Ultimo aggiornamento 21 Luglio, 2018, 10:12:39 di Maurizio Barra
DALLE 09:10 ALLE 10:12
DI SABATO 21 LUGLIO 2018
NAPOLI, 21 LUG – Sono stati individuati in Romania i due presunti esecutori materiali dell’omicidio di Lucian Memet, l’uomo di etnia rom assassinato con coltellate, colpi di bastoni di legno e spranghe di ferro nell’insediamento nomade abusivo di via Virginia Woolf, nel quartiere Ponticelli di Napoli, al culmine di una accesa lite scoppiata per un banale litigio tra bambini. Si tratta di Andrei Lingurar, 25 anni, ricercato dai primi del maggio scorso per l’esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dal GIP di Napoli, arrestato nella città di Calafat dalle forze di polizia locali, e di Gheorghe Silaghi, 48enne, già detenuto in istituto penitenziario rumeno.
A indagare sull’omicidio sono stati i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Napoli, coordinati dalla Procura della Repubblica. I due presunti assassini sono ora in attesa di estradizione. I militari avevano già preso, poco dopo l’omicidio, altre persone coinvolte: un 22enne in procinto di fuggire da Napoli e alcune donne.
– MILANO, 21 LUG – La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 47 anni, Luca Sanfilippo, residente a Cinisello Balsamo al confine con Milano, accusato di essere l’autore dell’omicidio di Antonio Deiana, di 36 anni, scomparso il 20 luglio del 2012.
Avrebbe fatto alcune ammissioni. L’ attività investigativa condotta dai poliziotti della Squadra Mobile di Como e Milano, nonché del Commissariato Greco Turro, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Monza.
Il caso è stato anticipato da articoli su diversi giornali. Secondo la loro ricostruzione il corpo di Deiana è stato trovato all’interno di una cantina di uno stabile a Cinisello ricoperto da una colata di cemento. Sarebbe stato ucciso per motivi di droga nell’ambito di un traffico della ‘ndrangheta. Il fratello, Salvatore Deiana, era stato ucciso a coltellate e sepolto in un bosco a Guanzate (Como) e trovato dopo la confessione di uno dei killer.
– BRINDISI, 21 LUG – Un uomo è morto la scorsa notte a Brindisi durante un conflitto a fuoco con la polizia mentre con altri stava tentando un assalto ad uno sportello bancomat mentre i complici sono riusciti a fuggire in auto. A quanto si è appreso, i banditi erano almeno in quattro ed erano armati.
Avevano già inserito in una fessura del bancomat una striscia di esplosivo per scardinare la cassaforte, quando sono stati intercettati da una volante della polizia. Ne è nato un conflitto a fuoco durante il quale – con modalità ancora da ricostruire – uno dei banditi è stato ucciso. Gli altri sono fuggiti in macchina inseguiti dai poliziotti. Alla periferia di Brindisi hanno lanciato sull’asfalto delle punte chiodate fermando le ruote della volante e bloccandola
– BRESCIA, 21 LUG – Sono riprese questa mattina alle sette le ricerche di Iuschra Gazi, la 12enne straniera affetta da autismo che è dispersa nei boschi di Serle, nel bresciano, da giovedì all’ora di pranzo. A complicare i piani è il maltempo che nella notte si è abbattuto sull’altopiano di Gariadeghe dove sono in corso le ricerche. Oggi saranno al lavoro sopratutto gli speleologi per cercare nelle numerose grotte presenti sul territorio di natura carsica. La Procura di Brescia ha intanto aperto un inchiesta, affidata al sostituto procuratore Donato Greco, per raccogliere tutti gli elementi sulla scomparsa della bambina che era in gita con altri ragazzi disabili e con gli operatori di un’ associazione quando si è allontanata correndo. Le ricerche proseguiranno fino a domani quando poi i soccorritori faranno il punto per capire come proseguire.
– ROMA, 20 LUG – Tre boati che squarciarono l’Italia in una notte. E una sola verità, altrettanto oscura. Autori, complici, modalità: troppi contorni restano nel mistero a 25 anni dalla strage di via Palestro a Milano e le bombe a Roma. A quell’epoca più arrogante che mai, Cosa Nostra lanciò in una sola notte il suo ricatto allo Stato con cinque morti, centinaia di chili di tritolo e due atti di terrore nelle città del potere economico e politico. Il 27 luglio 1993, in via Palestro a Milano, un’autobomba esplose nei pressi del Padiglione d’Arte Contemporanea, uccidendo cinque persone. Dopo poco, a Roma, altre due esplosioni provocarono diversi feriti danneggiando le basiliche di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro.
A via Palestro l’auto carica di tnt andò in pezzi alle 23:14: nascosto nella Fiat Uno c’era tanto di quel tritolo che il motore della macchina fu trovato a 300 metri. Mezzora dopo toccò a Roma, che fu svegliata nella notte dalle esplosioni di altre due Fiat Uno, anch’esse cariche di pentrite e T4.
