Ultimo aggiornamento 3 Ottobre, 2018, 05:12:13 di Maurizio Barra
DALLE 11:15 DI MARTEDì 02 OTTOBRE 2018
ALLE 05:12 DI MERCOLEDì 03 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Wenders, Bergoglio uomo senza paura
Uscita evento (4-7 ottobre) in 350 copie per Papa Francesco
‘italiano, clavicembalo nei secoli
Preziosa e delicata, la nostra lingua è La più bella del mondo
Stilista Marras diventa registaRassegna prosa Cedac con Cecchi, Branciaroli, Favino, Zingaretti
Paganini Genova Festival, verso un brandDal 2 al 28 ottobre, 44 appuntamenti dedicati al violinista
Premio Duse torna dopo un anno di stop32/a edizione, promosso da Ubi Banca e Fondazione BP Vigevano
Apre Storie di moda, Campari e lo stileAbiti Ferré e Capucci in dialogo con opere Depero e Munari
eviBergamasco a teatro con Primo LeviAl Verdi di Pordenone in prima nazionale ‘Ex chimico’
Al Museo Galileo scienza bolle saponeAppuntamento domenica 7 ottobre a Firenze
Lorenzo Lotto nelle “sue” MarcheDopo Madrid e Londra, inediti e scoperte tra Macerata e 8 siti
Musica alle librerie FeltrinelliIncontri in esclusiva, concerti e firmacopie con tanti artisti
Il genio di Warhol a RomaIl Vittoriano celebra il mito a 90 anni da nascita con 170 opere
Mark Knopfler al Festival IMAGinACTIONA Cesena dal 12 al 14 ottobre, anche Paoli, Meta, Canzian
Rubini, io custode della memoria dopo il sismaIn ‘Il bene mio’, ho rivisto il mio Elia in sfollati di Genova
Burri all’asta a NY, Phillips punta al record”Grande Legno e Rosso” esposto a mostra Guggenheim
Paramount, teaser film su Elton JohnBiopic prodotto dal cantante. Taron Egerton protagonista
Under Pressure-Pronto soccorso su SkyIl medical brasiliano visto in patria da 40 milioni spettatori
‘Diventa Morandi’ per fondazione MuseoIl 7 ottobre evento performativo a Bologna
John Legend, arriva il suo primo album di NataleA Legendary Christmas, con Esperanza Spalding e Stevie Wonder
Antonacci,ripubblicato Mi fai stare beneAlbum fa 20 anni, uscito nel 1988 ha conquistato disco Diamante
Chanel, colori e freschezza in spiaggiaLa spettacolare sfilata al Grand Palais chiude la fashion week
Dave Grohl, vinile Play e asta strumentiTutti i proventi ad associazioni che aiutano i musicisti in erba
alsReligion Film Festival per i millenialsPellicole da 62 Paesi, proiezioni dal 4 all’11 ottobre
Il premio Virna Lisi a Claudia GeriniA consegnarlo Verdone il 7 novembre all’Auditorium di Roma
‘Il banchiere anarchico’ secondo PessoaIl film di Giulio Base dopo Venezia in sala dall’11 ottobre
‘Medicinema’, una sala in ospedaleA Niguarda anche corso d’inglese Disney per piccoli pazienti
Ruby Rose la più pericolosa sul webClassifica McAfee, in Italia al top Michelle Hunziker
Set Netflix, scene d’azione a TarantoIn corso le riprese di Six Underground con Ryan Reynolds
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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L’ARTICOLO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
“Dove sta la spiritualità di Papa Bergoglio? È vero ne parla poco, si sofferma su cose più umane come la solidarietà, l’ecologia, ma la sua spiritualità sta nel fatto che non ha mai paura. Lì capisci che dietro questa figura c’è un fondamento, una forte base”. Così a Roma Wim Wenders per presentare ‘Papa Francesco. Uomo di parola’, il documentario dedicato a Papa Bergoglio già alla Séance Spéciale a Cannes e ora in sala con un’uscita evento (dal 4 al 7 ottobre) con Universal che lo distribuirà in 350 copie. Al centro del film un lungo dialogo col Pontefice che parla di morte, giustizia sociale, immigrazione, ecologia, diseguaglianza, materialismo e ruolo della famiglia. Con tecniche di ripresa realizzate in Vaticano insieme a Vatican Media, il Papa si rivolge in modo diretto allo spettatore instaurando una relazione intima con chi lo osserva.
“Sono cresciuto cattolico in una famiglia cattolica – dice Wenders – e a 16 anni ho pensato seriamente di fare il prete.
Poi è arrivato il rock and roll e l’amore per il cinema e nel 1968 ho lasciato la chiesa per tornarci nei tardi anni Ottanta, ma come protestante. Non sono insomma un papista, ma sono stato subito colpito da quest’uomo per una cosa: farsi chiamare Francesco, il segno di un coraggio, di un nuovo rapporto con la natura, con gli emarginati e le altre religioni. Cosa ribadita proprio con il suo nome”. Ora aggiunge il regista de ‘Il cielo sopra Berlino’: “Bergoglio, ad esempio, affronta con tolleranza zero il problema della pedofilia tra i sacerdoti. Un modo chiaro di cercare guai, di mostrare il suo grande coraggio”. Il documentario nasce da una lettera: “Con l’invito da parte di monsignor Dario Viganò di venire in Vaticano per discutere la possibilità di fare un film sul Papa. Mi resi subito conto che un progetto di questo genere comportava una grandissima responsabilità, ma il Vaticano – ci tiene a dire il regista tedesco – mi ha aperto gli archivi senza mai interferire nel mio lavoro”.
