Ultimo aggiornamento 16 Maggio, 2019, 20:41:42 di Maurizio Barra
SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE
DALLE 15:30 DI SABATO 08 SETTEMBRE 2018
ALLE 02:42 DI LUNEDì 10 SETTEMBRE 2018
SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA:
Homo Faber, in mostra mestieri d’Europa
Michelangelo Foundation porta a Venezia genio di 400 artigiani
I 50 anni di Ralph LaurenHillary, Oprah, Spielberg tra 500 ospiti show in 170 uscite
Cappellin e Scarpa, e arte vetroRassegna nell’ambito del progetto ‘Stanze di vetro’
Elif Batuman, racconto le due vite di SelinNe ‘L’Idiota’ con cui chiude il Festivaletteratura
Venezia 75, Leone d’Oro a Roma di CuaronIl film è prodotto da Netflix
Coppa Volpi maschile a Willem DafoePer At Eternity’s Gate nel ruolo di Vincent Van Gogh
Coppa Volpi femminile a Olivia ColmanPer il ruolo in The Favourite di Yorgos Lanthimos
Leone d’argento a Jacques AudiardPer la regia del film The Sisters Brothers
Venezia, migliore sceneggiatura ai CoenPer il film The Ballad of Buster Scruggs
Venezia, l’Italia senza premiNonostante oltre 20 film nella selezione di cui tre in gara
Gran Premio della Giuria a The FavouriteDel regista di Yorgos Lanthimos con Olivia Colman
Venezia: due premi a The NightingalePremio Speciale della Giuria e il Premio Marcello Mastroianni
Bocelli all’Arena, notte hollywoodianaAllestimento importante, 400 artisti con costumi sfarzosi
Lo Cascio, i miei incipit in viaggioL’attore, sarebbe bella follia film da ‘Ogni ricordo un fiore’
A Ferentillo festival del FantasticoCon una delle biblioteche più ricche e complete sul genere
Chagall tra avanguardia e tradizioneA Mantova 130 opere, tra cui 7 teleri del Teatro Ebraico a Mosca
Emozioni e cori per Shinoda e Jared LetoIn 20mila a Expo per Thirty Seconds To Mars, finale Milano Rocks
Mantova, meno eventi ma 122mila presenzeL’edizione 2019 si terrà dal 4 all’8 settembre
Arriva Elite, con alcune star della Casa di cartaA scuola tra ricchi e poveri, amore e morte. Su Netflix dal 5/10
p debutta a New YorkBrand francese festeggia 70 anni con Kendall Jenner amazzone
Subsonica, a febbraio tour palazzettiA ottobre l’album ‘8’, a dicembre tournée europea
Festival Comunicazione, 35 mila presenzeDalla lectio magistralia di Piano al premio a Barbero
Quattro ragazze e la leggenda di Slender ManIn sala l’horror di Sylvain White
Rinasce Teatro Vaccaj dove era come eraDistrutto da incendio nel 2008, è ‘Broadway italiana’
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
John DeLorean e le illusioni dell’American DreamAscesa e caduta progettista auto in Driven, che chiude Venezia
Del Toro, su Leone Cuaron giuria unanime”Ho votato e ho avuto lo stesso peso degli altri otto giurati”
Genovese, spiace assenza premi italianiGiurato al Lido, ma non vuol dire che non siano piaciuti
Barbera, il futuro tra Netflix e le saleEventuali polemiche figlie nostalgia che non fa conti con realtà
Autori-esercenti contro Leone a NetflixAnac, Fice e Acec, film vincitore sia alla portata di tutti
Incassi Usa, domina l’horror The NunPoi Crazy and Rich e la new entry Peppermint
Tra Netflix e sale, dove vedremo i film di VeneziaIl Leone Cuaron su piattaforma ma anche nei cinema a dicembre
SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA: TUTTE LE NOTIZIE:
I broccati tessuti come al tempo dei Dogi e le creazioni di Chanel e Capucci. L’artigiano londinese che, nell’era di Google Maps, crea mappamondi a mano e un secolo di storia nei vasi di Gio Ponti e Richard Ginori. Il trasporto del futuro con l’officina specializzata in Ferrari. Fino al restauro del Ritratto di Marcello Durazzo di Van Dyck, per la prima volta svelato al pubblico. È Homo Faber. Crafting a more human future, la più grande mostra evento sui mestieri d’arte d’Europa, organizzata da Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, dal 14 al 30/9 alla Fondazione Giorgio Cini a Venezia (www.homofaberevent.com).
Un’occasione, dice Johann Rupert, co-fondatore della Michelangelo Foundation, anche per “mettere l’accento su quello che gli esseri umani sanno fare meglio delle macchine”.
“Abbiamo scelto Venezia, baluardo di cultura e arte – aggiunge il co-fondatore Franco Cologni – perché da sempre centro nevralgico di scambi e connessioni”.
– NEW YORK
– Con uno show in tre atti a Central Park a New York, Ralph Lauren ha celebrato i 50 anni di un brand simbolo dell’American Dream: omaggio a mezzo secolo di lavoro ma anche alle sue origini, alla città, all’intero paese e al futuro.
Una lista infinita di 500 vip tra cui Hillary Clinton, Steven Spielberg e Oprah Winfrey si sono radunati attorno alla Bethesda Fountain. Donna Karan, Diane Von Furstenberg e Calvin Klein, i vip che con Ralph hanno creato da zero la moda americana, hanno applaudito il collega e rivale. In passerella 170 modelli e modelle tra cui alcuni bambini, uno così piccolo da essere semiaddormentato. Ralph ha messo in scena tutti i motivi del suo Dna: dai pionieri del west e dai nativi alle gang di New York dell’800, dai college ormai pienamente integrati al glamour di Hollywood: la storia dell’America raccontata attraverso la collezione autunno inverno (la formula è di nuovo il ‘see now buy now’ con cui i capi sono in vendita subito).
