Ultimo aggiornamento 31 Agosto, 2018, 14:22:52 di Maurizio Barra
DALLE 10:05 DI GIOVEDì 30 AGOSTO 2018
ALLE 14:23 DI VENERDì 31 AGOSTO 2018
FIRENZE
– Slitta al 24 settembre l’inizio dei lavori di restauro delle quattro statue di ponte Santa Trinita. Il rinvio, circa un mese, si è reso necessario per evitare la concomitanza con le riprese del film Six Underground.
Il via libera al restauro era arrivato nei giorni scorsi grazie alla stipula di una convenzione tra il Comune di Firenze e l’associazione ‘Noi per Firenze’ che riunisce residenti e commercianti del centro storico. La parte operativa sarà a cura dell’istituto Lorenzo de’ Medici. I lavori dovrebbero durare sei mesi, con l’impiego di tecnologie innovative come le nanocalci.
Il jazz torna a mobilitarsi per le terre colpite dal sisma. Dal 30 agosto a domenica 2 settembre, in 4 località di quattro diverse regioni risuoneranno le note di 80 concerti, con oltre 570 musicisti protagonisti. Domani l’appuntamento con “Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma”, che torna per il terzo anno, è a Camerino (Macerata) nelle Marche, il 31 agosto a Scheggino (Perugia) in Umbria, sabato 1 settembre ad Amatrice (Rieti) nel Lazio e domenica 2 a L’Aquila, in Abruzzo.
Anima del progetto, il trombettista Paolo Fresu, direttore artistico e presidente della Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano”, che organizza la manifestazione (promossa dal Mibac e dal Comune dell’Aquila-Comitato Perdonanza), insieme ad Associazione I-Jazz, MIDJ e Casa del Jazz. “L’iniziativa era nata nel 2015 per tendere una mano agli aquilani con l’obiettivo di infondere loro fiducia e tornare ad abitare i centri storici abbandonati dopo il terremoto del 2009. La cultura è uno strumento incredibile per rafforzare il tessuto sociale e anche quello economico: in quella prima edizione portammo 60 mila persone in città”, racconta Fresu, tra i protagonisti della manifestazione, che nel 2016 si fermò, dopo il sisma nel Centro Italia, per poi tornare l’anno scorso. “La geografia delle terre colpite dal sisma è cambiata, e noi ci siamo adeguati.
Quest’anno abbiamo scelto quattro località simboliche, in quattro regioni, diverse tra loro e ognuna con esigenze differenti”. Amatrice ancora vive il lutto per decine di morti, Scheggino più che perdite umane lamenta il danno economico, con la Valnerina abbandonata dai turisti, L’Aquila è in piena ricostruzione e sta tentando di tornare a vivere. “Per ogni luogo abbiamo avuto un’attenzione diversa e pensato concerti diversi: all’Aquila sarà più una festa, ad Amatrice invece qualcosa di intimo e rispettoso – spiega ancora Fresu -. Perché il jazz si presta più facilmente di altri generi ad adattarsi alle situazioni. E’ una musica viva, capace di creare legami. E non ha bisogni di grandi strutture e palcoscenici: facciamo musica in un chiostro, in una piazzetta. E mescoliamo dixieland, pop, big band, duetti, giovani musicisti e artisti già affermati”.
Quest’anno, all’Aquila gli artisti si esibiranno davanti a luoghi simbolo come la Casa dello Studente e il Palazzo del Governo ricostruito, nella chiesa di San Bernardino o all’Auditorium del Parco, progettato da Renzo Piano, “senza dimenticare le ferite profonde”. Un “format” replicabile in altre situazioni. “In Italia c’è una disgrazia quasi ogni giorno: come Genova. Anche lì stanno nascendo diverse iniziative”. Attraverso la musica, secondo il trombettista sardo, e più in generale “attraverso l’elevazione culturale, si può vedere il mondo da altri punti di vista”. Come ha fatto lui stesso, salendo qualche settimana fa sulla nave Aquarius, rifiutata con il suo carico di disperazione dall’Italia. “Quello dei migranti è un problema complesso, ma sull’uomo non si può discutere: va aiutato, è la legge del mare. Bisogna scindere l’argomento politico (una soluzione va trovata) dall’aiuto in sé e per sé.
Qualunque essere umano, se in difficoltà, va aiutato: se non lo si fa, è un crimine e si passa dalla ragione al torto. E bisogna vergognarsi”.
George Clooney sta per lasciare la Sardegna. Sono infatti quasi terminate le riprese nell’isola della serie tv Catch 22 che andrà in onda su Sky nel 2019. Una fiction della quale l’attore hollywoodiano è regista e produttore. Come riporta La Nuova Sardegna, ieri è stato l’ultimo giorno di riprese a Santa Teresa di Gallura sugli scogli di Capo Testa, blindato per l’occasione.
Altri ciak sono stati fatti a Capo Ceraso dopo il set allestito da fine maggio nell’ex aeroporto militare dismesso di Venafiorita, ad Olbia.
Clooney, avvistato sulle rocce dai bagnanti, ha salutato da lontano allontanandosi con un minivan bianco dopo avere seguito da vicino la troupe.
Probabilmente l’attore si tratterrà ancora qualche giorno per gli ultimi ritocchi e alcune immagini che saranno girate in Gallura, poi saluterà l’Isola che lo ha accolto e “curato”.
Oltre all’affetto dei numerosi fan, infatti, Clooney è dovuto ricorrere ai medici del pronto soccorso di Olbia dopo un incidente in scooter.
Lo scontro con un’auto lo scorso 10 luglio sulla statale 125 che separa Loiri Porto San Paolo dal capoluogo gallurese. Tanta paura per il “volo” ma per lui, fortunatamente solo un lieve trauma a un ginocchio.
– BOLOGNA
– Nata come formazione cameristica, 22 elementi, in occasione del Festival Stradivari di Cremona del 2017, la Stradivari Festival Orchestra fondata da Ezio Bosso si allarga ora a complesso sinfonico in grado di affrontare il grande repertorio ottocentesco e non solo. Nella sua nuova veste, l’Orchestra debutterà il 2 settembre in Piazza del Duomo a Trento con un programma che comprende l’Ouverture da Le Nozze di Figaro di Mozart, l’Esoconcerto Op. 167 per violino e orchestra dello stesso Ezio Bosso (solista Anna Tifu) e la Sinfonia N. 7 in la maggiore Op. 92 di Beethoven. Da oggi, 30 agosto, a sabato si potrà assistere alle prove aperte al Teatro Sociale di Gualtieri (Reggio Emilia), la struttura da sempre sostenuta da Bosso già prima del terremoto del 2012 che colpì l’Emilia. L’Orchestra Stradivari, che nasce dopo le sfortunate recenti collaborazioni del Maestro con i complessi di Bologna e di Trieste, raccoglie alcuni strumentisti amici e prime parti in molti complessi italiani ed europei.
– MODENA
– A undici anni dalla scomparsa, il 6 settembre 2007, Modena rende omaggio a Luciano Pavarotti con tre concerti. Appuntamenti che si terranno al teatro comunale e che saranno nel segno di Gioacchino Rossini, di cui quest’anno si celebra il 150/o anniversario della morte. Il 5 settembre l’orchestra Filarmonica Italiana (diretta da Gianluigi Gelmetti) eseguirà lo ‘Stabat Mater’. Il 6 settembre Stefano Bollani, al pianoforte, accompagnerà alcune tra le più celebri arie rossiniane (Gazza Ladra, Il Barbiere di Siviglia, Guglielmo Tell) che furono interpretate dal Maestro. Il terzo, infine, andrà in scena sempre a Modena il 12 ottobre, quando gli allievi di Mirella Freni e Raina Kabaivanska saranno protagonisti, accompagnati dall’Orchestra Giovanile della via Emilia. Tutte e tre le serate sono ad ingresso gratuito e rientrano nel programma di ‘Modena città del Belcanto’, promosso dal Comune di Modena, dalla Fondazione Cassa di Risparmio modenese, dal teatro comunale e dall’Istituto Musicale ‘Vecchi-Tonelli’.
