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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 12 Ottobre, 2018, 02:52:25 di Maurizio Barra

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DALLE 10:15 DI GIOVEDì 11 OTTOBRE 2018

ALLE 02:52 DI VENERDì 12 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Selena Gomez ricoverata per ‘crollo emotivo’
Secondo Tmz, più volte in ospedale per carenza globuli bianchi

Regge italiane, storia nella pietraDa Roma a Caserta, viaggio nell’autocelebrazione di papi e re

L’apparizione, Lindon e il mistero della fedeIn sala dall’11 ottobre il film di Xavier Giannoli

‘Oltre l’onda’ con Hiroshige e Hokusai270 opere da Boston per ammirare lo sviluppo del genere ‘ukiyoe’

Eros Ramazzotti duetta con Luis FonsiL’annuncio sui social, ‘Vita ce n’è’ esce il 23 novembre

Libri: Big data e concorrenzaCome ripensare l’antitrust contro monopolio del terzo millennio

A Palermo in mostra i tesori degli zarAnche il dipinto che celebra la visita nel capoluogo siciliano

Genova celebra Paganini rockstarViolinista del Diavolo come Jimi Hendrix, icona musica rock

Rv e arte africana al Mas di MilanoRealtà virtuale per ‘evocare spiriti’ indossando una maschera

Via da Ponte Calatrava 8 gradini vetroComune Venezia, al posto di 16 lastre altre in trachite

A Palazzo Pitti ‘Eva’ di BezzuoliAcquisita da Uffizi, fece clamore in ‘800 per ‘spudorata verità’

Sollima, il mio sguardo amorale negli UsaRegista di Soldado, sequel di Sicario, con Del Toro e Brolin

Lirico Cagliari: legale, Meli non ha avuto doppia indennità ‘Questione è stata archiviata da ministero Economia e Finanze’

Lezioni di storia su carattere italianiIdeate da Editori Laterza, 13/a edizione al via il 18 novembre

Affascinante anteprima de L’Ape musicaleApplausi per debutto opera di Da Ponte che vola a New York

Pitti Uomo, Y/Project guest designerNuova collezione sarà presentata a Firenze a gennaio 2019

Stele raccontano storia 4 ponti FirenzeIn italiano e in inglese, donate da Rotary fiorentino

Londra restituisce due tesori etruschiMet Police e Carabinieri ritrovano opere rubate dall’Italia

Penelope Cruz nuovo volto Chanel CruiseLa diva posa negli scatti del direttore creativo Karl Lagerfeld

Castelli e dimore del Lazio aprono porteDomenica 21 ottobre visite gratis in 72 siti

Da Veneto a Sicilia, 350 siti a rischioProtocollo tra Italia Nostra e Carabinieri per difesa patrimonio

Salone Libro, creditori rilanciano newcoAudizione in Regione, enti pubblici ci tutelino

Premio Allegrini al Canova ritrovatoMostra allestita da Salomon alla ‘Frick’ NY arriva in Italia

Missa Solemnis di Beethoven a FerraraIn scena complessi, orchestra e coro di Corte di Stoccarda

Barbie astronauta modello CristoforettiL’iconica bambola celebra la Giornata Mondiale Bambine e Ragazze

Pappano, West Side Story icona del ‘900Capolavoro di Bernstein apre stagione sinfonica Santa Cecilia

Premio America ad Alberta FerrettiRiconoscimento ricevuto durante cerimonia alla Camera

Costituito comitato per ‘Parma 2020’A firmare atto il Sindaco,’Parma io ci sto!’, Unione industriali

Piumini Moncler Genius by Piccioli a NYModelli mistici disegnati dal direttore creativo di Valentino

Bonisoli, supporto a Fondazioni liricheIl ministro incontra sindaca Appendino. Tema è tra mie priorità

Asia, io kamikaze contro WeinsteinA Verissimo: “Non ho più forza aiutare altri. Mi sento sola”

Emis Killa ‘Supereroe’ rapNuovo LP fra trap e featuring Capo Plaza, 6ix9ine e Carl Brave

Sovrintendente, Arena Verona soffreMagani, c’è questione della compatibilità d’uso

Il sorpasso, l’Italia dalle macerie a boomGrande mostra fotografica a Roma dal 12 ottobre al 3 febbraio

A Orvieto al via il festival DialogoDedicato al Mediterraneo: mare che unisce o divide?

Johansson, stessa paga uomini con Marvel15 mln dollari per ruolo Black Widow, come Evans e Hemsworth

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L’ARTICOLO

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Selena Gomez ha avuto un “crollo emotivo” ed è stata ricoverata in una clinica psichiatrica dell’East Coast. Secondo il sito americano di gossip Tmz, la cantante, 26 anni, che soffre di una seria carenza di globuli bianchi e nel 2017 ha avuto un trapianto di rene, sarebbe stata ricoverata due volte nelle ultime settimane ed esasperata dalle visite mediche avrebbe tentato di strapparsi la flebo dal braccio al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles. Ora è in cura per disordini mentali.
– ANDREA MERLOTTI, ANDARE PER REGGE E RESIDENZE (il Mulino, pp.152, 12 Euro). Lo sfarzo e la bellezza, ma soprattutto le esigenze politiche e la brama di potere: sono dei veri e propri libri di storia fatti di pietra i palazzi reali presenti in tutto il territorio italiano secondo lo storico Andrea Merlotti, che ne scrive nel suo “Andare per regge e residenze” (il Mulino). Da Nord a Sud, questi gioielli architettonici, che nell’ultimo secolo sono divenuti luoghi identitari, simboli di un territorio e di una tradizione, arricchiscono la penisola: sono tanti i palazzi, le ville e i castelli dal carattere regale, anche se, spiega l’autore, “nel 1612 in Italia non vi erano re, con l’eccezione del papa”.Nel libro Merlotti imposta il racconto con un ordine cronologico, prendendo come riferimento l’età moderna e contemporanea, e restringe l’analisi ai palazzi di sovrani che furono re, con l’unica eccezione dei Medici. Il viaggio inizia da Roma, dagli splendidi Palazzi Vaticani, che divennero simbolo della superiorità del potere dei papi su quello dei sovrani – si comincia con papa Giulio II Della Rovere, che affidò la decorazione di uno degli appartamenti a Raffaello -, e dal Quirinale, nuova reggia nata nel ‘600. Il percorso prosegue con Palazzo Vecchio a Firenze, e poi via via, passando dal Palazzo Reale di Torino e la reggia di Venaria, il Palazzo Reale di Napoli e le regge di Caserta e Colorno (quest’ultima è “Versailles d’Italia”, secondo il volere di Filippo di Borbone e di sua moglie Luisa Elisabetta), si arriva al Palazzo Reale di Milano e alla Villa di Monza, che divennero le principali residenze di Napoleone come re d’Italia, fino a Venezia, Cagliari, Palermo e Genova. Se il libro è costellato di bellezza, al suo centro c’è la storia: pur raccontando infatti l’opera di architetti come Juvarra, Vanvitelli e Piermarini, di grandi artisti e letterati, Merlotti si concentra sui sovrani (papi, re, duchi) e sulla loro capacità di magnificare se stessi attraverso la committenza di palazzi e residenze. Questi edifici, con la loro maestosità e le loro preziose decorazioni, sono “espressione materica del potere dei re”, in grado di esprimere “il codice storico-politico su cui questi fondavano la propria sovranità”. Oggi, quando ormai la monarchia è lontana nel tempo, li ammiriamo per le loro fattezze, ma dobbiamo pensare che all’epoca della loro costruzione gli elementi che li caratterizzavano erano metafore politiche, non certo meri richiami all’estetica. Ecco perché gli artisti erano autori delle regge tanto quanto i sovrani stessi, ed ecco perché varcando quei regali cancelli, osservando i marmi e gli stucchi, le pietre e il legno, possiamo entrare direttamente nel nostro passato, in un percorso che coniuga “matericamente” storia e arte.

