Ultimo aggiornamento 22 Settembre, 2018, 05:45:44 di Maurizio Barra
DALLE 10:14 DI VENERDì 21 SETTEMBRE 2018
ALLE O5:43 DI SABATO 22 SETTEMBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Inge Feltrinelli, aperta camera ardente
Su sfondo la scritta ‘I libri sono tutto i libri sono la vita’
Mary Shelley in versi e acquerelliNel libro di Lita Judge è una sorta di punk ante litteram
Bonisoli, occhi del mondo su MateraIl ministro, “il vero obiettivo è avviare un ciclo positivo”
Emporio Armani con Robbie Williams showSfilano a Linate per 2400 ospiti collezioni per lui e per lei
X Factor: Asia dopo auguri “gratitudine”43 anni ieri per l’attrice, “sorrisi e resilienza”
Litografia Poste omaggia BramanteIn Pinacoteca annullo speciale francobollo ‘Cristo alla colonna’
Dinamiche d’arte, foto leggono scultori25 scatti di Beatrice Serpieri dal 26 settembre a Bologna
Bambine ribelli crescono, arriva diarioParte crowdfunding nuovo progetto, “avanti rivoluzione ragazze”
Da Tod’s capi icona a sfilata uomo-donnaLa storica D-bag rieditata
Nuovo film di Pino & gli AnticorpiSarà girato in Sardegna con la regia di Igor Biddau
Moglie chitarrista Negramaro, onda amoreClio Evans su Instagram, anche Lele vi abbraccerebbe uno ad uno
Ligabue naif, contro violenze della vitaSettanta dipinti, disegni e sculture a Padova fino a febbraio
Sun risarcisce Elton John, diffamò caneTabloid aveva esagerato la vicenda d’un attacco a una bambina
Matera 2019, ‘passaporto’ per gli eventiMostra finale con gli oggetti portati dai visitatori
Take that in Italia con 2 date a giugnoIl 28 giugno a Lucca, il 29 a Roma. A novembre esce Odissey
Anderson e Peta a Prada, stop pellicceL’attrice, “Sono delusa da Miuccia, le riduce ma non le elimina”
Don Ciotti presidente Musica contro le mafieSacerdote ha accettato per sostenere associazione rete Libera
In Umbria seconda stagione Sara e MartiVicepresidente della Regione visita il set a Bevagna
Marras sceglie verde per viaggio desertoIspirazione Romane Wok, figlia del Negus al confino all’Asinara
Orchestra Rai ‘suona’ Keaton e Kubrick’#SoundFrames’, a Torino tre concerti della musica nel cinema
Romeo & Juliet a Torino con star sportMaestoso spettacolo su ghiaccio di Averbukh, regista Mondiali
Alberto Angela, una scoperta al MannBottiglia olio proviene da area eruzione vesuviana del 79 d.C.
Tornano Giornate Europee del Patrimonio1200 iniziative. Sabato sera ingresso 1 euro in luoghi cultura
Courbet, l’emozione perfetta della naturaDopo 50 anni grande retrospettiva a Ferrara con 50 capolavori
Da Umbria jazz prodotto lordo 5 milioniSecondo ricerca effetti positivi per alberghi e commercio
Ilary Blasi, al Gf Vip Lory Del Santo in casa come gli altriScheri: ‘Lei ha chiesto di entrare, rispettiamo sue decisioni’
Moda: Msgm, meno felpe,più abiti e fioriMaison per prossima estate invita a ‘sognare insieme’
Papa Wojtyla, spazio trentino a CracoviaFoto e documenti su visite di Giovanni Paolo II
Pesaresi nominato presidente Kors Men’sPer 25 anni da Zegna. Incarico dal 15 ottobre
Terry Gilliam, la vita tra realismo e fantasiaRegista a Roma per L’uomo che uccise Don Chisciotte
Etro, un viaggio zen nel PacificoAl Mudec mostra ‘Generation Paisley’ per 50 anni brand
Salvator Mundi, per 50 anni in LouisianaWSJ, Da Vinci record perduto in Usa per mezzo secolo
Hit parade, primo Sinatra di Gué PequenoErnia scivola al terzo gradino, il secondo a Eminem
Alberto Angela, con Pompei il sabato di Rai1 è culturaTeodoli, produzione spettacolare in 4k tutta made in Rai
Leggere cura per il dolore ne La Casa dei LibriIl 27 settembre al cinema il film di Isabel Coixet
Zeffirelli visita sua Fondazione FirenzeArrivo stamani ‘a sorpresa’, tra visitatori increduli
Delon, mi fermo, nessun film di troppoA Le Monde, unico rimpianto, non aver girato con regista donna
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L’ARTICOLO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
È aperta dalle 10 a Milano, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune, la camera ardente di Inge Feltrinelli, ultima regina dell’editoria internazionale scomparsa all’età di 87 anni. All’ingresso della camera ardente un ritratto di Inge la ricorda sorridente, spiccano nella foto in bianco e nero l’arancione della sciarpa e il giallo dello sfondo e la scritta: “i libri sono tutto i libri sono la vita. Seguiremo il suo esempio. È una promessa! Gruppo Feltrinelli”. Gli stessi colori, arancione e giallo, scelti per i fiori che ricoprono il feretro e ornano la sala, rose e gerbere. Il ricordo di Inge Feltrinelli è iniziato con un momento privato, al riparo da telecamere e fotografi, in cui amici e parenti l’hanno salutata. Erano presenti, tra gli altri, oltre al figlio Carlo, con i nipoti Giacomo e Giovanni, il sindaco di Milano, Beppe Sala, i giornalisti Gad Lerner e Natalia Aspesi, la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, gli scrittori Paolo Rumiz e Marco Missiroli.
– LITA JUDGE, ‘MARY E IL MOSTRO’ (IL CASTORO, PP 312, EURO 15,50). L’impatto emotivo di quello che Mary Shelley ha vissuto, l’unicità della sue scelte, l’incredibile storia di una delle più originali scrittrici inglesi del XIX secolo, sono raccontate in versi liberi e illustrate con acquerelli in bianco e nero da Lita Judge nella biografia ‘Mary e il mostro’, pubblicata da Il Castoro nella traduzione di Rossella Bernascone. Un libro davvero unico, speciale, che esce nel bicentenario dalla pubblicazione di Frankenstein, uscito nel 1818. “In America l’immaginario su Frankestein è legato ai primi film in bianco e nero. Non scegliere i colori è stato anche un modo per collegarsi a quell’immaginario comune e allo stesso tempo per mostrarne una variante diversa. Ho scritto in versi perché la poesia per Mary era importante, ha avuto un ruolo nella sua vita, lei si è innamorata di un poeta e ha vagabondato per l’Europa per seguirlo. E poi perché poteva essere di maggiore impatto e avere una corrispondenza più reale con l’immagine che stavo dipingendo” spiega Lita Judge, originaria dell’Alaska, che vive in America, e nel suo ritratto fa della Shelley una punk ante litteram mai domata dalle convenzioni sociali. Quando Mary Shelley scrisse Frankestein aveva 19 anni, tre anni prima era rimasta incinta, avevo perso il bambino che aspettava e più tardi ne perderà altri due. Era stata ripudiata dal padre, aveva vissuto la solitudine, la disperazione e non si era mai liberata dal senso di colpa per la morte della madre alla sua nascita. Eppure aveva trovato la forza di andare avanti e di scrivere un capolavoro che ha ispirato scrittori, sceneggiatori, registi e produttori.