I nemici di Papa Bergoglio? “Credo che le persone che oggi lo combattono siano i conservatori all’interno della chiesa che credono si stia spingendo troppo oltre, ma invece è proprio il papa che serve oggi”. Comunque aggiunge: “Non doveva essere un film per il solo pubblico cattolico e questo per volontà dello stesso Vaticano, Papa Francesco riesce a parlare comunque a tutti, ha una abilità di connettersi con la gente, cosa che ho cercato di trasmettere in questo film”.
La frase più bella di Bergoglio? “Quando mi ha raccontato come da giovane prete, dopo aver fatto tante confessioni, avvicinava i genitori e gli chiedeva semplicemente: ‘voi giocate coi vostri bambini, gli dedicate ogni giorno un po’ di tempo?”.
– STEFANO JOSSA, LA PIU’ BELLA DEL MONDO. Perché amare la lingua italiana (Einaudi, pp.200, 17 Euro) Ha la grazia armoniosa e la dolcezza di un clavicembalo, più che il suono sferzante di una chitarra rock: è la lingua italiana, delicata e preziosa, il nostro fiore all’occhiello, come spiega bene Stefano Jossa nel suo appassionato saggio “La più bella del mondo”, edito da Einaudi.Per il professore, che insegna letteratura, cultura e lingua italiane a Londra, non ci sono dubbi: l’uomo è un essere linguistico e tutti sono naturalmente portati ad amare intensamente, come una “patria interiore”, la lingua natia. Ma se per ognuno la propria lingua rappresenta la “casa del cuore”, uno strumento per esprimere i sentimenti più forti e intimi (non è forse quella madre la lingua in cui si sogna e ci si esprime quando si fa l’amore?), nel caso dell’italiano ci sono motivi oggettivi che rendono questo idioma davvero speciale e meraviglioso. Per scoprirli, Jossa propone un piccolo ma efficace excursus nella storia, le origini e lo sviluppo dell’italiano, lingua “inventata, ma anche e soprattutto finalizzata all’invenzione, alla creatività linguistica e al gioco verbale”.Per le metafore, le rime e i sinonimi, le infinite combinazioni tra dialetti, registri e suoni, le soluzioni espressive e sintattiche, in una parola per la sua inesauribile varietà, dell’italiano dobbiamo essere orgogliosi perché la sua straordinarietà è emblema della storia e della cultura del nostro Paese. Sbaglia chi pensa che questo sia un libro per dotti cultori e intellettuali: al contrario, Jossa riesce a parlare a tutti, proponendo una lettura che è colta e divertente al tempo stesso. L’autore spazia nei secoli, oltre che nelle strutture stesse della lingua: tra le pagine come è ovvio non potevano mancare i padri dell’italiano, da Dante a Manzoni, ma poi si arriva a Pasolini, con la sua riflessione politico-ideologica sulla lingua, a Gadda e Calvino, fino ad arrivare al mondo dei cantautori, dei registi e degli scrittori contemporanei. Nel libro c’è spazio anche per il palco di Sanremo, dove Claudio Baglioni ha fatto recitare Leopardi a Pierfrancesco Favino, e per casi balzati agli onori delle cronache, come gli incidenti linguistici che hanno visto protagonista il vicepremier Di Maio, in particolare con il congiuntivo.A questo proposito, Jossa chiarisce che rinunciare alla grammatica – riprendendo la lezione di Gramsci, ma anche di don Milani e Fo – può essere rischioso, soprattutto per le classi più disagiate e meno colte, e non certo per una questione di brutta figura: “Parlar bene è una garanzia di corrette procedure logiche e giuridiche, quindi anche economiche e politiche, perché non si dà certezza del diritto dove non c’è certezza linguistica”. In quanto viva e in continua trasformazione, la lingua riesce a cambiare anche noi, e usarla consapevolmente – proprio perché ci definisce in quanto esseri umani – rappresenta davvero una splendida avventura. Un cammino esaltante, fatto di bellezza e pensiero, da vivere però insieme agli altri, perché “non c’è lingua senza condivisione”.
– CAGLIARI
– Lo stilista Antonio Marras debutta nella regia a teatro con “Cuore mio io sto soffrendo, cosa posso fare per te?”. L’inedito spettacolo, ideato e diretto da una delle grandi firme della moda, è in programma in prima nazionale dal 21 al 25 novembre al Teatro Massimo di Cagliari.
Un racconto per quadri fra tranche de vie, desideri, ricordi e ossessioni. In scena un ensemble tra mimi, danzatori, performer su cui spiccano Ferdinando Bruni e Federica Fracassi.
E’ una delle punte di diamante del cartellone della Stagione 2018/19 firmato Cedac (Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna). Oltre 300 rappresentazioni a Cagliari e altri 20 centri della Sardegna da ottobre a aprile con protagonisti come uno dei grandi maestri del teatro italiano, Carlo Cecchi che si misura con l’Enrico IV di Pirandello, Franco Branciaroli con una trasposizione de I Miserabili di Victor Hugo, poi ancora Lella Costa con una messa in scena dedicata a Natalia Aspesi, Luca Zingaretti, Milvia Marigliano e Arturo Cirillo, Luisa Ranieri, Pierfrancesco Favino, Alessio Boni e Giuseppe Battiston. E per la danza un nome su tutti, Eleonora Abbagnato.
Sono 150 gli spettacoli in un cartellone che fra teatro, danza, musica e circo fonde tradizione e modernità.