– VENEZIA
– In appena sei anni, dal 1925 al 1931, Giacomo Cappellin, “imprenditore ostinato e spendaccione”, e un giovane Carlo Scarpa hanno “rivoluzionato” il modo di fare il vetro a Murano. A quel breve periodo di intensa attività è dedicata la mostra che apre il 10 settembre, fino al 6 gennaio, all’isola di San Giorgio, a Venezia, curata da Marino Barovier, nell’ambito del progetto “Stanze di vetro” che la Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung da alcuni anni dedicano alla riscoperta e allo studio del vetro.
La mostra, “La vetreria M.V.M. Cappellin e il giovane Carlo Scarpa 1925-31” (catalogo Skira), attraverso più di 200 opere ripercorre i momenti salienti di una produzione vetraria che ha saputo introdurre a Murano i motivi della modernità, della sperimentazione di colori e forme, di un nuovo modo di dare sostanza all’oggetto in vetro.
MANTOVA – Selin, matricola ad Harvard, ha un amore infelice con Ivan e felice con la letteratura. “Ha smarrito il senso della sua vita” come racconta all’ANSA la scrittrice americana di origine turca Elif Batuman ne ‘L’Idiota’, il suo primo romanzo, che è stato finalista al Pulitzer e inserito in tutte le liste dei migliori libri dell’anno. Una storia di formazione ambientata nel 1995, quando l’email era un nuovo modo di comunicare e i social non facevano ancora parte integrante della nostra vita, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Martina Testa, con cui la scrittrice chiude il Festivaletteratura di Mantova.”Ho scritto una prima bozza quando avevo vent’anni senza pensare che sarebbe diventato un romanzo di formazione. Quando mi sono trovata a revisionarlo, a 38 anni, ho capito che si trattava di un romanzo che racconta due vite. Un libro come viene definito negli Stati Uniti ‘Campus’, che parla dell’attività nei campus universitari e di come si vive l’amore a 18 anni, quando si è giovani e ci si lascia trascinare dalle relazioni sentimentali” spiega all’ANSA la Batuman, 41 anni, che vive a New York e capisce bene l’italiano anche se non lo parla. Storia d’amore tra i banchi dell’università, ‘L’Idiota’ racconta con umorismo la giovinezza, la solitudine, ma è anche un dialogo con la creatività e la letteratura, al quale la scrittrice è tornata a quasi vent’anni dalla prima stesura.”Quando ho ripreso in mano questo libro ne stavo scrivendo un altro, ‘The two lives’ (Le due vite), un romanzo sulla vita di una giornalista originaria degli Stati Uniti che vive in Turchia. La struttura era piena di flashback e ho cominciato a farmi grandi domande sulla vita privata e quella professionale. Ho pensato al libro di Cechov ‘La signora con il cagnolino’ dove c’è un personaggio che ha due vite: una pubblica e una segreta. E in realtà era quello che accadeva nel romanzo che stavo scrivendo. Così, mentre cercavo di dare voce alla vita privata di questa giornalista, mi sono ricordata de ‘L’Idiota’ e ho pensato di dare un’occhiata a quella storia per prendere qualche dettaglio. E’ stato interessante vedere in quello che avevo scritto che la protagonista è consapevole di vivere due vite, la vita della scuola, dei compagni di corso e una vita concentrata sullo scambio di email con Ivan. E mi sono detta che dovevo terminare questo romanzo, non prenderne dei dettagli” racconta la Batuman, collaboratrice del ‘New Yorker’, caso letterario con ‘I posseduti. Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori’.Gli abiti, la musica sono quelli del 1995, “un periodo particolare per la tecnologia, in cui non c’erano i social media, non c’era facebook” dice la scrittrice che il libro sulla giornalista non lo ha mai terminato e ora sta lavorando a una storia che si può collocare a metà tra ‘L’Idiota’ e ‘The two lives’. “Sicuramente c’è sempre un rapporto nei libri che si scrivono con le relazioni amorose. Le domande diventano sempre più ampie, ma mai fine a se stesse”. Selin, anche se fallisce con Ivan, ha un grande amore per tantissime altre cose. “Una storia d’amore o la storia d’amore non determina il destino di una persona e questo mi interessava raccontare” spiega la scrittrice che per i primi due libri ha ripreso titoli dei romanzi di Dostoevskij. “Il titolo provvisorio di quello che sto scrivendo si riferisce invece a un’opera di Kierkegaard, ‘Out out'” racconta. La Batuman collega il problema dell’immigrazione “al fiorire dei nazionalismi, in Turchia come in Italia. Però – sottolinea – sono ottimista. Penso che questi nazionalismi dovranno sparire e le persone capiranno il carattere universale del genere umano. Sicuramente adesso hanno realizzato, in un certo qual modo, che sono state imbrogliate per una serie di anni, sentono l’ingiustizia sociale ed economica ma capiranno che vengono manipolati nel senso che viene utilizzata la condizione di povertà in cui vivono e dirottata la loro rabbia per aumentare l’orgoglio nazionale. Un discorso che non funziona più. Lo vedo nella reazione dei giovani negli Stati Uniti”.
– VENEZIA
– Il Leone d’oro per il miglior film di Venezia 75 va a: ROMA di Alfonso Cuarón (Messico). Il film è prodotto da Netflix.
– VENEZIA
– La Coppa Volpi per il miglior attore di Venezia 75 va a Willem Dafoe nel film At Eternity’s Gate di Julian Schnabel (USA, Francia), in cui interpreta Vincent van Gogh.
– VENEZIA
– VENEZIA
– Il Leone d’argento di Venezia 75 per la migliore regia va a Jacques Audiard per il film The Sisters Brothers (Francia, Belgio, Romania, Spagna).
– VENEZIA
– La Coppa Volpi per la migliore attrice di Venezia 75 va a Olivia Colman nel film The Favourite di Yorgos Lanthimos (Regno Unito, Irlanda, USA).
– VENEZIA
– Il Premio per la migliore sceneggiatura di Venezia 75 va a Joel & Ethan Coen per il film The Ballad of Buster Scruggs di Joel & Ethan Coen (USA).
– VENEZIA
– Il cinema italiano esce senza premi da Venezia 75. Oltre 20 film nella selezione, di cui tre in gara per il Leone d’oro – Capri Revolution di Martone, Che fare quando il mondo è in fiamme? di Minervini, Suspiria di Guadagnino – e un palmares in bianco.
