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Ultimo aggiornamento 3 Ottobre, 2018, 02:21:15 di Maurizio Barra

DALLE 07:58 DI MARTEDì 02 OTTOBRE 2018

ALLE 02:21 DI MERCOLEDì 03 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Borsa: Asia debole, scivola Hong Kong
Chiaramente negativi i futures sull’avvio dei listini europei

Borsa: Europa parte male, Londra -0,5%In calo anche Francoforte e Parigi

Borsa Milano male (-1,4%) con bancheUnicredit, Intesa e Tim perdono oltre tre punti percentuali

Borsa Milano tocca minimi da aprile 2017In Piazza Affari sospensioni tra banche, Astaldi non fa prezzo

Spread vola oltre 300, Borsa ed euro giùTasso Btp ai massimi dal 2014, Borghi (Lega) cita Italexit

Petrolio: in rialzo a 75,82 dollariBrent a 85,23 dollari

Borsa: Milano (-1,4%) contagia EuropaMale le banche, per Mps a rischio quota due euro, tiene Eni

Spread sotto 300, euro tocca 1,1505 dlrTasso Btp rallenta al 3,38%

EssilorLuxottica debutta calma a ParigiPiatto a Milano il titolo che verrà ‘delistato’ dopo Ops

Amazon alza salario minimo a 15 dlr oraAumento riguarderà circa 350 mila mila lavoratori

Borsa Milano migliora in attesa UsaSi riduce corrente vendite su banche, crolla ancora Astaldi

Negozi: Upb, più lavoro con orari liberiIn Italia più che in altri paesi, ma nessuna crescita vendite

Spread frena ancora, a 291Tasso Btp al 3,35%

Borsa: Milano piatta con banche in caloAvanzano titoli legati a petrolio, spread Btp-Bund a 290 punti

Petrolio in rialzo a Ny a 75,4 dollariQuotazioni salgono dello 0,20%

Spread oscilla attorno ai 290 puntiRendimento Btp a 10 anni al 3,33%

Wall Street apre negativa, Dj -0,07%S&P 500 perde lo 0,07%

Borsa: Milano chiude in calo (-0,23%)Indice Ftse Mib a 20.562 punti

Ilva: esuberi,incontro azienda-sindacatiAl via esodo volontario, come previsto da accordo del 6/9

Borsa: Europa chiude in caloParigi (-0,71%), Francoforte (-0,42%), Londra (-0,28%)

Piloti e assistenti di volo di Alitalia pronti allo scioperoNasce la Federazione Nazionale del trasporto aereo (Fnta). “Stop se nessuna risposta ad ottobre”

Borsa: Milano chiude ancora in caloA Piazza Affari in rosso le banche, spread Btp-Bund a 302 punti

