Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura

SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: ‘Veretium’ in memoria Luigi De Filippo Laura Tibaldi, sarebbe stato felice di riceverlo. – Chemical Brothers, lo spettacolo della tecnologia Il duo inglese conquista Rock in Roma. – Lega-M5S e nacque Terza Repubblica Becchi-Palma firmano primo saggio su tema con prefazione Salvini. – A Milano Clementine e Holden Il pianista inglese trascina 1500 persone al Magnolia. – Pordenonelegge, Mieli ricorderà Fallaci Lectio giornalista alla fiera del libro a settembre. – Battisti non viene ricordato in Brianza Nessun evento a Molteno. Comune, ‘inevitabile dopo polemiche’. – Musy, Carpentieri, Enia a Radicondoli Dedicato alla Terra, dal 26/7 in 12 palchi naturali borgo senese. – “Diritto autore non è puro mercato” Lettera appello consegnata da Siae in audizione all’Antitrust. – Cage un Don Chisciotte contro Bin Laden In commedia da storia vera Io, Dio e Bin Laden in sala dal 25/7. – Lali, regina pop a Milano Latin Festival Star argentina sul palco per la prima volta in Italia. – Uno studio su impatto economico Uj Secondo i primi dati superate le difficoltà post sisma. – Roma fa sistema, Nasce Rock in Roma Summer Fest Nell’estate 2019 Fondazione Musica per Roma e The Base insieme. – Brano ‘o Rom, tradizione Gipsy a Napoli Shukar Drom, canzone che esalta l’arricchimento di mix culture. – 50 anni Romeo & Giulietta, mostra Pienza In città Pio II Zeffirelli girò suo film shakespeariano. – Prima del caffè, nuovo singolo Filo Vals Canzone d’amore accompagnata anche da videoclip. – Lorenzo il magnifico- tornano i Medici Sui canali social teaser con Daniel Sharman. A ottobre su Rai1. – Salone Libro, Torino rientra in gestione Nuovo ribaltone in organizzazione,Città entra in Circolo Lettori. – Biennale , cadono le barriere tra attore e performer Al via il festival diretto da Latella, 31 titoli fino 5/8. – Luigi Grechi, arriva Tangos e Mangos Per un mese sul sito dell’artista e dal 27 luglio in radio. – Don Camillo e Diabolik a Cartoon Club Presentati gli albi speciali alla rassegna riminese. – Irama svetta ancora sulla hit parade Takagi & Ketra al top singoli. Tra i vinili Tedua e XXXTentacion. – Liam evoca reunion Oasis, Noel tace ‘C’mon, rimettiamoci insieme’. Ma tweet per ora senza risposta. – Da Padoan a Foa, basta odio e violenza Appello intellettuali, “autori siano individuati e processati”. – Vanoni canta in clinica per i pazienti Concerto alla Maugeri di Pavia anche per ringraziare i medici. – Gilliam, il mio Don Quixote perfetto Successo a Ischia Global per l’anteprima,film in sala in autunno. – Bocelli, ragazzi non perdete speranza Al tenore premio Truffaut. L’8/9 sua serata ad Arena di Verona. – Trintignant, “Per me il cinema è finito” Attore malato di cancro: ‘Non mi batto,lascio fare’

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Ultimo aggiornamento 21 Luglio, 2018, 04:24:52 di Maurizio Barra

DALLE 09:40 DI VENERDì 20 LUGLIO 2018

ALLE 04:24 DI SABATO 21 LUGLIO 2018

BORGIO VEREZZI (SAVONA), 20 LUG – “Sarebbe stato molto felice di riceverlo”: così Laura Tibaldi, vedova di Luigi De Filippo, ultimo erede della celebre dinastia di attori, ha commentato l’assegnazione alla memoria del marito del 48° Premio Veretium, quest’anno eccezionalmente attribuito ‘alla memoria’ dalla giuria di critici, presieduta da Giulio Baffi. La cerimonia, durante la quale la signora Tibaldi ha letto il commovente testamento artistico di De Filippo, si è tenuta il 19 luglio sul palco di Piazza Sant’Agostino, poco prima della replica di Quartet che ha fatto registrare il tutto esaurito. A consegnare la riproduzione in argento del mulino fenicio che si erge sulla collina di Verezzi è stata Maddalena Pizzonia, consigliere del Comune di Borgio Verezzi delegato al Festival teatrale.
Sono più di vent’anni che Ed Simons e Tom Rowlands portano in giro per il mondo la musica e il marchio dei Chemicals Brothers. Nell’ elettronica gli anni sono ere: suoni, tecniche, stili, gusti cambiano da una stagione all’altra e basta poco per diventare “vecchi”. I “Chemical” invece sono sempre lì, come ha dimostrato il concerto di stasera a “Rock In Roma”, all’Ippodromo delle Capannelle (domani saranno a Milano, all’Ippodromo Snai di San Siro per il Summer Festival): due quasi cinquantenni che stanno dietro le consolle senza dire una parola e che hanno messo a punto una perfetta macchina di spettacolo.All’inizio della carriera sono stati inseriti, insieme a Fatboy Slim, Prodigy e Crystal Method, nel movimento british del Big Beat. Con gli anni però Simons e Rowlands sono usciti dai confini di genere e si sono affidati a una disinibita musica di sintesi in un ambito, la musica elettronica, che per sua natura, vive di sintesi e mix e campionamenti. Un allargamento di prospettiva che gli ha permesso di guadagnarsi un pubblico più ampio degli appassionati di genere, che comunque rappresenta una platea enorme in tutto il mondo e frequentatori, o ex frequentatori, di rave. Soprattutto con gli anni hanno messo in piedi uno show super spettacolare, un “sound and vision” ad alta tecnologia (con moltissimi riferimenti alla nazione nerd) che vive della perfetta fusione tra programmazione della musica e le sorprese continue delle immagini.Sono pochi oggi i gruppi in grado di offrire un live di questo genere sul piano visivo. L’uso dei laser è sofisticatissimo, ci sono robot che sparano raggi, figure gigantesche e creature mostruose, il montaggio delle attrazioni è a ritmo mozzafiato. I Chemical Brothers da dietro le consolle orchestrano a perfezione lo show: scorrono via 20 anni di musica e i brani di nove album: ci sono classici come “Hey Boy Hey Girl”, “Do It Again”, “Setting Sun”, pezzi come “Block Rockin’ Beats”, il brano da “Dig Your Own Hole” che gli ha aperto le porte del successo, “Galvanize”, “C.H.E.M.I.C.A.L.”, “Go”, “Believe”.C’è molto divertimento in questo concerto che trasmette messaggi attraverso le immagini e di un sofisticato apparato che mette la tecnologia al servizio della musica. Impertubabili come sempre, i Chemical Brothers si godono i risultati di una ricerca che li ha tenuti al passo con i tempi nonostante il ritmo frenetico dei cambiamenti e delle mode. Quando da ragazzi, negli anni ’80, Simons e Rowland facevano i dj, è difficile immaginare che pensassero che sarebbero diventati dei classici.
– PAOLO BECCHI E GIUSEPPE PALMA, ‘DALLA SECONDA ALLA TERZA REPUBBLICA. COME NASCE IL GOVERNO LEGA-M5S’ (Paesi Edizioni, pp. 288 – 12,00 euro) “Per la prima volta abbiamo un governo costituito da forze politiche che non fanno parte dell’establishment. Il problema, semmai, è se continuerà a funzionare”. Ne è convinto Paolo Becchi (editorialista, per alcuni l’ideologo del M5S, che però ha lasciato nel 2015, e colui che ha introdotto nel dibattito politico la categoria del ‘sovranismo’). Insieme all’avvocato Giuseppe Palma (nel think tank di Scenarieconomici.it), firma ‘Dalla Seconda alla Terza Repubblica. Come nasce il governo Lega-M5S’, primo saggio sul tema in uscita il 25 luglio per Paesi Edizioni, con prefazione del vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini (pp. 288 – 12,00 euro).
Quasi un instant book, il volume ripercorre gli ultimi 8 mesi della politica italiana, raccogliendo gli articoli più significativi che gli autori hanno scritto in larga parte (ma non solo) sul quotidiano Libero, tra ottobre 2017 e luglio 2018.
Ovvero dalla discussione sulla legge elettorale all’analisi dei programmi dei diversi partiti e lo ‘tsunami’ del 4 marzo che dopo oltre due decenni di alternanza centrosinistra-centrodestra “ha cambiato, forse per sempre, la politica italiana”. E soprattutto quegli 89 giorni che hanno portato al governo Lega-M5S. “Mostriamo quello che sembrava impossibile accadesse”, racconta Becchi

