3%, Milano e Madrid restano indietro con un calo rispettivamente dello 0,4 e 0,2 per cento.
Borsa: Milano scivola (-0,7%) con bancheIn rialzo i titoli dell’energia dopo rialzi del petrolio
MILANO27 giugno 201809:44
– MILANO, 27 GIU – Apertura di scambi negativa per la Borsa di Milano, che a pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni è in calo dello 0,7 per cento. Pesanti le banche: Ubi (-2,55%), Banca Generali (-1,5%), Intesa (-1,6%), Unicredit (-1,5%) che proprio stamattina ha annunciato di essere salita dal 10,3% in Kepler. Giù anche Banco Bpm (-1-5%), Mediobanca (-1-4%), Bper (-1,2%). Fuori dal Ftse Mib anche Mps perde (-1,6%).
Le vendite colpiscono Tim (-2%) ai minimi da due anni a 0,628 euro, Unipol (-2%), Leonardo (-2%). In rialzo i titoli dell’energia, con Saipem (+2,6%), Tenaris (+2%), Eni (+0,9%), e Terna (+0,3%), che evidentemente beneficiano dei rialzi del prezzo del greggio. Bene anche Recordati (+0,3%) e il lusso di Luxottica (+0,22%). Fuori dal listino principale scivola Gima TT (-8%), ribassata a ‘hold’ da Kepler Cheuvreux.
Borsa: Europa peggiora con finanzaVendite su Deutsche Bank, Commerzbank e Bpn e Agricole
MILANO27 giugno 201810:07
– MILANO, 27 GIU – L’Europa peggiora a una ora dall’avvio delle contrattazioni con l’indice Euro Stoxx 600 che flette dell’ 0,6%, appesantito soprattutto dalla finanza (-1,4%), mentre il settore dell’energia beneficia dei rincari del petrolio (+1%).
Solo Londra viaggia sulla parità (Ftse 100 -0,07%), mentre hanno girato in deciso calo Parigi (-0,35%), Francoforte (-0,75%), Madrid (-1%), Milano (-1%). Le vendite colpiscono le banche: Deutsche Bank -3,8% e Commerzbank (-3%) a Francoforte, Bnp Paribas e Credit Agricole (-2%) a Parigi. In rialzo anche il lusso di Essilor (+0,34%), e Kering (+1,19%). Bene anche TechnipFMC (+2,3)che progetta sistemi per l’energia).
Mediaset:Cda,no voto fiduciaria VivendiPer legali del Biscione azioni furono indebitamente acquisite
COLOGNO MONZESE (MILANO)27 giugno 201810:27
– COLOGNO MONZESE (MILANO), 7 GIU – Simon, la fiduciaria che detiene il 19,1% delle azioni Mediaset per conto di Vivendi, ha depositato le azioni per partecipare all’odierna assemblea del Biscione, ma il Cda del gruppo televisivo si è opposto e non consente l’accesso al suo delegato. Secondo Mediaset e i suoi legali, si legge in una nota, le azioni sono state indebitamente acquisite da Vivendi che non sarebbe potuta salire oltre il 3% dell’azionariato del Biscione nel primo anno secondo il contratto per l’acquisto di Premium e quindi “non può esercitare i diritti di voto”.
Istat, cresce la fiducia dei consumatori e delle imprese A giugno. Male manifattura. Ma famiglie più ottimiste su lavoro
ROMA27 giugno 201810:35
Migliora il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese a giugno. L’Istat stima per l’indice dei consumatori un aumento da 113,9 a 116,2 punti, che recupera “buona parte del peggioramento registrato il mese precedente” e, per l’indice composito delle imprese, un incremento da 104,6 a 105,4. Prosegue però, sottolinea l’istituto, l’indebolimento della fiducia delle imprese del settore manifatturiero. L’Istat rileva nelle famiglie più ottimismo per il futuro, soprattutto la situazione economica dell’Italia e il lavoro.
