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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 29 minuti

Ultimo aggiornamento 5 Ottobre, 2018, 01:35:23 di Maurizio Barra

DALLE 10:40 DI GIOVEDì 04 OTTOBRE 2018

ALLE 01:35 DI VENERDì 05 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

‘Just/Art’ racconta cambiamenti sociali
Ottanta giovani creativi al Festival di Internazionale a Ferrara

Il ’68 spagnolo tra Pop y protestaDalle piazze a Carrà-Bosé, incontri, film, mostre

Helen Mirren è l’imperatrice Caterina di RussiaMega produzione Sky-Hbo in 4 parti, in Italia nel 2019

Scanu, in 10 anni tanti ‘vaffa’ ma non ho bai detto bastaEsce nuovo album per festeggiare traguardo,15/12 concerto Natale

La guerra di Spagna nello sguardo fascistaDopo Barcellona e Bilbao esposizione a Roma, dal 5/10 al 18/11

Sarto subito! Manuale taglio e cucitoFai-da-te e upcycling per stile etico, nel libro di A. Saccavini

Amoroso, siamo tutti uguali senza differenzeEsce l’album ’10’, 14 inediti in cui racconta la sua maturazione

ogoHarrow, serie crime su medico patologoSu FoxCrime dal 5 ottobre in prima serata

Impressionisti, show di luci e coloriA Roma percorso multisensoriale tra arte e tecnologia

Vuitton celebra Roma con i disegni di HymanCento opere illustratore americano a Palazzo Poli 5/10-11/11

Mary Poppins torna in scena a MilanoParte del ricavato destinata a progetti Fabbrica del Sorriso

Necropoli longobarda sul Doss TrentoScoperta nel corso di lavori per ampliamento Museo degli alpini

Torna Romics, fumetti e games a RomaTantissimi ospiti da Marco Gervasio a Simonetta Agnello Hornby

Imagine Dragons, 9/11 esce nuovo albumDal titolo Origins, naturale seguito del precedente disco Evolve

Benetton entra nel mondo degli occhialiLancio prima linea di occhiali da sole con Mondottica

anaMet, l’arte dei nativi è arte americanaMai più marginalizzata. Little Big Horn con occhi di chi c’era

20 anni Harry Potter in mostra a NYAlla New York Historical Society, Rowling apre il suo archivio

Tesori arte banche, il 6/10 porte aperteIn 59 città visite guidate in 107 sedi di istituti e fondazioni

Sophie Richie posa per campagna MackageScatti di Picard a figlia di Lionel Richie e Christian Hogue

Dodi Battaglia, esce album live Dodi DayAnticipa nuovo tour “Perle – mondi senza età” al via il 26/10

Fiorello torna su Radio Deejay con Il Rosario della SeraIn onda alle 19 da lunedì 15 ottobre

L’Oreal prima in parità genere in EuropaTra 3000 aziende Equileap certifica italiane Intesa, Enel, Snam

Si riaprirà scrigno affreschi dei MediciSala Bona con pitture Poccetti è chiusa. Donazione 1 mln dollari

Aznavour, il 5/10 l’omaggio a ParigiMacron apre celebrazioni, evento aperto al pubblico

Rita Hayworth immagine simbolo TffOmaggio all’attrice nel centenario della sua nascita

Michelangelo, al cinema torna in salaFilm con Lo Verso, sul grande schermo il 19 e 20/11

Servillo, porto Jack London nel cuore dei bambiniAttore è voce narrante cartoon Zanna Bianca, in sala da 11/10

Notti Magiche di Virzì, crepuscolo di un’epoca /TRAILERGiallo ambientato a Roma durante finale Italia ’90 evento Festa Cinema e sala 8/11

Festa a sorpresa 50 anni carriera AvatiAl teatro di Budrio 600 ospiti tra attori, musicisti e amici

L’Amica geniale in sala, al primo postoEvento 1-2-3 ottobre vicino a 500mila euro, a novembre in tv

Film di Godard al Milano Film FestivalE tante proposte fra cui i cortometraggi e The Big Lebowski

10 anteprime per l’Italia a ScoprirMostra del Cinema Iberoamericano a Roma dal 12 al 14 ottobre

Imagine, restaurato film Lennon e YokoEvento 8-9-10 ottobre, 15 minuti inediti vita e musica immortali

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L’ARTICOLO

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FERRARA

– Oltre 80 giovani artisti, provenienti da Italia, Francia, Bosnia ed Erzegovina, raccontano i cambiamenti sociali in Europa: 64 loro opere saranno presentate in anteprima al Festival di Internazionale, a Ferrara, dal 5 al 7 ottobre nella mostra ‘Just/Art’. Attraverso tre linguaggi artistici – cinema, fumetto, fotografia – ‘Just/Art’ tratta tematiche connesse a legalità, giustizia e solidarietà per raccontare storie vere e vissuti dei tre Paesi coinvolti, con l’obiettivo di diffondere valori e buone pratiche.
I lavori in mostra sono stati realizzati nell’ambito del progetto ‘Artists@Work. Creativity for Justice And Fairness in Europe’, promosso dalla Fondazione Unipolis. I giovani creativi sono stati selezionati attraverso una call internazionale e poi accompagnati da artisti professionisti. In Italia, in particolare, il progetto ha visto il regista Bruno Oliviero e il disegnatore Pietro Scarnera, con la squadra di Cinemovel Foundation, guidare film-maker, fumettisti e illustratori nella realizzazione dei propri lavori, con particolare attenzione alle nuove forme di narrazione e alla crossmedialità dei linguaggi artistici.