. Uno scenario che la vignetta in copertina di Alfio Krancic riassume con Di Maio e Salvini lanciati a bordo di un aereo giallo-verde e in strada Berlusconi e Renzi che arrancano a bordo di un tandem. Ma davvero è l’inizio della Terza Repubblica? Gli autori, scrive Salvini nella prefazione, si basano “su un dato che non può essere contestato” ovvero “l’incapacità delle forze cosiddette progressiste di fare gli interessi della maggioranza degli italiani”. L’opposizione tra destra e sinistra? “Superata da quella che vede contrapposti popoli ed elites”. Insomma, anche per Becchi, “Pd e Forza Italia hanno ormai esaurito la loro funzione”. Con l’alleanza Lega-M5S, invece, “nasce il primo governo sovranista” e si “mette fine al colpo di Stato permanente avviato con la caduta illegittima di Berlusconi nel 2011”.
I macro temi sul tavolo, “politica migratoria ed economia. I primi interventi hanno avuto effetto, con meno sbarchi e una ridistribuzione degli immigrati arrivati – dice l’autore – Ora Salvini deve stare attento a controllare che il fenomeno non gli sfugga di mano, a guidare il popolo, non seguirlo. O il rischio è che si ritrovi accusato di razzismo. Potrà tranquillamente superare l’ostacolo dimostrando che non si tratta di un atteggiamento discriminatorio, ma che controllare il processo migratorio aiuta anche queste persone ad avere un trattamento dignitoso che oggi non ricevono. Sulla politica economica – aggiunge – siamo solo agli inizi, ma questo governo che io ho definito sovranista, nel senso identitario e sociale, e che ha tutte le grandi lobby contro, potrebbe essere il futuro dell’Europa. Il complotto contro il decreto dignità? Io mi chiederei, piuttosto, questi 8 mila posti di cui si parla, che lavori erano? Dignitosi? Ora – rilancia – si potrebbe mettere al centro al Costituzione e dare un segno forte togliendo il pareggio di bilancio”, in modo da recuperare risorse e investire “in innovazione, tecnologia, digitale”. Ma il matrimonio Lega- M5S funzionerà? “L’appuntamento importante sono le elezioni europee del prossimo anno – risponde – Lì si vedrà se davvero la rivoluzione sovranista partita dall’Italia, uno dei sei paesi fondatori dell’Unione, ha inciso.
Secondo me, poi, l’Italia può anche giocare un ruolo fondamentale nello scacchiere internazionale, diventando un punto di equilibrio tra Trump e l’Europa, a partire dalle sanzioni alla Russia”.

