Ultimo aggiornamento 9 Ottobre, 2018, 16:07:26 di Maurizio Barra
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DI MARTEDì 09 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Torna Zusak con ‘Il ponte d’argilla’
Primo romanzo adulti dell’autore di Storia di una ladra di libri
Il giorno più bello del mondo di SianiAl via il set al Teatro Politeama di Napoli
Morto l’attore Venantino VenantiniAveva 88 anni. Al suo attivo 150 film. Il primo, ‘Un giorno in pretura’
Yoko celebra John Lennon ed Imagine, anniversario simbolicoIl 9 ottobre avrebbe compiuto 78 anni, l’11 usciva inno pace
Modena celebra Pavarotti con un concertoVenerdì per il compleanno, esordisce orchestra della Via Emilia
Martin Scorsese ‘incontra’ Da PonteUniti da cattedrale S. Patrick dove sbarca il Lirico di Cagliari
Matera 2019: arriva il Fadiesis FestivalLa manifestazione anche in Friuli, in Veneto e in Slovenia
A S. Miniato marmi di Fondazione HenrauxPercorso con 9 sculture monumentali nella città medievale
Andrea,graphic novel de Lo Stato SocialeCon i disegni di Luca Genovese, uscirà il 31 ottobre
Sud Atomico in un libro inchiestaInchiesta di Marisa Ingrosso sul nucleare italiano
Riccardo Rossi su Rai3 con i Miei ViniliPrimo ospite Montezemolo, poi Gassmann, Gerini, Verdone, Lear…
Panariello,Conti e Pieraccioni a FirenzeAl Verdi dal 28 dicembre al 13 gennaio 2019
Cultura, nel 2030 più interdisciplinariMovimento 5 Stelle presenta prima ricerca previsionale settore
Corto ‘Non baciare’ vince F.Cinema NuovoFra cortissimi rassegna attori disabili primo ‘Il Furbo’
‘Guarda in alto’, i tetti di Roma tra favola e sognoIn sala dal 18 il film d’esordio di Fulvio Risuleo
Registe italiane al Festival di LondraDa selezione nazionale partecipano in tutto sette pellicole
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MARKUS ZUSAK, IL PONTE D’ARGILLA (FRASSINELLI, PP 492, EURO 20). Tredici anni dopo lo straordinario successo di ‘Storia di una ladra di libri’, Markus Zusak torna con un nuovo attesissimo libro ‘Il ponte d’argilla’.
E’ il suo primo romanzo per adulti che esce in Italia per Frassinelli il 9 ottobre, in contemporanea con l’Australia, dove vive lo scrittore, con il Canada e con gli Stati Uniti.
Storia dei cinque fratelli Dunbar che se la devono cavare da soli, dopo la morte della madre e l’abbandono del padre, il nuovo romanzo arriva dopo gli 8 milioni di copie vendute nel mondo, 96 mila in Italia, e la traduzione in 40 lingue, di ‘Storia di una ladra di libri’ scritto da Zusak nel 2005 e diventato anche un film di Brian Percival. Proprio in occasione dell’uscita del film, il romanzo, ripubblicato nel nostro Paese nel 2014 aveva venduto 450.000 copie diventando il libro più venduto dell’anno.
Matthew, Rory, Henry, Clayton e Thomas, il più giovane dei fratelli Dunbar, detto Tommy, devono fare i conti presto con la vita e con il mondo degli adulti. Della loro famiglia fa parte anche il mulo Achilles. Insieme dovranno darsi delle regole e affrontare le difficoltà. A far da guida sarà Clayton, soprannominato Clay, l’unico che accetterà di riavvicinarsi al padre per costruire con lui un ponte, concreto e metaforico. “In inglese, clay è un vocabolo che ha una duplice valenza. E’ l’abbreviazione del nome proprio Clayton e, in secondo luogo, significa argilla, il materiale utilizzato in edilizia, nella produzione di ceramiche e sculture” spiega Zusak, che è nato in Australia nel 1975 e vive a Sidney con la moglie e i due figli.
