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Ultimo aggiornamento 4 Ottobre, 2018, 11:45:18 di Maurizio Barra

DALLE 08:02 ALLE 11:45

DI GIOVEDì 04 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Petrolio in calo a 76,22 dollari
Brent scende a 86,13 dollari

Oro: in rialzo a 1.197 dollari l’onciaRecupera ancora lo 0,2%

Borsa: Tokyo, chiusura in calo (-0,56%)Indice Nikkei ritraccia sotto quota 24mila

Euro in calo a 1,1479 dollariYen a 131,23

Spread Btp Bund apre in calo a 274 puntiRendimento titolo decennale al 3,28%

Borsa: Asia in calo malgrado Wall StreetPrevista aperture in rosso per mercati Europa e Usa

Toyota con Softbank per auto autonomeLe due aziende condividono partecipazioni anche in Uber

Borsa Europa apre in lieve ribassoParigi perde lo 0,36% e Londra lo 0,27%

Borsa: Milano apre in calo dello 0,11%Indice principali titoli a 20.713 punti

Lo spread risale e tocca quota 280, borse europee in rossoA piazza Affari occhi puntati sul Def

Borsa Milano -0,5%, deboli le bancheMale Pirelli -4,6% e Salini (-5%). Astaldi non fa prezzo

Borsa: Europa in rosso, Parigi cede 0,8%Spread in salita a 281 punti. Occhi su ritocchi a def

,8%Casa: prezzi II trimestre +0,8%Istat, pesa usato. Per nuove crescita 1,6% tendenziale

Spread Btp-Bund torna sopra 280Tasso al 3,34%

Pirelli: scade lock-up Camfin, giù BorsaVendite sul titolo. Ma restano Tronchetti e altri con quota 11%

Borsa Milano cede lo 0,5%, rialzo banchePirelli in ribasso. Salini inverte rotta e cresce, boom Astaldi

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L’ARTICOLO

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Quotazioni del petrolio in ribasso sul mercato after hour di New York dove i contratti sul greggio Wti cedono 19 centesimi a 76,22 dollari al barile. Il greggio arresta così la sua corsa che lo aveva portato ai massimi da 4 anni sull’onda delle sanzioni Usa all’Iran. In calo anche il Brent che cede lo 0,2% a 86,13 dollari al barile.
– Tornano a salire le quotazioni dell’oro sui mercati asiatici e si mantengono sul crinale dei 1.200 dollari l’oncia. Il lingotto con consegna immediata recupera ora lo 0,2% e sale a 1.197 dollari l’oncia

– TOKYO

– La Borsa di Tokyo azzera i guadagni di inizio seduta e conclude le contrattazioni in calo, con gli investitori che fanno scattare le prese di profitto dopo i recenti rialzi dell’indice, non lontano dai massimi in 27 anni.
Il Nikkei cede lo 0,56% a quota 23.975,62, lasciando sul terreno 135 punti. Sul mercato valutario lo yen è poco variato sul dollaro a 114,30, e sulla moneta unica a un valore di 131,20.
– L’euro è in calo sul dollaro in avvio degli scambi in Europa: la moneta unica europea passa di mano a 1,1479 dollari contro il valore di 1,1514 ieri dopo la chiusura di Wall street. Contro lo yen l’euro è a 131,23

– Lo spread tra Btp e Bund apre in calo a 274 punti base dai 283 della chiusura di ieri. Il rendimento del Btp decennale è al 3,28%.
– Borse asiatiche ancora sotto pressione, nonostante la chiusura positiva di Wall Street, spinta dai dati positivi su lavoro e sul settore dei servizi. A pesare sui mercati sono ancora i rischi legati alla guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina. Tokyo ha chiuso in calo dello 0,56%, con gli investitori che hanno fatto scattare le prese di profitto dopo i recenti rialzi. Sul mercato valutario lo yen è poco variato sul dollaro a 114,30,e sulla moneta unica a un valore di 131,20. Chiusi per festività i listini cinesi.
Hong Kong cede l’1,8%. Male anche Seul, in calo dell’1,5%, e Mumbai (-0,43%), mentre Sidney guadagna lo 0,46%. I futures indicano aperture al ribasso sia per i listini del Vecchio Continente sia per Wall Street. Fra i dati attesi in giornata, quelli americani sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, sugli ordinativi industriali e di beni durevoli in agosto.
– TOKYO