– VENEZIA
– Il Gran premio della Giuria di Venezia 75 va a The Favourite di Yorgos Lanthimos (Regno Unito, Irlanda, USA). Protagonista Olivia Colman, che ha conquistato la Coppa Volpi come miglior attrice.
– VENEZIA
– A Venezia 75 due premi per il film australiano The Nightingale di Jennifer Kent (Australia): il Premio Speciale della Giuria e il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente: Baykali Ganambarr.
VERONA – C’è chi è si è appostato fin dal pomeriggio per conquistare una posizione privilegiata lungo il red carpet in piazza Bra, a Verona, dove in serata hanno sfilato dal Palazzo della Gran Guardia fino in Arena gli ospiti illustri della Notte di Andrea Bocelli. La serata-evento ha richiamato nell’anfiteatro una parata di stelle del mondo dello spettacolo, su tutte i divi di Hollywood Richard Gere e Morgan Freeman, accorsi a Verona per applaudire l’amico Bocelli che ha coinvolto grandi nomi della musica lirica nel più grande teatro all’aperto del mondo. Un grande show di musica e solidarietà, condotto da Milly Carlucci, in onda domani, 9 settembre, in prima serata su Rai1 alle 21:25. “In Arena ho cantato tante volte ed è sempre un grande piacere ed un’emozione grandissima per i momenti che ho vissuto lì dentro” aveva raccontato il tenore toscano nel municipio di Verona il giorno della presentazione dell’evento.
“Quando c’è un concerto di questo tipo bisogna sperare di star bene, per cui se la voce sarà a posto cercherò di dare il meglio di me e di regalare qualche emozione” aveva aggiunto Bocelli che ieri nella Basilica di Santa Anastasia, circondato dal capolavoro di Pisanello, l’affresco “Il San Giorgio e la principessa” ha girato un blindatissimo video sotto la regia di Gaetano Morbioli, mentre dall’esterno qualche fan si godeva l’aria dell’Ave Maria.
Per “La Notte di Andrea Bocelli” è stato approntato un allestimento imponente: oltre 400 artisti con sfarzosi costumi, l’orchestra e il coro della Fondazione Arena di Verona e le colossali scene areniane per accompagnare Bocelli nell’interpretazione delle più celebri arie operistiche: l’emozionante e osannato “Nessun Dorma” dalla Turandot di Giacomo Puccini, la frizzante “Donna è mobile” dal Rigoletto di Giuseppe Verdi, restando al cigno di Busseto il grandioso “Va Pensiero” dal Nabucco e il più famoso brindisi della storia, “Libiamo” dalla Traviata. Ma anche la struggente “Che gelida manina”, dalla Boheme pucciniana. Nella scaletta della serata l’anteprima assoluta di alcuni dei brani inediti del nuovo album di Andrea Bocelli “Sì”, che uscirà il 26 ottobre, predestinato all’ennesimo successo per un artista che nella sua carriera vanta già 85 milioni di copie vendute. Musica lirica e non solo. Il format della serata, infatti, guida gli spettatori in un affascinante viaggio nel mondo dell’opera attraverso la musica e il racconto dei libretti, interpretati da Andrea Bocelli e dai tanti ospiti, con l’introduzione degli ospiti più illustri. Così il tenore, celebrato a livello internazionale, viene affiancato da mostri sacri della lirica: il soprano russo Aida Garifullina (reduce dalla trionfale esibizione alla cerimonia di apertura dei Campionati del mondo di calcio in Russia e candidata al Grammy Award per la categoria Best Opera Recording), il “re” dei baritoni, Leo Nucci, che al Festival lirico da poco concluso in Arena ha scatenato richieste di bis al “Barbiere di Siviglia”. E la danza con Carla Fracci, il ballerino classico e attore ucraino Sergei Polunin. Tutto con una regia che ha puntato sul coinvolgimento assoluto del pubblico. In platea non solo Richard Gere e Morgan Freeman, ma anche star della musica come la gloria di Broadway, Kristin Chenoweth, e ancora Smokey Robinson, Brian McKnight, Reba McEntire, David Foster. “La notte di Andrea Bocelli” è stato l’evento che ha chiuso la quinta edizione della Celebrity Fight Night Italy, maratona filantropica che vede la famiglia Bocelli in prima fila impegnata nella raccolta di fondi da destinare al sostegno dei progetti della Andrea Bocelli Foundation e del Muhammad Ali Parkinson Center.
– MANTOVA
– Apocalittici, sulla scrittura, sul concetto di ispirazione. “Una grandinata di incipit. Storie che cominciavano e si interrompevano”. E’ partito da qui Luigi Lo Cascio in ‘Ogni ricordo un fiore’ (Feltrinelli), il suo primo libro di narrativa, in cui ci fa viaggiare nel tempo e nello spazio in un modo inaspettato, attraverso 230 racconti interrotti. A legarli tra loro è un viaggio in treno, in Intercity, da Palermo a Roma “nato a poco a poco” dice all’ANSA l’attore, al Festivaletteratura di Mantova. Il protagonista del libro, Paride Bruno, è uno scrittore che si è cimentato in ogni genere e stile e non ha mai portato a termine la sua opera. “E’ come se fosse uno che sbriga la faccenda per conto mio. Anche lui è nella stessa posizione, si trova a comporre degli incipit, non continua queste storie e alla fine non sa cosa fare di questi testi così eterogenei, lontani uno dall’altro. E’ come se avesse messo in scena la situazione in cui mi trovavo io” racconta Lo Cascio che cederebbe subito i diritti per fare un film da questo libro. “Sarebbe bellissimo che a qualcuno venisse in mente di fare questa follia. Magari non tutti, ma 70 incipit. Darei subito i diritti, a chiunque, perché ognuno porterebbe un modo molto personale di farlo. Già il fatto di volerlo fare mi autorizzerebbe a pensare che va fatto, magari con tanti remake” dice l’attore. “Potrebbe diventare – spiega l’attore David di Donatello con ‘I cento passi’ e Coppa Volpi con ‘Luce dei miei occhi’ – un film monstrum. Sarebbe interessante vedere come un regista rappresenta 230 storie che si interrompono. Potrebbe essere un film non tanto sul viaggio, ma su come far progredire questa narrazione in cui le cose apparentemente staccate una dall’altra fioriscono e sbocciano in maniera traumatica, spaziando da un personaggio all’altro, da un’epoca all’altra. Ci sono incipit apocalittici, da fine del mondo, storie d’amore, momenti di guerra, riflessioni sulla scrittura. E’ talmente eterogenea la cosa che obbligherebbe un regista a delle acrobazie” sottolinea Lo Cascio che è autore della sceneggiatura e regista di ‘La città ideale’, nel 2012 alla Mostra del Cinema di Venezia. In treno Paride Bruno incontra la coppia siciliana che litiga per le parole crociate, la ragazza che cerca compagnia. Tanti personaggi che si alternano nello scompartimento mentre lui stringe la cartellina con tutti i suoi incipit. “L’idea del viaggio c’è sempre stata e quello che conosco meglio e ho fatto più volte, da quando avevo 16 anni fino all’arrivo degli aerei low cost, è il Palermo-Roma in treno. Dai 21-22 anni in poi quello è stato il viaggio che mi portava all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico a Roma. Era più o meno di 12-13 ore.”.