– TRIESTE
– Sono quasi 70 mila le persone che stanno partecipando al 32/o Burning Man, il festival che si svolge ogni anno a Black Rock, nel deserto del Nevada (Usa), esperimento di comunità-accampamento che ha creato le radici culturali per la Silicon Valley dove da sempre partecipano i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, il presidente di Alphabet, Eric Schimdt, il proprietario di Tesla Elon Musk, e anche Mark Zuckerberg, oltre ai creatori di Reddit, Uber e Dropbox.
Il festival è nato nel 1986 ed è dedicato ad arti visive, performance, mostre, danza e tecnologia che i partecipanti possono liberamente fare, senza un programma, e si svolge in una spianata deserta dove non si può acquistare nulla tranne acqua e caffè; tutto il resto si baratta. Per partecipare occorre pagare un biglietto il cui costo è di poco meno di 400 dollari, somma alla quale occorre aggiungerne altri 80 per l’auto.
Il nome deriva dal rituale dell’incendio di un fantoccio di legno il sabato sera.
Il fatto che “molti imprenditori della Silicon Valley andassero e vadano tuttora con regolarità al Burning Man ha avuto un significato profondo nella costruzione delle loro aziende”, spiega l’esperto di internet Nicola Zamperini, autore di un volume in cui tratta approfonditamente il tema di Burning Man. “I 10 principi su cui si fonda il festival riflettono molte caratteristiche delle aziende della Silicon Valley. Il dono, ‘gifting’, e dunque la gratuità arriva fino a Facebook che, com’è scritto nella sua home page, ‘è gratis e lo sarà sempre'”.
– TORINO
– Ilya Averbukh, coreografo dei Mondiali di calcio 2018, produttore ed ex campione mondiale di pattinaggio, porta al Palavela di Torino il musical su ghiaccio Romeo & Juliet. Cento persone, un cast che unisce attori e stelle dello sport tra cui 4 medaglie d’oro olimpiche e 12 campioni del mondo di pattinaggio su ghiaccio, le più avanzate tecnologie ed effetti speciali, un allestimento curato nei minimi dettagli: Romeo & Juliet andrà in scena in Italia solo a Verona (6 ottobre) e Torino (19-20 ottobre).
Oltre ai Mondiali di Calcio di Russia 2018, Averbukh in passato ha curato le coreografie di manifestazioni sportive internazionali e ha partecipato all’ideazione di oltre 200 progetti artistici in tutto il mondo. Romeo & Juliet è il suo ultimo, faraonico musical, che in Russia è stato visto da oltre un milione di persone nel 2017 (record di sempre).
Le musiche sono di Mozart, Prokofiev, Bach, Mendelssohn, alternate a quelle originali di Roman Ignatiev, maggiore compositore russo per musical.
Da Sharp Objects a Save me, il settembre di Sky riparte con due serie evento per poi in autunno inoltrato mandare in onda l’attesissima sesta stagione di House of Cards (orfana di Kevin Spacey) che vedrà protagonista assoluta Robin Wright nel ruolo di Claire Underwood.
Sharp Objects è la nuova miniserie di 8 episodi con protagonista la stella hollywoodiana Amy Adams che sbarca su Sky Atlantic dal 17 settembre, alle 21.15 con un doppio episodio a serata e per un totale di 4 settimane. St. Louis, Missouri. La giornalista Camille Preaker viene mandata dal suo caporedattore nella cittadina di Wind Gap, un paesino di duemila anime vicino al confine con il Tennessee e l’Arkansas, per seguire un caso di cronaca locale, la scomparsa di una ragazzina. Non è un caso: Camille è nata e cresciuta proprio in quella zona. Ma non è tutto, solo un anno prima, un’altra giovane, era scomparsa all’improvviso, per poi essere ritrovata senza vita alcuni giorni dopo. Targata HBO, la serie è tratta dall’omonimo romanzo del 2006 di Gillian Flynn (autrice anche di Gone Girl) e creata da Marti Noxon (Buffy the Vampire Slayer, Mad Men, Glee, Dietland ). Dietro la macchina da presa c’è Jean-Marc Vallée, già regista dell’ottima Big Little Lies , mentre nel cast spiccano i nomi oltre che di Adams (che interpreta Camille Preaker), di Patricia Clarkson, Chris Messina, Eliza Scanlen, Sophia Lillis, Matt Craven e Elizabeth Perkins.
Camille, una reporter di cronaca nera, è un personaggio pieno di sfumature psicologiche e turbata da un passato oscuro e violento con cui, prima o poi, dovrà fare i conti: è stata dimessa da poco dall’ospedale psichiatrico ed era alcolista.
Torna così al suo paese natale, e viene turbata dai ricordi, come la morte della sorella minore Marian, alla quale era legatissima avvenuta quando lei era poco più di una bambina. A Wind Gap, però, non c’è solo il fantasma di Marian: c’è anche una presenza difficile da affrontare: sua madre, Adora (Patricia Clarkson), esponente dell’alta società della zona, per la quale le apparenze sono tutto. E poi c’è Amma, la sua sorellastra, un’adolescente dalla doppia vita: bambolina innocente a casa, lolita ribelle fuori delle mura domestiche.
Le indagini di Camille, che correranno parallele a quelle delle forze dell’ordine, capitanate dal detective Richard Willis (Chris Messina).
Tra le novità in arrivo una serie tv tra dramma e crimine, di cui è stata già ordinata la seconda: in onda su Sky Atlantic il venerdì sera a partire dal 28 settembre Save Me , una produzione targata Sky UK. Protagonista della serie è Nelson “Nelly” Rowe (Lennie James), disoccupato squattrinato di mezza età che si arrangia come può, un lavoretto dietro l’altro. La sua esistenza, però, subisce uno scossone quando Jody, la figlia tredicenne che neanche sapeva di avere, sparisce all’improvviso.
Nelson Rowe è un uomo normale con la passione del bere. La sua vita non è niente di speciale e la vive con grande superficialità. E viene accusato proprio lui ad di essere il responsabile del rapimento della figlia Jody, che in realtà non ha quasi mai visto nell’arco di tutta la sua vita. E così inizia una ricerca instancabile per trovare la ragazzina e farà di tutto per scoprire la verità.
A chiedergli aiuto è stata la sua ex Claire McGloy (Suranne Jones), che è la madre di Jody, e che l’ha tenuto all’oscuro di ogni cosa per tutto questo tempo. Ad aiutare Nelly ci saranno Fabio “Melon” Melonzola (Stephen Graham), suo migliore amico ed ex galeotto, e Tam (Jason Flemyng), amico di Nelly appassionato di crossdressing e barista in un night club. Grandissima attesa in autunno si parla di novembre ma la data è da definirsi per la sesta stagione di House of cards su Sky Atlantic che vedrà delle new entry nel cast. Potere, complotto, tradimento sono gli ingredienti, i cui nuovi episodi non vedranno per le note vicende Kevin Spacey che è stato licenziato. Sempre più spazio a Robin Wright che diventa protagonista indiscussa. Dopo l’incredibile ascesa politica dello spietato Frank Underwood, dimessosi da presidente a favore della moglie e vice presidente Claire. Sarà dunque Wright con la sua tostissima Claire Underwood, che nell’ultimissima scena del finale della quinta stagione ha reso chiaro il suo intento senza troppi giri di parole. In piedi, dietro la scrivania presidenziale nella Sala Ovale, sguardo dritto in camera, le sue ultime parole sono state “My turn.”
