Ultimo aggiornamento 25 Luglio, 2018, 20:08:38 di Maurizio Barra
DALLE 10:10 ALLE 20:08
DI MERCOLEDì 25 LUGLIO 2018
ATENE, 25 LUG – E’ salito a 79 vittime il bilancio ufficiale degli incendi in Grecia, mentre squadre di soccorso sono ancora in cerca di alcune persone disperse. Lo fa sapere il Comando dei Vigili del Fuoco greci. La portavoce Stavroula Malliri ha precisato che centinaia di soccorritori continuano a cercare nelle aree attorno ad Atene più colpite dal fuoco. Un padre ha chiesto aiuto per localizzare le sue due figlie gemelle viste in un filmato tv scendere a Rafina da una barca che aveva soccorso delle persone su una spiaggia.
– BERLINO, 25 LUG – Dopo la chiusura del procedimento per l’estradizione, il leader separatista catalano, Carles Puidgemont, lascerà la Germania il prossimo weekend per tornare in Belgio. Lo ha annunciato lui stesso nel corso di una conferenza stampa a Berlino.
– L’Isis ha rivendicato l’attacco suicida di questa mattina davanti a un seggio elettorale di Quetta, in Pakistan. Lo riporta al Arabiya.
Quasi mille migranti, 972 persone, sono stati soccorsi al largo delle coste spagnole nelle ultime 24 ore. Lo riporta il quotidiano El Pais, e la stampa locale andalusa parla di municipi “al collasso”.
Nella provincia di Cadice sono stati istituiti tre centri di accoglienza all’interno di strutture sportive, in attesa che il ministero dell’Interno termini un macrocentro di permanenza temporanea. Algeciras già ospitava 300 persone, e altrettanti Cadice e Jerez. Triplicati i soccorsi nello stretto di Gibilterra.
Allerta per il caldo e lo smog a Parigi. Temperature tra i 32 e i 34 gradi sono attese oggi pomeriggio nell’Ile-de-France, la regione della capitale. Un nuovo picco è atteso per venerdì. La “canicule”, come chiamano in Francia gli episodi di forte caldo, “crescerà fino a venerdì”, avverte Météo France, evocando “temperature tra i 34 e i 37 gradi”. “Anche le notti saranno sempre più calde”, precisa l’organismo, aggiungendo che il calo delle temperature non arriverà prima del week-end, con l’arrivo delle piogge. Spazi comunali in cui andare a rinfrescarsi saranno aperti dalle ore 14 alle 18 in alcune zone della capitale.
– PARIGI, 25 LUG – All’indomani del ‘mea culpa’ a sorpresa del presidente Emmanuel Macron, continuano le audizioni presso le due commissioni d’inchiesta dell’Assemblea Nazionale e del Senato sul caso Benalla. Tra gli altri, testimoniano oggi in parlamento i direttori della Gendarmerie Nationale e della Police Nationale, Richard Lizurey e Éric Morvan e i responsabili dei servizi di sicurezza dell’ELiseo, comandante Éric Bio-Farina e colonnello Lionel Lavergne. Ieri sera, rivolgenodosi si deputati della maggioranza (Lrem) durante un cocktail a Parigi, Macron si è addossato tutte le responsabilità dicendo di essersi sentito “tradito” dal suo fidato ‘Mr-Security”, anche se – ha detto ironicamente ai suoi – “non è mai stato il mio amante” e “non ha mai detenuto i codici nucleari”. Un modo di smentire con il sorriso altrettante ‘fake news’ che circolavano sul web.
– GAZA, 25 LUG – Ha destato orrore a Gaza il tentato suicidio di un venditore ambulante, giunto alla disperazione dopo che agenti di polizia gli avevano intimato di spostare la sua bancarella che ”intralciava il traffico”.
L’uomo – Ahmed Abu Tahun, 32 anni, padre di 5 figli, originario di Jabalya – si è cosparso di benzina e si è dato fuoco.
Passanti inorriditi si sono subito prodigati a spegnere le fiamme e l’uomo è stato ricoverato con gravi ustioni in un ospedale cittadino.