“Scoprire una giovane donna così brillante e intelligente nonostante il dolore che aveva patito da giovane e le perdite che aveva dovuto affrontare. Rendersi conto della sua resilienza e forza è stato quello che mi ha spinto a scrivere. Spero di avere portato una prospettiva nuova legata anche al mio occhio di artista. Ho cercato di restituire il più possibile, oltre alle informazioni corrette, l’immagine e impressione della persona. Le altre biografie sono distaccate e soprattutto non sono riuscite a rendere due cose che tornano come fondamentali in Frankestein: l’impatto che ha avuto sulla psiche di Mary l’isolamento e il rifiuto di cui è stata al centro” spiega la Judge che ha lavorato cinque anni al libro consultando carteggi, diari e archivi. La storia della scrittura di ‘Mary e il mostro’ è a sua volta per l’autrice il racconto di una rinascita. “Ho avuto una lunga malattia, sono stata bloccata a letto per un anno e leggere mi ha aiutata. Sono diventata sempre più ossessionata da Mary Shelley, volevo sapere tutto di lei e mio marito per aiutarmi mi ha portato i suoi diari. Ho pensato che avrei voluto leggere la sua storia da giovane e che volevo farla conoscere ai ragazzi e alle ragazze” aggiunge.
Non ci sono scoperte inedite rispetto alle altre biografie di Mary Shelley nel libro della Judge ma uno sguardo diverso sulla sua storia di “amore e ribellione” e sul rapporto di tutto questo con la creazione di ‘Frankestein’.
“La differenza è che la maggior parte delle biografie riportano i fatti senza riuscire a rendere il loro valore emotivo. Inoltre, in molti casi viene descritta come una sorta di comare stizzita, una donna un po’ arpia. La vedono come una figura negativa e non riescono a rendere l’idea della portata di quello che ha scritto e di ciò che ha vissuto” sottolinea la Judge. Nei suoi diari, secondo la Judge, “i parallelismi con Frankestein sono evidenti: “il fatto che Mary descriva il senso di colpa che prova per la morte della madre e il fatto che non possa scindere la sofferenza di vita da ciò che ha scritto è parte della ragione per cui Frankestein è un capolavoro della letteratura moderna. Ecco perché – dice – ho voluto cercare di rendere le emozioni che lei ha provato e perché ho voluto raccontarle in prima persona. Spero possano raggiungere il più possibile le adolescenti di oggi”.
Nelle immagini che rappresentano la sua vita reale, gli eventi in cui è coinvolta dall’esterno, i dettagli sono puliti, i contorni ben definiti. Quando siamo all’interno della sua testa e vediamo ciò che sognava e temeva, i suoi incubi e paure, allora le illustrazioni si fanno più espressioniste, più irreali.
– MATERA
– “Nel 2019 avremo gli occhi del mondo puntati su Matera”: così il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha sintetizzato l’attesa anche internazionale per Matera Capitale europea della Cultura nel 2019. “Il vero obiettivo, però – ha aggiunto Bonisoli – è avviare un ciclo positivo che può andare avanti 15-20 anni”, creando “un’offerta culturale che attiri le persone in un polo di attrazione del Sud Italia a livello mondiale”. Bonisoli è oggi nella Città dei Sassi per presentare il programma definitivo di Matera 2019.
– Emporio Armani Boarding: a Linate sfilata in aeroporto. 2400 ospiti organizzati come si trattasse di partire per davvero. Non una serata di quelle che si improvvisano: 150 operai hanno lavorato alla costruzione del palco per 10 giorni, mentre ci sono voluti 4 mesi di progettazione per l’intero evento, culminato con l’esibizione di Robbie Williams, apparso a sorpresa in giacca di paillettes e kilt blu, per la gioia di ospiti come la coppia Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo, il regista Gabriele Muccino, Benedetta Mazzini, la top Eva Riccobono, lo youtuber Cameron Dallas. E ancora dalla musica Jack Savoretti, Levante, Ghali, Baby K, Nina Zilli e Fabio Rovazzi, dal calcio Mauro Icardi e signora, dallo sport Federica Pellegrini e Francesca Schiavone, ma anche il conduttore Alessandro Cattelan e la principessa Pauline, figlia di Stephanie di Monaco.
– Continua il successo di X Factor su Sky Uno e continua la mobilitazione sui social network per la ‘riabilitazione’ di Asia Argento, che siede regolarmente in giuria nella fase delle audizioni, ma non parteciperà ai live per la decisione presa di “comune accordo” con Sky dopo il caso Bennett. A testimonianza dei rapporti cordiali tra l’attrice e l’emittente, ieri, giorno in cui Asia Argento ha compiuto 43 anni, X Factor le ha fatto gli auguri su Twitter. E lei ha postato il suo ringraziamento: “Amore e gratitudine a voi e a tutti: cast, giuria, staff e spettatori #43Annioggi in questo giorno speciale… sorrisi e resilienza. My life goes on, but not the same: into my heart your light remains xoxo”.
– Poste Italiane dedica una litografia filatelica al ‘Cristo alla Colonna’ di Donato Bramante, conservato alla Pinacoteca di Brera di Milano. Già nel 2014, in occasione del cinquecentenario della morte di Bramante, era stato emesso un francobollo ordinario che raffigurava il Cristo. Il 21 settembre, in occasione della presentazione della litografia, il servizio filatelico di Poste italiane procede all’annullo speciale del francobollo (dalle 12 alle 18 nel cortile dell’Accademia di Brera) con un timbro che riproduce proprio il logo della Pinacoteca abbinato alla scritta ‘Aspettando le giornate europee del patrimonio’. “La filatelia e il collezionismo sono una tradizione che avvicinano le persone anche al lavoro del nostro museo”, ha spiegato il direttore James Bradbourne. Quello dei francobolli è “un collezionismo alla portata di tutti” e “questa litografia valorizza il patrimonio che tuteliamo qui in Brera: è un atto di valorizzazione”, ha concluso il direttore.
– BOLOGNA
– Venticinque opere fotografiche, una rilettura in chiave moderna di quattro scultori: Niccolò dell’Arca, Antonio Canova, Pietro Tenerani e Adolfo Wildt. E’ la mostra ‘Dinamiche d’arte’ di Beatrice M. Serpieri, dal 26 settembre (vernissage il 25, ore 18) al 25 novembre al Museo del Complesso monumentale di Santa Maria della Vita a Bologna.
