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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 21 Ottobre, 2018, 05:35:21 di Maurizio Barra

AGGIORNAMENTO

DALLE 10:43 DI SABATO 20 OTTOBRE 2018

ALLE 05:35 DI DOMENICA 21 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Marion Cotillard, madre assente in Angel Face
In sala film al femminile di Vanessa Fihlo dopo esordio a Cannes

Storia del ‘rivoluzionario’ MarchionneDa Luca Ponzi, ritratto intenso del personaggio

Lucio Dalla, via il vincolo alla casaOk al ricorso degli eredi contro Ministero e Soprintendenza

Mostra Buzzelli,’anatomia delle macerie’A Bologna 150 opere del padre del ‘graphic novel’ italiano

Musica: ‘Debole’ è nuovo singolo StragàSecondo estratto dall’album ‘Guardare fuori’

Il mito di Gigi Riva in scenaSuccesso a Cagliari, in sala anche figlio Nicola e Tomasini

Il ‘Working woman award’ a Simona VenturaTra le premiate Maria Pia Calzone, Magliaro, Carolina Terzi

Cirilli, 30 anni carriera con “Mi piace”Nuovo spettacolo dedicato alla “parola chiave della nostra esistenza”

Pompei, nuovo significato scrittaStudiosa, non una battuta ma indicazione di servizio

Huppert, cinema ormai finestra sul mondoA Roma premio alla carriera, nel cuore i Taviani

Rovazzi, penso a primo film da registaCantante, Sanremo giovani con Baudo? Non posso confermare

Premio Bottari Lattes Grinzane a Yu HuaCon Il settimo giorno. Per la giuria è ‘capolavoro’ scrittore

Pieraccioni, finito montaggio ultimo filmRegista e attore lo annuncia mentre riceve premio in Toscana

Animazione racconta khmer rossi e abusoA Festa Roma, film Funan e il mediometraggio italiano Mani rosse

Redford con la pistola nel suo ultimo filmIn sala The Old Man & The Gun, tra malinconia e sorriso

Fahrenheit 11/9, Trump quasi un HitlerMoore, “Salvini? Razzista e bigotto, Italia torni grande”

Lucio Dalla, via il vincolo alla casaOk al ricorso degli eredi contro Ministero e Soprintendenza

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BOLOGNA

– E’ in radio ‘Debole’, secondo singolo del cantautore Federico Stragà, dopo ‘Ho esaurito la paura’, dal nuovo disco di inediti ‘Guardare fuori’ (Alman music/Self). Il pezzo, spiega l’artista, “parla del fatto che ci sono esperienze che alcuni vivono con fatica e dolore, mentre per altri sono facilmente superabili o addirittura divertenti”.
E ‘Guardare fuori’, composto da dieci tracce, è un album in cui Stragà si racconta a cuore aperto e si interroga sull’esistenza, la forza, la debolezza e le capacità di affrontare la quotidianità.
Nato a Belluno nel ’72, ma oggi vive a Bologna, nel ’98 ha partecipato a Sanremo tra le Nuove proposte con ‘Siamo noi’ e due anni dopo ha dominato la stagione radio con ‘L’astronauta’.
Nel 2002 ha vinto ‘Un disco per l’estate’ con ‘Il coccodrillo vegetariano’, nel 2003 è tornato a Sanremo fra i big con ‘Volere volare’, in coppia con Anna Tatangelo. Poi nel 2008 ha cantato Frank Sinatra, con un cd che conteneva alcuni tra i più grandi successi di The Voice.
– CAGLIARI