– Lui è un laico dalla faccia di pietra e lei invece un’orfana novizia piena di tenerezza alla quale appare ogni tanto la Vergine Maria, due opposti che si incontrano per raccontare il mistero della fede e il dubbio che ci sia davvero qualcosa lassù. Questo il tema de ‘L’apparizione’ di Xavier Giannoli con Vincent Lindon e Galatéa Bellugi, dall’11 ottobre in sala con Cinema di Valerio De Paolis. Un film pieno di silenzi e di domande che ci porta lentamente dentro il mistero della fede e lo fa con la storia di Jacques (Lindon), famoso reporter di guerra dal Libano all’Iraq, che viene inaspettatamente reclutato dal Vaticano per indagare su un’apparizione avvenuta in un villaggio del sud della Francia, Carbarat.
A vedere la Madonna è Anna (Bellugi) e lo straordinario evento, come capita sempre in questi casi, spinge migliaia di pellegrini sul luogo della presunta apparizione in attesa di un segno, di un miracolo.
Jacques, nonostante la sua estraneità al mondo religioso e in preda a una profonda depressione dopo che un suo amico fotografo è morto a due passi da lui, accetta di far parte della commissione d’inchiesta canonica e di indagare per scoprire se la mite Anna stia mentendo oppure no.
Da qui i veleni del mondo mediatico che sfrutta il caso, le resistenze della Chiesa nel riconoscere queste apparizioni, ma soprattutto i dubbi di Jacques, uomo pieno di ragione e con negli occhi sempre l’orrore della guerra, alla ricerca di un senso, di una fede, al di là di se stesso.
“Da molto tempo provavo il desiderio di capire che rapporto ho io oggi con religione e fede – dice il regista -. Penso che sia un quesito che attraversa molti miei film, a cominciare da ‘A l’origine’ che trattava del tema delle promesse e delle menzogne e di un’autostrada che non portava da nessuna parte, ma alla quale tutti volevano credere. Un giorno – continua Giannoli – ho letto su un giornale un articolo sulle misteriose ‘indagini canoniche’. Sapevo che in alcune circostanze la Chiesa riunisce delle commissioni d’inchiesta su fatti che si presuppongono sovrannaturali, come le guarigioni miracolose o le apparizioni.
Queste commissioni di inchiesta canoniche non sono necessariamente costituite da religiosi. Possono farne parte medici o storici ai quali un vescovo chiede di raccogliere testimonianze e di indagare su fatti precisi allo scopo di riuscire a stabilire se si tratti di un’impostura o meno. La prospettiva di un’approfondita indagine documentaria su una presunta prova dell’esistenza di Dio – aggiunge – corrispondeva al mio stato d’animo in quel periodo sella mia vita, al dubbio esistenziale che era diventato il mio”.
E che ci sia un tormento personale del regista nato a Neuilly-sur-Seine nel 1972 in questo film, lo si capisce dalle stesse sue parole:”Provavo l’esigenza di riappropriarmi di queste tematiche fuori dai cliche mediatici, dai dibattiti sullo scontro tra le civilta, dal ritorno della religiosita e dalla deriva fondamentalista, dal momento che per me si trattava soprattutto di una ricerca personale e segreta. Non riusciremo mai – conclude – a rispondere al quesito sul senso della nostra vita attraverso algoritmi, smart phone, promesse economiche o illusioni politiche”.
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BOLOGNA

– Ideata come un’ampia rassegna monografica dedicata al maestro del ‘Mondo fluttuante’, Utagawa Hiroshige, si è ampliata ad un nucleo di stampe di Katsushika Hokusai: è diventato un progetto espositivo imponente ‘Oltre l’onda. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston’, in programma dal 12 ottobre al 3 marzo al Museo civico archeologico di Bologna.
Composta da 270 opere e sei sezioni tematiche, consentirà di ammirare lo sviluppo del genere pittorico ‘ukiyoe’ – stile che caratterizzò la produzione artistica giapponese dal Seicento ai primi del Novecento, rispecchiando i mutamenti di un sistema sociale in continua evoluzione – nell’interpretazione figurativa dei due massimi artisti nipponici del XIX secolo, che esercitarono una profonda influenza sull’arte europea di fine Ottocento. Le celebri silografie del ‘maestro della pioggia e della neve’ saranno affiancate alle stampe di Hokusai, tra cui ‘La grande onda presso la costa di Kanagawa’, icona della raffinata cultura figurativa dell’Asia orientale.
– “Sono super felice e orgoglioso di potervi annunciare il primo ‘ospite’ del mio nuovo album… L’artista che ha polverizzato ogni record. Il mio hermano portoricano Luis Fonsi”. E’ il post con cui Eros Ramazzotti annuncia sui suoi profili social il duetto con la star di ‘Despacito’ che sarà contenuto nel nuovo album ‘Vita ce n’è’, in uscita il 23 novembre. Ramazzotti pubblica anche una foto in bianco e nero in cui ride di gusto accanto a Fonsi.
– Sui big data “la concorrenza non è portata di un clic” ed anzi le grandi piattaforme digitali sono protagoniste della “manifestazione più totalizzante, inedita e pericolosa del monopolio che la civiltà occidentale abbia mai conosciuto”. Non hanno dubbi Stefano Mannoni e Guido Stazi, autori del libro”Is competition a click away? Sfida al monopolio nell’era digitale”(Editoriale Scientifica pagg.105 euro 10) che partono da quella frase pronunciata dal numero uno di Google di fronte al Senato Usa, sottocomitato per l’antitrust nel 2011, e poi diventata un mantra del settore, per smontare la teoria del mercato ‘libera tutti’. Servono regole subito, dicono gli autori, entrambi esperti del settore (Mannoni docente universitario ed ex commissario dell’Autorità delle Comunicazioni, Stazi con una lunga esperienza in Antitrust, Consob e Agcom), per tutelare la concorrenza di fronte alla “quarta rivoluzione industriale” di cui ripercorrono la storia ed evidenziano i nodi maggiori in un volume dai toni di un phamplet. Dal capitolo in cui si sfatano il ‘mito del garage’ e il ‘mito della gratuità’: “un mito ingannatore, una promessa non mantenuta e un miraggio. I consumatori pagano, sicuro che pagano, sotto forma di attenzione e dati, la nuova moneta circolante nell’economia digitale”, a quello sul pluralismo e populismo.”Internet è un mezzo che agisce sull’emotività più che sulla razionalità deliberativa. Chi naviga cerca l’asseverazione dei suoi giudizi a priori (o appunto pregiudizi), piuttosto che schiudersi alla messa in discussione della propria visione in dialettica con altri punti di vista. La politica si trasforma in uno sport nel quale le tifoserie si contrappongono senza la mediazione di quello spazio di confronto e di mediazione che è, o piuttosto era, la sfera pubblica”. Per rimediare, concludono gli autori, servono “scelte coraggiose e innovative, abbandonando uno stanco conformismo intellettuale e recuperando lo spirito originario dell’antitrust che, tutelando pluralità, libero accesso e integrità dei mercati garantisce la concorrenza e la democrazia, reale e digitale”.
– PALERMO

– Dall’11 ottobre all’11 dicembre Palermo ospita i tesori degli zar russi in una mostra a Palazzo Sant’Elia: “Il secolo dei musei, 100 capolavori delle residenze imperiali della Russia: Peterhof, Tsarskoe Selo, Gatchina, Pavlovsk”, curata da Olga Barkovets, inserita nel cartellone di Palermo Capitale italiana della cultura 2018.
“Per la prima volta – ha sottolineato Antonio Ticali, sovrintendente della fondazione Sant’Elia – i tesori degli zar lasciano il loro paese per raggiungere Palermo, scelta dalla Federazione Russa”. La collezione dei pezzi comprende dipinti, acquerelli, costumi d’epoca, porcellane, bronzi, mobili, oggetti d’artigianato.
Oltre al dipinto che celebra la visita a Palermo degli imperatori, esposti anche due esemplari dei pannelli decorativi dello studio dell’imperatore a Peterhof. Una sezione è dedicata al viaggio di Nicola I e della moglie Alexandra in Italia tra il 1845 e il ’46. La mostra è coordinata da Ticali e da Elena Kalnitskaya, direttrice del Gmp Peterhof.