Le opere – realizzate in stampa digitale su pellicola vinilica e applicate su grandi lastre di massello in metacrilato traslucente – diventano vere e proprie foto-sculture che dialogano con il contesto esterno e con una visione tridimensionale. Fulcro centrale della mostra, promossa da Fondazione Carisbo e Genus Bononiae.Musei nella città e curata da Graziano Campanini, sono le scomposizioni fotografiche dedicate al gruppo del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, gioiello del Quattrocento in terracotta composto da sette statue, custodito alla destra dell’altare maggiore di Santa Maria della Vita. Il catalogo è edito da Pendragon in un volume bilingue.
– E’ stato un successo mondiale, un caso editoriale tradotto in 46 lingue e un fenomeno sociale Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli, 100 storie di donne come esempio per inseguire i propri sogni e accendere la fantasia, un progetto finanziato dal basso con il crowdfunding lanciato da Francesca Cavallo e Elena Favilli, il duo italiano di autrici e imprenditrici che in America hanno fondato la Timbuktu. Dopo i due volumi (Mondadori ragazzi, il libro più venduto del 2017) che sono un simbolo di empowerment, vanno avanti: sulla piattaforma Kickstarter hanno lanciato un nuovo progetto ‘costola’. S’intitola ‘I Am a Rebel Girl: A Journal to Start Revolutions’, letteralmente Sono una ragazza ribelle: un diario per cominciare le ‘rivoluzioni’. “La nostra missione non è finita – hanno scritto le autrici – Non è mai stato più importante di ora crescere ragazze che hanno il loro destino in mano'”. Attraverso un diario spingono le giovanissime a coltivare il proprio spirito libero, a realizzare le aspirazioni.
– Prima volta sulla stessa passerella per le collezioni uomo e donna di Tod’s, con i capi icona della griffe protagonisti della primavera estate 2019. La pelle, materiale caro alla maison, disegna il percorso delle due linee.
Ecco che – nella linea donna – pelli pregiate sono tagliate dalle preziose mani degli artigiani ed arrivano perfino ad essere lavorate all’uncinetto. Il focus è sempre sugli accessori, con una novità per la donna: la riedizione della storica D-bag, rivisitata in modo moderno. Sfila anche la collezione uomo, disegnata da Andrea Incontri, che condivide i codici di stile con la linea donna. L’idea è quella di un dialogo che unisce maschile e femminile. Il must have è il completo giacca e pantalone, anche nella versione in pelle, in tutta una serie di caldi colori speziati. E’ pensata per un uomo abituato a viaggiare e lavorare, che porta con sé bagagli leggeri e sceglie capi da mixare fra loro.
– SASSARI
– Inizieranno il 24 settembre in Sardegna le riprese del nuovo film del duo comico Pino & gli Anticorpi, al secolo Michele e Stefano Manca, reduci dal successo di “Bianco di Babbudoiu” del 2016. Si intitola “Come se non ci fosse un domani” ed è firmato dal regista Igor Biddau con la produzione della Babbudoiu Corporation. Opera indipendente che aspira a rinverdire i fasti della commedia italiana, tratta con ironia e leggerezza il tema del precariato avvalendosi della sceneggiatura degli stessi fratelli Manca con Nicola Alvau. Nel cast Eva Grimaldi, Giovanni Caccioppo, Rita Pelusio, Rossella Brescia e i sardi Francesca Zara e Massimiliano Madda. Il film è articolato in episodi. Come hanno spiegato regista e protagonisti presentando a Sassari il film, “l’idea è di raccontare una Sardegna contemporanea, le sue bellezze naturali, città, aziende”. Si girerà nell’isola dell’Asinara, a Sassari, Alghero, Porto Torres, Cagliari e in alcune zone dell’entroterra tra il nord e il centro Sardegna.
– BARI
– In un post su Instagram Clio Evans, moglie del chitarrista dei Negramaro, Emanuele Spedicato, che da giorni è in rianimazione per una emorragia cerebrale, ringrazia per “l’ondata d’amore” con cui in questi giorni difficili tante persone sono vicine a lei e a suo marito, dal quale aspetta un bambino. “Già due volte, per esperienze personali, la natura…il corso degli eventi – scrive l’attrice – mi hanno messa davanti all’ineluttabilità della vita. E alla consapevolezza della fragilità umana”. “Ma adesso – sottolinea – è diverso perché lo STOP/PAUSE è accaduto alla persona più bella che io abbia mai conosciuto, al mio presente, al mio futuro. Al mio tutto.
All’Amore in persona”. “Scrivo GRAZIE – prosegue – ad amici vicini e lontani, a sconosciuti e conoscenti, a stars e a fans per il sostegno, per le preghiere e per l’energia positiva che state dimostrando. Sono certa che in qualche modo gli stia arrivando quest’ondata di amore, incoraggiandolo a reagire ancora più forte”.
– PADOVA
– Una vita segnata da drammi familiari e da violenti crisi nervose, con ricoveri in manicomio prima nella natia Svizzera poi a Reggio Emilia, ma dedicata interamente alla pittura, dagli autoritratti agli animali selvaggi e domestici, ai paesaggi agresti fino ai mondi fantastici e lontani scaturiti dallo sfogliare libri. Pare ruotare attorno al binomio “sofferenza e creatività” l’esperienza esistenziale e artistica di Antonio Ligabue, il pittore italo-svizzero (Zurigo 1899 – Gualtieri 1965) al centro della mostra monografica aperta dal 22 settembre al 17 febbraio, nelle sale dei Musei Civici agli Eremitani, a Padova.
“Antonio Ligabue. L’uomo, il pittore” (catalogo Skira), attraverso una settantina di dipinti, tre dei quali inediti, dieci opere su carta e sette sculture, vuole essere “un percorso attraverso la vita e l’arte di un artista la cui vicenda esistenziale è dominata dalla solitudine, dall’emarginazione, riscattate solo da uno sconfinato amore per la pittura”.
– LONDRA
– Partita vinta per Elton John e per suo marito David Furnish, dinanzi alla giustizia britannica, in un’ennesima causa contro il Sun. Lo annuncia uno degli avvocati della popstar, secondo cui i responsabili del tabloid hanno riconosciuto come diffamatorio il racconto pubblicato nel febbraio 2016 dell’aggressione a una bambina da parte del cane di sir Elton, accettando di pagare “un significativo risarcimento a titolo di rimborso delle spese legali”.
L’attacco del cane – un cocker spaniel – a una bimba di 5 anni del vicinato era avvenuta presso la residenza del musicista nella campagna inglese del Berkshire. E il giornale lo aveva descritto evocando ferite “gravi” e scene da film horror, accusando John e Furnish di essersi disinteressati delle condizioni della piccola. “La verità – dice l’avvocato – è invece che le ferite non erano gravi e che i miei assistiti non solo non ignorarono l’incidente, ma si rivolsero ripetutamente al padre e alla balia della vittima, apprendendo che stava bene”.
