Ultimo aggiornamento 8 Ottobre, 2018, 19:54:50 di Maurizio Barra
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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ALLE 19:54 DI LUNEDì 08 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Come funziona l’Europa, in un romanzo
Ideali e burocrazia nel ritratto ironico di Robert Menasse
La ragazza del west fa di nuovo tendenzaDopo Coachella la troviamo in poncho con frange e jeans di pelle
I Foja, rock napoletano da Europa a UsaSansone, musicista e animatore alla Mad, presto anche nuovo film
‘Romeo & Juliet’ su ghiaccio a VeronaAll’Arena in 7mila nonostante la pioggia
Nathalie, cinquantenne in crisi di nerviIn sala l’11/10 la commedia dolce-amara dei fratelli Foenkinos
Incassi: Venom in testa poi IncredibiliGlenn Close 5/a, Abatantuono 7/o, doc su papa Francesco 8/o
Sold out Benigni a teatro Jesi con Dante’Incredibile che in Italia non vi siano scuole dantesche’
Venom, Tom Hardy supereroe-supercattivoIn sala da 4/10 in 550 copie. In Usa ‘scontro’ con fan Lady Gaga
Uffizi, pronto sistema per azzerare codeDirettore, testato il 7 ottobre in domenica gratis, funziona
Genova ricorda Verdi, non solo festivalIncontri, concerti, performance dedicati al ‘Cigno di Busseto’
“Cava del Sole pronta per Matera 2019″Nuova visita del Ministro per il Sud nella Città dei Sassi
Berlino ’44, indagine tra stelle cadentiNel mystery di Ben Pastor le ombre dell’Operazione Valchiria
Sospetta aggressione, interrogato GallagherDopo video diffuso dal Sun. Per ora nessuna accusa da polizia Gb
Stagione ‘in rosa’ per Comunale BolognaGrafica disegnata da street artist Pasquini e due direttrici
Sgarbi è Leonardo “genio imperfetto”Cinque serate all’Olimpico di Roma dal 10 al 14 ottobre
Tina Turner, rivelazioni sull’ex marito”La prima notte di nozze fui costretta e vedere un sex show”
Il flauto magico, viaggio nella fantasiaTeatro e cinema in capolavoro Mozart, regia di Kosky e Andrade
Dopo polemiche, Kanye West lascia socialRapper aveva proposto abolizione 13/o emendamento su schiavitù
Timoria, 25 anni da Viaggio senza ventoDal 26 ottobre ristampa rimasterizzata con brani inediti e demo
Teatro Regio Torino, a rischio la primaDopo il taglio del Fus. Rsu incontrano il 9/10 il sovrintendente
Pfm, esce la raccolta completaIl 19 ottobre cofanetto con 4 cd, dal 12 marzo di nuovo in tour
De Castelbajac passa a BenettonNuovo direttore artistico collezioni uomo e donna United Colors
Cottarelli tra vincitori ‘De Sanctis’Cerimonia premiazione 18 ottobre a Villa Doria Pamphilj a Roma
Mimmo Locasciulli, il 9/11 nuovo album”Cenere”, dal folk al rock-pop, sconfinando nell’elettronica
Migliaia volti raccontano integrazioneQuattromila ritratti davanti al Parlamento siciliano a Palermo
Bando direttori,il via da Reggia CasertaFelicori, non nascondo che mi piacerebbe rimanere al Sud
Cerqueira e Spagnoli vincono Raindance’7 Miracles VR’, storie dei miracoli di Gesù in realtà virtuale
Primo ciak per esordio regia Marco BocciTratto da romanzo dell’attore umbro, si gira a Roma
Lee daniels chairman festival Capri-HollywoodDal 27 dicembre al 2 gennaio la 23esima edizione festival
Morto attore Scott Wilson, aveva 76 anniEra nella serie ‘The Walking Dead’, interpretò ‘A sangue freddo’
I tetti di Roma tra favola e sognoIn sala dal 18 ottobre ‘Guarda in alto’ di Fulvio Risuleo
Un anno in Italia, Archibugi sul setRamazzotti, Giannini, Ghini, Fonte in una storia a Roma oggi
Leggi razziali, 80 anni dopo tanti film5 titoli sul 1938 e dintorni, anche una sezione a Festa di Roma- In mostra gli eroi di Pixar
Storie, tecnologia e lavoro artigianale. Così nascono capolavori-
Warhol a Roma, oltre 7000 i visitatori
Successo di pubblico in cinque giorni di apertura
Dolce&Gabbana, sfilata speciale a DubaiAbiti con tocco d’oriente e di sicilianità
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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L’ARTICOLO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
ROBERT MENASSE, ‘LA CAPITALE’ (SELLERIO, pp. 448 – 16,00 euro – Traduzione di Marina Pugliano e Valentina Tortelli) Un romanzo curioso e intrigante che ci racconta la probabile fine di un sogno, quello di un’Europa davvero unita, attraverso un ritratto della vita quotidiana dei tecnocrati di Bruxelles e l’idea di un evento per celebrare i 50 anni della Commissione europea, che si fa metafora dell’attuale impasse della possibilità di portare avanti il progetto dei padri fondatori e dare un futuro reale ai paesi europei. Del resto Robert Menasse, studioso austriaco di problemi della Ue, è stato per alcuni anni ospite della Commissione stessa quale osservatore e sa quindi di cosa parla, con sguardo ironico, quindi disincantato e disilluso, scrivendo in quest’epoca di rinascite populiste e nazionaliste.
Al centro quindi il progetto di celebrare il Jubilee della Commissione, partendo dalla frase ‘Mai più Auschwitz’, vedendo la Shoah come frutto terribile del prosperare dei nazionalismi durante la crisi economica tra le due guerre mondiali, per portare avanti appunto l’istanza di un superamento dei nazionalismi e infine delle nazioni, quale aspirazione etica e politica di una vera Europa unita. Gli ultimi sopravvissuti dei lager nazisti avrebbero dovuto quindi essere testimoni di questa necessità, nata non a caso dopo la Liberazione.