– Il fenomeno politico delle utopie e l’influenza sui movimenti sociali attuali. La Guerra Fredda, le contestazioni in piazza, ma anche l’esplosione della cultura pop. A cavallo tra due paesi così vicini eppure, al tempo, così differenti, come Spagna e Italia. A 50 anni dal quel vento di protesta giovanile che cambiò per sempre il mondo e nel pieno di un anno di celebrazioni, il ’68 rivive in Pop y Protesta (1968-2018), due mesi di dibattiti, cinema, musica, letture e mostre, da Milano a Salerno, voluti dall’Ambasciata di Spagna, in coproduzione con Fondazione Musica per Roma.”Ogni anno, in occasione del 12 ottobre, Festa nazionale spagnola, ci concentriamo intorno a un tema – spiega il consigliere culturale dell’Ambasciata, Jon De La Riva – Lo scorso anno era il cammino di Santiago, il prossimo sarà la Cultura capitale, in omaggio a Matera. Quest’anno raccontiamo cosa è accaduto tra un paese sotto la dittatura di Franco e un altro democristiano, ma con un Partito comunista fortissimo, mentre con coraggio si protestava per chiedere una società diversa”.”Dobbiamo aprire le orecchie per capire cosa è accaduto nel mondo in questi 50 anni di cultura e arte – commenta l’ad di Musica per Roma, José R. Dosal – Non si può dimenticare quello che il ’68 ha significato per la Spagna, l’antica Cecoslovacchia, Parigi, il Messico”. Ad aprire il programma è dunque, il 10 ottobre, il dibattito su Il patrimonio del ’68. Utopie e realtà (Studi Storici Gaetano Salvemini di Torino), ma si parlerà anche del ’68 nel giornalismo in Spagna e in Italia (Istituto Cervantes, Roma); degli esiliati spagnoli in Italia (Reale Accademia di Spagna, Roma) e delle utopie del ’68 oggi (Cervantes, Roma). Senza prescindere dalla grande rivoluzione pop-culturale, arrivata dagli Stati Uniti anti-guerra del Vietnam e dall’Inghilterra della Swinging London e fiorita poi nella Dolce Vita, nel nuovo cantautorato spagnolo, nella minigonna esibita contro una società ancora fortemente maschilista. Ecco allora che saranno due icone ‘contese’ da Italia e Spagna, come Lucia Bosé e Raffaella Carrà, le protagoniste il 13 ottobre all’Auditorium Parco della musica di Roma: insignite dell’Onorificenza al Merito Civil a nome Felipe VI e poi al dibattito moderato da Alaska e Gabriella Carlucci, con Paco Clavel, Juan Sanchez, Alejo Stivel.”Forse proprio perché Franco era così chiuso verso gli Usa – prosegue De La Riva – in quegli anni abbiamo vissuto una forte apertura verso l’Italia. Siamo cresciuti con Pasolini, Visconti, Fellini: una cultura popolare che aveva un suo messaggio di protesta”. L’arte spagnola anni ’50 e ’60 sarà poi al centro della mostra La poetica tra astrazione e figurazione (Cervantes, Roma), mentre l’argentino Marcelo Brodsky racconta ‘1968, il fuoco delle idee’ in 40 scatti rilavorati oggi, dal massacro di Tlatelolco alle manifestazioni meno note di Madrid, Melbourne o Dakar (Real Academia de Espana, Roma). Fino alla VII Mostra del Cinema Iberoamericano, con otto documentari recuperati dal Centro de Estudios Mexicanos en Espana e dal Cervantes (12-14 ottobre, Casa del Cinema di Roma e 17-18 ottobre Università di Salerno).

Helen Mirren nei panni dell’imperatrice Caterina nei suoi alloggi privati ricostruiti sulla base dei palazzi russi originali e circondata da copie, create per l’occasione, dei quadri presenti all’Ermitage. E’ la primissima immagine diffusa della grande attrice premio Oscar, nelle vesti di una delle figure femminili più potenti di tutti i tempi nella produzione originale Sky e HBO, Catherine the Great, serie le cui riprese sono in corso, ambientata nella sfarzosa ma politicamente spietata corte russa del 18/mo secolo.In una corte scintillante e assetata di potere, accanto alla vincitrice del premio Oscar©, vedremo Jason Clarke (Zero Dark Thirty) nel ruolo di Potemkin, lo statista preferito di Caterina oltreché comandante militare e amante, la vincitrice del Bafta Gina McKee (Bodyguard), che interpreta la Contessa Bruce, amica e confidente di tutta una vita, e Rory Kinnear (The Imitation Game) nei panni del ministro Panin, abile uomo politico, consigliere del figlio ed erede di Caterina, Paolo I (Joseph Quinn). Anche Richard Roxburgh (Moulin Rouge) si unisce al cast nella parte di Grigory Orlov, uno degli ex amanti di Caterina che, con suo fratello Alexei Orlov (interpretato da Kevin R McNally, Unforgotten), ha orchestrato il colpo di stato che ha portato Caterina al potere.La serie, in quattro parti, che attualmente viene girata in palazzi e set in Russia, Lettonia e Lituania, racconta gli ultimi anni del lungo regno di Caterina, durato 34 anni, durante i quali l’imperatrice ha costruito la reputazione della Russia come una delle grandi potenze dell’Europa. Il cast al completo include Clive Russell (Il Trono di Spade) nel ruolo di The Fool, Sam Palladio (Nashville) che interpreta il giovane amante di Caterina Alexander Vasilichikov, Lucas Englander (Genius) nel ruolo del luogotenente Mirovich, Antonia Clarke (Les Misérables) nei panni della Principessa Sofia, Paul Ritter (Friday Night Dinner) nel ruolo del generale Suvorov, Paul Kaye nei panni di Pugachev, Thomas Doherty come Peter Zavadovsky, Raphael Acloque che interpreta Platon Zubov, James Northcote come Alexander Bezborodko ed Andrew Rothney come Alexander Dmitriev-Mamonov.Scritta da Nigel Williams (Elizabeth I) e diretta dal regista vincitore di BAFTA ed Emmy Philip Martin (The Crown), Catherine the Great è prodotta da Origin Pictures e New Pictures. È il terzo progetto frutto della partnership tra Sky e HBO per lo sviluppo di produzioni globali di alto livello. La serie verrà trasmessa nel 2019 su Sky Atlantic in Italia, ma anche nel Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e Spagna. Sky Vision gestirà la vendita e la distribuzione internazionale.

“Nessun rimpianto, nessun rimorso”. E dalla sicurezza con cui lo dice, c’è da credergli: Valerio Scanu festeggia 10 anni di carriera (era il 5 ottobre 2008 quando, appena diciottenne, si sedeva ad uno dei banchi nella scuola di Amici, il talent di Canale 5) con un disco di inediti (Dieci, appunto, che esce il 5 ottobre per la sua etichetta NatyLoveYou) e una sicurezza ormai da uomo fatto, raggiunta anche tra alti e bassi.”Dieci anni fa entravo ad Amici, che ha segnato l’inizio. Ma tappe fondamentali a livello artistico sono state anche i due festival di Sanremo (il primo nel 2010 vinto con Per tutte le volte che) e Tale e quale Show, che è stato una sorta di riscatto dopo un momento difficile”, racconta ripercorrendo mentalmente la sua carriera. “Certo, a guardarmi indietro, e a guardare quello che ho fatto, sembrano ben più di 10 anni. Non mi sono mai fermato, ma non mi pesa. E rifarei più o meno tutto quello che ho fatto, anche dire quello che penso, sempre e comunque”.Una schiettezza di cui va fiero e che lo ha portato a chiudere i rapporti in maniera burrascosa con Maria De Filippi (con tanto di avvocati e tribunali per certe affermazioni passate che la zia Mary non ha gradito), a decidere di lasciare le major discografiche per autoprodursi e ad andare dritto per la sua strada. “Sono sempre stato uno che voleva sapere, che non firmava in bianco, insomma uno un po’ rompi. E qualche bastone fra le ruote me lo hanno messo. Nonostante questo, non ho mai pensato di dire basta. I vaffa, anche tanti, sì, ci sono stati, li ho detti, ma non ho mai pensato di lasciare la musica. Anche quando sono stati preferiti altri a me”. Il riferimento è, evidentemente, a qualche ex collega di talent (non è il solo a festeggiare i 10 anni di carriera), anche se lui preferisce glissare.Preferisce, piuttosto, concentrarsi sul nuovo album (e sugli esami all’università che ha cominciato da poco), in cui torna il sodalizio con Pierdavide Carone (anche lui ex di Amici), autore del brano che gli regalò il successo al Festival, nel singolo Inciampando dentro un’anima: “Tempo fa gli dissi che avevo in mente un disco per i miei 10 anni di carriera e gli chiesi se aveva qualcosa per me, che fosse però la sua chiave di lettura su di me. Ho fatto così anche con gli altri autori (tra i quali ci sono Tony Maiello, Saverio Grandi, Diego Ceccon). Lascio totale libertà alla loro ispirazione a creatività”. Dieci è un disco che parla d’amore “in tante sfaccettature diverse. Quando le canzoni non parlano d’amore, parlano di sociale. Ma in fondo anche il sociale è una forma d’amore”, spiega ancora Scanu che aggiunge “siamo la somma delle nostre esperienze, siamo ciò che ci è successo nella vita”.In attesa di un tour nel 2019, Valerio comincerà a far vivere le nuove canzoni dal vivo nel consueto concerto di Natale, in programma il 15 dicembre all’Auditorium Parco della Musica a Roma. “E’ diventato ormai un appuntamento fisso. Il Natale mi piace”. Intanto da domani (il via da Milano), e fino al 18 ottobre, sarà impegnato a incontrare i suoi fan in giro per l’Italia. E fra 10 anni? “E’ un segreto che scriverò nella bottiglia che affiderò al mare”.