– MATERA
– Con un ‘passaporto’ del costo di 19 euro sarà possibile assistere a tutti gli eventi previsti nel calendario di Matera Capitale europea della Cultura nel 2019: lo ha annunciato il direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Paolo Verri, presentando il programma degli avvenimenti.
L’evento finale sarà costituito – ha spiegato Verri – “da una mostra con gli oggetti portati a Matera dai visitatori”.
– FIRENZE
– Doppia data italiana, il prossimo anno, per i Take That: nel tour internazionale per i 30 anni di attività, la celebre boy band si fermerà in Italia per due concerti, il primo il 28 di giugno a Lucca in piazza Napoleone per il Summer Festival e il 29 a Roma, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Proprio per celebrare le tre decadi di musica della formazione britannica, il prossimo novembre uscirà Odissey, raccolta antologica con 27 brani che racconteranno in note i Take That dal loro debutto discografico nel 1992 ad oggi.
– Pamela Anderson ha scritto a nome della Peta USA (People for the Ethical Treatment of Animals, organizzazione no-profit a sostegno dei diritti animali) con cui si è spesso prestata a campagne di forte impatto, una lettera a Miuccia Prada, per chiedere alla stilista di “cessare immediatamente e definitivamente con l’uso delle pellicce nelle sue collezioni, non di ridurle gradualmente” come la designer aveva annunciato ieri sera dalla Fashion Week di Milano. “Gentile Sig.ra Prada – scrive la Anderson – ammiro da molto tempo la sua creatività e l’intramontabile borsa Prada di nylon ma sono rimasta delusa dall’apprendere che, invece di abbandonare l’uso della pelliccia, Prada abbia scelto semplicemente di ridurne la quantità in vendita. Una riduzione ‘graduale’ non è di consolazione per gli animali che vivono in condizioni penose all’interno di minuscole gabbie negli allevamenti da pelliccia e che, in questo momento, sono sottoposti ad elettrocuzioni anali e scuoiati vivi per la loro pelliccia”.
Don Luigi Ciotti – fondatore di Libera è stato nominato presidente onorario dell’Associazione Musica contro le mafie. Sin dall’inizio assunto come guida e punto di riferimento, Don Luigi Ciotti ha accettato la nomina ricevuta, al fine di sostenere da vicino e in maniera ancora più forte l’azione e la mission di Musica contro le mafie, associazione che da anni fa parte della rete di Libera, e ora impegnata nell’organizzazione della 9^ edizione del Premio Musica contro le mafie. Il Direttivo ha designato anche 11 nuovi soci onorari: il cantautore Dario Brunori, tutti i membri dei Modena City Ramblers, il rapper Tommaso Zanello “Piotta”, il frontman dei Marlene Kuntz Cristiano Godano, il rapper Kiave, l’inventore della eco-music Maurizio Capone dei Bungt Bangt; il giornalista de Le Iene Gaetano Pecoraro; Giovanni Impastato, il fratello di Peppino; Rocco Mangiardi, Testimone di Giustizia; Francesca Rispoli dell’Ufficio Presidenza di Libera, il Docente Universitario, giornalista e scrittore, Marcello Ravveduto.
– BEVAGNA (PERUGIA)
– Andrà in onda da febbraio 2019 la seconda stagione di Sara e Marti – La nostra storia, la fortunata serie televisiva ambientata e girata a Bevagna, che per questa edizione allarga i suoi confini ad altri comuni umbri.
La Regione ha annunciato che dopo lo “straordinario successo” della prima serie trasmessa da Disney Channel (dal prossimo novembre sarà trasmessa in chiaro anche su Rai Gulp), la produzione (Company Italia e Stand by me), ha deciso di confermare Bevagna e l’Umbria quale ambientazione anche per l’edizione 2018 che andrà in onda il prossimo anno.
Il vicepresidente della Regione e assessore al Turismo, Fabio Paparelli, ha visitato il set dove da luglio sono iniziate le riprese che proseguiranno anche nelle prossime settimane. E’ stato accompagnato dal sindaco di Bevagna, Annarita Falsacappa, e dal rappresentante della produzione, Giuliano Tranquilli.
Il vicepresidente ha quindi assistito, nel Teatro di Bevagna, alle prove e si è intrattenuto anche con le protagoniste della serie tv, Aurora Moroni (Sara) e Chiara Del Francia, e con il resto del cast, di cui fanno parte anche alcuni giovani umbri.
“Il grande successo di Sara e Marti – ha affermato Paparelli – rappresenta l’ulteriore conferma della giustezza delle scelte che abbiamo da tempo assunto per incentivare e sostenere le produzioni televisive e cinematografiche che scelgono la nostra regione per ambientare film o sceneggiati televisivi”.
– C’è sempre una storia dietro ogni collezione di Antonio Marras. questa volta è quella della principessa Romane Work, figlia primogenita del Negus e sposa al comandante della Resistenza etiopica, fatta prigioniera e mandata al confino sull’isola dell’Asinara.
Dal suo viaggio nasce la collezione per la prossima estate, tutta incentrata sul verde: sono verde militare i parka scomposti e ricostruiti che diventano giubbotti, gonne e top; sono verdi i cotoni di felpe, t-shirt e maglie; sono verdi gli intarsi che interrompono i damascati floreali e sono verdi i camouflage di tulle inondati di rouches e volant.
– TORINO
– L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Museo del Cinema di Torino hanno dato il via ad una rassegna di tre grandi concerti mirati a fare incontrare la musica e la settima arte attraverso i capolavori del passato nell’ambito di ‘#SoundFrames. Cinema e musica in mostra’, in corso fino al 7 gennaio alla Mole Antonelliana. I concerti, dedicati al cinema di Buster Keaton e Stanley Kubrick, si tengono il 7, 10 e 14 ottobre all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino. Inaugura il ciclo, il 7, la proiezione dei film muti di Keaton ‘One Week’ e ‘Sherlock Jr’ musicati dal vivo da Timoty Brock, tra i massimi esperti al mondo di musica da film. Il 10 il talentuoso Min Chung dirige l’Osn nelle principali colonne sonore dei film di Kurick, tra cui ‘Shining’, ‘Eyes Wide Shut’, ‘Arancia meccanica’ e ‘2001 Odissea nello spazi’. Il 14 ottobre torna sul podio Timoty Brock per accompagnare il famoso film muto di Keaton ‘The general’. Il concerto diretto da Mun Ching verrà trasmesso l’1 novembre su Rai5.