– “Che colpa abbiamo noi”, un vero e proprio inno generazionale con i versi scritti da Mogol, è il brano che anticipa il progetto che vede insieme Shel Shapiro (ossia, The Rokes) e Maurizio Vandelli (ossia, Equipe 84) e sarà in radio dal 31 agosto, interpretato dai due artisti, riarrangiato e prodotto da Diego Calvetti.
Shapiro e Vandelli si sono “ritrovati”, dopo una vita di rivalità, distanze, marcate differenze di carattere, formazione e stili di vita, ma anche di rispetto reciproco e grande amore per la musica. Ad unirli un progetto artistico, dal titolo emblematico “Love and Peace”, amore e pace prima di tutto fra di loro: una collaborazione che ha radici lontane e che approda in un album per Sony Music (in uscita il 21 settembre) e in un tour (le prime date sono Firenze il 10 dicembre al Teatro Verdi, e Roma l’11 dicembre all’Auditorium Parco della Musica).
– Il 9 novembre uscirà ‘Simulation Theory’ (Warner Music), ottavo album in studio dei Muse. Gli undici brani che compongono il nuovo album sono stati prodotti dalla band, insieme a diversi produttori rinomati tra i quali Rich Costey, Mike Elizondo, Shellback e Timbaland. Ogni canzone dell’album sarà accompagnata da un video.
I singoli Something Human, Thought Contagion e Dig Down, come anche il nuovissimo The Dark Side sono tutti disponibili come download con il pre-order dell’album. Simulation Theory, che sarà pubblicato in tre formati: Standard (11 brani), Deluxe (16 brani) e Super Deluxe (21 brani), segue Drones, pubblicato nel 2015 e Disco d’Oro in Italia. Da allora, l’acclamato trio è stato in tour praticamente ovunque, portando il ‘Drones World Tour’ in ogni angolo della terra. Il concerto è stato ripreso e distribuito nei cinema a luglio.
Da Lady Gaga a Ryan Gosling, dall’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica a Emma Stone, tante le star che al Lido accompagneranno i loro film alla Mostra del cinema di Venezia (29 agosto – 8 settembre).O saranno in giuria per il Leone d’oro come NAOMI WATTS, CHRISTOPH WALTZ o nelle altre sezioni come i nostri CAROLINA CRESCENTINI (Venezia Opera Prima) e ALESSANDRO BARICCO (Virtual Reality). Tra i premiati VANESSA REDGRAVE, DAVID CRONENBERG (Leoni d’oro alla Carriera), SALMA HAYEK (Franca Sozzani Award il 31 agosto).La più star di tutte è Stefani Joanne Angelina Germanotta, LADY GAGA, il cui seguito di fan lascia presagire notti in sacco a pelo, folla di ‘Little Monsters’ e deliri di selfie davanti al Palazzo del cinema il 31 agosto quando in prima mondiale al Palazzo del cinema passerà A STAR IS BORN diretto e interpretato da BRADLEY COOPER con la pop star protagonista.Rivedremo la coppia di La La Land, ‘scoppiata’ in due titoli diversi del concorso: RYAN GOSLING, sempre diretto da Damien Chazelle, per il film d’apertura il 29 agosto FIRST MAN (con la giovane regina Elisabetta di The Crown, CLAIRE FOY) e EMMA STONE per THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos il 30. E JEFF GOLDBLUM, in forma, pare, da Oscar, in THE MOUNTAIN di Rick Alverson con l’emergente Tye Sheridan, già vincitore al Lido del premio Mastroianni il 30 agosto. PAZ VEGA lo stesso giorno arriva premiata per il Filming in Italy. JAMES FRANCO, LIAM NEESON, TOM WAITS si immergono nell’universo western rivisto dai Coen in THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS il 31 agosto. Binomio da brivido quello di DAKOTA JOHNSON e TILDA SWINTON (che ha ben tre ruoli nel film) per SUSPIRIA di Luca Guadagnino il 1 settembre. Arriva anche SPIKE LEE e atteso per una lezione di cinema.Non ancora confermati Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal (non ancora confermati) in THE SISTERS BROTHERS di Jacques Audiard il 2 settembre.
All star il 3 settembre anche AT ETERNITY’S GATE di Julian Schnabel con WILLEM DAFOE nei panni di Van Gogh, in un cast che comprende Rupert Friend, Oscar Isaac, MADS MIKKELSEN e MATHIEU AMALRIC (presente anche per accompagnare lo stesso giorno il film di Amos Gitai A TRAMWAY IN JERUSALEM). Confermato VINCE VAUGHN (non Mel Gibson) per la crime story DRAGGED ACROSS CONCRETE di S. Craig Zahler il 3 settembre. Lo stesso giorno in cui arriva al Lido un’icona della politica sudamericana come Pepe Mujica raccontato da un film (LA NOCHE DE 12 ANOS di Alvaro Brechner) e dal documentario di Emir Kusturca EL PEPE, UNA VIDA SUPREMA.Il 4 settembre per VOX LUX di Brady Corbet arrivano NATALIE PORTMAN (assente Jude Law) e l’ex ‘Nymphomaniac’ STACY MARTIN che raddoppia con AMANDA di Mikhael Hers.Numeroso il plotone di stelle d’oltralpe, con, fra gli altri, GUILLAUME CANET (niente Juliette Binoche) per DOUBLES VIES di OLIVIER ASSAYAS il 31 agosto; GASPARD ULLIEL, ADELE HAENEL, LOUIS GARREL nel corale UN PEUPLE ET SON ROI di Pierre Schoeller il 7 settembre; BERENICE BEJO (con MARTINA GUSMAN) in LA QUIETUD di PABLO TRAPERO il 2 settembre. E anche talenti tedeschi TOM SCHILLING, PAULA BEER, SEBASTIAN KOCH protagonisti dell’affresco OPERA SENZA AUTORE di Florian Henckel Von Donnersmarck (4 settembre).Ricchissima la pattuglia italiana, con, tra gli altri ALESSANDRO BORGHI e JASMINE TRINCA per SULLA MIA PELLE di Alessio Cremonini (29 agosto); non è un’attrice ma un nome popolare della tv ELISA ISOARDI compagna del ministro dell’Interno Matteo Salvini: il 30 settembre arriva alla Mostra per il premio Diva e Donna, mentre il 2 settembre per il premio Kineo arrivano anche PAOLA CORTELLESI e CARLO VERDONE (che riceverà anche il premio Bianchi); VALERIA BRUNI TEDESCHI per I VILLEGGIANTI (5 settembre); ANNA FOGLIETTA per UN GIORNO ALL’IMPROVVISO di Ciro D’Emilio (5 settembre); MARIANNA FONTANA protagonista di CAPRI REVOLUTION di Mario Martone (6 settembre); MICAELA RAMAZZOTTI, Renato Carpentieri, Laura Morante e ALESSANDRO GASSMANN per UNA STORIA SENZA NOME di Roberto Andò (7 settembre). Da Lady Gaga a Ryan Gosling, dall’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica a Emma Stone, tante le star che al Lido accompagneranno i loro film alla Mostra del cinema di Venezia (29 agosto – 8 settembre). O saranno in giuria per il Leone d’oro come NAOMI WATTS, CHRISTOPH WALTZ o nelle altre sezioni come i nostri CAROLINA CRESCENTINI (Venezia Opera Prima) e ALESSANDRO BARICCO (Virtual Reality). Tra i premiati VANESSA REDGRAVE, DAVID CRONENBERG (Leoni d’oro alla Carriera), SALMA HAYEK (Franca Sozzani Award il 31 agosto).