– MILANO, 20 LUG – Una serata di contaminazioni e visioni è andata in scena al Circolo Magnolia di Segrate (Milano), dove gli inglesi Benjamin Clementine e James Holden si sono esibiti di fronte a circa 1500 persone. Ad aprire il cartellone l’italiano Venerus, che con l’R&B elettronico di brani come ‘Non ti conosco’ ha preparato alla poesia pianistica di Clementine. Reduce da Umbria Jazz, il musicista londinese arriva accompagnato da un batterista e un bassista – tutti e tre rigorosamente a piedi scalzi – che lo seguono nei meandri del suo secondo disco, ‘I Tell a Fly’, dove il minimalismo jazz e classicheggiante delle sue canzoni si è aperto a più ricche tessiture.
Dopo la preghiera sintetica di ‘Ave Dreamer’ e l’intreccio di sincopi e dissonanze ‘One Awkward Fish’, Clementine torna alle origini con ‘Nemesis’, uno dei brani che nel 2013 lo rese popolare dopo una giovinezza da senza fissa dimora a Parigi, la prima occasione di mostrare un talento spiccato da improvvisatore.
– PORDENONE, 20 LUG – Oriana Fallaci, testimone del diritto essenziale di ciascun giornalista, la libertà d’espressione, sarà al centro della 19/a edizione di pordenonelegge, in programma dal 19 al 23 settembre, attraverso la lectio del giornalista, storico ed editorialista Paolo Mieli.
Venerdì 21 settembre, al Teatro Verdi di Pordenone, sarà affidata a Mieli la lezione intorno alla “Libertà di stampa”, un excursus attraverso quattro secoli e mezzo: dal ‘600, quando comparvero le prime rudimentali “Gazzette”, ai nostri giorni. “Ovviamente non si tratterà di una storia didascalica, enucleata data per data – spiega Mieli – ma di una riflessione intorno ai casi più significativi che nel tempo hanno investito la libertà di stampa. E soprattutto focalizzeremo il riverbero della questione negli scritti di Oriana Fallaci, giornalista di riferimento per questo tema così attuale”.
A pordenonelegge Paolo Mieli sarà anche protagonista del dialogo con Antonio Scurati sabato 22 settembre.
– MILANO, 20 LUG – Nessuna celebrazione per i 20 anni dalla morte di Lucio Battisti, a Molteno, il paese della Brianza lecchese, dove visse e morì. “E’ ovvio che ci dispiace molto dover assumere questa posizione, ma non possiamo comportarci diversamente”, spiega il vicesindaco Giuseppe Chiarella. Tra il Comune e i familiari di Battisti, morto il 9 settembre del 1998, esplose subito dopo la morte del cantante una polemica seguita da denunce e culminata con la decisione della vedova, nel 2013, di spostare altrove la salma. I familiari avevano diffidato il Comune dall’organizzare una kermesse musicale in memoria del cantautore. Proprio un mese fa la Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi che chiedevano un risarcimento al Comune per lo sfruttamento del diritto di immagine. “E anche per questo il Comune – conclude il vicesindaco – ha deciso di non promuovere qualunque genere di celebrazione per i 20 anni dalla morte, proprio per evitare di esporsi a nuovi rischi”.
– E’ dedicato a Ripensare alla Terra, intesa come luogo di appartenenza, lavoro e bene comune da conoscere e proteggere, ma anche agli uomini che scappano da terre lontane, il XXXII Radicondoli Festival, dal 26/7 al 5/8 tra teatro, musica, film, letture e seminari nel borgo senese fra il Chianti e la Maremma. Si va dalle tragedie e speranze di Preghiera per Cernobyl, anteprima assoluta dall’opera della scrittrice bielorussa e Nobel Svetlana Aleksievic, con Mascia Musy e la regia di Massimo Luconi, al Petrolio di Uldrico Pesce e Un albero di trenta piani di Arianna Scommegna. E ancora Davide Enia con Scene da un naufragio sugli sbarchi di Lampedusa, il Maestro e Margherita di Bulgakov secondo Paolo Bignamini, e Renato Carpentieri, protagonista con il film di Gianni Amelio La tenerezza e narratore in scena de La caduta di Camus. In tutto, 15 appuntamenti di spettacolo dal vivo in 12 palchi naturali e poi Notti di Giove, stage di Yoga, workshop di fotografia, i pupi di Stac, raccontafiabe e Premio Garrone.
– “La logica di puro mercato non deve distruggere una cultura di civiltà preziosa come la protezione del Diritto d’autore: Diritto di tutti gli Autori”. Si conclude così la lettera firmata da oltre 30 big che la Siae ha presentato in audizione all’Antitrust, nell’ambito dell’istruttoria aperta dall’Autorità nel 2017 per verificare se la Società autori ed editori abbia messo in atto pratiche anticoncorrenziali illegittime.
I firmatari – Baglioni, Benigni, Bertolucci, Bocelli, Camilleri, Comencini, Conte, Costanzo, De Gregori, Donaggio, Faenza, Fazio, Fiorello, Fresu, Ligabue, Maraini, Montaldo, Morandi, Morricone, Muti, Ozpetek, Paoli, Piersanti, Piovani, Pistoletto, Proietti, Mogol, Ranieri, Salvatores, Scaparro, Tornatore, Verdone – sottolineano che “la creatività è motore della nostra cultura. È stato motore della nostra storia e deve essere fulcro del futuro della nostra Repubblica. Del nostro futuro può e deve discutere il nostro Parlamento, attuando scelte di politica o come si suole dire di sistema”.
La vita reale riserva spesso storie tanto folli da sembrare film e Hollywood raramente perde l’occasione per raccontarle. E’ il caso della pazza storia di Gary Faulkner, cinquantenne di Greeley in Colorado, dal look hippie, passato qualche volta per il carcere, disoccupato e spesso senzatetto, arrestato nel 2010 in Pakistan, mentre armato di katana, coltello, pistola e visore notturno, dava la caccia a Bin Laden per conto, diceva lui, di Dio. Una missione arrivata all’11/o tentativo che, una volta tornato negli Usa, lo ha reso per un po’ una star dei talk show. A interpretare questo delirante Don Chisciotte dei nostri tempi è Nicolas Cage, mentre Russell Brand è Dio, nella commedia surreale dell’irriverente Larry Charles, in Io, Dio e Bin Laden, in sala dal 25 luglio con Koch Media.Cosceneggiatore di Seinfeld e regista, fra gli altri, di Borat, Charles ha portato alla storia il suo approccio basato molto sull’improvvisazione in scena. “Una delle cose che amo di Larry è che per lui non si tratta sempre di commedia – ha spiegato Cage nelle interviste con i media Usa -. Stava veramente cercando anche l’elemento tragico del personaggio”. Per l’attore, che con il film torna dopo anni alla commedia, è stato fondamentale incontrare il vero Faulkner: “Ho filmato tre ore di un’intervista che gli ho fatto. La guardavo ogni giorno, c’era molto da tirarne fuori. Gli ho fatto ogni sorta di domanda, sulla sua infanzia, sui suoi obiettivi, la sua missione, come tutto è successo. E lui è sceso nei dettagli sul suo rapporto con Dio. E’ un uomo dall’energia esplosiva, molto eccitabile e non smette mai parlare. Sapevo di dover trasmettere quel tipo di energia, quasi maniacale”.In effetti nel film (basato sull’articolo dedicato a Faulkner nel 2010 da Gq) Gary è in perenne movimento, tra bar e i divani degli amici che lo ospitano. Sopravvive con dei lavoretti soprattutto da carpentiere e deve sottoporsi regolarmente a dialisi per i suoi problemi ai reni. Tutte difficoltà che non lo distraggono dalla missione affidatagli da un Dio volitivo e ironico (Brand): andare in Pakistan a catturare, senza ucciderlo, Bin Laden (che diventerà coprotagonista di altre sue visioni). L’impresa non è facile, ma neanche l’incontro di Gary con una vecchia fiamma, Marci (Wendi Mclendon-Covey), lo ferma: armatosi di katana, comprata in una televendita, si lancia in vari tentativi, dal comprarsi una barca convinto di poter arrivare in Medio Oriente dal Colorado via mare ai litigi con gli addetti dell’aeroporto che non gli consentono di imbarcarsi armato. In Pakistan comunque riesce ad arrivarci, e la Cia inizia a interessarsi a lui.Il film, che nel racconto risulta spesso sfilacciato e un po’ confuso, ruota intorno alla divertente prova istrionica di Cage che rende verosimilmente la personalità di Faulkner. Il vero Gary infatti, si è spesso descritto in tutte le sue contraddizioni: “Sono un po’ di tutto – ha detto nell’intervista con Gq – Mi sono fatto di crack, di metanfetamine, di cocaina, d’erba, di tutto quello che si trova. Sono stato in prigione, mi sono ridotto come un relitto, mi hanno picchiato, sparato e accoltellato. La mia storia non comincia qui, ma quando avevo 5 anni e ho tentato di rubare una macchina”.

