Ultimo aggiornamento 1 Ottobre, 2018, 01:51:54 di Maurizio Barra
DALLE 11:30 DI DOMENICA 30 SETTEMBRE 2018
ALLE 01:51 DI LUNEDì 01 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Scala, Torna Ernani tra applausi e contestazioni
Successo per i protagonisti maschili, buu alla regia e al soprano
Premi: a Petrignani e Bertoni il “Dessì”A Villacidro premiati anche De Bortoli e lo psichiatra Andreoli
L’amica geniale, da saga bestseller al piccolo schermo Evento in sala e poi su Rai1, la serie diretta da Saverio Costanzo
R.Ford, uno scrittore è come un muratoreAutore di Tra loro ritira Premio Malaparte 2018
Torre del Lago, prima opera con robotSpettacolo per il Festival internazionale della robotica di Pisa
Valentino, street couture e libertàMaison guarda ai valori, “Donne siate voi stesse”
Glenn Close, grande donna all’ombra di PryceIn sala dal 4 ottobre dopo Toronto ‘The Wife’ di Björn Runge
L’apparizione, Lindon e il mistero della fedeIn sala dall’11 ottobre il film di Xavier Giannoli
Incassi Usa, The Night School al topSegue Smallfoot e poi Il mistero della casa del tempo
SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA
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L’ARTICOLO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
MILANO
– Dopo 36 anni di assenza, è tornata fra applausi e fischi Ernani alla Scala di Milano, come spesso succede quando vengono messe in scena i lavori di Verdi, che scatena le passioni del pubblico. L’opera mancava dal Piermarini dal 1982 quando andò in scena l’allestimento di Luca Ronconi diretto da Riccardo Muti con sul palco un cast stellare che includeva Placido Domingo, Renato Bruson e Mirella Freni. Un cast stellare. Forse per questo nessuno aveva avuto il coraggio di riproporla nonostante sia un titolo verdiano importante, e forse per questo il sovrintendente Alexander Pereira (austriaco) ha chiamato il regista tedesco Sven-Eric Bechtolf, che a Milano aveva già firmato Haensel und Gretel. Questa volta, Bechtolf ha deciso di usare l’espediente del teatro nel teatro: una compagnia decide di mettere in scena Ernani, usando scene dipinte, costumi e gestualità tipici dell’Ottocento. E quando il pubblico è avvinto dalla storia del nobile-bandito innamorato di Elvira che vuole sollevare una rivolta contro re Carlo, arrivano azioni ‘di disturbo’ per ricordare che questa è solo una recita. Insomma, il regista ha deciso di dare una lettura ‘tedesca’ dell’opera sfruttando la trovata dell’ironia romantica (appunto lo svelamento dell’illusione) tanto cara ad autori romantici di lingua tedesca come Georg Trakl, senza “sovrariflessioni”. Ma al pubblico non è piaciuto per nulla. Fra il terzo e il quarto atto, quando è sceso il sipario per permettere il cambio di scena e sono uscite due vallette con in mano dei cartelli con su scritto ‘breve interruzione’e ‘tre minuti’ non solo dal loggione sono arrivati i buu e le urla ‘vergogna’, ‘questo sarebbe Verdi, non è il varietà’. Per lui i fischi sonori sono arrivati anche alla fine così come per il soprano Ailyn Perez che interpretava Elvira, l’amata di Ernani contesa anche dal cattivissimo Silva e da Don Carlo. Il pubblico ha invece voluto premiare con dieci minuti di applausi caloroso il coro, l’orchestra diretta da Fischer e tutto il cast a partire da Francesco Meli (Ernani) che torna alla Scala con il sesto titolo verdiano e qui si è trovato ad esibirsi come una sorta di Douglas Fairbanks o Errol Flynn, eroi di un cinema di altri tempi. Applaudito anche Luca Salsi (Don Carlo) che in questi giorni è in scena anche al festival Verdi di Parma con Macbeth, ma soprattutto Ildar Abdrazakov (che sarà protagonista dell’apertura della Scala il prossimo 7 dicembre con Attila) nella parte di don Ruy Gomez de Silva.
