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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 24 Settembre, 2018, 18:08:22 di Maurizio Barra

DALLE 09:18 ALLE 18:08

DI LUNEDì 24 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Chagall tra utopia e sogno
Apre ad Asti grande retrospettiva con 150 opere

Terry Gilliam, realismo o fantasia? Dipende da noiIl regista racconta il film in sala dal 27 settembre

Paul Simon, nel Queens l’addio ai liveL’artista dice basta alla musica ‘on the road’

Sierra, indago il mito del Santo GraalScrittore Premio Planeta a pordenonelegge con ‘Fuoco invisibile’

Roberto Bolle ufficiale della RepubblicaOnorificenza consegnata in Prefettura a Milano

Torna Internazionale a FerraraDa 5/10, 112 incontri tra giornalismo, donne e migranti

Venditti, 40 anni fa già previsto tuttoAll’Arena festa per Sotto il segno dei pesci, uscito nel 1978

Asia Argento, dal suicidio di Bourdain un vuoto incolmabile Prima reazione “rabbia”. L’attrice intervistata da DailyMailTv

‘Ferrara in Jazz’, 7 mesi di concertiOttanta appuntamenti con musicisti afroamericani e italiani

Manifest, mistery drama firmato ZemeckisDa stasera su Nbc (Usa), da 1/10 sul canale Premium Stories

Udienza Cosby, rischia fino a 30 anniPrimo processo penale dell’era #Metoo

Incassi, Gli Incredibili vola a 4 mlnThe Nun guadagna 2.4 mln, mercato totale supera 9 milioni +83%

Captain Marvel, superpotere è donnaA marzo 1/o film del Mcu con supereroina protagonista assoluta

Il ladro di giorni con Scamarcionel cast Massimo Popolizio – viaggio in Italia padre e figlio

Dario Argento, contro Asia la vendetta di WeinsteinA Radio1, non ho visto intervista La7 ma c’è marea di menzogneAddio Luca Pellegrini, sacerdote critico
Musica e cinema le sue passioni, dalla radio alla carta stampata

