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MONDO: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Yemen: Hrw accusa sauditi, 50 stragi Dopo raid contro scuolabus, monta imbarazzo alleato britannico Svezia: stretta mano, musulmana vinceColloquio lavoro fu interrotto dopo il rifiuto di un contatto con un uomo Vienna bandisce il cibo dalla metroIl divieto a partire da settembre Erdogan-Macron, stabilità Turchia conta’E’ importante per la Francia’. Telefonata dopo crisi lira turca Morto ex premier India Vajpayee, 93 anniFondatore del Bjp del premier attuale Modi, sviluppò l’atomica Diffonde messaggi Whatsapp, condannatoEx dirigente della squadra brasiliana Coritiba dovrà risarcire Pasticcere rifiuta torta a transgenderNuovo caso per pasticcere Usa. Corte suprema gli diede ragione Mali: Keita vince ballottaggio col 67%Affluenza del 43%. Tensione e protesta sostenitori Cisse, al 32% Turchia: Usa, pronti a nuove sanzioni’Se il pastore non sarà liberato’, avverte il Segretario del Tesoro Libia: Marco-Sisi, voto entro l’annoColloquio tra i due, ‘in linea conclusioni conferenza di Parigi’ Fratello kim, due donne a giudizioSe colpevoli di omicidio rischiano la pena di morte Finito attacco a base intelligence KabulDue terroristi uccisi dopo 6 ore. Sparavano da edificio vicino Libia: Marco-Sisi, voto entro l’annoColloquio tra i due, ‘in linea conclusioni conferenza di Parigi’ Gaza: si discute tregua di 1 annoMedia, al lavoro su 6 punti. Tra questi scambio prigionieri

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Ultimo aggiornamento 16 Agosto, 2018, 21:51:01 di Maurizio Barra

