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CRONACA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

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Ultimo aggiornamento 2 Luglio, 2018, 16:05:09 di Maurizio Barra

DALLE 12:51 ALLE 16:05

DI LUNEDì 2 LUGLIO 2018

Salvini a atlete 4×400, “bravissime”
“Problema clandestini non chi contribuisce a far crescere Paese”

ROMA02 luglio 2018 12:51

– ROMA, 2 LUG – “Bravissime, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle. Come tutti hanno capito il problema è la presenza di centinaia di migliaia di immigrati clandestini che non scappano dalla guerra e la guerra ce la portano in casa, non certo ragazze e ragazzi che, a prescindere dal colore della pelle, contribuiscono a far crescere il nostro Paese.Applausi ragazze!!!”. Così in un post su Facebook Matteo Salvini si complimenta con Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e Libania Grenot, che hanno vinto la 4×400 ai Giochi del Mediterraneo.
Morti corsia: ‘Medico mi chiamava trans”A volte mi diceva vecchia bagascia, poi c’è stato battibecco’

BUSTO ARSIZIO (VARESE)02 luglio 201813:21

– BUSTO ARSIZIO (VARESE), 2 LUG – “Mi chiamava a volte trans a volte vecchia bagascia, poi abbiamo avuto un battibecco acceso ed è successo meno spesso”. Sono le parole dell’infermiera Linda Piovan durante la sua deposizione in aula a Busto Arsizio rispetto al rapporto con l’ex vice primario del Pronto Soccorso di Saronno Leonardo Cazzaniga a processo per 11 morti in corsia e 3 nella famiglia della ex amante infermiera Laura Taroni. La donna, descrivendo il suo quotidiano in reparto con l’imputato dal 2011, ha dichiarato che “il rapporto mutato nel corso degli anni, all’inizio era rude nei miei confronti, in una delle deposizioni l’ho definito umorale”.
Poi ha continuato: “Poteva essere a volte solare e tranquillo, un altro giorno più nervoso e aggressivo”. Rispetto agli epiteti che il medico avrebbe usato per chiamarla Piovan ha precisato “mi chiamava trans anche davanti a colleghi e pazienti”, ma di non aver mai segnalato la cosa a nessuno.
Accusato di 28 roghi, ai domiciliariHa dato fuoco a macchia su colline Levante genovese

GENOVA02 luglio 201813:33

– GENOVA, 2 LUG – Un operario specializzato di 53 anni residente a Sori (Genova) è stato posto agli arresti domiciliari in esecuzione di un provvedimento del Tribunale per il Riesame di Genova. L’uomo è accusato di 28 incendi boschivi dolosi appiccati tra il 2013 e il 2018 in due frazioni sulle colline del Levante genovese. Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo Polizia Forestale (Nipaaf) erano iniziate dopo la recrudescenza del fenomeno nell’estate 2015 e avevano portato a identificare un abitante del posto che inizialmente aveva cercato di depistarle segnalando un veicolo, realmente esistente ma fin da subito risultato estraneo ai fatti sul quale si sarebbe mosso il piromane. L’attività investigativa del Nipaaf di Genova e dei Carabinieri Forestale di Rapallo si è avvalsa di decine di testimonianze, di tecnologie avanzate e, in due occasioni, delle indagini scientifiche dei Ris di Parma che hanno identificato, particolari miscele incendiare poi rinvenute nelle disponibilità dell’indagato.
Ordine Marche, coinvolgere geologiRicostruzione deve essere in prevenzione,non solo riparare danni

ASCOLI PICENO02 luglio 201813:40

– ASCOLI PICENO, 2 LUG – “La normativa futura dovrà coinvolgere i geologi come supporto irrinunciabile ad ogni azione di progettazione per la ricostruzione, che deve essere condotta in prevenzione, cioè in previsione del prossimo terremoto e non per riparare i danni del precedente”. Lo ha detto all’ANSA Piero Farabollini, presidente dell’Ordine dei geologi delle Marche, prendendo spunto dall’ordinanza n. 55 riguardante la microzonazione sismica di livello 3 delle zone colpite dal terremoto del 2016. Uno studio che “fornisce – spiega Farabollini – utili indicazioni per la progettazione delle nuove costruzioni e per gli interventi sulle strutture esistenti, ma dovrebbe essere adottato dai tecnici esclusivamente solo se il tecnico sia in condizioni di dimostrare che l’assetto litostratigrafico, litotecnico e sismostratigrafico possa essere ricondotto con certezza alle categorie di terreno previste dalle nuove norme del 2018”.
Ventimiglia, presidio polizia franceseL’on. Di Muro: ‘Spero non sia ritorsione, andremo a fondo