– Il campo, il pallone, la porta, la bandierina del corner e l’immancabile televisore in bianco e nero delle domeniche sportive. Bastano pochi elementi scenici ad Alessandro Lay per dipingere un duplice ritratto di Gigi Riva: l’uomo e il mito, vita e imprese di un fenomeno del calcio italiano. Il regista e attore cagliaritano ha portato in scena al Teatro La Vetreria per il cartellone Cada Die il suo “Riva Luigi ’69 ’70 – Cagliari ai dì dello scudetto” che si è concluso proprio come una delle partite di Rombo di Tuono tra gli applausi di un pubblico entusiasta ed emozionato. Come il figlio del bomber, Nicola, le nipoti, e Beppe Tomasini, compagno di squadra del Cagliari dello scudetto, seduti in sala.
Alessandro Lay in un monologo di un’ora racconta le gesta sportive ma soprattutto il volto umano di Gigi Riva, il ragazzino che rimase orfano di padre e di madre, il giocatore che disse no alla Juve di Agnelli e lo fa intrecciandole a episodi della sua vita personale. Il regista decodifica la mitologia del “dio pallone” e con un doloroso e a tratti struggente meccanismo di memorie, in un raffinato gioco di specchi, dove il calcio diventa rimpianto e metafora di una complicità mancata con la figura paterna, intreccia il suo vissuto con quello di Riva.
Dall’infanzia difficile a Leggiuno, all’arrivo nel 1963 in Sardegna che “in quegli anni era la terra dei banditi, dei pastori, un posto da fuggir come la peste”. E poi le imprese all’Amsicora, la nazionale, i gol leggendari come la spettacolare rovesciata a Vicenza, le 252 reti segnate e il record ancora imbattuto di capocannoniere in nazionale.
Sullo sfondo la Cagliari ai tempi dello scudetto, con lo stadio pieno dalla mattina. Frammenti del mito misti a ricordi del regista che non ha paura di confessare sul palco di non essere mai stato “fedele” al calcio, ma vedere giocare Riva è “come ascoltare gli assoli di Hendrix o Coltrane”. Arte pura.

Simona Ventura, l’attrice Maria Pia Calzone, le giovanissime cantanti e attrici Maggie e Bianca, Eleonora Gaggero, sono tra le vincitrici del premio “Working Woman Award 2018”. Assegnato a Napoli nell’ambito della grande Festa della Famiglia, Tuttosposi, organizzata dall’Osservatorio Familiare Italiano, da sabato 20 a domenica 28 ottobre alla Mostra d’Oltremare. Con loro, il 21 sera, premiate anche le giornaliste Manuela Moreno (Tg2-Rai), Alessandra Magliaro

, la produttrice Maria Carolina Terzi (già premio David di Donatello 2018) e le attrici Tosca D’Aquino, Rossella Brescia, Samuela Sardo e Roberta Lanfranchi, protagoniste della stagione teatrale con la commedia “Belle ripiene” prodotta dal Teatro Sistina di Roma.
Il riconoscimento, giunto al terzo anno, premia le donne di ogni età meritevoli di apprezzamento per la loro attività professionale e per la loro condotta morale.