La più star di tutte è Stefani Joanne Angelina Germanotta, LADY GAGA, il cui seguito di fan lascia presagire notti in sacco a pelo, folla di ‘Little Monsters’ e deliri di selfie davanti al Palazzo del cinema il 31 agosto quando in prima mondiale al Palazzo del cinema passerà A STAR IS BORN diretto e interpretato da BRADLEY COOPER con la pop star protagonista. Rivedremo la coppia di La La Land, ‘scoppiata’ in due titoli diversi del concorso: RYAN GOSLING, sempre diretto da Damien Chazelle, per il film d’apertura il 29 agosto FIRST MAN (con la giovane regina Elisabetta di The Crown, CLAIRE FOY) e EMMA STONE per THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos il 30. E JEFF GOLDBLUM, in forma, pare, da Oscar, in THE MOUNTAIN di Rick Alverson con l’emergente Tye Sheridan, già vincitore al Lido del premio Mastroianni il 30 agosto. PAZ VEGA lo stesso giorno arriva premiata per il Filming in Italy. JAMES FRANCO, LIAM NEESON, TOM WAITS si immergono nell’universo western rivisto dai Coen in THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS il 31 agosto. Binomio da brivido quello di DAKOTA JOHNSON e TILDA SWINTON (che ha ben tre ruoli nel film) per SUSPIRIA di Luca Guadagnino il 1 settembre. Arriva anche SPIKE LEE e atteso per una lezione di cinema.
Non ancora confermati Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal (non ancora confermati) in THE SISTERS BROTHERS di Jacques Audiard il 2 settembre. All star il 3 settembre anche AT ETERNITY’S GATE di Julian Schnabel con WILLEM DAFOE nei panni di Van Gogh, in un cast che comprende Rupert Friend, Oscar Isaac, MADS MIKKELSEN e MATHIEU AMALRIC (presente anche per accompagnare lo stesso giorno il film di Amos Gitai A TRAMWAY IN JERUSALEM). Confermato VINCE VAUGHN (non Mel Gibson) per la crime story DRAGGED ACROSS CONCRETE di S. Craig Zahler il 3 settembre. Lo stesso giorno in cui arriva al Lido un’icona della politica sudamericana come Pepe Mujica raccontato da un film (LA NOCHE DE 12 ANOS di Alvaro Brechner) e dal documentario di Emir Kusturca EL PEPE, UNA VIDA SUPREMA. Il 4 settembre per VOX LUX di Brady Corbet arrivano NATALIE PORTMAN (assente Jude Law) e l’ex ‘Nymphomaniac’ STACY MARTIN che raddoppia con AMANDA di Mikhael Hers.
Numeroso il plotone di stelle d’oltralpe, con, fra gli altri, GUILLAUME CANET (niente Juliette Binoche) per DOUBLES VIES di OLIVIER ASSAYAS il 31 agosto; GASPARD ULLIEL, ADELE HAENEL, LOUIS GARREL nel corale UN PEUPLE ET SON ROI di Pierre Schoeller il 7 settembre; BERENICE BEJO (con MARTINA GUSMAN) in LA QUIETUD di PABLO TRAPERO il 2 settembre. E anche talenti tedeschi TOM SCHILLING, PAULA BEER, SEBASTIAN KOCH protagonisti dell’affresco OPERA SENZA AUTORE di Florian Henckel Von Donnersmarck (4 settembre). Ricchissima la pattuglia italiana, con, tra gli altri ALESSANDRO BORGHI e JASMINE TRINCA per SULLA MIA PELLE di Alessio Cremonini (29 agosto); non è un’attrice ma un nome popolare della tv ELISA ISOARDI compagna del ministro dell’Interno Matteo Salvini: il 30 settembre arriva alla Mostra per il premio Diva e Donna, mentre il 2 settembre per il premio Kineo arrivano anche PAOLA CORTELLESI e CARLO VERDONE (che riceverà anche il premio Bianchi); VALERIA BRUNI TEDESCHI per I VILLEGGIANTI (5 settembre); ANNA FOGLIETTA per UN GIORNO ALL’IMPROVVISO di Ciro D’Emilio (5 settembre); MARIANNA FONTANA protagonista di CAPRI REVOLUTION di Mario Martone (6 settembre); MICAELA RAMAZZOTTI, Renato Carpentieri, Laura Morante e ALESSANDRO GASSMANN per UNA STORIA SENZA NOME di Roberto Andò (7 settembre).
– E’ morta Luisa Mandelli, che interpretò Annina nella famosa Traviata del 1956 alla Scala con la regia di Luchino Visconti e la diva Maria Callas.
Nata a Saronno (Varese) il 16 ottobre 1922, risiedeva alla casa di riposo Verdi di Milano, e animava da anni il loggione del teatro milanese.
Nel 2015, a 93 anni, Daniel Barenboim la chiamò ad interpretare nuovamente Annina alla Staatsoper di Berlino. Lei accettò anche se alla fine fu costretta a rinunciare. Una testimonianza del suo entusiasmo e della sua vitalità. Sul palco della Scala salì l’ultima volta nel settembre del 2017 per un incontro sulla Callas a quarant’anni dalla morte.
“Il Teatro alla Scala – si legge sulla pagina Facebook del teatro – ricorda con immenso affetto Luisa Mandelli. Luisa ha accompagnato, prima in palcoscenico quindi in loggione e in innumerevoli iniziative anche in collaborazione con Casa Verdi, oltre 60 anni di vita scaligera”.
