Ultimo aggiornamento 10 Ottobre, 2018, 01:03:00 di Maurizio Barra
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DALLE 16:07 DI MARTEDì 09 OTTOBRE 2018
ALLE 01:02 DI MERCOLEDì 10 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Da Twinset Milano capsule capi in maglia
Bianca Balti interpreta Dream Knit nelle foto di Giampaolo Sgura
Nelle nostre vite 18 ore musica a settimanaReport globale IFPI, in classifiche dominano artisti nazionali
Sorrentino e Turci a Rinascente RomaIl 12 ottobre festa con presentazione video regista e dj set
Niente sciopero al Regio di Torino, la prima si faràIn scena Il Trovatore, ma resta lo stato di agitazione
Pollock, la rivoluzione dell’action painting A Roma il suo capolavoro e i grandi della scuola di New York
Miracle Tunes, fenomeno pop giapponeseSu Boing e Cartoonito. A Genova il primo live del gruppo
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L’ARTICOLO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Twinset Milano dedica una nuova capsule collection alla maglieria. Nelle immagini scattate da Giampaolo Sgura, la top model italiana Bianca Balti interpreta lo spirito della nuove proposte attraverso le stanze di un interno privato che rispecchia il design rilassato dei capi della collezione Dream Knit.
La capsule è caratterizzata da silhouette morbide che giocano con la lana, l’alpaca, il crepe de chine e i nastri di raso mentre le monocromie profonde del cammello, anemone, gesso e nero si alternano a decorazioni gioiello e grafiche jacquard dal gusto folk-chic. Il pullover oversize intrecciato è impreziosito con maniche balloon ricamate a mano con castoni lucenti. Il logo Twinset è movimentato da fili scomposti tempestati di paillettes. La lunga giacca effetto pelliccia e i maxi cardigan con frange ondeggianti s’indossano come capospalla avvolgenti.
Le maglie “two in one” sono tratteggiate da zip metalliche e doppiate con sottovesti rimovibili esaltate da inserti di pizzo e plissettature a contrasto.
– Ascoltiamo quasi 18 ore di musica a settimana, prevalentemente in macchina e tramite streaming; e a dominare le classifiche dei diversi Paesi sono i cantanti e le band “locali”. E’ il quadro disegnato dal Music Consumer Insight Report 2018, studio sulle abitudini di consumo degli ascoltatori tra i 16 e i 64 anni nei principali 20 mercati nel mondo (rappresentano il 91.3% dei ricavi del mercato musicale globale nel 2017), rilasciato dall’Ifpi (International Federation of the Phonographic Industry) e condotto da AudienceNet. Emerge dunque che la musica è parte integrante della nostra vita: in media, ogni utente consuma musica per 17,8 ore a settimana (e l’automobile è il luogo dove viene fruita maggiormente). E lo streaming è onnipresente: l’86% degli utenti utilizza servizi di streaming on-demand e il 57% utilizza servizi di streaming audio a pagamento. In Italia il 59% degli utenti attivi online usa servizi di video streaming musicali (il 49% su YouTube, il restante 10% su altri siti di video streaming), il 17% utilizza un servizio di audio streaming a pagamento e il 24% utilizza un servizio audio streaming gratuito. Il 94% dei consumatori tra i 16 e i 24 anni ascolta musica attraverso uno smartphone e il 52% di loro utilizza un servizio streaming a pagamento. Il repertorio locale la fa da padrone, anche se alcuni generi specifici, come il K-Pop coreano e la Música popolare brasiliana iniziano a trovare un pubblico più ampio a livello mondiale. Dato che vale anche per l’Italia dove gli artisti nazionali pesano per il 57,5%, insieme a pop (60,3%), rock (59,3%) e musica cantautoriale (49,8%). In forte espansione nei giovanissimi (16/24 anni) l’hip-hop e il rap/trap, che hanno una penetrazione del 51,4%, il più alto picco tra le fasce d’età. “Quest’anno il Music Consumer Insight Report svela come la musica registrata sia parte integrante della vita dei fan in tutto il mondo: continua a essere fruita attraverso formati, generi e tecnologie differenti, diventando sempre più accessibile. Tuttavia, il report analizza anche le sfide che il comparto musicale continua ad affrontare – sia nell’evoluzione della violazione del copyright, sia nel mancato raggiungimento di un’equa remunerazione da parte di alcuni servizi di user-upload. I politici di tutto il mondo hanno esaminato attentamente queste problematiche e stanno agendo per affrontarle”, ha commentato Frances Moore, CEO di IFPI. Dal report emerge anche che i mercati musicali ad alto tasso di crescita registrano un elevato utilizzo di licenze: sia in Cina che in India, ad esempio, il 96% dei consumatori ascolta musica tramite servizi legalmente licenziati dagli aventi diritto. Inoltre, i servizi di user upload continuano a dominare i consumi: quasi la metà (47%) del tempo passato ad ascoltare musica on-demand viene trascorso su YouTube. La violazione del copyright resta ancora un tema significativo: più di un terzo dei consumatori (38%) ottiene musica attraverso metodi illegali, di cui lo stream ripping è il più utilizzato (coinvolge il 32% degli utenti).