Certo, il romanzo “può essere tranquillamente letto anche senza saperlo, ma il fatto di esserne a conoscenza rende senz’altro più significativa la storia di Clay e del suo ponte” sottolinea lo scrittore che ci fa entrare in un flusso temporale in cui passato, presente e futuro sembrano quasi fondersi. Già nei titoli dei capitoli si capisce questo gioco con il tempo: si parte da ‘Prima del principio’ e si conclude ‘Dopo la fine’.
In questo ritratto familiare dove sono centrali la musica e una la vecchia macchina per scrivere MDS, viene ripercorsa anche e soprattutto la storia dei genitori dei cinque fratelli Dunbar: della loro madre, Penelope, detta Penny, scappata dalla Polonia, e del loro padre Michael e si entra nel cuore e nei diversi caratteri di questi ragazzi che si chiedono chi erano i loro genitori prima dei figli? “Una donna dai tanti nomi: la sbagliatrice, la ragazza del compleanno, la sposa con il naso rotto, e Penny” è scritto sulla lapide di Penelope, “molto amata da tutti ma soprattutto dai ragazzi Dunbar”.
Nel passato dei Dunbar anche un nonno con la passione per i miti greci e una nonna con la sua macchina per scrivere.
“Michael e Penelope si erano incrociati, e naturalmente era cominciato tutto con il pianoforte” si racconta. E ancora: “In principio c’eravamo tutti – ciascuno di noi una piccola parte che serviva a raccontare il tutto – e nostro padre aveva dato una mano in ogni singolo parto; era stato il primo a tenerci in braccio. Come Penelope amava dire, se ne stava lì, assolutamente consapevole, e piangeva accanto al letto, raggiante”.
I cinque ragazzi Dunbar affrontano la vita con coraggio, ma Clay ce la farà a portare a termine la più difficile delle sue imprese? Quel ponte e quel segreto che si nasconde dietro la scomparsa del padre quanto valore hanno? Michael e Penelope “erano identici e opposti, come se rispettassero una simmetria che era frutto di un progetto o del destino stesso. Lei veniva da un luogo lontano e circondato d’acqua, lui da un luogo lontano e arido” racconta Zusak che mostra, come dice il narratore, come “tramite Clay, cambiammo anche noi. Tutti”.
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Sono iniziate l’8 ottobre al Teatro Politeama di Napoli le riprese del nuovo film di Alessandro Siani, “Il giorno più bello del mondo” prodotto da Bartleby Film con Vision Distribution in associazione con Buonaluna. Siani, che è autore del soggetto e della sceneggiatura insieme a Gianluca Ansanelli, torna sul set dopo il grande successo di Mister Felicità che nel 2016 ha superato i 10 milioni di euro al Box Office. L’attore e regista napoletano, sarà il protagonista insieme con Stefania Spampinato, conosciuta per il suo ruolo di Carina De Luca nella fortunata serie americana Grey’s Anatomy, al debutto assoluto in un lungometraggio italiano, Giovanni Esposito e i piccoli Sara Ciocca e Leone Riva. La lavorazione durerà 9 settimane e toccherà oltre Napoli, le città di Roma, Cernobbio e Colmar in Francia. “Il giorno più bello del mondo” sarà nelle sale nel 2019, con Vision Distribution.
L’attore italiano Venantino Venantini è morto la scorsa notte all’ospedale di Viterbo per le conseguenze post operatorie di un intervento al femore subito la scorsa estate. Lo riferisce la sorella dell’attore, Rossana Venantini, che ci tiene a ricordare anche che suo fratello “amava al pari il cinema e la pittura, era un bravo attore ma era anche un pittore riuscito che ha partecipato a tante mostre”.
Nato a Fabriano nel 1930, aveva al suo attivo la partecipazione a 150 film. Fisico atletico, ha esordito nel cinema da comparsa in Un giorno in pretura con la regia di Steno. La sua prima parte importante nel 1961 con Odissea nuda, regia di Franco Rossi. In seguito interpreta decine di film alcuni dei quali alcuni divenuti cult come Emanuelle nera, Luca il contrabbandiere, Apocalypse domani e Paura nella città dei morti viventi. È stato diretto da registi quali Claude Lelouch, Ettore Scola, Luciano Salce. I funerali a Roma, nella chiesa dei Sacri Cuori di Maria e di Gesù, il 12 ottobre alle ore 14.30.