Tra le novità, infatti, l’inserimento della quarta arte: il Teatro Circo. “Il nouveau cirque è sfida contro i limiti, è bellezza senza canoni standardizzati, è virtuosismo visionario”, ha sottolineato Valeria Ciabattoni, direttrice artistica della rassegna. Tre anni intensi di attività, “con un incremento di 107 spettacoli in più all’anno rispetto al 2014, pari al 61%”, ha evidenziato il presidente del Cedac Antonio Cabiddu.
– GENOVA
– Quarantaquattro appuntamenti tra cui 20 concerti, dal 2 al 28 ottobre, tutti dedicati al violinista per eccellenza per la seconda edizione del Paganini Genova Festival. “Gli appuntamenti ideati – dice Barbara Grosso, assessore alla Cultura del Comune di Genova – daranno l’idea dell’attualità della figura di Paganini e saranno apprezzati da un pubblico di tutte le età”. Il festival, organizzato dagli Amici di Paganini in collaborazione con il Comune di Genova, la Fondazione Hruby, il conservatorio Paganini e la Fondazione Carlo Felice, si incrocia con la mostra Paganini Rockstar in arrivo a palazzo Ducale e culminerà il 27, giorno della nascita di Paganini, con un concerto al Carlo Felice di Laura Marzadori, la stessa artista che suonò il Cannone all’Expo di Milano. In programma anche mostre, visite guidate nei luoghi paganiniani e degustazioni di cioccolatini o aperitivi dedicati all’artista.
– MILANO
– Dopo un anno di interruzione torna il ‘Premio Eleonora Duse’, riconoscimento assegnato dal 1986 ad attrici impegnate nella stagione di prosa in spettacoli in Italia o all’estero. Il premio da anni è organizzato e patrocinato da Ubi Banca e Fondazione Banca Popolare di Vigevano, comune del Pavese, dove la grande attrice nacque. Era saltata l’edizione del 2017 per motivi organizzativi.
“Rilanciamo una lunga tradizione della nostra banca nel campo teatrale – ha detto Riccardo Tramezzani, responsabile macro area territoriale Milano Emilia Romagna Ubi Banca – credo che sia il più longevo riconoscimento teatrale di genere”, dedicato alle sole artiste in omaggio a una grande donna come la Duse. Il premio sarà consegnato a novembre al Teatro Grassi. Premiata anche un’attrice emergente. Negli anni il riconoscimento è stato assegnato ad attrici come Anna Proclemer, Mariangela Melato, Andrea Jonasson, Giulia Lazzarini, Sonia Bergamasco. L’edizione 2016 è andata a Elena Bucci.
– MILANO
– Le opere originali di Fortunato Depero, Bruno Munari, Marcello Dudovich, Franz Marangolo, accostate alle creazioni della Fondazione Gianfranco Ferré e agli abiti scultura della Fondazione Roberto Capucci sono protagoniste della mostra ‘Storie di Moda – Campari e lo stile’, curata da Renata Molho, che apre al pubblico il 5 ottobre alla Galleria Campari di Sesto San Giovanni.
Al centro della mostra, la relazione tra il marchio e il mondo della moda, intesa come espressione di arte e costume. La curatrice Renata Molho ha strutturato un percorso in cui i concetti di “stile” e “stili”, di cui la comunicazione Campari si è fatta testimone, sono declinati attraverso bozzetti pubblicitari, fotografie, grafiche, abiti, riviste e accessori.
Divisa in quattro sezioni tematiche, Elegance; Shape and Soul; Futurismi e Lettering, la mostra mette in dialogo opere provenienti dall’archivio di Galleria Campari con prestiti da case di moda, musei e fondazioni.
– PORDENONE
– “A cent’anni dalla nascita di Primo Levi, dare vita, al Comunale di Pordenone, a questo nuovo progetto è un gesto concreto per raccontare il presente attraverso una delle voci imprescindibili del Novecento italiano”. Sonia Bergamasco, attrice e regista, così sintetizza le ragioni che ispirano lo spettacolo ‘Ex Chimico. Primo Levi e il suo secondo mestiere’, in prima nazionale il 3 ottobre a Pordenone. Una produzione che nasce dal progetto di residenza avviato dal Teatro Verdi nell’ambito de ‘Tra letteratura e teatro’ curato da Natalia Di Iorio e promosso in sinergia con pordenonelegge. In scena il pubblico si ritroverà di fronte a un vero e proprio ritratto dell’autore “cucito insieme” attraverso racconti e frammenti dall’opera di Levi. “L’immagine di scena – anticipa Sonia Bergamasco – sarà una tavola spoglia, imbandita con il bianco dei piatti, dei fogli e delle luci”. Sola in scena “allestirò un teatro dei giochi, feroce e umanissimo, che parla la lingua esatta di Primo Levi”.
– FIRENZE
– Saranno le bolle di sapone le protagoniste di uno spettacolo in programma domenica 7 ottobre al Museo Galileo di Firenze. Le bolle di sapone, le cui prime rappresentazioni pittoriche risalgono alla fine del Cinquecento a opera di artisti olandesi, non hanno solo affascinato intere generazioni di grandi e piccini, ma hanno anche stimolato la fantasia di matematici, fisici e architetti che le hanno studiate da un punto di vista scientifico o le hanno prese a modello per realizzare i propri capolavori. Stefano Righi, in arte D’Artagnan, il mago delle bolle, è il primo italiano della storia ad aver ottenuto un Guinness dei primati con le bolle di sapone. Durante i tre spettacoli di domenica ci saranno bolle di sapone create con le mani, con le racchette, con anelli di varie dimensioni, bolle che girano su loro stesse e altro. Dal punto di vista scientifico, inoltre, Emma Angelini del Politecnico di Torino spiegherà la struttura matematica, fisica, e chimica delle bolle di sapone.