– MILANO, 20 LUG – Star osannata in patria e nei Paesi sudamericani, l’argentina Lali Esposito, ritenuta una delle regine del pop latino, farà tappa per la prima volta, il 21 e 22 luglio, al Milano Latin Festival in corso ad Assago nell’ambito del suo tour europeo.
Cantante, attrice e influencer, l’artista è protagonista di una carriera da predestinata iniziata in tv, nel 1998, a soli 6 anni. E’ quindi diventata nota al grande pubblico per le sue interpretazioni nelle serie tv teen create da Cris Morena, una delle produttrici più importanti in Argentina. Dalla tv è poi passata ai grandi palcoscenici. Nel 2013 il suo primo album da solista ‘A Bailar’, pubblicato dalla Sony Music, è una rivelazione in America Latina: una miscela di pop, hip hop, dance, R&B, dubstep ed elettronica che diventa disco d’oro in Argentina.
– PERUGIA, 20 LUG – Non è solo musica e cultura.
Umbria Jazz, dati alla mano, è da sempre anche un elemento strategico per l’economia umbra e per la sua crescita. E appena sarà terminata l’edizione 2018, dal giorno successivo all’ultimo concerto e proprio con lo scopo di valutare l’impatto del festival sul tessuto economico, la Fondazione Umbria Jazz inizierà, in collaborazione con il master in International business and intercultural context dell’Università per stranieri di Perugia, un ulteriore studio approfondito i cui risultati verranno poi resi noti a settembre.
Il festival, arrivato a 45 anni di età, sta confermando la sua tenuta e per il momento, analizzando i primi riscontri di questa edizione (in particolare i dati relativi alle prevendite e all’occupazione delle camere), Umbria Jazz pare aver superato la difficile fase post terremoto.
Il lavoro sarà curato dal professor Luca Ferrucci, che coordina il master, e dagli studenti Simona Collu e Michele Tomassoli impegnati in Fondazione per uno stage.
ROMA – Il Rock in Roma e il Roma Summer Fest uniscono le forze e decidono di fare sistema. Dalla prossima estate i due festival più importanti della capitale, pur mantenendo la loro autonomia, hanno deciso di lavorare in sinergia e collaborare alla nascita del “Rock in Roma Summer Fest – Una città che suona”. Una manifestazione che si svilupperà in almeno 5 location uniche, già utilizzate dai due festival: Auditorium Parco della Musica, Casa del Jazz, Ippodromo delle Capannelle, Teatro Romano di Ostia Antica, Circo Massimo, da sempre destinato ai grandi eventi rock. Altri se ne aggiungeranno, come il Giardino degli Aranci all’Aventino.Un festival, coprodotto da Fondazione Musica per Roma e The Base che realizzano rispettivamente il Roma Summer Fest in Cavea e il Rock in Roma di casa a Capannelle, che vuole fare della città eterna la capitale del rock e farla diventare punto di riferimento in tutta Europa, attraendo sempre più spettatori stranieri. Rock in Roma e Roma Summer Fest (che quest’anno hanno fatto le prove generali della collaborazione portando gli Hollywood Vampires di Alice Cooper e Johnny Depp nel cartellone del Rock in Roma sul palco della Cavea) portano in dote al nuovo progetto – che, sottolineano, è aperto a tutti quelli che vorranno farne parte – gli oltre 300 mila spettatori in un centinaio di concerti spalmati in circa due mesi, registrati solo per l’estate 2018.”La Fondazione Musica per Roma – dice l’ad Josè Dosal – vuole esser orgogliosamente capofila di progetti lungimiranti come questo che si aprono a collaborazioni con altre istituzioni culturali, che ampliano le possibilità, in qualità e quantità, di fruire musica sul territorio raggiungendo pubblici diversi, e che contribuiscono a migliorare l’immagine di Roma, rendendola capitale mondiale del rock. Una città che suona, e che suona musica bellissima”. Le linee guida che hanno portato alla formulazione del progetto sono semplici, racconta Sergio Giuliani di The Base: “l’individuazione di luoghi particolari che solo Roma può offrire e un festival dal respiro più internazionale”. “Le basi per farlo diventare il festival più bello del mondo, con un’offerta che non ha eguali in Europa, ci sono”, gli fa eco il collega Maxmiliano Bucci.Di nomi, a stagione 2018 in corso, ancora non si parla, “ma le idee, anche molto accattivanti, ci sono”, aggiunge Bucci. Allo studio anche l’ipotesi di un abbonamento. “Abbiamo scommesso sulla capacità degli operatori pubblici e privati romani di far crescere sempre più l’offerta di grandi eventi musicali nel periodo estivo – dichiara il vicesindaco Luca Bergamo -. Rock in Roma Summer Fest è un ottimo segnale di crescita per la Capitale, un modo per ragionare sulla città e non su noi stessi”. Il vicesindaco, sollecitato anche sulle criticità del trasporto pubblico, ha assicurato che il Comune cercherà di fare la sua parte, “ma mancano le risorse e un singolo festival non risolve i problemi della città. Ci vogliono anni di lavoro serio e rigoroso”.