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GENOVA

– Lavori in corso a Palazzo Ducale di Genova per l’allestimento di una mostra eccezionale, destinata a diventare punto di riferimento per la musica, la storia e l’originalità espositiva. A giorni (il 19 ottobre) apre infatti le porte al pubblico ‘Paganini Rockstar – la mostra’, un’esposizione-evento senza precedenti che saprà indagare l’eredità che Paganini ha trasmesso alle grandi rockstar contemporanee. Per questo verrà effettuato un confronto con Jimi Hendrix, una delle star più iconiche del rock. A illustrare il percorso espositivo e multimediale contributi di Ivano Fossati e Morgan, Accardo, Gianna Nannini. Tra gli oggetti esposti appartenuti al Maestro gli spartiti, l”Agenda rossa’ e infine il ‘Cannone’, lo splendido Guarneri del Gesù del 1743 donato alla città di Genova. A fianco della teca che contiene il violino sarà esposto un frammento di una delle Fender Statocaster che Hendrix usò nel celebre festival pop di Monterey proveniente dal MoPop di Seattle.
– MILANO

– Da oggi Milano ha un luogo in più da visitare nel tempo libero, un luogo che promuove oltre all’arte l’integrazione dei popoli. Si tratta alla nuova sezione di Arte etnografica africana del Mas, il Museo d’Arte e Scienza, che mescola antichi manufatti e realtà virtuale. Quattro nuove sale dedicate alla collezione privata di Gottfried Matthaes in cui si possono ammirare statue, troni, tessuti, tamburi, oggetti di culto e ovviamente tantissime maschere.
Queste ultime, in particolare, in un’incredibile varietà di forme, colori, tipologie e utilizzi sono “portatrici di significati sociali, avatar di spiriti, giudici e guardiani – spiegano i curatori – Il percorso espositivo prevede anche una postazione multimediale dove il visitatore potrà indossare un visore di realtà virtuale, adattato in una vera maschera africana, ed evocare così lo spirito di Evu. Lo scopo è quello di rappresentare il ruolo che veniva concesso a coloro che indossavano la maschera, che conferiva enormi poteri”.
– VENEZIA

– La Giunta Comunale di Venezia ha approvato il progetto esecutivo per la sostituzione sul Ponte della Costituzione, progettato dall’archistar Santiago Calatrava, della pavimentazione in vetro di alcuni gradini con lastre in trachite, materiale di cui sono fatte anche le parti terminali e la fascia centrale del ponte. “Si procederà alla sostituzione integrale di 16 lastre in vetro degli 8 pianerottoli del ponte con elementi in trachite – annuncia l’assessore comunale Francesca Zaccariotto -.
L’utilizzo di questo materiale, tipico dei manufatti del centro storico della città, rappresenta infatti la soluzione più idonea a contenere il rischio d’inciampo”.
– FIRENZE

– ‘Eva tentata dal serpente’, olio su tela del fiorentino Giuseppe Bezzuoli, entra nelle collezioni della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti. Il dipinto è stata acquistato dalle Gallerie degli Uffizi. L’opera, realizzata nel 1853, ebbe la sua massima celebrità all’Esposizione Universale di Parigi del 1855: “Per la sua spudorata verità – si spiega dal museo -, causò un grande clamore di pubblico anche alla prima Esposizione nazionale svoltasi a Firenze nel 1861”. A Pitti sarà visibile da primavera. Intanto dal 26 ottobre al 17 marzo sarà a Milano per la mostra ‘Romanticismo’ organizzata dalle Gallerie d’Italia.
“La verità disarmante della figura di Eva – spiega Eike Schmidt, direttore degli Uffizi – fa del dipinto un cardine fondamentale della storia della rappresentazione del nudo femminile. Terminata 10 anni prima dell’Olimpia di Manet, che pure rimanda a quei prototipi, l’Eva di Bezzuoli fu un’opera rivoluzionaria per il suo tempo, in anticipo anche sul realismo spregiudicato di Courbet, e dimostra come Firenze nell’800 ebbe un ruolo di primo piano sulla scena europea”.
Al centro della scena c’è Eva, nel trionfo della sua generosa nudità, che con un gesto morbido afferra una mela mentre lancia uno sguardo complice, come a chiedere conferma di un gesto proibito. Tra la realizzazione e il disegno preparatorio, conservato a Londra, intercorsero 7 anni. Il quadro destinato a Pitti (che già possiede opere di Bezzuoli), fu messo in mostra nuovamente nel 1880, poi rimase nello studio dell’artista fino alla sua morte. Seguì un lungo silenzio, tanto che fu considerato perduto. La riscoperta moderna nel 2011, alla mostra ‘Lorenzo Bartolini, scultore del bello naturale’ alla Galleria dell’Accademia. Per il 2020 è in programma una monografica su Bezzuoli e il suo contesto culturale.
“Cosa ho portato ad Hollywood? Il mio sguardo amorale, ovvero quello di fare un racconto che va diritto allo scopo al di là del bene e del male, un tipo di film che negli States raramente si produce”. Così Stefano Sollima parla di ‘Soldado’, sequel pieno di ritmo e violenza di ‘Sicario’ in sala dal 18 ottobre con 01 in oltre 400 copie. La mission di Sollima, regista di ‘Suburra’, non era facile. Quella di fare non solo il suo primo film americano, ma anche un credibile sequel del film cult di Denis Villeneuve del 2015, ma l’autore romano che ha avuto il suo exploit con la serie Sky ‘Romanzo criminale’ non ha avuto paura e il box office Usa lo ha premiato. Al suo esordio Soldado è partito più che bene con 19 milioni di dollari contro i 12 di Sicario e attualmente è a 73 milioni di dollari.Thriller-action con Benicio Del Toro e Josh Brolin , pieno di armi, sparatorie, elicotteri da guerra che fanno giri di valzer sul deserto, agenti Cia, cartelli messicani infiltrati dentro la polizia di Stato, non si può dire che questo film manchi di attualità diviso, come è, tra confini da difendere, in questo caso quelli tra Texas e Messico, emigrati da sfruttare e terrorismo islamico (la migrazione, si vede in Soldado, è un veicolo per il terrorismo religioso). Nel film si racconta la lotta al narcotraffico resa ancora più dura da quando i cartelli hanno iniziato a trasportare terroristi attraverso il confine. Per combattere questa guerra, l’agente federale Brolin dovrà unire le forze con il misterioso Benicio Del Toro che ha un’unica mission: quella di far entrare in guerra i cartelli messicani l’uno contro l’altro. Per riuscirci Del Toro coinvolgerà in un rapimento una ragazzina, figlia di uno dei più potenti boss messicani, alla quale inevitabilmente si affezionerà.”Non non farò il sequel del sequel – spiega Sollima a Roma – non mi piace fare due volte lo stesso film. Se dovessi rifarlo non farei comunque un sequel, ma un altro film con il mio sguardo”. Lavorare negli Usa? “Per me è stata soprattutto una vacanza che non escludo rifarei. Un regista a Hollywood,rispetto all’Europa, non ha il controllo creativo del suo film fino alla fine – dice -. Ma in compenso ha un sacco di giocattoli. Un esempio: in una scena vuoi un altro elicottero e ti danno un altro elicottero”. Il cinema per Sollima, che sta ultimando per la tv (una produzione Cattleya per Sky) ZeroZeroZero dal romanzo-inchiesta di Roberto Saviano – resta quello della sala: “Negli Usa è ancora così, è un evento. Le sale sono straordinarie, ti sdrai, spegni il telefono e condividi il film”. Frase cult del film piena di attualità, quella che dice un agente della Cia: “Il vero grande affare dei cartelli messicani oggi non è più la droga, ma l’emigrazione clandestina. Queste persone non devi curarle, non rischi nulla e, se va male, ritentano”.