‘Ogni ricordo un fiore’ “è innanzitutto scrittura, poi è diventato un libro. E’ un incipit che poi si è sviluppato.
Potevo scriverne 15, poi ne ho scritti 100 prima di pensare al libro. E’ stato innanzitutto il piacere della scrittura. Un periodo molto libero, appassionato” racconta Lo Cascio. “Non so se ci sarà un altro libro in realtà, la scrittura sì” dice. Lui ha “cominciato scrivendo poesie, come molti scrittori illustri.
Poi da quando ho iniziato a fare cinema non ho più scritto poesia e da li è venuta la tentazione del racconto. Il cinema mi ha distratto da me” spiega l’attore che a ottobre sarà al Festival di Zurigo con il film ‘Il mangiatore di pietre’ tratto dal romanzo di Davide Longo che ha presentato ‘Ogni ricordo un fiore’ oggi a Mantova. E poi da gennaio 2019 a teatro con Sergio Rubini in una tournee con la riduzione di ‘Delitto e castigo’.
E, “sempre con Rubini, prepariamo – dice – uno spettacolo su Dracula di cui non so ancora il titolo”. In fondo questi incipit sono una metafora del mondo in cui viviamo? “Non è una cosa decisa a tavolino sulla frammentarietà del mondo. Ha agito in me senza pensarci. Racconti intermittenti, impulsivi, disseminati. Il mondo contemporaneo nella sua accelerazione contrasta enormemente con le modalità di elaborazione che ha un romanziere chiamato a una continuità, costanza che è l’opposto di questo modo di vivere esploso, di frammenti, di schegge” dice Lo Cascio che è autore di testi teatrali tratti da altre opere, il primo del ’95 è ‘Verso Tebe’.
E nella sua piccola biblioteca in movimento il più importante è Pirandello.
– TERNI
– Nasce a Ferentillo il primo festival internazionale del Fantastico: ad organizzare l’edizione numero 1, dal 13 al 15 settembre, è l’associazione culturale Calibando, che ha fatto approdare proprio nel comune della Valnerina ternana una della biblioteche private più ricche e complete dedicate a questo genere letterario.
Sono infatti circa 35 mila i volumi, antichi e moderni, donati al Comune dal figlio di Romolo Runcini, scomparso nel 2014, una carriera di docente di sociologia della letteratura all’Istituto orientale di Napoli e alla Sapienza di Roma.
Studioso del fantastico noto a livello internazionale, fondatore dell’associazione Calibando.
Dall’esoterismo alla medicina, dalla religione alla scienza e tecnica, i libri saranno presto consultabili grazie all’apertura al pubblico della biblioteca. Nel frattempo il Festival, organizzato dalla Pro Loco di Ferentillo in collaborazione con il Comune, proporrà convegni, conferenze, stage, momenti di riflessione e spettacoli.
– Il pennello per dare spazio al linguaggio del sogno e proporre allo sguardo sfumature di stati d’animo, insolite associazioni e ambiguità evocative, tra la libertà formale dell’avanguardia e la tradizione russa ebraica orientale: il mondo di Chagall è protagonista a Mantova dove, a Palazzo della Ragione, è allestita fino al 3 febbraio la grande mostra “Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia”, a cura di Gabriella Di Milia. Per il pubblico un percorso realizzato in collaborazione con la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca, che presenta 130 opere, tra cui alcune raramente esposte in Italia, come i 7 teleri dipinti da Chagall nel 1920, un grande lavoro di carattere collettivo per il Teatro ebraico da camera di Mosca. Prima tappa del ciclo triennale di esposizioni dedicato al ‘900 che il Comune di Mantova ha programmato in collaborazione con la casa editrice Electa, la mostra, inaugurata il 5 settembre, offre anche l’occasione di godere di Palazzo della Ragione, appena restaurato.