Di solito gli anniversari si celebrano quando c’è una cifra tonda da festeggiare: Yoko Ono, che del disprezzo delle regole e del conformismo ha fatto una regola di vita, ha deciso di lanciare una campagna celebrativa dedicata a John Lennon che corrisponde ad alcune date simboliche: il 9 ottobre, giorno in cui Lennon avrebbe compiuto 78 anni, esce “Imagine Yoko Ono”, un libro, curato da Yoko, che racconta, anche attraverso i ricordi personali di chi ha partecipato a quell’evento, la genesi di “Imagine”, l’album leggendario da cui, un mese dopo la sua pubblicazione, fu tratto il singolo, pubblicato l’11 ottobre 1971, con una delle canzoni più famose ed evocative di sempre.Contemporaneamente arriva nei negozi “Imagine – The Ultimate Collection”, un cofanetto di quattro cd e due Blu-Ray che racconta la genesi del secondo album solista di John dopo lo scioglimento dei Beatles: ci sono il disco originale, quello rimixato, le tracce di inediti, le prime versioni e perfino una versione in quadrifonia. A completare il programma, l’otto, il nove e il 10 ottobre nelle sale cinematografiche “Imagine”, il film diretto nel 1972 da John e Yoko, in versione restaurata con 15 minuti di contenuti inediti, che racconta la genesi dell’album canzone per canzone attraverso video musicali in cui, oltre a Phil Spector, che ha prodotto l’album, compaiono guest star come Fred Astaire, George Harrison, Andy Warhol, Dick Cavett, Jack Palance. Ci sono poi filmati in studio con John e la band, con George Harrison, Nicky Hopkins (pianista e storico collaboratore dei Rolling Stones), Alan White (che diventerà il batterista degli Yes) e Klaus Voormam, il bassista fotografo storico amico dei Beatles.E a proposito di omaggi anche Barbra Streisand ha inserito “Imagine” nel suo nuovo album in uscita il 2 novembre. Dopo aver subito commenti razzisti (la chiamavano la ragazza gialla oppure occhi a mandorla) e, soprattutto, dopo aver sopportato per anni insulti e minacce perché veniva considerata la donna che ha distrutto i Beatles, Yoko Ono, che porta con una disinvoltura straordinaria i suoi 85 anni, si è riappropriata del suo ruolo di musa. In fondo l’inno pacifista più famoso di sempre è anche opera sua come è stato riconosciuto tardivamente anche da Lennon: già perché all’alba del loro amore, nel 1967, quando lei era un’affermata artista d’avanguardia, Yoko aveva regalato a quello che sarebbe diventato l’amore della sua vita, una raccolta di poesie, intitolata “Grapefruit” e pubblicata nel 1964, dove c’è un testo che ha ispirato direttamente quello di “Imagine”. Lennon riconobbe il debito creativo solo dopo che il disco era già uscito Al di là della pace, abbastanza formale con Paul McCartney, e di quella ben più sostanziosa con Ringo (ma con lui è più facile andare d’accordo), e ben oltre il suo ruolo di custode ufficiale della straordinaria eredità artistica (e non solo, nel senso dei diritti ricavati) di Lennon, nel tempo Yoko, da strega malefica si è trasformata in fonte di ispirazione per generazioni di donne rock ma anche per personaggi tipo Billy Corgan, leader degli Smashing Pumpkins, suo dichiarato ammiratore.