Gabriele Cirilli torna a teatro con il nuovo spettacolo “Mi piace” che in 7 mesi toccherà ben 33 città italiane. Si parte martedì 23 ottobre dal Teatro Sociale di Sondrio.
Tra le date più attese, quelle di Bologna (doppia data al Dehon il 3 e 4 novembre), Milano (doppia data al Manzoni il 13 e 14 novembre), Bari (al Team il 22 dicembre), Palermo (al Savio dal 29 al 31 marzo), Firenze (al Puccini l’11 aprile). Il gran finale è previsto dal 21 al 26 maggio a Roma, quando sarà in scena al Teatro Sala Umberto.
“Mi piace è la parola chiave della nostra esistenza. Dalla commedia degli equivoci al cabaret attraverso monologhi, canzoni e balletti, sul palco rappresenterò tutti i generi del teatro comico” afferma Cirilli.
Lo spettacolo è scritto da Gabriele Cirilli, Maria De Luca, Giorgio Ganzerli, Alessio Tagliento e Gianluca Giugliarelli.
Regia di Claudio Insegno.
– Non la battuta di un operaio buontempone, bensì una indicazione di servizio. L’epigrafe trovata a Pompei su un muro di una casa all’epoca in fase di ristrutturazione e che con la sua data (ovvero il 17 ottobre) sembra spostare dal 24 agosto al 24 ottobre del 79 dC la data dell’eruzione che seppellì la cittadina romana, trova una nuova interpretazione nello studio di Giulia Ammannati, docente di paleografia latina alla Scuola Normale di Pisa, secondo la quale la scritta andrebbe letta “in olearia/ proma sumerunt”, vale a dire : “hanno preso nella dispensa olearia”.
– Dici Isabelle Huppert e subito pensi a un bel film con atmosfere letterarie (Madame Bovary per citarne solo uno), ad una donna tenace che ti mette in tensione (Elle, La Pianista), una cattiva maestra (La cerimonie). Dici Isabelle Huppert e dici la quintessenza della recitazione francese di alta classe e le decine di premi (manca solo l’Oscar sfiorato due anni fa con Elle) lo testimoniano. Arriva alla Festa di Roma per il premio alla carriera, 65 anni solo sul passaporto, e si racconta. Parla in francese ma per ricordare Vittorio Taviani che con Paolo l’ha diretta nelle Affinità Elettive (ancora un romanzo, Goethe) nel 1996 sceglie l’italiano: “intelligenti, attenti, dolci, umani, straordinari e generosi”. “Il cinema è diventato una finestra sul mondo, sempre più politico. Per molto tempo è stato entertainment, intrattenimento e in parte lo è ancora ma è diventato anche domande stimolanti per gli spettatori, qualcosa che resta e che spinge a cercare risposte in ciascuno di noi” dice.
– Videomaker lanciato da Youtube, diventato cantante (a modo suo) capace di ottenere 12 dischi di platino con le sue canzoni, da Andiamo a comandare a Faccio quello che voglio. E’ Fabio Rovazzi, classe 1994, protagonista oggi alla Festa del Cinema di Roma di un evento speciale/incontro con il pubblico. Appassionato di musica e ancora più di cinema, è già stato protagonista della commedia di Gennaro Nunziante, Il vegetale, sarà fra le voci (doppia tre stormtrooper) del film animato Disney Ralph Spacca internet (in sala dal 1 gennaio), e dopo la prova generale con il corto pieno di cameo (da Al Bano a Boldi) per Faccio quello che voglio, sta lavorando a “fare un film scritto e diretto da me – dice in conferenza stampa -. Vorrei anche recitarci, come faccio nei miei video”.
A chi gli chiede un commento sulla possibile conduzione del Sanremo Giovani insieme a Pippo Baudo, risponde lasciando una porticina aperta: “Baglioni si è svegliato e ha detto questa cosa, ma io non so nulla, non posso confermare”.

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TORINO

– È Yu Hua con Il settimo giorno (Feltrinelli; traduzione di Silvia Pozzi) il vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2018 per la sezione Il Germoglio, dedicata ai migliori libri di narrativa italiana o straniera pubblicati nell’ultimo anno. La cerimonia di premiazione, presso il Castello di Grinzane Cavour (Cuneo), è stata condotta dalla scrittrice e giurata del Premio Sandra Petrignani. Protagonisti gli studenti, rappresentanti delle 25 Giurie Scolastiche, i cui 400 voti hanno determinato il vincitore.
Il settimo giorno è un viaggio nell’Aldilà di un uomo vissuto nella Cina del capitalismo socialista e delle sue contraddizioni, un’avventura di sette giorni, in cui conoscenti e sconosciuti incontrati raccontano la propria storia nell’inferno dell’Aldiqua, tra demolizioni forzate, corruzione, tangenti, feti abbandonati, poveri che vivono in bunker sotterranei, traffico di organi, consumismo sfrenato. Per la giuria “il capolavoro di Yu Hua”, che lo ha quindi preferito agli altri romanzi finalisti.

– CASTIGLION FIORENTINO (AREZZO)