– TORINO
– C’è un pezzo della storia olimpica di Torino nel musical sul ghiaccio ‘Romeo & Juliet’, produzione dell’ex campione russo di pattinaggio Ilya Averbukh, regista dei Mondiali di calcio 2018, in scena il 19 e 20 ottobre. Tatyana Totmianina (Juliet) e Maxim Marinin (Romeo), hanno vinto l’oro in coppia alle Olimpiadi di Torino 2006, oltre a 2 campionati del mondo e 5 titoli europei; Roman Kostomarov (Tebaldo) è stato invece campione olimpico di danza su ghiaccio a Torino 2006.
Nello spettacolo, tra le produzioni su ghiaccio più maestose di sempre, danzerà su una pista di 1.250 mq un cast di 100 persone, tra attori, stelle dello sport, artisti circensi, cantanti e ballerini. Assieme al debutto a Verona, il 6 ottobre, le date di Torino di ‘Romeo & Juliet’ sono le uniche in Europa.
Lo spettacolo sarà poi nel 2019 in Usa e Cina.
Il regista Averbukh ha curato tutto nei minimi dettagli, impiegando le più avanzate tecnologie ed effetti speciali, coreografie eleganti e rigorose.
La immaginiamo su una tavola di Ercolano nel’agosto del 79 d.C., il giorno dell’eruzione. Una bottiglia di vetro quasi piena di olio d’oliva, nei secoli solidificatosi, è stata ‘riscoperta’ da Alberto Angela negli sterminati depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nel corso di riprese televisive per la Rai effettuate qualche mese fa. Oggi l’eccezionale reperto è oggetto di approfonditi studi, possibili per la prima volta perché, a differenza di altri ritrovamenti avvenuti anche nella zona vesuviana, non si tratta di avere a disposizione tracce o residui di olio nel fondo di un’anfora ma di un importante quantitativo di liquido (‘biancastro, solidificato e inclinato’), quello che per gli esperti, dopo le prime analisi, è sicuramente una sostanza grassa e non quindi vino come si era pensato in un primo momento. E’ questa la sorpresa che Alberto Angela ha voluto annunciare al termine della conferenza stampa di lancio della sua ultima fatica ‘Stanotte a Pompei’ (in onda domani in prime time su Rai1), proprio nelle sale del MANN dedicate alle meraviglie di Ercolano. “Una trasmissione televisiva che incentiva la ricerca oltre a fare divulgazione” ha notato il direttore del MANN Paolo Giulierini che ha attivato una collaborazione con il dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli nell’ambito di una convenzione quinquennale per lo studio di questo tipo di reperti. Straordinario è osservare come la bottiglia di vetro contenente l’olio d’oliva sia identica a quella raffigurata nell’affresco dai Praedia di Giulia Felice che Alberto Angela stava riprendendo nei depositi del Museo, “una specie di grotta delle meraviglie”, li definisce. Il popolare divulgatore ha raccontato la sua esperienza mostrando sia l’opera che la bottiglia.
– Tornano le Giornate Europee del Patrimonio organizzate del Ministero per i Beni e le Attività culturali con oltre 1.200 iniziative nei musei di tutta Italia, nei monumenti, nei siti e nei parchi archeologici, a partire dal prossimo fine settimana con il tema “L’arte di condividere”. Sabato 22 e domenica 23 settembre le iniziative animeranno i luoghi della cultura accessibili nei consueti orari a tariffa ordinaria, mentre nella serata di sabato si terrà un’apertura straordinaria di tre ore al prezzo simbolico di 1 euro.
Il tema scelto dal Consiglio d’Europa per la nuova edizione è “L’arte di condividere”, attorno al quale sono state pensati gli eventi. Il Parco Archeologico dell’Appia Antica partecipa all’evento con aperture e iniziative speciali tra cui visite guidate in lingua e concerti. In primo piano la visita guidata in lingua LIS, condotta da un archeologo con un interprete del linguaggio dei segni del Gruppo Silis, in agenda per domenica 23, visita alla Villa di Capo di Bove, su via Appia Antica. Si tratta di un complesso immerso nel verde, acquistato dallo Stato per diventare centro di documentazione e ospitare i preziosi appunti di Antonio Cederna. Nel giardino si trovano i resti dell’impianto termale di un’antica villa romana. Tra gli altri eventi ricordiamo: la passeggiata reale lungo il percorso dell’Acquedotto Carolino alla Reggia di Caserta, la conferenza itinerante dedicata a Iside e al suo culto nella necropoli di Cappella nel parco archeologico dei Campi Flegrei, le Passeggiate Gabine alla scoperta dell’antica città di Gabii, le aperture straordinarie con visite guidate gratuite agli Horrea Agrippiana sul Palatino, la camminata alla scoperta della Venezia minore, le visite guidate sulla vita di Federico II a Castel del Monte, il percorso laurenziano al Museo di Casa Martelli a Firenze, le gemme d’archivio all’Archivio di Stato di Siracusa, il Petit Tour tra i musei del Polo Museale della Basilicata alla mostra “Vite scrutate. Fatti e persone tra gli anni Quaranta e Sessanta del Novecento nei documenti della Questura” all’Archivio di Stato di Ascoli Piceno.
FERRARA – La perfezione della natura, tra onde impetuose e querce maestose, placide acque lacustri e profili di montagne, cieli plumbei e tramonti infuocati, in un realismo che sulla tela si fa carico di commozione, nostalgia, potenza, sensualità: cattura lo sguardo la retrospettiva su Gustave Courbet dal titolo “Courbet e la natura”, allestita a Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 22 settembre al 6 gennaio, la prima dopo 50 anni dedicata in Italia al grande pittore francese. Circa 50 capolavori provenienti da musei europei ed americani compongono un percorso volto innanzitutto a emozionare, restituendo a chi guarda la varietà di sentimenti che lo stesso Courbet provava nelle sue lunghe sessioni di pittura en plein air ammirando la natura.Ed è proprio la natura, nel suo manifestarsi, la grande protagonista di una rassegna che rivela il linguaggio pittorico rivoluzionario dell’artista, considerato padre del realismo. Utilizzando la spatola, gli stracci, le dita, trovando soluzioni pittoriche anticonvenzionali che osavano sfidare il gusto accademico, Courbet attraverso le mutevoli meraviglie del paesaggio affermava anche la sua identità e le sue origini. Osservando le coste della Normandia e l’orizzonte infinito del mare, o il verde della Franca Contea, la sua regione natale, tra vallate, sottoboschi e fiumi impetuosi, o ancora riproducendo con pennellate materiche le rocce del Belgio, le scene di caccia e i tranquilli laghi svizzeri (il lago Lemano, dove trascorse il suo periodo da esule fuori dalla Francia per via della vicinanza alla Comune di Parigi), l’artista raccontava molto anche del suo paesaggio interiore. E in questo tripudio di natura, Courbet non dimenticò l’essere umano, riuscendo a immergere ogni figura (splendidi i nudi femminili) in modo spontaneo nel paesaggio. Il pittore amava giocare anche con se stesso e la propria immagine, in mirabili autoritratti da cui traspare la personalità narcisistica e carismatica.Nella mostra ferrarese eleganti riferimenti geografici sulle pareti ‘inseguono’ le tele esposte, in un allestimento efficace quanto semplice che dà tutto lo spazio all’impatto emotivo dei dipinti. In ogni quadro si realizza non solo la convinzione di Courbet che “il bello è nella natura” e “appartiene all’arte” (il pittore lo scrisse nella prefazione dell’opuscolo che accompagnava la sua mostra personale organizzata nel Padiglione del Realismo, a margine dell’Esposizione Universale del 1855 a Parigi), ma viene documentata anche la capacità dell’artista di emanciparsi dai canoni classici e di rendere centrale nella pittura moderna un genere, quello del paesaggio, considerato marginale. “Courbet partecipava con tutti i sensi a ciò che vedeva. Osservava il mondo con uno sguardo nuovo, senza i filtri dell’accademia”, spiega Maria Luisa Pacelli, curatrice della mostra con Barbara Guidi, Dominique de Font-Réaulx, Isolde Pludermacher e Vincent Pomarède, “teniamo molto a questo progetto: Palazzo dei Diamanti ha una grande tradizione di mostre sulla pittura di paesaggio e Courbet è un grande maestro che ha segnato le generazioni successive”.