MANTOVA – Il pennello per dare spazio al linguaggio del sogno e proporre allo sguardo sfumature di stati d’animo, insolite associazioni e ambiguità evocative, tra la libertà formale dell’avanguardia e la tradizione russa ebraica orientale: il mondo di Chagall è protagonista a Mantova dove, a Palazzo della Ragione, è allestita fino al 3 febbraio la grande mostra “Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia”, a cura di Gabriella Di Milia.Per il pubblico un percorso espositivo immersivo, realizzato in collaborazione con la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca, che presenta 130 opere dell’artista, tra cui alcune raramente esposte in Italia, come i 7 teleri dipinti da Chagall nel 1920, un grande lavoro di carattere collettivo per il Teatro ebraico da camera di Mosca.Prima tappa del ciclo triennale di esposizioni dedicato al Novecento che il Comune di Mantova ha programmato in collaborazione con la casa editrice Electa, la mostra, inaugurata il 5 settembre, offre anche l’occasione di godere degli spazi di Palazzo della Ragione: il monumento medievale nel cuore della città è infatti stato oggetto di un complesso lavoro di riqualificazione e sarà la sede dei prossimi appuntamenti culturali organizzati dall’amministrazione comunale. L’esposizione, proprio per la straordinarietà dei lavori presenti, costituisce un appuntamento di grande rilievo.Tra i 7 teleri, tempere e gouache su tela di grandi dimensioni (eccezionalmente in prestito dalla Galleria Statale Tret’jakov di Mosca), esposti in Italia solo nel 1994 a Milano e nel 1999 a Roma, anche l’Introduzione al teatro ebraico: nel pannello, che occupava la parete sinistra della platea, si scorgono geometrie intersecate a settori curvilinei in cui, tra tinte che da scure si fanno chiarissime, trovano posto personaggi attivi nella realtà teatrale rappresentata. Ci sono gli attori, il critico Efros, il regista Granovskij e lo stesso Chagall, tutti ritratti in modo ironico per sdrammatizzare le difficoltà di un presente incerto.Accanto a questo ciclo pittorico, nel percorso viene presentata la ricostruzione dell’environment del Teatro ebraico da camera, una “scatola” di circa 40 metri quadrati di superficie, per cui Chagall aveva realizzato, oltre ai dipinti parietali, le decorazioni per il soffitto, il sipario insieme a costumi e scenografie per tre opere teatrali. Inoltre sono esposti anche alcuni dipinti e acquerelli realizzati dall’artista tra il 1911 e il 1918 e una serie di acqueforti, eseguite tra il 1923 e il 1939, tra cui le illustrazioni per le Anime morte di Gogol’, per le Favole di La Fontaine e per la Bibbia.
– Con una serata di emozioni urlate a squarciagola di fronte a 20 mila persone si è chiusa la 1/a edizione di Milano Rocks, all’Area Expo Experience. Protagonisti sono i Thirty Seconds To Mars di Jared e Shannon Leto, che a pochi mesi dalle due date di marzo hanno portato le canzoni dell’ultimo album ‘America’ in uno show più simile al pop che al rock. A precederli, un altro artista esperto nel mescolare generi come Mike Shinoda, arrivato con una scaletta che affianca i progetti solisti alle canzoni dei suoi Linkin Park, e con al centro l’ultimo progetto, ‘Post Traumatic’, nato dopo la morte dell’amico e socio Chester Bennington. Quando è il turno dei fratelli Leto, l’atmosfera si fa meno graffiante ma più spettacolare: sui colpi di tamburo di ‘Monolith’ arriva il cantante ed attore, con chiodo glitterato, pantaloni rosa zebrati e occhiali da sole. Sul gran finale ‘Closer to the Edge’ decine le persone portate sul palco, altrimenti spoglio, a festeggiare una serata di intrattenimento che trascende il rock.
– MANTOVA
– Si conclude con 122 mila presenze, confermando i numeri del 2017 nonostante la diminuzione del numero degli incontri, il Festivaletteratura di Mantova 2018. In particolare sono stati 62 mila i biglietti staccati e circa 60 mila le presenze stimate agli incontri gratuiti.
Grande la soddisfazione del Comitato Organizzatore che ha visto, anche in questa XXII edizione, confermata la felice direzione presa dopo l’edizione del ventennale del 2016: diminuire il numero degli incontri complessivi alla ricerca di un maggior approfondimento e di maggiore cura dei contenuti e della fruibilità degli eventi. Gli appuntamenti si sono allargati a nuove zone della città, scoprendo altri luoghi come la Casa del Mantegna, quest’anno per la prima volta interamente dedicata al “Girotondo” di eventi per bambini e ragazzi, l’Officina del Gas e il Cimitero Monumentale.
Annunciate le date dell’edizione 2019 che si svolgerà dal 4 all’8 settembre.
Lo scontro tra chi possiede tutto e chi non ha nulla da perdere crea una tempesta perfetta, che si conclude con un omicidio da risolvere in un collegio esclusivo. Un racconto di crescita personale, relazioni, lotte tra classi sociali diverse, amore, incontri occasionali, party ad alto tasso alcolico e stupefacenti. Elite è la nuova serie in 8 episodi che sarà disponibile dal 5 ottobre sul colosso Netflix in tutti i paesi in cui la piattaforma streaming è attiva, con un cast formato in parte da alcune star del cult La casa di carta.Nel teen drama ritroveremo infatti due dei rapinatori che hanno fatto irruzione nella Zecca dello Stato: Jaime Lorente e Miguel Herran, rispettivamente Denver e Rio. Oltre ai due ex assaltatori, anche Maria Pedrazao, che ne La casa di carta ha invece vestito i panni dell’ostaggio Alison Parker. Al loro fianco gli attori Itzan Escamilla (Cable Girls, The Ministry of Time), Miguel Bernardeau (Ola de Crímenes), Arón Piper (15 Years and One Day), Ester Expósito (Estoy Vivo), Mina El Hammani (El Príncipe), lvaro Rico (Velvet Collection) & Omar Ayuso (al suo debutto). Nel cast inoltre Danna Paola (Dare to Dream), attrice e cantante molto popolare in Messico.Elite è la seconda serie originale Netflix spagnola, diretta da Ramón Salazar (Sunday’s Illness, Three Steps Above Heaven) e Dani de la Orden (El Mejor Verano de mi vida, Party Town), scritta da Carlos Montero (The Time in Between, Physical or Chemical) e Darío Madrona (Génesis, La chica de ayer, The Protected). La serie (vietata ai minori di 14 anni) ci porta tra i corridoi di Las Encinas, la scuola più prestigiosa ed esclusiva della Spagna dove studia la maggior parte dei figli dell’élite iberica. In seguito al crollo di una scuola pubblica della zona, a Las Encinas arrivano tre ragazzi figli di operai. Lo scontro tra le due distinte classi sociali sfocia ben presto in tragedia, per la precisione in un omicidio.Nel primo trailer pubblicato sui canali ufficiali Netflix si vede una festa affollatissima in un locale con alcuni studenti in divisa, altre ragazze dai tacchi vertiginosi molto disinibite, la musica al alto volume, poi una piscina con il corpo di una ragazza che galleggia… Chi si cela dietro il crimine? Uno dei nuovi arrivati? O c’è qualcosa di più profondo che si nasconde sotto la superficie? Come anticipa il trailer, la vita di questi studenti va ben oltre le lezioni tra i banchi di scuola. Feste, droga, sesso sono infatti all’ordine del giorno, mentre si scatena una continua lotta tra ricchi e poveri. Dalle prime immagini sembra che si assisterà anche ad un triangolo amoroso tra tre protagonisti. La ricerca del colpevole sarà dunque il fil rouge della trama, che mano a mano svelerà, tra continui flashback, dettagli inquietanti dietro le storie degli alunni.Prodotta da Zeta Audiovisual (Ahora o Nunca, Three Steps Above Heaven, I Want You), la serie è interamente girata in 4K.
