Ultimo aggiornamento 30 Settembre, 2018, 02:17:04 di Maurizio Barra
DALLE 07:13 DI SABATO 29 SETTEMBRE 2018
ALLE 02:16 DI DOMENICA 30 SETTEMBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Addio a Balin padre Jefferson Airplane
Il leader del noto gruppo è morto a Tampa in Florida a 76 anni
Applausi a prima ‘Barbiere di Siviglia’Il Teatro Lirico riparte con un omaggio a Rossini
Kevin Spacey nuova denuncia per molestieAncora guai per ex ‘House of Cards’. Fatto avvenuto due anni fa
Foto:a Siena bellezza del mondo da cielo’Sky’s the limit’, mostra scatti Drone award photo contest
ghtLed Zeppelin riaperto processo per copyrightTornano le accuse di plagio di Taurus degli Spirit
iniMortina di Barbara CantiniL’autrice Barbara Cantini parla del successo del fenomeno
Lorenzo Lotto star alla National GalleryPer la prima volta l’omaggio al grande artista rinascimentale
A Napoli ‘1861 la brutale verità’Dal 5 al 7 ottobre dal libro di Carilli, tra storia e canzoni
Tex Willer compie 70 anni, per lui una mostra e un parco Annunciata anche una nuova serie con il personaggio da giovane
A Venezia Bakst con Ballets RussesBozzetti e figurini da museo Musica San Pietroburgo
Morto Gastini, Torino illumina sue luciInstallazione accesa fino al 2 ottobre in omaggio
ureTornano Grey’s Anatomy e Under PressureUn genere mai passato di moda, da E.R. a The Good Doctor
Murphy Brown torna in tv, cameo HillarySit-com anni ’90 fa flop, realta’ Washington oltre fiction
ereR.Ford, Bascombe può attendereScrittore al Premio Malaparte, con i libri ho scoperto la vita
Parole oltre i muri, Ahmed Altan racconta la sua prigioniaEsce libro scrittore incarcerato.La compagna, Spero nell’appello
Licitra, farò musica finché potròIl tenore pop debutta come doppiatore in Smallfoot
Apertura neo noir con Bad TimesL’opera seconda di Drew Goddard con un mega cast
ilmTrieste, Salvatores presenta nuovo film’Se ti abbraccio non avere paura’ e come amare qualcuno diverso
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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L’ARTICOLO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Riparto dalla notizia che proprio è stata l’ultima data, nel precedente post di questo menù “SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA”
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
NEW YORK
– Addio a Marty Balin, il fondatore e leader dei Jefferson Airplane, è morto all’età di 76 anni.
Balin è deceduto giovedì 27 settembre a Tampa, in Florida, mentre veniva trasferito in ospedale. Balin ha fondato il gruppo pioniere nella musica psichedelica nel 1965.
– CAGLIARI
– Un allestimento scenico ‘minimal-chic’ firmato Denis Krief per un titolo tra i più attesi. Il Barbiere di Siviglia, immortale capolavoro di Gioachino Rossini, è andato in scena ieri sera al Lirico di Cagliari. Quinto appuntamento della Stagione, il melodramma buffo in due atti ritorna dopo 12 anni in occasione dell’anniversario per i 150 anni dalla scomparsa del compositore. Un’opera splendida in cui tutte le emozioni vibrano dentro la musica. Un’opera “femminista” ante litteram, perché se Figaro rappresenta una sorta di deus ex machina nel farsi messaggero d’amore e favorire gli incontri tra i giovani innamorati, la vera protagonista è lei, Rosina. Tiene le fila della storia e pur prigioniera nella casa del tutore riesce ad ammaliare quel conte d’Almaviva che le si presenterà sotto le spoglie certamente amabili di Lindoro.
La regia moderna privilegia l’aspetto leggero e malizioso di un gioco delle parti in cui ciascuno recita il proprio ruolo.
Incantevole Aya Wakizono (Rosina) convincente e istrionico il Figaro di Christian Senn. Voce lirica e piena per il tenore Giorgio Misseri (il conte d’Almaviva) ben calibrati gli interpreti dei vari ruoli. Vincenzo Taormina è un Don Bartolo in bilico tra la giusta severità e gli sbandamenti del cuore.
Luciano Leoni (Don Basilio) strappa l’applauso sulla nota aria della calunnia. Perfettamente in parte anche Lara Rotili (Berta), Nicola Ebau (Fiorello) e Michelangelo Romero (Un ufficiale).