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“Non ha ricevuto alcuna ‘doppia indennità'” il maestro Mauro Meli per il periodo in cui ha svolto contemporaneamente le funzioni di sovrintendente e direttore artistico del Teatro Lirico di Cagliari. E’ quanto sostiene, in una nota, l’avvocato Barbara Molinari, legale dello stesso Meli, facendo riferimento a notizie di stampa dei giorni scorsi legate allo scongiurato commissariamento della Fondazione Teatro Lirico. ‘Il mio assistito non ha ricevuto alcuna ‘doppia indennità’ – si legge nella nota del legale – ma l’incarico di direttore artistico (in aggiunta a quello di Sovrintendente), che ha svolto, gli è stato assegnato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari nel 2014, solo ed esclusivamente dopo un parere favorevole espresso sul punto dallo stesso ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo’. ‘Tant’è vero – aggiunge l’avvocato del maestro Meli – che la questione è stata archiviata dal ministero dell’Economia e delle Finanze’.

– Sarà dedicata al ‘Carattere degli italiani’ raccontato attraverso 9 figure storiche tra le più famose, da Dante Alighieri a Federico Fellini, la tredicesima edizione delle ‘Lezioni di storia’ ideate dagli Editori Laterza, che si inaugura all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 18 novembre e si concluderà il 24 marzo. Due le donne: Caterina da Siena, raccontata da Maria Giuseppina Muzzarelli, ed Eleonora Duse da Valeria Palumbo. Gli altri personaggi delle lezioni tenute da intellettuali e studiosi e organizzate da Laterza in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, tutte introdotte dallo scrittore Paolo Di Paolo, sono: Niccolò Machiavelli raccontato da Maurizio Viroli, Leonardo Da Vinci da Antonio Forcellino, Cavour da Alessandro Barbero, Giuseppe Verdi da Corrado Augias e Pellegrino Artusi da Massimo Montanari. A parlare di Dante e l’esilio sarà Chiara Mercuri e di Fellini il professor Stephen Gundle, specializzato in storia dell’Italia contemporanea, che chiuderà il ciclo.
“Il numero di spettatori è ogni anno intorno ai 10 mila e registriamo in ogni edizione il completo sold out.
Complessivamente abbiamo avuto oltre 130 mila partecipanti con più di 100 lezioni. E’ stato uno dei percorsi di più grande successo di tutte le nostre iniziative” ha spiegato Aurelio Regina, presidente della Fondazione Musica per Roma. Novità di quest’anno: quattro incontri speciali sulla storia del vecchio continente, in vista delle elezioni europee che prenderanno il via il 17 marzo con Alberto Mario Banti: 1848-1914 l’Età del nazionalismo. E proseguiranno con Emilio Gentile: 1914-1945 L’età del totalitarismo, Gianni Toniolo: 1954-1989 L’età del welfare e Simona Colarizi:1989-2019 L’età dell’incertezza.
– CAGLIARI

– Dall’ambientazione “balneare” della prima al Civico di Castello a una lettura quasi filologica pensata per la trasferta newyorchese. Il divertente pastiche musicale di Lorenzo Da Ponte, L’Ape musicale, ha debuttato il 10 ottobre al Teatro Lirico di Cagliari nel nuovo allestimento.
Lunghi applausi da parte del pubblico che ha scelto di sfidare il maltempo incuriosito dall’opera del librettista mozartiano che parte per gli Stati Uniti, nella terra che lo ha accolto come fine di uomo di cultura.
Applausi anche a scena aperta per l’affiatato cast di giovani cantanti, Salome Jicia, che ha affrontato con arte e brio il ruolo della futura diva Maria Malibran e, nell’affascinante gioco delle parti, Pier Luigi Dilengite, Daniele Terenzi, Patrick Kabongo, Vassilis Kavayas. Coro e Orchestra del Teatro Lirico sotto la sapiente guida di Donato Renzetti hanno saputo disegnare le atmosfere di questo viaggio alla scoperta del melodramma in America grazie al librettista veneziano.
– FIRENZE

– Il designer belga Glenn Martens, direttore creativo del brand Y/Project, presenterà la nuova collezione uomo 2019/2020 a Firenze, con un evento speciale in occasione del prossimo Pitti Uomo (8-11 gennaio 2019). Vincitore nel 2017 del prestigioso Andam fashion award, il brand combina cura del dettaglio innovativa con un utilizzo giocoso delle proporzioni e dei riferimenti storici.
“L’incredibile patrimonio storico di Firenze è da sempre per me una fonte inesauribile di ispirazione”, afferma Glenn Martens, inserito a settembre 2017 e 2018 tra le 500 persone più influenti della moda globale secondo The Business of fashion.
“Glenn Martens ha creato con Y/Proect un linguaggio estetico nuovo – commenta Lapo Cianchi, direttore comunicazione & eventi di Pitti Immagine -, che si alimenta di contraddizioni in cui lo chic si accosta a riferimenti eclettici e stravaganti, in cui lo streetwear si arricchisce di dettagli storici e tocchi couture talvolta fuori scala”.
– FIRENZE

– Quattro stele per raccontare a cittadini e turisti la storia di altrettanti ponti di Firenze: Ponte Vecchio, Ponte alla Carraia, Ponte alle Grazie e Ponte Santa Trinita. Le stele sono state donate dal Rotary club di Firenze: quella su Ponte Vecchio, collocata vicino alla fontana di Benvenuto Cellini, con indicazioni in italiano e inglese e Qr code per la consultazione da smartphone, è stata inaugurata l’11 ottobre dal sindaco Dario Nardella con il presidente uscente del Rotary Francesco Martelli e il successore Guido Alberto Gonnelli.
“Ringrazio i membri del Rotary – ha affermato il sindaco – perché con questo progetto che riguarda i punti storici di Firenze noi aiutiamo non solo i visitatori ma soprattutto i fiorentini a conoscere sempre di più è sempre meglio la loro città e il loro patrimonio culturale”. Con l’iniziativa, ha aggiunto, “promuoviamo la miglior conoscenza dei nostri ponti e la cultura del nostro patrimonio, vero strumento di fratellanza e dialogo tra i popoli”.