DALLE 15:54 ALLE 21:51

DI GIOVEDì 16 AGOSTO 2018

LONDRA, 16 AGO – Il raid che la settimana scorsa ha centrato uno scuolabus uccidendo una cinquantina di persone fra cui circa 40 bambini è solo una delle “oltre 50” stragi di civili commesse dalla coalizione a guida saudita nella guerra dello Yemen nel 2018. Lo denuncia Human Rights Watch (Hrw), in un’analisi ripresa dal Guardian online sullo sfondo di polemiche che cominciano a montare pure a Londra per il tradizionale sostegno politico a Riad da parte del governo britannico e le massicce forniture di armi usate nello stesso Yemen.
Una giovane svedese di religione musulmana si è vista riconoscere da un giudice il diritto ad un risarcimento da parte di un’azienda dopo che il suo colloquio per un impiego era stato interrotto quando aveva rifiutato di stringere la mano ad un uomo.
Secondo quanto riferisce la Bbc, Farah Alhajeh, 24 anni, era alla ricerca di un impiego in un ufficio di traduzioni nella città di Uppsala. Ma la sua richiesta è stata respinta non appena ha rifiutato di stringere la mano ad uno degli intervistatori, portando invece la mano al cuore. Un comportamento tenuto da molte donne musulmane praticanti per evitare ogni contatto fisico con uomini che non fanno parte della loro famiglia. Un giudice del lavoro ha giudicato la decisione dell’azienda come discriminatoria e l’ha condannata a pagare alla donna un risarcimento di 40.000 corone (circa 3.400 euro).
Vietato mangiare sulla metropolitana di Vienna. L’amministrazione della capitale austriaca ha deciso, infatti, il divieto per la consumazione di cibo nei treni del trasporto pubblico della cosiddetta U-Bahn.
La nuova regola andrà in vigore a partire da settembre sulla U6, e sarà successivamente esteso – dal 15 gennaio prossimo – alle altre linee della metro viennese. Inizialmente, chi non rispetterà la nuova regolamentazione non sarà multato. L’amministrazione vuole prima verificare che tipo di “esperienza si farà col divieto”, ha detto una dipendente dell’assessorato competente all’APA. All’inizio si era pensato di proibire soltanto cibi come pizza e kebab o noodles, che inquinano l’ambiente, a partire dagli odori forti. Ma stando a un sondaggio, i viennesi si sono detti favorevoli a interdire ogni cibo dai treno della metro. sarà ancora possibile, invece, mangiare negli stazionamenti lungo i binari.
– La stabilità economica della Turchia è importante per la Francia: è il senso della conversazione telefonica che c’è stata tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e quello francese Emmanuel Macron, dopo il crollo della lira turca. Lo riferiscono fonti di Ankara, aggiungendo che i ministri della finanza di Parigi e Ankara si incontreranno a breve.
Durante la chiamata, i due leader hanno sottolineato l’importanza di espandere i rapporti commerciali ed economici fra i due Paesi e gli investimenti reciproci. La telefonata segue quella di ieri con la cancelliera tedesca Angela Merkel.
– E’ morto all’età di 93 anni l’ex premier nazionalista indù e conservatore dell’India Atal Bihari Vajpayee. Malato di diabete, fu colpito da un ictus nel 2009.
Nato nel 1924 nell’odierno stato del Madhya Pradesh, Vajpayee fondò il Bharatiya Janata Party (Bjp) di destra sociale nel 1980, sulle ceneri del Janata Party. Era nel parlamento indiano dal 1962, eletto ben dieci volte nella camera bassa (Lok Sabha) e due nel senato (Rajya Sabha). Ministro degli esteri a fine anni Settanta, è stato in totale tre volte primo ministro dell’India: per pochi giorni nel 1996, per 13 mesi nel 1998 e poi per sei anni dal marzo 1998 al maggio 2004, quando venne battuto alle elezioni dal rivale progressista Manmohan Singh del Partito del Congresso. Durante il suo governo, l’India fece un balzo in avanti nella sua deterrenza nucleare e compì ben cinque test (in precedenza l’unico risaliva al 1974). Diede prova di fermezza nei confronti del Pakistan, e nel 2001 l’India subì l’attacco di terroristi kashmiri al parlamento.
– Se una conversazione si svolge in un gruppo privato di un’applicazione di chat, è “ovvio e chiaro” che i suoi partecipanti si aspettano che i contenuti non vengano divulgati. In base a questo principio, un giudice brasiliano di un tribunale civile di Curitiba ha condannato un ex direttore del Coritiba Football Club al risarcimento dei danni morali agli ex colleghi per avere rivelato conversazioni tenute in un gruppo WhatsApp. Come spiegato sul portale brasiliano Consultor Juridico, il il condannato dovrà pagare agli otto membri del gruppo chat 5 mila real ciascuno (circa 1.131 euro).
L’ex direttore era stato aggiunto al gruppo Whatsapp, composto da altri direttori e dirigenti del club, dopo essere entrato in carica. Nel gruppo, hanno fatto battute e hanno commentato la politica interna del Coritiba – e hanno parlato male degli altri membri del club. Quando ha lasciato il suo posto, l’ex direttore della squadra ha lasciato il gruppo e reso pubbliche le conversazioni, anche ai media.
Il pasticcere del ‘diritto di dire no’ torna davanti a un giudice, questa volta per essersi rifiutato di preparare una torta a una donna transgender che voleva festeggiare il cambio sesso, come riferiscono i media americani. Protagonista è ancora Jack Phillips, pasticcere di fede cattolica e del Colorado che ha un laboratorio di dolci a Denver. Nel 2012 aveva detto ‘no’, per motivi religiosi, a una coppia gay che gli aveva chiesto una torta nuziale. A giugno scorso la Corte suprema degli Stati Uniti gli ha dato ragione. Stavolta, una donna gli aveva chiesto una torta che fosse colorata di azzurro all’esterno e rosa dentro, per festeggiare l’anniversario della sua transizione da uomo a donna e la nuova scelta di vita. Il pasticcere non ha accettato la richiesta e la donna si è rivolta alle autorità per segnalare il caso di presunta discriminazione.