L’Istat parla di “aspettative più positive sulla propria situazione economica familiare e, soprattutto, al miglioramento delle attese sulla situazione economica del Paese e sull’andamento futuro della disoccupazione, contrastato dall’ulteriore peggioramento del giudizio sulla situazione economica generale”. Per i consumatori c’è infatti un aumento della componente economica (da 133,4 a 142,9 punti) e di quella futura (da 116,7 a 122,4 punti, il valore massimo registrato da quasi due anni e mezzo, a partire da gennaio 2016). Il clima personale e quello corrente mantengono, invece, una dinamica con intonazione lievemente negativa per il terzo mese consecutivo (da 107,7 a 107,1 e da 112,4 a 111,8). Tra le imprese, segnali eterogenei provengono dai climi di fiducia settoriali: l’indice diminuisce nel settore manifatturiero (da 107,6 a 106,9) e nelle costruzioni (da 134,1 a 132,9), mentre è in aumento nei servizi (da 106,0 a 107,8) e nel commercio al dettaglio (da 100,1 a 103,9).Nel comparto manifatturiero, le attese di produzione sono “in calo da cinque mesi consecutivi”, peggiorano i giudizi sugli ordini e le scorte di magazzino sono giudicate stabili rispetto al mese scorso. Nel settore delle costruzioni, l’Istat registra un miglioramento delle aspettative sull’occupazione mentre i giudizi sugli ordini sono di nuovo in peggioramento.
Per quanto riguarda i servizi, l’aumento dell’indice di fiducia riflette una dinamica positiva di tutte le componenti: in particolare, si segnala un diffuso ottimismo sia dei giudizi sia delle attese sugli ordini. Servizi turistici e servizi di trasporto e magazzinaggio “si caratterizzano per un deciso rafforzamento dei giudizi positivi sull’andamento degli affari”. L’aumento della fiducia nel commercio al dettaglio è caratterizzato da giudizi ed attese sugli ordini in marcato miglioramento, soprattutto nella grande distribuzione.
Confindustria, pil frena, +1,3% nel 2018Ritmo occupazione sotto 1%, non cresce più a tempo indeterminato
ROMA27 giugno 201811:34
Il Centro studi di Confindustria prevede un rallentamento dell’economia italiana nel 2018-2019 “anticipato e più ampio” rispetto alle stime di dicembre 2017.
Il Pil è previsto “quest’anno all’1,3% (la stima precedente era +1,5%) e decelera ulteriormente all’1,1% nel 2019 (dal +1,2%).
L’occupazione “crescerà ad un ritmo sotto l’1% sia nel 2018 sia nel 2019”. Ed il il CsC avverte: lo scorso anno e nei primi 5 mesi del 2018 “il lavoro a tempo indeterminato ha smesso di crescere mentre quello a termine ha registrato una impennata”.
Per gli economisti di Confindustria “è plausibile la richiesta di una manovra correttiva in corso d’anno”. Nello scenario di previsioni di giugno del Centro studi di viale dell’Astronomia “la correzione richiesta quest’anno sarebbe di 0,5 punti di Pil, pari a 9 miliardi”. Nel 2019 “la correzione dovrebbe essere di 0,6 punti, quasi 11 miliardi, poco meno di quanto entrerebbe dall’attivazione della clausola d salvaguardia”.
Confindustria, plausibile manovra 9 mldEd in 2019 correzione 11 mld, poco meno di clausola salvaguardia
ROMA27 giugno 201811:17
– ROMA, 27 GIU – Per gli economisti di Confindustria “è plausibile la richiesta di una manovra correttiva in corso d’anno”. Nello scenario di previsioni di giugno del Centro studi di viale dell’Astronomia “la correzione richiesta quest’anno sarebbe di 0,5 punti di Pil, pari a 9 miliardi”. Nel 2019 “la correzione dovrebbe essere di 0,6 punti, quasi 11 miliardi, poco meno di quanto entrerebbe dall’attivazione della clausola di salvaguardia”. La dinamica meno favorevole del Pil si ripercuote sui conti pubblici”, avverte il Centro studi di Confindustria. “Ora molto dipenderà – sottolinea – dalle scelte di politica economica che adotterà il Governo riguardo la clausola di salvaguardia, l’attuazione di misure espansive indicate nella risoluzione al Def e nel Contratto di Governo e l’intenzione di rispettare i vincoli di bilancio”; “Non è chiaro” – conclude il Csc — come queste cose “potranno essere conciliate. Su questo terreno verremo giudicati dagli operatori finanziari che acquistano il nostro debito pubblico”.