– CAGLIARI
– Sandra Petrignani con “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza) per la Narrativa, e Alberto Bertoni con “Poesie 1980-2014” (Nino Aragno) per la sezione Poesia, sono i vincitori del 33/o Premio “Giuseppe Dessì”, il concorso letterario intitolato allo scrittore sardo (1909-1977) che a Villacidro, sede della manifestazione e della Fondazione a lui intitolata che lo promuove, aveva le sue radici.
Petrignani, scrittrice da tempo affermata (i suoi romanzi sono stati tradotti in Francia, Germania, Gran Bretagna, Giappone) e giornalista culturale, e Bertoni, ritenuto oggi in Italia un autore, e critico, importante sul versante poetico, docente di Letteratura italiana contemporanea e Prosa del Novecento all’Università di Bologna, sono stati proclamati vincitori e premiati nel corso della cerimonia, condotta dalla giornalista Roberta Floris. Consegnati anche i premi che affiancano i due allori letterari: il Premio Speciale della Giuria allo scrittore e critico letterario Ernesto Ferrero, figura che ha attraversato in modo totale il mondo dei libri e dell’editoria (Ferrero ha voluto ricordare Sergio Atzeni e dedicare il suo premio allo scrittore sardo prematuramente scomparso nel 1995); il Premio speciale della Fondazione di Sardegna allo psichiatra Vittorino Andreoli, che con i suoi studi e saggi si è sempre occupato del malessere dell’uomo e della società contemporanei, e al giornalista e scrittore Ferruccio de Bortoli, personalità di spicco, ex direttore del Corriere della Sera, de Il Sole 24 Ore, attualmente presidente della casa editrice Longanesi.
A Sandra Petrignani e Alberto Bertoni è stato assegnato un premio dell’importo di cinquemila euro, mentre a ciascuno degli altri finalisti – Maria Pia Ammirati con “Due mogli. 2 agosto 1980” e Giuseppe Marcenaro con “Dissipazioni. Di carte, corpi e memorie” per la sezione Narrativa, e Paolo Fabrizio Iacuzzi con “Folla delle vene. Il museo che di me affiora” e Vincenzo Mascolo con “Q. e l’allodola” per la Poesia – sono andati 1500 euro.
-L’amicizia di Elena e Lila che nasce sui banchi della scuola elementare in un rione popolare di Napoli negli anni ’50 per diventare legame di una vita, storia avvincente e affresco d’epoca: arriva in tv L’amica geniale, bestseller mondiale di Elena Ferrante, otto puntate dirette da Saverio Costanzo e ispirate al primo volume della saga (edita in Italia da e/o). Dopo l’uscita evento in sala, da Nexo l’1, 2 e 3 ottobre, si vedrà in autunno su Rai1, Raiplay e sulla piattaforma Timvision. Più che fare “paragoni con la saga di Elena Ferrante spero che i lettori trovino in tv ciò che avevano lasciato nella pagina scritta”, ha auspicato Costanzo alla Mostra del cinema di Venezia, dove la Ferrante fever ha contagiato il Lido con l’anteprima mondiale fuori concorso dei primi due episodi, accolti dagli applausi. Rigoroso e rispettato autore di cinema (La solitudine dei numeri primi, Hungry Hearts), il regista si è messo al servizio di un’operazione internazionale che punta a diventare blockbuster televisivo. “Sono stato un lettore appassionato della saga, non ho esitato un secondo quando mi è stata chiesta la disponibilità né mi sono fatto spaventare dalla grandezza della produzione perché un regista per riuscire a trovare la bussola – ha detto – deve capire se il cuore, il nucleo del racconto somiglia a quello che può fare e io nei libri avevo trovato una condivisione di idee, di rappresentazione della società, una ostinazione nella ricerca anche pericolosa di una verità drammaturgica”. Per questo nella serie – con un cast centratissimo, in cui spiccano le giovani protagoniste Elisa del Genio e Margherita