Ultimo aggiornamento 19 Ottobre, 2018, 06:21:46 di Maurizio Barra
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
DALLE 10:02 DI GIOVEDì 18 OTTOBRE 2018
ALLE 06:21 DI VENERDì 19 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
‘Officina Roversi’ a 6 anni dalla morte
Festival diffuso sul territorio fra Pieve di Cento e Bologna
Haber, “I diversi vanno ascoltati”L’attore con Sara Serraiocco nel road movie In viaggio con Adele
Reggia Caserta, restauro Presepe da ThunNota azienda di Bolzano celebrerà qui 20 anni club fan e Natale
A Bologna una città con 7 mln mattonciniDal 20 ottobre ‘City Booming’, abitata da seimila mini-figure
La Capria, difficile oggi capire realtàA 96 anni parla de ‘Il fallimento della consapevolezza’
Banksy rimpiange distruzione incompletaMisterioso artista rivendica idea del congegno trita-documenti
Al via II stagione ‘L’Isola di Pietro’Tra volti nuovi Lorella Cuccarini nei panni di una madre
Orange is The New Black, ultima stagioneLo ha annunciato lo stesso cast sul sito della serie Netflix
Victoria’s Secret sbarca in ItaliaPrima apertura nella capitale, centro commerciale Porta di Roma
Ginori, mostra-omaggio a Giò Ponti500 opere nel Musée des Arts Décoratifs a Parigi
Florence Biennale apre al designKermesse dedicata al contemporaneo si terrà a ottobre 2019
Madonna S. Luca attribuita a F. RusutiScoperta firma in restauro. Opera esposta a Castel S. Angelo
Mirografia,a Firenze opere grafiche MiròA Fornaciai art gallery, dal 19 ottobre all’11 novembre
Rabona, il calcio che racconta la vitaVianello tra storytelling, talk e musica, dal 19 ottobre su Rai3
Moda: occhiali Fielmann, previste 40 aperture in ItaliaBrand tedesco piccoli prezzi punta a 80 milioni fatturato da noi
Torna a Roma il Gran Ballo Viennese
all’Acquario romano
In programma il 27 ottobre, presenta Chiara Giallonardo
Napoli in musical con Pino DanieleDa dicembre lo spettacolo ispirato alle canzoni dei primi album
Grand Finale di H. Shechter a RomaEuropa10 danzatori per suo “valzer per la fine dei tempi”
Mengoni, prime date per il tour 2019Arrivano in radio i brani Voglio e Buona Vita
Morgan, musicista è migrante per naturaDa oggi Premio Tenco. Ex Bluvertigo è co-conduttore
Lele, forse da domani in riabilitazionePotrebbe essere dimesso dalla rianimazione e trasferito a Roma
Coldplay,7/12 album live e film concertoPer accompagnare l’uscita del nuovo documentario in dvd
A Uffizi il Codice Leicester di LeonardoFormidabili schermi digitali per leggere fogli preziosi
Festa Roma: Go Home, migranti e zombieAd Alice nella città horror ‘sociale’ di Luna Gualano
Sanremo: Rovazzi a Fiorello, ‘Non condurrò la gara dei Giovani’Lo showman candida Amadeus come presentatore dopo Baglioni
Gerini, gratis per un progetto grandeDetective per caso con attori disabili. Poi sarò Federica Angeli
Festa Roma, 7 sconosciuti a El RoyaleGoddard, mi sono ispirato a Tarantino e ai Coen
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
TUTTE LE ULTIMISSIME SEMPRE AGGIORNATE
L’ARTICOLO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
BOLOGNA
– A sei anni dalla scomparsa di Roberto Roversi, Pieve di Cento omaggia il suo illustre cittadino con la seconda edizione di ‘Officine Roversi’, dal 20 ottobre al 10 novembre: un festival diffuso sul territorio fra Pieve di Cento (città affidataria del suo archivio privato di lavoro) e Bologna.
Scrittore, giornalista e libraio, noto per il sodalizio con Lucio Dalla negli anni ’70, Roversi fu punto di riferimento fin dai primi anni ’50 per molti intellettuali italiani. ‘Officina Roversi’ (‘Officina’ fu la rivista fondata con Francesco Leonetti e Pier Paolo Pasolini), organizzata dal Comune con l’Unione Reno Galliera e Pendragon, comprende appuntamenti dedicati in questa edizione alla sua produzione poetica, tra cui una mostra bibliografica e un reading di testi roversiani.
“Il suo vivere al di fuori della grande industria editoriale – dice il nipote Antonio Bagnoli, editore di Pendragon – lo ha fatto conoscere a una ristretta cerchia di persone. Noi intendiamo diffondere capillarmente la sua opera”.