– In quello che si annuncia come un ‘imprevisto’ anno lottesco, dopo Madrid e in contemporanea con Londra, Lorenzo Lotto è protagonista anche nelle sua terra d’elezione con ‘Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche’, mostra-percorso che tra Macerata e altri 8 siti per la prima volta riunirà le opere che il maestro creò per questo territorio e poi disperse nel mondo o che per storia e realizzazione hanno sempre avuto un forte legame con le Marche. Un’esposizione “volutamente di ricerca”, dice il curatore Enrico Maria Dal Pozzolo, promossa da Comune e Regione, che dal 19/10 al 20/2 a Palazzo Buonaccorsi racconta il maestro anche con prestiti internazionali, inediti come la Venere adornata dalle Grazie, nuove ipotesi come il presunto primo dipinto o ri-attribuzioni come il San Girolamo nello studio. Ma che poi prosegue con le 25 opere disseminate sul territorio (da Ancona a Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino) che fanno delle Marche “il più grande museo al mondo su Lorenzo Lotto”.
– Un mese di grandi anteprime musicali nelle Librerie Feltrinelli di tutta Italia con oltre 60 appuntamenti per un festival musicale itinerante. I dettagli di tutti gli appuntamenti sono disponibili su lafeltrinelli.it.
Sono previsti incontri in esclusiva in Feltrinelli con Subsonica e Malika Ayane. E live in libreria con artisti del calibro di Elisa, Tiromancino, Vasco Brondi (e le sue Luci della centrale elettrica), Ustmamò. E ancora, firmacopie con Maneskin, Emis Killa, Alessandra Amoroso, MrRain. Per Elisa, l’unica data “dal vivo” è fissata a Bari alla Feltrinelli di via Melo, il 4 novembre alle ore 17: un’occasione unica per sentire alcuni brani dell’attesissimo nuovo album.
A distanza di quattro anni dall’ultimo album in studio, i Subsonica presentano in anteprima “8”, il nuovo lavoro, nel corso di 13 incontri dal vivo che prendono le mosse il 12 ottobre dalla loro città di origine, Torino, per poi toccare le principali città italiane dal Nord al Sud.
Per raccontare la prima decade di testi e suoni di uno tra i più importanti cantautori della nuova generazione, Vasco Brondi mette in fila ben 11 date in esclusiva in Feltrinelli. Per “Le luci della centrale elettrica” è l’occasione di suonare e raccontare dal vivo “2008-2018, tra la via Emilia e la via Lattea”, prima raccolta antologica di Brondi impreziosita da collaborazioni con Francesco De Gregori e CCCP.
Ancora musica dal vivo, ancora una novità sorprendente: è la volta dei Tiromancino, che tornano in Feltrinelli per “Fino a qui” il nuovo album che contiene le canzoni più significative della band, interamente riarrangiate e reinterpretate insieme a grandi artisti del panorama musicale italiano oltre a 4 inediti.
Anche Malika Ayane è in tour in esclusiva nelle Feltrinelli per far conoscere ai fan i contenuti di “Domino”, il nuovo disco uscito da pochi giorni. Per Malika, sei appuntamenti in libreria, da Torino a Firenze, da Napoli a Palermo.
Per chiudere la rassegna dei live in libreria, gli Ustmamò regalano al pubblico di Bologna un incontro unico con “Il giardino che non vedi” alla libreria di Piazza Ravegnana, martedì 9 ottobre.
– Le icone più popolari come Marilyn Monroe e Liz Taylor; il barattolo della Campbell’s Soup; lo ‘scandaloso’ adesivo della banana sulla copertina dell’album The Velvet Underground and Nico. Il mito di Andy Warhol arriva a Roma in una grande mostra che rende omaggio all’artista e all’uomo, a 90 anni dalla nascita, dal 3 ottobre al 3 febbraio al Complesso del Vittoriano. Dalle origini della Pop Art, di cui Warhol è creatore ma anche un po’ figlio, fino al 1987, quando al vertice del successo muore dopo un banale intervento, la mostra ripercorre la carriera dell’artista e la sua vita straordinaria, fatta di trasgressioni, intuizioni ed eccessi, restituendo lo spirito di tre decenni, dagli anni ’60 agli anni ’80. In oltre 170 opere, emergono la capacità visionaria e le ossessioni di Warhol, che riuscì a confrontarsi in modo inedito con le nuove forme di comunicazione di massa, rivoluzionando non solo il concetto stesso di arte e la pratica artistica, ma anche il mondo della musica, del cinema, della moda.
– Mark Knopfler sarà l’ospite d’onore della seconda edizione di IMAGinACTION, il Festival internazionale del videoclip che si terrà a Cesena dal 12 al 14 ottobre. Il musicista inglese ha scelto IMAGinACTION per parlare del suo nuovo album in uscita e della sua formidabile carriera.
Il festival (ideato dalla Daimon e realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Cesena e Regione Emilia Romagna), dopo aver portato lo scorso anno circa 20 mila spettatori nei tre giorni della manifestazione, propone un ricco programma. Con l’ex leader dei Dire Straits, gli incontri vedranno protagonisti anche Alessio Bernabei, Biondo, Red Canzian, Giusy Ferreri, Lorenzo Fragola, Chiara Galiazzo, Rocco Hunt, Nesli, Ermal Meta, Francesca Michielin, Mousse T, Negrita, Gino Paoli, Maurizio Vandelli & Shell Shapiro.