– NEW YORK
– Longchamp debutta alla New York Fashion Week con una sfilata all’insegna del simbolismo, a cominciare dalla location. Per il suo 70/o anniversario, il marchio francese ha scelto il World Trade Center strizzando l’occhio alla Statua della Libertà. Il brand ha mandato in passerella una collezione primavera/estate 2019 inneggiando appunto alla libertà oltre che alla femminilità. Motivo ricorrente le frange, simbolo di energia. Longchamp ha scelto New York anche per un altro debutto, quello del direttore creativo Sophie Delafontaine, con il marchio nel suo Dna, essendo cresciuta a boulevard Poissonnière a Parigi dove, nel 1948, suo nonno fondò l’azienda.
In prima fila alla sfilata Kendall Jenner, volto Longchamp per la campagna d’autunno. Nel video del 70/o anniversario, girato per le splendide strade di Parigi, Kendall fluttua, alla ricerca di qualcosa, tra gli edifici della capitale francese e in alternanza alla sua corsa compaiono ‘frame’ di un cavallo al galoppo. Nel parterre anche Kate Moss.
– Da sabato 9 febbraio i Subsonica saranno protagonisti di un nuovo tour nei palazzetti di otto città italiane: Ancona, Bologna, Padova, Torino, Genova, Milano, Roma e Firenze. Prima però, dal 4 al 19 dicembre, il loro European reBoot2018 toccherà Amsterdam, Londra, Dublino, Zurigo, Parigi, Bruxelles, Colonia, Berlino e Monaco.
Intanto è appena uscito ‘Bottiglie rotte’, il nuovo singolo il cui videoclip sarà disponibile dal 10 settembre. “Raccontiamo come sempre quello che vediamo, senza filtri o giudizi morali”, spiega la band. “Guardandoci intorno con l’ambizione di coinvolgere tutti, il più possibile, nella ‘lettura’ delle cose del nostro tempo. Anche e soprattutto ballando”. Il brano anticipa il nuovo album ‘8’ (Sony Music) che vede la band composta da Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio tornare insieme dopo quattro anni per l’ottavo lavoro di inediti che verrà pubblicato venerdì 12 ottobre.
– CAMOGLI (GENOVA)
– Sono state 35 mila le presenze alla quinta edizione del Festival della Comunicazione, che ha visto partecipare 111 protagonisti della comunicazione, dell’informazione, dell’impresa e dello spettacolo. Il pubblico ha affollato le location teatro dei 78 incontri dove conversazioni a conversazioni a più voci hanno offerto chiavi d’interpretazione multidisciplinari sui temi più caldi della contemporaneità. Eventi clou la lectio di Renzo Piano e il Premio Comunicazione ad Alessandro Barbero. I relatori hanno interpretato il tema Visioni con una lettura multiforme della realtà presente, passata e futura, esplorando le ricadute nell’economia, nella lingua, nella quotidianità e nella identità. Tredici gli spettacoli. La campagna social ha coinvolto l’Università di Genova con la radio-tv studentesca Campuswave, mentre un team di studenti del secondo e terzo anno del corso di laurea in Scienze della Comunicazione ha animato la nuova pagina Instagram del festival.
In una cittadina del Massachussets, quattro liceali eseguono un rituale con l’intento di sfatare la leggenda di Slender Man, personaggio dell’orrore creato da Eric Knudesn e diventato un fenomeno virale sul web. Quando una delle ragazze svanisce misteriosamente, nasce in loro il sospetto che lei sia diventata la sua ultima vittima.
Slender Man, il nuovo film del regista francese Sylvain White, al cinema dal 6 settembre con Warner Bros, vede tra i protagonisti Joey King, Javier Botet, Annalise Basso e Julia Goldani Telles. “È la classica storia di quattro ragazze che, incuriosite da Slender Man, finiscono nella tana del coniglio – racconta il regista Sylvain White (The Losers) -. La serata inizia con un normale pigiama party, ma la notte le ragazze decidono di fare qualcosa di diverso, un assurdo tentativo di evocare Slender Man”.
“Queste quattro ragazze credono che non possa succedere nulla, ma ovviamente una settimana dopo iniziano a percepire alcuni segnali – dice la protagonista del film Joey King (The Kissing Booth) -: è un accumulo graduale di tensione veramente spaventoso. Non viene colpito il pubblico subito nei primi venti minuti, osservi le vite di queste quattro amiche mentre i loro mondi iniziano a sgretolarsi e la disperazione prende il sopravvento”.
– TOLENTINO (MACERATA)
– Il Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino, realizzato alla fine del XVIII secolo, devastato da un incendio nel 2008, riapre il 10 settembre dopo un restauro durato 10 anni. Le fiamme, partite durante alcuni lavori di consolidamento, distrussero il tetto, il plafone centrale, parte del palcoscenico e la graticcia, danneggiando gravemente platea. Perduti gli affreschi della finta volta dipinta da Luigi Fontana nel 1881, che sono stati ricreati con rispetto rispetto all’originale, e uno dei sipari storici dello stesso Fontana, mentre se ne è salvato un altro di Lucatelli.
L’incendio risparmiò il foyer, i tre ordini di palchi, gli uffici e i camerini. Per restituire il teatro ‘come era e dove era’ è stato necessario un intervento costato 6 milioni di euro, che si è intrecciato a campagne di scavi archeologici, difficoltà burocratiche e il terremoto. Il Vaccaj, gestito da Saverio Marconi con la Compagnia della Rancia, è la Broadway italiana, dove sono stati preparati decine e decine di musical.