Ci sono voluti quattro anni di lotte ad Alessandro Haber, per vedere finalmente realizzato, grazie all’incontro con i produttori Arturo Paglia e Isabella Cocuzza (Paco Cinematografica), In viaggio con Adele, delicato road movie firmato dall’esordiente Alessandro Capitani, dove il grande attore regala insieme alla coprotagonista Sara Serraiocco una prova da incorniciare. Il film debutta fra le preaperture della Festa del Cinema di Roma, e arriva in sala dal 18 ottobre con Vision.E’ “una commedia intelligente, umanista, con un sentimento forte dentro” sintetizza il direttore della kermesse romana Antonio Monda. La storia (scritta da Nicola Guaglianone) parte da Aldo (Haber), attore teatrale iperansioso, egocentrico, ipocondriaco, che è alla vigilia di un importantissimo provino cinematografico con Patrice Leconte (presente in un cameo) che gli ha procurato la sua brillante agente/amante (Isabella Ferrari).Il suo mondo però viene sconvolto, quando al funerale in Puglia di un suo grande amore del passato, Margherita, scopre di aver avuto da lei una figlia. E’ Adele (Sara Serraiocco), ventenne ‘neurodiversa’ come si autodefinisce (gira in pigiama rosa a forma da coniglietto e attacca dovunque post-it su cui definisce persone e cose), tanto sensibile quanto fragile e libera da freni e inibizioni. La zia della ragazza (Anna Ferruzzo) chiede ad Aldo di rivelare ad Adele di essere suo padre e di accompagnarla a vivere dalla nonna. Sarà l’inizio di un viaggio tra mille disavventure, scontri e conoscenza reciproca.”I diversi vanno osservati, ascoltati e coccolati” , dice Haber che sottolinea di avere in comune con Aldo “solo la passione per questo mestiere. Siamo diversissimi. Lui è anaffettivo, salutista, ansioso. Io invece bevo, fumo e scopo ogni tanto. Aldo non ha rapporti veri con nessuno. La figlia che scopre di avere, e che all’inizio rifiuta, lo porta però a scegliere una nuova vita che si chiama amore”.L’attore è entusiasta della sua coprotagonista Sara Serraiocco: “L’avevo vista in Salvo e mi aveva folgorato – racconta – quando l’ho incontrata per la prima volta le ho detto che sarebbe diventata una grandissima attrice”. Stima ricambiata dalla giovane interprete abruzzese: “Alessandro mi ha aiutato tanto, è per me un artista a 360 gradi, insieme abbiamo compiuto un viaggio emozionante”. Secondo il regista Alessandro Capitani, già pluripremiato per il corto ‘Bellissima’ il personaggio di Haber riflette “il mondo veloce in cui viviamo, dove abbiamo paura di capire e andare a fondo delle cose. Aldo ha paura della figlia e vorrebbe mettere la sua diversità in un cassetto – spiega -. Sul set c’è stata grande armonia, con Alessandro mi sono rapportato come un figlio con il padre”.L’attore ci tiene a smentire la fama di persona ‘difficile’: “passo per l’essere una furia, un burbero ma non è vero, cerco solo di non essere ipocrita. Ho fatto 140 film e 50 spettacoli a teatro, sono puntuale, buono, dolce e generoso, non ho fatto mai male a una mosca”. Infine un accenno allo spauracchio di Aldo nel film, Toni Servillo: “Conosco bene Toni, è un uomo pieno di ironia – dice Haber – non penso se la prenderà”.
– CASERTA
– La THUN, nota azienda di Bolzano, sceglie Caserta e la sua Reggia come teatro delle celebrazioni istituzionali, dei 20 anni del proprio Club di fan, e del Natale. E lo fa regalando alla città il restauro di alcuni pezzi del presepe che si trova all’interno della Reggia, uno dei più importanti e rappresentativi nella storia italiana, oggi custodito nella Sala Ellittica degli Appartamenti Reali. Un dono che è anche un ringraziamento alla città per il contributo dato all’organizzazione dell’evento, che si terrà sabato 20 ottobre alla Reggia, mentre domenica 21 protagonista sarà il Belvedere di San Leucio. L’evento darà grande visibilità generando nel contempo lavoro e indotto diffuso, grazie al grande numero di visitatori previsti – 5.000 i collezionisti e gli appassionati THUN che raggiungeranno Caserta – con molte strutture impegnate nell’accoglienza e nella gestione di tutti gli ospiti.
– BOLOGNA
– Un arcobaleno di mattoncini sta per ‘invadere’ Bologna: dal 20 ottobre al 9 dicembre l’ex chiesa di San Mattia, a pochi passi da piazza Maggiore, ospita ‘City Booming’, un enorme diorama di 60 mq della più grande città del mondo costruita con oltre 7 milioni di mattoncini. Una metropoli colorata, riprodotta nei minimi particolari nell’aspetto urbanistico, abitata da seimila mini-figure e da supereroi come Batman, Wonder Woman, Hulk, personaggi dei cartoon, dai Simpson alla Sirenetta, e celebrità del cinema, come Sean Connery o Harrison Ford nelle vesti di Indiana Jones. Come omaggio a Bologna sono ricostruite le Due Torri, Asinelli e Garisenda.
La mostra, organizzata da Giuliamaria e Gianmatteo Dotto, nasce dalla fantasia di Wilmer Archiutti, fondatore di LAB, laboratorio creativo di Roncade (Treviso) che realizza forme e architetture di Lego. Per l’appuntamento bolognese il diorama propone novità come la stazione ferroviaria, da cui transita un treno che passa nel ‘sotterraneo’ della città.
La Capria, difficile oggi capire realtàA 96 anni parla de ‘Il fallimento della consapevolezza’
– LONDRA
– Banksy rivendica apertamente di aver inserito lui un congegno tritadocumenti nella cornice della ‘Bambina col Palloncino’, la sua opera autodistruttasi parzialmente nella sorpresa generale a una recente asta di Sotheby’s dopo che era stata aggiudicata per ben un milione di sterline. E, anzi, lascia intendere d’essere dispiaciuto che la distruzione non sia stata totale.
Il misterioso ‘writer’ britannico ha diffuso ieri sera un video al riguardo sul suo website. Video nel quale mostra immagini della realizzazione del congegno e del suo inserimento nella cornice, in vista di quello che evidentemente avrebbe dovuto essere un nuovo gesto di ribellione contro la commercializzazione dell’arte. “Nelle prove ha funzionato bene tutte le volte…”, commenta a un certo punto, come a voler esprimere rimpianto per quanto accaduto da Sotheby’s: dove invece l’aggeggio si è bloccato a metà tagliando a striscioline solo una parte della ‘Bambina col Palloncino’. Un risultato che di fatto ha finito per accrescere il valore dell’opera: ribattezzata ora ‘L’Amore è nel Cestino’, già mostrata con successo da Sothebys’s al pubblico di Londra e che l’anonima collezionista acquirente ha fatto sapere alla fine di essere ben felice di tenersi stretta.