Il ritorno dello scrittore Booker Prize 2014 Richard Flanagan con ‘Prima persona’ (Bompiani). Le biografie di Ascanio Celestini a partire dai manichini creati dall’artista Giovanni Albanese ne ‘L’armata dei senzatetto’ (Contrasto), un libro speciale in cui si cercano di trovare nuove forme di rappresentazione per le storie dei migranti. E lo scrittore delle classi popolari nigeriane A.Igoni Barrett. Si apre il 5 settembre all’insegna della letteratura senza confini il Festivaletteratura di Mantova 2018 che sarà chiuso il 9 settembre dalla scrittrice americana di origine turca Elif Batuman e il suo ‘L’idiota’, in uscita per Einaudi. Aperte dal 29 agosto le biglietterie, l’inaugurazione sarà preceduta da un’anteprima, il 1 settembre al Teatro Sociale, con l’ex capo di Stato uruguaiano José “Pepe” Mujica, in un incontro, organizzato in collaborazione con il Comune di Mantova e il Gruppo Lumi.Tra i grandi big mancheranno il maestro del brivido Dario Argento, che doveva essere protagonista di un evento il 6 settembre, e la scrittrice Nicole Krauss, attesa il 7 settembre al festival, dopo 10 anni, con ‘Selva oscura’ (Guanda). Entrambi non potranno esserci per motivi di salute. Arriva invece per la prima volta la giovane autrice canadese Sigal Samuel con ‘I mistici di Mile End’ (Keller Edizioni). Grande attesa per David Sedaris con ‘Ragazzi, che giornata. Diari 1972-2002’ (Mondadori) per Matt Haig con ‘Come fermare il tempo’ (Edizioni E/O) e per il Premio Planeta Eduardo Mendoza con ‘Città sospesa’ (DeA Planeta) sulla nascita del fascismo. In anteprima arriva anche ‘Essere una macchina’ (Adelphi) di Mark O’Connell, che sarà in libreria dal 18 settembre. A Mantova Franklin Foer con
‘I nuovi poteri forti’ (Longanesi) su come Google, Apple, Facebook e Amazon ormai pensino per noi, l’autrice di Oslo Maja Lunde con ‘La storia dell’acqua’ (Marsilio), il giovane talento della letteratura latinoamericana Nona Fernandez con ‘La dimensione oscura’, in dialogo con Michela Murgia. Quest’ultima inaugura con Lisa Ginzburg e Alessandro Giammei la nuova collana Marsilio ‘Passaparola’ che raccoglie brevi memoir di scrittori italiani che si confrontano con un libro speciale. Tra i titoli più interessanti ‘Mary e il Mostro’ (Il Castoro) di Lita Judge, autrice e illustratrice originaria dell’Alaska che vive negli Stati Uniti e ha avuto accesso diretto ai carteggi e diari della coppia Shelley. In 5 anni di lavoro la Judge ha realizzato, nel bicentenario dalla pubblicazione di Frankenstein, la biografia illustrata di Mary Shelley, con acquerelli in bianco e nero, suddivisa in 9 mesi e in versi liberi.Al Festival approda anche ‘Il sessantotto sequestrato’ (Donzelli) a cura di Guido Crainz in dialogo con Diana Bosnjak Moani, Wlodek Goldkorn e Patrik Ourednik per capire il fallimento del ’68 a Est. Tra gli anniversari, a 100 anni dalla nascita, il festival rende omaggio il 7 settembre ad ‘Achille Castiglioni: ieri, oggi, domani’ in un incontro sull’eredità del grande designer alla cui poliedricità Corraini edizioni ha dedicato numerose pubblicazioni, da ‘100×100 Achille, a cura di Chiara Alessi, Domitilla Dardi e Giovanna Castiglioni a ‘La voce del maestro. Achille Castiglioni’ di Eugenio Bettinelli.Per la prima volta Festivaletteratura dedica uno spazio solo ai bambini e ai ragazzi alla Casa del Mantegna con ‘Girotondo’, un percorso di giochi e fantasie per bambini e famiglie. Alla piccola chiesa sconsacrata di Santa Maria della Vittoria debutta Scienceground, spazio d’incontro tra scienza, comprensione umana e libri con in video collegamento, fra gli altri il sociologo Harry Collins, i fisici Carlo Rovelli e Peter Woit. Appuntamento speciale con Simonetta Agnello Hornby che il 6 settembre porta in scena ‘Credevo ched. Performance in parole e musica sulla violenza domestica, ideata con Filomena Campus. E per Feltrinelli sarà a Mantova, per la prima volta nei pani di scrittore, Gigi Lo Cascio con ‘Ogni ricordo un fiore’.Praga, a cinquant’anni dalla sua primavera, sarà protagonista della biblioteca temporanea e filo conduttore di appuntamenti e incontri fra cui uno su Kafka con Adriano Sofri e Giorgio Fontana. Luca Scarlini propone invece un percorso notturno nella letteratura gotica praghese al Cimitero Monumentale di Mantova
– NEW YORK
– Una miniserie su Michael Jackson ispirata all’amicizia ultraventennale con Frank Cascio. Lo rivela il New York Post. Il progetto e’ basato su un adattamento del libro del 2011, ‘My Friend Michael: An Ordinary Friendship With an Extraordinary Man’ (Il mio amico Michael: un’amicizia ordinaria con un uomo straordinario), scritto appunto da Cascio e dovrebbe andare in produzione a partire dall’autunno.
Lo scrittore incontro’ Jackson nel 1984 quando aveva solo cinque anni. Nei successivi 25 anni lui, con la sua famiglia, ha girato il mondo con la star diventando anche suo assistente.
Nel suo libro offre un racconto estremamente personale del Michael Jackson che conosceva. In un’intervista di qualche anno fa Cascio rivelo’ che la popstar andava a fare visita alla sua famiglia in New Jersey per godersi un po’ di vita normale.
– Alla vigilia di una nuova discussione della direttiva sul copyright in programma a Bruxelles nei prossimi giorni, esce ‘I nuovi poteri forti’, il saggio di Franklin Foer inserito dal “New York Times” tra i libri dell’anno, segnalato tra i più inquietanti ma necessari da Hillary Clinton, pubblicato in Italia da Longanesi. Il libro mette in luce il percorso che ha garantito ai colossi della Silicon Valley posizioni monopolistiche, mettendo a dura prova il sistema dell’informazione, ma anche le stesse istituzioni civili e democratiche. Foer che sarà al Festivaletteratura di Mantova l’8 settembre, ci mostra come Google, Apple, Facebook e Amazon pensino per noi, come la rivoluzione nella gestione della conoscenza e dell’informazione, strettamente connessa alla crescita dei monopoli tecnologici abbia avuto effetti enormi sulla società.
Il libro spiega come le Big tech stiano facendo a pezzi i principi che proteggono l’individuo, offrendo dispositivi e siti web che annientano la privacy. Inoltre, mentre a parole le società tecnologiche promuovono l’individualità, Foer sottolinea come il loro reale obiettivo sia automatizzare le scelte degli utenti, anche le più quotidiane. I loro algoritmi suggeriscono le notizie da leggere, gli articoli da acquistare, il tragitto da seguire e le persone da invitare nella cerchia di amici. Il risultato per gli utenti è quello di vivere in una bolla, parlare solamente con le persone che la pensano come loro, vedere solo i prodotti che già corrispondono ai loro gusti, leggere solo gli articoli che corrispondo alle loro aspettative.
Il risultato è una nuova, imprevedibile cultura della disinformazione, un mondo senza pensiero.
Intrighi, vendette, colpi bassi, gelosie nella corte della regina Anna, nel triangolo lesbico di The Favourite di Yorgo Lanthimos, in concorso oggi a Venezia 75, accolto con grandi applausi dalla stampa nelle proiezioni riservate e all’incontro con il cast. Quasi come a Hollywood? “C’è tanta rivalità certamente, ma lo spirito competitivo non è solo nel cinema, accade in tutti i settori” dice Emma Stone, una delle tre magnifiche protagoniste, con Olivia Colman e Rachel Weisz (assente per imminente maternità) che mettono subito al secondo giorno di festival l’ipoteca sulla coppa Volpi migliore interpretazione femminile.
Lanthimos (The Lobster, Il cervo sacro) racconta la sfida, anche di seduzione omosessuale tra due dame, Abigail Masham (Stone) e Sarah Churchill (Weisz), per diventare unica, potente Favorita della regina Anna Stuart (1665-1714), a capo del regno nel D’Inghilterra, depressa, instabile, ‘bambina’. Gelosie violente e manovre politiche, capricci che cambiarono vite di milioni di persone per la guerra Inghilterra – Francia che dominò tutto quel periodo storico.