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La piccola sfinge alata un tempo era dipinta, come suggeriscono le tracce di rosso tra le insenature del corpo in terracotta. Probabilmente, nelle ricche case del IV secolo a.C, era usata come contenitore per olio o essenze profumate. La statuetta di Lares in bronzo, con la sua veste drappeggiata su un fianco, divinità protettrice della casa e della famiglia, era invece stata rubata nel 1988 dal Museo archeologico di Siena. A nulla avevano portato le indagini e il reato era caduto in prescrizione. Dopo più di trent’anni d’oblio, eccoli i due preziosi reperti d’arte etrusca che stavano per essere battuti all’asta a Londra e che invece tornano oggi in Italia, recuperati dalla MET Police e restituiti con un’operazione frutto della collaborazione tra Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e British Cultural Property Protection Unit.
“Siamo molto fieri di poter rendere omaggio alla leadership italiana nel campo della tutela del patrimonio culturale”, spiega l’ambasciatore britannico Jill Morris, che per l’occasione ospita a Villa Wolkonsky alcune opere trafugate negli anni e recuperate proprio grazie al lavoro dei Carabinieri, dal violino Andrea Amati del ‘500 al rilievo funebre di Palmira. “Noi inglesi – dice – abbiamo imparato dall’Italia, creando un’unità delle forze armate dedicata proprio all’arte e con un’importante collaborazione diplomatica, di polizia ed enti culturali”. Ancora avvolti nel mistero i passi che hanno portato i due reperti etruschi dall’Italia a Londra. “Facilmente – spiega il generale Fabrizio Parrulli – gli oggetti rubati attraversano due, tre anche quattro frontiere prima di riaffacciarsi sul mercato”. Londra in Europa e New York negli Stati Uniti, le due piazze più ricche di affari. E proprio nel Regno di sua Maestà la Regina sono ricomparse le due opere.
“Il bronzetto – racconta il generale – è stato riconosciuto su un catalogo di un’asta come una degli oggetti rubati dell’Art Loss Register”. “Il venditore – aggiunge il Detective Sergente Rob Upham della Metropolitan Police Arts and Antiques Unit – era in buona fede ed è trattato come un testimone. Purtroppo la persona dalla quale lo acquistò è morta”. Della sfinge, invece, non si conosceva nemmeno l’esistenza, trafugata direttamente con scavi clandestini, probabilmente nell’Etruria meridionale, “in quel triste periodo di fine anni ’60-’70 – dice Parrulli – che noi chiamiamo della ‘razzia’. Quando cioè erano in azione i tombaroli, che tanto patrimonio ci hanno rubato e tante pagine di storia distrutto”. In questo caso, già il collezionista privato e la casa d’aste nutrivano dubbi sulla provenienza dell’oggetto. Tanto che le indagini, “ancora in corso”, hanno portato al noto trafficante d’arte italiano Giacomo Medici, già arrestato nel 1997. “Entrambi i reperti – prosegue Parrulli – sono di grande valore storico e artistico. Se fossero stati venduti avrebbero fruttato diverse migliaia di pounds”. Restituiti al Mibac, il bronzetto tornerà a Siena, mentre per la sfinge si dovrà ricostruire il luogo di provenienza.
“Per noi è un big deal, un bel colpo – sorride il detective Upham – A Londra rintracciamo reperti da tutto il mondo, ma certo, una gran parte arriva dall’Italia, perché qui è concentrata così tanta ricchezza culturale”. Ma “anche noi in Italia – conclude Parrulli – a volte recuperiamo e restituiamo opere rubate al Regno Unito”.

– L’attrice premio Oscar Penélope Cruz debutta come ambasciatrice di Chanel e diventa il volto della nuova collezione Cruise della 2018/19 immortalata nelle foto di Karl Largerfeld.
“Il mio primo ricordo non è una barca ma il suono di una barca – rivela il direttore creativo di Chanel – Berretti, spalle scoperte e carnagione abbronzata richiedono una crociera sul Mediterraneo. Penélope Cruz, con il suo aspetto, incarna perfettamente lo spirito della collezione Croisière 2018/19”.
Cruz esalta i tailleur e gli accessori della linea con il suo aspetto naturale, i capelli liberi, l’eleganza innata.
Attraverso il suo atteggiamento sensuale, il sorriso accennato, la diva incarna totalmente lo stile Chanel e aggiunge un tocco d’irriverenza quando indossa sulla pelle nuda una giacca di tweed bianca accostata all’ecru e al blu, oppure quando posa con l’abito in crepe di paillettes nero o blu navy, con il cardigan bicolore, con i baschetti in tweed, con il pullover in cachemire a righe con la scritta La Pausa.
– ROMA

– Palazzo Chigi ad Ariccia, Il Castello Colonna e Il Ninfeo di Genazzano, il Casale delle Vignacce di Roma e le Botteghe Farnese di Vallerano in provincia di Viterbo.
Per la prima volta queste Dimore storiche apriranno i loro battenti per ospitare turisti e cittadini durante la “Prima giornata delle Dimore storiche del Lazio”. Domenica 21 ottobre, infatti, sarà possibile visitare gratis 72 siti altrimenti chiusi al pubblico, tra castelli e complessi architettonici, monasteri, chiese e conventi, palazzi e Dimore storiche parchi e casali. E’ il primo evento ideato dalla Regione Lazio con il supporto di Lazio Innova, dell’Istituto regionale ville tuscolane, dall’Associazione Dimore storiche italiane e dall’ Associazione parchi e giardini d’Italia per promuovere la rete delle Dimore storiche costituita nel 2017 e che al momento raccoglie 109 siti pubblici e privati. “Il Lazio ha deciso di essere protagonista di questa nuova stagione dell’economia della bellezza”, dice il presidente della Regione Nicola Zingaretti.
– L’Arsenale di Venezia, Villa Zanelli a Savona, il Castello di Villanova a Ostuni, l’Acquedotto degli Archi di Loreto, la Torre del Salto d’Angiò ad Aragona, il centro storico di Caltanissetta: sono alcuni dei 350 luoghi e monumenti italiani bisognosi di tutela o in stato d’abbandono segnalati nella campagna nazionale “Lista Rossa” di Italia Nostra Onlus. Ora in questi preziosi beni sarà più facile intervenire grazie al Protocollo d’intesa siglato dall’associazione e dall’Arma dei Carabinieri e presentato oggi a Roma, alla presenza del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. L’accordo formalizza la collaborazione tra l’Arma e Italia Nostra, permettendo un dialogo più veloce ed efficiente: l’associazione segnalerà i beni storici, culturali e naturali più a rischio direttamente al Comando Generale dei Carabinieri.
Quest’ultimo incaricherà il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e il Corpo Forestale di valutare le situazioni che necessitano di un intervento e di verificare la presenza di illeciti.
– TORINO

– Una newco in cui far entrare i creditori della Fondazione per il Libro, finanziati da prestito bancario, acquisendo la parte commerciale del Salone e rilevando il marchio. Il progetto è stato rilanciato dai fornitori della Fondazione – crediti pari a 7 milioni sui 10 complessivi – durante un’audizione dalla sesta Commissione regionale, presieduta da Daniele Valle. La parte artistico-culturale – secondo il progetto – verrebbe gestita da un soggetto a partecipazione pubblica, anche a garanzia della permanenza della kermesse a Torino.
“Se non si mettono a sistema tutte le risorse finanziarie del territorio difficilmente i crediti verranno incassati, con ripercussioni per le aziende coinvolte”, spiega il portavoce del comitato Silvio Viale. La proposta era già stata presentata in un’audizione al Comune di Torino. Rispetto al marchio, che il liquidatore metterà all’asta, per i creditori sarebbe auspicabile che gli enti pubblici che ne erano proprietari facessero un’offerta a completa copertura dei debiti.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

VERONA

– C’è molto della storia di amicizia e scambio culturale tra Italia e Usa nel premio Allegrini 2018, che l’azienda vinicola di Fumane ha assegnato al capo curatore della newyorkese Frick Collection, Xavier Salomon per la mostra ‘Canova’S George Washington’, che dopo Manhattan sarà dall’11 novembre alla Gypsoteca di Possagno. Il premio “L’Arte di mostrare l’Arte” è stato consegnato a Salomon in una serata a Villa della Torre, cinquecentesca sede di rappresentanza di Allegrini. Con un’operazione di archeologia ‘canoviana’, Salomon e la Frick hanno fatto conoscere agli americani le vicissitudini della statua del primo presidente Usa, scolpita da Canova fra il 1817 e il 1820 per il Campidoglio di Raleigh (North Carolina), e distrutta in un incendio nel 1831. Salomon ha ritrovato in vecchi depositi abbandonati i frammenti della statua originaria bruciata, riportandola ‘in vita’ grazie alla collaborazione del Museo di Possagno, che ha prestato il modello in gesso preparatorio, e di altri musei italiani ed europei.
– BOLOGNA