Mazzucco, rispettivamente Elena bambina e adolescente e Ludovica Nasti e Gaia Girace ossia Lila Cerullo bambina e ragazza. – si può ritrovare sia la potenza avvincente del legame di Elena e Lenù e sia la carica morale della Ferrante con il valore dell’educazione (il deus ex machina è la maestra Oliviero che cambia la vita alle due bambine), dell’elevazione sociale con la cultura, con la conoscenza, dell’emancipazione anche femminile. “Con la ‘scusa’ dei sentimenti guardi un’opera profondamente e contemporaneamente politica nel senso sentimentale del termine” ha sottolineato con passione Costanzo che ha ammesso una citazione-omaggio a Roma Città Aperta di Rossellini. L’Amica Geniale è produzione di eccellenza Hbo-Rai con Timvision, prodotta da Wildside e Fandango. Il premio Oscar Paolo Sorrentino è il produttore esecutivo. “Un tassello fondamentale per la strategia internazionale produttiva della Rai – ha detto Tinni Andreatta, direttrice di Rai Fiction – e la ricerca di una grande qualità tra le eccellenze produttive e i talenti artistici italiani”. Andreatta conta sulla riuscita dell’Amica Geniale, “una storia che tiene insieme pubblici diversi, i lettori della saga, quelli che amano in tv il romanzo popolare ma non solo. In questa storia femminile di emancipazione, in questa amicizia scorre dentro la storia del nostro Paese”. Tra gli sceneggiatori con Laura Paolucci, Costanzo e Francesco Piccolo c’è la stessa misteriosa Elena Ferrante. “Eravamo in contatto via mail – hanno raccontato Piccolo e Costanzo – un carteggio sempre più intenso in cui lei stessa suggeriva qualcosa ma non in difesa del libro quanto della storia, dimostrando una grande fiducia”.
– CAPRI
– ”Essere uno scrittore è un po’ come essere un muratore che aspira a diventare architetto. Un mattone, una parola alla volta. È il mistero e la magia della letteratura, che l’apparentemente banale parola successiva possa creare qualcosa di grande”. È con la lievità che lo contraddistingue che Richard Ford, lo scrittore Premio Pulitzer di Sportswriter, inizia la sua ‘lezione’ di creatività narrativa, ritirando il Premio Malaparte 2018 per il suo ultimo lavoro, Tra loro (ed. Feltrinelli).
”Una XXI edizione del premio che è stata dolce, perché ad aprirla è tornato il nostro presidente Raffaele La Capria, e amara per la perdita di una grande amica come Inge Feltrinelli”, dice Gabriella Buontempo, organizzatrice del premio, a Capri per il 7/o anno con Ferrarelle. ”Una grande azienda, tutta italiana come la nostra – dice il vicepresidente, Michele Pontecorvo Ricciardi – non deve soddisfare solo bisogni primari come, nel nostro caso, il bere, ma anche più alti e profondi, come l’amore per i libri”
– TORRE DEL LAGO (LUCCA)
– Per la prima volta la robotica e l’opera lirica si fondono e danno vita alla ‘Robot opera’, dove cantanti lirici e un robot umanoide, Face (sviluppato al centro di ricerca ‘Enrico Piaggio’ dell’Università di Pisa) si dividono la scena, conquistando il pubblico del teatro Puccini di Torre del Lago (Lucca).
Lo spettacolo è andato in scena ieri sera nell’ambito del Festival internazionale della robotica, in corso di svolgimento a Pisa fino al 3 ottobre. Ed è stato un doppio debutto: quello di Face e quello di ‘Dr. Streben’, la prima robot opera rappresentata al mondo su musiche di Girolamo Deraco che ha portato in scena un’opera da camera per soprano, tenore, baritono, robot ed ensemble. Lo spettacolo è stato il frutto dell’alleanza tra Festival della robotica, diretto da Franco Mosca, Fondazione Pucciniano e Cluster, associazione di compositori e musicisti contemporanei lucchesi, diretta da Girolamo Deraco, con Vincenzo Reale che ha curato il libretto.