Allora, accanto ai burocrati, alcuni che lavorano a definire questo progetto, altri che si muovono per affossarlo perché capi di stato e governi dei paesi membri di questi tempi non lo avrebbero mai accettato, ecco l’anziano professor Alois Erhart e il pensionato David De Vriend. Il primo è chiamato a dare un suo contributo al think tank ‘New Pact for Europe’, e, tra utopia e realismo, propone senza mezzi termini, a colleghi che lo ascoltano con sufficienza, “una comunità postnazionale, nata dalla consapevolezza degli errori storici commessi” che deve costruire una sua capitale tutta nuova proprio ad Auschwitz, come unica possibilità di sopravvivenza dell’Ue. Il secondo è un sopravvissuto di Auschwitz che, lasciata la casa dove è sempre vissuto e andato a vivere in un pensionato per anziani davanti al cimitero di Bruxelles, muore a segnare proprio una fine. Come diceva Erhart “quando sarebbe morto l’ultimo in grado di testimoniare il trauma dal quale l’Europa era uscita con l’intenzione di reinventarsi, Auschwitz per i vivi si sarebbe inabissata sui fondali della memoria come le guerre puniche”. Il romanzo è costruito seguendo e intrecciando più tracce, le vite e l’impegno di un certo numero di personaggi, talvolta parallele, tutti che finiscono però per essere emblematici e la cui realtà è venata di una leggera sensazione di assurdo grazie all’ironia dello sguardo dell’autore, e per questo basterebbe il racconto della visita del funzionario della Commissione europea alla cultura Martin Susman a Auschwitz. Ma c’è di più, per esempio un maiale che, come il rinoceronte di Ionesco, corre per le strade di Bruxelles, sfuggito durante una manifestazione di protesta di agricoltori e sembra avere una vita propria che sfugge a ogni ricerca, ora vero, ora immaginario, capace di mettere paura come di suscitare simpatia. Del resto è un allevatore di maiali il fratello di Susman, che dopo il suo viaggio ha avuto l’idea di partire dall’olocausto per le celebrazioni con cui il suo capo, Fenia Xenopoulou, vuole rendersi visibile e farsi ricordare per una promozione-trasferimento, che poi arriverà per tutt’altre e assurde ragioni. A tutto questo si aggiunge una nota gialla: essendo Bruxelles un nodo politico ormai nevralgico nel panorama mondiale, vi operano servizi segreti più o meno senza scrupoli e, in questo mondo di funzionari e dirigenti europei, ecco quindi un omicidio su cui all’improvviso non si deve più indagare e di cui nessuno parla e un commissario che invece vorrebbe capirci qualcosa e non arrendersi al caos che lo circonda. Tanta carne al fuoco, sicuramente, ma ben amalgamata in un intreccio in cui si riescono a seguire bene le varie trame e a capire le interconnessioni, quelle ideali e quelle reali, nella concretezza degli avvenimenti di questi anni, dalla Brexit agli atti di terrorismo, e di Bruxelles, città raccontata da Menasse con tanto di nomi di vie e piazze, di ristoranti e pub, facendo pian piano, implicitamente, di questa narrazione della vita nel cuore burocratico e politico dell’Europa, una denunzia, un cercare di renderci consapevoli che il professor Erhart in fondo ha ragione e, se non accettiamo di metterci davvero in comune, ognuno finirà di nuovo e drammaticamente isolato.
– La ragazza del West era quella hippy che durante l’estate trovavamo tutta impolverata e abbronzata al festival di Coachella, con il top con le frange o la camiciola bianca arricciata sulle spalle portati con la minigonna in denim. Vicino a lei, la sua amica con il vestitino floreale fatto di niente, tanto leggero quanto trasparente, tanto in mezzo al deserto della California, con quelle note assordanti di musica elettronica e quel caldo torrido, non ci fa caso proprio nessuno anche se sei seminuda. Quella stessa cow-girl intravista a Indi, con la stagione fredda passa alla lana e ai tessuti più pesanti, lasciando però ai piedi gli stivali camperos in suade o i texani bicolore che aveva sfoggiato sulla sabbia di Coachella.
Per l’inverno però preferisce mettere la camicia da cow girl a quadretti, da portare con i jeans, sotto a eleganti poncho o mantelle-coperta bordate di frange, adatte ad affrontare le notti del deserto, in lana morbida a tinta unita o a disegni tartan.
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I loro brani “A chi appartieni” e “Dummeneca”, rivisitati in lingua francese (“A qui tu appartiens” con la cantautrice Pauline Croze) e catalana (‘Domingo’ con il gruppo catalano La Pegatina); due live negli Usa a fine ottobre, a Charleston e New York e un tour europeo che parte il 7 novembre a Parigi per proseguire, fra le altre, a Amsterdam, Liverpool, Londra Barcellona, Madrid. E’ il nuovo progetto dei Foja, band rock/folk napoletana, che in 12 anni si è guadagnata un pubblico appassionato e il rispetto della critica. Voce (e fra le chitarre) della band è Dario Sansone, musicista, fumettista e animatore, componente del dream team della napoletana Mad Entertainment da cui sono usciti i pluripremiati L’arte della felicità di Alessandro Rak e Gatta Cenerentola (in arrivo anche nelle sale francesi a Novembre) di cui il rocker è coregista. “Con i Foja da sempre mescoliamo tradizione e modernità, questa nuova avventura ne è la massima espressione – spiega
Sansone, che con il gruppo porta avanti il progetto con il sostegno di Mibact e di Siae, nell’ambito dell’iniziativa ‘Sillumina’ -. Abbiamo già in cantiere nuove collaborazioni”. E anche il cinema chiama: “Alla Mad siamo in fase di preproduzione del nuovo film animato, che sarà basato su una storia originale.
La regia sarà di Alessandro (Rak), insieme allo stesso gruppo degli altri due film”.
Nominati ai David di Donatello e ai Nastri d’argento con le canzoni originali scritte per L’arte della felicità e Gatta cenerentola, candidati al Premio Tenco, i Foja, sono composti anche da Giovanni Schiattarella (batteria), Giuliano Falcone (basso elettrico), Ennio Frongillo (chitarra elettrica) accompagnati dal produttore artistico Luigi Scialdone(chitarre e mandolino elettrico). Nei nuovi singoli in francese e spagnolo, resta comunque la parte in napoletano: “Molte canzoni italiane conosciute all’estero sono in realtà napoletane, da O’ sole mio’ a ‘Torna a Surriento’. Crediamo sia un più, non un meno cantare nella propria lingua. Esprimendoti nella maniera che più conosci, riesci a essere vero”. La band unisce da sempre racconto delle emozioni e temi sociali: “Non è una strada facile ma sarebbe difficile per noi fare altrimenti, non si possono chiudere gli occhi o il cuore a determinate tematiche. Poi in questo periodo storico è fondamentale stare in campo, non continuare a distrarre e a distrarsi. Anche per questo, in un momento nel quale il nostro Paese tende a chiudersi, uscire e andare incontro alle altre culture lo viviamo come un bel segnale”.
Dopo il successo di Gatta Cenerentola (diretto da Sansone insieme a Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri) “ci sono animatori che ci scrivono chiedendo di venire a lavorare con noi a Napoli alla Mad, ma siamo un piccolo studio e non abbiamo nemmeno lo spazio per poterli ospitare – racconta Sansone -.
Siamo felici però di aver lanciato un bel messaggio di speranza, di produttività, di professionalità. Oggi finalmente i produttori hanno un po’ più d’attenzione per l’animazione ma veder crescere il settore richiede tempo e belle storie”. I Foja e la Mad sono due espressioni dell’esplosione di creatività napoletana degli ultimi anni, da Sorrentino a Gomorra: “La nostra è una città che vive di estremi, unisce le più grandi barbarie e i gesti più nobili da un vicolo all’altro. Sarebbe impensabile e ingiusto raccontare solo le favole. Rimane una delle città più belle del mondo, i suoi contrasti ti permettono di spiare l’animo umano in tutte le sue caratteristiche”.SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
– VERONA
– Un’Arena di Verona con oltre 7000 persone, nonostante la pioggia, ha accolto ieri sera “Romeo & Juliet”, il musical sul ghiaccio del regista dei Mondiali di calcio 2018 ed ex campione del mondo di pattinaggio russo, Ilya Averbukh. Oltre due ore di spettacolo che hanno toccato le corde del cuore: in scena attori e stelle dello sport tra cui 4 medaglie d’oro olimpiche e 12 campioni del mondo di pattinaggio su ghiaccio, le più avanzate tecnologie ed effetti speciali e allestimenti curati nei minimi dettagli su una pista di quasi 1000 metri quadri. Imponenti coreografie assieme alle musiche e al cantato dal vivo hanno fatto da contrappunto incalzante ai momenti dello spettacolo.