– PERUGIA
– Umbria jazz ha generato un prodotto lordo a favore dell’economia urbana pari a circa 5 milioni e 800.000, attivato da un milione 913 mila euro di contributi pubblici e privati. Facendo aumentare il tasso di occupazione delle camere da letto dal 52% di prima dell’evento all’86% del periodo di festival, così come il fatturato dei commercianti che è cresciuto del 58%. Dati emersi da uno studio sul valore economico-sociale della manifestazione, l’edizione 2018, su Perugia e sul territorio promosso dalla Fondazione Umbria Jazz con la collaborazione dell’Università degli studi e di quella per Stranieri di Perugia.
La rassegna è considerata “locomotore” degli eventi a Perugia. Aumentano infatti, durante Umbria jazz, i visitatori nelle strutture culturali cittadine e anche la visibilità e la notorietà sui social.
Nella presentazione dello studio è stato sottolineato che Umbria jazz è un lampante esempio di marketing territoriale”.
“Lory non vuole addosso gli occhi della pietà e vuole essere trattata come tutti gli altri, se entrerà non ci saranno sconti per lei. Ovviamente essendoci la diretta non si possono prevedere emozioni e stati d’animo. Da quello che mi hanno detto dovrebbe fare il suo ingresso nella casa alla seconda puntata, salvo ripensamenti”. Così Ilary Blasi, forte dell’esperienza e del successo delle passate edizioni torna lunedì 24 settembre al timone, in prima serata su Canale 5, del “Grande Fratello Vip” – prodotto da Endemol Shine Italy – risponde a una domanda sulla dolorosa questione del lutto che ha colpito questa estate Lory del Santo (uno dei figli si è tolto la vita ndr). La conduttrice del reality più spiato d’Italia ha specificato di rispettare il dolore dell’attrice lasciando a lei la scelta su come comportarsi in questa delicata situazione, ma sottolineando che verrebbe trattata come gli altri concorrenti.
Alfonso Signorini che affianca Blasi in studio, aggiunge: “Il GF ha una sua liturgia. La difficoltà per noi sarà vedere in quel contesto una donna che ha vissuto una tragedia del genere.
Il dolore è un buco nero che va rispettato, io ho reagito con sconcerto perché avrei fatto diversamente ma la sua scelta va rispettata”. Il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri spiega, la cronologia degli eventi: “A luglio abbiamo firmato il contratto con Lory Del Santo, poi siamo stati informati di questa tragedia avvenuta ad agosto. Naturalmente abbiamo rispettato la sua volontà di non partecipare più”. “Successivamente, qualcosa è cambiato la Del Santo ha deciso di mutare il proprio parere: Ci ha fatto la richiesta di entrare comunque in casa perché riteneva che il partecipare l’avrebbe aiutata a superare questo momento cosi’ doloroso. Abbiamo riflettuto a lungo insieme e alla fine abbiamo deciso di lasciar scegliere a lei senza imporle scadenze”, ha sottolineato il direttore di rete”. Alla domanda se la tragedia della perdita di un figlio (il secondo peraltro dopo Connor – avuto di Eric Clapton – precipitato accidentalmente da un grattacielo a causa di una finestra lasciata aperta da una donna di servizio ndr), vissuta dall’attrice, è un rischio di cui l’organizzazione è consapevole. Scheri spiega come dalla dirigenza nessuno tema l’accusa di sciacallaggio . “Il Gf non ha bisogno di mettere dentro al programma questo tipo di storia per fare ascolti, sarebbe misero”. E quindi ribadisce: “è stata una sua precisa richiesta. Se vorrà, entrerà, altrimenti no.
Possiamo però garantire che Lory ci ha assicurato che se entrerà, lo farà per giocare e andare fino in fondo”, ha evidenziato ancora Scheri. Che ha poi motivato la decisione di Canale 5 di aspettare e rispettare il più possibile le scelte della ex compagna di Eric Clapton: “È difficile dire di no a una persona che ti chiede di voler tornare a vivere e non rimanere chiusa con i suoi ricordi. Per lei tornare a lavorare è importante”.
Il capo degli autori Andrea Palazzo ha concluso: “L’abbiamo messa in guardia, conosciamo il meccanismo del programma e le abbiamo chiesto di riflettere perché la scelta potrebbe avere delle conseguenze. Niente di ciò che accade lì dentro resta privato”. A varcare la porta rossa saranno personaggi variegati, di generazioni diverse si va da Valerio Merola a la Marchesa Daniela Del Secco D’Aragona. E ancora le Donatella (una delle due, la mora, è stata a lungo fidanzata con Fabrizio Corona) e il cantante Ivan Cattaneo, Walter Nudo (confessa in un video di non avere rapporti in un video da 10 mesi) vincitore della prima edizione dell’Isola dei famosi, l’attrice Eleonora Giorgi, Enrico Silvestrin e Jane Alexander. Lisa Fusco, fiera del suo 1,48 (in tanti ricordano la sua spaccata in diretta tv) e Maurizio Battista. Francesco Monte, il modello Stefano Sala (ex di Dayane Mello), Giulia Salemi, la meteorina Martina Hamdy, il campione olimpico di judo Fabio Basile, Benedetta Mazza già vista a Pechino Express, l’ex velino Elia Fongaro e Andrea Mainardi, ex allievo di Gualtiero Marchesi (il primo chef ad entrare al Gf Vip).