– La stagione concertistica di Ferrara Musica anticipa l’omaggio a Ludwig van Beethoven per il 250/o anniversario della nascita che ricorrerà nel 2020, proponendo il suo più grande capolavoro di musica sacra, la ‘Missa Solemnis’. Una rarità nel nostro Paese, almeno se paragonata al resto del catalogo beethoveniano, che approda per la prima volta al Teatro Comunale Claudio Abbado della città estense il 12 ottobre con i complessi, orchestra e coro, di Corte di Stoccarda diretti dal loro fondatore Frieder Bernius. Considerata da molti il punto più alto del classicismo viennese del 19/o secolo, la ‘Missa Solemnis’ verrà cantata dalla soprano Johanna Winkel, dal mezzosoprano Sophie Harmsen, dal tenore Sebastian Kohlhepp e dal baritono Arttu Kataja. Il Kammerchor e Hofkapelle Stuttgart porteranno il capolavoro di Beethoven anche a Bressanone (il 13) e a Merano (il 14) prima di rientrare nella loro sede dove il 18 e il 4 novembre festeggeranno il 50/o anniversario della fondazione del coro.
– Nel continuare nella sua missione e propone alle bambine italiane modelli femminili diversi, Barbie lancia la bambola astronauta ispirata a Samantha Cristoforetti, pilota, ingegnera, astronauta, prima donna italiana presente negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Una new entry che viene lanciata nella Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze. Attraverso il programma Shero, Barbie celebra dunque le donne che sono andate oltre nei loro rispettivi settori, ispirazione per le future generazioni di ragazze, creando una bambola OOAK (One Of A Kind) con le loro sembianze.
Nella sua evoluzione Barbie ha cercato sempre di mostrare alle bambine di poter essere tutto ciò che desiderano, dando loro la possibilità di coprire con il gioco ruoli diversi e d’intraprendere tutte le carriere: oltre 200. La nuova missione di Barbie è proprio quella di dare valore al potenziale illimitato delle bambine, affinché siano consapevoli di poter raggiungere qualsiasi traguardo desiderino per il loro futuro.
“Ho aspettato una vita per fare questa musica che adoro. Anch’io nel 1973 arrivai da immigrato negli Usa. Non so se sono un Jet o uno Shark. Qui posso essere entrambi ed è veramente bello. West Side Story è un pezzo iconico non solo della scrittura di Leonard Bernstein ma della musica della seconda metà del Novecento”. Il maestro Antonio Pappano entra quasi tra i personaggi del musical per descrivere la potenza del capolavoro che venerdì 12 ottobre dirigerà, in forma di concerto, nell’appuntamento di apertura della stagione sinfonica di Santa Cecilia.L’evento assume una rilevanza straordinaria. In questa versione, che ha un unico precedente nel 2013 con la San Francisco Simphony Orchestra, la Fondazione Bernstein di New York per le celebrazioni dei cento anni della nascita del grande autore ha autorizzato solo sei orchestre al mondo, tra cui appunto quella dell’Accademia Nazionale. Nel cast internazionale spicca Nadine Sierra, nel ruolo di Maria. Il musical, su libretto di Arthur Laurents e Stephen Sondheim, debuttò nel 1957 a Broadway con un successo enorme e fu seguito nel 1961 dal film di Robert Wise e Jerome Robbins (il coreografo che nel 1949 propose l’idea a Bernstein), che vinse dieci Oscar. E’ la storia tragica di Maria e Tony, i Romeo e Giulietta di Manhattan divisi dall’appartenenza alle due gang rivali dei Jets, immigrati bianchi, e dei portoricani Sharks. Lo spettacolo – repliche sabato 13 e domenica 14 alle 18 – “è elettrizzante come pochi – ha detto Michele Dall’Ongaro, il presidente di Santa Cecilia – ed è nella scia delle celebrazioni cominciate nella scorsa stagione con l’esecuzione delle tre sinfonie”.E’ una commedia, dice Pappano, con “una musica vitale, sensuale, nostalgica che in fin dei conti è una tragedia dove i giovani amano, soffrono e muoiono e questo è molto forte e triste. Però ci mostra la gioia di vivere, danzare e amare e noi cerchiamo di trasmettere questa energia e questo amore”. “Per scrivere una cosa come West Side Story ci vuole una sensibilità, una conoscenza, del mondo e dell’umanità – ha spiegato Pappano- -. Bernstein era un grande studioso e direttore, capiva il significato di questo Romeo e Giulietta moderno, il conflitto, il razzismo tra culture. Così ha prodotto la partitura che abbiamo tutti nelle orecchie”. Il maestro anglo-italiano ha ricordato di aver incontrato Bernstein a casa sua, in America. “Cercava un assistente per venire qui a Roma per una Bohème che incise qui in concerti dal vivo. Parlammo della partitura. Conosceva ogni parola. Per lui la completezza era fondamentale. Lui è l’esempio dell’artista rinascimentale, un artigiano. Su di me ha avuto una influenza enorme”. Il maestro considera il musical di Bernstein un toccasana per lo spirito. “Avendo in orchestra persone non così giovani che hanno suonato con lui più di una volta e per il fatto che conoscono il film, i dischi, devo fare poco per stimolarli – fa notare -.Devono essere rigorosi ma rilassati. Ogni tanto noi della musica classica abbiamo bisogno di un sospiro di sollievo. Ora sono immerso in quattro cicli del Ring wagneriano e vengo qui per cambiare aria”.A chi osserva la “stranezza” di aprire la stagione sinfonica con un musical, Pappano risponde: “Continuiamo il percorso mostrando il compositore che lui voleva essere con le sinfonie, che meritano il rispetto che forse non hanno avuto, e la musica più facile che gli ha dato un successo iconico. West Side Story senza le sinfonie sarebbe inutile. Con i suoi riff, le ripetizioni semplici ma efficaci, Bernstein trasmette emozioni”. Ovviamente nella versione in forma di concerto si sacrifica la danza che nell’opera gioca un ruolo centrale. “Abbiamo trovato soluzioni visive diverse. Il ‘buco’ – assicura – sarà colmato dalla energia e dalla libertà degli artisti sul palco”. Pappano ha strappato un sorriso guardando il video delle prove sulla note di una versione del celebre brano “America”: “Questo non è il mio tempo – ha tenuto a chiarire – lo faccio più veloce”.

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La stilista Alberta Ferretti ha ricevuto l’11 ottobre il Premio America, in occasione di una cerimonia solenne che si è svolta alla Camera dei Deputati a Roma. Il prestigioso riconoscimento, conferitole dalla Fondazione Italia Usa, è stato attributo alla stilista per la sua decennale attività imprenditoriale, legata agli Stati Uniti.
“L’America – ha detto la stilista nel ricevere il premio – è sempre stata per me un punto di riferimento. Da bambina rappresentava un sogno, un ideale di grandezza ed innovazione, una terra lontana da esplorare. Successivamente dall’inizio della mia carriera fino ad oggi ha contribuito significativamente al mio successo professionale. Questa grande nazione è sinonimo ancora oggi, anche attraverso le influenze della sua cultura popolare e dei suoi valori, di democrazia e modernità. Ringrazio la Fondazione Italia Usa per questo riconoscimento importante”.
– BOLOGNA

– Costituito ufficialmente, l’11 ottobre nella città emiliana, il comitato per ‘Parma 2020’.
L’atto sancisce il sostegno istituzionale al progetto e agli obiettivi del dossier per la candidatura di Parma a ‘Capitale Italiana della Cultura’ nel 2020. A mettere la firma sotto il documento per la costituzione sono stati il sindaco della città emiliana, Federico Pizzarotti; il presidente di ‘Parma, io ci sto!’, Alessandro Chiesi e Annalisa Sassi, presidente dell’Unione Parmense Industriali.