Gérard Korsten dirige con vivacità e brio, lasciando affiorare anche gli accenti più cupi e intimistici di un’opera che vive al confine tra passione e farsa, in cui il tema dell’amore contrastato s’intreccia all’indispensabile talento del gran faccendiere, Figaro, ideale tramite tra le diverse classi sociali e artefice dell’altrui felicità.
– Ancora guai per Kevin Spacey.
L’attore Usa premio Oscar, già indagato dalla polizia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna per presunte molestie, è stato denunciato per abusi sessuali nei confronti di un massaggiatore in California. Lo rende noto il Guardian online. L’aggressione sarebbe avvenuta due anni fa in un’abitazione a Malibu. Nella denuncia, presentata al tribunale di Los Angeles, si specifica che l’ex protagonista di House of Cards ha costretto il massaggiatore “a farsi toccare” prima di “tirarlo a sé tentando di baciarlo”. La presunta vittima ha quindi reagito dicendogli: “Cosa stai facendo? Questo è ridicolo. Sono un professionista, questo è quello che faccio per vivere. Ho un figlio”. “La condotta di Spacey è stata estrema e oltraggiosa. Ha agito con sprezzante disprezzo per i diritti e i sentimenti del massaggiatore e con deliberata indifferenza rispetto a quanto avrebbe sofferto in seguito”, si legge nella denuncia.
– SIENA
– La bellezza del mondo vista dai cieli: è ‘Sky’s the limit’, prima collettiva realizzata in Italia sulla fotografia aerea, ospitata dal 26 ottobre al 2 dicembre a Siena in occasione della IV edizione del Sipa, il Siena international photo awards.
L’esposizione, che si tiene al liceo artistico Duccio di Buoninsegna all’interno del complesso della Basilica di San Domenico a Siena, presenta una selezione di 37 tra le più belle immagini della prima edizione del Drone awards photo contest, suddivise in sei sezioni, Astratto, Natura, Persone, Sport, Natura selvaggia, Paesaggio urbano: oltre 4.400 gli scatti, da 101 paesi, giunti a Siena e vagliati dalla giuria. Il premio Fotografo dell’anno è stato assegnato ad Above The Polar Bear, foto dell’artista francese Florina Leodux che cattura il balzo di un orso polare tra i banchi di ghiaccio nel Nunavut, in Canada. Il riconoscimento sarà consegnato durante una cerimonia in programma a Siena il 27 ottobre al Teatro dei Rozzi a Siena.
I premi per le altre categorie sono andate al romeno Ovi D.Pop (Astratto), all’australiano Gabriel Scanu (Natura), al cinese Shui Qinghua (Persone), all’olandese Vincent Riemersma (Sport), all’americano Adam Barker (Natura selvaggia), all’italiano Francesco Cattuto (Paesaggio urbano). Sipa è organizzato da Art photo travel col patrocinio del Comune di Siena, del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale.
Tutto da rifare. Si riapre il processo per uno dei brani rock più famosi al mondo, la celeberrima ‘Stairway to Heaven’ dei Led Zeppelin. Il brano, firmato da Jimmy Page e Robert Plant nel 1971, è da diverso tempo al centro delle polemiche per un presunto plagio di ‘Taurus’, un brano degli Spirit datato 1967. Una prima causa, intrapresa da Michael Skidmore, curatore del patrimonio di Randy Wolfe, meglio noto come Randy California, chitarrista degli Spirit e compositore del brano incriminato, si era conclusa nel 2016. Il verdetto di una giuria federale di Los Angeles assolveva gli Zeppelin, escludendo il plagio e stabilendo che l’arpeggio di chitarra acustica che apre Stairway non era ‘intrinsecamente simile’ alle note di ‘Taurus’. Ora però una corte federale di Los Angeles, composta da tre giudici della nona corte d’appello, ha riscontrato delle irregolarità nel processo del 2016, che è dunque da rifare. Durante il dibattimento, spiegano i giudici, non è stato possibile ascoltare il pezzo originale siglato da Randy Calfiornia, ma solamente una registrazione live. Inoltre il giudice distrettuale avrebbe sostenuto, sbagliando, che il copyright non copre le scale cromatiche, gli arpeggi e le sequenze di tre note, influenzando il parere della giuria. I Led Zeppelin non sono nuovi alle accuse di plagio: fin dall’uscita del loro primo album in studio, la rivista Rolling Stone accusò Page e compagni di aver copiato ‘Black Mountain Side’ da un pezzo di Bert Jansch e ‘Your Time Is Gonna Come’ da ‘Dear Mr. Fantasy’ dei Traffic. C’è poi ‘Dazed and Confused’, che riprende piuttosto fedelmente (anche nel titolo) ‘I’m Confused’ di Jake Holmes. In Led Zeppelin II ci sono altrettanti casi: ‘Bring It on Home’ ha una introduzione molto simile alla omonima canzone di Willie Dixon, portata al successo da Sonny Boy Williamson. ‘The Lemon Song’ è in qualche modo ispirata al blues ‘Killing Floor’ di Howlin’ Wolf. ‘Whole Lotta Love’ tradisce una netta somiglianza con ‘You Need Love’ di Muddy Waters. Nello stesso album di ‘Stairway to Heaven’ c’è invece la altrettanto nota ‘When the Levee Breaks’. In questo caso gli Zeppelin si tutelarono, dichiarando la fonte: il brano si ispira apertamente a un blues di Memphis Minnie registrato con Joe McCoy nel 1929.