“Un disastro, uno scenario da guerra o da terremoto nel pieno centro di Roma, per fortuna non ci sono feriti o peggio, ma per il patrimonio artistico italiano è un segnale d’allarme importante, un sintomo grave che ora va preso in seria considerazione”. Incollato al computer e alle foto sconvolgenti del crollo di San Giuseppe dei Falegnami, la chiesa tardo cinquecentesca costruita nella zona del Foro proprio sopra il romano Carcere Mamertino, lo storico Tomaso Montanari ha le mani nei capelli. “C’è prima di tutto un evidente problema di sicurezza – commenta al telefono con l’ANSA – E’ venuto giù tutto il tetto, e se ci fosse stato un matrimonio?” “Cosa sia successo in particolare in quel luogo simbolo della stratificazione di Roma andrà appurato – premette lo storico da sempre in polemica con la riforma Franceschini e con le scelte di gestione del patrimonio artistico – ma per quanto mi riguarda posso dire che le motivazioni sono molto note, vanno cercate nella mancanza di turn over e di assunzioni nelle soprintendenze: non c’è più nessun funzionario che fa manutenzione, sono rimasti in pochissimi, si fa solo valorizzazione, in piu’ ci sono i danni della riforma di Franceschini, che ha diviso in due la gestione del Foro, per isolare il Colosseo”. “Ogni tentativo di minimizzare e’ criminale – ribadisce Montanari – questo di aver fatto a fette la tutela di Roma moltiplicando e dividendo enti e’ contrario alla natura di questi oggetti che sono tutti collegati”.
Dedicata a San Giuseppe in qualità di falegname, la chiesa romana interessata dal crollo, spiega Montanari, esperto di arte del Seicento, è una chiesa “nata dal basso, per volere popolare e in quanto tale una chiesa in qualche modo povera, ma ci sono opere importanti, per esempio una tela del Maratti, che è il più importante pittore italiano della fine del ‘600. Ci ha lavorato Giabattista Soria, grande falegname architetto, credo anzi che il soffitto fosse suo”. A Roma, comunque, “il capolavoro e’ il contesto, è il tessuto – ribadisce appassionato Montanari -. Poi bisognerà vedere quali saranno alla fine i danni precisi, di certo con questo crollo perdiamo un altro pezzo unico del nostro passato. E’ come se nella foto dell’Italia ci fosse un altro pezzettino che si oscura. Il ministro Bonisoli – conclude – sia consapevole della responsabilità che gli pende in capo”.
Il 3 settembre riapre al pubblico il Parco della Musica e dal 5 settembre riprendono le attività della Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica.Si riparte con il primo appuntamento di Jammin’, la rassegna musicale che dedica 5 appuntamenti (5,6,7,25 e 26 settembre) ai gruppi emergenti e alla scoperta di nuovi talenti in ogni ambito musicale, ma anche con ospiti d’eccezione come Roberto Gatto. Il 13 settembre il concerto di David Crosby, per l’ ultimo appuntamento che chiude idealmente la stagione estiva di concerti del Roma Summer Festival e apre la nuova stagione di concerti che vedrà Ben Harper (27/10), The Musical Box (28/10), Morcheeba (4/11), Tommy Emmanuel (6/11), Tribalistas (11/11), Robben Ford (16/11), Malika Ayane (18/11), Edoardo Bennato (29/11), Sergio Cammariere (14/12), Luca Barbarossa (21 – 23/12), Nicola Piovani (26 – 30/12), Giovanni Allevi (26/12), Mario Biondi (27/12).Dal 18 al 22 settembre l’Auditorium e la Casa del Jazz ospitano “Una Striscia di Terra Feconda” storica rassegna italo-francese dedicata al jazz e alla musica improvvisata diretta da Paolo Damiani e Armand Meignan. Sempre a settembre tre eventi del cartellone del Romaeuropa Festival 2018: il concerto di Oumou Sangaré (22/9), gli spettacoli “Kingdom” della compagnia catalana Agrupación Señor Serrano che porta in scena il mito di King Kong (25-26/9) e “Saigon” della regista francese Caroline Guiela Nguyen, insieme alla sua compagnia les Hommes Approximatifs (29-30/9).Ritorna Inedito d’Autore, la rassegna del teatro di narrazione giunta alla terza edizione e dedicata quest’anno alla scienza. Gli ideatori della manifestazione, Andrea Camilleri e Annalisa Gariglio, confermano la vocazione a raccontare, attraverso gli occhi della letteratura e la lente d’ingrandimento del teatro, storie inedite e personaggi straordinari meno noti alla Grande Storia. Vinicio Marchioni e Michela Mancini, racconteranno la straordinaria vita della diva del cinema anni trenta Hedy Lamarr (23/9) e Massimo Popolizio vestirà i panni del fisico Richard P. Feynman, (30/9). Il 29 settembre secondo appuntamento del ciclo I Miti della canzone, la nuova rassegna a cura del giornalista e critico musicale Felice Liperi che racconterà insieme a protagonisti e studiosi della canzone italiana i suoni e le canzoni di Lucio Battisti. Dal 20 al 23 settembre i giardini pensili saranno nuovamente invasi da alcuni tra i migliori chef della capitale per Taste of Rome. 18 chef si sfideranno ai fornelli per conquistare i palati del pubblico attraverso 4 portate di alta cucina.
– CAGLIARI
– Fabrizio De Andrè in barca a Carloforte insieme al fido Mauro Pagani per cercare il vero genovese antico e trarre ispirazione e spunti per comporre il suo capolavoro Creuza de mà. Una cartolina di una quarantina di anni fa. Un passato collegato con il presente. Faber non c’è più, ma a Pagani, suo stretto collaboratore, sarà consegnato il premio Isole del cinema per la musica. L’appuntamento è per il 14 settembre a Carloforte, l’isola della fiction di Gianni Morandi sulla costa sud occidentale della Sardegna, enclave culturale e linguistica genovese, durante il Festival, ormai giunto alla dodicesima edizione, che prende il nome da quell’album che ha segnato una svolta nella musica italiana: Creuza de má. Proiezioni di film e documentari, concerti, incontri, masterclass e tanto altro, tutto all’insegna della musica per il cinema: saranno gli ingredienti dell’evento ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu e organizzato dall’associazione Backstage in programma a Carloforte dall’11 al 16 settembre.
– VENEZIA
– Lunghi applausi e commozione per Roma di Alfonso Cuaron, film in concorso in questa 75/ma edizione del Festival di Venezia. Il film è una sorta di Amarcord del regista e sceneggiatore messicano due volte premio Oscar che ci porta dentro la sua famiglia e i turbamenti politici di Città del Messico di quegli anni. Il film potrebbe aspirare con pieno diritto ad entrare nel Palmares dei premi maggiori anche al Leone d’oro. In questo caso sarebbe il primo Leone d’oro targato Netflix.
– CAGLIARI
– Si sono concluse a Dorgali, con la suggestiva festa campestre di San Pantaleo, le riprese dei tenores sardi per il docufilm sul canto a tenore ‘A bolu’, realizzato dalla società cagliaritana Karel Film.
Le riprese, con testimonianze dei protagonisti di una delle più autentiche e antiche espressioni culturali dell’Isola, sono partite il 5 giugno a Mamoiada e nelle settimane successive hanno toccato Pattada, Ottana, Orgosolo, Seneghe, Loculi, Orune e infine Dorgali. Terminata la raccolta delle testimonianze e la registrazione dei canti in presa diretta, il lavoro sarà integrato con le spettacolari immagini della Sardegna vista dall’alto girate a bordo di un elicottero: i paesaggi di Barbagia, Ogliastra, Montiferru, Monte Acuto, Baronia e Nuorese faranno da scenario alle voci e alle note dei cantori.
Nei prossimi giorni inizierà la post produzione, mentre la presentazione alla stampa e al pubblico è prevista per l’inverno.
L’attore francese, Gerard Depardieu, è oggetto di un’inchiesta preliminare per stupro. Lo rivelano alcuni media francesi fra i quali BFM TV e Le Parisien.
La denuncia sarebbe stata presentata il 27 agosto da una giovane attrice e ballerina di una ventina d’anni.”Gerard Depardieu contesta in modo assoluto qualsiasi aggressione o stupro”: questa la reazione dell’avvocato dell’attore francese, Hervé Temime.