VENEZIA – Chi non sia appassionato di auto conosce il nome DeLorean principalmente per la vettura con le portiere ad ala di gabbiano su cui viaggiano i protagonisti della saga di Ritorno al futuro. L’ascesa ma soprattutto la caduta di John DeLorean, brillante progettista di macchine e creatore di una propria casa automobilistica, che finì coinvolto in un traffico di droga a inizio anni ’80 (ufficialmente assolto tra molte ombre), sono raccontate in prospettiva di commedia nera da Driven di Nick Hamm, che chiude la Mostra del Cinema di Venezia fuori concorso.Protagonisti Lee Pace nei panni di DeLorean, e Jason Sudeikis in quelli di Jim Hoffman, ex pilota contrabbandiere di droga diventato informatore dell’Fbi, vicino di casa e amico del progettista, che orchestrò la ‘trappola’. “Ho fatto molte ricerche su DeLorean (morto nel 2005, dopo anni in cui inutilmente aveva provato a rimettere in piedi la sua azienda) – spiega Lee Pace -. Era un uomo pubblico, corrispondeva a quell’immagine di successo (con tanto di mento reso più prominente con la chirurgia plastica) che agli americani piace tantissimo. Nel film lo vediamo quando si toglie la maschera, nella vita privata. E’ un simbolo del mito e dell’illusione del sogno americano. Creava auto che gli americani sognavano di avere”.Hamm, già alla Mostra due anni fa con Il viaggio – The Journey sull’accordo di pace in Irlanda del Nord, racconta la vicenda di DeLorean dalla prospettiva del cialtrone, gran parlatore e bugiardo seriale Hoffman che, pur di non finire in prigione, accetta di fare da ‘spia’ per l’Fbi, in modo da incastrare il trafficante con cui è in affari. Gli capita però di fare amicizia con il nuovo famoso vicino di casa, John DeLorean, fascino e dimora da divo di Hollywood, ego smisurato, grande talento ma anche abile venditore di fumo.Dopo essere stato la ‘stella’ della General Motors, sta tentando di lanciare la propria la propria casa automobilistica con cui vuole produrre un’auto all’avanguardia, la DeLorean DMC – 12 (il design era dell’italiano Giorgetto Giugiaro). Ha pochi liquidi e apre la fabbrica in Irlanda del Nord (“Assumeva sia cattolici che protestanti” ricorda il nordirlandese Hamm). I primi modelli sono un fallimento e i debiti aumentano. Così l’imprenditore, chiede a Hoffman di incontrare il suo ‘contatto’ trafficante di droga… “Di Hoffman sapete quello che so io, c’è solo una foto sfuocata. Ho lavorato attraverso l’empatia, mi sono messo a pensare alla motivazione per cui abbia tradito un amico – spiega Sudeikis -. Sono due personaggi che amano rompere le regole, è una classica storia americana”.Durante le riprese l’anno scorso a Puerto Rico l’isola è stata colpita dall’uragano Maria che ha causato 34 morti e ha distrutto le abitazioni di almeno 11 mila persone: “Sapevamo che l’uragano sarebbe arrivato e non c’eravamo durante il disastro (raccontato anche dal documentario di backstage, che potrebbe dare il via a una serie ndr) – dice Hamm -. Nonostante la distruzione sull’isola e la paura che avevamo, quando i collaboratori locali ci hanno detto che erano pronti a riprendere il film, abbiamo deciso tutti di tornare per portare lavoro e abbiamo distribuito aiuti e derrate alimentari”.
– VENEZIA
– Sull’attribuzione del Leone d’Oro a ‘Roma’ di Alfonso Cuaron “la decisione è stata all’unanimità per tutta la giuria, nove voti a zero”. Così il presidente del concorso internazionale di Venezia 75, Guillermo Del Toro, ha risposto a chi gli chiedeva se fosse stato in qualche modo influenzato dal suo legame di amicizia con Cuaron per la scelta dei vincitori. Quanto alle voci secondo cui sul Leone d’Oro non avrebbe votato, ha precisato: “Io ho votato, come professionista e adulto senza problemi, il mio voto ha avuto lo stesso peso degli altri otto giurati”. Secondo Del Toro “il film di Cuaron è una riflessione tra presente e passato per non ripetere gli stessi errori. Ci sono più dimensioni temporali del Messico, è un affresco e un ritratto unico per riflettere sul punto in cui siamo”.
E il successo di un film prodotto da Netflix “non credo sia la fine di niente ma la prosecuzione di un processo iniziato un centinaio di anni fa che continuerà ancora”.
– VENEZIA
– “I film italiani erano meravigliosi. C’erano 7 premi, 14 film sono rimasti fuori.
Ovviamente c’è dispiacere per l’assenza dai premi degli italiani, io vorrei che i nostri film vincessero il Leone, la Palma, l’Oscar, tutto. Quest’anno questa giuria ha giudicato migliori altri film”. Lo ha detto Paolo Genovese, giurato italiano per il Concorso di Venezia 75. “Questo non vuol dire – ha aggiunto – che non siano piaciuti i film italiani e che non siano andati a un passo da prendere un premio, ma la decisione è stata di non rivelare assolutamente i retroscena”. Non vuole dire qual è il film italiano, al quale ha accennato il presidente della giuria, Del Toro, che è andato più vicino ai premi? “No”, ha risposto Genovese. “Ma posso dire che tutti i film sono stati considerati solo per il loro valore cinematografico. Nessuno penso vorrebbe vincere un premio in quanto regista donna o nel caso degli italiani perché c’è un connazionale in giuria”.
– VENEZIA
– Un bilancio nel segno di numeri tutti positivi e con una parola tormentone: Netflix. E non poteva essere altrimenti visto che il direttore artistico della 75/a Mostra di Venezia, Alberto Barbera, e Paolo Baratta, presidente della Biennale, sono stati testimoni e artefici di una piccola rivoluzione, quella di aver consegnato a ‘Roma’ di Alfonso Cuaron il primo Leone d’oro andato a un film prodotto dal colosso mondiale dello streaming, quello che per molti è il nemico delle sale. “Tutte le eventuali polemiche su questa vittoria sono effetto di una nostalgia che non si misura con la realtà di Netflix, la piattaforma più importante, ma che vede protagonista anche Amazon e – dice Barbera – sicuramente a breve altri soggetti.