Resta comunque la magia di “Imagine”, un brano che da tempo ha superato i confini della musica ma che all’epoca, come d’altra parte l’album, fu accolto con freddezza dalla critica, in qualche caso fu quasi stroncato. Lo stesso Lennon non era consapevole dell’incredibile potere di quella musica e di quelle parole. Eppure l’album contiene brani come “Jealous Guy”, “How Do You Sleep”, il durissimo attacco al suo ex socio Paul McCartney. Brani che sarebbero sufficienti a creare una carriera per un’artista che non fosse John Lennon, già fondatore della leggenda chiamata Beatles, ancora oggi la più potente forza evocatrice creata dal rock. L’otto dicembre 1980, quando aveva solo 40 anni, Lennon fu assassinato da Mark Chapman, un fan squilibrato che gli sparò di fronte a Yoko a pochi passi dalla loro residenza di New York, il Dakota Building, lo stesso elegante palazzo dove Roman Polanski girò “Rosemary’s Baby”. Negli otto anni che erano passati dall’uscita di “Imagine”, John e la sua musa erano diventati due simboli viventi di pace e di tolleranza, mettendosi al servizio delle cause più nobili. una scelta che gli è costata l’ostilità dell’amministrazione Nixon che lo fece spiare dall’FBI (ma anche i servizi inglesi si sono occupati di lui) e ha tentato di espellerlo dagli Stati Uniti. Il processo grazie al quale riuscì a ottenere, dopo anni, la Green Card, il documento che permette a un cittadino straniero di abitare negli Stati Uniti, ha fatto epoca. Un genio della musica, colpevole di schierarsi contro la guerra del Vietnam, il Sud Africa dell’apartheid, di frequentare gente come Jerry Rubin, considerato un potenziale pericolo, un uomo da espellere. Una storia, purtroppo, oggi drammaticamente attuale. Lo hanno ucciso prima che potesse vedere quella sua canzone diventare un inno collettivo, una preghiera laica amata anche dai religiosi, una delle poche canzoni capaci ancora di dare una speranza anche nei momenti più bui.
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MODENA
– Un concerto lirico vocale degli allievi di Mirella Freni e Raina Kabaivanska, accompagnati dall’Orchestra giovanile della via Emilia, al suo debutto assoluto: con questo evento il prossimo 12 ottobre, venerdì, Modena celebra l’anniversario della nascita di Luciano Pavarotti, al teatro comunale della città emiliana. Sul palco del Comunale saliranno il soprano Marily Santoro, il mezzosoprano Evgeniya Chislova, Reynaldo Droz (tenore), Alex Martini (baritono). Eseguiranno arie tratte da opere di Rossini, Bellini, Donizetti e Mozart. L’Orchestra Giovanile della Via Emilia è al suo debutto ed eseguirà, oltre a brani sinfonici di Verdi e Rossini, anche un pezzo sinfonico in prima assoluta (Aleph), vincitore del concorso destinato agli studenti e agli ex studenti di composizione di quattro conservatori. Conduce la serata il giornalista Oreste Bossini.
– CAGLIARI
– Martin Scorsese sulle tracce di Lorenzo Da Ponte. Il grande regista e produttore statunitense naturalizzato italiano ha deciso di patrocinare, e seguire da vicino, il film documentario che un’importante rete televisiva dedicherà all'”Oratorio for the Benefit of the Orphan Asylum”.
Saranno Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari diretti da Donato Renzetti ad eseguirlo il 16 ottobre alle 19.30 nella cattedrale di Saint Patrick di New York, a 192 anni dalla ‘prima’ nell’interpretazione di Manuel García e sua figlia, Maria Malibran. L’evento è l’ultimo appuntamento del progetto “Il ponte di musica” ideato dal sovrintendente del Lirico, Claudio Orazi, che vede protagonista il Teatro di Cagliari e la Regione Sardegna uniti, questa volta, nella figura di Lorenzo Da Ponte, librettista di Mozart e fine uomo di cultura.
Fu proprio nella prestigiosa cattedrale che furono celebrati i funerali dell’insigne italiano, nel 1838.
– MATERA
– Le note per fisarmonica e archi dell’ottava edizione del “Fadiesis Accordion Festival” legheranno Matera a Pordenone e alla Slovenia in un ciclo di concerti che coinvolgeranno musicisti delle tre realtà nel segno di un gemellaggio artistico e culturale, in vista di Matera capitale europea della cultura 2019. Lo si è appreso oggi a Matera nel corso della presentazione del festival – promosso dalle associazioni Fadiesis di Matera e Pordenone – che si terrà nella Città dei Sassi dal 12 al 14 ottobre, dal 19 ottobre al 16 dicembre a Pordenone e in altri centri del Friuli Venezia Giulia, Veneto e Slovenia.