C’e’ un omicidio che si snoderà come filo conduttore nelle 6 puntate. Una tragedia che travolgerà la cara nipotina. Qualche segreto nel suo passato. Per il pediatra Pietro Sereni la serenità di una famiglia, ritrovata e riunita alla fine della prima serie, è durata davvero poco. Altri drammi lo attendono nello stupendo scenario della cittadina sarda di Carloforte, per il seguito di ‘L’Isola di Pietro’, la fiction che nella scorsa stagione ha regalato a Canale 5 un ascolto medio di 4.300.00 telespettatori. “Questa seconda serie, ammetto mi ha dato ancora più ansia della prima – ha detto Gianni Morandi, il pediatra Pietro – Forse proprio perchè abbiamo avuto tanto successo c’e’ un pò di preoccupazione nel non riuscire a garantire le stesse aspettative”. La fiction, in onda da domenica 21 ottobre è stata presentata ieri sera a Milano con quasi tutti i protagonisti. Tra i volti nuovi della seconda serie, prodotta da Luca e Matilde Bernabei, per la regia di Giulio Manfredonia e Luca Brignone, Lorella Cuccarini nel ruolo di Isabella, madre di un ragazzo con qualche problema che lo tormenta. Per aiutarlo si avvicinerà a Pietro. “Erano anni che non facevo una fiction – ha raccontato la soubrette madre di 4 figli tra i 24 e i 18 anni – Il mio personaggio un po’ mi somiglia, una mamma, una donna forte, in questa serie si parla molto dei problemi generazionali e di quanto sia difficile fare i genitori”. “Una grande professionista- ha detto di lei Gianni che alla domanda se farebbe un musical o un varietà insieme a Lorella, ha risposto ‘perché no, magari. Un musical manca nel repertorio di Morandi 74 anni tra breve, una lunghissima carriera alle spalle. “Certo occorrerebbe trovare qualcosa di nuovo e di diverso – ha aggiunto – Nel varietà è stato ormai tutto fatto, sulle fiction possono esserci invece idee nuove”. Altra new entry Elisabetta Canalis, Giulia, la giovane donna che viene trovata uccisa nella prima puntata. Continuerà ad essere presente con flash back durante le indagini. Stefano Dionisi vestirà i panni del suo fidanzato Ignazio Silas, uomo distinto, magnetico, ma che sembra nascondere qualcosa. Chiara Baschetti sara’ ancora Elena, figlia di Pietro e medico legale, e Michele Rosiello, il commissario Alessandro che è anche il suo compagno. Alla figlia di Chiara, la sedicenne Caterina (Alma Noce), spetta uno dei ruoli più drammatici. Riporterà infatti delle tragiche conseguenze dopo un incidente stradale che le cambierà la vita. “Ma qui prevalgono i messaggi positivi – ha detto Morandi – Perché quello che vogliamo portare avanti è l’idea di un rapporto migliore tra le persone, nella propria famiglia, principi di buona educazione, i buoni valori, l’amicizia, la solidarietà: la chiave di lettura è questa, anche quando i temi trattati sono molto forti”. “E’ uno dei grandi eventi di Canale 5 – ha aggiunto il direttore di rete Giancarlo Scheri – Se la prima serie era bella questa è bellissima”.
– LOS ANGELES
– La prossima stagione di Orange is The New Black sarà quella che sancirà la fine dell’avventura delle galeotte che hanno conquistato il mondo della televisione e milioni di spettatori in tutto il mondo. Lo ha annunciato lo stesso cast, in un messaggio video sul sito ufficiale della serie targata Netflix, dove le protagoniste hanno comunicato la notizia ai fan e coralmente ricordato i momenti vissuti sul set, promettendo di restare amiche e ringraziando il pubblico. Orange is The New Black, che segue le vite di un gruppo di donne di diversa estrazione sociale e etnia alle prese con la vita di tutti i giorni all’interno di un carcere, prima di minima e ora di massima sicurezza, a Litchfield, ha segnato la storia recente della televisione vincendo Emmys sia nella categoria migliore commedia che migliore dramma.
“Dopo la settima stagione – ha confermato Jenii Kohan, creatrice della serie televisiva ispirata al libro di Piper Kerman – è tempo di uscire dalla prigione. Mi mancheranno tutte queste donne combattive e tutti i componenti della crew e sono grato a tutti loro per avere contribuito a realizzare questo fantastico show”.
Tra le protagoniste della serie: Taylor Schilling, Uzo Aduba, Kate Mulgrew, Laura Prepon, Laverne Cox, Dascha Polanco, Danielle Brooks, Selenis Leyva, Taryn Manning, Yael Stone, Jackie Cruz, Lea DeLaria, Adrienne C. Moore, Elizabeth Rodriguez Michael Harney e Nick Sandow.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Sbarco in Italia per il marchio di lingerie americano Victoria’s Secret, conosciuto per le sue sfilate spettacolo a base di supermodelle in capi sexy e travestimenti da angeli. Victoria’s Secret aprirà un primo negozio nella capitale, nel centro commerciale Porta di Roma.
L’apertura dello store, in partnership con Percassi, è prevista durante la prossima stagione invernale.
Il negozio ospiterà tutte le collezioni di lingerie di Victoria’s Secret, la linea sportiva del brand, le fragranze, le collezioni per la cura del corpo e Victoria’s Secret Pink, una nuova linea di reggiseni, slip, articoli sportivi e prodotti di bellezza ispirati e dedicati alle ragazze in età universitaria.
Victoria’s Secret fa parte della società L Brands, Inc e conta oltre 1.600 negozi e punti vendita nel mondo.