Sembra comunque che Netflix stia per comprare una catena di sale cinematografiche negli Usa. Insomma il futuro sarà tra sale e questa nuova realtà streaming”. E ancora il direttore artistico, il cui mandato scadrà nel 2020: “Difendere il passato significa solo perdere opportunità”.
– Autori ed esercenti “ribadiscono la loro contrarietà alla scelta di aver inserito nel concorso di Venezia alcuni film non destinati alla visione in sala, diversamente da quanto aveva deciso il festival di Cannes”. “Nel pieno rispetto delle scelte della giuria presieduta da Guillermo del Toro e senza nulla togliere all’alta qualità del film Roma di Alfonso Cuaròn, vincitore del Leone d’oro”, Anac, Fice e Acec definiscono in una nota “iniquo che il marchio della Biennale sia veicolo di marketing della piattaforma Netflix che con risorse ingenti sta mettendo in difficoltà il sistema delle sale cinema italiane ed europee”. Il Leone d’oro “è patrimonio degli spettatori italiani” e “dovrebbe essere alla portata di tutti, nelle sale di prossimità, e non esclusività dei soli abbonati della piattaforma”, sostengono ancora Anac, Fice e Acec che chiedono al Mibac “di varare con la massima sollecitudine norme che regolino anche da noi come avviene in Francia un’equa cronologia delle uscite sui diversi media”.
– ‘The Nun’, l’horror di Corin Hardy in cui torna la suora demoniaca di ‘The Conjuring’ e che arriverà nelle sale italiane il 20 settembre con Warner, debutta in vetta alla classifica degli incassi nord americani del week end, con 53,5 milioni di dollari. Il film scalza ‘Crazy and Rich’, la commedia romantica tutta asiatica di Jon M. Chu, che questa settimana è seconda con un incasso di 13,6 milioni di dollari (oltre 136 milioni in totale). In terza posizione un’altra new entry, Peppermint, l’actiom movie di Pierre Morel con Jennifer Garner (atteso in Italia a novembre), che sfiora i 13,3 milioni di dollari. Escono dal podio e scivolano al quarto e quinto posto l’horror Shark il primo squalo (The Meg), con 6 milioni di dollari (e un totale di 131,5 milioni), e il thriller Searching con John Cho (4,5 milioni di dollari, 14,3 in totale). Sesto Mission Impossible: Fallout, ultimo episodio del franchise con Tom Cruise, fermo a 3,8 milioni di dollari nel fine settimana (212 complessivi).
VENEZIA – Ogni anno la domanda fatidica di molti appassionati di cinema alla fine della Mostra di Venezia è dove e quando sarà possibile vedere i film del programma. Questione ancora più rilevante ora che sono stati ‘sdoganati’, anche con la vittoria di premi, i titoli di Netflix, al centro di una polemica rilanciata oggi da associazioni di autori e esercenti come Anac e Fice e Acec, per il ‘danno’ che farebbero al cinema in sala. Fra questi il Leone d’oro Roma di Alfonso Cuaron che sarà disponibile sulla piattaforma streaming ma uscirà anche in alcune sale selezionate, a quanto si apprende, a dicembre.Potrebbero passare per brevi periodi nei cinema (negli Usa è già sicuro pensando agli Oscar, perché sono necessari almeno 7 giorni di seguito di programmazione per qualificarsi) anche 22 July di Paul Greengrass, a ottobre, e The Ballad of Buster Scruggs dei fratelli Coen (premiati per la miglior sceneggiatura), a novembre. Una strada già seguita, sempre restando sui titoli veneziani, con un altro film distribuito nel mondo dalla piattaforma, Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (in gara ad Orizzonti), sulla vicenda di Stefano Cucchi, in uscita, nello stesso giorno, il 12 settembre in sala (con Lucky Red) e su Netflix. Venendo agli italiani del concorso di Venezia 75, Suspiria di Luca Guadagnino dovrebbe uscire a novembre con Videa; Capri – Revolution di Mario Martone, vincitore di vari premi collaterali, dal Pasinetti al Lizzani, sarà in sala il 13 dicembre con 01. Uscirà prossimamente anche il documentario What You Gonna Do When the World’s on Fire? di Roberto Minervini, con Cineteca di Bologna e Valmyn.Fra gli altri, dal concorso al Fuori concorso e alle sezioni parallele, uno dei primi titoli ad arrivare è La strategia dell’armadillo di Emanuele Scaringi (13 settembre con Fandango), adattamento della graphic novel di Zerocalcare. Il 20 settembre esce la ‘commedia beffarda’ Una storia senza nome di Roberto Andò, con Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann e Renato Carpentieri. Opera senza autore di Florian Henckel Von Donnersmarck debutterà il 4 ottobre, come A star is born di Bradley Cooper con Lady Gaga (Warner Bros) e Il bene mio di Pippo Mezzapesa (Altre Storie) che era alle Giornate degli autori. Il film d’apertura della Mostra di quest’anno, Il primo uomo di Damien Chazelle, arriva il 31 ottobre (Universal). Sempre in autunno usciranno insieme con Kio Films il corto di Peter Marcias L’unica lezione, su una lezione tenuta all’università di Cagliari nel 2001 da Abbas Kiarostami, e Il teatro al lavoro di Massimiliano Pacifico sulla preparazione fino al debutto di ‘Elvira’ messo in scena e interpretato da Toni Servillo.Uscita natalizia, il 20 dicembre, per la sua nuova prova da regista e protagonista di Valeria Bruni Tedeschi, I villeggianti. Peterloo di Mike Leigh è atteso nell’inverno 2019 con Academy Two. La favorita di Yorgos Lanthimos (Gran premio della giuria e Coppa Volpi per Olivia Colman) dovrebbe debuttare il 24 gennaio (20th Century Fox). [print-me title=”STAMPA”]