NAPOLI, 20 LUG – Gipsy, nomade e napoletano: l’incontro tra la tradizione rom e quella dell’Italia meridionale emerge in Shukar Drom, l’ultimo singolo degli ‘o Rom, gruppo musicale napoletano, che anticipa l’uscita di un nuovo album in autunno.
In lingua romanì, Shukar Drom significa “Bel Viaggio” e il brano è il racconto di un percorso che prende ispirazione da “Itaca”, poesia del greco Costantino Kavafis che pone l’accento sulle “lunghe strade”, gli ostacoli e i traguardi prima di raggiungere una meta. Allo stesso modo, Shukar Drom diventa la parabola di quei percorsi impervi che non devono avvilire il viandante ma spronarlo a stringere i denti per arrivare a destinazione. E’ in questo viaggio che si diventa ‘rom’, che si assorbono culture e tradizioni diverse, che si generano quelle contaminazioni proprie soltanto dei popoli nomadi. “Mille anni fa – spiegano Carmine D’Aniello e Carmine Guarracino, i due artisti fondatori di ‘o Rom, autori dei testi e delle musiche dei brani – le popolazioni erano libere di viaggiare”.
– PIENZA (SIENA), 20 LUG – Una mostra per Romeo & Giulietta, il film diretto da Franco Zeffirelli, a 50 anni dalla sua uscita. A ospitarla, dal 28 luglio al 6 gennaio, Palazzo Piccolomini a Pienza (Siena): la pellicola fu girata nella città di Pio II nel 1968, prevalentemente negli interni del palazzo che ora accoglie l’esposizione e che nella finzione è casa Capuleti, dove Giulietta e Romeo si incontrano per la prima volta a una festa da ballo.
‘What is a youth?’, il titolo che la mostra prende a prestito da quello della canzone, con musica di Nino Rota e testo di Elsa Morante, che nella ricostruzione della tragedia shakespeariana voluta dal regista toscano risuona all’interno del cortile di Palazzo Piccolomini durante il ballo.
L’esposizione raccoglie foto di set e di scena, messe a disposizione dalla Fondazione Zeffirelli, e i costumi realizzati da Danilo Donati e vincitori nel 1969 dell’ Oscar, oggi proprietà della Fondazione Cerratelli.
– E’ uscito “Prima del caffè”, quarto singolo di Filo Vals, giovane artista romano dalle influenze Britpop e dall’impronta reggae, prodotto per Papaya Records da Dani Castelar, già produttore di Paolo Nutini, Rem e Snow Patrol e distribuito da Believe Music.
“Prima del caffè è una canzone che parla d’amore, di un primo amore adolescenziale – dice Filo Vals -. L’ho scritta quando avevo 16 anni, e per quanto qualche rima baciata o qualche verso possa sembrare banale, l’idea era quella – conclude Vals – di tenere la semplicità e la verità di quell’emozione ed esprimere una voglia di amore e vitalità”.
Oltre al brano, Vals ha scritto anche lo script del video di cui ha curato anche la regia. La clip è girata al mare a Sabaudia, in un’ambientazione anni ’80 dove la giornata viene scandita dal mattino al tramonto e racconta la storia di Tommy, ragazzino “nerd” piuttosto impacciato, che osserva – con aria sognante in lontananza attraverso un binocolo – Camilla.
L’epopea de I Medici, la più grande, splendida e rinomata casata fiorentina sta tornando in tv: questa volta al centro della vicenda le gesta di Lorenzo, detto il Magnifico che, salito al potere giovanissimo, riuscirà a consolidare il potere finanziario della famiglia. Scrittore, mecenate, poeta e umanista, nonché uno dei più significativi uomini politici del Rinascimento, sia per aver incarnato l’ideale del principe umanista, sia per l’oculatissima gestione del potere e delle abilità diplomatiche. È previsto per il mese di ottobre su Rai1 il ritorno della serie kolossal una cooproduzione internazionale prodotto qui in Italia da Luca e Matilde Bernabei per Lux Vide con Rai Fiction, Big Light, Altice Studio e girata, tra Roma, Mantova, Pienza, Montepulciano ed infine a Volterra. Distribuita da Beta. Una serie in 8 episodi per 4 prime serate.
“In ogni momento della mia vita ho cercato di fare la cosa giusta, perché del doman non v’è certezza”: il primo breve teaser de I Medici – Lorenzo Il Magnifico, seconda stagione della serie (che aveva debuttato su Rai1 e nel mondo nel 2016), si apre così, con la voce fuori campo del protagonista, il giovane e affascinate attore britannico Daniel Sharman (Teen Wolf e The Originals) che recita (Il Trionfo di Bacco e Arianna) il canto carnascialesco da lui composto mentre si sistema un raffinato abito blu cobalto.
Dietro la macchina da presa i registi Jon Cassar e Jan Maria Michelini. I Medici è scritta ancora una volta da da Frank Spotnitz, insieme a Francesco Arlanch, Alex Von Tunzelmann, Jonh Fay, Lulu Raczka, James Dormer, Mark Denton, Jonny Stockwood. Il nuovo volto del sequel si presenta al pubblico in un video corto ma di grande impatto, apparso sui canali social ufficiali della serie (e a breve in rotazione tv) per ricordare l’appuntamento coi nuovi episodi inediti. Nel cast, oltre all’attore inglese, troviamo Sean Bean nei panni di Jacopo de Pazzi, Raul Bova in quelli di papa Sisto IV. Alessandra Mastronardi è Lucrezia Donati (amante di Lorenzo). E ancora, Bradley James (Giuliano de’ Medici), Sarah Parish (Lucrezia), Synnove Karlsen (Clarice), Julian Sands (Piero de’ Medici) e Sebastian de Souza (Sandro Botticelli). E poi Filippo Nigro, Aurora Ruffino, Matteo Martari, Alessio Vassallo, Alan Cappelli Goetz.  Il secondo capitolo arriva forte del successo internazionale del primo che vedeva nel cast due divi internazionali come Richard Madden e Dustin Hoffman e che in Italia ha portato a casa una media di spettatori sempre superiore ai 7 milioni a puntata e con il 27.7% di share.
Siamo nel 1470, vent’anni dopo i fatti raccontati nella prima stagione, Piero e Lucrezia sono a capo della famiglia. Il potere dei Medici si è consolidato nel tempo, ma un attentato alla vita di Piero porta alla luce anni di cattiva gestione bancaria e il suo primogenito, Lorenzo, è chiamato a prendere il posto di suo padre prima del previsto. Nonostante abbia da tempo una relazione con una donna sposata, Lucrezia Donati, Lorenzo accetterà le nozze con una nobile romana, Clarice Orsini, ma il rapporto con lei lo metterà di fronte a delle scelte. In veste di nuovo capo famiglia, avrà di fatto tra le mani anche il destino del fratello Giuliano e della sorella Bianca, mentre l’amicizia con Sandro Botticelli darà vita ad alcuni dei più grandi capolavori del Rinascimento. Il suo sogno di una Firenze pacificata e culturalmente viva verrà messo a dura prova dai venti di guerra che lo opporranno a Papa Sisto IV, che porteranno Firenze ad uno dei momenti più sanguinosi della sua storia: la congiura dei Pazzi.    La data di messa in onda sarebbe stata fissata per martedì 2 ottobre 2018 su Rai1, salvo cambiamenti all’interno dei palinsesti. Le successive puntate andranno in onda ogni martedì del mese di ottobre e quindi il 9, il 16 e il 23. Ma non è tutto, essendo la serie già stata venduta ad una ottantina di paesi, sarebbero imminenti nei prossimi mesi le riprese del terzo capitolo.