– Sono 500 le opere della mostra-omaggio al grande architetto Giò Ponti, in programma al Musée des Arts Décoratifs a Parigi, da domani 19 ottobre al 2 febbraio 2019. In connessione con la mostra la Manifattura Ginori esporrà nel corso di Maison&Objet, in uno spazio dedicato sempre nel museo parigino, una selezione delle sue nuove collezioni, alcune delle quali ispirate al genio creativo del grande maestro di Sesto Fiorentino, Giò Ponti. A conferma del legame tra Richard Ginori e il maestro, direttore artistico della Manifattura dal 1923 al 1933, la maison ha scelto di supportare il progetto “Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer”, ospitata dal museo parigino. La retrospettiva è curata da Olivier Gabet, Dominique Forest, Sophie Bouilhet-Dumas, Salvatore Licitra e Chiara Spangano. Il percorso espositivo ripercorre la lunga carriera di Giò Ponti, dal 1921 fino ad arrivare al 1978, mettendo in luce tutti gli aspetti del suo lavoro attraverso le sue opere.
– FIRENZE
– Florence Biennale apre al design con uno spazio espositivo dedicato. E’ questa la novità della XII edizione della kermesse internazionale di arte contemporanea, in programma l’anno prossimo, dal 18 al 27 ottobre, alla Fortezza da Basso di Firenze.
Sei le categorie in concorso legate al design – Architecture & Town Design, Industrial & product design, Interior design, Fashion & jewellery design, Communication & graphic design, Technology & game design – alle quali sarà riservato l’intero padiglione Spadolini. Per l’occasione, avviate partnership con, tra gli altri, la Yokohama University of arts and design, il governo della città di Ningbo, il Museo di design di Monaco, il London design, il dipartimento di architettura e design dell’Ateneo fiorentino e il Museo del design toscano. ‘Ars et ingenium’ è il tema dell’edizione 2019, ispirato al 500/o anniversario della morte di Leonardo al quale saranno dedicati i premi assegnati da una giuria internazionale ai migliori espositori di tutte le categorie. “Firenze sarà una vetrina mondiale per il design e per la moda – afferma Jacopo Celona, direttore della Biennale – e per l’occasione, raddoppieremo gli spazi espositivi, passando da 6mila a 12mila mq, pur tenendo fermo il numero chiuso dei partecipanti per garantire una selezione di qualità”.
– ‘Philippus Rusuti Pinxit’. Bianco su verde, nel decoro sopra l’aureola di Maria. È la firma che nessuno sospettava e che oggi riscrive la storia e l’attribuzione della Madonna di San Luca, celebre dipinto duecentesco e una delle più antiche, preziose e venerate icone della cristianità, conservata nella Chiesa di S. Maria del Popolo a Roma. Per tradizione dipinta dal Santo, per gli studiosi opera del Maestro di San Saba, il dipinto ha rivelato il suo vero autore, il pittore Filippo Rusuti, durante il restauro della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma. Una scoperta che arricchisce la già travagliata storia di questa Madonna dai colori oro e blu notte in stile bizantino, nei secoli oggetto di furti e venerata insieme a reliquie mariane. E che fino al 18/11 sarà eccezionalmente al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo nella mostra Filippo Rusuti e la Madonna di San Luca in Santa Maria del Popolo. Il restauro e la nuova attribuzione di un capolavoro medioevale romano.
– FIRENZE
– ‘Joan Mirò. Mirografia: opere grafiche 1961 – 1976′ è il titolo della mostra che la Fornaciai art gallery di Firenze inaugura domani. L’esposizione, a cura di Stefano Masi e in programma fino all’11 novembre, è composta da ventidue lavori provenienti da una collezione privata, in buona parte presentati al pubblico per la prima volta.
“L’incisione arricchisce la mia pittura; mi suggerisce nuove idee; mi spinge a creare su nuove basi. Tutto è connesso”. Con queste parole l’artista aveva spiegato in più occasioni la sua scelta artistica, iniziata già negli anni Trenta: la litografia e l’incisione erano il mezzo perfetto per trasferire sulla materia le sue creature e i suoi mondi fantastici, permeati di poetico onirismo.
La mostra si apre con cinque acqueforti dall”Album Espriu – Mirò’, del 1971, pubblicato dalla galleria barcellonese ‘Sala gasper’. Fra le opere esposte anche le cinque incisioni che commentano ‘El Pi de Formentor’, poema di Miquel Costa y Llobrera, considerato uno dei capolavori della poesia romantica catalana. In esposizione poi una serie di celebri litografie come ‘Album 19’, del 1962, e ‘Ronde de nuit’, realizzata nel 1970 per il numero 186 della rivista parigina ‘Derrière le Miroir’. Spiccano poi le sei litografie a colori della serie ‘Homentage a Joan Prats’, pubblicata in 25 esemplari nel 1971, tutte numerate e firmate, ideate per omaggiare il promotore artistico catalano Prats, creatore con Mirò della ‘Fondazione Joan Mirò’ di Barcellona.
– Sarà un concentrato di passione per “lo sport più bello del mondo” ma anche per il racconto della società la prima puntata di “Rabona. Il colpo a sorpresa”, il nuovo format di Rai3 condotto da Andrea Vianello, regia di Luigi Antonini, che andrà in onda in seconda serata a partire dal 19 ottobre. Ogni settimana fino a maggio, in 30 puntate in diretta, Vianello indosserà accanto a quelli del giornalista anche i panni del narratore con l’obiettivo di parlare di identificazione ed emozioni, di attualità, territori e comunità, di grandi personaggi e piccole storie, utilizzando il calcio come lente di ingrandimento: in modo inaspettato quindi, esattamente come accade quando sul campo un campione fa una ‘Rabona’. Accompagnato da ospiti in studio (nella prima puntata Roberto Boninsegna, Fausto Bertinotti, Antonio Polito e Giorgio Lauro), e da un trio musicale capitanato da Pier Cortese, il conduttore sorprenderà il pubblico con un programma pieno di contaminazioni, dallo storytelling alla musica.