– Meno felpe, più abiti per Msgm che per la prossima estate invita a ‘sognare insieme’ come recita la scritta-slogan del cardigan ricamato. Ed è partito proprio dall’idea di una visione onirica il direttore creativo Massimo Giorgetti per disegnare gli abiti fluidi in jersey a stampe floreali, le giacche e i pantaloni trasparenti con stampe bouquet. E sono ancora fiori quelli stampati sui completi di denim, proposto anche in versione tie and dye così come la maglieria. C’è poi tutta una parte di abiti in chiffon scivolato color block, che torna anche nei dress di maglia plissettata. Ai piedi stivaletti texani, i leggings come passepartout, gli abiti in jeans con ruches, balze e fiocchi come nuovo must. E dire che Msgm ha fatto la sua fortuna proprio con le felpe: “Ma io agli inizi facevo una moda molto femminile, poi – racconta Giorgetti – ho avuto per primo l’intuizione di mixare le felpe e il pizzo”. Oggi la nuova intuizione, sulla necessità di cambiare strada.
– TRENTO
– Inaugurata a Cracovia, all’interno del Centrum Jana Pawla II, il più importante museo-santuario dedicato al ricordo della figura e dell’opera di papa Wojtyla, una sezione permanente dedicata al legame fra san Giovanni Paolo II e la terra trentina.
I contatti avviati dalla Provincia autonoma di Trento con i responsabili del Centro Jana Pawla II erano approdati due anni fa alla sottoscrizione di un accordo di collaborazione che ha avviato l’iter del progetto. Obiettivo dell’allestimento, che occupa uno spazio di circa 370 mq e che è stato interamente realizzato dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento, è non solo di raccontare, ma di far percepire ai visitatori il legame intimo tra papa Wojtyla ed il Trentino, con il suo paesaggio e con i suoi abitanti. Giovanni Paolo II visitò il Trentino cinque volte tra l’agosto 1979 e l’aprile 1995. Il centro sarà aperto ai visitatori nelle prossime settimane.
– Arriva un italiano alla guida della linea maschile di un marchio americano in ascesa: si tratta di Andrea Pesaresi nominato presidente di Michael Kors Men’s, con incarico efficace dal 15 ottobre, come riferisce in una nota John D. Idol, presidente e ad del gruppo.
Andrea Pesaresi è stato di recente ad della Philippe Model e precedentemente ha lavorato per 25 anni con la Ermenegildo Zegna, dove il suo ruolo più recente era il brand director di Z Zegna e Licensing che comprendeva lo sviluppo del prodotto, la strategia del marchio, l’espansione internazionale e il marketing. “Andrea è nel settore da 30 anni e viene da noi con una profonda conoscenza del mercato degli uomini di lusso in continua evoluzione” ha spiegato Idol. “Fornirà la leadership necessaria per consentirci di raggiungere il nostro obiettivo di sviluppare il business dell’abbigliamento maschile Michael Kors a 1 miliardo di dollari di entrate”.
La fantasia surreale di Terry Gilliam è intatta a 77 anni, anzi vola ancora più in alto in questo produttivamente tormentato ‘L’uomo che uccise Don Chisciotte’ che, dopo il passaggio a Cannes (era il film di chiusura) arriva in sala dal 27/settembre con M2 Pictures. Probabilmente la barba bianca ha aiutato il regista a sciogliere il nodo di questo film che mescola tutto: la storia di Cervantes, la produzione di uno spot, gli effetti deleteri di una celebrità che subito svanisce, l’islamismo, la mafia russa e, ovviamente, l’eterna storia tra realismo e fantasia, ovvero Sancho Panza e Don Chisciotte.Essere l’uno o l’altro, spiega a Roma il regista: “Dipende da noi. Possiamo scegliere se essere un po’ pazzi o noiosi, anche se spesso siamo entrambi. Durante le riprese del film – aggiunge – mi è nata una nipotina e mi sono ritrovato a giocare con lei a terra. Sono fatto così”. Nel film che da oltre 20 anni Gilliam ha tentato di realizzare con produttori che hanno dato forfait, scene realizzate con Johnny Depp e Jean Rochefort e tutta una serie di sfortune, il tutto ricostruito addirittura dal documentario Lost in La Mancha), il protagonista è Toby (Adam Driver), alle prese con un nuovo Don Chisciotte nei luoghi dove aveva già girato un corto dedicato al personaggio di Cervantes, ‘The man who killed Don Quixote’. Il fatto è che, durante le riprese incontra quel calzolaio di paese che allora aveva interpretato il cavaliere senza paura (Jonathan Pryce), l’adolescente figlia dell’oste Angelica (Joana Ribeiro), tutti personaggi rovinati dall’essere stati meteore di un breve viaggio nel successo. Da qui in poi la realtà entra nel film e tutto diventa barocco, fantastico e reale allo stesso tempo, con mulini a vento da abbattere, produttori machi e molestatori sessuali (Stellan Skarsgärd) e la sognata casta Angelica, escort di un ricco russo venditore di vodka.Per Gilliam, autore dei mitici Monty Python degli anni Settanta: “Tutti i grandi film sono legati alla fantasia e non alla realtà. O meglio – aggiunge – vivono nel doppio registro tra realtà e fantasia. Ma è anche vero che i film realistici sono in genere realizzati con pochi soldi e così non possono alla fine essere molto altro”. Di Adam Driver dice:”l’ho conosciuto in un pub a Londra, non avevo mai visto neppure un suo film, ma l’ho scelto forse perché era completamente diverso da come avevo immaginato il suo personaggio. Mentre Pryce, che non avevo mai ingaggiato, ha reso Don Chisciotte una sintesi di tutti i personaggi shakespeariani che ha interpretato”. Gilliam, autore de ‘Le avventure del barone di Munchausen’, ‘La leggenda del re pescatore’, ‘Brazil’ e Paura e delirio a Las Vegas, ha letto il libro di Cervantes nel 1989: “Da allora non è più uscito dalla mia testa. Una vera ossessione”. Nel suo futuro? “La mia vita è vuota” dice in perfetto italiano, ma lui stesso non sembra crederci troppo.
– Può una cartolina dalle Hawaii sembrare un paesaggio giapponese? La risposta sfila sulla passerella di Etro, che sceglie ‘Pacific zen’ come titolo della sua collezione, per indicare un viaggio immaginifico che parte dalla California per passare dalle isole Pacifiche e approdare fino al Giappone. Negli abiti i codici stilistici di Etro come il paisley, il patchwork e la leggerezza degli abiti sono mescolati con le stampe floreali dei kimoni giapponesi, delle camicie hawaiiane e dai rimandi allo stile bohèmienne di Venice Beach. Su tutto ritagli cut-out ispirati a Matisse, calligrafie giapponesi, fiori tropicali, motivi a bandana, scene di tramonti tropicali. Tra caftani e abiti fluttuanti, anche tavole da surf e sneaker in stile sub, indossati dalle surfiste Victoria Vergara, tra le prime dieci al mondo, e Maribel Koucke. Dopo la passerella, Etro festeggia i suoi primi 50 anni al Mudec, il Museo delle Culture di Milano, con la mostra ‘Generation Paisley’, visitabile gratuitamente fino al 14 ottobre.