– I nemici ‘rossi’ mostrati sempre in fuga, crudeli, morti o sconfitti; donne repubblicane rappresentate come ‘megere’ al contrario di quelle a sostegno dei golpisti di Franco, definite amorevoli, buone e belle; i bambini visti da vittime dei nemici o in versione ‘militarizzata’. Sono fra le strade della propaganda di regime, che ha seguito in maniera massiccia, con fotografi, cineoperatori e la diffusione di ‘proto fake news’, la partecipazione fascista alla Guerra Civile spagnola (1936-39). Un capitolo del conflitto poco esplorato che dopo 80 anni è protagonista in ‘Fu la Spagna!’ la mostra fotografica a ingresso gratuito che dopo il successo ottenuto a Barcellona e Bilbao arriva a Roma, al Teatro dei Dioscuri del Quirinale, dal 5 ottobre al 18 novembre.Organizzata da Istituto Luce Cinecittà e Centro di studi del cinema Italiano di Barcellona, prodotta dal Museo d’Historia de Catalunya, l’esposizione presenta 300 fotografie con percorsi in tre colori: il verde per quelle apparse sulla stampa illustrata, con pubblicazioni come La domenica del Corriere e Tribuna Illustrata, che si sbizzarrivano anche in creazioni di pura fantasia al servizio degli obiettivi fascisti; il bianco per gli scatti dai soldati e il rosso per le immagini realizzate dalle istituzioni militari. La selezione è stata fatta fra oltre 20 mila fotografie, studiate e catalogate, in un lavoro decennale, attraverso una ricerca in una ventina di archivi. “Mostriamo la punta dell’iceberg del materiale che abbiamo trovato”, dice Daniela Aronica, curatrice di ‘Fu la Spagna!’ con Andrea Di Michele.Il sottotitolo dell’esposizione, ‘Lo sguardo fascista sulla guerra civile spagnola’, racchiude l’incrociarsi dei punti di vista, più o meno convergenti, sul conflitto nel quale Mussolini inviò complessivamente in poco meno di tre anni 80 mila uomini. Un intervento mascherato all’inizio come spedizione di volontari. “La Germania non inviò uomini sul campo, solo armi e mezzi, oltre all’intervento dell’aviazione, e Franco avrebbe voluto lo stesso dall’Italia – ricorda Daniela Aronica – ma Mussolini vide in quella guerra la possibilità di avere di diritto un protettorato nel Mediterraneo”. Quella in Spagna “è la prima guerra ideologica intesa in senso moderno raccontata a un pubblico di massa”. I responsabili della propaganda “si sono installati immediatamente nel Paese insieme ai soldati, operando una mistificazione continua delle immagini”. Il Duce poi “vistava di persona molte foto e guardava tutti i cinegiornali” dice la curatrice. La volontà fascista, allora, di un racconto univoco oggi ne evidenzia le contraddizioni: la mostra è un viaggio fra distruzione e surreali immagini di prigionieri, descritti nella didascalia dell’epoca come felicissimi di fare il saluto romano; vedove italiane di guerra affrante davanti all’Altare della Patria e bambini tra le macerie; eroi e martiri a misura di racconto popolare e verità improvvise come quella nell’immagine di un’infermiera che ostenta compassione a favore di camera, non accorgendosi dello sgomento che traspare dagli occhi del soldato ferito.E non mancano Mussolini e Franco “fra i quali i rapporti erano tesissimi, perché per quella guerra avevano obiettivi diversi”. Un conflitto di 80 anni fa che si ricollega in modo stretto anche all’attualità: “Quello in Spagna è un golpe militare fallito – sottolinea Daniela Aronica – che diventa una guerra civile internazionalizzata. Né più né meno come ciò che è successo in Siria”.

– I nostri armadi scoppiano, ma una soluzione per far rivive i nostri abiti è quella di reinventarli. Torna in libreria Alberto Saccavini, esperto di sostenibilità della moda, con il nuovo manuale per diventare “Sarto subito!”, come indica il titolo, edito da Altreconomia.
Anche senza “avere la stoffa”, ma studiando tutte le tecniche di taglio e cucito, dai punti base alle piccole riparazioni, fino alle istruzioni per realizzare in autonomia abiti e accessori fai-da-te o per dare nuova vita ai vestiti vecchi con progetti di upcycling. Saccavini non solo invita a riappropriarci del “saper fare” e a rinnovare l’armadio risparmiando, ma spiega anche perché è tempo di “dare un taglio agli acquisti compulsivi e ai capi della fast fashion, un sistema insostenibile per l’ambiente e per i lavoratori”.
La rivoluzione corre dunque sul filo. Il manuale per diventare “stilisti di se stessi” insegna ad appropriarsi di tutte le principali tecniche sartoriali, con oltre 50 progetti di facile realizzazione.
– Apertamente felice, artisticamente e sul piano familiare, compreso eccome il compagno produttore Stefano Settepani non solo con mamma, papà e le due sorelle, legata come non mai con i suoi fan che lei chiama la Big Family, uguale a se stessa come rivendica anche nel singolo uscito in anteprima ad agosto, è una raggiante Alessandra Amoroso quella che presenta l’album ’10’ in uscita il 5 ottobre.Un’artista però più matura che insiste sui suoi valori – l’amore, l’amicizia, la positività, la solidarietà – ma che si guarda anche intorno e spiega in conferenza stampa: “siamo tutti uguali senza differenza di sesso, di colore, di razza, di religione”. Il dieci riprodotto graficamente sulla copertina, ricca di colori (un altro must), del cd rappresenta un Io: ma la cantante del nuovo pop italiano non intendeva fare un ‘best of’ per parlare di sé, al contrario ha voluto celebrare il rapporto con il suo pubblico costellato di 27 dischi di platino e nato una decade fa nel talent di Maria De Filippi ‘Amici’. Quattordici inediti fra cui il brano ‘La Stessa’, che è uscito il 12 agosto scorso giorno del suo compleanno, a cui segue nel giorno del lancio il nuovo singolo ‘Trova un modo’.Davvero simpatica la grande sorpresa in serbo per gli iscritti ai fan-club: ciascuno riceverà in regalo un cofanetto con lettera personalizzata, cd e biglietto per una data del tour. Tour che parte il 5 marzo da Torino e girerà una per una le 20 regioni d’Italia: “una scelta presa nonostante a volte la difficoltà di trovare le giuste location, ma che ho fatto volentieri perché voglio davvero raggiungere in tutta Italia chi mi segue con affetto”, sottolinea. Short e giacchino marroni su una camicetta beige ricca di pizzi, originale chignon in testa, tatuaggio con un teschio stile messicano (rappresenta paradossalmente una festa) in vista su una gamba, Alessandra, 32 anni, sprizza contentezza da tutti i pori e tra l’altro vede dei figli nel suo futuro: “sono davvero in un momento felice, vivo emozioni, mi sembra di vivere a colori, è come un nuovo anno di vita con tante cose belle e una sorta di rinascita – dice allegra -. Penso di poter arrivare al cuore delle persone con parole semplici come in ‘Ogni santissimo giorno’ che ho contribuito a scrivere con Daniele Magro”.”Per vivere oggi ci vuole davvero forza e coraggio (titolo di un altro pezzo, ndr), ma davvero siamo tutti uguali sotto il cielo di Dio”, aggiunge rispondendo a una domanda sul tema migranti e su quello dell’omosessualità.