– Fielmann, marchio di occhialeria made in Germania, ad Amburgo, punta ad aprire, nel medio termine, 40 nuovi negozi in Italia. Fondata nel 1972 da Gunther Fielmann, a Cuxhaven, l’azienda leader in Germania del settore eyewear retail, ha fatto delle montature a piccoli prezzi, con lenti certificate ed esame vista gratuito, la sua fortuna in Germania, proprio in un periodo in cui il paese tedesco subiva una crisi economica. Oggi il brand è presente in Europa con 731 punti vendita di cui 15 in Italia. Con oltre 24 milioni di clienti in Europa, dopo le prime aperture in Alto Adige, a partire da luglio 2015, Fielmann è sbarcata anche in Veneto, Trentino, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.
Il programma di retail in Italia punta a rafforzare la presenza in location strategiche, raggiungendo nel medio periodo una quota di 40 negozi, con un obiettivo di vendita di 500.000 paia di occhiali per un fatturato di 80 milioni di euro.
“Inserire l’Italia nella mappa retail di Fielmann è stata una scelta strategica importante quanto naturale” afferma Ivo Andreatta, country nanager di Fielmann Italia. “Prima del 2015, molti clienti italiani si recavano in città come Innsbruck, ad esempio, per beneficiare di prodotti, servizi e garanzie che offriamo nelle nostre filiali”. Ad oggi Fielmann ha venduto oltre 100.000 paia di occhiali e per fine 2018 prevede di superare i 200 dipendenti italiani.
La strategia retail prevede infatti l’assunzione di dipendenti locali delle città coinvolte nelle aperture e un impegno costante nella formazione del proprio personale, a cui vengono corrisposti diversi corsi, inerenti alla consulenza e comunicazione con il cliente fino alle questioni più tecniche.
L’impegno dell’azienda a sostegno del territorio si traduce anche nella volontà di investire in progetti locali a supporto della comunità. “L’Italia è un Paese chiave per il mondo dell’eyewear, che abbiamo deciso di approcciare con una strategia di sviluppo sostenibile, nell’ottica di diventare un player di lungo termine. Desideriamo che Fielmann sia un punto di riferimento per il cliente italiano”.
Sarà Chiara Giallonardo di Linea Verde Life su Raiuno a presentare la XII edizione del Gran Ballo Viennese di Roma, in programma sabato 27 ottobre prossimo nella splendida sede dell’Acquario Romano, in Piazza Manfredo Fanti, nel Rione Esquilino.Elvia Venosa, ideatrice e direttore artistico dell’evento, condurrà per mano in quest’avventura delle giovani splendide
ragazze, d’età compresa tra i 15 e i 24 anni provenienti da tante regioni italiane: Veneto, Lazio, Campania, Basilicata,
Puglia e Sicilia. Le giovani protagoniste della cerimonia d’apertura saranno accompagnate in questa edizione dagli
“Ufficiali Allievi dell’Accademia della Guardia di Finanza”, rappresentanti di una cavalleria sempre più ricercata tra le
nuove generazioni. Per la serata le ragazze indosseranno abiti ideati per l’occasione dallo stilista Gianluca Giotta e
realizzati nell’azienda pugliese: Giotta Spose.”Il Gran Ballo Viennese di Roma – affermano gli organizzatori in un nota – vuole essere per tutti i giovani partecipanti e non solo un’esortazione a ritrovare nel ballo di coppia un potente mezzo di comunicazione, divertimento e socializzazione. In una realtà come quella attuale dominata dai social network, dove il contatto umano è sempre più filtrato e complesso, il ballo di coppia rappresenta un modo sano, semplice e genuino di stare insieme e divertirsi. Un po’ come prendersi cura dell’ambiente che ci
circonda, infatti, quest’anno abbiamo deciso di dare un tocco di green all’evento, fil rouge di questa edizione sarà
proprio la tutela e la salvaguardia del nostro pianeta, come messaggio per le nuove generazioni che per l’occasione si
mettono a confronto vivendo insieme questa esperienza”.La manifestazione unisce cultura, tradizione e solidarietà e, proprio grazie ai suoi obiettivi ed ai progetti sociali
realizzati, ha avuto il sostegno di importanti organizzazioni quali: Unicef, FFC – Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica,
Doppia Difesa, Croce Rossa Italiana, Giovani per L’Abruzzo. La XII edizione del Gran Ballo Viennese di Roma rinnova il
suo impegno di sostenere, “Make-A-Wish Italia Onlus”, organizzazione non profit che realizza i desideri di bambini e
ragazzi colpiti da gravi patologie, di età compresa tra i 3 e i 17 anni. Affiliata a Make-A-Wish International presente in
50 Paesi del mondo, in Italia ha esaudito dal 2004 più di 1900 desideri. Un sogno che si realizza ha il potere di
migliorare la qualità della loro vita, di renderli più forti nella loro battaglia contro la malattia ed aiutarli a ritrovare gioia
e speranza.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Le canzoni di Pino Daniele per uno spettacolo teatrale intitolato ‘Musicanti’ che racconta Napoli e un periodo storico e culturale della città e dell’Italia. Il musical, prodotto da Sergio De Angelis che a Daniele è stato a lungo legato professionalmente, debutterà il 7 dicembre a Napoli al Teatro Palapartenope, già esaurito.
Protagonista, la città di Napoli antica e moderna, oltre alle canzoni dei primi album firmati da Pino Daniele. “Portiamo la musica di Pino a confrontarsi con il linguaggio dell’opera teatrale – ha detto De Angelis – come già con lui si era pensato di fare tanti anni fa, in anticipo sui tempi”.