VENTIMIGLIA02 luglio 201814:10

– VENTIMIGLIA, 2 LUG – Continuano i controlli della polizia francese ai valichi di frontiera con l’Italia: Ponte San Luigi e Ponte San Ludovico a Ventimiglia, ma anche Fanghetto, Olivetta San Michele, dove le forze dell’ordine d’oltralpe hanno collocato un pullman, creando un presidio mobile per controllare chi entra in Francia passando dalla statale 20 del Col di Tenda.
La police ferma e controlla ogni mezzo, chiedendo agli autisti di aprire il bagagliaio per vedere che non vi siano migranti.
L’onorevole leghista Flavio Di Muro dice: “Spero non sia una ritorsione francese rispetto a un’Italia che ha rialzato la testa. Andremo a fondo”. Per i controlli, ieri tra i comuni di Olivetta San Michele e Airole si è formata una coda di 6 km, con auto incolonnate anche dentro al tunnel che collega i due comuni italiani e all’interno del quale è stato istituito il senso unico alternato di marcia per lavori. I carabinieri avevano dovuto inviare una pattuglia per verificare la situazione e scortare eventuali mezzi di soccorso.
Spazi sociali di Roma a rischio sfratto, ‘siamo a bagnomaria’Si attende regolamento. Castiglione: ‘Stiamo lavorando con serietà’

02 luglio 201814:39

Prosegue la mobilitazione degli spazi sociali del comune di Roma – centinaia le realtà coinvolte – che vedono a rischio le loro sedi e le loro attività. Gli sfratti non sono scongiurati e l’incertezza per la questione debitoria con l’amministrazione comunale consolida al momento un futuro incerto, un’estate, “l’ennesima, precaria e con tantissimi rischi”.”Siamo a bagnomaria” sintetizza Gabriella Bastelli, presidente del Grande Cocomero, l’associazione di San Lorenzo resa popolare dall’omonimo film di Francesca Archibugi, che in questi giorni festeggia i 25 anni di servizi ed attività svolti per bambini ed adolescenti con problemi psichici. “Le associazioni concessionarie degli immobili comunali in linea con le finalità previste e senza pendenze verso Roma Capitale – ha detto l’Assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale Rosalba Castiglione, interpellata dall’ANSA – sono una risorsa preziosa. Si sta lavorando con serietà ed attenzione al regolamento delle concessioni per poter valorizzare questo importante settore a beneficio della comunità. Aspettiamo la sua approvazione per convocare le associazioni e ripartire con il rilancio di progetti virtuosi negli immobili comunali a beneficio del territorio”.Situazione ancora incerta però al momento per associazioni e centri culturali ma anche per i tanti romani che a loro fanno riferimento; strutture no-profit dove volontari promuovono servizi ed occasioni artistiche e di socialità diventate nel corso di decenni punto di riferimento locale. Sono realtà – se ne stimano circa 300 – come la Casa Internazionale delle donne, il Grande cocomero, la Scuola popolare di musica di Testaccio, l’Associazione nazionale partigiani italiani, il Teatro Stabile del Giallo, l’Associazione italiana epilessia. E tantissime piccole associazioni che si occupano di malati e migranti, di infanzia e di anziani. Tutte rivendicano il riconoscimento del ruolo sociale acquisito, l’azzeramento dei debiti pretesi e l’avvio di un confronto continuo con l’amministrazione di Roma Capitale. La questione è quella dell’uso di locali di proprietà del Comune ad affitto agevolato, regolata da una delibera del 1995, la n.26. Una serie di provvedimenti delle varie Giunte che si sono susseguite non hanno fatto chiarezza sulle modalità dell’uso dei locali pubblici.La Corte dei conti, che si doveva esprimere sull’ipotesi di danno erariale per gli affitti troppo calmierati, ha riconosciuto a queste realtà la legittimità del canone agevolato (il 20% del prezzo di mercato) rendendo, di fatto, inesistenti le richieste di affitti adeguati al mercato che avevano portato alla formazione degli stessi debiti. Nel frattempo, alcune delle organizzazioni hanno avuto l’avviso di sgombero dei locali e vivono con una spada di Damocle. Tutte attendono un regolamento da parte della Giunta Raggi che dovrebbe fare chiarezza ma – secondo quanto dichiarano le stesse associazioni – non si ha alcuna notizia in tal senso. Gran parte di esse stanno ancora ricevendo i bollettini per il pagamento dell’affitto a prezzo pieno, senza la riconosciuta agevolazione. Alcune organizzazioni hanno avviato una raccolta fondi per assicurarsi qualche risorsa. Fra queste, la Casa delle donne, dove operano da 35 anni una trentina di associazioni femministe e che fra l’altro, contro il rischio sfratto ha in programma per questa estate ‘Chiamata alle arti’, una rassegna di eventi musicali, artistici, teatrali.”La nostra attività – afferma la presidente della Casa, Francesca Kock – non può essere considerata solo da un punto di vista ragionieristico perché non dà ragione al ruolo della Casa che è luogo di servizi e di cultura. Vanno poi considerati gli investimenti che sono stati fatti per ristrutturare l’edificio ma soprattutto va riconosciuto il valore economico, sociale e politico dei nostri servizi. Chiediamo di rateizzare il debito per garantire il proseguimento del nostro lavoro ma anche di valutare la gratuità del locale in base alla legge sul terzo settore del 2017″.”Dal comune non sappiamo ancora niente – osserva Bastelli – siamo come a bagnomaria. Aspettiamo il regolamento ed aspettiamo che ci riconoscano per l’esperienza svolta. Il nostro debito, 110 mila euro, non potremmo mai onorarlo. Noi siamo un ente no profit, non un night. Invece che ipotizzare chiusure, il Comune dovrebbe moltiplicare queste realtà. E poi, invece di minacciare di farci chiudere, il comune dovrebbe pagarci per quanto abbiamo fatto in termini di servizi a sostegno alla comunità”.Con la sentenza della Corte dei Conti – commentano alla Scuola musicale di Testaccio, nata 43 anni fa – “non c’è più alcun reato che pende su di noi. Ma la situazione resta vaga, troppo aleatoria. Vorremmo anche essere ascoltati. C’è un tavolo di confronto avviato di cui abbiamo perso le tracce”.Alessandro Torti, portavoce di ‘Decide Roma’, una rete informale composta da alcuni dei centri coinvolti nella vicenda, parla di “un’estate con ancora troppe incertezze. Aspettiamo il regolamento sulle concessioni del patrimonio demaniale ed indisponibile ed aspettiamo, come ci è stata promessa in occasione dello sfratto poi fermato all’associazione ‘Angelo Mai’, la delibera che blocchi definitivamente gli sfratti. Ma non si ha traccia in Comune di alcun lavoro in tal senso. Sappiamo che il settore ha bisogno di nuove regole ed abbiamo anche formulato una proposta: noi vorremmo che tutte queste realtà fossero riconosciute come beni comuni. A Torino, dove c’è una giunta M5s, c’è una sperimentazione su questo. Perché a Roma no? Noi comunque non ci fermiamo, promuoveremo nuove manifestazioni perché i nostri diritti siano riconosciuti”.I danni per il settore ci sono già stati: “alcune piccole associazioni, di fronte alla richiesta di un debito di centinaia di migliaia di euro, hanno già chiuso. Il tessuto sociale si è già impoverito”.