– TORINO, 20 LUG – Ennesimo ribaltone nell’organizzazione del Salone del Libro di Torino. La Città di Torino, che nelle scorse settimane aveva fatto un passo indietro, ha deciso di aderire alla Fondazione Circolo dei Lettori, l’ente deputato a gestire le prossime edizioni della buchmesse.
“Una scelta – spiega l’assessora alla Cultura, Francesca Paola Leon – che ci consente di continuare a lavorare congiuntamente, in modo più efficace e coordinato, con la Regione Piemonte, fino ad oggi socio unico della Fondazione Circolo dei Lettori, all’organizzazione delle prossime edizioni dell’annuale appuntamento con l’editoria italiana e internazionale”.
Per mantenere immutato il valore acquisito negli ultimi anni dalla manifestazione, secondo Leon, serve “una organizzazione stabile e condivisa dagli enti promotori, in grado di coinvolgere tutta la filiera che ruota intorno al libro e alla promozione della lettura”L’ingresso della Città nella Fondazione Circolo dei Lettori – fa sapere ancora la nota del Comune – permetterà anche di integrare le attività di promozione della lettura condotte dall’Amministrazione comunale tramite il sistema bibliotecario e i partner con cui abitualmente lavora. Un percorso, quello individuato dal Comune di Torino, che dovrà ora essere oggetto di “un protocollo di intesa tra Regione Piemonte, Comune di Torino e Circolo dei Lettori, che indichi la decisione di organizzare la manifestazione in capo al Circolo e le tappe per giungere all’adesione della Città in qualità di socio alla Fondazione Circolo. Lo stesso protocollo definirà le risorse che verranno stanziate nel prossimo triennio da Città di Torino e Regione Piemonte”..(
– VENEZIA, 20 LUG – Il teatro “è una casa molto aperta”, un mondo in continua trasformazione, che invita ad accogliere i mutamenti, “il dolore del mutamento”. Una realtà che da oggi fino al 5 agosto, a Venezia, per il Festival promosso dalla Biennale e diretto da Antonio Latella, si interroga su “Attore/Performer”, sui “confini” dei due ruoli, sulla possibilità stessa che una distinzione abbia ancora un senso. Un tema che più che offrire risposte accende domande. “Forse – dice Latella -, proprio mentre si fatica a comprendere perché, ad esempio, uno spettacolo di teatro-danza non sia invece definito spettacolo teatrale o viceversa, dove all’interno di uno spettacolo che potremmo definire ‘di prosa’ vediamo all’opera dei performer, credo che il punto di discussione possa essere circoscritto a due fattori-vettori del palcoscenico, l’attore e il performer, in particolare dove si trova e soprattutto se esiste ancora la distinzione tra performer e attore”. Il regista chiamato al “secondo” dei quattro capitoli pensati per la sua direzione sulle problematiche del teatro contemporaneo – come ha detto il presidente della Biennale Paolo Baratta – non crede che al termine del Festival usciranno risposte certe ma pensa che sarebbe bello che alla fine emergesse che la forza del teatro, come delle altre arti, è quando c’è unione e non separazione. Una linea in controtendenza rispetto a una società – come ricorda il regista – che sta andando “verso chiusure e fa di tutto per farci credere che le vogliamo. Ma non è così”. Il teatro “serve a dilatare lo sguardo – dice Baratta – ad espandere la realtà”; anzi, paradosso dei paradossi, aggiunge, serve a meglio vedere, proprio attraverso l’artificio, la complessa realtà della condizione umana. Una risposta, intanto, sul dilemma/confronto “Attore/Performer” arriva dal Leone d’oro alla carriera assegnato alla coppia formata da Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Nella motivazione, è ricordato, tra l’altro, che Rezza “fonde totalmente, in un solo corpo, le due distinzioni di attore e performer, distinzioni che grazie a lui perdono ogni barriera”. Leone d’argento invece alla compagnia “Anagoor”, il cui lavoro “mai privo di una potenza estetica, riesce ad avere una funzione divulgativa rispetto a grandi tematiche”. Fino al 5 agosto, gli artisti invitati parteciperanno al Festival con più di uno spettacolo: 31 sono i titoli rappresentati per un totale di 48 repliche; 20 sono le novità, di cui 6 in prima assoluta. Tra i protagonisti, Clement Layes, Gisèle Vienne, Simone Aughterlony, Thomas Luz, Davy Pieters, Vincent Thomasset, Jakop Ahlbom, Giuseppe Stellato, Kronoteatro. Il Festival vedrà inoltre il debutto di Spettri, secondo la rilettura di Leonardo Lidi, vincitore del primo bando dedicato ai registi italiani under 30 di Biennale College – Teatro. Il bando, per volontà di Latella, ha attribuito una menzione speciale a Fabio Condemi, che sarà al Festival con Jakob Von Gunten, ispirato dall’omonimo romanzo-diario di Robert Walser. Baratta, in sede di apertura, ha ricordato inoltre gli incontri con gli artisti e le iniziative di Biennale College – Teatro. Si rinnova, poi, la “summer school” di Biennale College: “il tema proposto quest’anno ai Maestri di Biennale College – ha detto Latella – è quello del bacio”.