“Uno spettacolo teatrale che parla di Napoli e di un momento culturale irripetibile del quale Pino è stato il protagonista”. A raccontare è Sergio De Angelis, storico collaboratore di Pino Daniele e che in veste di produttore ha deciso di intraprendere anche il nuovo progetto ‘Musicanti’, il musical che arriverà nei teatri italiani a dicembre e che alle canzoni di Daniele si è ispirato per raccontare la storia di Antonio, protagonista dello spettacolo, che ritorna nella Napoli degli anni Settanta, venticinque anni dopo. A fare da colonna sonora alle vicende raccontate, le canzoni di Pino Daniele, in particolare quelle dei primi album e con qualche concessione agli anni Ottanta e Novanta. “L’idea dello spettacolo nasce prima di tutto per un motivo affettivo – dice De Angelis – visto che con Pino già tanti anni fa, in tempi non sospetti e in netto anticipo sul successo del genere musical a teatro, si era progettato di far incontrare le sue canzoni con la prosa a teatro. Ci sarebbe voluto però molto tempo e con i tempi dell’industria discografica di allora non sarebbe stato possibile concentrarsi sul quel progetto”. Napoli città, così come quel fenomeno culturale che prese il nome di ‘Neapolitan power’, rivivranno quindi sul palcoscenico grazie anche a una scaletta composta da ‘Na tazzulella ‘e cafe’, ‘A me me piace ‘o blues’, ‘I say I sto cc’, ‘Lazzaro felici’, ovviamente ‘Napule e’ e numerosi altri titoli tratti dal repertorio di Daniele. Se le parole del cantautore partenopeo, eseguite dal vivo con gli arrangiamenti originali, faranno da collante per tutto lo spettacolo, anche chi le suonerà ha un ruolo fondamentale per la storia della musica a Napoli e per le vicende artistiche di Pino Daniele. La band convocata sul palco è composta interamente da musicisti amici come Hossam Ramzy alle percussioni, Alfredo Golino alla batteria, Fabio Massimo Colasanti alla chitarra, Elisabetta Serio alle tastiere, Roberto D’Aquino al basso, Simone Salza al sax e Fabrizio De Melis alla viola. In occasione di alcune date ci saranno poi anche Mel Collins (sax) e Jimmy Earl (basso), oltre a qualche altro. Dopo la prima data ufficiale a Napoli, la tournée teatrale proseguirà verso Bari (29 e 30 dicembre, Teatro Team), Assisi (15,16 gennaio Teatro Lyrick), Firenze (14, 15 febbraio, Obihall), Torino (23,24 febbraio, Teatro Colosseo), Milano (dal 7 al 17 marzo al Teatro degli Arcimboldi) e Roma (dal 7 al 12 maggio al Teatro Olimpico).
– ROMA
– Un mondo in caduta libera, pieno di energia anarchica e commedia violenta. Una danza ‘ai confini del mondo’, al suono dell’apocalisse, ma con quel tipico black humour, che tradisce un ottimismo leggero e fiducioso. È la firma di Hofesh Shechter, coreografo israeliano trapiantato a Londra, riconosciuto a livello internazionale come uno degli artisti più emozionanti della danza contemporanea, che torna ospite al RomaEuropa Festival, fino al 19/10 al Teatro Olimpico con il suo nuovo Grand Finale. Un lavoro che il The Guardian ha definito ”un valzer per la fine dei tempi”, cui Shechter ha impresso il suo marchio distintivo ed esilarante, combinando danza, teatro e musica, guardando al passato e aprendo a nuove strade. ”In ogni spettacolo tento di catturare il senso del tempo presente e di capovolgerlo, di mostrarne l’inverso”, dice Shechter, che in scena raccoglie una tribù di 10 danzatori e 6 musicisti. Sue coreografia e colonna sonora, in un set spiccatamente teatrale di elementi mobili firmati Tom Scutt
– Marco Mengoni torna con due brani disponibili dal 19 ottobre, Voglio e Buona Vita, che anticipano l’uscita del nuovo disco di inediti prevista per il 30 novembre su etichetta Sony Music. Il cantante annuncia anche il ritorno live nei palasport nel 2019 con #MengoniLive2019, che partirà il 27 aprile da Torino, per arrivare a Milano (1 maggio), Roma (8 maggio), Bari (13 maggio), Caserta (16 maggio), Eboli (18 maggio), Firenze (21 maggio), Verona (24 maggio), Rimini (29 maggio), Bologna (30 maggio).
I brani usciranno per la prima volta in contemporanea nei paesi di lingua spagnola nelle due versioni Quiero e Buena Vida.
“Voglio gioca con il contrasto senza sfumature, con un tempo verbale che poche volte ho usato nella mia vita e qui viene ripetuto quasi a perdere valore e significato originario – racconta Marco -. Questo pezzo prende ad esempio luoghi comuni, modi di dire e atteggiamenti di vita quotidiana che vengono ribaltati ed esasperati frase dopo frase, dove tutto è il contrario di tutto”.
– SANREMO
– “Un musicista è per sua definizione un migrante, destinato a dialogare con tutti e a viaggiare per il mondo, senza mai dimenticare le sue radici”. Lo racconta Morgan, che questa sera debutta nel ruolo di co-conduttore, senza qualche incursione nella musica suonata e cantata, della quarantaduesima edizione del Premio Tenco che quest’anno porta il titolo di ‘Migrans’.
Ad aprire la prima serata all’Ariston ci penserà Elisa sulle note di ‘Lontano lontano’, mentre Zuccherò ritirerà il ‘Premio Tenco Artista 2018’. Tra gli ospiti di stasera, anche Lo Stato Sociale di Lodo Guenzi, che sostituirà a X Factor Italia Asia Argento rimossa per lo scandalo Bennet. “Asia è una grande professionista – ha detto Morgan – nel ruolo di giudice è stata bravissima, come sarà bravo Lodo. Ogni tanto sarebbe bello mettere in discussione qualcuno quando dimostra di non avere talento e non solo quando succede qualcosa nel privato”.