– Un patologo forense di fama internazionale molto sui generis, che riporta in tv la figura del medico legale dopo tanti illustri predecessori: Harrow è la nuova serie crime in prima assoluta da 5 ottobre alle 21:00 su FoxCrime (Sky, 116) e prende il titolo dal suo affascinante e carismatico protagonista, Daniel Harrow (Ioan Gruffud uno dei protagonisti de I Fantastici 4). Fra le tante peculiarità di Harrow, il nostro protagonista è un cinefilo incallito e con i piedi sul lettino autoptico si proietta capolavori western – “non si disturba mai chi guarda Mezzogiorno di fuoco”, risponde seccato – che denotano la sua passione per i personaggi tosti che non si piegano mai e vanno avanti per la loro strada a qualsiasi costo. Lo sceriffo Kane (Gary Cooper), è l’idolo di Harrow: lotta da solo contro un sistema le cui falle permettono di farla franca ai criminali.
– Luci, colori, musica e profumi da vivere con tutti i sensi, in uno show multimediale che racconta la storia di alcuni pittori geniali e l’audacia del loro stile, con il quale cambiarono per sempre la storia dell’arte. Sembra di poter vivere davvero l’affascinante atmosfera della Parigi bohémien del XIX secolo, così traboccante di modernità, creatività e innovazione, nella mostra “Impressionisti francesi. Da Monet a Cézanne”, dal 5 ottobre al 5 gennaio nelle Sale del Palazzo degli Esami a Roma.Mescolando sapientemente arte e tecnologia, l’esposizione rende omaggio alla rivoluzione messa in atto da Toulouse-Lautrec, Pissarro, Degas, Monet, Manet, Renoir, Cross, Signac e Cézanne, maestri passati alla storia per essere riusciti a fermare sulla tela, con il pennello e la loro sensibilità, istanti di vita, dalle meraviglie della natura ritratta en plein air al brulicare delle strade e dei caffè parigini. Dopo una prima parte più divulgativa, in cui alcuni pannelli illustrano il contesto storico e le biografie dei singoli pittori, la mostra cambia registro e diventa più coinvolgente: ecco allora irrompere ovunque – dal pavimento alle pareti – opere celeberrime, da “Impression, soleil levant” di Monet a “Le déjeuner des canotiers” di Renoir, da “Les baigneurs” di Cézanne a “Bal au Moulin Rouge” di Toulouse-Lautrec. Capolavori vissuti a 360 gradi, scomposti e ingranditi, proiettati nella piena vividezza dei colori e nel contrasto tra luci e ombre, ad amplificarne l’immediatezza dello stile e ogni minimo dettaglio delle pennellate. In un percorso di circa un’ora diviso in due maxi sale, accompagnati dalle musiche di Debussy, Cajkovskij, Ravel e Offenbach, i visitatori possono scoprire (anche sedendosi su grandi cuscini per una visione più comoda e contemplativa) il modo in cui gli Impressionisti francesi “sentivano” il mondo che osservavano con gli occhi.E proprio grazie alla tecnologia Sensory4, un sistema integrato con proiettori ad alta definizione, una grafica multi canale e un suono surround, ogni tela proiettata su scala immensa avvolge letteralmente il pubblico, che di fatto si trova immerso nell’opera d’arte. Dopo il grande successo di “Van Gogh alive”, a Palazzo degli Esami arriva dunque ancora una mostra, ideata e promossa da Grande Exhibitions, che coniuga spettacolarità e approccio didattico e che si propone di cambiare l’esperienza della fruizione artistica, anche per attirare nuovo pubblico. “La mostra, che si adatta perfettamente agli spazi di Palazzo degli Esami, vuole essere un viaggio interiore: non presenta pezzi originali ma ricrea lo spirito del tempo, che è cosa molto difficile”, spiega oggi il curatore Giancarlo Bonomo, “questo tipo di visione, con le opere gigantesche, è di certo complementare alla conoscenza del quadro originale, ma dà un’emozione pensata per le nuove forme di comunicazione e per un nuovo pubblico”.

Ispirato dall’atmosfera sorniona della città, dai monumenti che raccontano di una grandezza che fu e dalle architetture uniche di Roma, l’illustratore americano Miles Hyman ha realizzato 100 disegni che tracciano l’atmosfera e la vita quotidiana della Città Eterna. Un viaggio attraverso i disegni firmati dall’artista su incarico della maison Louis Vuitton, che vuole rendere omaggio alla capitale, attraverso le affascinanti illustrazioni realizzate per la collana Travel Book Louis Vuitton, una raccolta presentata in una mostra a Palazzo Poli, sede dell’Istituto Centrale per la Grafica, in programma dal 5 ottobre all’11 novembre.Hyman ha trascorso un periodo nella capitale con gli occhi rivolti verso il cielo romano, puntati su un dettaglio architettonico, sul volto di una passante, su un portone di Trastevere o sulla cupola di una chiesa di piazza Navona. Ne è scaturito un invito al viaggio reale e virtuale, arricchito da stimoli intellettivi e momenti intensi, che regala ai lettori una visione inedita della città. Roma risponde all’approccio di Hyman offrendo la propria bellezza senza filtri, diventando energica e dinamica, caricata di una fuggevole bellezza, gioiosa, ricca di elementi poetici nella sua vita di tutti i giorni.”La tavolozza romana mi ispira tantissimo! – afferma Hyman – La sua luce, prima di tutto, ma anche i suoi colori speciali, hanno sortito un graduale incantesimo su di me: le facciate, con le loro sfumature di ocra, giallo oro, azzurro e turchese, per non parlare della vasta gamma di rossi, uno più ricco dell’altro. Colori brillanti e profondi che influenzano l’artista in modo inconfondibile. Roma fa parte di quelle città che esigono tempo in loro compagnia prima di poterne captare il fascino. Ma attenzione: quando le ami, quando le capisci e ne percepisci l’anima così unica, allora è un vero colpo di fulmine, un amore appassionato ed eterno”.Miles Hyman è un illustratore di periodici e romanzi, la maggior parte gialli, scrive inoltre storie a fumetti. Dai suoi disegni si evince che avrebbe potuto essere uno scrittore con uno stile tra quello di F. Scott Fitzgerald e Joseph Conrad, oppure un regista cinematografico. Il suo mondo evoca un certo tipo di letteratura, per lo più quella americana, che egli stesso ha contribuito a rendere famosa con i suoi adattamenti. Le illustrazioni per la versione a fumetti di The Black Dahlia di James Ellroy rimangono un modello nel suo genere, approvate dallo stesso maestro. Nei libri di Miles Hyman, il lessico è quello di un regista attratto dai misteri delle ombre e della luce: campi e controcampi, primi piani e ampie vedute, sono il suo biglietto da visita.