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SAN MINIATO (Pi)
– Il candore di marmi dalle forme inedite che dialoga con le pietre, i mattoni, le piazze e i monumenti di San Miniato, in un contrasto suggestivo e affascinante: è il percorso di sculture monumentali che Collezione Henraux e Fondazione Henraux nella cittadina medievale toscana dal 10 novembre al 7 gennaio. Le 9 opere esposte, firmate da artisti di fama internazionale e quasi tutte realizzate con il Bianco del Monte Altissimo per la Fondazione Henraux, saranno accolte in vari angoli della città. La piazza antistante Palazzo Grifoni ospiterà Arrivederci e Grazie di Fabio Viale; Bue tractor di Mattia Bosco; Materialità dell’invisibile di Mikayel Ohanjanyan e Il canotto di Kim De Ruysscher. All’ingresso del Palazzo Comunale sarà invece installata Frappa di Francesca Pasquali, mentre Moby Dick (Vertebra) di Daniele Guidugli sarà all’Oratorio del Loretino.
La Piazza del Duomo accoglierà due colonne di Park Eun Sun, mentre all’ingresso del Giardino Bucalossi una doppia opera di Helidon Xhixha.
S’intitola “Andrea” e arriverà in libreria il 31 ottobre con Feltrinelli Comics, la prima graphic novel firmata da Lo Stato Sociale per i disegni di Luca Genovese. Una storia generazionale, un viaggio in un’Italia distopica attraverso lo sguardo di un giovane bolognese che non riconosce più il suo Paese e in cui non si rispecchia. Il volume sarà presentato a Lucca Comics & Games, dove la band incontrerà il pubblico e si esibirà in occasione del Feltrinelli Comics Show (31 ottobre, ore 21:30, Teatro del Giglio).
Bologna, periferia. Il Bar123 è il centro della vita di Andrea. È di sua proprietà, e i ritmi del bar scandiscono la routine di Andrea, ogni giorno decine di persone entrano ed escono dalla porta d’ingresso portandosi dietro le loro storie.
Il Bar123 è la finestra sull’Italia di Andrea, un’Italia in cui non si ritrova, un’Italia i cui nuovi valori sociali lo spingono alla fuga.
Dopo un tour di oltre 30 date in giro per l’Italia concluso davanti a 20 mila persone in Piazza del Campo a Siena e dopo aver conquistato il palco dell’Ariston con Una vita in vacanza, certificato doppio disco di platino, Lo Stato Sociale si lancia in una nuova avventura nel mondo dell’editoria; un modo per celebrare un anno di grandi successi ma anche la risposta a un’esigenza artistica che non si esaurisce nella sola produzione musicale.
“Andrea è nato in modo casuale e inaspettato dall’incontro tra Bebo e Luca Genovese. Siamo sempre stati affascinati dal mondo del fumetto perché è una modalità espressiva che ci appartiene da quando eravamo piccoli, molti di noi hanno iniziato a leggere grazie ai fumetti. Negli anni abbiamo scoperto che il fumetto può dare spazio a grandissime narrazioni: ci sono esempi fulgidi di come sia riuscito a raccontare storie che poi sono entrate con forza nell’immaginario popolare. Quella di Andrea è una storia legata alla ricerca della felicità, è la storia di chi per anni è stato prigioniero dei propri incubi e fallimenti e che solo nel momento in cui perde tutto riesce definitivamente a liberarsi”, ha raccontato la band.
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TRENTO
– Estrazione di plutonio puro, il migliore per le bombe, ricerca in impianti ufficialmente chiusi, incidenti radioattivi che coinvolgono i lavoratori, esperimenti a centinaia di metri di profondità. Riguardano la filiera atomica italiana, in Basilicata, Sicilia e Puglia e sono nel libro ‘Sud Atomico: gli esperimenti, gli incidenti, le contaminazioni’ della giornalista Marisa Ingrosso (ed. Radici Future, pp. 144, 14 euro), frutto di un lavoro su documenti ufficiali degli archivi storici delle maggiori organizzazioni internazionali e americane per il nucleare.