– LECCE
– Emanuele Spedicato, il chitarrista dei Negramaro colpito lo scorso 17 settembre da un’emorragia cerebrale, potrebbe lasciare già domani il Vito Fazzi di Lecce per essere trasferito in un centro di riabilitazione a Roma. Lo si apprende da fonti dell’Asl di Lecce. ‘Lele’ Spedicato, da quanto si apprende, sta decisamente meglio. Si trova sempre nel reparto di Rianimazione, ma é vigile e riconosce le persone.
Le dimissioni per il trasferimento a Roma in una struttura specializzata nel processo riabilitativo “saranno decise domani mattina al termine delle opportune verifiche”, spiega il primario della rianimazione Giuseppe Pulito.
– Il 7 dicembre i Coldplay celebreranno il tour di A Head Full Of Dreams – tour che ha infranto ogni record di presenze – con la pubblicazione di Live In Buenos Aires/Live In São Paulo/A Head Full Of Dreams (Film) su cd, dvd, vinile e in digitale. L’album Live In Buenos Aires è stato registrato il 15 novembre 2017, serata finale del tour di A Head Full Of Dreams. La registrazione delle 24 tracce live segnano la prima volta in cui un concerto dei Coldplay viene pubblicato per intero. Il film-concerto della durata di due ore, Live In São Paulo, è stato filmato invece una settimana prima, l’8 novembre 2017. Il tour di A Head Full Of Dreams Tour è stato il terzo più grande di tutti i tempi, avendo raccolto oltre 5,5 milioni di fan in tutto il mondo.
Il cofanetto composto da album dal vivo e film-concerto dal vivo – chiamato anche “Butterfly package” per l’immagine sulla copertina – è completato dal nuovo film documentario A Head Full Of Dreams, che racconta la ventennale storia piena di colori dei Coldplay.
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Tutto pronto a Firenze per il ritorno, 36 anni dopo in città, del celebre manoscritto Codice Leicester (conosciuto anche come codice Hammer) di Leonardo da Vinci, per un evento agli Uffizi che sarà prologo mondiale delle celebrazioni dedicate nel 2019 in tutto il pianeta ai 500 anni dalla morte del genio del Rinascimento. Il Codice Leicester sarà punta di diamante della mostra ‘L’acqua microscopio della natura’ curata da Paolo Galluzzi e in programma dal prossimo 30 ottobre al 20 gennaio 2019 agli Uffizi nell’Aula Magliabechiana. La mostra sarà dotata di eccezionali apparati tecnologici per consentire al pubblico di consultare ‘in sicurezza’, sfogliandolo su schermi digitali, il codice che consta di 72 preziosissimi fogli. Esposti nella stessa rassegna altri preziosi fogli vinciani tra cui il ‘Codice sul volo degli uccelli’, quattro spettacolari fogli del Codice Atlantico in prestito dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano grazie al sostegno della maison fiorentina Stefano Ricci, due preziosi bifogli del Codice Arundel, e numerosi manoscritti di grande bellezza e importanza più rarissimi incunaboli. Tema centrale della mostra è l’acqua, indagata da Leonardo per sfruttarne l’energia e controllarne i potenziali effetti rovinosi. Ma il Codice contiene anche riflessioni innovative, per l’epoca, sulla materia della Luna e sulla sua luminosità, nonché sulla storia della Terra e delle sue trasformazioni. L’opera è fitta di annotazioni e disegni di Leonardo fatti tra il 1504 e il 1508. “L’esposizione – spiega Eike Schmidt, direttore degli Uffizi – dimostra il nostro impegno a rendere accessibili tematiche molto complesse della ricerca scientifica e nel contestualizzare episodi fondamentali di storia della scienza in una prospettiva contemporanea”. “Il Codice Leicester – dichiara il direttore del Museo Galileo Paolo Galluzzi – offre una visione intrigante della vastità inaudita degli orizzonti esplorati dalla mente di Leonardo”. Il progetto degli Uffizi e del Museo Galileo è realizzato col determinante contributo di Fondazione Cr Firenze. “Sosteniamo con entusiasmo questa grande mostra che, di fatto, apre con ampio anticipo le celebrazioni dedicate a Leonardo” nel 2019, osserva il presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari. La mostra inoltre si avvale del contributo e del patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.