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ASTI – I ricordi d’infanzia, le fiabe, la poesia, la religione e la guerra; e poi i sogni, popolati da creature reali e fiabesche, che colorano un mondo fatto di meraviglia e utopia. C’è tutto l’immaginario di Marc Chagall nella grande retrospettiva che la Fondazione Palazzo Mazzetti di Asti ospiterà nella propria sede dal 27 settembre al 3 febbraio.
Intitolata “Chagall. Colore e magia” e a cura di Dolores Durán Úcar, la mostra delinea lo stile espressivo dell’artista, frutto della fusione di tre culture (ebraica, russa, occidentale), attraverso più di 150 opere, tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, realizzate dal 1925 fino alla morte. Il percorso, che segue un ordine cronologico e al tempo stesso tematico, illustra lungo 7 sezioni il linguaggio completamente nuovo creato da Chagall, sottolineando il suo universo poetico, fantastico o sognato, in cui tutto è possibile e dove regnano incontrastati il colore, la geometria e decomposizione delle forme delle avanguardie. Proponendo una lettura nuova delle opere, la mostra permette al pubblico di conoscere alcuni dei temi principali della produzione dell’artista, tra cui la tradizione russa legata alla sua infanzia, il senso del sacro, il rapporto con i letterati e i poeti, l’interesse per la natura, gli animali e il comportamento umano, il mondo del circo e l’amore.
– La fantasia surreale di Terry Gilliam è intatta a 77 anni, anzi vola ancora più in alto in questo produttivamente tormentato ‘L’uomo che uccise Don Chisciotte’ che, dopo il passaggio a Cannes (era il film di chiusura) arriva in sala dal 27/settembre con M2 Pictures.
Probabilmente la barba bianca ha aiutato il regista a sciogliere il nodo di questo film che mescola tutto: la storia di Cervantes, la produzione di uno spot, gli effetti deleteri di una celebrità che subito svanisce, l’islamismo, la mafia russa e, ovviamente, l’eterna storia tra realismo e fantasia, ovvero Sancho Panza e Don Chisciotte. Essere l’uno o l’altro, spiega il regista: “Dipende da noi. Possiamo scegliere se essere un po’ pazzi o noiosi, anche se spesso siamo entrambi. Durante le riprese del film – aggiunge – mi è nata una nipotina e mi sono ritrovato a giocare con lei a terra. Sono fatto così”.
Nel film che da oltre 20 anni Gilliam ha tentato di realizzare con produttori che hanno dato forfait, scene realizzate con Johnny Depp e Jean Rochefort e tutta una serie di sfortune, il tutto ricostruito addirittura dal documentario Lost in La Mancha), il protagonista è Toby (Adam Driver), alle prese con un nuovo Don Chisciotte nei luoghi dove aveva già girato un corto dedicato al personaggio di Cervantes, ‘The man who killed Don Quixote’. Il fatto è che, durante le riprese incontra quel calzolaio di paese che allora aveva interpretato il cavaliere senza paura (Jonathan Pryce), l’adolescente figlia dell’oste Angelica (Joana Ribeiro), tutti personaggi rovinati dall’essere stati meteore di un breve viaggio nel successo.
Da qui in poi la realtà entra nel film e tutto diventa barocco, fantastico e reale allo stesso tempo, con mulini a vento da abbattere, produttori machi e molestatori sessuali (Stellan Skarsgärd) e la sognata casta Angelica, escort di un ricco russo venditore di vodka.
Per Gilliam, autore dei mitici Monty Python degli anni Settanta: “Tutti i grandi film sono legati alla fantasia e non alla realtà. O meglio – aggiunge – vivono nel doppio registro tra realtà e fantasia. Ma è anche vero che i film realistici sono in genere realizzati con pochi soldi e così non possono alla fine essere molto altro”.
Di Adam Driver dice:”l’ho conosciuto in un pub a Londra, non avevo mai visto neppure un suo film, ma l’ho scelto forse perché era completamente diverso da come avevo immaginato il suo personaggio. Mentre Pryce, che non avevo mai ingaggiato, ha reso Don Chisciotte una sintesi di tutti i personaggi shakespeariani che ha interpretato”.
Gilliam, autore de ‘Le avventure del barone di Munchausen’, ‘La leggenda del re pescatore’, ‘Brazil’ e Paura e delirio a Las Vegas, ha letto il libro di Cervantes nel 1989: “Da allora non è più uscito dalla mia testa. Una vera ossessione”.
Nel suo futuro? “La mia vita è vuota” dice in perfetto italiano, ma lui stesso non sembra crederci troppo.

“I vostri applausi significano più di quanto possiate immaginare”. Con queste parole rivolte al pubblico si è concluso il tour di addio ai palchi live di Paul Simon, al Flushing Meadows Corona Park, nel Queens di New York. “Siamo a venti minuti di bicicletta da dove sono cresciuto”, ha sottolineato l’artista, prima di chiudere la performance con l’immancabile ‘The Sound of Silence’.Quello di Paul Simon non è un ritiro vero e proprio ma piuttosto un addio alla musica ‘on the road’. Una scelta che sta diventando piuttosto comune tra gli artisti della sua generazione, da Elton John ai Kiss.Sul palco del Corona Park Simon ha ripercorso 50 anni di carriera in 26 brani, portando per mano gli spettatori in un viaggio lungo la sua carriera da solista e nel periodo dell’enorme successo in coppia con Art Garfunkel. Applausi e qualche lacrima quando ha annunciato sul palco la ‘regina di Corona’, la moglie Edie Brickell, unico ospite del concerto, con cui ha cantato ‘Me and Julio Down By the Schoolyard’.