Torna Mortina e questa volta dovrà vedersela con un misterioso bambino fantasma che non ricorda più il suo nome. La bambina zombie, insieme al suo inseparabile levriero albino Mesto, cercherà ogni dettaglio possibile per ricostruire l’identità del simpatico spettro nel terzo volume della fortunata serie di Barbara Cantini, ‘Mortina e l’amico fantasma’, che esce per Mondadori il 2 ottobre.
“È una storia basata sulla capacità di ricordare chi non c’è più. Una cosa che sento molto, soprattutto da quando è morto mio padre” spiega la Cantini, 41 anni, che è autrice oltre che illustratrice di Mortina. “Questo terzo libro si confronta, sempre con ironia, con il tema del tramandare. Mortina aiuta questo fantasma a trovare il suo nome perduto, gli fa tornare la memoria per non svanire” dice la Cantini svelando il tema del nuovo libro. In meno di due anni la sua bambina zombie è diventata un successo internazionale, tradotto in 23 lingue, tra cui gli Stati Uniti dove Mortina si chiama ‘Ghoulia’ e dove insieme al libro è stato realizzato un dvd. Il primo volume, dedicato alla festa di Halloween, uscito il 17 ottobre 2017, è entrato subito in classifica e ha venduto 15 mila copie, il secondo, pubblicato nel marzo 2018, in cui appare l’odioso cugino Dilbert, è arrivato a 9 mila copie. Un successo che la stessa Cantini, per anni animatrice cartoon in varie serie tv per la Rai, vincitrice nel 2011 del concorso ‘L’illustratore dell’anno’ e illustratrice per editori americani, inglesi e italiani tra cui Harper Collins, non avrebbe mai immaginato.
“Ho azzeccato il personaggio. La cosa che piace di più, nonostante la sua stramberia, è la spontaneità. Mortina sa stare bene nei suoi panni e ha la capacità di sovvertire qualche regola rigida. La trasgressione piace ai bambini. L’idea è sedimentata in tanti anni. E’ iniziata con un gioco di parole nel 2006. Il primo libro è nato nel 2015-16. Mi piace inventare nomi, lo faccio con le mie figlie di 11 e 6 anni. La piccolina mi ha aiutato nel disegno di certe pose e atteggiamenti” racconta l’illustratrice che si è rivelata anche autrice proprio con Mortina.
I suoi riferimenti sono lo statunitense Edward Gorey, morto nel 2000, famoso per i suoi libri illustrati in stile macabro, al quale si è ispirato anche Tim Burton, che a sua volta è per lei un maestro. “Ho una passione per le atmosfere vittoriane e da brivido. Fin da piccola mi piaceva travestirmi e poi mi è venuto naturale avvicinarmi al disegno gotico. Le ispirazioni sono una cosa, la copia un’altra. Mi piace mettere tanti riferimenti nelle storie” sottolinea la Cantini che vive nella campagna fiorentina con il marito e le due figlie.
“Un’altra passione che ho – aggiunge – è quella di guardare foto antiche, mi piace immaginarmi le vite delle persone. In Mortina ci sono molte fotografie accompagnate da didascalie che sono storie nella storia. Ho fatto una ricerca di foto d’epoca di bambine a cavallo tra fine Ottocento e Novecento”.
La storia nella testa della Cantini si sviluppa sempre come un film: “vedo quello che scrivo. Ho – dice – un approccio molto visivo alla scrittura. La storia ha un buon ritmo e questo perchè vengo dal cartone animato”.
La serie in partenza doveva essere una trilogia, ma il personaggio “non mi è venuto a noia” spiega l’autrice che è pronta per un quarto volume “che sarà dedicato all’estate” anticipa. Le uscite finora sono state di un volume ogni sei mesi. E se mai si facesse un cartoon dalla serie la doppiatrice “dovrebbe imitare – afferma – la voce delle prime stagioni di Marge Simpson”.