VENEZIA
– Un professionista, Ermanno, talmente condizionato dai preconcetti mediatici su Scampia da trasformare una sua ‘visita’ in auto nel quartiere per un appuntamento di lavoro, in un viaggio da incubo. Lo interpreta Salvatore Esposito in Nessuno è innocente, l’intenso corto di Toni D’Angelo (ora al lavoro sul sequel del poliziottesco cult Milano Calibro 9) che apre la Settimana della Critica alla Mostra de Cinema di Venezia “Nessuno di noi è innocente – dicono All’ANSA Esposito e Toni D’Angelo – questi preconcetti sono colpa nostra. Certi luoghi ci vengono raccontati come giungle pericolose ma a Scampia ci sono, eccome, tantissime persone perbene”. Per Esposito, nato a Mugnano di Napoli, paese limitrofo a Scampia, “il legame con quella zona è viscerale, ci vivono persone che conosco da sempre e ho fatto amicizia con molte altre, che ci hanno ospitato durante le riprese di Gomorra”. L’attore sta ora girando la 4/a stagione, che debutterà su Sky a inizio 2019: “Vedrete un nuovo lato di Genny, sarà un Genny 4.0″.
di Alfonso Cuaron, film in bianco e nero passato oggi in concorso al Festival di Venezia e molto applaudito a fine proiezione, incanta e commuove. Ma la cosa che resta più impressa è la sua capacita di trascinarti fin dentro la storia di questa famiglia che vive a Città del Messico nel 1971, di diventare, poco a poco, un loro parente e così inevitabilmente soffrire e gioire per tutto quello che gli capita. E’ insomma, come riconosce al Lido lo stesso regista messicano due volte premio Oscar, il suo personalissimo Amarcord, la sua memoria in bianco e nero girato in un perfetto realismo. ”Il 90% delle cose che si vedono in Roma (il titolo è solo il nome di un quartiere della Città del Messico ‘bene’) vengono dalla mia memoria. Ho fatto una ricostruzione identica della casa originale in cui vivevo e ho trovato anche il 70% dei mobili che la arredavano. Ho ricostruito poi anche la strada della mia infanzia mentre il posto del massacro del Corpus Christi (la violenta repressione nel 1971, con tanto di morti, di una protesta studentesca) è quello vero. Quegli anni sono un momento che mi ha formato, ma anche un momento che ha trasformato profondamente il mio Paese”.’Roma’ racconta tante cose attraverso la storia due donne abbandonate di classi diverse, anzi lontanissime, dai loro rispettivi compagni. Da una parte c’è Cleo (la straordinaria Yalitza Aparicio) giovane domestica mixteca sedotta e abbandonata dal suo ragazzo e, dall’altra, la sua padrona, la signora Sofia (Marina de Tavira) a sua volta lasciata dal marito, Antonio (Fernando Grediaga), con il quale ha avuto quattro figli ancora adolescenti. Queste due storie parallele sono vissute all’interno di una famiglia che va avanti, nonostante tutto, tra cose non dette, piccole e grandi tragedie e in cui ognuno rappresenta il suo naturale carattere. Sofia, dalla sguardo dolce, ha la sfortuna di avere incontrato il fidanzato sbagliato, violento, fragile e falso, mentre la sua padrona di avere un marito fedifrago.”E’ tutto così naturale in Roma – spiega Cuaron oggi al Lido – grazie soprattutto alle due protagoniste che hanno saputo lavorare con spontaneità in un film girato in sequenza. I bambini, ad esempio, non sapevano niente di cosa avrebbero fatto di lì a un momento dopo, ma erano guidati dalle sole situazioni in cui si trovavano”. E se questo film più reale del reale e con una ricostruzione degli ambienti impressionante vincesse il Leone d’oro? Sarebbe la prima volta per un film targato Netflix (sarà a dicembre sulla piattaforma in contemporanea con alcune sale selezionate), ma alla domanda Cuaron replica senza battere ciglio: ”Non ho il problema di Netflix, in realtà è una battaglia che non capisco. Tanta gente non ha la possibilità o il tempo per andare al cinema e questa piattaforma ti dà la possibilità di vedere il cinema. Che c’è di male?”. Tra le molte scene cult di ‘Roma’, quella che vede protagonista un approssimativo guru delle arti marziali che fa una stage, in una giornata piene di vento, a un centinaio di praticanti con tanto di bokken (bastone da combattimento) in mano. ”Sì riconosce Cuaron è vero, è lo stesso vento di Fellini. Al montaggio di questa scena mi hanno suggerito, perché non metterci un vento felliniano sullo sfondo. E così lo abbiamo fatto”.
Intrighi, vendette, colpi bassi, gelosie nella corte della regina Anna, nel triangolo lesbico di La Favorita di Yorgo Lanthimos, in concorso oggi a Venezia 75, accolto con applausi dalla stampa nelle proiezioni riservate e all’incontro con il cast. Quasi come a Hollywood? “C’è tanta rivalità certamente, ma lo spirito competitivo non è solo nel cinema, accade in tutti i settori” dice Emma Stone, una delle tre magnifiche protagoniste, con Olivia Colman e Rachel Weisz (assente per imminente maternità) che mettono subito al secondo giorno di festival l’ipoteca sulla coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Lanthimos (i potenti e controversi The Lobster, Il cervo sacro) racconta la sfida, anche di seduzione omosessuale tra due dame, Abigail Masham (Stone) e Sarah Churchill (Weisz), per diventare unica, potente favorita della regina Anna Stuart (1665-1714), a capo del regno d’Inghilterra, depressa, instabile, ‘bambina’. Gelosie violente e manovre politiche, capricci che cambiarono vite di milioni di persone per la guerra Inghilterra – Francia che dominò tutto quel periodo storico. Tre donne protagoniste in un film è piuttosto raro, per questo il regista greco, che ci ha messo 9 anni a fare il film, osserva: “spero si possa considerare un piccolo contributo al tempo del #metoo. I registi sono uomini, lo sguardo maschile la gran parte dei casi le vede fidanzate, oggetto di desiderio, questa è una eccezione: al centro di The Favourite ci sono tre donne, fantastiche e orrende come ogni essere umano”. Per un caso la carriera di Olivia Colman incrocia due volte la Corona: oltre alla viziata Anna è nella terza attesa stagione della serie Netflix The Crown la regina Elisabetta II, al posto di Claire Foy, le cui riprese sono in corso. “Le due regine non hanno nulla in comune”, ha detto la Colman tenuta al riserbo. Coincidenze curiose: l’apertura della mostra ieri con Il Primo Uomo di Damien Chazelle ha visto i riflettori accendersi sull’astronauta Ryan Gosling – con Emma Stone la coppia stupenda di La La Land – e su Claire Foy, la moglie di Neil Armstrong nel film. “E’ stato bellissimo recitare questa regina bambinesca, che non ha fiducia in se stessa, che la cerca negli altri, che non sa se è davvero amata da queste dame o usata, una donna che ha troppo potere e troppo tempo per usarlo”, dice l’attrice, classe 1974, una capacità interpretativa incredibile, degna della migliore tradizione inglese. Le scene di sesso lesbo? “Non abbiamo inventato inventato niente, da tempo si fa così”, hanno scherzato le attrici. “Siamo stati insieme tutti noi prima di girare in quelle fantastiche location – che Lanthimos inquadra di grandangolo contribuendo ad una prospettiva particolarmente suggestiva di questa misconosciuta storia – per tre settimane, abbiamo imparato a conoscerci, a fare amicizia, così il sesso ci è venuto facile”, dice la Stone, sottolineando se ce ne fosse bisogno che è tutto finto. Nel film è Abigail, una dama caduta in disgrazia, vittima di violenza, venduta dal padre, “ma è una donna che ha deciso di sopravvivere e puntare su se stessa e alla fine ce la farà”. “Le donne sono complicate, straordinarie: una storia come questa le esalta”, prosegue Lanthimos ormai un expat del cinema. Un film in Grecia? “Se trovassi una storia giusta da raccontare nel mio paese ci tornerò molto volentieri. Ho cominciato a fare cinema lì, si lavorava grazie alla generosità e all’amicizia di chi magari ti metteva a disposizione la casa per farti fare le riprese o lavorava quasi gratuitamente come attore. Un film in costume a Londra come La Favorita non lo avrei mai potuto realizzare, ma io, il mio cinema sono il frutto di quell’epoca giovanile”.