– PORDENONE

– La creazione del mito del Santo Graal. Javier Sierra cerca di scoprirla nel suo nuovo romanzo ‘Fuoco invisibile’ (DeAPlaneta), vincitore del più importante premio letterario spagnolo, il Planeta 2017, con 350 mila copie vendute.
“Faccio un passo indietro e offro una prospettiva che per il lettore può essere interessante. Non ho scritto l’ennesimo libro sul Santo Graal, sul calice utilizzato da Cristo nell’ultima cena, ma vado all’origine del mito. La domanda di fondo è: da dove vengono le idee? Da alcune parole che vengono inventate e che improvvisamente cambiano la storia dell’umanità. Una di queste parole è il Graal” spiega Sierra, giornalista radiotelevisivo, oltre che scrittore, specializzato in indagini sui misteri del passato, protagonista a Pordenonelegge di un atteso incontro, nel giorno di chiusura della festa del libro con gli autori.
– Roberto Bolle ha ricevuto oggi in prefettura a Milano l’onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.
L’étoile non aveva infatti potuto partecipare alla cerimonia delle consegne del 18 settembre. Così l’ha ricevuta dal prefetto Luciana Lamorgese, presenti il vicesindaco Anna Scavuzzo e l’assessore regionale alla Casa Stefano Bolognini.
– Dalle guerre in corso alle catastrofi ambientali, razzismo, disparità economiche e sociali, i movimenti femministi degli ultimi anni. La sveglia è suonata: ”è tempo di reagire”. Con un piccolo mondo dai capelli lunghi e stivali rossi in locandina, torna Internazionale a Ferrara, XII Festival di giornalismo, dal 5 al 7/10 con oltre 215 ospiti e 112 incontri. Un’edizione, racconta Chiara Nielsen, vice direttore del settimanale, che corre sul fil rouge della capacità di reazione delle persone e dei popoli. Tra gli ospiti, Marta Dillon, tra le fondatrici del movimento Ni una menos, ma anche lo scrittore austriaco Martin Pollack e la politologa tedesca Ulrike Guérot sul tema delle destre europee. E ancora, Raj Patel, tra i massimi esperti di crisi alimentare, il dialogo tra Hanif Kureishi e Zadie Smith, le mostre del World Press Photo, la prima italiana del documentario What is democracy? di Astra Taylor. E Gipi, con i nomi delle oltre 30 mila persone morte dal ’93 a oggi nel tentativo di raggiungere l’Europa

– VERONA

– “Ho sognato molto questa serata, ed è più bello di quanto potessi immaginare”. Antonello Venditti ha scelto l’Arena di Verona per festeggiare i 40 anni dalla pubblicazione di Sotto il segno dei pesci, uscito l’8 marzo del 1978, in un momento storico di forti tensioni, ma anche di voglia di cambiamento. “E’ stato il mio disco più importante, quello in cui c’erano tutti i miei temi: la politica, l’amore, la droga. Un disco ancora attuale che evidenzia anche doti di profezia. Bomba o non bomba, ad esempio, è la fotografia di Matteo Renzi”, spiega il cantautore romano.
Un concerto “drammaticamente imperfetto”, come lo ha definito lui stesso, tra problemi tecnici, collegamenti tv (con Che Tempo Che Fa e Totti in studio) difficili da gestire, scalette tagliate e modificate in corso d’opera (5 i brani saltati, tra cui Grazie Roma) per tentare di rimettere in riga uno show durato oltre 3 ore e mezzo, tra musica e parole (tante) e durante il quale sono arrivati anche Francesco De Gregori ed Ermal Meta.
Asia Argento ha oggi rotto il silenzio sul suicidio del compagno Anthony Bourdain: parlando per la prima volta della morte del super-chef e conduttore del programma della Cnn “Parts Unknown”, la Argento ha detto alla DailyMailTV che la scomparsa dell’uomo con cui ha diviso gli ultimi due anni di vita le ha lasciato dentro “un vuoto che nulla può riuscire a colmare”. Asia Argento ha 43 anni, Bourdain ne aveva 62 al momento del suicidio lo scorso giugno in un hotel francese. L’attrice ha detto che la sua prima reazione alla morte del compagno e’ stata di “rabbia”. Ora invece “la rabbia mi tiene viva perché altrimenti questa disperazione non ha fine”, ha aggiunto Asia.

La Argento ha spiegato che la rabbia nasceva dal fatto che Anthony, togliendosi la vita, “aveva abbandonato me, i miei bambini”.
E’ la prima volta che Asia rivela quanto lo chef fosse stato vicino ai ragazzi. Bourdain per Asia aveva lasciato la figlia Ariane, 13 anni, avuta con la seconda moglie Ottavia Busia.
“Così’ ero arrabbiata, si, perché ha abbandonato me, i miei figli, ma adesso questa rabbia e’ stata sostituita dalla perdita, da questo vuoto incolmabile”, ha detto l’attrice. L’intervista e’ la prima di Asia non solo dopo la morte di Bourdain, ma anche dopo le accuse che l’ex attore bambino Jimmy Bennett le ha rivolto di aver fatto sesso con lui quando era minorenne. Le accuse hanno messo in crisi la statura della Argento nel movimento #MeToo di cui lei era stata leader dopo essere uscita allo scoperto accusando l’ex boss di Miramax Harvey Weinstein di stupro. DailyMailTv ha annunciato che l’attrice affronterà il caso Bennett e la sua relazione con l’altra testimonial del #MeToo, Rose McGowan, nella seconda parte dell’intervista in onda domani.
– FERRARA