Anche se per ora non ha intenzione di abbandonare Mortina la Cantini ha già tante altre idee: la prima è quella degli “albi che mi sono sempre piaciuti e possono parlare a tutti. Il fatto che ci sia poco testo non vuol dire che manchi il contenuto”. Le avventure di Mortina intanto continuano: “i bambini me la chiedono. Il target è 7-9 anni, ma piace tantissimo anche ai bimbi dell’asilo. La mia lettrice più piccola in assoluto ha 2 anni. Mi ha mandato le foto in cui riproduce scene del libro con Mortina che va nell’armadio e fa quelle che lei chiama ‘sedute Mesto’ solo che al posto del levriero del libro, mette il suo cane. “E’ bella questa interazione e ricevo messaggi da ogni parte del mondo” dice l’autrice che a Pordenonelegge è stata protagonista di una seguitissima presentazione.
-LONDRA
-Il simbolismo, l’immediatezza espressiva e la profondità psicologica nei volti di uomini, donne e bambini, a restituire sulla tela tutto lo spirito di un’epoca: arriva alla National Gallery di Londra dal 5 novembre al 10 febbraio la mostra “Lorenzo Lotto Portraits”, che rende omaggio per la prima volta a uno dei più grandi ritrattisti del Rinascimento italiano.Nel percorso espositivo (a ingresso gratuito) sono molti i capolavori di Lotto, tra cui anche Il vescovo Bernardo De’ Rossi proveniente dal Museo di Capodimonte a Napoli e la monumentale pala d’altare L’elemosina di Sant’Antonino di Firenze dalla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, nei quali il pittore attraverso il genere del ritratto riesce a raccontare la storia e il ruolo nella società dei suoi soggetti. Seguendo un ordine cronologico, la mostra presenta al pubblico i primi ritratti realizzati dell’artista, per poi approfondire i momenti salienti della sua carriera a Bergamo e Venezia, fino ai dipinti degli ultimi anni
– NAPOLI
– Teatro canzone per raccontare la storia in “1861 la brutale verità”: dal 5 al 7 ottobre all’Augusteo di Napoli debutta uno spettacolo che ripercorre il periodo pre e post unitario, descrivendo le condizioni economiche del Regno delle Due Sicilie, dalla spedizione dei Mille, al brigantaggio fino alla repressione attuata dal Regno d’Italia appena sorto. La rappresentazione è tratta dal libro “La brutale verità” di Michele Carilli, che ne cura la regia insieme a Lorenzo Praticò. Nel cast artistico insieme a Praticò, Gabriele Profazio, Mario Lo Cascio e Alessandro Calcaramo (musicisti); Marinella Rodà (cantante e attrice). Musiche dei Mattanza. La scena è essenziale, occupata da pochi elementi e da strumenti musicali.
Sullo sfondo si stagliano tre bandiere: quella del Regno delle Due Sicilie, quella italiana e quella dello Stato sabaudo. Il narratore accompagna gli spettatori nel periodo dando voce a intellettuali e personaggi politici.
– Domenica 30 settembre Tex Willer, il fumetto creato da Giovanni Luigi Bonelli e dal disegnatore Aurelio Galeppini, in arte Galep, compie 70 anni. Per celebrare l’anniversario di uno personaggi dei comics italiani più longevi e famosi nel mondo, dal 2 ottobre al 27 gennaio il Museo della Permanente di Milano ospiterà una mostra dedicata ai 70 anni di Tex ma si parla del progetto di un parco a tema a Montegrotto Terme in provincia di Padova. Nel frattempo la Sergio Bonelli Editore ha annunciato la pubblicazione di una nuova serie dedicata al personaggio da giovane, prima che diventasse un Ranger. Secondo quanto raccontato nell’albo “Neuces Valley”, Tex sarebbe nato nel 1838. Ha un passato da fuorilegge perché si è sporcato la fedina penale per vendicare chi gli ha ucciso la famiglia. Pur essendo nato nel Texas ha combattuto la Guerra Civile nelle truppe del Nord, per la sua incrollabile fede antischiavista. E’ il nemico giurato di ogni ingiustizia: fisicamente è un personaggio alla Charlton Heston o John Wayne (anche se si dice che il volto del primo Tex fosse ispirato a Gary Cooper), il suo è il West dei film di John Ford e Howard Hawks, le sue avventure hanno per