Il volume, in libreria e su Amazon, vuole essere “una mappa dei silenzi e delle menzogne di Stato”. Seguendo le tracce delle maggiori inchieste giudiziarie, tra traffici di materiale radioattivo, ‘ndrangheta, mafia e omicidi irrisolti (Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Enzo Fragalà), conduce il lettore alla scoperta di un passato che è attuale quanto i cancerogeni che oggi sono nelle acque di falda o quanto i progetti per i depositi nazionali delle scorie.
– I ricordi di una vita scorrono sotto la puntina di un giradischi: arriva su Rai3 Da giovedì 11 ottobre, alle 23.10 il programma musicale condotto e scritto da Riccardo Rossi “I miei vinili”, dedicato alla passione e agli aneddoti legati ai dischi in vinile. Ospite della prima puntata sarà Luca Cordero di Montezemolo che svelerà lati inediti della sua lunga amicizia con Lucio Dalla, originario di Bologna come lui, e di periodi passati insieme in Sicilia. Una ventina di appuntamenti con altrettanti protagonisti tutte made in Rai3.
Tra gli altri Riccardo Rossi incontrerà, nella seconda puntata Alessandro Gassmann, e nella terza Claudia Gerini. E di seguito Carlo Verdone, Umberto Guidoni, Renzo Arbore, Amanda Lear, Nek, Fabio Canino, e tanti altri che saranno invitati dall’attore e conduttore “a raccontarsi attraverso i loro album preferiti, addentrandosi in quell’universo di sentimenti che solo le canzoni del cuore riescono a liberare”. I miei vinili nato da un’idea di Claudio Donato. La regia è di Cristiano D’Alisera.
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FIRENZE
– Un ritorno sulle ali del successo, quello di Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni nella loro Firenze. Alle otto serate già in programma al Teatro Verdi, dal 28 dicembre al 6 gennaio 2019, si aggiungono sette nuovi appuntamenti fino al 13 gennaio, vista l’enorme richiesta di biglietti. Tra queste è prevista la serata-evento di lunedì 31 dicembre, dove i tre festeggeranno insieme al loro pubblico l’arrivo del nuovo anno. I biglietti per le nuove date saranno in vendita da oggi, martedì 9 ottobre, online su http://www.ticketone.it e nei punti http://www.boxofficetoscana.it/punti-vendita. Saranno due ore di sketch, gag e battute per divertire e divertirsi: questo l’obiettivo del nuovo show teatrale di Panariello, Conti e Pieraccioni prodotto da Friends&Partners.
– Sempre più spazio a interdisciplinarità e orizzontalità degli studi. Cultura maschile che farà propri tre valori che si credono tradizionalmente più appannaggio di quella femminile, come estetica, bellezza e cura. Famiglia più articolata, allargata, interetnica, adottiva e omeoparetale. E giovani ”credenti non devoti”, connessi, con scarsa memoria di lungo termine, concentrati a sviluppare la propria identità sui social ma disponibili a nuovi valori e forme culturali. Con la musica principale linguaggio espressivo e aggregante. Sono alcuni dei dati dello scenario raccontato da Cultura 2030. Come evolverà la cultura nel prossimo decennio, la prima ricerca previsionale sul settore, commissionata dai parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni cultura di Camera e Senato dopo già le pubblicazioni Lavoro 2025 e Turismo 2030. Diretta da Domenico De Masi, la ricerca è stata condotta con metodo Delphi, chiedendo a 11 esperti in discipline diverse cosa pensano avverrà nel 2030.
– “Non baciare” del Centro Anch’io di Verbania ha vinto la categoria ‘Corti’ dell’11/ma edizione del Festival del Cinema Nuovo, concorso internazionale di cortometraggi interpretati esclusivamente da attori disabili.
Al secondo posto è arrivato “Don Chisciotte” di Abilmente Engim Veneto di Thiene (Vicenza) e terzo “Il profumo dei ricordi” della cooperativa sociale Il Sorriso di Pessano con Bornago (Milano).