Nel bidone calciatore era ancora vivoL’omicidio in novembre,prima lo hanno stordito con narcotizzanti

MILANO02 luglio 201814:40

– MILANO, 2 LUG – Andrea La Rosa, l’ex calciatore di 35 anni ucciso nel novembre 2017 a Milano, è morto per “l’azione combinata dell’inalazione dei fumi dell’acido e del confinamento all’interno del bidone” dove era stato infilato il corpo per essere sciolto. Si legge nella nota di riepilogo delle indagini condotte dai carabinieri che oggi hanno notificato l’avviso ai due arrestati, Raffaele Rullo e a sua madre Antonietta Biancaniello, in carcere con l’accusa di averlo ucciso per un debito nei confronti di La Rosa di oltre 30mila euro. Dalla perizia sul corpo è dunque emerso che l’ex calciatore del Brugherio non è morto per le ferite inferte nella cantina in via Cogne dove ha incontrato i suoi assassini, ma soffocato dai fumi dell’acido che avrebbe dovuto far sparire il suo cadavere.
Rullo lo ha attirato in via Cogne con la scusa di presentargli sua madre, i due gli hanno somministrato due narcotizzanti che lo hanno stordito consentendo a madre e figlio di trascinarlo nelle cantine. Qui lo hanno infilato nel bidone.
52.000 euro raccolti da Ascoli PicchioFondi #SOSAAA consegnati a Comuni Amatrice, Accumoli e Arquata