Oltre a loro nell’ambito del festival ci saranno anche una serie di incontri e panel con personaggi come Lorenzo Baglioni, Elisa Maino, Nicolai Lilin, Rockin 1000 Mecna, Matthew Lee.
Senza riappropriarsi “della propria memoria, una comunità difficilmente può ritrovare se stessa”. Una frase nella quale Sergio Rubini racchiude l’anima del suo personaggio, nel film Il bene mio di Pippo Mezzapesa che dopo il successo alla Mostra del Cinema di Venezia, nelle Giornate degli Autori, arriva in sala il 4 ottobre con Altre Storie. Nel film, che viene presentato il 3 ottobre in anteprima per gli abitanti di Amatrice, Rubini regala un’interpretazione straordinaria nei panni di Elia, rimasto solo a vivere a Provvidenza, paese devastato da un terremoto, nel quale il protagonista ha anche perso la moglie, rimasta sotto le macerie della scuola in cui era maestra.Il resto della comunità ha preferito lasciarsi il passato alle spalle e si è spostato nella vicina Nuova Provvidenza, ma lui, nonostante le preghiere del sindaco e cognato (Francesco De Vito) e degli amici di una vita, Rita e Gesualdo (Teresa Saponangelo e Dino Abbrescia), non si arrende. Ogni giorno ricerca, recupera e custodisce oggetti e ricordi, pur di non far lasciare morire il paese. Gli sarà d’aiuto l’arrivo improvviso di una giovane migrante, in fuga, Noor (Sonya Mellah). “Mi ha molto colpito vedere che gli sfollati di Genova chiedevano per prima cosa di liberare la zona per raccogliere le proprie cose – dice Rubini -. E’ un po’ quello che fa il mio personaggio, è un custode della memoria. Uno dei primi impulsi delle persone in quelle situazioni è riappropriarsi dei propri oggetti, dei propri ricordi, per quanto magari per gli altri possano essere insignificanti. Perché nei cocci c’è la nostra storia”. Elia “vuole rimettere a posto il cuore di una comunità, per farla riprendere a vivere”. Film come questo “in Italia non si fanno quasi più – aggiunge l’attore – non si sperimenta quasi per niente in nessun settore del Paese. E’ uno dei nostri mali”.Pippo Mezzapesa, classe 1980, già autore, fra gli altri, di ‘Pinuccio Lovero, sogno di una morte di mezza estate’ e ‘Il paese delle spose infelici’, spiega che Il bene mio è nato “dal voler raccontare un personaggio che non dimentica. Vuole cambiare il modo di pensare di una comunità secondo cui l’unico modo per rimarginare la ferita è invece rimuovere tutto il passato. Elia è un uomo che elabora il dolore restando attaccato alle pietre, che combatte per riportare lì la vita”. Con la comparsa di Noor “c’è l’incontro tra due personaggi che fuggono dalla distruzione. Lui riesce ad aprire per lei i confini del suo mondo”. La forza di Noor, dice Sonya Mellah, “sta già nel nome. Noor vuol dire luce. Insieme all’ombra che circonda Elia, è come se formassero una sola persona. Per prepararmi al ruolo, ho attinto al racconto silenzioso dei miei genitori. I migranti non raccontano molto, ma puoi cogliere la nostalgia che vedi nei loro occhi quando ascoltano musica o guardano le foto”.Diventa personaggio anche il paese fantasma dove è stato girato gran parte del film, Apice Vecchia, vicino Benevento: “Ho cercato la location ideale che mi potesse restituire Provvidenza, visitando tutti i paesi disabitati da Roma in giù perlopiù sulla dorsale appenninica. Alla fine mi è apparsa Apice. E’ inagibile, girarci era molto difficile, ma ci siamo riusciti. Quel silenzio e quegli elementi di vita passata sono difficilmente ricostruibili” spiega Mezzapesa che ora è molto emozionato per l’anteprima ad Amatrice: “All’inizio temevo un po’ l’idea, non volevo fosse vista come una sorta di sciacallaggio. Ora penso sia la scelta più giusta”. Rubini farebbe un’anteprima “anche a Genova. E’ difficile confrontarsi con il dolore di cui parliamo, ma può servire. E’ invece improduttivo e maligno tentare di rimuoverlo”.
Phillips corteggia il record d’asta con una monumentale opera di Alberto Burri rimasta per oltre 50 anni nella stessa famiglia e esposta solo una volta, tre anni fa, nella retrospettiva del Guggenheim di New York. “Grande legno e rosso” sara’ offerto il 15 novembre a New York con una stima tra 10 e 15 milioni di dollari: un primato per un pezzo firmato dal maestro di Citta’ di Castello. Creato tra 1957 e 1959, “Grande legno e Rosso” fu presentato al pubblico alla Galleria La Tartaruga di Roma ed e’ li’ che gli attuali proprietari lo avevano acquistato.”E’ un esempio di serie A di uno dei periodi piu’ celebrati di Burri”, ha detto Hugues Joffre di Phillips, secondo cui la vendita di “Grande legno e rosso” offre ai collezionisti di arte italiana l’opportunita’ di portare a casa un vero capolavoro dall’opera di uno dei grandi maestri del dopoguerra. “Grande legno e rosso” e’ un’opera monumentale della serie Combustioni e Legni. Oltre due metri di larghezza evoca l’atmosfera dell’Europa devastata subito dopo il secondo conflitto mondiale. Burri, che si stava affermando tra Roma e New York, rappresentava una sfida sia all’esistenzialismo che all’espressionismo astratto, le due correnti artistiche in voga allora. Medico prima di entrare in guerra, Burri maturo’ la decisione di dedicarsi alla pittura dopo essere stato internato in un “criminal camp” per non cooperatori a Hereford in Texas per 18 mesi.Incorporando elementi “poveri” come tela di sacco e legno l’artista umbro sfido’ i confini dell’arte portandola a nuovi estremi. “Grande legno e rosso” segna forse la prima volta in cui Burri, morto nel 1995 a Nizza, uso’ l’elemento incontrollabile del fuoco nel suo lavoro, anni prima della famosa serie dei “fire paintings” di Yves Klein mentre l’uso del materiale anticipa di anni quello che avrebbero fatto gli artisti di Arte Povera. Burri distrusse molte delle opere del periodo della guerra, ma non una: un paesaggio intitolato “Texas” in cui il rosso e l’arancio del tramonto si combinano all’orizzonte, potrebbe essere in nuce il passaggi che ha portato a “Grande legno e rosso”.