Alle tante apocalissi zombie protagoniste su grande e piccolo schermo negli ultimi anni, si aggiunge quella particolarmente originale e intelligente, con forti richiami d’attualità, creata da Luna Gualano per Go Home – A casa loro, horror indie presentato a Panorama Italia da Alice nella città, la sezione autonoma per le giovani generazioni della Festa del Cinema di Roma. Nella storia l’unico rifugio sicuro dal virus zombie che si diffonde nella periferia romana, è un centro d’accoglienza. Lo stesso contro cui il giovane neofascista Enrico (il talentuoso Antonio Bannò) stava manifestando con altri squadristi fino a qualche ora prima. Iniziata ‘l’invasione’ il ragazzo cerca rifugio proprio nella struttura e i migranti africani e mediorientali all’interno decidono di farlo entrare. Tra di loro ci sono Sara (Awa Koundoul) con il figlio, ancora bambino, Ali (Pape Momar Diop, immigrato di seconda generazione), il solitario Ibrahim (Sidy Diop), Victor, leader ideale del gruppo (Cyril Dorand Nzeugang Domche). Insieme cercano di gli zombie fuori, ma lo scontro è inevitabile. La cineasta qui all’opera seconda, dopo il thriller horror Psychomentary (2014) per il cast ha scelto molti reali migranti, con cui ha lavorato prima delle riprese, in un laboratorio cinematografico. “La metafora degli zombie per noi era perfetta – spiega lo sceneggiatore Emiliano Rubbi – in loro non c’è un odio motivato o una cattiveria, uccidono perché spinti dalla fame. Per questo si prestano bene a rappresentare l’odio cieco, immotivato, che preme fuori dal centro d’accoglienza ed è come un virus”. Gli zombie funzionano “anche come ulteriore metafora rispetto all’orda – aggiunge Luna Gualano – che trascina le persone a se’, come il mare può inghiottire i migranti. Oltretutto il loro viaggio non finisce all’arrivo. Una volta sbarcati li aspettano lunghissime attese nei centri d’accoglienza, non sanno cosa sarà di loro. E’ proprio di ieri la notizia del giovane migrante che si è ucciso quando ha saputo che gli era stato negato l’asilo politico”. Per la giovane cineasta, che ha utilizzato come location, fra gli altri, i centri sociali romani Strike e Intifada, un genere come l’horror “dà grande libertà espressiva anche lavorando a budget ridotto. La mia speranza è che un ragazzino che veda il film, aspettandosi una storia di zombie, alla fine parteggi per il protagonista liberiano”. Leggendo l’avviso di Luna “che cercava partecipanti a un laboratorio cinematografico per poi girare insieme un film – spiega Cyril Dorand Nzeugang Domche, che ha appena pubblicato in Francia un romanzo, Le chemin que vous m’avez emprunté – ho deciso di iscrivermi perché nel vostro Paese, da immigrato sono un uomo invisibile, ancora di più dopo il nuovo Decreto sicurezza. Oggi la legge qui mi impedisce di sognare. Volevo scendere in campo e mostrare che esisto”. Tra i punti di forza del film c’è anche la colonna sonora di Rubbi, arricchita da brani di Piotta, il gruppo raggae sardo Train to Roots, Il Muro del Canto e la sua voce solista Daniele Coccia. Per la distribuzione del film “abbiamo già vari contatti – spiega Luna Gualano -. Dovrebbe uscire in sala nel 2019”.
Fabio Rovazzi smentisce la sua conduzione di Sanremo Giovani in coppia con Pippo Baudo mentre Fiorello candida già Amadeus come presentatore del Festival dopo Claudio Baglioni: succede durante ‘il varietà radiofonico ‘Il Rosario della Sera’, in onda su Radio Deejay. Il nome di Rovazzi era circolato in estate, proprio legato a quello di Fiorello, come ipotetica spalla nel suo nuovo show per Rai1, poi slittato a data da destinarsi. Ora si riparla di lui, sempre per la rete ammiraglia Rai, ma per la conduzione, al fianco del decano Baudo, della gara di Sanremo riservata agli emergenti, a dicembre. Con una nota audio inviata a Fiorello e trasmessa alla radio, Rovazzi, tra il serio e il faceto, al momento smentisce: “Ho letto sui giornali che Baglioni ha detto di avere incontrato me e Baudo. Non è vero! Per favore, non dite anche voi questo sennò poi mi toccherà andare davvero. Dite invece alla radio una cosa del tipo ‘Sarà nel prossimo Avengers’, mi raccomando”, conclude.
Poco dopo arriva in studio Amadeus, ospite della trasmissione, e Fiorello fa il suo endorsement: “Finirà prima o poi l’era Baglioni. Quando Claudio non avrà più voglia di fare Sanremo, meriteresti di farlo tu. Faccio un appello ai vertici Rai: penso che sia giunto il suo momento, che Amadeus lo meriti e so quanto ci terrebbe a presentarlo”. Pronta la risposta del conduttore: “Sarei onorato solo ad una condizione, di avere Fiorello ospite. Tu esci, libero, e fai quello che vuoi…”. Un sorriso tra i due ed è “affare fatto”.
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Claudia Gerini, Valerio Mastandrea, Paola Cortellesi e tanti altri: il cinema italiano può essere generoso se in ballo c’è un progetto grande che coinvolge. “In Detective per caso – dice in un’intervista all’ANSA la Gerini – accade una cosa nuova e diversa, c’è un cast che rispecchia senza ghetti la complessità delle persone, disabili inclusi che non fanno i ‘disabili’ ma sono attori e pure bravi. Era un film così importante che ci ha coinvolti tutti moltissimi. La cosa interessante è che non è un film sui disabili ma loro sono nella storia così come nella vita sociale ed è molto importante che passi questo messaggio di inclusione assoluta”. Detective per caso, opera prima di Giorgio Romano, è una commedia teen e uscirà con Medusa dopo la presentazione il 21 ottobre alla Festa del cinema di Roma. Claudia Gerini, che a novembre riceverà il premio Virna Lisi ha film in uscita e sta per andare sul set: “sarò Federica Angeli, la giornalista coraggio che vive sotto scorta in un film di Claudio Bonivento
– Apertura nel segno del neo-noir e dell’ultracitazionismo, dai film di Tarantino a quelli dei Coen, da Charlie Manson ai Blues Brothers dal Grande Fratello a Shining, per la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. “7 sconosciuti a El Royale” scritto e diretto da Drew Goddard, non ha insomma deluso: si salta due, tre volte dalla sedia e non ci si annoia mai nonostante la durata di oltre due ore. Tutto per questo film che sarà in sala dal 25 ottobre con la Fox, si aggiunge un mega-cast di protagonisti tutti ‘doppi’ nell’animo e nella mente interpretati da Jeff Bridges, Cynthia Erivo, Dakota Johnson, Jon Hamm, Cailee Spaeny, Lewis Pullman, Nick Offerman e Chris Hemsworth. Sono loro i sette perfetti estranei e bastardi, ognuno con un passato da seppellire, che si incontrano nel fatiscente El Royale, hotel a Lake Tahoe nel 1969 sul confine tra California e Nevada. “Sono sette personaggi doppi – dice Goddard – sette persone che non sono come inizialmente appaiono e che sì muovono in un luogo doppio. [print-me title=”STAMPA”]