– Un vento dall’est torna a soffiare su Milano, portando con sé Mary Poppins al Teatro Nazionale.
Dopo il successo ottenuto tra febbraio e maggio, torna in scena dal 5 ottobre il musical diretto da Federico Bellone, prima produzione italiana dello spettacolo basato sulle storie di P.L.
Travers e sul film Disney, con le celeberrime canzoni dei fratelli Sherman e nuovi brani, che debuttò a West End nel 2004.
In questa nuova stagione WEC – World Entertainment Company e Mediafriends Onlus hanno stretto un sodalizio fra lo spettacolo e la 15/a edizione della Fabbrica del Sorriso, la raccolta fondi che offre ai bambini, in Italia e nel mondo, una possibilità per uscire da povertà, disagio ed emarginazione.
Parte del ricavato di ‘Mary Poppins – Il musical’ sarà destinata a quattro progetti di Fabbrica del Sorriso 2018, tra cui ‘A regola d’arte’, ideato e promosso da Mediafriends in partnership con AS Rugby Milano, Song Onlus, Ciai Onlus e ActionAid.
Il progetto si propone di favorire integrazione e crescita sociale dei ragazzi dei quartieri disagiati delle città italiane con un’offerta formativa basata su rugby e musica.

– TRENTO

– Una necropoli di epoca longobarda con 13 sepolture, sia di adulti che di bambini, con oggetti di corredo di notevole prestigio, è emersa sul Doss Trento, nel corso delle operazioni di controllo archeologico preliminari alla realizzazione dell’ampliamento del Museo nazionale storico degli Alpini, che sorge sull’area già occupata dalla polveriera fortificata austro-ungarica.
Si tratta – osservano gli esperti – di ritrovamenti importanti, che qualificano quest’area come fulcro delle vicende storiche che si sono succedute nella conca di Trento.
L’indagine archeologica è coordinata scientificamente dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza provinciale per i Beni culturali e condotta sul campo da Cora Società Archeologica. Alla documentazione delle sepolture con tecniche fotografiche 3D ha collaborato la Fondazione Bruno Kessler.
– Da Marco Gervasio, storico autore Disney, all’opera sui celebri Fantomius e Papertotti, a Charlotte Gastaut, talento d’eccezione tra moda e illustrazione.
Da Diabolik visto da Sergio Zaniboni a Simonetta Agnello Hornby che con George Hornby e Mariolina Camilleri presenta il suo libro Rosie e gli scoiattoli di St. James (Giunti). Dai giallisti e autori noir Matteo Strukul, Marcello Simoni e Romano De Marco a Chris Warner che ha disegnato diverse storie tra cui Predator, Terminator, Black Cross e Barb Wire. E non da ultimo la festa per i 30 anni di Pixar. Fino al 7 ottobre alla Fiera di Roma è in corso Romics, il grande appuntamento internazionale sul fumetto, l’animazione, i games, il cinema e l’entertainment che si tiene due volte l’anno a Roma con oltre 200.000 visitatori a ogni edizione.
Quattro giorni di kermesse ininterrotta in 5 padiglioni con eventi, incontri e spettacoli. Grandi maestri del fumetto, illustrazione e animazione internazionale si alterneranno sul palco di Romics per raccontare la loro straordinaria carriera artistica e per illustrare le basi tecniche e teoriche delle loro creazioni. Visitando i numerosissimi stand all’interno dei padiglioni della Fiera, si potranno trovare tutte le novità editoriali. Fumetto in diretta, workshop, tavole rotonde per incontrare i grandi protagonisti del fumetto italiano ed internazionale.
Sul sito http://www.romics.it trovate tutte le novità, il programma e le info visitatori.
– Il 9 novembre gli Imagine Dragons tornano con un nuovo album, il quarto, dal titolo “Origins” (pubblicato da KIDinaKORNER/Interscope Records): su Youtube è disponibile un trailer ufficiale.
I brani “Natural”, numero uno nelle radio alternative statunitensi per cinque settimane, e “Zero”, tratto dalla colonna sonora del film della Walt Disney “Ralph Spaccatutto 2”, saranno subito scaricabili per chi fa il preorder del disco. “Origins” è stato concepito come un album gemello di “Evolve” (uscito meno di un anno e mezzo fa), continuando le esplorazioni sonore del precedente lavoro. “Si tratta di cercare nuovo terreno ma anche di apprezzare le tue origini – ha affermato Dan Reynolds, il cantante della band che comprende anche il chitarrista Wayne Sermon, il bassista Ben Mckee e il batterista Daniel Platzman – Quando creiamo, lo facciamo senza barriere, senza regole. Per noi è emozionante fare musica che ci sembra nuova e diversa”.
– United Colors of Benetton entra nel mondo della occhialeria con una prima linea di occhiali da sole disegnata, prodotta e distribuita da Mondottica. Ispirata a una sinfonia di colori che celebra idealmente la diversità nel mondo, il marchio di Ponzano Veneto con la sua linea fa leva sul suo dna e reinterpreta i migliori design di occhiali degli ultimi 50 anni dando vita a montature dalle forme iconiche. Il comfort è assicurato da morbide aste regolabili e naselli realizzati in materiali di qualità. Vantando una silhouette d’ispirazione retrò con una forma a pilota e ponte superpiatto, il modello di punta è il BE5003, disponibile in nero, tartaruga e cristallo. La sua silhouette ovale è ispirata a modelli in voga negli anni ’90. Disponibile in un’ampia varietà di colori (celeste, rosa confetto e verde militare) per adattarsi a tutte le forme di viso e di pelle, il modello BE5010 è invece oversize e leggero, mentre il BE5013 vanta aste in gomma a contrasto per garantire la massima aderenza.
– NEW YORK