– NEW YORK
– Ignorato per decenni sulle pareti di una casa in stile “plantation” della Louisiana. Aggiungendo un tassello alla travagliata storia del Salvator Mundi, il Wall Street Journal ha scoperto che fino ad oggi e per quasi 50 anni i proprietari del celebre quadro non avevano nutrito il minimo sospetto di avere avuto in famiglia un’opera da Guinness.
Lo scorso novembre da Christie’s l’erede al trono saudita Mohammed bin Salman ha pagato 450 milioni di dollari per il quadro recentemente riattribuito a Leonardo, ma gli eredi del piccolo industriale di Baton Rouge, Basil Clovis Hendry Sr, erano convinti di aver fatto un buon affare quando i galleristi Robert Simon and Alexander Parrish lo avevano acquistato nel 2005, alla morte del padre, per circa 10.000 dollari. Strano ma vero: la figlia di Mr. Hendry, la bibliotecaria in pensione Susan Hendry Tureau, ha appreso solo la scorsa settimana che “il quadro di famiglia” era stato riattribuito a Leonardo.
– S’intitola Sinatra, ed è un omaggio al grande Frank, il nuovo album di Gué Pequeno, il quinto uscito per Island/Def Jam il 14 di settembre, a dominare la classifica degli album più venduti in Italia secondo la classifica Fimi/Gfk diffusa oggi. L’artista, che torna nel 2018 con il nuovo disco, il primo che vede la collaborazione con il suo nuovo team BHMG, è un punto di riferimento nel suo genere, è il rapper italiano più ascoltato su Spotify nel 2017 grazie all’album Gentleman (doppia certificazione Platino e molte settimane in cima alla classifica) ed è il rapper più produttivo in Italia con una pubblicazione all’anno dal 2009. L’album è anche al primo posto nella classifica vinili. Con oltre 20 milioni di stream, è l’album più venduto e ascoltato in Italia. Secondo posto per Eminem con Kamikaze che risale dal terzo gradino. Dalla vetta scivola di due posizioni fino alla terza il rapper Ernia con il suo album d’inediti, 68. Quarto posto per Peter Pan di Ultimo, quinto per Raise Vibration di Lenny Kravitz.
La grande sfida è quella del sabato, e RaiUno vuole vincerla con la cultura in prima serata: il 22 settembre la rete ammiraglia punta su ‘Stanotte a Pompei’ la trasmissione evento di Alberto Angela, un nuovo affascinante viaggio ‘in uno dei siti archeologici più belli del mondo’, l’antica città che l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. distrusse completamente consegnandola per sempre alla Storia. Ma si racconteranno anche le meraviglie di Ercolano, Stabia, Oplontis e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli che custodisce i preziosi reperti vesuviani e che è stato scelto come sede della presentazione. La produzione Rai è stata interamente girata in 4k, con contributi di artisti come Giancarlo Giannini (Plinio il giovane) e del maestro Uto Ughi, di Marco D’Amore, che parlerà dei luoghi poco raccomandabili di Pompei, e del maestro della luce Vittorio Storaro, incantato dai colori di Villa dei Misteri.
“Quello che vedrete è il risultato del lavoro di mesi – ha detto Angela – RaiUno, il sabato in prima serata, offre cultura.
Questo è un bellissimo messaggio. E’ una serata difficile. Per la prima volta nella storia della tv pubblica succede questo. E noi siamo felici che succeda proprio con Pompei”. Un luogo che Angela conosce bene, dopo 25 anni di approfondimenti. Tanto bene da aver ‘scoperto’, lavorando nei magazzini del Mann, una bottiglia di vetro proveniente dai luoghi dell’eruzione, che potrebbe contenere i resti più antichi mai trovati finora di olio d’oliva.
“Questa è una Rai sempre più Rai, ovvero servizio pubblico – ha detto Angelo Teodoli, direttore di RaiUno, che ha ricordato i lusinghieri risultati degli ascolti in questa fase della stagione – Con Angela continuiamo un percorso intrapreso da tempo. Un’operazione con cui proviamo a cambiare il paradigma dell’intrattenimento. Stanotte a Pompei è un grande evento, e la soddisfazione più grande è che questo programma sia stato realizzato interamente con risorse Rai”. Il direttore del Centro di produzione Rai di Napoli Francesco Pinto ricorda l’impegno di oltre 50 professionalità: “Trasmetteremo noi con la nostra regia in 4K, siamo pronti per le prossime sfide”. Padrone di casa è il direttore del Mann Paolo Giulierini che ha consegnato ad Angela, già cittadino onorario di Napoli (a salutarlo anche il sindaco De Magistris), il distintivo di ‘ambasciatore del MANN’.
“Grazie all’attenzione che la Rai riserva a questo museo” ha detto Giulierini. E un nuovo progetto televisivo di Angela su Napoli potrebbe essere già in cantiere.
Esce il 27 settembre al cinema La Casa dei Libri (titolo originale “The Bookshop”) di Isabel Coixet distribuito da BIM e Movies Inspired.Nel 1959, Florence Green, una vedova dallo spirito libero, decide di lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita del marito e aprire la prima libreria della sonnolenta cittadina costiera di Hardborough, in Inghilterra. Sfidando la mentalità bigotta della gente, inizia a provocare il risveglio culturale del posto vendendo anche romanzi che generano scandalo. Troverà un alleato nella figura di Mr. Brundish, ma anche valenti oppositori come la signora Gamart.
– FIRENZE
– “Era un desiderio che avevo da tempo. Mi sentivo bene e così ho deciso di tornare a Firenze e di visitare la mia Fondazione”. Queste le parole pronunciate dal maestro Franco Zeffirelli in visita alla Fondazione che porta il suo nome, nel complesso monumentale di Piazza San Firenze. La visita, effettuata quasi a sorpresa, è stata fortemente voluta dal maestro che ha voluto sfruttare sia il fatto di sentirsi bene, sia il bel tempo di queste giornate, per far visita alla propria ‘creatura’, il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo, aperto a luglio 2017. Ad accoglierlo tutto lo staff della Fondazione, il figlio Pippo (vicepresidente) che ha accompagnato Zeffirelli prima nella Sala della Musica, poi nel cortile del complesso monumentale, nella tea-room e infine nelle varie sale del Museo che ripercorre la quasi settantennale carriera dell’artista fiorentino. Nell’occasione, al regista è stato anche conferito il premio ‘Lorenzo il Magnifico’ alla carriera.
– PARIGI
– Ottantadue anni, qualche acciacco di salute e tanta fierezza per una “carriera talmente eccezionale” da convincerlo a fermarsi e “non fare il film di troppo”: Alain Delon, intervistato lungamente da Le Monde – che dedica all’attore protagonista de ‘Il Gattopardo’ e ‘Rocco e i suoi fratelli’ l’apertura in prima pagina – spiega di avere un unico rimpianto: non aver mai girato “un film diretto da una donna”. [print-me title=”STAMPA”]