Come ricorda didascalicamente il titolo, Il complicato mondo di Nathalie, questa signora al passaggio dei 50 anni non sta affatto bene. Anzi, come accade appunto nel film di David e Stéphane Foenkinos in sala dall’11 ottobre con Officine Ubu, Nathalie è davvero una donna impossibile. Dare la colpa all’incipiente menopausa non basta, sarebbe una giustificazione troppo facile. Una donna separata, ancora molto bella, che in un’agenzia di viaggi si spaccia per la moglie dell’ex marito per disdire il viaggio alle Antille che lui sta per fare con la sua nuova compagna, è davvero troppo. Come anche il fatto che Nathalie (Karin Viard) sia evidentemente gelosa di Mathilde (Dara Tombroff), bella figlia adolescente e talentuosa ballerina classica, tanto da provocare nella ragazza (coscientemente o inconsciamente), un attacco di allergia alimentare il giorno prima di un atteso provino. Onore quindi ai due fratelli registi di film straordinari come ‘La famiglia Bélier’ e ‘Delicatessen’ di aver avuto il coraggio ancora una volta di mettere in scena questo ennesimo ritratto di famiglia divertente e disturbante allo stesso tempo. Va detto che Nathalie, brava professoressa di lettere, anche nel suo lavoro è piena di intolleranze, tranne forse verso i suoi studenti, e solo alla fine, dopo tutta una serie di disastri, dovrà accettare l’idea di cercare davvero una motivazione e una cura per il suo malessere.
Dramma o commedia? “Diciamo soltanto che è la storia di una donna in crisi – dicono i fratelli registi – , con alcune situazioni totalmente esilaranti e altre serie o disperate.
Volevamo che il tono cambiasse continuamente tra la commedia e il ritratto intimo. L’elemento chiave – continuano – è l’autenticità psicologica, anche nei momenti più folli. Il tono è tra Zia Angelina (commedia di Étienne Chatiliez con Tsilla Chelton, ndr) e Una moglie di John Cassavetes”.
“Sono stata immediatamente attratta dal ruolo di Nathalie – dichiara Karin Viard parlando del suo personaggio – . Spesso ci vengono raccontate storie di donne vicine ai cinquant’anni che vogliono andare a letto con uomini più giovani o di altre che sono semplicemente alla frutta. Qui invece abbiamo a che fare con un personaggio complesso, come piacciono a me. Un personaggio pieno di sfaccettature.” E ancora l’attrice, due volte vincitrice del Premio César con ‘Haut les coeurs!’ e ‘Baciate chi vi pare’ : “Nathalie è una donna che affronta scelte e situazioni che sono al di là di lei, che può essere terribile, ma che continua a piacerci perché è divertente e umana”. Comunque un film da non perdere.
SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA
Dopo il successo di pubblico ottenuto nel mondo Venom con Tom Hardy si piazza in testa anche al botteghino italiano toccando 3 milioni 729 mila euro in 4 giorni di programmazione. La media è di 6659 euro su 560 sale. Sul podio anche due film di animazione: Gli Incredibili 2 che, pur in calo del 38%, guadagna 1 milione 556 mila euro e raggiunge i 10 milioni 306 mila in 3 settimane (2652 euro di media su 587 sale) e Smallfoot – Il mio amico delle nevi che debutta con 837 mila (2283 su 367 schermi).
Continua il successo dell’horror The Nun – La vocazione del male che dopo 21 giorni slitta dal secondo al quarto posto incassando 552 mila euro e superando i 5 milioni complessivi. Gli altri esordienti della top 10 sono The Wife con Glenn Close e con Jonathan Pryce (in quinta posizione con 449 mila euro), la commedia italiana Un nemico che ti vuole bene con Diego Abatantuono (in settima) e il documentario di Wim Wenders Papa Francesco – un uomo di parola (in ottava) e Opera senza autore (in decima).
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– JESI (ANCONA)
– Standing ovation per Roberto Benigni che ieri sera in un Teatro Pergolesi sold out ha recitato il XXVI Canto dell’Inferno di Dante al termine di due giornate di studio ad Apiro (Macerata) e Jesi, che hanno portato nelle Marche esperti dantisti da tutto il mondo. “Mi sono sentito inadeguato di fronte a tanti insigni universitari – ha detto l’attore premio Oscar – ma mi sono messo al servizio di questo straordinario poeta che ha dato tanto a tutto il mondo ed è stato in grado di tirare fuori parti di noi che non conoscevamo, regalandoci le parole per descriverle. Il suo canto non è scultoreo, ma ritmico come quello di un musicista. E’ incredibile che in Italia non abbiamo scuole dantesche”. Poi ha ringraziato i sindaci di Apiro e Jesi: “Mi hanno fatto conoscere le Marche, una regione segreta e meravigliosa di cui mi sono innamorato, forse cercherò casa da queste parti. Chissà come siete belli anche voi – ha poi scherzato col pubblico in sala – se avete una città così bella!”.
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– Con la sua doppia anima da supereroe/supercattivo, umano e alieno, salvatore e distruttore, Venom, una delle creature più dark e complesse della casa di fumetti di Stan Lee, si conquista i riflettori nell’epica cinematografica Marvel. L’adattamento di Ruben Fleischer, nelle sale italiane dal 4 ottobre in 550 copie con Warner Bros, ‘neutralizza’ il lato più dark del personaggio, mescolando family movie e black comedy.
Una ricetta che punta sulla bravura e sull’estro del protagonista, Tom Hardy, nello sdoppiarsi tra Eddie Brock, giornalista investigativo che cade in disgrazia dopo aver tentato di svelare i lati oscuri del magnate pazzoide Carlton Drake (Riz Ahmed), e il potente simbionte alieno, arrivato sulla Terra insieme ad alcuni ‘compagni’ proprio a causa di una spedizione nello spazio finanziata dal supermilionario senza scrupoli. Brock, che per colpa della sua inchiesta spericolata ha anche perso la sua pazientissima fidanzata Anne (Michelle Williams), si ritrova a diventare l’ospite d’elezione dell’extraterrestre. Una fusione che sui fumetti tocca anche tinte horror (visto che l’alieno finisce spesso per mangiare quelli più cattivi di lui), risolta nel film con una dialettica a colpi di battute, grandi mal di testa per il protagonista, un abbondantissimo uso di Cgi e un omaggio ai grandi inseguimenti tra le strade di San Francisco di cult anni ’70 come Bullit. “In Venom (che era già apparso, interpretato da Topher Grace in Spider-man 3 di Sam Raimi, ndr) c’è una dinamica che per me non richiama tanto i classici fumetti sui supereroi ma più il conflitto di Jekyll e Hyde. L’alieno simboleggia in fondo la voce interiore che tutti noi abbiamo -. ha detto Tom Hardy a Collider -. C’è una cornice etica nella quale buono e cattivo non sono in opposizione ma creano un’area grigia. Un mondo che ho trovato esaltante da rappresentare”. Per Ruben Fleischer, non ci poteva essere interprete migliore di Hardy: “Tom apporta tanto ad ogni aspetto, ogni momento, ogni dettaglio, ogni parola del progetto. È davvero stimolante e penso che tutti i membri della squadra siano stati colpiti dal modo in cui ha scelto di realizzare Eddie Brock. E oltretutto, Tom è esilarante, ed era esattamente ciò di cui avevamo bisogno per dare vita a Venom”.