Giornata di tensione oggi a Gaza, in seguito al licenziamento da parte dell’Unrwa – l’agenzia dell’Onu per i profughi palestinesi – di mille dipendenti temporanei. Con la distribuzione stamane delle lettere di licenziamento, riferiscono fonti locali, una manifestazione di protesta ha subito avuto luogo di fronte all’Ufficio centrale dell’Unrwa a Gaza City. Due giorni fa il suo direttore era stato costretto a barricarsi nell’ufficio per 14 ore, mentre in strada la polizia tratteneva a stento i dimostranti. La decisione dell’ Unrwa è una conseguenza diretta del taglio da parte degli Usa di aiuti finanziari e anche dal mancato arrivo di altri aiuti promessi da Paesi terzi.
– Il parco nazionale di Yosemite, in California, ha chiuso parzialmente al pubblico per via della cattiva qualità dell’aria causata dal fumo degli incendi che continuano ad ardere nei dintorni dell’area protetta, alimentati da siccità e alte temperature.
Funzionari del National Park Service, l’agenzia federale che gestisce i parchi, hanno annunciato la chiusura di alcune attrazioni dell’area verde, come la Yosemite Valley e l’area di Wawona, finché la qualità dell’aria non migliorerà. La decisione è motivata con la necessità di tutelare lavoratori e visitatori.
Lo stop arriva nel periodo più turistico. Negli anni scorsi, il parco di Yosemite ha fatto registrare a 600mila visitatori nel solo mese di luglio. “Abbiamo migliaia di visitatori al giorno, le persone arrivano da tutto il mondo”, ha detto Ginnie Day del dipartimento per la Salute pubblica della contea di Mariposa al Guardian.
– BERLINO, 25 LUG – “Sono scettico su come potrebbero funzionare questi centri in Nordafrica”: lo ha detto il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, a proposito della discussione sull’istituzione di centri di raccolta per migranti sulle coste nordafricane del Mediterraneo, oggi in un’intervista a WAZ, quotidiano della Funke Mediengruppe. “I governi nordafricani respingono finora la richiesta” di accogliere centri per migranti nei loro Paesi e “vedo molti problemi pratici” in questa soluzione, ha continuato Maas. Inoltre “è irrealistico che vadano nei centri proprio quelle persone che sanno che le loro possibilità di un’accoglienza legale nella Ue è quasi pari a zero”, ha proseguito Maas. “Queste persone cercherebbero nuove vie illegali per l’Europa”.
– ATENE, 25 LUG – Oltre 280 persone, tra vigili del fuoco e volontari, stanno ancora operando nella zona a nordovest di Atene per spegnere gli ultimi focolai ed evitare possibili riaccensioni. Altri 200 stanno mettendo in sicurezza l’altra zona più colpita dai roghi, a ovest della capitale, dove le autorità locali hanno evacuato nella notte tre insediamenti abitativi.
– ISTANBUL, 25 LUG – Recep Tayyip Erdogan discuterà domani della situazione in Siria con Vladimir Putin a margine del summit dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) a Johannesburg, dove il presidente turco sarà presente per un primo contatto di alto livello. “La situazione in Siria, che sia a Tal Rifat o a Manbij, non sta andando come speravamo. Gli unici posti dove le cose stanno andando nella direzione auspicata sono Afrin, Jarablus e Al Bab”, cioè le zone dove l’esercito turco ha compiuto le sue operazioni militari, ha spiegato stamani Erdogan prima di imbarcarsi per il Sudafrica.
Tra le questioni che verranno affrontate, ha aggiunto, ci saranno anche gli sviluppi a Idlib e Daraa.
– ISTANBUL, 25 LUG – La Turchia non intende adeguarsi alle sanzioni Usa contro l’Iran. Lo ha ribadito stamani il presidente Recep Tayyip Erdogan, spiegando che sarebbe contro gli interessi nazionali di Ankara tagliare i rapporti con “un vicino e partner strategico” solo perché lo chiedono gli Stati Uniti. In caso di interruzione degli scambi con l’Iran, ha chiesto Erdogan, “chi riscalderà il mio Paese durante l’inverno?”. Nei primi 4 mesi dell’anno, Ankara ha acquistato da Teheran il 55% del suo petrolio greggio, pari a quasi un terzo delle sue importazioni energetiche complessive.