– ROMA, 20 LUG – Dopo “Dublino”, dal 21 luglio è “Tangos e Mangos” il nuovo brano di Luigi “Grechi” De Gregori disponibile sul suo sito web rinnovato e aggiornato: http://www.luigigrechi.it.
Demenziale, divertente, dal ritmo ballabile e scritto in spagnolo maccheronico, “Tangos e Mangos” per un mese potrà essere ascoltato sul sito web dell’artista e da venerdì 27 luglio il brano sarà in rotazione radiofonica. “Qualche volta – afferma Luigi Grechi – bisogna staccare la spina e dimenticare per un attimo pensieri più seriosi: in fondo è a questo che servono le vacanze! Per cui, buone vacanze a tutti al ritmo di “Tangos e Mangos”!”.
– RIMINI, 20 LUG – Un incontro tra Don Camillo e Diabolik a Rimini; un ‘Grand Hotel’ di felliniana memoria ma spaziale per Martin Mystere e i segreti dello stabilimento balneare ‘Kursaal’, abbattuto 70 anni fa nella città adriatica, in ‘The Cannibal Family’. Hanno un forte accento romagnolo, gli Albi speciali di Cartoon Club e Riminicomix editi in occasione della 34/a edizione di Cartoon Club-Festival internazionale del cinema d’animazione, del fumetto e dei Games e della 22/a edizione della mostra mercato del fumetto Riminicomix, in programma fino a domenica sulle rive dell’Adriatico.
Gli Albi sono stati presentati ufficialmente alla kermesse in corso nella città romagnola. In particolare in ‘Un notturno che non fa dormire’ Don Camillo incontra Diabolik sulle spiagge di Rimini nella trasposizione di un’opera di Guareschi pubblicata nel 1966 mentre l”Hotel ai confini della galassia’ è il titolo dell’avventura di Martin Mystere: la struttura al centro del racconto rimanda al Grand Hotel di Rimini celebrato da Fellini.

– Irama, il vincitore di Amici 2018, svetta ancora su una classifica degli album più venduti, stilata da Fimi-Gfk, che parla soprattutto il linguaggio del rap. Debutta in seconda posizione Rkomi con Ossigeno; chiude il podio, in risalita di tre scalini, Capo Plaza con il suo 20. Scala quattro posti ed è quarto Carl Brave con Notti brave, seguito da un altro rapper, Drefgold, con l’album Kanaglia, in discesa dalla seconda posizione. Poi Gemitaiz con Davide, Biondo con Dejavu (sempre dalla scuderia di Amici), Luchè con Potere, Sfera Ebbasta con Rockstar. Chiude in decima posizione (era terza la scorsa settimana) Emma Muscat, la giovane maltese uscita dai banchi della scuola di Canale 5, con il disco Moments. Tra i singoli rimane al primo posto il tormentone estivo Amore e Capoeira della coppia d’oro Takagi & Ketra con Giusy Ferreri & Sean Kingston e spunta in quarta posizione Fabio Rovazzi con il nuovo brano Faccio quello che voglio. Rivoluzione tra i vinili: in testa debutta Tedua con Mowgli il libro della giungla, seguito da ? di XXXTentacion, astro nascente del nuovo rap Usa ucciso in Florida a 20 anni, un mese fa. Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 13 al 19 luglio 2018:1) PLUME, IRAMA (WARNER BROS.-WMI)2) OSSIGENO, RKOMI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) 20, CAPO PLAZA (PLAZA MUSIC/STO RECORDS/ATLANTIC-WMI)è4) NOTTI BRAVE, CARL BRAVE (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)5) KANAGLIA, DREFGOLD (BHMG-UNIVERSAL MUSIC)6) DAVIDE, GEMITAIZ (TANTA ROBA-UNIVERSAL MUSIC)7) DEJAVU, BIONDO (COLUMBIA-SONY)8) POTERE, LUCHE’ (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)9) ROCKSTAR, SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS-UNIVERSAL MUSIC)10)MOMENTS, EMMA MUSCAT (WARNER BROS-WMI)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) AMORE E CAPOEIRA, TAKAGI & KETRA FEAT. GIUSY FERRERI & SEAN KINGSTON (COLUMBIA-SME)2) DA ZERO A CENTO, BABY K (COLUMBIA-SME)3) NERA, IRAMA (WARNER BROS.-WMI)4) FACCIO QUELLO CHE VOGLIO, FABIO ROVAZZI (UNIVERSAL MUSIC-UNI)5) FELICITA’ PUTTANA, THEGIORNALISTI (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)Infine, la classifica dei vinili:1) MOWGLI IL DISCO DELLA GIUNGLA, TEDUA (EPIC-SONY)2) ?, XXXTENTACION (BAD VIBES FOREVER/CAROLINE-UNIVERSAL MUSIC)3) APPETITE FOR DESTRUCTION, GUNS’N’ROSES (GEFFEN RECORDS-UNIVERSAL MUSIC)4) IL TEMPO CREA EROI, VASCO ROSSI (RCA RECORDS LABEL-SONY)5) LEGEND, BOB MARLEY AND THE WAILER (PARLOPHONE-WMI)