– Sette mesi di concerti animati dai protagonisti del panorama jazzistico internazionale, serate dedicate a talenti emergenti e novità discografiche, itinerari musicali ed esposizioni. È quanto offre la ventesima edizione di “Ferrara in Jazz”, la rassegna concertistica realizzata con il contributo della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, di Endas Emilia-Romagna e di partner privati.
La kermesse prende il via il 5 ottobre, con la verve della Tower Jazz Composers Orchestra. Con tre serate settimanali (venerdì, sabato e lunedì) Ferrara in Jazz giungerà al termine il 30 aprile 2019, dopo aver dispensato circa 80 appuntamenti che abbracciano il linguaggio jazzistico a 360 gradi, valicando confini geografici e di genere. Nel fine settimana, in particolare, si esibiranno icone della musica afroamericana, mentre per quanto riguarda gli italiani spazio a Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, Piero Odorici e molti altri.
– 7 aprile 2013. Il volo 828 diretto al JKF di New York scompare dai radar dopo una violenta turbolenza.
L’aereo e i 191 passeggeri a bordo non vennero mai più ritrovati. Cinque anni dopo, il 4 novembre 2018, il volo 828 chiede autorizzazione all’atterraggio alla torre di controllo.
Un incipit che promette forti emozioni quello del mistery drama “Manifest” (nel gergo aeronautico è la “lista passeggeri”), l’attesa serie tv di cui sta parlando tutta la stampa internazionale e che debutterà stasera 24 settembre 2018 sul network statunitense Nbc. Dal 1 ottobre, i 13 appuntamenti della serie andranno in onda anche in Italia ogni lunedì in prima serata sul canale “Premium Stories”, visibile sulle piattaforme Mediaset Premium (canale 317) e Sky Italia (canale 122). Produttore esecutivo di “Manifest”, per la prima volta nella sua lunga carriera, il premio Oscar Robert Zemeckis.
– WASHINGTON