Il film è appena uscito anche negli Usa, dove ha rastrellato nel primo week end di programmazione poco più di 80 milioni di dollari. Abbondano però le recensioni negative dei critici e si sospetta che i fan di Lady Gaga abbiano diffuso finte stroncature sui social per favorire il debutto in contemporanea del film con la loro beniamina, A star is born (che ha esordito al box office con 41,2 milioni di dollari nel fine settimana).
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– FIRENZE
– Pronto agli Uffizi di Firenze un nuovo sistema di gestione degli ingressi che consente di azzerare le code. Ad annunciarne l’attivazione è stato il direttore della Galleria Eike Schmidt. Il sistema, allo studio da 2 anni ed elaborato da Uffizi ed Università dell’Aquila, è basato su un tagliando, emesso da chioschi interattivi sotto il loggiato degli Uffizi, che al momento dell’arrivo del visitatore gli assegnano l’orario ‘giusto’ di visita, quello cioè in cui, ripresentandosi all’ingresso, non dovrà attendere. L’orario è calcolato con un modello statistico raffinato in un biennio di raccolta dati, che considerano tempi di visita e variabili in base a svariate tipologie di informazioni. Il sistema è stato testato durante l’ultima domenica di ingresso gratuito in alta stagione e “ha funzionato – ha detto Schmidt – 7.561 visitatori si sono presentati in galleria, tutti sono entrati senza rimanere in coda. Presto il metodo verrà usato tutti i giorni, diventerà il modo ordinario per accedere agli Uffizi”.
– GENOVA
– “Non è solo un festival musicale e non è solo una rassegna verdiana. Soprattutto, non è solo per melomani”. E’ lo slogan con il quale Luisa Costi presenta il cartellone di ‘Sempre Verdi’, un articolato programma che si snoderà in varie parti di Genova dal 10 al 14 ottobre. Le giornate non sono casuali. Il 10 ottobre è il compleanno del ‘cigno di Busseto’. E la scelta di Genova consente di ricordare che Verdi ha avuto casa a Genova dal 1867, quando andò ad abitare in Carignano a Palazzo Sauli e ricevette la cittadinanza onoraria, al 1901, quando morì a Milano e il suo appartamento di Palazzo del Principe fu smantellato.
Palazzo del Principe sarà uno dei luoghi del Festival: venerdì 12 alle 17 sarà possibile ascoltare una conferenza, alcune esecuzioni musicali e visitare gli spazi che per diversi anni, dal 1874 al 1901 appunto, Verdi occupò.
– MATERA
– In vista di Matera Capitale europea della Cultura 2019 “abbiamo rassicurazioni” che alla Cava del Sole – alla periferia della Città dei Sassi dove sorgerà una struttura modulare per ospitare eventi con 700 persone – “tutto sarà pronto per la scadenza dell’inizio di questo evento”. Così il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, che stamani ha effettuato un sopralluogo nella stessa Cava. Da quando si è insediata al Ministro, nello scorso mese di giugno, Lezzi è alla sua quarta visita a Matera.
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BEN PASTOR, “LA NOTTE DELLE STELLE CADENTI”, traduzione di Luigi Sanvito (Sellerio, 545 pagine, euro 15) – Berlino, luglio 1944. In una città devastata dai bombardamenti e dal dolore viene assassinato Walter Niemeyer, il “Mago di Weimar”, veggente dell’alta società, amico e confidente di gerarchi nazisti. A indagare sul caso viene chiamato il colonnello Martin Bora, colto e aristocratico soldato protagonista di un fortunato ciclo di romanzi di Ben Pastor: l’indagine si intreccia con le ombre di un periodo storico in cui certezze e valori si sgretolano, in un crescendo che sembra calpestare ogni barlume di umanità.
“Tutto cade a pezzi”, ripete Martin più volte. Le macerie degli edifici rispecchiano il caos degli ultimi mesi del nazismo: paura, delazioni, vendette sono in agguato mentre tramonta definitivamente quello che Stefan Zweig chiamava “il mondo di ieri”, fatto di sicurezza e leggerezza. Rientrato in patria dal fronte italiano per il funerale di uno zio medico costretto al suicidio dal regime, Bora fa i conti con ciò che resta della sua vita e dei suoi ricordi, cercando di ricucire la trama degli affetti familiari e quella dell’intrigo che ha portato all’omicidio di Niemeyer, nonché, si scoprirà, ad altre morti sospette.
E’ un luglio torrido. Nelle strade della capitale l’odore della polvere e delle fogne ha sostituito quello delle estati spensierate. E’ un mondo alla fine, nel quale un gruppo di notabili dell’esercito e del partito progetta l’assassinio di Hitler: l’Operazione Valchiria, le cui trame si intrecciano con le indagini di Bora. Ben Pastor si ispirò a Claus von Stauffenberg, il capo della congiura, per tratteggiare il personaggio di Bora: in questo romanzo l’eroe letterario e il colonnello che pagò con la vita il fallimento dell’attentato si incontrano, in pagine ad alto impatto emotivo. Entrambi sono uomini d’onore, dilaniati tra la fedeltà al giuramento militare e l’orrore per la deriva nazista, ma divergono sul modo in cui agire. Martin è fautore di una resistenza sottotraccia, convinto che l’Operazione Valchiria sia destinata all’insuccesso e serva solo a provocare la feroce reazione del Reich; Stauffenberg lo accusa di inerzia, malgrado sappia quanto Bora sia da anni nel mirino delle SS. Un confronto burrascoso tra due uomini consapevoli di essere, in ogni caso, sul ciglio del baratro, personale e collettivo.
Nel cielo sopra Berlino abbondano le stelle cadenti di luglio, metafore di un passato perduto e di un futuro in cui è impossibile credere. Malgrado l’atmosfera di disastro imminente, mentre gli Alleati incalzano e i sogni di gloria del Reich crollano come i sontuosi edifici berlinesi, Bora porta a termine l’inchiesta superando depistaggi e oscure manovre politiche.
Stoico, malinconico, coraggioso e insieme rassegnato, il soldato-detective in questo romanzo indaga e vive tra penombre sfuggenti. “La sua è una passeggiata tra le rovine”, sintetizza l’autrice, in una terra dove “lattughe e sepolture si contendevano un posto al sole”. Amici e avversari si distinguono a fatica, i ricordi feriscono come coltelli. La guerra accelera i sentimenti e avvicina esistenze nello spazio di una notte, magari in camere d’albergo buie al suono delle sirene d’allarme.
Come nei precedenti romanzi, Ben Pastor – italoamericana, nata a Roma ma trasferitasi negli Usa dove è diventata docente universitaria di scienze sociali – mescola con maestria le vicende di personaggi storici e letterari, drammi individuali e universali, mystery classico e noir. La sua prosa è potente nei momenti drammatici, struggente in quelli venati di poesia: l’autrice ama i contrasti e le terre di confine, dove le emozioni prendono corpo. Come il suo personaggio preferito, Martin Bora, insieme vitale e crepuscolare, sospeso tra ferreo autocontrollo e slanci improvvisi.
Tra le pagine più intense, quelle del diario in cui Martin racconta eventi e sensazioni vincendo, solo lì, il suo mimetismo emotivo. Così definisce se stesso: “Inquieto ma leale, coinvolto quel che basta a rendermi colpevole ma non a dannarmi l’anima.
Salvare quest’ultima è quanto posso fare, finché la tenaglia ricomincerà a stringere. Per ora, posso solo trattenere il fiato”. E noi con lui.