– NEW YORK
– La Paramount ha svelato il teaser del film su Elton John ‘Rocketman’, biopic prodotto dallo stesso cantante in collaborazione con il marito David Furnish. La pellicola, diretta da Dexter Fletcher e con Taron Egerton nel ruolo da protagonista, racconta la storia della vita di Sir Elton John, dalla sua esperienza da studente alla Royal Academy of Music alle sue battaglie contro la dipendenza dalla droga e alla fama internazionale.
In alcune scene si vede anche John mentre si esibisce in ‘Rocketman’, mentre è a bordo del suo jet, in sala di incisione, ma anche alle prese con l’alcol o mentre indossa costumi eccentrici. Il film uscirà nelle sale cinematografiche il 31 maggio del 2019.
– Girato quasi interamente in un’ala inutilizzata di un vecchio ospedale, arriva su Sky Atlantic dal 3 ottobre, ogni mercoledì alle 21.15, in prima tv e in esclusiva per l’Italia, Under pressure – Pronto soccorso, il nuovo, premiato medical thriller brasiliano – prodotto da Globo – che in patria ha appassionato più di 40 milioni di telespettatori. La serie, in 9 puntate (anche su Sky On Demand) racconta le difficoltà quotidiane dei medici delle emergency room brasiliane, in cui manca tutto, perfino le apparecchiature essenziali. Per salvare delle vite, i medici del pronto soccorso devono confrontarsi con il degrado e la mancanza di sicurezza degli ospedali pubblici. Nata dal libro “Sob Pressao – A rotina de guerra de um médico brasileiro” di Marcio Maranhao, si basa su storie reali. Il capo chirurgo Evandro (Júlio Andrade) e il chirurgo Carolina (Marjorie Estiano) lavorano ogni giorno in emergenza, tra il tentativo di salvare le vite dei pazienti e i contrasti intimi delle loro vite private. Strutture carenti, corruzione dilagante, situazioni mediche impossibili e apparecchiature inadeguate sono la cornice in cui si svolgono le vicende drammatiche dei pazienti che arrivano sulle ambulanze in un ospedale della periferia di Rio de Janeiro, che si intrecciano con le storie personali dei medici protagonisti: Evandro, chirurgo talentuoso, che non ha ancora superato la perdita di sua moglie Madalena, e Carolina, chirurgo vascolare, credente e animata dalla fiducia di poter trovare una soluzione alla miseria con cui si confronta ogni giorno. Creata da Jorge Furtado, Renato Fagundes, Luiz Noronh, Luiz Noronha e Claudio Torres, la serie ha riscosso un grande successo tra il pubblico brasiliano per il suo realismo. Nel cast anche Ícaro Silva, Thelmo Fernandes, Stepan Nercessian, Andréa Beltrão.
– BOLOGNA
– Per ricordare il 25/o anniversario della fondazione, avvenuta il 4 ottobre 1993, il Museo Morandi di Bologna ospita domenica 7 ottobre l’evento performativo ‘Diventa Morandi’: un progetto a cura di Incontrarsi nell’Arte, ideato per accompagnare il visitatore a conoscere e approfondire le vicende di Giorgio Morandi e della sua opera, una modalità multidisciplinare che si offre come chiave interpretativa.
Dopo le prime tre edizioni che hanno visto il progetto prima ambientarsi a Casa Morandi in via Fondazza e poi, per due anni consecutivi, nella residenza estiva di Grizzana, nella sua quarta configurazione ‘Diventa Morandi’ prende dimora nelle sale espositive del Museo, in via Don Minzoni, dalle 10.30 alle 18.30, a ingresso libero.
A interagire con le suggestioni dello spazio e delle opere saranno le sensibilità e gli sguardi di cinque artiste che, dando vita ad un evento corale e simultaneo, offriranno un percorso di rilettura in cui si intrecciano vari linguaggi espressivi: Francesca Cesari (fotografia), Rita Correddu con la collaborazione di Michele Braga (installazione sonora), Maria Rapagnetta (osservazione esperienziale), Giuseppina Siotto (performance), Laura Ulisse (performance).
Il cantautore multi-platino John Legend ha annunciato l’uscita per il 26 ottobre del suo primo album di Natale, “A Legendary Christmas” (Columbia Records) in cd, digitale e vinile. L’album vanta la produzione esecutiva di Raphael Saadiq e i featuring di Esperanza Spalding e Stevie Wonder, che suona l’armonica in “What Christmas Means to Me”.
Per accompagnare l’uscita dell’album, Legend darà il via al “A Legendary Christmas Tour”: 25 date dal 15 novembre al 30 dicembre negli Stati Uniti.