– NEW YORK, 25 LUG – “Ho un’idea per l’Unione Europea”: “gli Stati Uniti e l’Ue dovrebbero abbattere tutti i dazi, le barriere e i sussidi!. Questo finalmente sarebbe il libero mercato e un commercio equo. Mi auguro che lo facciano, noi siamo pronti, ma non lo faranno”. Questo uno degli ultimi tweet del presidente americano Donald Trump.
– BRUXELLES, 25 LUG – “I nostri pensieri vanno alla Grecia, oggi e domani le nostre bandiere saranno a mezz’asta per ricordare le vittime degli incendi. Lo ha detto un portavoce della Commissione europea precisando che il commissario Stylianides è ad Atene per coordinare i meccanismi di assistenza offerti alla Grecia e oggi incontrerà le autorità”. Il portavoce ha poi aggiunto che “l’Italia e la Romania hanno offerto degli aerei alla Grecia” per fronteggiare l’emergenza incendi.
– ISLAMABAD, 25 LUG – E’ aumentato ad almeno 31 il bilancio delle vittime dell’attacco di questa mattina davanti a un seggio elettorale di Quetta, nel sudovest del Pakistan.
Nell’attacco, secondo fonti ospedaliere, sono rimaste ferite anche 35 persone, alcune in modo grave.
Un testimone che stava aspettando il suo turno per votare, Abdul Haleem, ha raccontato di avere visto una motocicletta avvicinarsi alla folla in attesa davanti al seggio pochi secondi prima dell’esplosione.
– TEL AVIV, 25 LUG – Alti funzionari russi hanno protestato ieri con i loro omologhi israeliani per l’abbattimento sopra al Golan di un Sukhoi dell’aviazione militare siriana. Lo riferisce con grande evidenza il quotidiano Maariv secondo cui i funzionari russi hanno osservato che l’aereo non aveva compiuto ”provocazioni” e dunque occorreva consentirgli di proseguire il volo. Il giornale precisa che da parte israeliana sono stati inoltrati a Mosca dettagli visivi che confermavano che era penetrato nello spazio aereo di Israele di due chilometri. Secondo Maariv, ”l’incidente è ora chiuso”.
– PARIGI, 25 LUG – Ancora problemi nel cantiere dell’Epr di Flamanville, la centrale nucleare di ultima generazione in costruzione nel nord della Francia. Il cantiere è stato rinviato di un anno e il costo aumenta di altri 400 milioni di euro raggiungendo una spesa totale di 10,9 miliardi di euro. Dinanzi a problemi strutturali e di sicurezza, il colosso energetico EDF è costretto a rifare le saldature di una parte del reattore atomico e di rinviare di altri 12 mesi l’inaugurazione.
– BUDAPEST, 25 LUG – L’Ungheria ha abbandonato il Patto sull’immigrazione delle Nazioni unite. Lo ha annunciato il ministro degli esteri Peter Szijjarto in una conferenza stampa.
“La nostra posizione è incompatibile con il pensiero dell’Onu sulla questione. L’Onu pensa che la migrazione sia una cosa da incoraggiare in vari modi, ed è un diritto fondamentale, mentre secondo l’Ungheria è una minaccia per il mondo e per l’Europa in speciale”, ha detto. Il ministro ha confermato che l’Ungheria si ritirerà dalle trattative sul patto per l’immigrazione e voterà contro, se l’assemblea dell’Onu lo mette in votazione. “E una cosa innaturale di aiutare il ricambio delle popolazioni fra continenti, l’Onu dovrebbe invece favorire la cessazione delle migrazioni, e non concentrarsi solo sui diritti dei migranti”, ha detto ancora.