Liam Gallagher torna ad allungare la mano verso il fratello separato Noel e rilancia pubblicamente l’idea di riunire gli Oasis dopo quasi dieci anni. Ma il suo tweet per ora resta senza risposta.
“C’mon, rimettiamo insieme la Grande O”, scrive Liam, evocando la band capace un tempo di spopolare nel mondo. Il messaggio è accompagnato da qualche scampolo di linguaggio da trivio, ma anche dall’assicurazione di aver “perdonato” Noel per i pesanti scontri del passato.
Il fratello, peraltro, non ha finora mostrato alcun segno di disponibilità. Toccando per l’ultima volta l’argomento a novembre, in un’intervista alla Bbc, aveva anzi detto seccamente di non essere interessato a un reunion. Anche se Liam insiste a non voler considerare quelle parole come un ‘no’ definitivo.
I due Gallagher si separarono malamente nel 2009, al culmine di un conflitto segnato da episodi plateali come il lancio di una prugna da parte di Liam sulla testa di Noel.
– “Basta con lo sdoganamento senza fine del fascismo e persino del nazismo, basta odio e violenza”. A qualche giorno dalla lettera di minacce filonaziste recapitata ad Adachiara Zevi per denigrare la sua associazione Arte in Memoria, decine e decine di giornalisti e intellettuali, da Lucia Annunziata a Cristina Comencini, da Pier Luigi Padoan a Luigi Manconi, da Roberto Saviano a Serena Dandini, hanno firmato un appello lanciato da Anna Foa per esprimere “sdegno e solidarietà” e chiedere che gli autori del gesto “siano individuati e processati senza indugio”. “Vogliamo affermare forte, di fronte a chi lo denigra sistematicamente, il valore della cultura, dello studio, del rigore intellettuale”, scrivono. Tra le tantissime firme anche quelle di Carlo Ginzburg, Salvatore Settis, Mario Martone, Giovanna Melandri, Gad Lerner, Gianni Amelio.
– PAVIA, 20 LUG – Ornella Vanoni si è esibita dal vivo nel tardo pomeriggio di oggi per i pazienti della clinica Maugeri di Pavia, nell’ambito delle iniziative di “MaugerinArte”. Un gesto di generosità e di attenzione per i pazienti, ma anche per dire grazie. La nota cantante italiana ha cantato, all’interno dell’aula Salvatore Maugeri, accompagnata solo dal pianoforte: tra i brani eseguiti ‘Senza fine’ e ‘Il cielo in una stanza’. “Sono qui perché anch’io devo curarmi e fare i conti con il dolore – ha detto Ornella Vanoni -. Sono qui perché penso che la musica sia una terapia fondamentale sia per chi come me la fa, sia per chi l’ascolta. La musica è vita”. Ornella Vanoni è stata curata in passato dal professor Cesare Bonezzi dell’unità di Terapia del Dolore della Maugeri: “Ho particolarmente apprezzato le terapie, i risultati e la gentilezza del personale – ha detto la cantante, che ha 83 anni -. Per ringraziare tutti ho voluto organizzare questo momento musicale, e anche per esprimere la mia vicinanza ai pazienti”.
– ISCHIA (NAPOLI), 20 LUG – “Sancho Panza sono io e questo film è Don Chisciotte. Sono felice di aver girato il primo western della mia vita” . Terry Gilliam, festeggiatissimo a Ischia Global Film & Music festival, dove ha presentato con successo in anteprima italiana di The Man Who Killed Don Quixote (nelle sale in autunno con M2 pictures), ha una teoria e la esprime con la soddisfazione di chi ha finalmente realizzato il suo sogno.
“Questo film non l’ho fatto io, si è fatto dal solo”, racconta riferendosi ai 29 anni trascorsi a partire dall’ideazione. “Credo sia un film migliore di quello che poteva essere fatto in precedenza -sottolinea il visionario regista che da quelle esperienze trasse ‘Lost in La Mancha’- ciò che di bello e di disastroso è accaduto in questi anni ha contribuito al risultato finale e soprattutto a far nascere un cast perfetto”, dice sottolineando il gran lavoro di Adam Driver e Jonathan Pryce.
Domande dei ragazzi, provenienti da tutto il mondo, rotte dell’emozione tanto da arrivare anche fino alle lacrime. Sono state fra le reazioni suscitate da Andrea Bocelli nell’incontro di cui è stato protagonista nella prima giornata della 48/a edizione del Giffoni Film festival, dove ha ricevuto il premio Truffaut (sul palco con lui anche la moglie e la figlia). “Vi parlo come faccio con i miei figli – ha detto il tenore – dopo aver risposto per oltre un’ora alle domande della platea composta in gran parte da under 20 -. Non perdete mai l’ottimismo, la speranza, e non date retta a chi ogni giorno lancia allarmi. Oggi le notizie rimbalzano in cinque minuti, ma il mondo non è fatto solo di tragedie. Succede anche tanto di bello, ma di quello nessuno parla. Bisogna guardare con positività al futuro, non si può buttare via la vita col pessimismo”. Bocelli si è detto d’accordo con le parole di Truffaut, ospite di Giffoni nel 1982, quando definì questo “il più necessario dei festival”: “Qui si esortano i ragazzi a pensare e il pensiero sta alla base dell’azione. Invece nel mondo oggi c’è una tendenza a spingere i giovani verso cose che non li facciano pensare o agire. Ribellatevi a tutto questo, pensate con la vostra testa e siate curiosi verso gli altri”. Il tenore sarà protagonista l’8 settembre all’Arena di Verona di “La Notte Di Andrea Bocelli”, serata benefica condotta da Milly Carlucci e ripresa dalla Rai per una successiva messa in onda, cui parteciperanno, fra gli altri, Carla Fracci, Isabel Leonard, Aida Garifullina, Leo Nucci, Sergei Polunin, Smokey Robinson e Kristin Chenoweth. Il linguaggio universale della musica e dell’arte in generale, ma anche l’importanza di tenere, in ogni circostanza, i piedi per terra (” per me l’umiltà è la conditio sine qua non. Non ci sono ragioni al mondo che giustifichino essere presuntuosi”) sono stati fra i temi ricorrenti nella conversazione. “L’Opera per me è il paradiso della musica. C’è dentro un valore, che può essere apprezzato anche dai ragazzi, divertendosi. Per amarla bisogna andare a sentirla dov’è di casa, a teatro, e ci si può andare così come si è, senza vestirsi eleganti, sperando però di trovare un buon cast. E’ un po’ come con il calcio: se giocano Brasile e Germania ti diverti, se giocano degli amatori un po’ meno”. Bocelli ama molto anche le sue collaborazioni, comprese quelle con i divi pop, da Ariana Grande a Ed Sheeran: “Mi danno la possibilità di ascoltare senza filtri questi grandi artisti. Ed Sheeran, per esempio, per convincermi a cantare il suo brano è venuto a casa mia e l’ha cantato così semplicemente, davanti anche ai miei figli, ovviamente felicissimi”. Il tenore non sente il ‘peso’ di rappresentare l’Italia all’estero: “Non ci penso perché mi reputo ancora lo stesso cantante di provincia di quando ho iniziato”. E lo stupore è autentico quando prima di rispondere a un suo giovane fan pakistano, gli chiede: “Ma davvero sono conosciuto anche in Pakistan?”

“Il cinema, è finito”: lo dice dopo mezzo secolo di carriera, l’attore Jean-Louis Trintignant, monumento del cinema francese nonché protagonista di tanti capolavori italiani, intervistato oggi da Nice-Matin. L’attore, 87 anni, è malato di cancro e racconta di aver appena rifiutato l’offerta di un film arrivata dal regista Bruno Dumont: “Era interessante, ma avevo paura di non farcela fisicamente”. Quanto alle cure per la sua malattia: “Non mi batto più, non faccio neppure la chemio, lascio fare”

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