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POLITICA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Grillo ne fa 70. Dalla tv alla piazza, fino al governo Le tante facce del ragioniere che si è fatto comico e politico. – Pd: Martina, costruire alternativa Apriamo porte e finestre a persone che vogliono darci una mano. – Migranti: Open Arms arrivata in Spagna, nave a Palma ‘Dopo quattro giorni di navigazione – ha scritto il fondatore della Ong, Oscar Camps, su twitter – la nave entra finalmente nel porto sicuro di Palma di Mallorca’. – Grand Commis e manager, il gran risiko delle poltrone Le conferme e incarichi in bilico, tra spoil system e nomine

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Ultimo aggiornamento 21 Luglio, 2018, 14:04:41 di Maurizio Barra

DALLE 11:00 ALLE 14:04

DI SABATO 21 LUGLIO 2018

Un nuovo giro di boa e, c’è da scommettere, altre nuove imprese: Beppe Grillo spegne le candeline per festeggiare 70 anni di una vita sempre vissuta guardando al futuro e avendo alle spalle esperienze e un vissuto che ha spaziato, facendoli intersecare, dall’arte all’impegno politico. Attore, comico, showman, ha iniziato a calcare le scene quasi per caso: diplomato in ragioneria, si scopre comico improvvisando un monologo nel corso di un provino con Pippo Baudo.
Popolare già nel 1977 e nel 1978 tra Luna Park e Fantastico, il suo successo è stato un crescendo sempre in parallelo con la sua verve satirica e polemica che lo portano poi allo scontro con la tv di Stato. A partire dal Fantastico del 1986 quando attaccò l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi. Ne conseguì l’allontanamento dalla Rai, con l’unica eccezione del Beppe Grillo Show trasmesso dal Teatro delle Vittorie nel 1993, un vero successo in termini di ascolti e che mostrava già il Grillo della forte denuncia.
Proprio la sua comicità graffiante lo ha spinto sempre di più verso una critica scottante dell’attualità politica e sociale che lo porta nel nuovo millennio ad esprimere sempre di più il suo estro con iniziative dal forte impatto sociale: sperimenta sulla sua casa il primo esempio di “net-metering”, poi lancia il suo blog su internet che, complice l’intuizione di Gian Roberto Casaleggio, diventa subito uno dei siti più visitati del pianeta.
Ed è proprio grazie all’incontro con il ‘guru’ del web, che lo convince sulle potenzialità crescenti della “democrazia diretta”, che inizia la sua avventura politica. All’inizio fu il “Vaffa-day” che inscenò nel settembre 2007 davanti ai municipi di oltre 180 città italiane ed in 25 Paesi esteri. Nel 2009 annuncia l’intenzione di candidarsi: vorrebbe ‘scalare’ il Pd candidandosi alle primarie ma non può perchè non è iscritto. Tre mesi dopo fonda il suo partito: il Movimento 5 Stelle che con le elezioni del 2013 irrompe con un successo inaspettato in Parlamento.
Per un’intera legislatura, prima di cedere il timone al giovane Luigi Di Maio, è lui che continua a drenare consensi: dal trionfo su un canotto a piazza Maggiore a Bologna, passando per la traversata a nuoto dello stretto di Sicilia, è lui la novità della scena politica italiana. Ma l’interesse dura poco, prima un passo di lato poi un passo indietro per tornare a calcare le scene con i suoi show. “Ho 70 anni, io sono anziano. Ma ci sono, sono il papà e il fondatore del M5s. Sarò sempre il papà di tutti”.

– GALLIPOLI (LECCE), 21 LUG – “Apriamo porte e finestre e facciamo entrare tutte le persone che vogliono dare una mano a costruire un’alternativa a questo governo che ci preoccupa per le politiche e le scelte che sta facendo”. Lo dice il segretario del Pd, Maurizio Martina, intervenendo a Gallipoli al festival dei giovani del Pd. “Bisogna consentire a tanti ragazzi che stanno lavorando per noi, di avere una possibilità di esprimersi nel Pd, di rappresentare il partito nel territorio”. “Dobbiamo volerci un po’ bene – aggiunge – recuperare un senso di comunità con i nostri iscritti, con i nostri elettori”. “E’ un momento complicato ma – ha sottolineato Martina – come ogni momento complicato c’è anche un’opportunità che si è aperta, quella di ripartire e di rilanciare”. “E io – conclude – chiedo a tutti di dare una mano al Pd a rinnovarsi e ad aprirsi”.
La nave Open Arms è entrata nel porto di Palma di Maiorca. L’imbarcazione della Ong Proactiva Open Arms nei giorni scorsi ha recuperato i cadaveri di una donna e un bambino al largo della Libia e salvato Josefa, una donna di origini camerunensi rimasta per due giorni in mare tra i resti di un gommone.”Dopo quattro giorni di navigazione – ha scritto il fondatore della Ong, Oscar Camps, su twitter – la nave entra finalmente nel porto sicuro di Palma di Mallorca”.