Questi i brani natalizi scelti da Legend: What Christmas Means to Me (feat. Stevie Wonder per armonica), Silver Bells, Have Yourself a Merry Little Christmas (feat. Esperanza Spalding), No Place Like Home, Bring Me Love, Merry Christmas Baby / Give Love on Christmas Day, Christmas Time Is Here, Waiting for Christmas, Purple Snowflakes, The Christmas Song (Chestnuts Roasting On An Open Fire), Please Come Home for Christmas, Wrap Me Up in Your Love, By Christmas Eve, Merry Merry Christmas.
– L’album “Mi fai stare bene” di Biagio Antonacci compie 20 anni: pubblicato nel 1998, ha conquistato il disco di diamante. Il 12 ottobre, per celebrare la ricorrenza, viene ripubblicato, rimasterizzato e con le tracce bonus “E Quanto Tempo Ancora” e “Il Prato delle Anime” in versione acustica, oltre a due esclusive registrazioni di Biagio.
Mi fai stare bene è il sesto disco della carriera di Antonacci, che per la prima volta, in quest’occasione, ha rivestito anche il ruolo di produttore. Questo album contiene alcuni tra i suoi più grandi successi: Quanto Tempo e Ancora, Iris (tra le tue poesie), Mi Fai Stare Bene, e ancora Non Vedermi, Cosa Fai Ragazza.
La nuova edizione è disponibile in cd, vinile colorato (180 gr), 45 giri – Iris (tra le tue poesie) / Quanto Tempo E Ancora.
– PARIGI
– Spetta ancora una volta a Karl Lagerfeld, direttore creativo di Chanel, chiudere la fashion week parigina nella location unica del Grand Palais, trasformato stavolta in una spiaggia incontaminata. In quest’ambientazione magica di dune sabbiose circondate e avvolte dal suono del mare, le modelle hanno sfilato “pieds dans l’eau” presentando la collezione primavera-estate 2019.
La grafica dell’ombrellone, che caratterizza l’ispirazione di questa collezione, è stata presentata con stampa “all over” in vestiti e camicie in seta, nei costumi con trama jacquard e in preziosi ricami di paillettes. I tailleur in tessuto bouclé anticipano i colori pastello di collezione: le giacche hanno una vestibilità ampia con taglio a cappa accompagnate da gonne meno ampie che presentano spacchi sui lati.
Sfilato vestiti morbidi a balze, giacche accompagnate da leggings, costumi bicolore monospalla indossati con jeans taglio boyfriend, giacche con lunghe frange. Si intravede il pizzo in un pantalone ampio taglio palazzo.
– All’asta gli strumenti musicali di Dave Grohl. Dopo aver appena pubblicato in un particolare vinile Play, il frontman dei Foo Fighters ha annunciato la vendita all’asta, dal 9 ottobre, di una serie di strumenti autografati da lui stesso in partnership con il sito Reverb.com. I proventi andranno ad associazioni che aiutano i musicisti più giovani, unite dalla sigla “just PLAY”.
L’Lp regala chicche per gli appassionati: un vinile da 180 grammi con la mappa dello studio (EastWest Studios, LA) dove Grohl ha registrato Play incisa sul lato B, una copertina che si apre in diagonale e la scheda tecnica di registrazione. In agosto Dave Grohl aveva iniziato una delle sfide più importanti della sua carriera: PLAY, un mini-doc diviso in due parti diretto da Grohl stesso e dal suo collaboratore di SoundCity/Sonic Highways Mark Monroe, incentrato sulla realizzazione di un unico brano di 23 minuti che celebra gioie e fatiche di una vita dedicata allo studio di uno strumento.
– TRENTO
– “Nuove generazioni” è il tema della 21/a edizione di ‘Religion Today Film Festival 2018’, in programma in Trentino dal 4 all’11 ottobre. In concorso 62 film provenienti da 28 Paesi. Il “viaggio nelle differenze”, che ha sempre caratterizzato Religion Today, quest’anno sarà viaggio dei giovani e per i giovani, senza trascurare il dialogo intergenerazionale e confrontandosi sulle modalità attraverso le quali esso può rafforzare la promozione del dialogo interreligioso e interculturale, dicono gli organizzatori. Il festival darà spazio alle esigenze che contraddistinguono i millennials, divisi tra rivoluzione digitale e crisi economico-lavorativa. Le proiezioni si terranno non solo a Trento e Rovereto, ma anche ad Arco, Pergine, Merano e Bolzano. Le otto giornate del festival, organizzato dall’associazione BiancoNero con la guida artistica di Andrea Morghen, prevedono inoltre laboratori, eventi speciali, approfondimenti scientifici e attività per le scuole in collaborazione con l’Università di Trento.
– La Fondazione “Virna Lisi”, dopo avere premiato negli anni passati le attrici Margherita Buy, Paola Cortellesi e Monica Bellucci, quest’anno ha deciso di assegnare il riconoscimento a Claudia Gerini. Il premio verrà consegnato da Carlo Verdone il 7 novembre all’Auditorium di Roma alla Gerini come migliore attrice dell’anno.