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Liam Gallagher, ex Oasis, finisce nel mirino di Scotland Yard per sospetta aggressione contro la fidanzata Debbie Gwyther. Lo riferiscono fonti di polizia citate dalla Bbc, dopo che il Sun aveva pubblicato online un video che riprendeva la scena di un apparente alterco violento scatenato dal cantante nei confronti della donna.
Al momento Scotland Yard precisa che a Gallagher non sono state mosse accuse specifiche, pur essendo stato interrogato e ammonito il 25 settembre, mentre non risultano denunce da parte di Debbie Gwyther. L’episodio testimoniato dal video risale al 9 agosto. Le immagini trapelate vennero riprese dalle telecamere a circuito chiuso di un noto locale di Londra, il ristorante e bar Chiltern Firehouse, nel quartiere di Marylebone.
Gallagher ha negato in ogni modo qualunque atto violento da parte sua fin dal momento delle prime rivelazioni del Sun, oltre un mese fa: “Non ho mai alzato le mani in modo aggressivo su alcuna donna”, ha twittato.
– BOLOGNA
– Ai dieci spettacoli operistici, già annunciati in estate (Trovatore, Salome, Barbiere, Rigoletto, Traviata, Turandot, Sweeney Todd, Italiana in Algeri, Fidelio, Cavalleria Rusticana e Pagliacci), il Teatro Comunale di Bologna affiancherà per la stagione artistica 2019 dieci concerti sinfonici, quattro balletti (ancora in via di definizione), una tournée in Giappone a giugno, la partecipazione da coproduttore al Festival Verdi con due titoli, il Festival Bologna Modern, alcuni concerti in regione e attività di carattere formativo. Lo ha annunciato il sovrintendente e direttore artistico della Fondazione, Fulvio Macciardi, sottolineando il carattere “al femminile” delle proposte, non solo per la nuova e colorata grafica disegnata dalla street artist Alice Pasquini, ma anche per i titoli e la presenza di due direttrici: il ritorno (3 marzo) della coreana Shiyeon Sung e il debutto (10 aprile) di Giedre Slekyte, 28enne lituana in ascesa. Tra le proposte, l’avvio del ciclo delle sinfonie di Mahler.
– Leonardo? “E’ un genio dell’imperfezione, il più alto esempio di Rinascimento incompiuto, uno per cui la cosa più importante era l’intuizione”. Vittorio Sgarbi riprende dal Teatro Olimpico con Leonardo- in scena dal 10 al 14 ottobre – il suo tour nei teatri per raccontare i grandi protagonisti del passato, ed è già un fiume in piena di parole e di provocazioni. “E’ uno spettacolo po’ lungo – premette- perché Leonardo è una figura complessa, alle volte arrivo a tre ore, ma se vedo che qualcuno tra il pubblico dorme, beh, lo sveglio parlando di Di Maio”. Una personalità complessa ed un pensiero complesso, Leonardo, aggiunge il critico, “può portare ad equivoci incredibili”.
Tant’è il progetto è avviato e “alla fine, dati i ritardi di tutto il resto, sarà anche l’unico” a celebrare i 500 anni dalla morte del genio fiorentino. Poi si continua: “proseguirò nel 2019 con Raffaello e credo nel 2021 con Dante, per la prima volta un letterato: lo farò per sfottere Benigni, leggerò Dante per farlo sentire un nano”.
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NEW YORK
– “La prima notte di nozze mi costrinse a vedere un sex show”. E’ Tina Turner a parlare a proposito dell’ex marito Ike Turner in un’intervista a You Magazine a pochi giorni dall’uscita del suo libro ‘Tina Turner: My Love Story’. La star del R&B, 78 anni, racconta che poco dopo aver pronunciato il fatidico sì nel 1962 a Tijuana in Messico, Ike, produttore, musicista e fondatore del gruppo ‘Ike & Tina Turner’, la portò in un bordello per festeggiare e la costrinse a guardare un sex show dal vivo. “Quasi non l’ho detto a nessuno – racconta la Turner -. Ci sono cose che non ricordi e cose che non vuoi ricordare. Quei ricordi ti penetrano dentro. Non voglio parlare del passato, l’ho vissuto, ero lì tutto il tempo”.
Dopo un matrimonio all’insegna degli abusi, la Turner divorziò da Ike nel 1978. Oggi vive in Svizzera con il marito Erwin Bach. Dopo una relazione di 27 anni, la coppia si è sposata nel 2013, anno in cui la cantante ha rinunciato alla cittadinanza americana per prendere quella svizzera.
– Sarà un viaggio nella fantasia, in una commistione continua tra teatro e cinema, immagini animate e musica, tecnologia e talento artistico, la celeberrima fiaba di “Die Zauberflöte – Il flauto magico” di Mozart che il 9 ottobre riapre la stagione lirica all’Opera di Roma, restando in scena fino al 17. Con l’allestimento della Komische Oper di Berlino, lo spettacolo vede alla regia Barrie Kosky e Suzanne Andrade e sul podio il maestro Henrik Nánási. Dopo il successo in tutto il mondo, questa rilettura, in prima nazionale, promette di conquistare il pubblico: i due atti dell’opera infatti diventano strumento onirico per attraversare epoche e stili, lasciando emergere la doppia influenza dei registi, da un lato Kosky, sovrintendente della Komische Oper, dall’altro Andrade, direttrice (insieme a Paul Barritt) del gruppo artistico londinese “1927”. Proprio a “1927” si deve la contaminazione con film muti e d’animazione, e richiami a forme teatrali come il vaudeville e il music-hall.
– NEW YORK
– Dopo la valanga di critiche per la sua proposta di abolire il 13/o emendamento della costituzione che mise fine alla schiavitù, Kanye West abbandona Twitter e Instagram. Il rapper, 41 anni e tra le altre cose marito di Kim Kardashian, aveva già chiuso il suo account su Twitter lo scorso anno, ma era tornato a cinguettare in primavera finendo nell’occhio del ciclone per il suo sostegno a Donald Trump.
West è anche alle prese con un disturbo bipolare e qualche giorno fa è saltato su un tavolo in un college di Detroit in difesa del Ceo della Tesla Elon Musk. “Lasciatelo in pace c…”, aveva commentato. Precedentemente, mentre era ospite del Saturday Night Live, ha improvvisato uno show pro-Trump indossando un cappello ‘Maga’ (Make American Great Again, slogan della campagna del presidente, ndr) e attirandosi i fischi del pubblico.
– “Viaggio senza vento”, pubblicato nell’ottobre 1993, è l’album che consacrò i Timoria facendoli diventare punto di riferimento per la musica rock in Italia grazie anche ai brani “Senza Vento” e “Sangue Impazzito”. Il disco, un concept album scritto e arrangiato dagli stessi Timoria, vede la partecipazione di Eugenio Finardi e di Mauro Pagani. Alle spalle la band bresciana aveva già tre album, una partecipazione al Festival di Sanremo tra le giovani proposte (con Premio della Critica), collaborazioni con Ligabue e Gianni Maroccolo e lunghi tour sempre più affollati.
A 25 anni di distanza, l’album viene ripubblicato in tre edizioni: doppio cd con l’album rimasterizzato dai nastri originali e l’aggiunta di un bonus disc con l’inedito “Angel”, la cover di “I Can’t Explain” degli Who e le versioni demo di 11 brani; doppio LP in vinile da 180 grammi; box deluxe in edizione numerata contenente il doppio CD, il doppio LP in vinile giallo, un poster del tour di “Viaggio Senza Vento” e un book con foto inedite.