teatro i canyon dello Utah e del Nevada, la Monument Valley, ma Tex ha viaggiato per tutti gli States, conosce benissimo il Canada e il Messico, è stato a Panama e in Melanesia. Nelle sue storie ci sono le grandi praterie del Mid-West, i deserti del Sud-Ovest, le foreste del Grande Nord, le città dell’Est, le giungle pluviali, le misteriose rovine maya e azteche e ha combattuto per la libertà in Messico. Dopo aver condotto la vita del cowboy, che in un rodeo ha vinto il suo fedelissimo cavallo Dinamite, diventa un Ranger e dedica la vita alla lotta all’ingiustizia anche a costo di sfidare le regole e le leggi. Con il nome di Aquila della Notte diventa anche il capo supremo delle tribù Navajo: sposerà proprio una squaw navajo, Lilith, la figlia del capo Freccia Rossa che gli darà il figlio Kit ma morirà di vaiolo, a causa di un’epidemia provocata da un gruppo di fuorilegge sui quali si abbatterà la vendetta di Tex, Accanto a lui ci sono Kit Carson, il leggendario ranger del West, Tiger Jack, guerriero navajo e fratello di sangue del protagonista. Il suo legame con i nativi americani ha anticipato le tematiche del New Western degli anni ’70 e il suo antirazzismo è uno degli elementi che gli ha permesso di attraversare i decenni senza perdere il successo. Sembra sia scampato a più di 300 agguati, ha affrontato decine di duelli e picchiato qualche centinaio di brutti ceffi, è stato ferito molte volte e ha perso un solo duello, ma con un pistolero che usava un trucco. Ha un fisico eccezionale, la camicia gialla, i jeans, gli stivali lo Stetson, (ma spesso indossa anche i costumi Navajo o un giaccone per ripararsi dalla pioggia e dal freddo) due Colt nelle fondine e un fucile. Ha una mira infallibile, uccide solo per legittima difesa, con i pugni è più efficace di un peso massimo, a poker non conosce rivali, è uno scalatore prodigioso, sa sparare mentre cavalca il suo Dinamite. I suoi nemici sono trafficanti di armi e alcool, banditi, proprietari terrieri senza scrupoli, politicanti corrotti, generali la cui unica missione è sterminare il Popolo delle Praterie, indiani in rivolta. Già gli indiani non sono tutti buoni ma “hanno buone ragioni per non esserlo”. A modo suo è un difensore delle legge: è stato e continua ad essere il protagonista delle vicende del West classico, più John Wayne che il Clint Eastwood dei film di Sergio Leone. E’ anche per questo che dopo 70 anni il suo mito non risente dei segni del tempo.
– VENEZIA
– Bozzetti e figurini di Léon Bakst, celebre soprattutto quale scenografo e costumista dei “Ballets Russes” di Sergej Djagilev, provenienti dal Museo Statale del Teatro e della Musica di San Pietroburgo, saranno esposti per la prima volta in Italia in occasione della mostra monografica dedicata all’artista russo a Palazzo Cini, a Venezia, dal 5 ottobre al 19 novembre prossimi.
“Léon Bakst. Symbol of the Ballets Russes”, a cura di Maria Ida Biggi e Natalia Metelitsa, è costruita sui bozzetti e i figurini bakstiani della collezione russa, con accanto alcuni rari programmi di sala e delle raccolte iconografiche appartenute al maestro coreografo Aurél M. Milloss, di cui la Fondazione Giorgio Cini conserva l’archivio.
– TORINO
– Torino rende omaggio a Marco Gastini, tra i più noti artisti torinesi a livello internazionale, morto ieri all’età di 80 anni. La sua installazione luminosa, allestita in Galleria Umberto I e parte della collezione di Luci d’Artista, resterà accesa fino a martedì 2 ottobre. Lo annuncia l’assessora alla Cultura del Comune di Torino, Francesca Leon.
“Sono molto dispiaciuta – afferma l’assessora Leon – per la perdita di Gastini”, una formazione da artigiano nel laboratorio del padre marmista e studio all’Accademia Albertina di Torino.
Nel 1976 è alla Biennale di Venezia e, poi, in mostra alla galleria Sperone di roma e alla John Weber di New York. Numerose le personali, in Italia e all’estero, ha lavorato fino all’ultimo nella sua casa sulla collina torinese.
