Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2018, 05:17:05 di Maurizio Barra
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DALLE 09:12 DI LUNEDì 22 OTTOBRE 2018
ALLE 05:17 DI MARTEDì 23 OTTOBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Gli Arrabbiati, basta con l’Ue
Sommella racconta cittadini stanchi, preda di odio e fake news
Halloween torna a far paura 40 anni dopoIn Italia dal 25/10, con Jamie Lee Curtis in omaggio a Carpenter
X Factor: Celentano si schiera con Asia: ‘Ipocrisia escluderla’. Ribatte Sky: ‘Da noi nessun moralismo’ Maionchi, Adriano? Abbiamo una bella età, ne diciamo stronzate
Praemium Imperiale a Muti, il 23 a Tokyo”Maestro tra i maestri”, “storico contributo per opere di Verdi”
Forlì omaggia il fotografo Paolo MontiPiù di 400 opere ai Musei San Domenico fino al 6 gennaio
Al via il restauro Sacra di San MicheleDa Mibac un milione di euro, fine lavori primo lotto entro marzo
Reggia Caserta, online Archivio StoricoDigitalizzate 300 mila immagini. Progetto in piedi fino al 2020
Antonioni, Risi, Scola e le attriciNel documentario di Lazotti ‘Muse e dei’ alla Festa di Roma
Calopresti, ciak per Via dall’AspromonteAd Africo in Calabria set con Bruni Tedeschi e Marcello Fonte
Pennac, sui migranti l’Europa senza onoreLo scrittore francese a Milano per il libro ‘Mio fratello’
Gallione porta in scena vita Alda MeriniAl Duse il 24/10. Autore, ‘esploro le opere’. Marigliano è Alda
Iannacone, viaggio in una scuola di frontieraSu Rai3 I dieci comandamenti dal Parco Verde di Caivano
Zeri 20 anni dopo, tre serate a BolognaFondazione e Università, studiosi e filmati dedicati al critico
A Boboli riattivata fontana di GanimedeApprontato il progetto di recupero del Kaffeehaus
‘Padri e figli’ chiude, 40000 presenzeSgarbi, ultimo visitatore,’Illegio modello e storia di successo’
Nek vince sesta edizione Premio BertoliRiconoscimenti anche a Dolcenera, Marco Masini e Negrita
La rivoluzione di Picasso scultoreAlla Galleria Borghese 56 capolavori scolpiti tra 1905 e 1964
P. Reale tra musei più visitati al mondoE’ al 71mo posto, nel 2017 oltre un milione di accessi
Mariah Carey, il 16 novembre nuovo albumL’artista ha appena pubblicato il brano “The Distance”
Guenzi, a X Factor onorerò il lavoro di AsiaSky, su Argento non siamo moralisti ma manteniamo la posizione
Gazzelle, il 30 novembre 2/o album PunkDue live in 2019 al Mediolanum Forum di Milano e PalaLottomatica
Caduta per Guccini, forfait a dibattitoUn problema alla spalla per il cantautore, deve stare fermo
Dal 26 ottobre Lavori in corto a TorinoTema la salute mentale. I premi saranno consegnati domenica 28
Salta l’ospitata di De Filippi da BalivoL’intervista già registrata era in scaletta per puntata del 22
Vendite record per cd postumo Hallyday’Mon Pays c’est l’amour’, disco di diamante in tre giorni
Pinocchio, con Netflix Guillermo Del Toro regista primo film animatoPremio Oscar firma musical, “è nel mio cuore da tutta la vita”
Cresce la spesa in cultura, ma è divario tra Nord e SudRapporto Federculture. Bonisoli, manovra invertirà la tendenza
Vigilia di voto a NY con “Complotto” di Philip RothTurturro e Jon Hamm in lettura maratona romanzo Lindbergh
Curran accende le Terme di CaracallaMagia di effetti dall’installazione del compositore americano
Boy Erased, il ‘peccato’ di essere gayDa una storia vera il film di Edgerton con Hedges, Kidman, Crowe
Codice bianco/nero in The Hate You GiveIl film di George Tillman dall’omonimo libro di Angie Thomas
“Gli abiti del male”, il funerale per le strade di RomaCoinvolgerà 40 performer tra artisti, medici, cantanti lirici, studenti, professori in pensione e scrittori e terminerà nella Metro
Al via Rome Art Week fino al 27 ottobre in 154 locationAlla rassegna giunta alla terza edizione partecipano 322 artisti
Lady Gaga resta in cima al box officeAncora secondo Venon, tanti nuovi ingressi in classifica
Mamme gay, una storia d’amoreA Festa Roma in Alice nella città film da storia autobiografica
Scorsese, io Fellini e quel documentario mai fattoIl regista: “Chi può aiuti i giovani cineasti italiani, sono bravissimi”
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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L’ARTICOLO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
ROBERTO SOMMELLA, GLI ARRABBIATI. LA PRIMA GUERRA DI SECESSIONE EUROPEA (La Nuova Europa, pp.140, 10 Euro). Una volta erano “un segno su un portone, una scritta su un negozio, una chiesa bruciata” a svelare il serpeggiare dell’intolleranza e della violenza. Oggi invece ci pensano gli haters da tastiera su Twitter e su Facebook e la massiccia circolazione di fake news: manifestazioni chiare della rabbia di tanti cittadini delusi da un’Europa fragile, alimentate da un inarrestabile processo di “decostruzione del sapere” che mira a diffondere disinformazione. A parlare di “ignoranza artificiale” come uno dei più seri pericoli della contemporaneità è Roberto Sommella che nel saggio “Gli arrabbiati” (La Nuova Europa) cerca di spiegare al lettore cosa stia accadendo in un Vecchio Continente malconcio, in preda alla paura del domani.