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L’ARTICOLO

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Mercati asiatici e dell’area del Pacifico deboli, con Tokyo che tiene mentre Hong Kong e in parte Seul scivolano sugli effetti della ‘guerra’ commerciale avviata dagli Stati Uniti.
La Borsa giapponese chiude infatti in rialzo dello 0,1% grazie alla forza di Wall street e dell’economia statunitense che fa sperare in buone esportazioni per i marchi nipponici, mentre Hong Kong torna agli scambi dopo un lungo week end sotto forti vendite e segna un brusco calo nel finale di oltre due punti percentuali.
I listini cinesi di Shanghai e di Shenzhen sono ancora chiusi per festività ma anche Seul ha accusato un forte ribasso, chiudendo la seduta in calo dell’1,2% con l’indice Kospi (-2,6% il Kosdaq). In decremento dello 0,7% Sidney, chiaramente negativi i futures sull’avvio delle Borse europee.
– Mercati azionari del Vecchio continente tutti negativi in avvio di seduta: Londra ha aperto in ribasso dello 0,5%, Francoforte dello 0,8% e Parigi dello 0,6%.
– Dopo i primissimi scambi in Piazza Affari non si placa la corrente delle vendite: l’indice Ftse Mib cede l’1,4% con le banche molto deboli per il forte ritorno della tensione sui titoli di Stato italiani (il Btp a 10 anni segna un aumento dei rendimenti di dodici punti base dopo che lo spread con la Germania ha toccato quota 300).
Tra i titoli principali, Banco Bpm è sospesa in asta di volatilità in calo teorico del 4,8%, Bper perde il 4,5%, Ubi il 4,2%, Mps, Carige, Unicredit e Intesa cedono oltre tre punti percentuali. In caduta anche Tim (-3% a 0,48 euro), tiene Luxottica (+0,6%) dopo la fusione con Essilor, sale dell’1% Saipem.
– I mercati azionari del Vecchio continente dopo i primi scambi confermano il loro orientamento leggermente negativo (Londra -0,2%, Francoforte e Parigi -0,6%) e sembrano guardare da lontano alla situazione italiana, mentre Milano prosegue nel suo forte calo: l’indice Ftse Mib ha sfiorato un ribasso del 2% per portarsi poi su un calo dell’1,5%.
Nel suo momento più basso di queste prime fasi, Piazza Affari in un clima molto nervoso si è portata ai minimi dall’aprile 2017 con le vendite che stanno colpendo le banche e diverse sospensioni in asta di volatilità. Carige al momento è ‘congelata’, Mps cede il 4% vicina al minimo storico, Ubi, Bper e Poste perdono oltre tre punti, mentre Intesa e Unicredit cedono il 2,5%. Tengono Luxottica e Tenaris, di qualche frazione sopra la parità.
Tra i titoli a minore capitalizzazione, non riesce a fare prezzo Astaldi, che cede il 21% teorico anche dopo il divieto di vendite allo scoperto.
– Un’altra giornata campale sui mercati per l’Italia dopo l’esito del confronto fra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e i partner europei su una manovra ad alto rischio di bocciatura. Lo spread tra Btp e Bund è volato ad oltre 300 punti base, ai massimi dalle fibrillazioni di fine maggio sulla formazione del governo. Il rendimento del Btp decennale arriva al 3,43%, mai così alto dalla primavera 2014.
Male anche la Borsa, con Milano che trascina giù l’Europa arrivando a perdere l’1,8%, e l’euro, che scivola fino a 1,1525: secondo la Bloomberg a innescare la caduta sono le parole del presidente della Commissione bilancio della Camera, Claudio Borghi, tornato a evocare l’ipotesi di un’uscita dell’Italia dall’euro.
– Il petrolio è in rialzo a 75,82 dollari per il barile Wti e a 85,23 dollari per il Brent.
– Il brusco calo di Piazza Affari, che cominciando a guardare alla boa di metà giornata ondeggia su una perdita superiore al punto percentuale (Ftse Mib -1,4%), sta contagiando anche gli altri listini europei, che in avvio avevano provato a contenere il calo: Londra cede mezzo punto, Parigi e Francoforte lo 0,9%, Madrid più dell’1%.
In Piazza Affari, con lo spread nei confronti della Germania che rimane attorno a quota 300, si è placata la raffica di sospensioni sui titoli bancari ma il clima resta molto teso: Mps perde il 5% rischiando di perdere quota due euro, Banco Bpm il 3,6%, Carige, Ubi e Unicredit più di tre punti percentuali, con Intesa in calo del 2,5%.
Prova a tenere Eni, mentre Astaldi continua a non fare prezzo in calo teorico del 24%.
– Lo spread tra Btp e Bund resta sotto i 300 punti base, a 296, dopo aver toccato 302 nei primi scambi. Il rendimento del Btp decennale è al 3,38% dopo una fiammata al 3,43%, massimo dalla primavera 2014. L’euro resta debole a 1,1520 dollari dopo un minimo di giornata a 1,1505, appesantito anche dai timori per la tenuta dei conti pubblici in Italia.
– Primo giorno di quotazione a Parigi per l’holding post fusione EssilorLuxottica: il titolo, con il nuovo ‘ticker’ El, sale dello 0,6% a 127,9 euro.
Piatta (-0,1%) a Milano anche Luxottica spa, il titolo che per ora resta quotato in Piazza Affari in attesa dell’offerta pubblica di scambio obbligatoria che si concluderà a fine mese, il cui prospetto è atteso entro la prossima settimana.
– WASHINGTON