Istat, export extra Ue cala 3% a maggioSi accentua la flessione. Anche su anno -2,7%
ROMA27 giugno 201811:18
– ROMA, 27 GIU – A maggio 2018 “si accentua la flessione congiunturale delle esportazioni verso i paesi Extra UE, che segue il lieve calo registrato ad aprile. Anche su base annua le esportazioni sono in flessione”. L’Istat comunica che l’export cala del 3% rispetto al mese precedente e del 2,7% rispetto a maggio 2017. Il surplus commerciale a maggio 2018 è stimato pari a +2.368 milioni, in riduzione rispetto a +2.650 milioni di maggio 2017. Contribuiscono al calo tendenziale la flessione delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. verso Stati Uniti, paesi OPEC, Turchia e Russia e delle esportazioni verso la Cina di abbigliamento, auto e prodotti chimici. La flessione congiunturale delle esportazioni è estesa a tutti i raggruppamenti di industrie, con l’eccezione dei beni di consumo non durevoli (+1,3%). Dal lato dell’import, la contrazione è dello 0,8% rispetto ad aprile ed è più intensa per i beni di consumo non durevoli (-4,1%). Le import di beni di consumo durevoli (+12,2%) sono invece in forte crescita.
Ok asta Bot 6 mesi, tasso cala a 0,092%Assegnati titoli per 6,5 miliardi euro. Domanda supera 12 mld
ROMA27 giugno 201811:23
– ROMA, 27 GIU – Il Tesoro ha assegnato tutti i 6,5 miliardi di euro di Bot a sei mesi offerti in asta oggi, con il tasso che torna sotto l’1%. Il rendimento medio è sceso a 0,092% dall’1,213% del collocamento di maggio. La domanda ha raggiunto i 12,884 miliardi con un rapporto di copertura in netto rialzo a 1,98 da 1,19 di un mese fa.
Inail: nel 2017 10,3 miliardi entrate competenza
ROMA27 giugno 201811:18
– ROMA, 27 GIU – Nel 2017 l’Inail ha avuto 10,32 miliardi di entrate di competenza e 8,69 miliardi di uscite di competenza. Le riserve tecniche sono pari a 32,8 miliardi di euro. Lo si legge nella Relazione annuale dell’Inail presentata oggi. Le aziende controllate sono state 16.648 con una percentuale di irregolarità dell’89,43% (grazie ai controlli mirati). I lavoratori regolarizzati sono stati 49.772 (45.802 erano irregolari e 3.970 in nero).
Inail: rafforzare ispezioni, serve ‘polo’ con AslDe Felice, potenziare l’intelligence. Puntare a stile vigilanza
ROMA27 giugno 201811:20
– ROMA, 27 GIU – “Raffinata e potenziata deve essere la vigilanza dall’esterno, quella svolta dai corpi ispettivi, a tutela del rispetto delle norme. E’ necessario assoggettare al coordinamento anche le Asl, potenziare gli strumenti per le funzioni di intelligence”. Così il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, nella relazione annuale 2017. Per De Felice “l’unica leva che resta per dare maggiore effetto a normativa e a strumenti (disponibili) di prevenzione è lo ‘stile’ della vigilanza”.
Inail: 617 morti accertate 2017, è minimo641.000 denunce infortunio, 1.112 di casi mortali
ROMA27 giugno 201812:09
Nel 2017 sono state accertate al momento 617 morti sul lavoro (il 58% fuori dall’azienda)a fronte delle 1.112 denunce arrivate. Se anche i 34 casi ancora in istruttoria risultassero tutti riconosciuti sul lavoro si arriverebbe a 651 morti con un calo del 2,8% (rispetto ai 670 del 2016) al minimo storico dal 1951. Lo si legge nella Relazione annuale dell’Inail. Le denunce di infortunio sono state 641.000 in linea con il 2016 e ne sono state riconosciute sul lavoro 417.000 di cui il 19% fuori dall’azienda. Nei primi cinque mesi del 2018 sono arrivate all’Inail 389 denunce di infortunio mortale con un aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2017 (14 casi in più). L’aumento riguarda solo i casi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (passati da 104 a 118), mentre per quelli occorsi “in occasione di lavoro” le denunce sono state 271 in entrambi i periodi.