– Una studentessa attivista per i diritti umani svedese, Elin Ersson, é riuscita ad evitare che un richiedente asilo afghano fosse rimpatriato bloccando l’aereo nell’aeroporto di Goteborg sul quale l’uomo era stato imbarcato per essere accompagnato in Turchia prima di essere riportato in patria. La giovane, riportano oggi i media britannici, ha acquistato un biglietto per lo stesso volo quando ha saputo, insieme ad altri attivisti, del previsto rimpatrio. Non appena é salita sul velivolo, ha iniziato uno streaming dal vivo sulla sua pagina Facebook, chiedendo al comandante dell’aereo di intervenire per salvare la vita dell’afghano, che secondo lei sarebbe stato ucciso se fosse stato rimpatriato. Il video, che é già stato visto circa due milioni di volte, documenta il confronto tra la ragazza e il personale di bordo e alcuni passeggeri che le chiedevano di interrompere la protesta e lasciar partire l’aereo. Alla fine l’afghano viene scortato fuori dal velivolo con l’attivista tra gli applausi dei passeggeri.
– BRUXELLES, 25 LUG – “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’epidemia del virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) è finita. E’ un’ottima notizia”. Così il Commissario europeo agli Aiuti umanitari Christos Stylianides che ha rivolto poi un “pensiero alle vittime e ai coraggiosi operatori sanitari che hanno combattuto in prima linea”. Il Commissario ha ricordato che sin dalle primissime fasi dell’epidemia, “l’Ue è stata in prima linea negli sforzi per curare le persone colpite e contenere il virus” e ha “lavorato a stretto contatto con l’Oms, le autorità congolesi e le organizzazioni internazionali”. Inoltre “attraverso il nostro meccanismo di protezione civile, abbiamo anche fornito attrezzature mediche, mentre il nostro sistema di mappatura satellitare Copernicus ha prodotto mappe delle aree colpite”. In aggiunta Stylianides ha reso noto che “nuovi vaccini, usati nella Rdc contro l’Ebola, sono stati sviluppati con l’aiuto di borse di ricerca dell’Ue” e ha invitato poi a restare vigili”.
– BRUXELLES, 25 LUG – Un palestinese che beneficia dello status di rifugiato presso l’Unrwa non può ottenere lo status di rifugiato nell’Unione europea finché gode di protezione o assistenza effettiva di tale organismo delle Nazioni Unite. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea in riferimento a una richiedente asilo che ha abbandonato la Striscia di Gaza. La Corte ha precisato anche i criteri specifici per il trattamento di domande d’asilo presentate dai palestinesi. La sentenza odierna si riferisce al caso di Serin Alheto, una palestinese residente nella Striscia di Gaza che dopo avere soggiornato brevemente in Giordania si era recata in Bulgaria dove aveva presentato una domanda d’asilo e di protezione sussidiaria. La domanda era stata respinta dalle autorità amministrative bulgare e Alheto aveva presentato ricorso al Tribunale amministrativo di Sofia.
– SKOPJE, 25 LUG – La Macedonia ha avviato i colloqui di adesione alla Nato dopo aver ricevuto un appello per il vertice dell’Alleanza a Bruxelles il 12 luglio. Una delegazione della Nato guidata dal direttore degli Affari europei e globali James McKee è arrivata oggi a Skopje per discutere con le istituzioni macedoni questioni politiche, di sicurezza, di difesa, finanziarie e politiche nei negoziati di adesione.
In una conferenza stampa McKee ha detto di attendersi che la Macedonia diventerà membro della Nato entro circa un anno e mezzo. L’adesione della Macedonia alla Nato è condizionata dalla piena attuazione del trattato con la Grecia, con la quale è previsto che si debba organizzare un referendum e attuare un cambiamento costituzionale in modo che entro la fine dell’anno lo Stato cambi il suo nome in Macedonia settentrionale.
– SARAJEVO, 25 LUG – La Bosnia-Erzegovina intende schierare i militari ai confini per bloccare il flusso di migranti in marcia lungo la rotta balcanica: lo ha dichiarato il ministro dell’Interno bosniaco, Dragan Mektic, che ha aggiunto che il suo governo impedirà alla Bosnia di diventare il ‘hot spot’, dove si ammassano migliaia di migranti diretti in Europa occidentale che non riescono a passare per altri confini, chiusi al transito.