– Ieratiche Madonne medioevali chiuse in accollati piumini colorati si stagliano al centro della sala che ospita la performance di moda di Moncler Genius, il progetto che vede alcuni grandi stilisti contemporanei interpretare i capi del marchio del lusso di Remo Ruffini. Stavolta si tratta di Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della Valentino, che schiera negli spazi del The House of Genius di Soho, a New York, i suoi modelli grafici, tanto mistici quanto futuristici. Le sue Madonne medievali, viste attraverso lenti spazio temporali, si fondono con l’idea di essenza, che per Pierpaolo Piccioli è la definizione stessa di purezza. Lo stilista ha spogliato il piumino classico portandolo all’essenziale. Per evidenziare il senso di spiritualità angelica, ha lavorato con il monaco e artista Sidival Fila, che ha creato le tele astratte per l’installazione.
Le silouhette rivelano un tocco couture mantenendo un senso di funzionalità, essenza per Moncler.
– TORINO

– “Il ministero non farà mancare il supporto alle fondazioni lirico-sinfoniche, ma servono piani industriali credibili nei numeri, chiari nella visione strategica e affidabili. Non dobbiamo più gestire emergenze”. Lo afferma, in un video, il ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli, che ha incontrato la sindaca Chiara Appendino e il sovrintendente del Teatro Regio di Torino William Graziosi dopo il taglio del Fus che ha rischiato di fare saltare la prima. “E’ un tema molto alto nella lista delle mie priorità. La lirica è un vanto per il nostro Paese, qualcosa che dobbiamo preservare e aiutare a raggiungere livelli di qualità ottimi e rendere più possibile accessibile a un vasto numero di persone.
L’obiettivo che mi sono posto è mettere questo sistema in una condizione stabile”, spiega il ministro che si è già occupato del teatro di Cagliari e dell’Arena di Verona e nei prossimi giorni si occuperà di quello Genova.
– “A volte i giorni sembrano interminabili. Non riesco a dormire. La notte mi sento molto sola, mi manca il mio compagno e mio figlio”. Queste le parole di Asia Argento, ospite sabato 13 ottobre a Verissimo. Passata dall’essere una delle paladine del movimento #metoo al ruolo di accusata per presunte molestie dall’attore Jimmy Bennett, in questo anno difficile l’attrice ha perso anche il compagno Anthony Bourdain. Asia, rivedendo le sue immagini sul palco di Cannes durante il durissimo discorso contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein, dichiara: “E’ stato un gesto kamikaze. Credo di aver dato fastidio ai potenti e ora sto pagando. Lo rifarei quel gesto, ormai l’ho fatto, ma non mi butto più. Qualcuno doveva dire la verità. Nessuna di noi aveva fatto i conti con quello che sarebbe successo dopo. Ha cambiato la nostra vita e il mondo”. “Penso di aver pagato più di tutti in questa battaglia. Sono per il movimento, ma non ho più la forza di aiutare gli altri”.

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Un supereroe con il potere e la maledizione di dire la verità. Emis Killa si presenta così, nei versi dell’album ‘Supereroe’ in arrivo il 12 ottobre, e nel fumetto che accompagna la versione fisica, con i suoi testi e i disegni della matita Marvel Alessandro Vitti. Un progetto multimediale, presentato oggi a Milano, che comprende anche un cortometraggio in arrivo online, con il rapper e lo Spadino di ‘Suburra – La serie’ Giacomo Ferrara. “Il supereroe non è uno spaccone, è l’eroe di una storia vera che nella vita ha anche perso, che ha limiti – dice Emis Killa – Io ad esempio mi sento bravissimo ad ascoltare gli altri e tirarli su di morale, ma con me questo potere non funziona. Molti mi scrivono su Instagram per ringraziarmi dell’aiuto che una certa canzone gli ha offerto in un momento difficile: forse perché dico la verità”. Eroi quotidiani, insomma, come i dottori e i pompieri e non i salvatori della nazione: “Cerco di non influenzare nessuno politicamente, ma ci sono modelli di leader che mi spaventano, sembrano troppo violenti e aggressivi”. Non c’è un unico concept a unire le 13 nuove tracce, ma il messaggio della title track – secondo Emis Killa – fotografa un momento biografico felice, dopo la paternità: “Non c’è una canzone dedicata a mia figlia, ne scriverò una quando potrà capirla e avrò fatto chiarezza su questa cosa che mi ha reso felicissimo”. Si nota inoltre uno spirito combattivo: “Mi sento disorientato in un mondo in cui il rap ha preso tante sfaccettature. Ora è tutto troppo grande e c’è troppa gente, come una festa per pochi intimi dove hanno aperto i cancelli. Sono arrivate personalità nuove, lo riconosco, ma non c’è rispetto”. Eppure, tra le produzioni di Big Fish e Don Joe, c’è tutt’altro che disinteresse verso le nuove forme del genere. Si nota nei featuring, come quello di Capo Plaza in ‘Cocaina’ (prodotta da Ava): “Parlo di droga per incuriosire i giovani attratti dalle cose pericolose, come ero io, ma non invito a usarla: ne parlo perché esiste, e a me piace dire le cose senza filtri, non come la musica italiana, che pare una versione patinata della musica vera”. Presente in ‘Senza cuore & senza nome’ anche Carl Brave: “Carl mi piace per la sua capacità di cogliere il dettaglio, ‘Polaroid’ mi ha flashato: abbiamo lavorato per immagini, come fa lui, fondendo i nostri stili”. Echi trap sono poi nei suoni oscuri del featuring più vistoso, ‘Dope 2’ con PashaPG e il celebrato e controverso americano 6ix9ine, nel beat afrotrap di ‘Donald Trump’, una feroce critica ai media, e nei piatti di ‘Claro’ con Vegas Jones e Gemitaiz. Da questa emergono anche gli stessi spunti latini di ‘Rollercoaster’ e ‘Adios’ con Gué Pequeno, mentre l’intro ‘Open water’, ‘Fuoco e benzina’ (scritta con Jake La Furia) e ‘Come fossimo cowboy’ danno spazio al racconto e a una ricerca di suoni pop. Da dicembre Emis Killa sarà nei club tra Milano, Roma, Firenze, Bologna e Torino: “Sarà uno show minimale – anticipa – Non mi interessano le sovrastrutture, anche se si studierà una scenografia bella: la gente deve vedere quello che faccio dal vivo, nel rap sei tu che devi catalizzare l’attenzione, se il pubblico si distrae è colpa tua”.

– VERONA

– “L’Arena di Verona sta soffrendo”.
Lo ha detto il Soprintendente ai beni culturali, Fabrizio Magani, parlando – a margine di un incontro pubblico – della situazione dell’anfiteatro, visitato ogni anno da 800mila turisti, che si aggiungono alle oltre 700mila persone che assistono agli spettacoli lirici. “La situazione non è confortante – ha spiegato Magani – il luogo è in grave sofferenza sia dal punto di vista conservativo, sia dell’impiantistica, che è una forma di tutela per il monumento, ma soprattutto per le persone, che sono molte, che come noto vi transitano”. Il Soprintendente ha sottolineato che “c’è la questione della compatibilità d’uso, cioè di una gestione corretta che passa non tanto dalla dimensione artistica, ossia la varietà delle performance artistiche, ma dalla qualità degli impianti che accompagnano i vari concerti”.
Intanto è ai nastri di partenza un importante progetto conservativo per l’Arena di Verona da 14 milioni di euro, sostenuto da UniCredit e Fondazione Cariverona.

SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA

Non poteva che esserci l’autentica Aurelia B24S Spider protagonista con Vittorio Gassmann e Jean-Louis Trintignant nel cult di Dino Risi ad accogliere i visitatori de ‘Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961′, grande mostra fotografica, al Museo Di Roma – Palazzo Braschi dal 12 ottobre al 3 febbraio, che compone, con oltre 160 scatti, filmati e videoinstallazioni un ritratto del nostro Paese dalle macerie del dopoguerra alla rinascita del boom. Immagini firmate da maestri come Gianni Berengo Gardin, Fulvio Roiter, Cecilia Mangini, Federico Patellani, Wanda Wultz, Tazio Secchiaroli, Bruno Munari, Willian Klein, Alfred Eisenstaedt, Gordon Parks ma anche da tanti fotografi d’agenzia e autori anonimi che ripercorrono il nuovo inizio dell’Italia e degli italiani, fra sguardo al futuro e anacronismi, profondissime spaccature politiche e sociali e unione nazionale davanti alle vittorie sportive, tragedie come Marcinelle o il piccolo schermo della neonata tv.
L’esposizione, organizzata da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, co-prodotta con Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con Zètema progetto Cultura, “racconta un’Italia che ha cercato di superare i suoi limiti, lasciando dietro di sé vecchi problemi e creandosene qualcuno nuovo – spiega Enrico Menduni, curatore della mostra con Gabriele D’Autilia -. E’ dedicata soprattutto ai giovani che possono vedere come da un momento di grande crisi economica e morale si possa uscire a testa alta”. Attraverso 10 sezioni tematiche (dal lavoro alla politica, dalla fede all’amore), introdotte da riflessioni e brani di opere, fra gli altri, di Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano, Cesare Zavattini, Ingeborg Bachmann, Italo Calvino, Carlo Cassola, Tullio de Mauro, Ernesto De Martino, Lucio Mastronardi seguiamo passo passo la cronaca di un cambiamento epocale segnato da costanti contraddizioni.
Scatti che ci portano fra i borsari neri o al comizio davanti a una folla oceanica alla basilica di Massenzio, del comandante Valerio (nome di battaglia di Walter Audisio, il capo partigiano che eseguì la condanna a morte di Mussolini); da Fiorello la Guardia, il presidente del piano Marshall, fra la folla, ai nostalgici del duce a Predappio. Un album (realizzato grazie a vari archivi come quello storico dell’Istituto Luce e quello di Publifoto presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma), che unisce foto al mare di aspiranti miss e balli solo fra uomini in un paesino della Calabria; il furore oratorio di un militante comunista in una piazza e quello di un religioso in un teatro pieno; personaggi anticonformisti come Giò Stajano (nipote del generale fascista Starace) en travesti e la gita aziendale degli operai Fiat in tuta bianca a Lourdes. Trionfano le vendite dei marchi made in Italy da Zanussi a Olivetti, mentre a scuola addetti della Coca Cola portano in classe ai bambini depliant pubblicitari della bevanda. Ritroviamo scandali come il caso Montesi e il clamore suscitato dalle Kessler; una principessa che scende dal suo motoscafo e minatori siciliani che lavorano, per il caldo, nudi nelle grotte; la macchina crivellata di colpi di Michele Navarra, medico mafioso e il bandito Salvatore Cotta in manette che guarda beffardo verso la macchina fotografica; Don Milani con i suoi studenti e Sophia Loren che legge le notizie sulla corsa allo spazio. Al centro del ritratto ci sono “gli italiani, mostrati per come erano e come sono – sottolinea D’Autilia – attraverso idiosincrasie, passioni e miserie”. Dopo Roma, la mostra ha già una nuova data fissata, al Palazzo del Governatore di Parma, dall’8 marzo al 5 maggio.

SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA

ORVIETO – Al via la quinta edizione del “Festival del Dialogo” promosso dall’Associazione Culturale ApertaMenteOrvieto e patrocinata dal Comune di Orvieto, che si svolge al Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto, da venerdì 12 a domenica 14 ottobre. Tema di quest’anno è “Mediterraneo: mare che unisce o divide?” Tre giornate a cui parteciperanno filosofi e docenti universitari ed incentrate su questa importante tematica nella quale un ruolo attivo hanno avuto anche le scuole elementari e medie dell’Orvietano. Quest’anno il programma del Festival del Dialogo si arricchisce di altri 3 giorni (4-5-6 ottobre) per la prima edizione di Orvieto Cinema Fest che si terrà al Teatro Mancinelli come prologo del festival.
Si inizia venerdì 12 ottobre al Palazzo del Capitano del Popolo. Dalle 9 alle 13, nella Sala dei 400 verranno presentati i lavori delle scuole elementari e medie dell’Istituto comprensivo Orvieto-Baschi. La giornata prosegue poi nel pomeriggio. Alle 17 è in programma la tavola rotonda in collaborazione con Slow Food Italia su “La cucina mediterranea: sapori e saperi condivisi”.
Sono previsti gli interventi di Abderrahmane Amajou – Responsabile del Festival Inter- nazionale della Cucina, Salvatore Giannini – Responsabile Slow Food Nazionale, Emanuela Leonardi – C.F.P, Giuseppe Russo – Assegnista di ricerca presso il CNR IBAF . La tavola rotonda sarà intervallata da letture a tema a cura dell’Associazione “Lettori Portatili” . Alle 19 si potranno degustare i prodotti tipici della dieta mediterranea grazie alle prelibatezze cucinate dai ragazzi del Csf (centro servizi formativi) di Orvieto.
Sabato 13 ottobre, sempre nella location di Palazzo del Popolo, verrà allestito un mercatino con prodotti del Mediterraneo. Il pomeriggio si aprirà poi alle ore 17 con la tavola rotonda dal titolo “Mediterraneo: il valore di un confine mobile”. Su questo tema si confronteranno Caterina Resta – Professoressa ordinaria di Filosofia Teoretica dell’Università di Messina, Aldo Meccariello – Dottore di ricerca e docente di Filosofia nei licei – Direttore della rivista filosofica online Kainòs, Giuseppe Girgenti – Professore associato di Storia della Filosofia Antica presso l’Università Vita Salute San Raffaele Milano. Modera l’incontro Alessandro Volpi. La tavola rotonda sarà intervallata da letture a tema a cura dell’Associazione “Lettori Portatili” .
Domenica 14 ottobre, nel pomeriggio, il Festival 2018 si concluderà con la presentazione dei lavori delle scuole elementari e medie dell’Istituto Comprensivo Orvieto – Montecchio. Con la partecipazione dell’I.I.S. ACP di Orvieto Sezione Enogastronomia e della scuola di danza Scarpette Rosse di Loredana Materazzo. Per tutta la durata del Festival del Dialogo, all’interno della Sala Expo del Palazzo del Popolo sarà allestita la mostra di pittura, scultura e fotografia a cura di Anna Appolloni.

“In molti mi hanno chiesto come sia nato il tema di questa edizione – ha spiegato il presidente dell’Associazione ApertaMenteOrvieto Erasmo Bracaletti – Abbiamo voluto ripercorrere, ricostruire la storia del Mediterraneo inteso come incrocio culturale della nostra storia, Mediterraneo mare funesto dei nostri tempi. E quindi abbiamo cercato di delineare quale sarà il ruolo del Mediterraneo nel futuro di un mondo sempre più globalizzato”.

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NEW YORK

– Scarlett Johansson rompe un soffitto di cristallo a Hollywood ed eguaglia i suoi colleghi uomini in fatto di compensi salariali. Secondo quanto riferisce Hollywood Reporter, l’attrice guadagnerà 15 milioni di dollari per il suo ruolo di Black Widow (Vedova nera) nel prossimo film della Marvel incentrato appunto sulla supereroina.
Il compenso della Johansson, che è già l’attrice più pagata del mondo, eguaglia quello riconosciuto a Chris Evans e Chris Hemsworth, rispettivamente Captain America e Thor, in ‘Avengers: Infinity War’.   [print-me title=”STAMPA”]

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