– L’ultima in arrivo in ordine di apparizione per il pubblico italiano è il brasiliano Under Pressure – Pronto Soccorso – la prima stagione parte dal 3 ottobre su Sky Atlantic, ma non c’è dubbio che il medical drama sia diventato ormai un genere ormai insostituibile in un palinsesto televisivo. Da E.R. al Dr. House fino The Good Doctor, la serie rivelazione americana della Abc sul chirurgo autistico Shaun Murphy andato in onda con un inaspettato successo in piena estate su Rai1 (mentre negli Usa è appena partito il 24/9 il secondo capitolo). Impensabile tralasciare il successo senza tempo di Grey’s Anatomy arrivata al capitolo 15 e Resident negli Usa la seconda serie è appena partita con un discreto successo, entrambe andranno in onda in Italia su FoxLife. Ovviamente un genere quello con protagonisti medici che ha avuto negli anni una evoluzione della figura del dottore protagonista. Prima c’era stato il rassicurante Dr.Kildare, poi negli anni ’90 hanno fatto irruzione sui teleschermi E.R. Medici in prima linea, spiccava tra i protagonisti il dottore per il quale molte telespettatrici – già ai tempi – hanno perso il sonno, uno destinato a diventare una star di Hollywood come George Clooney, mentre nel nuovo millennio entrava in scena scombussolando ogni dinamica il Dott.House, interpretato da un immenso Hugh Laurie: burbero, arrogante, drogato di antidolorifici fino all’impossibile, mai una diagnosi sbagliata. – Under Pressure – Pronto Soccorso – è il medical drama brasiliano che arriva dal 3 ottobre su Sky Atlantic. E’ ambientato a Rio de Janeiro e segue le vicende dello scettico Evandro (Júlio Andrade), capo chirurgo in un ospedale pubblico, e di Carolina (Marjorie Estiano), chirurgo vascolare che si affida invece alla fede. Creato da Luiz Noronha, Claudio Torres, Renato Fagundes e Jorge Furtado, è basato sull’omonimo film del 2016. Una lotta contro il tempo, una lotta contro la morte: una lotta che ogni giorno ha luogo nel pronto soccorso dell’ospedale di Rio de Janeiro in cui è ambientata la serie. Carolina e Evandro sono due anime tormentate dai fantasmi del passato che, nonostante le loro profonde differenze, sapranno avvicinarsi e aiutarsi a vicenda. La quindicesima stagione di Grey’s Anatomy arriverà invece in Italia da Lunedì 29 ottobre su Fox Life (canale 114 Sky). Il nuovo capitolo del medical drama porterà tante novità: dopo l’addio a due colonne portanti, April e Arizona, la serie dà il bentornato al padre di Meredith e accoglie il nuovo ortopedico interpretato da Chris Carmack. La stagione 15 è stato denominata la Season of Love, poiché le frecce di Cupido colpiranno i nostri dottori e perfino Meredith. The Resident 2 aspetta dal 30 ottobre su FoxLife. La premiere si intitola 00:42:30. Una serie di numeri che potrebbero indicare qualsiasi cosa: dalla durata dell’episodio al conto alla rovescia per salvare la vita di un paziente. La seconda stagione riprenderà una settimana dopo gli eventi del finale per addentrarsi nella ritrovata unione tra Conrad e Nick. Negli Usa si parla anche di una serie appena sbarcata, New Amsterdam, ispirata alla biografia del dottor Eric Manheimer Twelve Patients: Life & Death at Bellevue Hospital, è un medical drama incentrato sul nuovo direttore dell’ospedale Bellevue di Manhattan, luogo dove si possono ritrovare sia i malati di Ebola, che i prigionieri di Rikers che il Presidente degli Stati Uniti. Protagonista è Ryan Eggold (The Blacklist) nei panni dell’affascinante dottor Max Goodwin che sfida la burocrazia e non accetta mai un no come risposta.
– NEW YORK
– Nell’America di Donald Trump e del #MeToo, “Murphy Brown” torna in tv, ma la realta’ supera la fiction e il reboot fa flop nonostante la presenza di Hillary Clinton in un ruolo cammeo. L’ex First Lady, ex segretario di Stato, ed ex candidata democratica alla Casa Bianca nel 2016 appare nel primo episodio in 20 anni della popolare sitcom della Cbs al fianco della protagonista Candice Bergen, tornata nella parte di una giornalista investigativa che a suo tempo aveva fatto scandalo per avere avuto un figlio senza essere sposata. La Clinton finge di essere un’aspirante segretaria di nome Hilary (con una sola L) che ammette di “avere un po’ di esperienza con le email” e che ha “gia’ fatto la segretaria”.
Murphy-Candice le dice che forse e’ un po’ troppo qualificata, al che la aspirante impiegata le lascia il biglietto da visita con la scritta “Hilary@you-could-have-had-me.com” (Hilary@-potresti-avermi-avuta.com), un’allusione alla presidenza mancata nelle elezioni di due ani fa.
– CAPRI
– ”Se vivo, ci sarà un prossimo romanzo su Frank Bascombe, ma al momento no. Ora sto scrivendo un romanzo comico ambientato nel Michigan contemporaneo e una raccolta di racconti che si intitolerà The irish in America.