Inail: nel 2017 nuovo minimo morti sul lavoro ma nel 2018 +3,7 nei primi 5 mesiFino a maggio 389 denunce infortuni mortali. L’anno scorso sono stati 617 in totale
ROMA27 giugno 201812:08
ROMA – Nei primi cinque mesi del 2018 sono arrivate all’Inail 389 denunce di infortunio mortale con un aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2017 (14 casi in più). Lo si legge nella Relazione annuale dell’Inail che sottolinea come l’aumento riguardi solo i casi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (passati da 104 a 118), mentre per quelli occorsi “in occasione di lavoro” le denunce sono state 271 in entrambi i periodi. Inail: 617 morti accertate sul lavoro nel 2017, nuovo minimoROMA – Nel 2017 sono state accertate al momento 617 morti sul lavoro (il 58% fuori dall’azienda)a fronte delle 1.112 denunce arrivate. Se anche i 34 casi ancora in istruttoria risultassero tutti riconosciuti sul lavoro si arriverebbe a 651 morti con un calo del 2,8% (rispetto ai 670 del 2016) al minimo storico dal 1951. Lo si legge nella Relazione annuale dell’Inail. Le denunce di infortunio sono state 641.000 in linea con il 2016 e ne sono state riconosciute sul lavoro 417.000 di cui il 19% fuori dall’azienda. Gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail: in media 85 giorni per infortuni che hanno provocato menomazione e circa 21 giorni in assenza di menomazione. Le denunce di malattie professionali nell’anno sono state 58.000, circa 2.200 in meno rispetto al 2016 ma in aumento del 25% rispetto al 2012. Il 65% delle denunce riguarda patologie del sistema osteomuscolare. A fine anno erano in essere 726.000 rendite per inabilità permanente e ai superstiti (-2,56% sul 2016).La maggioranza degli incidenti mortali sul lavoro è sulla strada. Su 617 incidenti mortali accertati 450 sono stati “in occasione di lavoro” e 167 in itinere, ma tra quelli riconosciuti in occasione di lavoro (e quindi durante le ore di lavoro e non nel tragitto per arrivare o tornare dall’ufficio o dalla fabbrica) 193 sono stati “con mezzo di trasporto” e 257 senza mezzo di trasporto. Per i morti in occasione di lavoro ma senza mezzo di trasporto si è registrato un calo del 16,5% sul 2016 e del 27,8% sul 2015. Questi dati – ha spiegato il presidente dell’Inail – Massimo De Felice sono importanti perché “intervenire sulle fonti di rischio esterno è diverso da farlo su quelle di rischio interno. I meccanismo di sicurezza non sono un costo e non devono essere considerati dai lavoratori evitabili sulla base dell’esperienza”. Per l’industria e i servizi gli infortuni mortali sono stati 532 (152 dei quali in itinere) mentre nell’agricoltura sono stati 74 (8 in itinere) e 11 per conto dello Stato (7 in itinere). La grande maggioranza dei morti accertati sul lavoro erano italiani (514) mentre 33 provenivano da altri paesi dell’Unione e 70 erano extracomunitari.Quasi la metà degli infortuni mortali accertati (287, il 46,5%) ha riguardato persone con più di 50 anni. Tra questi 55 morti hanno riguardato persone con più di 65 anni.
Csc, Italia rischio per area euroE’ evidente. Aumento spread ripercosso su altri Paesi sud Europa
ROMA27 giugno 201811:39
– ROMA, 27 GIU – “L’aumento degli spread in Italia rispetto ai titoli tedeschi si è ripercosso anche negli altri Paesi del sud Europa: è evidente come l’Italia rappresenti un rischio per l’intera area euro”, indica il rapporto di giugno del Centro studi di Confindustria.
Sempre sull’andamento dello spread, rilevano gli economisti di via dell’Astronomia, “cresce il costo del finanziamento: +100 punti base ad oggi rispetto alla media dei primi 4 mesi dell’anno. Questo ha conseguenze sul credito e può danneggiare le imprese” .
Inps, 1,7 mln artigiani nel 2017, -1,4%Da 2008 oltre 260.000 in meno
ROMA27 giugno 201811:50
– ROMA, 27 GIU – Nel 2017 erano iscritti all’Inps 1,7 milioni di artigiani con un calo dell’1,4% rispetto al 2016. LO si legge nell’Osservatorio sui lavoratori autonomi appena pubblicato dall’Inps che sottolinea che nel 2016 la flessione era stata pari a -2,5% rispetto al 2015. Tra il 2008 e il 2017 quando gli iscritti erano oltre 1.967.000 si è registrato un calo di oltre 260.000 unità.