‘Il banchiere anarchico’, diretto e interpretato da Giulio Base, con la partecipazione di Paolo Fosso, ha la forza del testo rivoluzionario di Fernando Pessoa che ha scritto questo ‘racconto di raziocinio’ nel lontano 1922. Prodotto da Agnus Dei con Rai Cinema e coprodotto da Solaria Film e Alberteam Group, il film, in sala dall’11 ottobre con Sun Film Group, di natura teatrale e con scenografia minimalista, mette in campo un ossimoro con tanto di domanda: può un banchiere, un finanziere, essere un anarchico?Sì, è la risposta se si segue l’argomentato ragionamento del finanziere in una sorta di dialogo platonico con due soli protagonisti: il banchiere (Base) e un ospite-amico (Fosso). Già alla 75/a edizione del Festival di Venezia dove ha vinto il Premio Persefone, il film, girato a Cinecittà, è così un lungo monologo di questo plutocrate ultra-miliardario che racconta a uno stupefatto amico come sia arrivato, da vero anarchico quale era ed ancora è, a liberarsi dal potere e dai soldi, dopo aver ottenuto, con caparbietà e senza scrupoli, l’uno e l’altro.Lui, figlio del popolo, si stacca a un certo punto dai suoi giovani compagni di lotta, che apostrofa a un certo punto come “le puttane della dottrina libertaria”, per percorrere l’unica via possibile verso l’emancipazione, quella della solitudine, della lotta del singolo contro tutti.”Pur con trentacinque anni di lavori alle spalle (alcuni dignitosi, altri meno) vivo ‘Il banchiere anarchico’ come un’opera prima. È il film che avrei sempre desiderato fare e finalmente ne ho trovato il coraggio – dice oggi a Roma Giulio Base, 24 titoli da regista e 34 da attore -. Ho vagheggiato a lungo la messinscena spoglia e da ‘ragion pura’ di questo pamphlet fulminante: la parola in palmo di mano al servizio di concetti sferzanti, primi piani alla ‘logica’ e non agli attori, sgombrando il campo da orpelli che potessero frenare l’altezza dei temi”. L’arte cinematografica, continua il regista-attore, nato a Torino nel 1964, “regala ancora la primitiva meravigliosa possibilità di esporre le inquadrature con dietro un’etica, se lo si vuole, ripulendole dalle scorie, se lo si ritiene. Da cinefilo inesausto amo gli attori così, le loro opere più delle mie. In questa, per me nuova, ottica di rigore desideravo quindi soprattutto restituire allo spettatore l’impegno di questo ossimorico titolo. Quello stesso della storia delle lotte di classe”.Una curiosità: il cinema Quirinetta di Roma riaprirà il 10 ottobre proprio con l’anteprima de ‘Il banchiere anarchico’ e anche il racconto di Pessoa ‘Il banchiere anarchico’ torna in libreria con Nova Delphi.
– Il 13 novembre prossimo, dopo Roma, anche a Milano aprirà una sala cinematografica dentro un ospedale. L’annuncio è stato dato oggi dall’Ad di Walt Disney Italia, Daniel Frigo, a margine della presentazione di un progetto di inclusione per insegnare l’inglese ai bambini con difficoltà motorie. La sala verrà aperta all’ospedale Maggiore di Niguarda il 13 novembre, e sarà non solo allestita ma anche sostenuta dalla programmazione di contenuti e dall’aiuto di volontari Disney.
Insieme alla scuola di lingue ‘Inlingua’ e al corso ‘Disney English’ (in genere disponibile su Disney Channel o in Dvd), invece, lo Spazio Vita di Niguarda diventerà sede di un innovativo metodo didattico e di inclusione che vede al centro bambini con difficoltà motorie quasi tutti per lesioni spinali dovute a incidenti stradali o agonistici. E ad affiancarli in queste lezioni ci saranno bambini che conducono invece una vita senza problemi, figli di dipendenti dell’azienda ospedaliera o dei residenti nel Municipio 9.
– L’attrice Ruby Rose, star della serie Black is the New Orange, è la celebrità più pericolosa da cercare online. Vuol dire che, sfruttando la sua popolarità e ovviamente a sua insaputa, gli hacker infilano trappole per gli utenti. Nella lista, che la società di sicurezza MacAfee compila da 12 anni, compaiono anche l’attrice francese Marion Cotillard, la prima e inimitabile Wonder Woman Lynda Carter, la star della reality tv Kourtney Kardashian e Amber Heard, attrice ed ex moglie di Johnny Depp. In Italia in cima a questa lista c’è Michelle Hunziker.
“Spesso privilegiamo la velocità e la semplicità a scapito della sicurezza e facciamo click su link sospetti che promettono contenuti sulle nostre celebrità preferite, come i nostri film, i programmi televisivi o le immagini”, spiega Antonio Gaetani, Director Partner Product Management di McAfee.
– TARANTO
– Spettacolari sequenze d’azione a Taranto durante le riprese di Six Underground, il film targato Netflix di Michael Bay con Ryan Reynolds, Melanie Laurent, Dave Franco, Manuel Garcia-Rulfo, Adria Arjona e Corey Hawkins. Città spaccata in due per l’apertura straordinaria del ponte girevole, uno dei due punti di accesso alla città nuova, e tantissimi curiosi ad assistere alle scene mozzafiato davanti al Castello Aragonese, davanti al quale si staglia lo yacht Kismet, uno dei più lussuosi al mondo. Tra i ciak più suggestivi quello con l’attore Manuel Garcìa Rulfo sul ponte girevole aperto, gli inseguimenti e le esplosioni sotto la sede del’ammiragliato. Il film ha un budget da 150 milioni di dollari e al momento è il più costoso mai prodotto da Netflix. Le riprese a Taranto proseguiranno fino al 6 ottobre. Nei giorni scorsi l’allestimento del set e le conseguenti limitazioni al traffico avevano suscitato le proteste di alcuni commercianti per le limitazioni allo svolgimento delle loro attività. [print-me title=”STAMPA”]