– Per la prima volta nei suoi quasi 150 anni di storia il Metropolitan riclassifica l’arte degli indiani d’America: non più arte tribale indigena, ma arte americana di pieno diritto. L’occasione è la mostra delle raccolte di Charles e Valerie Diker donate o promesse al museo: 116 pezzi di eccezionale interesse tra cui una rappresentazione della battaglia di Little Big Horn vista dagli occhi di un testimone oculare, Steven Standing Bear (Orso in Piedi) che aveva 16 anni quando, tra caos, polvere e fumo dei fucili osservò e registrò la disfatta del generale George Armstrong Custer. I Diker di recente hanno donato al Met 91 pezzi a condizione che non venissero più emarginati come “arte tribale”. Ed è così che la mostra nell’American Wing racconta la storia della conquista del West da parte dei colonizzatori bianchi ma anche della sopravvivenza di oltre 50 tribù coast to coast attraverso la resilienza delle loro culture.
NEW YORK – Vent’anni dopo e un fenomeno mondiale con pochi eguali: New York celebra Harry Potter con ‘Harry Potter: A History of Magic’, la mostra che aprirà all’Historical Society il 5 ottobre e si chiuderà il 27 gennaio del 2019. L’esposizione è quella inizialmente inaugurata nel 2017 alla British Library, ma con l’aggiunta di alcuni pezzi americani. E’ divisa in sette sezioni organizzate in modo da portare i visitatori in un viaggio all’interno del mondo di Hogwarts, la scuola di magia e stregoneria frequentata da Potter.Il viaggio inizia dal concepimento nella mente di J.K. Rowling della sua opera. Era il giugno del 1990 quando la Rowling, seduta in un treno in ritardo da Manchester a Londra, cominciò a pensare al personaggio di Harry Potter, il maghetto dai capelli scompigliati, gli occhiali e una cicatrice sulla fronte. Sette anni dopo, l’ammasso di appunti soprattutto su pezzi di carta prese la forma del primo libro ‘Harry Potter and the Philosopher’s Stone’ (Harry Potter e la pietra filosofale), e quello che sembrava un volume per ragazzi divenne un fenomeno mondiale trasformando per sempre la vita della Rowling. In mostra ci sono rari libri, manoscritti e oggetti magici della collezione della British Library nonché materiale proveniente dall’archivio della stessa Rowling.”Vent’anni dopo – ha detto Alexander Lock, con Julian Harrison, Tanya Kirk e Joanna Norledge tra i curatori della mostra (la parte newyorchese è stata affidata a Margi Hofer e Cristian Petru Panaite) – Harry Potter è un fenomeno internazionale e continua a crescere. Tutti nel mondo amano leggerlo. Questa mostra non solo riconosce e celebra il successo della Rowling, ma esplora anche la storia dietro la magia di questo racconto. Ci sentiamo inoltre privilegiati perché lei stessa ci ha dato accesso al suo archivio personale. Aggiungo anche che Harry Potter sarà sempre un fenomeno, perché parla a tutti e cattura l’immaginazione di tutti”.La parte newyorkese della mostra presenta illustrazioni di Brian Selznick, che ha creato la copertina per la serie pubblicata in occasione del 20/o anniversario, di Mary Grandpré, ideatrice delle illustrazioni per la prima copertina della serie pubblicata da Scholastic, e di Kazu Kibuishi, che ha illustrato il cofanetto per il 15/o anniversario. Oltre alla mostra, la New York Historical Society ha organizzato anche una serie di eventi collaterali come gare di trivia, corsi di scrittura, laboratori artistici e book club. https://harrypotter.nyhistory.org.

– Le banche italiane aprono le porte per far ammirare i loro tesori d’arte. Sabato 6 ottobre 107 palazzi – 72 di 25 istituti di credito e 35 di 31 fondazioni di origine bancaria – distribuiti in 59 città italiane mostreranno dalle 10 alle 19 il patrimonio di quadri, sculture e capolavori. Con l’edizione numero diciassette di “Invito a Palazzo” l’Associazione Bancaria Italiana ha ampliato il numero dei siti coinvolti nella manifestazione: sette sedi storiche saranno visitabili per la prima volta. La Regione con più sedi coinvolte, 21, è l’Emilia Romagna, seguita dalla Lombardia con 15, e dal Lazio e dal Piemonte con 12. La capitale, con otto palazzi, è la città con più sedi aperte. Anche la Banca d’Italia parteciperà mettendo a disposizione del pubblico Palazzo Koch, il suo quartiere generale, in via Nazionale, a Roma.”La chiave di questa epifania – ha detto Antonio Patuelli, presidente di Abi – è mostrare le nostre sedi storiche, ma soprattutto il lavoro di conservazione e tutela dei beni culturali che è a carico di soggetti assolutamente privati. E’ un patrimonio immobiliare assai cospicuo che mantiene, custodisce, conserva e per il quale paga tasse non trascurabili. Lo scopo non è quindi mostrare le sedi di lavoro, perché sarebbero molto più comodi uffici moderni, ma presentare opere d’arte e collezioni fruibili gratuitamente”. Nell’operazione saranno coinvolti molti studenti volontari con il compito di essere “ciceroni per un giorno” per i visitatori. Plaude all’iniziativa il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli.”Non sono solo sedi dove si lavora – ha detto – ma luoghi con importanti dotazioni. E’ una manifestazione che vorrei fosse replicata in occasioni e contesti diversi. E’ in linea con le politiche di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale che da qualche mese stiamo portando avanti con questo governo”. Bonisoli ha ricordato di aver trovato “una situazione di risorse umane inadeguata a rispondere alle esigenze dei cittadini e delle istituzioni. E’ questa la prima priorità da mettere a posto”.Il ministro ha però messo in luce “il vantaggio di trovare forme di collaborazione tra l’ambito pubblico e privato. Iniziative come queste si sposano in modo armonico con quelle della politica complessiva”. Francesco Profumo, vicepresidente di Acri, l’associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio, ha ricordato che le Fondazioni con il loro patrimonio di 40 miliardi “giocano un ruolo di agente di sviluppo” e nel corso degli anni hanno assunto un ruolo di imprenditori culturali. Nel settore dell’arte nel 2017 hanno impegnato 264 milioni di euro (il 24% del totale erogato) e dal 2000 più di 6 miliardi.

– I modelli e influencer, Sofia Richie, figlia del celebre cantante, compositore e attore Lionel, e Christian Hogue sono i nuovi protagonisti della campagna Fall/Winter 2018 del marchio di capispalla luxury canadese Mackage. Autore degli scatti ambientati sullo sfondo urbano di una metropoli il fotografo David Picard.
– Esce il 5 ottobre “Dodi Day”, il nuovo album live di Dodi Battaglia. Il disco racconta la carriera di Dodi attraverso un grande concerto (quello del 1 giugno scorso a Bellaria Igea Marina per i 50 anni di carriera), che ha visto la presenza di oltre 25 mila persone e di tanti ospiti e amici.
Molti i duetti presenti all’interno dell’album, tra cui quelli con Mario Biondi, Luca Carboni, Gigi D’Alessio, Marco Masini, Silvia Mezzanotte, Mietta, Enrico Ruggeri, Maurizio Solieri, Fio Zanotti, per un totale di 26 brani.
Durante questi 50 anni non sono mancati per l’ex Pooh attestati di stima di ogni tipo, sia popolari che istituzionali: dal titolo di miglior chitarrista d’Europa nel 1981 e 1986 a quello di miglior chitarrista italiano nel 1987 e 1988. Nel 1986 gli è stato conferito dal presidente della Repubblica il titolo di Cavaliere della Repubblica. Dodi Day anticipa “Perle – Mondi senza età”, il nuovo tour nei teatri al via il 26 ottobre da Montecatini.
“Dal 15 Ottobre si ricomincia #IlRosariodellasera @radiodeejay”: con un tweet e la locandina con la sua foto, che lo ritrae vestito da prete, Fiorello annuncia il ritorno del suo varietà radiofonico, tutte le sere alle 19. Mentre l’atteso show televisivo su Rai1 slitta a data da destinarsi, Fiorello torna al primo amore, la radio.