Relativamente alla ripartizione per qualifica, nell’anno 2017 vi è una marcata prevalenza di titolari che con 1.568.819 iscritti costituiscono il 92,3% del totale (131.351 i collaboratori). La distribuzione per qualifica si mantiene pressoché costante nel tempo. Se si analizza la distribuzione per sesso, per tutti gli anni analizzati, è evidente una marcata prevalenza dei maschi, che nel 2017 costituiscono il 79,4% del totale degli artigiani.
Inps, 2,24 mln commercianti 2017, -0,6%30.000 in meno rispetto a picco 2012
ROMA27 giugno 201812:00
– ROMA, 27 GIU – I commercianti iscritti alla gestione speciale nel 2017 sono 2.242.259, con una lieve flessione rispetto al 2016 (-0,6%), analoga a quella che si era registrata nel 2016 (-0,7%). Rispetto al picco rilevato nel 2012 (2,27 milioni di persone) si è registrato un calo di circa 30.000 unità. Lo si legge nell’Osservatorio Inps sui lavoratori autonomi pubblicato oggi.
Nel 2017 risultano titolari dell’azienda il 91,1% degli iscritti. Tale percentuale risulta leggermente crescente nel tempo, anche per effetto della leggera diminuzione negli ultimi anni del numero dei collaboratori. I collaboratori nel 2017 erano 199.843 a fronte di 2.042.416 titolari di azienda. Tra i commercianti prevalgono i lavoratori di sesso maschile che nel 2017 costituiscono il 64,9% dei lavoratori, percentuale in lieve aumento nel corso del tempo.
Prezzo Rc auto sceso di 100 euro da 2013Su discesa prezzi contribuito diffusione ‘scatola nera’
ROMA27 giugno 201812:07
– ROMA, 27 GIU – “Nel comparto Rc auto un importante traguardo è stato raggiunto sui costi: nel quinquennio 2013-2017 il premio medio è sceso di quasi un quarto, oltre 100 euro”. Lo scrive l’Ivass nella relazione annuale, sottolineando che sono “molto diminuite anche le disparità di prezzo sul territorio”.
Ad esempio, “il differenziale Napoli-Aosta si è più che dimezzato, passando dagli oltre 400 euro del 2012 a meno di 200 lo scorso anno”. A incidere sul calo dei prezzi è stata la diffusione della “scatola nera”, spiega l’Ivass.
Nel quinquennio 2013-2017 le polizze con scatola nera sono passate dal 10% a oltre il 20% del totale, con punte nelle aree meridionali del 60%, “portando così il mercato italiano in testa alle classifiche mondiali di diffusione della motor connected insurance”. La scatola nera “è stata la chiave di volta nella lotta alle frodi”, ha sottolineato il presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi
Up,prezzo medio greggio a 70 dollariAttese molto incerte, difficile ponderare rischio geopolitico
ROMA27 giugno 201812:09
– ROMA, 27 GIU – Nel 2018 il prezzo del petrolio dovrebbe attestarsi in media intorno ai 70 dollari al barile. E’ quanto stima l’Unione Petrolifera sottolineando che le attese per l’anno in corso sono ancora molto incerte per la difficoltà di riuscire a ponderare il rischio geopolitico. L’Up ricorda anche che la media del prezzo del petrolio dei primi 6 mesi del 2018 al momento è di oltre 70 dollari al barile, il 37% in più rispetto allo stesso periodo del 2017 e il 30% in più rispetto ai 54,2 dell’intero 2017.
Nel primo semestre dell’anno – continua l’Up – le quotazioni del greggio (Brent datato) hanno oscillato perlopiù nella forchetta 65-75 dollari/barile, con una punta di 81 dollari al barile nella seconda metà di maggio. “Ad incidere, soprattutto nel secondo trimestre – si legge nei documenti dell’assemblea annuale Up – saranno invece le tensioni geopolitiche (Usa, Iran, Venezuela) e le preoccupazioni per la tenuta complessiva dell’offerta a fronte di una domanda ancora sostenuta”.