– Amazon ha annunciato che alzerà il salario minimo dei suoi dipendenti a 15 dollari l’ora a partire dal prossimo mese. La misura riguarderà oltre 250 mila lavoratori, compresi quelli part time e a tempo determinato, cosi’ come altri 100 mila lavoratori stagionali. I dipendenti che già percepivano 15 dollari l’ora, vedranno anch’essi un incremento della busta paga.
– Piazza Affari gira la boa di metà giornata in un clima sempre molto nervoso ma riducendo chiaramente le perdite dell’avvio: l’indice Ftse Mib (-0,4%) ondeggia attorno a un calo di mezzo punto percentuale, portandosi in linea con gli altri mercati europei che sono rimasti su perdite tra lo 0,3% di Londra e il punto percentuale di Madrid.
In attesa dell’avvio di Wall Street, mentre non sono attesi dati macroeconomici rilevanti dagli Stati Uniti, a Milano si contrae la corrente di vendite sulle banche: Mps perde il 2,7%, Poste il 2,6%, mentre Unicredit perde un punto percentuale, con Intesa che cerca di portarsi sulla parità.
Deboli negli altri settori Stm e Brembo (-2,6%), con Pirelli che perde il 2,3%. In calo di un punto e mezzo Tim a 0,48 euro, qualche acquisto su Snam (+1,3%) e Banca Generali, che sale di due punti. Astaldi è entrata brevemente gli scambi per poi venir immediatamente congelata in asta di volatilità in calo teorico del 29% a 0,44 euro.
– La liberalizzazione degli orari commerciali in Italia ha avuto, secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio,”un effetto espansivo sull’occupazione, più forte rispetto a quello medio associato alle riforme in altri paesi, come Francia, Germania e Finlandia”. Il presidente dell’Upb, Giuseppe Pisauro, in un’audizione alla Commissione attività produttive della Camera sulle proposte di legge sugli orari di apertura ha spiegato che invece “non c’è stato nessun effetto statisticamente significativo sul volume delle vendite e sui prezzi”.
– Lo spread tra Btp e Bund frena ulteriormente attestandosi a 291 punti base alle 13,20, dopo aver sfondato quota 300 stamani. Il rendimento del Btp decennale è al 3,35% dopo una fiammata al 3,43%, massimo dalla primavera 2014.
– La Borsa di Milano (-0,08%) riduce le perdite e galleggia sulla parità in attesa dell’avvio di Wall Street e con i futures americani in calo. Il listino principale è Piazza Affari è appesantito dalle perdite delle banche. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 290 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,34%. Sul fronte valutario l’euro è in calo sul dollaro a 1,1534 a Londra.
In forte calo Carige (-3,2%), Mps (-2,6%) e Poste (-2,4%).
Procede la seduta in calo anche Tim (-1%) mentre è in rialzo Mediaset (+0,2%). In positivo i titoli legati al petrolio con Eni (+0,3%), Snam (+1,6%), Italgas (+0,2%). Sempre sospesa al ribasso Astaldi.
– NEW YORK

– Il petrolio in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,20% a 75,44 dollari al barile.
– Lo spread tra Btp e Bund oscilla attorno ai 290 punti dopo un tentativo di discesa a quota 288.
Il rendimento del decennale italiano è al 3,33%.
– NEW YORK

– Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,07% a 26.631,50 punti, il Nasdaq cede lo 0,09% a 8.028,05 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,07% a 2.923,35 punti.
– Piazza Affari archivia la seduta con un nuovo calo. Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,23% a 20.562 punti.
– BARI