C’è, esiste un quinto libro su Frank Bascombe. Sonnecchia da cinque anni ma quest’estate ho dovuto compiere una scelta e decidere se pubblicarlo e ho capito che non ero ancora pronto”.
A raccontarlo la star della narrativa statunitense Richard Ford, a Capri per ritirare il Premio Malaparte 2018 al suo ultimo libro, il memoir ispirato alla storia dei suoi genitori, ”Tra loro” (ed. Feltrinelli). ”Il libro di racconti – aggiunge – per la prima volta uscirà direttamente in Spagna, tra un anno”.
Per la XXI edizione del Malaparte, che torna a Capri sostenuto da Ferrarelle, Ford ha anche scelto il tema del convegno, dedicato alla New intelligence. ”I libri? Li ho scoperti tardi, a 19 anni, con Faulkner – dice -Ero stanco di fallire e ho scoperto che la vita poteva essere anche altro”.
– <“Scrivo queste parole da una cella in carcere. Ma non sono in carcere. Sono uno scrittore. Non mi trovo né dove sono, né dove non sono. Potete mettermi in carcere, ma non potete tenermi in carcere. Io faccio una magia. Passo attraverso i muri”. Sono le parole con cui Ahmet Altan, uno dei giornalisti e scrittori più famosi in Turchia, conclude il suo straordinario diario di prigionia, ‘Non rivedrò più il mondo’, che in Italia è appena uscito con Solferino. Altan, classe 1950, processato più di 100 volte per il contenuto politico dei suoi articoli (era già stato arrestato nel 1995 per un suo pezzo in difesa delle minoranze curde), nel 2016 è finito nell’ondata di arresti seguita al fallito golpe contro Erdogan. Accusato di aver favorito il tentato colpo di stato è stato condannato a inizio 2018, insieme fra gli altri, al fratello Mehmet (poi liberato dopo 21 mesi di carcere, ndr), in un processo, definito da molti osservatori, farsa, all’ergastolo senza condizionale. Una pena che “potrebbe essere rivista in un’udienza d’appello fissata per il 2 ottobre” spiega la giornalista turca Yasemin Congar, compagna dello scrittore, che come Altan è da sempre in prima linea per la libertà d’opinione e per questo è spesso finita nel mirino delle autorità. ‘Non rivedrò più il mondo’ “racconta la forza e il potere interiore che ti viene dall’essere una persona libera e indipendente nel proprio modo di pensare. Parla di come il potere dell’immaginazione possa salvarti anche nelle situazioni più disperate. E’ un omaggio alla forza che può venire all’uomo dalla sua creatività”. Per la liberazione di Altan e di altri giornalisti e scrittori vittime di carcerazioni e condanne giudicate “ingiuste e senza prove”, si sono mobilitate decine di personalità e associazioni, e a febbraio, con una lettera ad Erdogan, anche 38 premi Nobel, tra i quali JM Coetzee, Kazuo Ishiguro e Mario Vargas Llosa. Pensa che la pena possa essere rivista il 2 ottobre? “Io cerco di essere sempre ottimista – spiega la giornalista che dal momento dell’arresto di Altan, nel 2016, non ha più potuto incontrarlo, visto che gli sono concesse solo le visite del suo avvocato e dei figli-. Ahmet ha scritto una magnifica difesa, io leggendola mi sono commossa. Ma lo ascolteranno? Valuteranno i fatti? Possiamo solo sperarlo. Come ha detto anche David Kaye (relatore speciale sulla promozione del diritto alla libertà di opinione ed espressione per l’Onu, ndr), procedimenti come quello contro Ahmet sono processi spettacolo”. Nel libro, Altan traccia una cronaca intima e coinvolgente di tutto il periodo in carcere, dall’arresto, ai primi durissimi giorni di prigionia (“In poche ore avevo percorso cinque secoli ed ero arrivato nelle segrete dell’Inquisizione medievale”), dagli incontri alla convivenza con i suoi compagni di cella, dalle dimostrazioni inaspettate di crudeltà a quelle di empatia, che incontra nel “mondo parallelo” della prigione. “Avrei circondato gli incendi scatenati da coloro che mi avevano ingabbiato con il fuoco della mia mente – racconta Altan – Scriverò per poter vivere, resistere, lottare, per volermi bene e perdonarmi i miei fallimenti”. Le pagine scritte a penna da Altan sono state battute al computer da Yasemin Congar, che ha anche tradotto il libro per la versione inglese: “Leggendo quelle pagine, ho provato grande gioia, per la forza che riflettevano, ma mi hanno anche spezzato il cuore – spiega la giornalista, che in carriera è stata corrispondente anche per Bbc e Cnn – è stato difficile emotivamente leggerle e ancora di più tradurle”. Questo è il primo libro di Altan che esce prima all’estero: “per ora non è programmata un’uscita in Turchia, è più sicuro così”. Ora lo scrittore sta lavorando a un nuovo testo: “torna a scrivere un romanzo”. Nonostante lo stretto controllo sui media in Turchia “penso che stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, al di là delle opinioni politiche, vorrebbe più libertà d’espressione. E c’è ancora chi ha il coraggio di battersi per ciò che è giusto”.