ASCOLI PICENO02 luglio 201815:07

– ASCOLI PICENO, 2 LUG – Presso la sede dell’Ascoli Picchio sono stati consegnati ai Comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto gli assegni derivanti dalla raccolta fondi del progetto #SOSAAA, iniziato a pochi giorni dalla prima scossa di terremoto che colpì il centro Italia il 24 agosto 2016. La cifra totale raccolta da #SOSAAA ammonta a 52.800 euro. A ciascun Comune è stato consegnato un assegno di 17.600 euro. L’Ascoli Picchio FC 1898 “ringrazia tutti coloro che hanno elargito il proprio contributo per la buona riuscita dell’iniziativa di solidarietà, e la Croce Verde di Ascoli per aver reso possibile la raccolta fondi”. Gran parte dei fondi sono stati raccolti fra i tifosi bianconeri.
Colto da malore muore in gita a FanesStava percorrendo sentiero panoramico sopra Cortina d’Ampezzo

BELLUNO02 luglio 201815:08

– BELLUNO, 2 LUG – Un uomo è morto per un probabile malore mentre stava passeggiando alle cascate di Fanes a circa 1.480 metri nel territorio a Cortina d’Ampezzo. Alcuni passanti sono stati richiamati dalle grida della compagna e, accorsi, hanno subito tentato di rianimarlo. L’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites, sopraggiunto nel frattempo, ha sbarcato personale medico e tecnico di elisoccorso che sono subentrati nelle manovre di emergenza. Recuperato con il verricello, l’uomo, un turista inglese di 64 anni, è stato trasportato all’ospedale di Belluno, dove poi ne è stato purtroppo constatato il decesso.
Sul posto personale del Sagf di Cortina. Pronto a intervenire anche il Soccorso alpino di Cortina.
Operato figlio Ventura, intervento okQualche mese per valutare recupero funzionalità della mano

MILANO02 luglio 201815:16

– MILANO, 2 LUG – Niccolò Bettarini, ricoverato all’ ospedale Niguarda a seguito delle ferite riportate ieri all’alba, è stato operato questa mattina. Lo rende noto lo stesso ospedale spiegando che “l’intervento è durato circa due ore, durante le quali i chirurghi hanno ricostruito il nervo lesionato nell’arto superiore” e “l’operazione è perfettamente riuscita”. “La valutazione del recupero delle funzionalità della mano – conclude il Niguarda – come sempre in questo tipo di interventi, richiederà alcuni mesi”.
In E-R autobus gratis per abbonati treniInvestimento di 5mln all’anno della Regione. Coinvolte 13 città

BOLOGNA02 luglio 201815:18

– BOLOGNA, 2 LUG – Autobus gratis in Emilia-Romagna per chi ha l’abbonamento annuale o mensile del treno. E’ ‘Mi muovo anche in città’, l’integrazione ferro-gomma che consentirà ai pendolari della regione di viaggiare gratis sui mezzi del trasporto urbano delle 13 città con più di 50mila abitanti – i capoluoghi, Carpi, Imola e Faenza – sia in partenza che in arrivo grazie a un investimento di 5 milioni di euro all’anno della Regione. “Si tratta di un provvedimento straordinario – ha detto il presidente Stefano Bonaccini che ha presentato la novità con l’assessore ai trasporti Raffaele Donini – per il significato che questa scelta porta con sé: quella dell’ambiente e di una migliore qualità della vita nei nostri centri urbani”. A partire dai titoli venduti a settembre per tratte superiori ai 10 chilometri e caricati sulle tessere Mi Muovo o Unica, chi si sposta da e verso le 13 città potrà usare il proprio abbonamento sui bus. In totale sono 58mila gli abbonati interessati con un risparmio medio di oltre 150 euro.
Bonafede,al lavoro su Palagiustizia BariIl ministro interviene dopo lo smantellamento della tendopoli

BARI02 luglio 201815:53

– BARI, 2 LUG – “Non lasceremo soli i cancellieri alle prese con migliaia di notifiche, stiamo pensando a una task force che renda più agevole e veloce questo compito”. Lo scrive il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in un post pubblicato su Facebook all’indomani dello smantellamento della tendopoli allestita un mese fa a Bari per celebrare le udienze di rinvio dei processi penali, dopo la dichiarazione di inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz. “Ieri – scrive Bonafede – la Protezione civile ha smantellato la tendopoli al tribunale di Bari in seguito al decreto emanato dal Governo per sospendere i processi fino al prossimo 30 settembre. Un provvedimento la cui urgenza era dettata proprio dalla inaccettabile situazione in cui si amministrava la giustizia a Bari: dentro delle tende, fra caldo tropicale, zanzare, allagamenti”. “Siamo al lavoro – conclude – per dare agli uffici giudiziari di Bari una sede sicura per ospitare tutte le sezioni: i tecnici del ministero stanno facendo i sopralluoghi”.

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