– L’attore e regista Leonardo Pieraccioni ha terminato il montaggio del film ‘Se son Rose’, che è praticamente pronto per la sala (uscita prevista il 29 novembre). Lo ha annunciato lui stesso oggi pomeriggio nella cerimonia in cui ha ricevuto a Castiglion Fiorentino (Arezzo) il premio ‘San Michele d’Oro’. Il film peraltro si conclude con una scena ripresa nel piccolo aeroporto di Arezzo, vicino a Castiglion Fiorentino. Nell’incontro pubblico, scherzando con il sindaco della cittadina Mario Agnelli, Pieraccioni ha detto: “Da queste parti è nato Roberto Benigni e gli avete fatto una statua in bronzo. Prometto che se mi fate una statua anche a me, giro il prossimo film proprio qui”. Poi Pieraccioni ha partecipato a una serata di beneficenza organizzata dall’associazione Solidarietà in Buone Mani di don Giuliano Faralli, conosciuto ai tempi del film ‘Il Ciclone’, e finalizzata a aiutare le popolazioni di Perù e Sierra Leone cui hanno partecipato circa 800 persone.
– L’animazione come strumento per raccontare anche drammi e temi forti è protagonista alla Festa del Cinema di Roma, con due opere presentate nella stessa giornata. In selezione ufficiale c’è il franco/belga Funan di Denis Do, già trionfatore ad Annecy. Ispirandosi alla storia della madre, il regista rievoca le deportazioni in Cambogia di milioni di persone ad opera dei khmer rossi e il loro regime di terrore, morte, violenza e privazioni. Alice nella città propone invece il mediometraggio italiano Mani rosse, realizzato in stop motion e 2d pittorico/digitale da Francesco Filippi, prodotto da Sattva Films con Rai Ragazzi.
L’opera animata italiana (che prossimamente andrà in onda su Rai3) mescola favola nera, fantasy e dramma sociale. Al centro della storia l’incontro tra il 12enne Ernesto e la 14enne Luna, che ha un potere speciale, sprigionare dalle mani un vivido colore rosso. Una capacità figlia della violenza a cui ha prima assistito, da parte del padre contro la madre e di cui ora è vittima.

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Tra malinconia e sorriso arriva  alla 13ma edizione de La Festa di Roma l’ultimo atteso film di Robert Redford insieme al tributo video che la manifestazione dedica all’attore due volte premio Oscar, che ha deciso di dare addio alle scene. The Old Man & The Gun di David Lowery, questo il suo ultimo film in sala dal 20 dicembre con la Bim, racconta una storia che sembra scritta dal più coraggioso degli sceneggiatori ubriachi, ma che invece è incredibilmente vera.
Ovvero le vicende umane e criminali di Forrest Tucker (Robert Redford), uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. “Mai dire mai, però ho praticamente deciso che sarebbe stato il mio ultimo ruolo. L’unica mia condizione è che fosse un personaggio divertente. E Forrest è proprio così, un personaggio meraviglioso e complesso, pieno di vita e amante del rischio, ma anche deciso a divertirsi” dice l’attore.
Michael Moore non risparmia nessuno in ‘Fahrenheit 11/9′, il suo nuovo documentario politico che passa oggi alla Festa di Roma e andrà in sala con Lucky Red dal 22 al 24 ottobre e poi su La7. E se il nemico dichiarato di questa sua ultima fatica è Donald Trump paragonato alla fine addirittura a Hitler, ce ne ha anche per l’Italia, almeno nell”incontro ravvicinato’ che si è tenuto nel pomeriggio.
Definisce così, in una sala Sinopoli dell’Auditorium gremita, Matteo Salvini prima “razzista” e poi “bigotto”. Aggiungendo: “Se lui è contro i matrimoni gay, faccia pure il suo matrimonio eterosessuale, ma lasci in pace chi la pensa diversamente.
L’amore è amore”. A fine incontro stampa da parte del regista e documentarista americano un appello all’Italia: “Siete stati grandi e dovete ritornare ad esserlo. Quando sono venuto in Italia trenta anni fa sono stato intervistato da un giornalista de L’unità, giornale comunista che aveva un milione di elettori. Che cosa vi è successo?”.
– BOLOGNA

– Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso degli eredi di Lucio Dalla contro il vincolo posto dalla Soprintendenza alla casa-museo del cantautore e sui mobili in essa contenuti. Ne danno notizia i quotidiani locali bolognesi.
I parenti di Dalla si opponevano nel giudizio amministrativo al ministero dei Beni Culturali, che nel 2014 annunciò, con l’allora ministro Dario Franceschini, l’avvio delle procedure per vincolare la collezione. Fu poi la direzione regionale a mettere concretamente il vincolo a oggetti, quadri, foto e ricordi dell’appartamento di via D’Azeglio, ritenendolo un pezzo di storia del Paese. Ma la mossa fu vissuta dagli eredi dell’artista come una sorta di ‘affronto’ e di mancanza di fiducia nei loro confronti: prima fecero ricorso al Tar, che rigettò, ora al Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso, ritenendo il vincolo generico e illegittimo e sostenendo che gli arredi non si possono considerare una collezione.   [print-me title=”STAMPA”]

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