– “Vorrei fare musica per tanto tempo, finché potrò”: tra tanti desideri grandi da realizzare, è questo il sogno più importante per Lorenzo Licitra, vincitore dell’edizione 2017 di X Factor, che dal 4 ottobre sarà al cinema nelle inedite vesti di doppiatore con il film d’animazione “Smallfoot – il mio amico delle nevi”, distribuito da Warner Bros. Il giovane cantante ragusano, che nel talent di Sky ha messo in evidenza le sue doti di tenore abile anche nelle sonorità pop, presta infatti la voce al personaggio di Migo, un brillante yeti impegnato a dimostrare alla sua comunità l’esistenza di una creatura terrificante, l’essere umano. “Amo giocare con la voce quando canto ed è stato bello farlo anche nel parlato. Non era nei miei programmi fare il doppiatore, ma l’idea di lavorare nel cartoon mi ha gasato”, dice Licitra
. Nel film l’artista, che ha un album in preparazione, doppia un giovane yeti, “un bel personaggio, pieno di valori positivi come l’amicizia e il coraggio”.
Apertura nel segno del neo-noir e con tanto di mega-cast per la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (18 – 28 ottobre). Si parte infatti con ‘Bad Times at the El Royale’ (7 sconosciuti a El Royale) scritto e diretto da Drew Goddard autore della sceneggiatura di ‘Cloverfield’ e The Martian, che gli è valsa una candidatura all’Oscar, creatore della serie Netflix Daredevil e infine regista di ‘Quella casa nel bosco’. Nel film, uno dei più attesi della stagione distribuito in Italia dalla Fox dal 25 ottobre, sono di scena sette perfetti estranei, ognuno con un passato da seppellire, che si incontrano nel fatiscente El Royale, hotel a Lake Tahoe. Siamo nel 1969, al confine tra California e Nevada. Nel corso di una notte, in questa nota località di villeggiatura statunitense che, oltre al lago in estate, offre piste da sci in inverno, per ognuno di loro si presenterà un’ultima possibilità di redimersi prima che vada tutto definitivamente perso. Goddard ha definito questo film la sua “lettera d’amore per il cinema e la letteratura noir di quegli anni”. E va detto che quest’opera seconda del regista, questa sua “lettera d’amore per il cinema” può essere presa davvero alla lettera considerando la capacità ultra-citazionista e sperimentale mostrata già ampiamente ne ‘La casa del bosco’. Drew Goddard, nome completo Andrew Brion Hogan Goddard (Los Alamos, 26 febbraio 1975), sceneggiatore, regista e produttore televisivo statunitense, ha già all’attivo una candidatura all’Oscar per la sceneggiatura non originale di Sopravvissuto – The Martian. Nel 2008 firma poi il copione di Cloverfield diretto da Matt Reeves e prodotto da J.J. Abrams. Ma Goddard nasce come sceneggiatore di serie d’autore come ‘Buffy’, il suo spin-off ‘Angel’ , e quelle create e prodotte da Abrams come ‘Alias’ e soprattutto la serie cult ‘Lost’.
– TRIESTE
– ‘Se ti abbraccio non avere paura’ “non è un film sull’autismo. E’ un film su come sia possibile capire e amare anche chi è molto diverso da noi”. Così Gabriele Salvatores, che questo pomeriggio a Trieste ha presentato il suo nuovo film in corso di realizzazione, ambientato tra il capoluogo giuliano, la Slovenia e la Croazia, i cui protagonisti sono Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abantantuono e Giulio Pranno. Scritta da Umberto Contarello e Sara Mosetti, la pellicola – prodotta da Indiana Production e EDI, con Rai cinema e in collaborazione con Friuli Venezia Giulia Film Commission – è liberamente ispirata all’omonimo romanzo di Fulvio Ervas e racconta l’avventura di un padre, Willy (Claudio Santamaria), e di suo figlio affetto da autismo, Vincent (Giulio Pranno), e il loro rapporto “tenero, divertente, problematico e fuori dagli schemi”. L’autismo, spiega Salvatores, “non è la cosa centrale” di questo film che definisce “un road movie”. [print-me title=”STAMPA”]