– L’Oréal, il colosso della bellezza, è all’avanguardia nella gender equality: è stata riconosciuta da Equileap come prima azienda in Europa attenta alla parità di genere (e la seconda nel mondo dopo l’americana General Motors) Già premiata nel 2017, riceve il primo premio nel 2018 dopo l’analisi di dati di 3000 aziende. La classifica considera la gender equality come un nuovo indicatore non finanziario per gli investitori: tra le prime 200 tre aziende italiane, 33/ma Intesa San Paolo, 57/ma Enel e 142/ma Snam.
“Valori come diversità e inclusione – ha detto Jean-Claude Le Grand, vicepresidente esecutivo risorse umane L’Oréal – fanno parte del dna. Anche quest’anno Equileap ha riconosciuto il nostro impegno verso la parità di genere. Siamo stati pionieri per gender equality e abbiamo adottato misure significative. Ora sentiamo di dover proseguire in questo nostro impegno perché siamo convinti che la parità di genere costituisca un indicatore di performance e uno dei principali driver d’innovazione”.
– FIRENZE

– Uno scrigno di affreschi si aprirà nel cuore della reggia medicea di Palazzo Pitti a Firenze: la sala di Bona, anticamera della celebre Sala Bianca (o degli Stucchi) dove i Medici ricevevano i più illustri ospiti, interamente pitturata e decorata nel ‘600 dal pittore Bernardino Poccetti, allievo del Ghirlandaio, da anni chiusa in via ordinaria al pubblico. I grandi affreschi, in particolare i murali principali, che rappresentano la presa della città di Bona in Tunisia da parte dei cavalieri di Santo Stefano nel 1607 e la battaglia di Nikopoli tra impero ottomano e forze francesi e ungheresi nel 1396, hanno perso il loro colore originale e si sono pieni di ‘microfratture’ sulla superficie. Ma torneranno come nuovi, grazie al restauro dell’Opificio delle pietre dure che verrà finanziato con oltre 1 milione di dollari dalla mecenate americana Veronica Atkins, esponente dei Friends of the Uffizi. E’ la più consistente donazione individuale mai elargita agli Uffizi. Per il restauro ci vorranno 2 anni.
– PARIGI

– Omaggio nazionale il 5 ottobre a Charles Aznavour, il gigante della chanson francaise nato da genitori di origini armene scomparso a inizio settimana all’età di 94 anni. Alla cerimonia, in programma alle 10 all’Hotel des Invalides – il complesso militare nel cuore di Parigi, luogo simbolo della Francia – sono attese circa 200 personalità, tra cui il presidente armeno Nikl Pachinian, che pronuncerà un elogio funebre in onore dell’artista scomparso. Ad aprire l’omaggio, il presidente Emmanuel Macron, accompagnato dalla moglie Brigitte, ma anche ex presidenti francesi come Francois Hollande o Nicolas Sarkozy. L’evento sarà inoltre aperto al pubblico nei limiti dello spazio disponibile.
– TORINO

– E’ dedicata a una delle grandi dive del ventesimo secolo, Rita Hayworth, l’immagine del 36esimo Torino Film Festival in programma dal 23 novembre al primo dicembre. L’immagine dell’attrice, di cui il 17 ottobre ricorre il centenario della nascita, è tratta da ‘Non sei mai stata così bella’, film del 1942 di William A. Seiter interpretato con Fred Astaire.
“E’ a questa Rita che il Torino Film Festival rende omaggio nell’anno del centenario della sua nascita”, spiega Emanuela Martini, direttore artistico del Torino Film Festival – Rita più che Gilda; la ballerina vitale e agilissima che danzò con Fred Astaire e con Gene Kelly, più che la sirena sinuosa e pericolosa, simbolo della dark lady nell’immaginario collettivo.
La ragazza che sapeva essere una commediante più che l’icona sexy la cui foto fu appiccicata sulla bomba sganciata sull’Atollo Bikini”.
– Si chiude con successo la settimana di programmazione di Michelangelo – Infinito, l’opera prima di Emanuele Imbucci prodotta da Sky con Magnitudo Film, con Enrico Lo Verso e Ivano Marescotti. Il film, terzo nella classifica Cinetel del 4 ottobre e secondo come media copia, è stato visto da oltre 85.000 spettatori e ha totalizzato un incasso pari a 623.533 euro, nelle oltre 300 copie sparse su tutto il territorio nazionale. Oltre ad essere il miglior incasso di un’opera prima italiana dallo scorso aprile (misurato in una settimana di programmazione), Michelangelo infinito ha rappresentato il miglior esordio in sala della settimana, tra le 10 nuove uscite italiane e internazionali. Dopo l’ottimo risultato e il grande interesse suscitato, Lucky Red e Sky annunciano che Michelangelo – Infinito, con una nuova campagna di comunicazione a livello nazionale, tornerà sul grande schermo per altri due giorni: il 19 e il 20 novembre.
“Porto Jack London nel cuore dei bambini”, questo il messaggio di Toni Servillo oggi a Roma in qualità di voce narrante di Zanna Bianca, film d’animazione di Alexandre Espigares in sala dall’11 ottobre distribuito da Adler Entertainment. E dall’attore un accenno alla sua partecipazione al ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone (dovrebbe essere Geppetto): “È tutto da preparare – dice – una sfida straordinaria su un testo che ha avuto mille letture. Con Matteo, che è un grande regista, farei qualsiasi cosa e qualsiasi ruolo”.Lo ‘Zanna Bianca’ di Espigares, Premio Oscar nel 2015 per il Miglior cortometraggio d’animazione (Mr. Hublot), segue la tradizionale storia scritta da Jack London, pubblicata nel 1906, raccontando le vicende di un lupo, con un quarto di sangue di cane, creatura fiera e coraggiosa, che resterà più volte vittima della crudeltà dell’uomo. Il tutto ambientato nelle terre del Grande Nord, dove Zanna Bianca viene prima accolto da Castoro Grigio e poi ceduto a un uomo crudele, che lo obbligherà a trasformarsi in un cane da combattimento.Per Servillo grande rispetto per il mestiere del doppiaggio “non sono uno specialista – dice -, ma ogni volta mi tremano le gambe” e anche verso il cinema animato: “Opere come Zanna bianca appartengono alla grande letteratura e i ragazzi si avvicinano a un grande scrittore e al suo universo. Ho trovato poi bello e coraggioso in questo film che gli animali non parlino, non abbiano le voci spesso stucchevoli da bambini viziati e poi nel libro di London il lupo è portatore di un grande messaggio: quello di non essere solo spettatore della vita altrui, ma di vivere in prima persona. È quello che pensa Zanna Bianca da cucciolo quando va a passeggio con la madre e ammira la natura: è la scena più bella di tutto il film e un momento di grande letteratura”. Da bambino il cartoon più amato dall’attore è stato ‘La spada nella roccia’, mentre la sua vera vocazione resta il teatro:” È il mio mestiere principale anche se non amo fare graduatorie. Lo faccio da quando avevo 17 anni e credo che in teatro si crei una relazione con il tuo personaggio molto intima e continuata, cosa che non succede al cinema. Cinema e teatro sono un po’ come marito e moglie che dormono in camere separate”.E la tv da Servillo mai frequentata? “Nessun pregiudizio, ma non ho mai avuto fino ad ora una proposta valida. Se mi arrivasse una cosa interessante come ‘Heimat’ o ‘Berlin Alexanderplatz’ perché no?”.