– E’ iniziata l’udienza per decidere la pena nei confronti Bill Cosby, 81 anni, l’ex “papà buono” della tv Usa riconosciuto colpevole lo scorso aprile da una giuria di tre capi di imputazione per aggressione sessuale nel 2004 nei confronti di Andrea Constand, una ex dipendente della Temple University. Rischia sino a 10 anni per ciascun capo di imputazione (fino a un massimo di 30 anni), ma il giudice potrebbe decidere di unificare le accuse e infliggere una pena complessiva sino ad un massimo di 10 anni.
E’ il primo processo penale dell’era #MeToo. Una delle cose che il giudice dovrà decidere è se Cosby dovrà essere definito un “violento predatore sessuale”, dopo essere stato accusato da oltre 60 donne senza però che sia stato possibile istruire processi per il lungo tempo trascorso. In tutti i casi il copione era analogo. Cosby invitava le vittime a casa con la prospettiva di aiutarle a fare carriera e offriva loro da bere un cocktail con sonniferi per poterle molestare senza che si ribellassero.
– Il film d’animazione Gli Incredibili 2 ma anche l’horror The Nun rivitalizzano il box office italiano che mette a segno un totale di 9 milioni 275 mila euro con un +83% sulla scorsa settimana e un +10.02% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Il film d’animazione Pixar di Brad Bird è il re assoluto con un incasso di 4 milioni 197 mila euro (4 milioni 810 mila in 5 giorni) con una media di 4921 euro su 853 sale. Seconda posizione per The Nun: La Vocazione del Male, che debutta con 2 milioni 416 mila su quattro giorni con la media più alta della top ten: 5480 euro su 441 schermi.
Terza posizione per Una Storia senza Nome che esordisce con 346 mila euro in quattro giorni.
In quarta, quinta e sesta posizione scendono The Equalizer 2 – Senza Perdono, Mamma Mia! Ci Risiamo e Hotel Transylvania 3.
– Nel 2016 Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios era stato chiaro: “Captain Marvel sarà il supereroe più potente di tutto il Marvel Cinematic Universe”.
Una dichiarazione che ha alimentato l’attesa per il film dedicato alla prima supereroina, creata nella casa di Stan Lee, che si conquista un superhero movie da protagonista. Con un debutto in Italia per il 6 marzo 2019, Captain Marvel di Anna Boden e Ryan Fleck ha nel ruolo principale Brie Larson, premio Oscar per Room. Nel cast, fra gli altri, anche Samuel L.Jackson, Jude Law e Ben Mendehlsson.
Il teaser trailer, uscito da qualche giorno, ha avuto nelle prime 24 ore oltre 109 milioni di visualizzazioni. Qualche hater ha rimproverato a Brie Larson di non sorridere abbastanza e ha pubblicato sui social suoi fermi immagine ‘ritoccati’ con lei sorridente. L’attrice ha risposto con ironia, pubblicando a sua volta immagini con sorrisi ‘posticci’ di Iron Man, Doctor Strange e Captain America, e incoraggiando tutti in un messaggio a essere se stessi.
“Il Ladro di Giorni” racconta la storia di Salvo (Augusto Zazzaro) che ha circa 5 anni quando suo padre Vincenzo (Riccardo Scamarcio) scompare, portato via da due carabinieri. Alcuni anni dopo, una volta uscito di prigione, Vincenzo torna a riprendersi suo figlio che nel frattempo è andato a vivere in Trentino dagli zii. Sono iniziate a fine agosto in Trentino le riprese del film “Il ladro di giorni” per la regia di Guido Lombardi, già vincitore nel 2011 del Leone del futuro – Premio Venezia opera prima “Luigi De Laurentiis” con Là-bas – Educazione criminale. Nel cast, accanto a Riccardo Scamarcio nel ruolo del protagonista, Massimo Popolizio e il piccolo Augusto Zazzaro al suo debutto per un lungometraggio.
Scritto da Guido Lombardi, Luca De Benedittis e Marco Gianfreda, il film è l’adattamento di una sceneggiatura che ha ricevuto nel 2007 il “Premio Solinas – Storie per il cinema”.
“Weinstein si sta vendicando e quindi scatena tutte le sue possibilità, aveva questa notizia di questo ragazzo e pagandolo l’ha lanciato contro Asia”. Così, a Un giorno da pecora su Rai Radio1, Dario Argento ha commentato l’intervista a Jimmy Bennett, accusatore di sua figlia Asia, ieri a Non è l’Arena. Weinstein secondo lei ha pagato Bennett per raccontare quella storia? “Sì, sì”. Ha visto l’intervista di Bennett ieri a Non è l’Arena? “Non ho visto l’intervista per scelta, me l’hanno raccontata degli amici. Ci sono una marea di menzogne, di volgarità, di sciocchezze”.
A cosa si riferisce? “Non ho mai saputo di una ragazza – ha detto Argento a Rai Radio1 – che abbia violentato un ragazzo, è una cosa che non ho mai saputo, c’è anche questo da dire”. Ha sentito sua figlia Asia dopo l’intervista di ieri? “No, non l’ho sentita”. Se n’è andato il 23 settembre, dopo aver combattuto contro una lunga malattia, Luca Pellegrini.
Sacerdote, giornalista professionista, critico cinematografico e critico musicale, laureato in Lettere alla Sapienza di Roma, era nato a Verona il 17 marzo 1959.
Collaborava con la rivista L’Opera, la Gazzetta del Mezzogiorno, il Corriere dell’Umbria, La Rivista del Cinematografo, il bimestrale 8 ½, Radio Vaticana. Negli anni passati ha collaborato in qualità di critico cinematografico anche per l’Osservatore Romano e l’Avvenire, e come conduttore e collaboratore per Rai Radio Tre.
E’ stato tra i promotori del Festival del Cinema Tertio Millennio, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. La Fondazione Ente dello Spettacolo e la redazione della Rivista del Cinematografo e Cinematografo.it lo ricorderanno a Castiglione del Lago, dal 4 al 7 ottobre prossimi, in occasione dei 90 anni della Rivista.   [print-me title=”STAMPA”]

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