PARIGI
– La couture scende per le strade delle città, abbraccia le donne di oggi sostenendo i loro valori e la libertà di essere se stesse, qui e ora. La moda esplora gli spazi interiori, un luogo in cui essere se stessi, ed ecco che è l’interiore a plasmare l’esteriore per Valentino, in passerella oggi a Parigi con la collezione pret-a-porter per l’estate 2019.
Il direttore creativo Pierpaolo Piccioli racconta di essere partito “dall’idea della libertà e dei paradisi dove artisti, intellettuali e poeti erano liberi di esprimersi senza filtri.
Pensavo al Maverick Festival, fondato nel 1905, una colonia di artisti che si incontravano ogni estate vivendo la loro arte e condividendo performance. Di luoghi così ce ne sono tanti nella letteratura”. L’interesse è per quei posti dipinti come un immaginario fantastico, luoghi di libertà. “Oggi la grande sfida è poter essere se stessi e potersi esprimere nel luogo in cui si vive. La possibilità di essere chi sei ovunque vuoi”, dice Piccioli.
– “Dietro ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna”, metafora, ma a volte solo verità. Nel caso di ‘The Wife – Vivere nell’ombra’ di Björn Runge, con protagonisti Glenn Close e Jonathan Pryce, tutto si gioca fino alla fine in questa ambiguità non da poco.
Il film dal passo teatrale, in sala dal 4 ottobre distribuito da Videa, è l’adattamento della sceneggiatrice Jane Anderson dell’omonimo romanzo di Meg Wolitzer (pubblicato in Italia da Garzanti). Dialoghi perfetti, clima strindberghiano, per raccontare le tragedie grandi e piccole di quelle coppie che vivono i tempi lunghi di un matrimonio apparentemente felice e senza traumi.
Da una parte troviamo Joan Castleman (una Glenn Close da Oscar), donna intelligente, ancora bella e soprattutto moglie devota, una vera e propria geisha. Da quarant’anni sacrifica talento e ambizioni per sostenere la carriera letteraria del marito Joe (Jonathan Pryce), giustificando poi con pazienza le sue numerose scappatelle.
Ma un premio, il Nobel alla letteratura, inaspettatamente attribuito a Joe, rompe gli equilibri e nulla sarà più come prima. Diventa insomma più difficile per Joan fare l’accompagnatrice, coinvolta in pomeriggi di shopping a Stoccolma, di un marito che va alle prove della cerimonia, consapevole come è di avere anche lei il diritto a un legittimo riconoscimento.
Divisa tra amore e riscatto verso il marito, la donna sembra pronta alla verità per la prima volta e anche il figlio, che li ha accompagnati, sente che deve fare i conti con un padre ingombrante di cui ha scelto di seguire le orme.
Diretto dal vincitore dell’Orso d’Argento a Berlino, Björn Runge, il film, che ha debuttato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival nel 2017, ha nel cast Christian Slater, Max Irons, Harry Lloyd e Annie Starke.
“Per me questo film – dice il regista – è come la musica; il modo in cui Glenn Close e Jonathan Pryce recitano mi fa pensare a due strumenti solisti che suonano insieme. Durante il montaggio è stato impossibile per me separare la storia dalla loro interpretazione, avevano la capacità di incorporare la sceneggiatura nella loro recitazione in modo profondamente affascinante. Non è insomma solo una storia plot-driven basata sulla trama”.
E conclude il regista: “La mia ambizione è trovare il modo di lasciare liberi gli attori. Si tratta di trovare la musica della sceneggiatura, di lasciarla oscillare. Nella migliore delle ipotesi il pubblico condividerà lo swing durante i momenti salienti del film”.
Una curiosità. La frase “Dietro ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna” è attribuita alla scrittrice britannica Virginia Woolf, ma sembra anche riferirsi al detto latino: “Dotata animi mulier virum regit” (“Una donna dotata di spirito sostiene il marito”).