– Confronto oggi a Roma tra l’Ilva in amministrazione straordinaria e i segretari territoriali Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto per dare seguito, così come indicato nel verbale di accordo del 6 settembre scorso, all’avvio della procedura di licenziamento collettivo ed esodo volontario con incentivo. I lavoratori riceveranno nei prossimi giorni, attraverso il portale My Ilva, il modulo di adesione all’esodo volontario con incentivo tramite il quale potranno decidere e pianificare la data di uscita, con incentivo a scalare, fino al 31 dicembre 2023. I sindacati spiegano in una nota che non potranno accedere all’esodo più di 3.097 lavoratori anche nei limiti degli esuberi previsti sito per sito per Taranto, Genova, Novi Ligure, Marghera.Il modulo di adesione dovrà essere consegnato alla Direzione aziendale dal dipendente interessato a mano o tramite mail con l’ausilio delle Rsu o attraverso raccomandata”.
– Le Borse europee chiudono in calo.
In una seduta scarica di dati macroeconomici gli investitori guardano al botta e risposta tra gli esponenti politici italiani e l’Ue sulla manovra. In calo anche l’euro sul dollaro che si attesta a 1,1560 a Londra.
L’indice d’area stoxx 600 ha chiuso in calo dello 0,5%. In rosso Parigi (-0,71%), Francoforte (-0,42%), Londra (-0,28%) e Madrid (-1,08%).
Alitalia è in una situazione “pericolosissima”: il 31 ottobre scadono cig, contratto di lavoro e procedura di vendita e serve una decisione subito del Governo sulla soluzione per la compagnia. A lanciare l’allarme e’ la neonata Federazione Nazionale del trasporto aereo (Fnta), che riunisce piloti e assistenti di volo di Anpac, Anpav e Anp, che annuncia di essere pronta a mobilitarsi fino allo sciopero. “Un altro inverno noi abbiamo molti dubbi che Alitalia riesca a sopravvivere”, spiega Stefano De Carlo, coordinatore della nuova Federazione che riunisce 3200 naviganti nelle varie compagnie, di cui circa 1000 in Alitalia. “In queste condizioni, se non ci sarà una risposta tranquillizzante” entro il 31 ottobre, “andremo ad una fase di mobilitazione del personale”, ha annunciato la Federazione. “Alitalia è stata gestita con buon senso dai commissari, mantenendo un clima cordiale, ma questo non basta. Per quanto i risultati estivi siano stati positivi, comunque chiuderà l’anno con perdite intorno ai 500 milioni”, ha spiegato De Carlo, presidente dell’Anpac, spiegando che le perdite consolidate sono al momento a 300 milioni. “La situazione è tale che, confrontando questi numeri con la cassa disponibile, circa 700 milioni, a gennaio è tutto finito e i soldi non ci sono più”, ha aggiunto: “Il Governo produca delle soluzioni in tempi molto rapidi, siamo già fuori tempo massimo”.”Vogliamo lanciare l’allarme sulla grave situazione di Alitalia: sembra che tutto vada bene, ma al momento ancora non si è fatto nulla e questo ci preoccupa tanto, ci sono in ballo 12 mila persone”, ha sottolineato Marco Veneziani, presidente dell’Associazione nazionale piloti. “Alitalia ci preoccupa tantissimo, manca un mese” alla scadenza della cig e alla fine della procedura di vendita e il 31 dicembre “finisce il contributo al Fondo del trasporto aereo”, avverte Massimo Muccioli, presidente dell’Anpav, ricordando che entro il 15 dicembre va anche restituito il prestito di 900 milioni con interessi. L’ipotesi della nazionalizzazione, aggiunge, “la auspichiamo, ma come e con quali risorse è ancora tutto da individuare”.La necessità della Federazione dei naviganti del trasporto aereo, hanno spiegato Anpac, Anpav e Anp, è nata per la “situazione veramente difficile” del settore, che si trova davanti “problemi seri”, dai contratti di lavoro da rinnovare alle soluzioni sul tema pensioni. “Il Governo ci ha già chiamati con una lettera, una decina di giorni fa, in cui preannuncia l’apertura di un tavolo sul trasporto aereo e Alitalia – ha detto De Carlo – al quale la Federazione si potrà esprimere con una voce unica”.

– Piazza Affari (-0,2%) chiude nuovamente in rosso dopo una seduta all’insegna del nervosismo, e con gli investitori che guardano al botta e risposta tra Roma e Bruxelles sulla manovra. Nelle ultime quattro sedute, ovvero dall’approvazione della nota di aggiornamento al Def, Milano ha ceduto il 4,4%. Sotto pressione anche lo spread tra Btp e Bund che sfonda quota 300, a 302 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3.44%.
Piazza Affari è stata appesantita dal calo delle banche con Mps (-4,2%), Ubi e Banco Bpm (-2%), Unicredit (-1,8%) e Bper (-1,7%). In rosso Tim (-2,4%) a 0,48 euro, che ritocca i minimi da 5 anni. Nel primo giorno di quotazione a Parigi chiude in lieve calo la holding post fusione EssilorLuxottica (-0,5%).
Piatta (+0,03%) a Milano Luxottica spa.
Nuovo tonfo per Astaldi (-28%), dopo la richiesta di concordato preventivo e la decisione, arrivata a Borsa chiusa, di Standard & Poor’s che ha abbassato il rating ritenendo che le “circostanze siano equivalenti a un default”.   [print-me title=”STAMPA”]

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