– BAMAKO, 16 AGO – Il presidente uscente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, è stato rieletto per un secondo mandato, vincendo con il 67% dei voti il ballottaggio delle elezioni presidenziali tenutosi domenica scorsa, in un clima di forte tensione anche per la violenza jihadista.
Il candidato d’opposizione Soumaila Cisse ha ottenuto il 32% circa, secondo quanto reso noto dal ministero per l’amministrazione territoriale e i suoi sostenitori protestano.
Malgrado la minaccia violenta del terrorismo islamico, in parte affiliato ad Al Qaida, in parte all’Isis, l’affluenza, fa sapere il governo, ha sfiorato il 43%, superando le previsioni.
Il segretario al Tesoro americano, Steve Mnuchin, sembra indicare che gli Stati Uniti sono pronti a spingere sulle sanzioni alla Turchia in caso di mancata liberazione del pastore evangelico americano Andrew Brunson. “Abbiamo piani per fare di più non sarà liberato”, ha risposto Mnuchin a domande a riguardo, a margine della riunione di gabinetto in corso alla Casa Bianca, secondo quanto riferito dai giornalisti presenti.
– PARIGI, 16 AGO – Il presidente francese Emmanuel Macron e quello egiziano Abdel Fattah al Sisi hanno convenuto, in un colloquio telefonico, l’esigenza della “mobilitazione di tutti i soggetti in Libia” in linea con “le conclusioni della conferenza di Parigi del 29 maggio” e “la preparazione delle scadenze elettorali entro la fine dell’anno”. Lo ha reso noto l’Eliseo in un comunicato in cui dà notizia del contenuto della telefonata tra i due leader.
– PECHINO, 16 AGO – Il processo in Malaysia contro le due donne accusate di aver ucciso Kim Jong-nam, il fratellastro maggiore del leader nordcoreano Kim Jong-un, andrà avanti e se dichiarate colpevoli rischiano la pena capitale.
Il giudice dell’Alta corte di Shah Alam, Azmi Ariffin, ha fissato 19 giorni di udienza tra l’1 novembre e il prossimo 20 febbraio per le testimonianze e le argomentazioni della difesa di Siti Aisyah, indonesiana di 26 anni, e Doan Thi Huong, 30enne vietnamita, le uniche persone chiamate a rispondere della morte di Kim avvenuta il 13 febbraio 2017 all’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur, causata dall’uso, secondo la pubblica accusa e l’intelligence di Usa e Corea del Sud, del gas nervino letale “agente VX”, spalmato direttamente sul volto. Le donne si sono da sempre proclamate innocenti, spiegando di essere convinte di partecipare a un reality televisivo.
– KABUL, 16 AGO – E’ terminato, dopo quasi sei ore di battaglia, l’assedio a un centro di addestramento dei servizi d’intelligence afghani (Nds) a Kabul, e due terroristi, che avevano ingaggiato una sparatoria dall’edificio antistante, sono stati uccisi dalle forze di sicurezza, rende noto la polizia afghana.
Il portavoce della polizia, Hekmat Stanikzai, ha detto che la polizia ha compiuto un blitz nell’edificio dov’erano annidati i terroristi dopo aver isolato tutta la zona. Non ci sarebbero vittime fra gli allievi del centro di addestramento, come nemmeno in una vicina università. Due invece i terroristi abbattuti nell’operazione. L’attacco non è stato ancora rivendicato.
Il presidente francese Emmanuel Macron e quello egiziano Abdel Fattah al Sisi hanno convenuto, in un colloquio telefonico, l’esigenza della “mobilitazione di tutti i soggetti in Libia” in linea con “le conclusioni della conferenza di Parigi del 29 maggio” e “la preparazione delle scadenze elettorali entro la fine dell’anno”. Lo ha reso noto l’Eliseo in un comunicato in cui dà notizia del contenuto della telefonata tra i due leader.I due presidenti si sono soffermati in particolare sugli “sforzi” messi in campo in Libia “per accompagnare il processo politico promosso dall’Onu e dal suo Inviato speciale, appoggiato dalle conclusioni della conferenza di Parigi”, si legge nel comunicato dell’Eliseo. “Una dinamica che passa soprattutto dalla messa in opera del dialogo del Cairo sull’unificazione delle forze di sicurezza, la mobilitazione dell’insieme degli attori libici e la preparazione delle scadenze elettorali entro la fine dell’anno”, si sottolinea. La data delle prossime elezioni libiche è un tema di frizione con l’Italia secondo cui “non può essere una potenza straniera a deciderla”, come ribadito nelle scorse settimane anche dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Il governo italiano si appresta a tenere in autunno una Conferenza “inclusiva” sulla Libia con l’obiettivo di stabilizzare il Paese e avviare la transizione democratica senza una rigida scadenza elettorale.

– TEL AVIV, 16 AGO – Una tregua di un anno, la ricostruzione delle infrastrutture di Gaza, uno scambio di prigionieri che porti alla restituzione delle salme di soldati israeliani uccisi nel conflitto del 2014 e dei civili trattenuti nella Striscia da Hamas. Questi i punti principali della possibile intesa a lunga scadenza tra Hamas e Israele su cui sono al lavoro Onu ed Egitto, il cui capo dell’intelligence generale Abbas Kamel si dice sia stato ieri a Tel Aviv e oggi in Cisgiordania per vedere Abu Mazen. Un’intesa che – secondo media arabi – prevederebbe anche l’introduzione di una corridoio navale, sotto controllo israeliano, tra la Striscia e Cipro con traffico di cargo. In sostanza – ha sottolineato Haaretz – si parla di sei punti da mettere in pratica gradualmente nell’ottica di un ripristino della situazione ante guerra del 2012 e di quella del 2014. Primo di questi punti – già attuato – la riapertura del valico merci di Kerem Shalom e il ripristino a 9 miglia della zona di pesca.  [print-me title=”STAMPA”]

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