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Sarà un viaggio attraverso tanti mondi di fantasia, in una commistione continua tra teatro e cinema, immagini animate e musica, tecnologia e talento artistico, la celeberrima fiaba di “Die Zauberflöte – Il flauto magico” di Mozart che il 9 ottobre riapre la stagione lirica all’Opera di Roma, restando in scena fino al 17. Con l’allestimento della Komische Oper di Berlino, lo spettacolo vede alla regia Barrie Kosky e Suzanne Andrade e sul podio dell’orchestra il maestro Henrik Nánási. Dopo il successo in tutto il mondo, dagli Usa a Edimburgo a Pechino, questa rilettura del titolo mozartiano arriva a Roma in prima nazionale e promette di conquistare il pubblico con la sua originalità: i due atti dell’opera, pur nel rispetto della tradizione, diventano strumento onirico per attraversare epoche e stili, lasciando emergere chiaramente la doppia influenza dei registi, da un lato Kosky, sovrintendente della Komische Oper, dall’altro Andrade, direttrice (con Paul Barritt) del gruppo artistico londinese “1927”.
– TORINO
– E’ a rischio la prima del Teatro Regio di Torino prevista per mercoledì 10 ottobre con la messa in scena del Trovatore di Giuseppe Verdi. La decisione sarà presa il 9 dalle Rsu che incontreranno alle 12 il sovrintendente William Graziosi. Dalle 15 alle 16 ci sarà l’assemblea. Il 9 salterà la prova generale. Giovedì la sindaca di Torino Chiara Appendino andrà a Roma per un incontro al ministero ai Beni Culturali dopo il taglio del Fus di 2 milioni di euro.
“Domani è una giornata decisiva. Sono qui da 17 anni e la prima del Regio non è mai saltata. Non c’era mai stata una situazione così brutta”, spiega Pietro Gabriele, segretario generale Slc Cgil.
Tra le ipotesi anche quella di spostare l’orario di inizio dello spettacolo o di leggere un comunicato prima. “Bisogna vedere se ci saranno fatti concreti o promesse, serve un intervento efficace riferito al presente o al futuro, basta passato”.
Dal 7 ottobre è stato proclamato lo stato di agitazione. I dipendenti del Teatro Regio sono oltre 300.
– Dopo la vittoria come “Band internazionale dell’anno” ai Prog Music Awards UK 2018, per celebrare 48 anni di successi in Italia e nel mondo, il 19 ottobre uscirà (per InsideOutMusic/SonyMusic), la raccolta completa di PFM – Premiata Forneria Marconi: 4 cd di musica, storie e immagini inedite.
La band è stata invitata, per la terza volta, a salire a bordo della “Cruise to the edge” (CTTE) che partirà a febbraio da Tampa. La Premiata Forneria Marconi è l’unico artista italiano che parteciperà all’evento insieme alle più grandi prog band del mondo, capitanate degli Yes.
In occasione del quarantennale dei live “Fabrizio De André e PFM in concerto” e a vent’anni dalla scomparsa del cantautore, la PFM, in primavera, tornerà sui palchi di tutta Italia con “PFM canta De André – Anniversary”, un tour per celebrare il sodalizio con il poeta genovese. Il primo appuntamento sarà il 12 marzo a Bologna.
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– PONZANO VENETO (TREVISO)
– Lo stilista francese Jean-Charles de Castelbajac, 68 anni, è il nuovo direttore artistico delle collezioni uomo e donna di United Colors of Benetton. Lo ha designato il presidente del gruppo dell’abbigliamento di Ponzano Veneto, Luciano Benetton, il quale ha sottolineato che le capacità del dirigente di “prevedere le tendenze di domani, sia nella società sia nella moda, saranno una grande risorsa per il nostro marchio”. Castelbajac, fra le sue varie esperienze, annovera la fondazione del marchio Iceberg, nel 1974, e quella della casa di moda che porta il suo nome, quattro anni dopo, collaborando inoltre con marchi come Max Mara, Ellesse, Courrèges, Rossignol e le Coq sportif.
– Carlo Cottarelli con ‘I sette peccati capitali dell’economia italiana’ (Feltrinelli), per la sezione saggistica economica; Amedeo Quondam con ‘De Sanctis e la storia’ (Giannini Editore), per la sezione saggistica; Giancarlo Gaeta con ‘Leggere Simone Weil’ (Quodlibet), riconoscimento speciale della giuria e Javier Cercas per la lezione sull’Europa ‘E pluribus Unam’, per la sezione saggio breve: sono i vincitori dell’VIII edizione del Premio De Sanctis dedicato alla saggistica.
La cerimonia di premiazione si svolgerà il 18 ottobre alle 18.30, a Villa Doria Pamphilj, a Roma, e sarà condotta da Benedetta Rinaldi, volto di Uno attina su Rai1. Prenderanno parte all’evento, tra gli altri, Isabella Ferrari, Valentina Lodovini, Pif, Laura Morante, Martina Colombari, Fabrizio Bentivoglio, Luigi Lo Cascio e Lina Sastri.
La giuria, presieduta da Giorgio Ficara, è composta da Raffaela Manica, Giacomo Marramao, Raffaela La Capria, Elisabetta Rasy, Nadia Fusini, Franco Cordelli, Raffaello Palumbo Mosca. L’obiettivo è “mettere in risalto testi innovativi dal punto di vista tecnico e contenutistico e portare all’attenzione del pubblico un genere che oggi va affermandosi da sé nella sua energia cognitiva e nella sua duttilità formale: la saggistica. Patron del Premio è Gianni Letta.
Il riconoscimento annuale, dedicato a Francesco De Sanctis, più volte ministro della Pubblica Istruzione e fra i maggiori critici e storici della letteratura italiana dell’Ottocento, è nato nel 2009 con l’adesione del presidente della Repubblica ed è stato fortemente voluto dalla Fondazione De Sanctis, presieduta dall’omonimo pronipote. Tra i premiati delle passate edizioni: Massimo Cacciari, Giorgio Napolitano, Gustavo Zagrebelsky. L’edizione 2018 farà da preludio ad altre iniziative istituzionali, che si svolgeranno da qui alla fine dell’anno alla Corte Costituzionale, al Consiglio di Stato e alla Corte dei Conti, con le quali si concluderanno le attività del bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis (1817/2017), organizzate in collaborazione con il Comitato De Sanctis 200 anni.
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Mimmo Locasciulli torna con “Cenere”, il suo nuovo album di inediti in uscita il 9 novembre (HOBO/Believe Digital) in cd, in vinile e sulle piattaforme streaming.
A due anni dalla pubblicazione del doppio cd celebrativo “Piccoli cambiamenti”, e dopo 9 anni dal suo ultimo album di inediti (“Idra”), Cenere racchiude tutto il percorso artistico di Mimmo: dalle prime esperienze folk al rock-pop cantautorale, dagli sconfinamenti nell’elettronica fino alle immersioni nel blues e nel jazz. I suoi testi, come di consueto, si arricchiscono di una ricerca anche poetica, oltre che della testimonianza e della cronaca del tempo che vive.
Il disco racchiude diverse collaborazioni, come quella con Enrico Ruggeri, Pacifico e Büne Huber, frontman e anima dei Patent Ochsner, strepitosa rock band bernese premiata lo scorso anno con gli Award come miglior gruppo, miglior album e miglior live. Ci sono anche Fabrizio Bosso e Awa Ly, giovane cantante franco-senegalese.
