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CRONACA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: ‘Ndrangheta,trovata canapa da 20 milioni Diciotto arresti nell’operazione della Polizia di Vibo Valentia. – Sgominata cosca dedita coltivare droga A capo figlio boss Emanuele Mancuso, ha iniziato a collaborare

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Ultimo aggiornamento 21 Luglio, 2018, 09:10:29 di Maurizio Barra

DELLE 07:13 E 09:10

DI SABATO 21 LUGLIO 2018

VIBO VALENTIA, 21 LUG – La Polizia di Stato di Vibo Valentia sta dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 persone, ritenute responsabili di appartenere ad un’associazione per delinquere dedita al narcotraffico gestita da Emanuele Mancuso, figlio di uno dei capi dell’omonima cosca di ‘ndrangheta di Limbadi Pantaleone.
Tre piantagioni, per un totale di 26 mila piante di marijuana, sono state scoperte nel corso delle indagini dell’operazione denominata ‘Giardini segreti’: sul mercato avrebbero fruttato circa 20 milioni di euro.
Altre 21 persone sono state indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere dedita al narcotraffico e detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti.
– VIBO VALENTIA, 21 LUG – La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 persone ritenute responsabili di appartenere ad un’associazione per delinquere dedita al narcotraffico. Otto sono andati in carcere, nove ai domiciliari e per uno è scattato l’obbligo di dimora. Altre 21 persone sono indagate in stato di libertà. A capo dell’organizzazione, per l’accusa, c’era Emanuele Mancuso, figlio di Pantaleone, alias “l’ingegnere”, esponente di spicco dell’omonima cosca. L’uomo acquistava online semi di canapa indiana. Per questo la polizia ha effettuato 18 perquisizioni nelle sedi di una società attiva nella vendita online di semi di canapa che saranno sequestrate. Nel corso delle indagini sono state sequestrate 26 mila piante per un valore sul mercato di circa 20 milioni di euro. É stato anche accertato che Mancuso controllava i terreni destinati alla coltivazione tramite droni.
Alle indagini hanno contribuito le dichiarazioni dello stesso Mancuso, diventato collaboratore di Giustizia.

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