Il ministro ha detto anche che per schierare le truppe occorre una modifica alle leggi sulla difesa di Sarajevo e ha dichiarato che “l’Europa ha fallito il suo test sulla sicurezza”, perché i movimenti dei migranti sono in larga parte controllati dalla criminalità organizzata e non dalle istituzioni ufficiali.
– BRUXELLES, 25 LUG – La Commissione europea ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti del valore di 400 milioni di euro per l’istruzione ai rifugiati siriani in Turchia. Si tratta della prima azione adottata dopo l’accordo fra gli Stati membri dell’Ue per finanziare ulteriori 3 miliardi di euro per i rifugiati in Turchia. I 400 milioni di euro verranno dati sotto forma di sovvenzione diretta al ministero della pubblica istruzione turco. Il finanziamento servirà a completare il progetto in corso sull’assistenza educativa che terminerà ad ottobre 2018. “Con l’approvazione della seconda tranche di finanziamenti da parte degli Stati membri dell’Ue, continuiamo a rispettare il nostro impegno a sostenere i rifugiati siriani e le comunità di accoglienza in Turchia – ha affermato il Commissario Ue per il vicinato Johannes Hahn -. L’approvazione di questo nuovo pacchetto di assistenza ne è la prova, consentendo il proseguimento senza intoppi del nostro supporto nell’affrontare le esigenze di studenti e insegnanti”.
– “Il governo ritiene che vadano sempre rispettate le regole del diritto internazionale” e “l’Italia non ha riconosciuto le autorità regionali designate nel marzo 2014”, aderendo alle sanzioni in accordo con quanto stabilito dall’Ue.
Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi rispondendo al question time alla Camera a una domanda di Laura Boldrini sulla posizione del ministro Matteo Salvini che ha difeso la legittimità del discusso referendum sull’annessione russa della Crimea.
– BEIRUT, 25 LUG – L’Isis ha rivendicato la paternità degli attacchi nella provincia di Sweida, nel sud della Siria.
Il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime è intanto salito a 90 morti, secondo fonti mediche siriane secondo cui i feriti negli attentati kamikaze e nelle conseguenti sparatorie con e le forze filogovernative sono almeno 80. Parte delle vittime sarebbero terroristi dell’ex cosiddetto Stato Islamico, uccisi nei conflitti a fuoco. L’Isis afferma che i morti sono almeno 100.
– L’Isis rivendica l’attacco di Toronto avvenuto domenica sera, quando un uomo ha sparato in strada uccidendo una bambina di 10 anni e una ragazza di 18 per poi essere a sua volta ucciso in uno scambio a fuoco con la polizia.
L’agenzia di propaganda Amaq, riferisce il Site, parla del killer come di “un soldato dello Stato islamico che ha compiuto l’attacco rispondendo agli appelli a colpire i cittadini dei Paesi della coalizione” che combattono l’Isis. L’uomo si chiamava Faisal Hussain e aveva 29 anni.
– E’ salito ad almeno 150 morti il bilancio, provvisorio degli attacchi terroristici rivendicati dall’Isis e delle conseguenti sparatorie della città di Sweida di alcuni villaggi dell’omonima provincia del sud della Siria, dove i terroristi avrebbero preso dei civili in ostaggio. E’ quanto rivela, citata da media internazionali, l’ong Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus). I feriti, secondo l’ong, sono almeno 78. Il governatore della provincia ha detto che a Sweida “è tornata la calma”.
– BRUXELLES, 25 LUG – L’Unione Europea si dice pronta a introdurre dazi, per un valore di 20 miliardi di dollari, sulle merci degli Stati Uniti nel caso in cui Donald Trump facesse scattare i dazi sulle auto prodotte in Europa. Lo ha affermato la Commissaria Ue al Commercio Cecilia Malmstroem al quotidiano svedese Dagens Nyheter, augurandosi però di non arrivare “a questo punto”. Malmstrom è negli Usa dove accompagna il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che oggi incontra il presidente Usa Donald Trump.