– PALERMO
– I volti di quattromila persone saranno esposti a Palermo, dall’11 ottobre, in piazza del Palamento e davanti a Palazzo Reale. Sono facce che esprimono la volontà di “restare umani”. Questo è l’obiettivo di una grande mostra di ritratti in bianco e nero promossa da ArtsFor con l’artista francese “JR”, creatore del format originale dell’esposizione. A Palermo, su una superficie all’aperto di cinquemila metri quadrati, sarà rappresentato il tema dell’integrazione, che è stato condiviso con l’Assemblea regionale siciliana e la Fondazione Federico II. “Il Palazzo Reale – dice il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché – ha rappresentato un punto di incontro di popoli, linguaggi, culture. Oggi è il luogo in cui celebriamo l’integrazione con un’istallazione e un concerto. Dal balcone del palazzo si esibiranno artisti italiani e africani”. “Questo – aggiunge Patrizia Monterosso, direttrice della Fondazione Federico II – è un luogo dove il sincretismo culturale, artistico e antropologico regna da secoli”.
– NAPOLI
– Il ministero dei Beni Culturali pubblicherà nei prossimi giorni il bando europeo per la scelta del nuovo direttore della Reggia di Caserta che sostituirà Mauro Felicori, in carica dal 2015 e che andrà in pensione dal prossimo 31 ottobre per raggiunti limiti di età. Lo si apprende da fonti qualificate del Mibac. Il nuovo bando parte dalla base di quelli varati dal precedente ministro Franceschini, ma è all’esame dell’ufficio legislativo del ministero retto ora da Alberto Bonisoli, che lo sta limando anche per evitare i possibili ricorsi. Nel bando, trapela, verrà indicata espressamente la necessità per i nuovi direttori, che possono essere stranieri, di parlare correttamente l’italiano.
“Dal 1 novembre non ho progetti, sono in pensione, tornerò nella mia Bologna e vediamo se ricevo proposte interessanti – dice Felicori – Non nascondo che mi piacerebbe rimanere in Campania e al Sud, perché penso che i beni culturali qui costituiscano un motore di sviluppo importante”.
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‘7 Miracles VR’, lungometraggio di Rodrigo Cerqueira e Marco Spagnoli, prodotto da Joel Breton, Rodrigo Cerqueira ed Enzo Sisti ha vinto il concorso del Raindance Film Festival, il più importante festival di cinema indipendente del Regno Unito. E’ la prima volta che un regista italiano conquista questo premio con quello che viene considerato il primo lungometraggio della Storia del cinema realizzato in VR.
La storia dei miracoli di Gesù, testimoniata nel Vangelo di San Giovanni, è la prima produzione in Italia di Vive Studios, il braccio creativo di HTC Vive, la principale piattaforma di realtà virtuale immersiva al mondo. Vive Studios collabora con il produttore Enzo Sisti, filmaker di film di successo come la Passione di Cristo di Mel Gibson, “Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou” di Wes Anderson, “Wonder Woman” e molti altri.
– Al via lunedì 8 ottobre 2018 le riprese di Erre11 (titolo provvisorio) la prima pellicola firmata nella regia e nella sceneggiatura da Marco Bocci.
Il film, tratto dall’ esordio letterario dell’attore di cinema e tv, pubblicato nel 2016 dalla De Agostini, sarà girato interamente nella Capitale e sarà una co-produzione internazionale Italia-Spagna, prodotto da Gianluca Curti per Minerva Pictures Group con Rai Cinema e Potenza Producciones.
Racconta la vita di Mauro (Libero De Rienzo), un ragazzo di trentacinque anni, e di tutta la sua famiglia, in un quartiere periferico di una grande metropoli. Quello che per molti è la normalità, in una realtà complessa come quella vissuta da Mauro, diventa un’utopia: trovare un lavoro, costruirsi un futuro con Samantha (Laura Chiatti). “Voglio raccontare una periferia vera” afferma Bocci, “dentro la quale si incrociano tanti personaggi, ognuno col suo percorso, ognuno diverso dall’altro ma indispensabile per il prossimo”.
– LOS ANGELES
– Sarà il regista e sceneggiatore americano candidato agli Oscar Lee Daniels, il chairman della 23a edizione di Capri Hollywood, il festival del cinema che ogni anno si tiene nell’isola azzurra a ridosso fra Natale e Capodanno. Ad annunciare è Pascal Vicedomini, fondatore e produttore del festival che dal 27 dicembre al 2 gennaio porterà nel Golfo di Napoli le star del cinema internazionale, anticipando come tradizione la stagione dei premi. “Capri, Hollywood è un appuntamento prestigioso per l’eccellenza dei suoi film e dei suoi ospiti, molti dei quali, subito dopo, vengono premiati con Oscar, BAFTA e Golden Globe – dichiara Lee Daniels, protagonista agli Academy nel 2009 con Precious, primo afro-americano nominato ai Director’s Guild of America Awards, autore di serie tv come Empire, produttore e filantropo – La nostra intenzione è portare avanti questa prestigiosa tradizione. Non vedo l’ora di essere in Italia e di mettermi al lavoro per rendere l’edizione 2018-19 davvero indimenticabile”.
”Lee Daniels nutre da tempo un profondo affetto per l’Italia – dice Vicedomini – Nel 2011 ha ricevuto il Capri Social Award ed è stato presente in varie edizioni di Ischia Global Film & Music Festival. Grazie al suo versatile talento creativo e al suo forte impegno sociale, Lee incarna perfettamente lo spirito del nostro festival, un luogo di scambio tra culture cinematografiche, di opportunità per i giovani autori nonché un’importante vetrina di film di alta qualità. Siamo davvero lieti che abbia accettato il nostro invito a presiedere il festival di quest’anno”. Tra i film di Daniels, oltre il premiatissimo Precious (sei nomination agli Oscar fra cui Miglior Regia e il Miglior Film dell’Anno, due le statuette vinte per Migliore Attrice Non Protagonista e Migliore Sceneggiatura Non Originale) ci sono anche The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca e The Paperboy. Il celebre filmaker, attivista LGBT, nella sua attività filantropica sostiene varie organizzazioni a scopo benefico e numerose iniziative fra cui la Ghetto Film School, una associazione non-profit per la formazione di giovani autori americani. Capri, Hollywood è organizzato dall’Istituto Capri nel Mondo così come il ‘gemello’ Los Angeles, Italia Film, Fashion and Music Festival che si tiene a Hollywood nella settimana che precede la notte degli Oscar, ed è sostenuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (D.G Cinema), dalla Regione Campania, dalla Città di Capri e dal Comune di Anacapri.
E’ morto all’età di 76 anni l’attore Scott Wilson, interprete della serie ‘The Walking Dead’. L’annuncio è stato dato dalla AMC, la rete della serie, che lo ha definito “il nucleo emotivo dello show” nel quale ha recitato dal 2011 al 2014. Il ritorno di Wilson era previsto per la prossima stagione e l’attore aveva già girato le sue scene. Wilson era giunto alla notorietà nel 1967, interpretando l’assassino Robert Hickock nel film ‘A sangue freddo’ di Richard Brooks. Nel 1974 aveva recitato nel ‘Grande Gatsby’ di Jack Clayton e nel 1997 in ‘Soldato Jane’ di Ridley Scott.