– TARANTO
– La ‘resa dei conti’ tra Paisiello e Rossini, gli autori di uno stesso Barbiere di Siviglia, continua a Taranto nella 16/ma edizione del Giovanni Paisiello Festival organizzato dagli ‘Amici della Musica Arcangelo Speranza’, dal 5 al 25 settembre. Il Festival si aprirà il 5 settembre con un doppio appuntamento nei luoghi della città vecchia. Alle ore 21, con partenza dal monumento di Paisiello, l’attore Angelo Pascual De Marzo farà da guida tra vicoli, piazze e corti del borgo antico nei quali Paisiello trascorse l’adolescenza prima del trasferimento a Napoli. Alle 21.30 il ‘pellegrinaggio’ si concluderà in piazzetta Monteoliveto, nei pressi della casa natale del compositore, con una performance di danza urbana e circo-teatro ispirata alle musiche di Paisiello.
La programmazione entrerà nel vivo il 7 settembre, al Museo Diocesano (Mudi), con l’atteso recital La Bella più Bella del soprano Roberta Invernizzi che, accompagnata alla tiorba da Franco Pavan, accenderà i riflettori sulla bellezza della voce.
– Non poteva essere che una regista donna come Alexandra Leclère a dirigere ‘Un marito a metà’ in sala dal 30 agosto distribuito da Officine Ubu. Perché in questo classico triangolo perverso e ironico tra marito, moglie mora e amante bionda, in questa tipica commedia francese piena di dialoghi alla fine escono fuori molte verità al femminile su quello che accade tra due donne quando c’è un uomo nel mezzo e neppure troppo affascinante.
Questa la storia. Dopo 15 anni di matrimonio e due figli, la violinista Sandrine (Valérie Bonneton) scopre che il marito Jean (Didier Bourdon) la tradisce con la bella e algida Virginie (Isabelle Carré), proprietaria di una libreria antiquaria.
Inizialmente Sandrine fa la cosa giusta, chiede a Jean di lasciare subito Virginie e lui le ubbidisce per paura di perdere la famiglia. Ma poi Sandrine, animata da spirito materno, ci ripensa quando si accorge che Jean non è più felice. Decide così di proporre alla rivale una sorta di ‘affido congiunto’ (che è anche il titolo originale del film) del marito fedifrago.
Una sorta di fifty-fifty, ovvero una settimana per uno con l’uomo desiderato. Ma il povero Jean, dopo un’iniziale felicità, si ritrova in un bel casino e con un trolley sempre in mano.
Tanti i cambiamenti nella sua vita. La moglie, data per scontata, comincia ad avere modalità seduttive inaspettate, mentre l’amante diventa per la prima volta una casalinga con cui condividere cene e tv. Insomma tutto si ribalta, mentre monta chiaramente tra le due donne una lotta senza esclusione di colpi e la figura di Jean, allo stesso tempo, quasi tramonta nei loro cuori. E alla fine sembra solo restare un gioco di potere, crudo ma anche complice, tra Sandrine e Virginie.
Dice del film l’attrice Isabelle Carré che interpreta l’amante: “In ‘Il marito a metà’ le donne sono al centro del gioco, anche se Jean è inizialmente contento della situazione finisce poi con l’essere disperato, infelice. un film – continua – in cui le donne non si lasciano mai andare e prendono il loro destino in mano”.
Di diverso parere Valérie Bonneton che rifiuta di classificare il film come femminista. ” un film che fa bene alle donne, ma è un film ‘normale’, dal momento che i ruoli potrebbero essere invertiti”.
Va detto che la regista Alexandra Leclère non è nuova a provocazioni. Nel suo precedente film Benvenuti…ma non troppo aveva messo in scena una situazione di estrema attualità politica. Ovvero di una immaginaria legge del governo francese che obbligava i cittadini proprietari di appartamenti con stanze libere ad accogliere le persone più disagiate. panico in tutta la Francia e soprattutto al civico 86 di rue du Cherche Midi, dove in un lussuoso palazzo abita la famiglia Dubreuil, d’estrazione borghese e conservatrice, e i coniugi Bretzel, intellettuali e radical chic.
– SORELLE PASSERA, GENERI DI CONFORTO (Tea, pp.240, 22 Euro). C’è tutto il sapore delle cose buone, quelle di famiglia, nel libro Generi di Conforto, scritto con cura, passione e tantissima fantasia da Gigi e Marisa Passera, note come le Sorelle Passera. In uscita il 13 settembre per Tea (il 18 la prima presentazione a Milano), il libro offre un tuffo nei sapori e nei ricordi delle due autrici che, con grande generosità, aprono al lettore la porta dei loro affetti materializzati nei propri personalissimi piatti del cuore. Il cibo con Gigi (la maggiore delle due, autrice televisiva e radiofonica) e Marisa (la ‘piccola’ di casa, voce di Radio Deejay e conduttrice tv) diviene un autentico “abecedario delle emozioni”, uno strumento per tornare indietro con la memoria e mantenere vive le storie della loro famiglia.Nel libro infatti non ci sono solo ricette, ma piano piano fanno capolino personaggi, sentimenti, abitudini, modi di vivere, aneddoti, lunghe chiacchierate con gli amici. Quello delle due autrici è un cibo eccentrico e genuino, che fa sentire a casa chi legge, che racconta oltre a riempire la pancia, che delizia non solo il palato ma anche gli occhi con i suoi colori e le sue forme. E che si tratti molto di più di un manuale di cucina lo si capisce subito: bastano i titoli delle ricette a schiudere lo scrigno delle sorprese. Ogni piatto è un dono che viene dal passato, ma che è pronto a conquistarsi il suo posto nel presente, e chissà magari anche nel futuro, attraverso le nuove generazioni.Ci sono le “bruschette per anime romantiche” di Gigi, con acciughe, tartare di manzo e salmone, che non sono adatte per “cinici e perditempo” e il suo “my secret garden”, in cui a regnare sono i profumi delle erbe aromatiche, del limone e della lavanda; per Marisa invece è imperdibile il “Pasqua quando vuoi”, un trionfo di carciofi tenerissimi, o ancora il dolce e colorato “cuore viola”, un dessert semplice e povero a base di uva nera che diventa il succoso simbolo dell’autunno. Le dosi sono un po’ a caso, la stagionalità dei prodotti non è rispettata, e c’è dunque una sorta di vena anarchica che emerge. Ma cosa importa, è giusto così: le Sorelle Passera navigano a vista, promettono fantasia e divertimento, sincerità e leggerezza grazie a pietanze capaci di offrire manciate abbondanti di consolazione, gioia, affetto. E, per queste cose, la ragione non serve a molto. [print-me title=”STAMPA”]
