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TECNOLOGIA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Silicon Valley testa il reddito di cittadinanza Possibile rimedio a lavori ‘rubati’ da tecnologia Amazon tratta con studios Hollywood per i filmStampa, contatti con Sony e Paramount, sfida a Netflix Dipendenti Facebook chiedono più spazio a idee conservatriciGruppo per “diversità ideologica”, ieri Trump ha attaccato tech Acer, all’Ifa con portatile ultraleggeroLa taiwanese svela anche un visore per la realtà mista

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Ultimo aggiornamento 29 Agosto, 2018, 14:22:55 di Maurizio Barra

DALLE 09:30 ALLE 14:22

DI MERCOLEDì 29 AGOSTO 2018

Anche la Silicon Valley studia una forma di ‘reddito di cittadinanza’ come risposta al rischio che le innovazioni tecnologiche ‘rubino’ posti di lavoro. Un primo esperimento di ‘Universal Basic Income’ su 3mila persone, riporta il sito del Mit Technology Review, verrà iniziato l’anno prossimo da Y Combinator, uno dei principali incubatori di start up della zona.
Il progetto, in collaborazione con l’università del Michigan, prevede che mille persone ricevano uno stipendio di 1000 dollari al mese (860 euro) per tre o cinque anni, mentre alle altre duemila verrà dato un contributo di 50 dollari, per un costo totale di 60 milioni di dollari. Sono ancora da definire sia i due stati in cui sarà attuato che le tipologie di persone coinvolte. L’intenzione, spiega il direttore della compagnia Sam Altman in un post sul blog della compagnia, è di verificare quali sarebbero gli effetti ‘sociali’ dell’iniziativa.
“Sono abbastanza sicuro che ad un certo punto nel futuro, con la tecnologia che continua a eliminare i lavori tradizionali, vedremo qualcosa del genere su scala nazionale. Quindi sarebbe una buona cosa rispondere ad alcune questioni teoriche ora. Le persone starebbero a casa a giocare ai videogiochi o creerebbero nuove cose? Si sentirebbero comunque felici e realizzate? Non avendo il problema di non riuscire a mantenersi sarebbero più utili per la società? Chi riceve il sussidio crerebbe più valore economico di quello ricevuto?”.
Altri esperimenti del genere in Canada e in Finlandia, fa notare il sito, sono stati interrotti prematuramente, ma la questione è ancora dibattuta anche a livello politico.
Amazon guarda a Hollywood per ampliare la propria offerta di film in streaming. Il colosso di Jeff Bezos ha avviato trattative con gli studios Sony e Paramount per co-finanziare la produzione di pellicole in cambio di alcuni diritti per l’online. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali le trattative sono nelle fasi iniziali. Ottenere piu’ film dagli studios aiuterebbe Amazon ad attirare un pubblico maggiore al suo servizio in streaming, strappandolo alla rivale Netflix.
Un gruppo di dipendenti di Facebook chiede più spazio nella società per le idee politiche diverse, anche conservatrici, e si organizza in un gruppo. Si chiama ‘FB’ers for Political Diversity’ ed è stato creato da Brian Amerige, un ingegnere della piattaforma. “Siamo una monocultura politica intollerante a diversi punti di vista – ha scritto Amerige in un post ripreso dal New York Times – Rivendichiamo il diritto ad accogliere tutte le prospettive, ma siamo pronti ad attaccare chiunque presenti un punto di vista che sembra essere in contrasto con l’ideologia di sinistra”.Diverse volte il presidente americano Donald Trump si è espresso contro la Silicon Valley, sostenendo che sta sopprimendo voci conservatrici. E proprio ieri ha attaccato Google accusando di diffondere dolo ‘fake news’ su di lui, ma si è poi scagliato anche contro Twitter e Facebook.Secondo il Nyt, circa 100 impiegati di Facebook si sono uniti al gruppo, la società ha più di 25.000 dipendenti. Lo scopo del gruppo è “creare uno spazio per la diversità ideologica” all’interno dell’azienda, ma l’iniziativa ha anche ricevuto critiche interne. Google ha affrontato un problema simile, anche se non di matrice politica: qualche mese fa l’ex ingegnere James Damore ha pubblicato un promemoria in cui sosteneva che la mancanza di diversità nelle aziende tecnologiche era dovuta al fatto che le donne erano biologicamente inferiori agli uomini. Damore è stato poi licenziato.

– All’Ifa di Berlino, la fiera hi-tech che aprirà ufficialmente i battenti il 31 agosto, Acer si presenta con “il notebook da 15 pollici più leggero al mondo”.
Si chiama Swift 5, pesa appena 990 grammi ed è solo uno dei nuovi prodotti svelati dalla taiwanese, che alla fiera ha mostrato anche un visore per la realtà mista, l’aggiornamento della linea di portatili Aspire e i Pc da gioco Predator.
Ad attirare l’attenzione è lo Swift 5, con schermo touch da 15,6 pollici Full HD, cornici sottili, scocca in lega di magnesio-litio e processori Intel Core i7-8565U e i5-8265U di ottava generazione, che promettono fino a 10 ore di durata della batteria. Equipaggiato con DDR4 SDRAM fino a 16 GB e fino a un TB di memoria, il laptop sarà disponibile da novembre a un prezzo che parte da 1.100 euro. La compagnia ha anche aggiornato i modelli da 13 e 14 pollici della linea Swift.
Altra novità è l’Acer OJO 500, un visore Windows per realtà mista e realtà virtuale con design sganciabile per la condivisione con piu? utenti, siano essi amici o colleghi.
Dotato di sistema audio integrato, arriverà in Europa a novembre a un listino di 500 euro.
Nel corso dell’evento berlinese Acer ha poi presentato il refresh dell’intera linea di portatili Aspire: 3, 5, 7 e Z 24, quest’ultimo pensato per stare in salotto e progettato per la navigazione web e l’accesso ai social, la visione di film e il casual gaming. Per i giocatori più assidui, invece, c’è la linea Predator, fatta di pc potenti, monitor e una postazione da gioco – il Predator Throne – con poltrona ergonomica e tre monitor.   [print-me title=”STAMPA”]

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