Esiste un altro mondo sui tetti di Roma tra fumetto, favola e sogno. Come indica il titolo, ‘Guarda in alto’, primo lungometraggio di Fulvio Risuleo in sala dal 18 ottobre con Revok, bisogna solo guardare verso il cielo, frequentare i terrazzi condominiali per capire che lì, inaspettatamente, c’è un mondo parallelo, underground, dove tutto è possibile e la realtà sembra davvero lontana.Virgilio di questo mondo nel film, già ad Alice nella Città e a Rotterdam, è Teco (Giacomo Ferrara), giovane assistente fornaio, basettoni, ciuffo e candore alla Troisi che, una volta sul terrazzo per una pausa sigaretta, non ne scende più. Il ragazzo inizia a vagare per i tetti di Roma dove vede precipitare un gabbiano (in realtà un drone telecomandato con dentro una mano mummificata con tanto di anello). Questo è solo il primo passo per un viaggio nella parte alta della Città Eterna, dove incontrerà i personaggi più strani e grotteschi come una inquietante comunità di bambini mascherati, due viaggiatori francesi in mongolfiera, due esuberanti gemelli nudisti, un convento di suore dai modi molto liberali, un anziano apicultore chiamato Baobab (Lou Castel) e, infine, un fabbricante di razzi pronti per essere lanciati nell’occhio della luna.Risuleo, dopo due corti presentati a Cannes, ‘Lievito madre’ e ‘Varicella’ (vincitore alla Semaine della Critique), arriva a questo primo lungometraggio pieno di momenti alti e ingenuità in cui si mescolano le anime di Verne, Collodi, Antoine de Saint Exupery e, sul fronte cinematografico, quelle di Gilliam e Michel Gondry. “Mi interessava fare un film d’avventura – dice il regista classe 1991 – . Probabilmente questa esigenza viene dalle mie passioni letterarie dell’infanzia: Verne, Collodi, Omero, Pratt, Calvino, Hemingway, ma il tutto però aggiornato ai nostri tempi. Teco – continua – viaggia da un tetto all’altro attraversando varie “tappe” proprio come succede nei road movie. Lui ha come motore una grande curiosità e la voglia di esplorare situazioni nuove”.Per Risuleo, l’idea era comunque “di costruire un immaginario non lontano da quello che in città come New York o Berlino sarebbe “l’underground” ma traslandolo di sopra. Un luogo comunque altrettanto nascosto. Questa Roma parallela ha molti elementi in comune con la Roma originale ma è abitata da personaggi molto diversi tra loro che provengono da tutto il mondo. Una sorta di torre di Babele – conclude- in cui tante culture si mischiano e si scambiano i modi di pensare”.
– In una Roma materna e matrigna Francesca Archibugi torna a dirigere: il nuovo film è Un anno in Italia, protagonisti Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Massimo Ghini, Marcello Fonte, Roisin O’Donovan, Andrea Calligari con Valentina Cervi e con Enrico Montesano. In una periferia decorosa di villette a schiera vive la famiglia Attorre: Luca (Adriano Giannini), giornalista free-lance molto free, confezionatore di articoli di colore che piazza a stento sui giornali, Susi (Micaela Ramazzotti), ballerina piegata a insegnare danza a signore sovrappeso, e Lucilla, la bimba seienne quieta e immaginifica ma affetta da asma bronchiale severa. Dentro una Roma magnifica e incomprensibile, stratificata, arriva Mary Ann (Roisin O’Donovan), irlandese e studentessa di storia dell’arte, ragazza alla pari per la piccola Lucilla. Un anno di permanenza in Italia e in casa Attorre che si rivelerà denso di legami leciti e illeciti, di amicizia e d’amore.
– Ricorrono in questi giorni gli 80 anni dalle leggi razziali. La generazione dei testimoni è ormai in estinzione e il ricordo passa anche attraverso il cinema con cinque film (quattro in anteprima alla Festa del cinema a Roma 18-28 ottobre, uno presentato alla Mostra di Venezia). Si tratta di “1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani” di Pietro Suber, preapertura alla Festa di Roma il 15 ottobre, poi in sala e a metà novembre su Rai1, che si concentra su cinque storie, perseguitati e persecutori; “1938 – Diversi” di Giorgio Treves, con testimonianze uniche, in sala l’11 ottobre con Mariposa e il 23 ottobre in tv su Sky Arte; “La Razzia, 16 ottobre 1943” di Ruggero Gabbai nel giorno del 75/mo anniversario quando a Roma furono arrestati 1022 ebrei (solo 16 torneranno da Auschwitz). E poi ancora Who will write our history di Roberta Grossman sul ghetto di Varsavia dove nel novembre 1940 i nazisti rinchiusero 450 mila ebrei e Sobibor, un film del 2001 omaggio al recentemente scomparso Claude Lanzmann.
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Il segno di una matita su un foglio e nasce la magia. Hanno preso forma così il pesciolino Nemo, l’auto da corsa Saetta Mc Queen di Cars, il topolino chef di Ratatouille e tanti altri eroi dei capolavori dell’animazione digitale che hanno fatto fantasticare generazioni di piccoli spettatori e i loro genitori, “bambini di ritorno” insospettabili o dichiarati. Tutto merito di quella macchina del sogno spinta dal motore della ricerca e dell’innovazione tecnologica che è la Pixar. Ai 30 anni della casa di produzione californiana che ha cambiato la storia dei film animati grazie alla rivoluzione degli effetti speciali digitali usciti dai suoi laboratori è dedicata la mostra aperta al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 20 gennaio. Le 400 opere selezionate – disegni, acquerelli, dipinti in acrilico o digitali, calchi e modelli fatti a mano – raccontano il dietro le quinte di un film, il lavoro di squadra di decine di creativi, scienziati, che dura in media 4 o 5 anni per ogni titolo.
– Vero e proprio boom di visitatori per “Andy Warhol”, la mostra allestita a Roma, al Complesso del Vittoriano, fino al 3 febbraio: già 7128 persone hanno infatti visitato l’esposizione nei primi cinque giorni di apertura.
Curata da Matteo Bellenghi, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con Eugenio Falcioni Art Motors srl, la mostra celebra il genio di Pittsburgh, padre del movimento della Pop Art, proponendo al pubblico un articolato percorso attraverso 170 opere che dagli anni ’60 arriva fino alla morte dell’artista, avvenuta nel 1987. Dalla serie Campbell’s Soup alle icone come Elvis e Marilyn, passando per le serigrafie dedicate al mondo della moda, del cinema e della musica, fino alle polaroid e ai disegni, la mostra celebra Warhol come uomo e come artista, documentando tutto il suo mondo, le sue trasgressioni e le ossessioni, la capacità di sperimentare con i mezzi di comunicazione e di sviluppare un nuovo linguaggio intuendo l’evoluzione della società.
– IL CAIRO
– Con una “sfilata speciale”, Dolce&Gabbana ha celebrato il 7 ottobre l’apertura della propria boutique che da marzo spicca nella Fashion Avenue Expansion del Mall di Dubai. Per l’occasione Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno realizzato una collezione ricca di contrasti, pensata per le notti d’oriente con un tocco di sartoria, Sicilia e italianità. Lunghi abiti da sera in chiffon color rosa peonia, arancio, giallo, azzurro si fondono con applicazioni di piume, ametiste, smeraldi, acquemarine, cristalli d’oro e d’argento, ricami di fiori e di motivi ornamentali arabeggianti.
La sfilata ha presentato anche corone e copricapi che trasformano le donne Dolce&Gabbana in regine forti e passionali, dall’eleganza raffinata. La collezione include, poi, tuxedo maschili e look dal carattere sportivo e contemporaneo. [print-me title=”STAMPA”]