Le Notti Magiche, scandite dalla hit di Gianna Nannini, inno dei mondiali di calcio di Italia ’90, quelli con la nazionale eliminata ai rigori dall’Argentina, sono lo sfondo del nuovo film di Paolo Virzì ambientato proprio durante la ‘tragica’ notte del 3 luglio, persa ai rigori. Il film, scritto con Francesco Piccolo e Francesca Archibugi, è evento speciale alla Festa del Cinema di Roma (18-28 ottobre 2018) e esce in sala l’8 novembre da 01 Distribution. Il trailer

“Non poteva esserci occasione più appropriata della Festa del Cinema di Roma per presentare Notti Magiche, questo mio nuovo film che racconta il crepuscolo di un’epoca mitologica del cinema italiano attraverso il fervore di tre giovani aspiranti cineasti alla scoperta di una Roma maestosa, affascinante, misteriosa e terribile. Con i nostri tre ragazzi ed il nostro affollato cast parteciperemo alla Festa con emozione, orgoglio ed allegria”. Lo stesso Virzì in quegli anni dopo il diploma nel 1987 al Centro sperimentale a Roma muoveva i primi passi. Proprio della fine anni ’80, collaborando come sceneggiatore con il mitico Furio Scarpelli, scrive Tempo di uccidere diretto da Giuliano Montaldo. In Notti Magiche un noto produttore cinematografico viene trovato morto nelle acque del Tevere. I principali sospettati dell’omicidio sono tre giovani aspiranti sceneggiatori, chiamati a ripercorrere la loro versione al Comando dei Carabinieri, proprio nella notte di Italia-Argentina. Notti Magiche è il racconto della loro avventura trepidante nello splendore e nelle miserie dell’ultima stagione gloriosa del cinema italiano. Nel cast Mauro Lamantia, Giovanni Toscano, Irene Vetere e tanti altri attori con la partecipazione straordinaria di Ornella Muti.

– BUDRIO (BOLOGNA)

– Attori, musicisti, giornalisti, personaggi dello spettacolo e gli amici di una vita hanno festeggiato il 4 ottobre al teatro Consorziale di Budrio, nel Bolognese, i cinquant’anni di cinema del regista Pupi Avati e di suo fratello Antonio, sceneggiatore e produttore. Il 4 ottobre di 50 anni fa il regista bolognese, che il 3 novembre compirà 80 anni, girò proprio nelle campagne attorno a Budrio il suo primo film indipendente, ‘Balsamus, l’uomo di Satana’. Tra gli oltre 600 invitati alla festa a sorpresa, molti gli attori, tra cui vari protagonisti dei suoi film. Presenti anche gruppi musicali, con i ‘vecchi’ bambini del Piccolo Coro dell’Antoniano che, allora diretti da Mariele Ventre, cantarono il brano conclusivo del film ‘Dancing Paradise’ e con una jazz band.
La musica fu il primo amore di Pupi Avati, regista per caso – ha confessato – dopo il ‘doloroso’ abbandono dalla propria band, la ‘Doctor Dixie Jazz Band’, nella quale suonava il clarinetto, rimpiazzato dal giovane Lucio Dalla.
– L’Amica Geniale, le prime due puntate della serie di Saverio Costanzo che andrà in onda sulla Rai e Timvision a novembre, hanno avuto successo in sala con l’uscita evento al cinema 1-2-3 ottobre da Nexo digital. Secondo i dati Cinetel la storia di Lila e Lenù che crescono insieme in un fabbricato popolare di Napoli, raccontata nella saga bestseller mondiale della ‘misteriosa’ Elena Ferrante (da Edizioni E/O), ha incassato 457.552 mila euro con oltre 42 mila presenze ed è al top del botteghino della settimana prima degli Incredibili 2 e Michelangelo-Infinito.
– Al Milano Film Festival il 5 ottobre è la giornata dell’anteprima italiana – alle 20 allo spazio Oberdan – de The Image Book di Jean-Luc Godard, Palma d’Oro Speciale a Cannes. Un mosaico in movimento, accumulo di citazioni filmiche e letterarie che disorientano, ma in cui il messaggio sull’Europa e la violenza è chiaro: un cinema del pensiero in diretta. Inserita nella sezione The Outsiders Fuori Concorso, la proiezione avverrà alla presenza della produttrice Mitra Faharani, che è anche giurata della rassegna. E nella sezione è in programma la replica di The World is Yours di Romain Gavras, giovane regista di videoclip controversi, da M.I.A. a Jay Z, che firma un gangster movie europeo scatenato con Vincent Cassel e Isabelle Adjani qui in anteprima italiana. E tante proposte nel Concorso Internazionale Cortometraggi. A vent’anni dal debutto, torna sul grande schermo The Big Lebowski (Usa, 1998, 119′).
– Le anteprime per l’Italia di 10 film lingua originale saranno, a Roma dal 12 al 14 ottobre, il cuore della settima edizione di Scoprir, Mostra del Cinema Iberoamericano. Organizzata dall’Istituto Cervantes, in collaborazione con le ambasciate di Cile, Colombia, Ecuador, Guatemala, Messico, Nicaragua, Perù, Portogallo e Uruguay, la rassegna, a ingresso libero, curata da Gianfranco Zicarelli, propone anche la sezione speciale ‘Il ’68 messicano. Revisione delle sue rivoluzioni’, vetrina sulla rivoluzione studentesca messicana attraverso film, documentari e filmati inediti per l’Italia, aperta da ‘Memorial del ’68’ di Nicolas Echevarria.
Tra i film di Scoprir: A Mae é que sabe del giovane regista portoghese Nuno Rocha; la commedia esistenziale ecuadoriana di León Felipe Troya, ‘Mi tía Toty’; Una noche sin luna di Germán Tejeira (Uruguay); Las Mujeres del Wanki, docufilm di Rossana Lacayo, considerata una pioniera del cinema nicaraguense; lo spagnolo pluripremiato No Sé Decir Adios di Lino Escalera.
– Beatlesiani di tutto il mondo unitevi: il 9 ottobre 1940 nasceva John Lennon e per celebrare l’anniversario arriva in sala, evento 8-9-10 ottobre con Nexo digital, ‘Imagine’, il film del ’72, restaurato ed interamente rimasterizzato agli Abbey Road Studios in Dolby Atmos.
Un film surreale che unisce momenti di fiction a scene reali riprese da un giorno qualunque nella mistica, visionaria, psichedelica vita di John Lennon e Yoko Ono. Mischiate alle meravigliose e immortali musiche dello storico album Imagine di John Lennon. Il film è stato prodotto e diretto da John e Yoko, con numerose guest star tra cui George Harrison, Fred Astaire, Andy Warhol, Dick Cavett, Jack Palance e Jonas Mekas.
L’innovativo film musicale presenta un trattamento visivo diverso per ogni canzone e segue John e Yoko durante le sessioni di registrazione di Imagine sia nel Regno Unito sia a New York come coproduttori del disco con Phil Spector. Restaurato frame-by-frame, è accompagnato da 15 minuti di contenuti inediti.   [print-me title=”STAMPA”]

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