Nella categoria ‘Cortissimi’ il primo premio è andato a “Il Furbo” di Cdd La Mongolfiera di Brescia, il secondo a “Numero 1” della Residenza Don Gnocchi di Milano e il terzo a “Senza peccato” di Marco Toscani di San Nicolò (Piacenza). Il festival, che si è svolto a Gorgonzola (Milano) e la cui conduttrice della premiazione era Gisella Donadoni, è stato organizzato dall’ associazione Romeo Della Bella con Mediafriend. Le pellicole premiate, fra le 29 selezionate, saranno trasmesse su Iris, la rete tematica Mediaset.
Esiste un altro mondo sui tetti di Roma tra fumetto, favola e sogno. Come indica il titolo, ‘Guarda in alto’, primo lungometraggio di Fulvio Risuleo in sala dal 18 ottobre con Rebok, bisogna solo guardare verso il cielo, frequentare i terrazzi condominiali per capire che lì, inaspettatamente, c’è un mondo parallelo, underground, dove tutto è possibile e la realtà sembra davvero lontana.
Virgilio di questo mondo nel film, già ad Alice nella Città e a Rotterdam, è Teco (Giacomo Ferrara), giovane assistente fornaio, basettoni, ciuffo e candore alla Troisi che, una volta sul terrazzo per una pausa sigaretta, non ne scende più. Il ragazzo inizia a vagare per i tetti di Roma dove vede precipitare un gabbiano (in realtà un drone telecomandato con dentro una mano mummificata con tanto di anello). Questo è solo il primo passo per un viaggio nella parte alta della Città Eterna, dove incontrerà i personaggi più strani e grotteschi come una inquietante comunità di bambini mascherati, due viaggiatori francesi in mongolfiera, due esuberanti gemelli nudisti, un convento di suore dai modi molto liberali, un anziano apicultore chiamato Baobab (Lou Castel) e, infine, un fabbricante di razzi pronti per essere lanciati nell’occhio della luna.
Risuleo, dopo due corti presentati a Cannes, ‘Lievito madre’ e ‘Varicella’ (vincitore alla Semaine della Critique), arriva a questo primo lungometraggio pieno di momenti alti e ingenuità in cui si mescolano le anime di Verne, Collodi, Antoine de Saint Exupery e, sul fronte cinematografico, quelle di Gilliam e Michel Gondry. “Mi interessava fare un film d’avventura – dice il regista classe 1991 – . Probabilmente questa esigenza viene dalle mie passioni letterarie dell’infanzia: Verne, Collodi, Omero, Pratt, Calvino, Hemingway, ma il tutto però aggiornato ai nostri tempi. Teco – continua – viaggia da un tetto all’altro attraversando varie “tappe” proprio come succede nei road movie.
Lui ha come motore una grande curiosità e la voglia di esplorare situazioni nuove”.
Per Risuleo, l’idea era comunque “di costruire un immaginario non lontano da quello che in città come New York o Berlino sarebbe “l’underground” ma traslandolo di sopra. Un luogo comunque altrettanto nascosto. Questa Roma parallela ha molti elementi in comune con la Roma originale ma è abitata da personaggi molto diversi tra loro che provengono da tutto il mondo. Una sorta di torre di Babele – conclude- in cui tante culture si mischiano e si scambiano i modi di pensare”.
– LONDRA
– Le registe italiane sono protagoniste al Festival del cinema di Londra, organizzato dal British Film Institute (Bfi). Istituto Luce Cinecittà – Filmitalia ha annunciato che sono tre i film con una direzione al femminile nella rassegna che si tiene nella capitale britannica dal 10 al 21 ottobre. Si tratta di Alice Rohrwacher con ‘Lazzaro felice’, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes, Laura Bispuri con ‘Figlia mia’, che vede protagoniste Valeria Golino e Alba Rohrwacher, e Laura Luchetti con ‘Fiore gemello’.
In tutto sono sette le pellicole della selezione nazionale che partecipano al festival. C’è ‘Dogman’ di Matteo Garrone, reduce dal successo al Festival di Cannes, il ‘remake’ di ‘Suspiria’ diretto da Luca Guadagnino, ‘Il vizio della speranza’ di Edoardo De Angelis e il documentario ‘Che fare quando il mondo è in fiamme’ di Roberto Minervini. Viene presentato anche il cortometraggio ‘Monelle’ di Diego Marcon. [print-me title=”STAMPA”]