Manager e grand commis: il grande risiko delle poltrone è appena cominciato per il governo giallo-verde di Giuseppe Conte tra novità e conferme. Le nomine Rai e quelle di Cdp sono la punta di un iceberg che talvolta è sotterraneo. Molti ministri hanno iniziato a definire i propri staff. Ma bisognerà attendere il 3 settembre per avere un quadro definitivo: è questa infatti la data entro la quale è possibile attivare lo spoil system per cambiare i dirigenti pubblici.Al momento – segnala uno studio anticipato da Il Foglio realizzato da FbLab della società Fb&Associati – non sempre prevale il cambiamento. Guardando a capi di gabinetto e capi del legislativo dei ministeri più importanti si scopre che solo nel 40% dei casi, per i ministeri del M5s, si tratta di new entry.La Lega, invece, nel 50% degli incarichi ha scelto persone che avevano già lavorato nelle amministrazioni precedenti. Ci sono poi le società e le autority, con incarichi in scadenza o con nomine per le quali è iniziata una certa fibrillazione.Ecco il puzzle di nomine e poltrone.1) LE RICONFERME: il caso più emblematico è quello del Ministero dell’Economia. Tria ha confermato Roberto Garofoli, come capo di gabinetto, incarico che aveva anche con Renzi e Gentiloni. Ma lo stesso hanno fatto Salvini e Di Maio. Matteo Piantedosi, che aveva lavorato con il governo Monti, è ora capo di gabinetto agli Interni. Vito Cozzoli è al Mise: aveva lavorato con il governo Renzi e poi aveva lasciato l’incarico con Gentiloni. Il ministro Savona, invece, ha portato con sé Diana Agosti che aveva lavorato con i governi Berlusconi 2, 3 e 4. Al Miur, con Marco Bussetti della Lega, c’è Giuseppe Chinè che viene dal Consiglio di Stato e aveva lavorato con Letta, Renzi e Gentiloni: lo stesso percorso di Alberto Tabacchi al ministero dei rapporti con il parlamento con il pentastellato Riccardo Fraccaro.2) LE NEW ENTRY: Il caso più emblematico è al ministero per il Sud: il capo di gabinetto è Valeria Capone, che non arriva da alcun dicastero ma aveva lavorato a lungo negli uffici legislativi dell’Idv e del M5s in Parlamento. Mai avuto esperienze di governo anche Furio Baldi al ministero della Giustizia di Alfonso Bonafede. Alle Infrastrutture con Danilo Toninelli (M5s) è arrivato Gino Scaccia, un accademico che non aveva mai ricoperto incarichi in altre legislature. Nuovo a metà Pierluigi Petrillo, capo gabinetto all’Ambiente: è un docente universitario e aveva ricoperto altri ruoli nello stesso dicastero e all’agricoltura.3) LE POLTRONE NEL MIRINO: Difficile una riconferma per il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Scade il prossimo anno in primavera ma il pressing mediatico è diventato forte, sia da Salvini sia, ora, da Di Maio. Nel mirino è finito, ma quando non accade, anche il ragioniere generale dello Stato Daniele Franco, che proviene dalla Banca d’Italia e oramai da qualche legislatura controlla coperture e conti dei provvedimenti. Ma il suo ruolo ‘terzo’ è davvero strategico anche per la fiducia dei mercati e non è facile che possa essere cambiato. Tra le poltrone sotto i riflettori anche quella del capo dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini, viene da Equitalia ed ha un ruolo chiave per un governo che vuole cambiare il sistema fiscale.4) LE SOCIETA’: Composto il puzzle della Cdp e con la Rai a metà del guado – in attesa che martedì il ministro dell’Economia indichi al consiglio dei ministri i due componenti del Cda tra cui l’amministratore delegato – gli occhi sono puntati sulle Ferrovie. L’assemblea è prevista per il 27 luglio e non è un mistero che la Lega non veda di buon occhio la fusione Fs-Anas voluta dall’attuale numero uno Renato Mazzoncini. In prorogatio sono poi i vertici dell’autorità per l’energia (Arera), con il presidente Guido Bortoni, mentre qualche fibrillazione registrata in parlamento sul presidente di Consob, Mario Nava, ha fatto intervenire il vice-ministro all’economia Massimo Garavaglia che ha espresso ”grande stima”. Di certo nel mirino è invece Fabrizio Pagani: era con Padoan al Mef, dal quale si è dimesso, ma è rimasto come rappresentate del Tesoro nel Cda dell’Eni. Il sottosegretario di Palazzo Chigi Stefano Buffagni ha chiesto espressamente le sue dimissioni.

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