– Lui è un laico dalla faccia di pietra e lei invece un’orfana novizia piena di tenerezza alla quale appare ogni tanto la Vergine Maria, due opposti che si incontrano per raccontare il mistero della fede e il dubbio che ci sia davvero qualcosa lassù. Questo il tema de ‘L’apparizione’ di Xavier Giannoli con Vincent Lindon e Galatéa Bellugi, dall’11 ottobre in sala con Cinema di Valerio De Paolis. Un film pieno di silenzi e di domande che ci porta lentamente dentro il mistero della fede e lo fa con la storia di Jacques (Lindon), famoso reporter di guerra dal Libano all’Iraq, che viene inaspettatamente reclutato dal Vaticano per indagare su un’apparizione avvenuta in un villaggio del sud della Francia, Carbarat. A vedere la Madonna è Anna (Bellugi) e lo straordinario evento, come capita sempre in questi casi, spinge migliaia di pellegrini sul luogo della presunta apparizione in attesa di un segno, di un miracolo. Jacques, nonostante la sua estraneità al mondo religioso e in preda a una profonda depressione dopo che un suo amico fotografo è morto a due passi da lui, accetta di far parte della commissione d’inchiesta canonica e di indagare per scoprire se la mite Anna stia mentendo oppure no. Da qui i veleni del mondo mediatico che sfrutta il caso, le resistenze della Chiesa nel riconoscere queste apparizioni, ma soprattutto i dubbi di Jacques, uomo pieno di ragione e con negli occhi sempre l’orrore della guerra, alla ricerca di un senso, di una fede, al di là di se stesso. “Da molto tempo provavo il desiderio di capire che rapporto ho io oggi con religione e fede – dice il regista -. Penso che sia un quesito che attraversa molti miei film, a cominciare da ‘À l’origine’ che trattava del tema delle promesse e delle menzogne e di un’autostrada che non portava da nessuna parte, ma alla quale tutti volevano credere. Un giorno – continua Giannoli – ho letto su un giornale un articolo sulle misteriose ‘indagini canoniche’. Sapevo che in alcune circostanze la Chiesa riunisce delle commissioni d’inchiesta su fatti che si presuppongono sovrannaturali, come le guarigioni miracolose o le apparizioni. Queste commissioni di inchiesta canoniche non sono necessariamente costituite da religiosi. Possono farne parte medici o storici ai quali un vescovo chiede di raccogliere testimonianze e di indagare su fatti precisi allo scopo di riuscire a stabilire se si tratti di un’impostura o meno. La prospettiva di un’approfondita indagine documentaria su una presunta prova dell’esistenza di Dio – aggiunge – corrispondeva al mio stato d’animo in quel periodo sella mia vita, al dubbio esistenziale che era diventato il mio”. E che ci sia un tormento personale del regista nato a Neuilly-sur-Seine nel 1972 in questo film, lo si capisce dalle stesse sue parole:”Provavo l’esigenza di riappropriarmi di queste tematiche fuori dai cliché mediatici, dai dibattiti sullo scontro tra le civiltà, dal ritorno della religiosità e dalla deriva fondamentalista, dal momento che per me si trattava soprattutto di una ricerca personale e segreta. Non riusciremo mai – conclude – a rispondere al quesito sul senso della nostra vita attraverso algoritmi, smart phone, promesse economiche o illusioni politiche”.
– Con un incasso da 28 milioni di dollari e’ The Night School, La scuola serale (che in Italia uscirà il 15 novembre) il film più gettonato del weekend nelle sale americane. Realizzato con un budget di poco superiore al primo incasso (29 milioni di dollari) il film non è l’unica novità nella top ten di questa settimana. Sul secondo gradino del podio c’è un’altra nuova uscita, Smallfoot il mio amico delle nevi che ha incassato poco più di 23 milioni di dollari.
Scivola in terza posizione Il mistero della casa del tempo, che la settimana scorsa era al top (Nelle nostre sale arriverà il 31 ottobre). Al quarto c’è Un piccolo favore con 6,6 milioni di incasso, seguito da The Nun e poi da Hell fest, altra novità della top, atteso in Italia il 31 ottobre. [print-me title=”STAMPA”]