– La casa automobilistica Toyota e l’operatore giapponese delle telecomunicazioni Softbank siglano un accordo per collaborare nel settore avanzato della guida autonoma e nei servizi di mobilità. Lo hanno annunciato i rispettivi numero uno delle aziende nel corso di una conferenza di presentazione. “Con questa alleanza inizia una nuova era che garantirà una mobilità senza precedenti”, ha detto l’amministratore delegato di Softbank Masayoshi Son.
– Apertura in lieve ribasso per le principali Borse europee. Milano ha avviato le contrattazioni in calo dello 0,11% a 20.713 punti, Francoforte in perdita dello 0,1% a 12.275 punti. Più pesanti i ribassi di Parigi (-0,36% a 5.471 punti) e Londra che, dopo i primi scambi, lascia sul terreno lo 0,27% a 7.500 punti.
– MILANO

– Apertura in calo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni con una perdita dello 0,11% a 20.713 punti.
Mercati in altalena con lo spread tra Btp e Bund torna sopra i 280 punti base, a 282, dopo un’apertura in netto calo che l’ha visto toccare un minimo a 272 da 283 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale è al 3,34%.Borse europee in rosso, con Parigi che cede lo 0,8%, Francoforte e Londra lo 0,7%, Madrid e Milano lo 0,5%. L’euro è in calo e vale 1,149 dollari, contro l’1,15 di ieri dopo la chiusura di Wall street. In Piazza Affari occhi puntati sul governo e i ritocchi alla nota di aggiornamento al Def.

– Primi scambi in terreno negativo per Piazza Affari, che cede lo 0,5% a 20.620 punti. Dopo l’annuncio di un interesse da parte di Salini (-5%), Astaldi non fa prezzo con un rialzo teorico del 15%. Male anche Pirelli (-4,6%), dopo la scadenza degli impegni di lock-up assunti da Camfin. Debole il settore banche (-0,2% l’indice di comparto), con Unicredit che cede lo 0,6%, banco lo 0,5%, Ubi lo 0,15%. Piatte Intesa e Carige. Sale Mps (+0,5%).
– Borse europee in rosso, con Parigi che cede lo 0,8%, Francoforte e Londra lo 0,7%, Madrid e Milano lo 0,5%. L’euro è in calo e vale 1,149 dollari, contro l’1,15 di ieri dopo la chiusura di Wall street. In Piazza Affari occhi puntati sul governo e i ritocchi alla nota di aggiornamento al Def. Lo spread è in salita a 281 punti base, dopo aver aperto a 274.
– L’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie nel secondo trimestre 2018 aumenta dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,2% nei confronti dello stesso periodo del 2017 (era -0,5% nel primo trimestre 2018). E’ quanto emerge dai dati dell’Istat che precisa come la lieve flessione tendenziale è da attribuire esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -0,7%, in attenuazione dal -1,0% del trimestre precedente. I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale passando dal +1,0% del primo trimestre del 2018 al +1,6% del secondo trimestre del 2018. Questi andamenti si manifestano in presenza della conferma di una fase di crescita dei volumi di compravendita (+5,6% l’incremento tendenziale registrato per il secondo trimestre del 2018 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).
– Lo spread tra Btp e Bund torna sopra i 280 punti base, a 282, dopo un’apertura in netto calo che l’ha visto toccare un minimo a 272 da 283 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale è al 3,34%.
– Gli impegni di lock-up (cioè a non vendere) assunti da Camfin nell’ambito della quotazione di Pirelli sono scaduti e alcuni soci usciranno ma la holding non si scioglie e Marco Tronchetti Provera & C, Fidim, Massimo Moratti e Finanziaria Alberto Pirelli si sono impegnati a rimanere nell’azionariato per altri tre anni con una quota nel complesso superiore all’ 11%. L’intenzione di vendere espressa dagli azionisti di Camfin (Yura International, Vittoria Assicurazioni e Manzoni) e le riflessioni sul da farsi da parte di Unicredit penalizza il gruppo di pneumatici in Borsa dove il titolo perde il 4,5%.
– Lo spread a 279 punti, in calo rispetto ai 283 della chiusura di ieri, dà fiato alle banche, che in Piazza Affari sono in crescita (+0,75 il Ftse di comparto). Salgono di più le piccole, con Carige che guadagna l’1,6% e Mps l’1,8%, ma anche per le grandi prevalgono gli acquisti: Banco Bpm cresce dell’1,5%, Intesa dello 0,8%, Ubi dello 0,4%, Unicredit dello 0,37%. Ancora sotto pressione Pirelli (-4,6%), dopo la scadenza degli impegni di lock-up (cioè a non vendere) assunti da Camfin e per un downgrade di Ubs. Con l’interessamento di Salini Impregilo, che ha invertito la rotta e sale dello 0,3%, continua il boom di Astaldi (+8,5%).
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