– ROMA
– La presentazione di un video scritto e diretto da Paolo Sorrentino, intitolato Piccole avventure romane, in presenza del regista, e un dj set con interventi di musica che vedranno la partecipazione della cantante Paola Turci, saranno gli eventi clou del compleanno di Rinascente Roma via del Tritone, che il 12 ottobre, a un anno di distanza dall’apertura, festeggerà con una giornata di eventi.
Rinascente Roma in via del Tritone ha aperto i battenti il 12 ottobre 2017, dopo 1852 giorni di cantiere e 27.500 ore di formazione per il personale, in un palazzo storico nel cuore della capitale, con otto piani dedicati al lusso – dal beauty al design, dalla moda al gourmet – due terrazze panoramiche e un sito archeologico dell’Acquedotto vergine ancora funzionante dopo venti secoli. Per il compleanno una serie d’iniziative che dal mattino si protrarranno fino alla mezzanotte.
– TORINO
-Niente sciopero per la prima del Teatro Regio di Torino. Il Trovatore di Giuseppe Verdi, firmato dal regista Paul Curran e con Pinchas Steinberg sul podio dell’Orchestra, domani 10 ottobre andrà regolarmente in scena aprendo la stagione. Così hanno deciso, in una infuocata assemblea, i lavoratori dell’ente lirico, travolti dalla bufera sui conti in seguito al taglio del Fus e dalle voci sui possibili interventi strutturali. Verrà letto un documento prima dell’inizio dello spettacolo e al termine i dipendenti del Teatro saliranno sul palco. Gli occhi restano puntati sull’incontro di giovedì a Roma tra la sindaca Appendino e il ministro ai Beni Culturali Alberto Bonisoli. “I lavoratori hanno deciso con un notevole senso di responsabilità, a stragrande maggioranza, che la prima si farà anche se rimane grande preoccupazione”, spiega Pietro Gabriele, della Slc Cgil che con gli altri sindacati ha incontrato prima dell’assemblea il sovrintendente William Graziosi. Le Rsu avrebbero voluto un impegno della sindaca Chiara Appendino a non effettuare tagli strutturali, ma non ci sono riusciti. L’unico documento, letto poi in assemblea, lo ha scritto Graziosi che ha invitato “a mantenere la calma e richiamare quel senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto i lavoratori del Regio”. “Tra i lavoratori c’è molta rabbia, una situazione così non si vedeva dagli anni Novanta, quando il teatro era stato commissariato. Abbiamo dato fiducia ai nostri vertici, ma bisogna aprire una fase nuova. Presto chiederemo un incontro con la sindaca Appendino”, aggiunge Vito Chiarelli della Uilcom. “Resta grande attenzione, non abbiamo ritirato lo stato di agitazione – spiega Luigi Filagna, della Fials Cisal – e venerdì chiederemo al sovrintendente Graziosi di riferirci l’esito dell’incontro di Roma. E’ irrispettoso e ingrato pensare di togliere i soldi ai lavoratori per risolvere la crisi”. “Desideriamo ringraziare i lavoratori del Teatro Regio per aver deciso di non scioperare, assicurando la messa in scena della ‘prima’ e il regolare avvio della stagione. Comprendiamo le loro preoccupazioni perché sono anche le nostre. Intendiamo con determinazione, fiducia e soprattutto con la collaborazione di tutti, perseguire l’obiettivo di superare questo momento di difficoltà”, afferma l’assessora alla Cultura del Comune di Torino, Francesca Leon. “Le difficoltà del Teatro Regio – osserva l’assessora regionale alla Cultura Antonella Parigi – erano note da tempo. Oggi è chiaro che non è più rimandabile, da parte della Fondazione, l’adozione di misure strutturali per consentire una prospettiva di medio termine la sostenibilità sotto il profilo finanziario e il rilancio di uno degli enti culturali più importanti del nostro territorio”.
– La grandezza di Jackson Pollock come cerniera tra il prima e il dopo e la vivacità di New York che negli anni Cinquanta del secolo scorso diventò la capitale del contemporaneo. Sono i due filoni che si intrecciano nella mostra “Pollock e la scuola di New York”, da domani al 24 febbraio al Complesso del Vittoriano, a Roma. Un appuntamento di grande appeal in particolare per il capolavoro del grande artista, l’ opera Number 27 prestata dal Whitney Museum ed esposta per la prima volta nella Capitale.La grande tela – olio, smalto e vernice in alluminio – lunga oltre tre metri, occupa uno spazio privilegiato accanto agli altri big della pittura di quegli anni, Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline, Robert Motherwell. Una cinquantina di tele preziose, una carrellata di colori, forme e linee per raccontare gli anni dell’ espressionismo astratto. “Dopo Pollock probabilmente la pittura non sarà più la stessa cosa – spiega Luca Beatrice, che con David Breslin e Carrie Springer, del Whitney Museum, ha curato la rassegna italiana -. Sarà spazio, tempo, energia, movimento, quasi ad anticipare la body art. Pollock fu il primo artista americano a conquistare la celebrità non soltanto tra gli addetti ai lavori”.La scuola di New York, che intese la pittura come “palestra di sperimentazione”, ebbe il suo punto di svolta dopo l’ esclusione degli esponenti dell’ action painting, nel maggio 1950, dalla mostra di arte contemporanea del Metropolitan Museum. Gli “irascibili”, così li definì lo Herald Tribune, reagirono segnando quel periodo con le loro produzioni anticonformiste e rivoluzionarie. Beatrice, anche nel suo testo in catalogo, offre lo spunto a considerare proprio il 1956 l’ anno di inizio dell’ arte contemporanea: l’ 11 agosto Pollock, “gran bevitore che viveva di eccessi”, morì a 44 in un incidente stradale schiantandosi con la sua auto, come era avvenuto pochi mesi per James Dean. In quello stesso anno a Londra, e non in America, il critico d’ arte Lawrence Alloway coniò il termine “Pop”. Erano anni di grande fermento culturale dove New York era diventata quello che Parigi era stata per il mondo dell’ arte all’ inizio del ‘900. Nel 1951 fu pubblicato Il Giovane Holden di Salinger, del 1956 è Howl di Allen Ginsberg, l’ anno dopo uscì Sulla strada di Keruac, mentre nella musica a dare la linea è Miles David con Kind of Blue, del 1959.Con la tecnica del dripping, far colare il colore sulla tela, e soprattutto lavorando sul quadro steso sul pavimento, Pollock aprì una pagina nuova. L’artista gira accanto al quadro, danza, dipinge senza usare il pennello, riversa così la sua energia creativa. Number 27, del 1950, è uno dei quadri più significativi per modalità esecutiva. “Posso camminarci intorno lavorare sui quattro lati, essere letteralmente nel quadro. Preferisco la stecca, la spatola il coltello”, disse Pollock, di cui è riportata una frase illuminante: “Quando sono dentro il mio quadro non so cosa sto facendo”.Nel 1950 Pollock è la superstar della pittura americana ma non è solo – fa notare Luca Beatrice -. Da quasi dieci anni si parla di scuola di New York “per definire non un movimento coeso ma una sensibilità di natura astratto informale, progressivamente scevro dal realismo”. “Pollock ha toccato il livello più alto nell’ informale – ha detto Vittorio Sgarbi che ha accompagnato il ministro dell’ Istruzione Marco Bussetti in una breve visita della mostra -. Questo tipo di pittura non si può datare agli anni Cinquanta, potrebbe essere di oggi. Gli informali attuali, quindi, che cosa possono fare di più? Bene o male lo citano o lo scimmiottano senza avere la sua energia e la sua tensione potentissima”. Alla potenza nervosa del maestro dell’ action painting fa da contraltare Mark Rothko con i suoi grandi rettangoli di colore, utilizzato secondo “un approccio lirico e mistico”. “Se Pollock rappresenta la forza – osserva Beatrice – in Rothko si evince il pensiero, la lentezza, la meditazione, termini ancora pregni di debordante modernità”. L’ artista di origini lettoni, solitario e afflitto dalla depressione, il 25 febbraio 1970, convinto di avere una malattia incurabile, si uccise nel suo studio di New York.
– Arriva in tv Miracle Tunes, adattamento europeo dell’omonima serie tv e fenomeno pop giapponese. Lo show, diretto da Roberto Cenci e prodotto da Showlab, vanta come guest star Michelle Hunziker e il comico Angelo Pintus. “Un prodotto come questo raggiunge il pieno successo quando riesce a vivere anche al di fuori dello schermo – ha detto Cenci alla presentazione della serie a Milano -.
Enrico Preziosi, patron dell’omonima azienda di giocattoli, ha creduto fin da subito in questo progetto”. La serie tv, per bambini dai 4 ai 12 anni, arriverà anche nelle piazze italiane con le esibizioni live delle Miracle. “Per volere di Preziosi – ha proseguito Cenci – il primo live si svolgerà a Genova, città colpita dalla tragedia del ponte Morandi e che sicuramente ha bisogno di positività”. L’anteprima andrà in onda sabato 13 ottobre alle 21.00 su Boing e il 14 ottobre su Cartoonito. La serie approderà poi in esclusiva Prima TV su Cartoonito dal 19 ottobre e andrà in onda ogni venerdì, sabato e domenica alle 21.00. [print-me title=”STAMPA”]