Dall’insoddisfazione cronica al nazionalismo, dalla voglia di abbandonare l’euro per tornare alle vecchie monete al desiderio di respingere non solo il ‘diverso’ ma anche ogni iniziativa che venga imposta da Bruxelles: in tanti Paesi europei è questa l’aria che tira. Sono milioni secondo Sommella i cittadini infuriati, che letteralmente non ne possono più e che vorrebbero lasciare l’Unione: persone insoddisfatte, tradite da un’Europa a due velocità, che non è stata equa favorendo nella crescita alcuni e facendo impoverire altri; cittadini vessati dalla globalizzazione accomunati da un senso di impotenza che fa montare la loro rabbia; studenti, impiegati, pensionati, disoccupati, uomini e donne che si sentono derubati del proprio presente, figuriamoci del futuro. E’ su di loro che i nazionalismi di Salvini, Le Pen e Orban fanno presa, ma anche la disinformazione. Nel libro vengono esaminate le differenze economiche tra i Paesi membri, cercando di spiegare i motivi che ci hanno portato fino a qui. Con un occhio specifico rivolto ovviamente all’Italia, piegata da burocrazia, disuguaglianze e povertà. Ciò che accade da noi, quella rabbia cieca che si sente in giro, è comune a tante altre nazioni europee: è una sorta di malattia diffusa, che fa anelare all’autoritarismo, all’isolamento dagli altri e al nazionalismo. Per l’autore però stiamo assistendo a un fenomeno mai visto: “la rabbia incontrollata contro i diversi, l’Europa, le istituzioni e tutto ciò che c’è di democratico non ha però le origini degli Enragés della rivoluzione francese né può ricordare i moti studenteschi del ’68 di Praga, Budapest, Varsavia, Belgrado”, scrive il giornalista, “È qualcosa di nuovo, un’assurdità che si compie spesso in rete, migliaia di volte al giorno, in tv e a colpi di click, senza alcun contraddittorio con la Storia, con il grottesco esito di ribaltare i rapporti tra i vari paesi dell’Unione e gli stessi cittadini”. Ecco perché bisogna intervenire, perché questa rabbia sorda non dilaghi a macchia d’olio travolgendo tutto, comprese le istituzioni democratiche. Serve contrastare l’idea che conoscere la Storia non serva, che sia inutile leggere libri e giornali, che ognuno possa diffondere la sua verità distorcendo i fatti semplicemente perché l’ha scritto sul web: puntare quindi su informazione corretta e partecipazione come veicolo di sviluppo. Ma soprattutto è necessario ripartire con coscienza e serietà dai giovani, che da arrabbiati dovranno trasformarsi in europei di domani, costruendo quella cittadinanza europea che è “l’architrave mancante dell’integrazione comunitaria”. “Occorre aggiungere quell’idea di tutela dei diritti fondamentali, cuore dei valori comunitari, anche nei luoghi del sapere, della formazione, da troppo tempo dimenticati e lasciati a sé stessi da istituzioni distratte”, scrive Sommella, “La cittadinanza è la base di qualsiasi società. Lo sappiamo da sempre. Ma non lo applichiamo mai”.
– LOS ANGELES
– Halloween, undicesimo capitolo dell’omonima saga creata nel 1978 dalla mente del veterano dell’horror John Carpenter, sta per tornare a terrorizzare il pubblico italiano.
Fresco del successo al botteghino statunitense, il film diretto da David Gordon Green, sarà nelle sale italiane il 25 ottobre e vedrà Jamie Lee Curtis interpretare nuovamente il ruolo di Laurie Strode. Il suo personaggio affronterà per l’ultima volta l’altrettanto leggendario Michael Myers, il killer mascherato che ha iniziato a darle la caccia quando è sfuggita per un soffio al massacro della notte di Halloween, quattro decenni fa.
Sarà perché si avvicina la notte del 31 ottobre, sarà perché certi titoli sembrano destinati a non conoscere crisi, fatto sta che il debutto del film negli Stati Uniti ha riservato molti dolci e pochi scherzetti alla Universal, che lo ha prodotto. Nel primo weekend di uscita ha già toccato quota 95 milioni di dollari di incassi.
Jamie Lee Curtis, figlia degli attori Tony Curtis e Janet Leigh (la protagonista di Psycho, di Hitchcock), è diventata a sua volta un’icona dei film di genere, interpretando il ruolo della protagonista della saga Halloween sin dal suo primo capitolo, quarant’anni fa. “Non ho molti ricordi di mia mamma quando era giovane, non parlavamo molto del suo o del mio lavoro, però ricordo che era fiera di me sin da quando ho girato il primo Halloween. – spiega l’attrice – Quello di Laurie è sicuramente il personaggio più completo e profondo che io abbia mai interpretato. Adesso, quattro decenni più tardi, vedremo che effetto ha avuto su di lei l’incontro con quel killer nel 1978.
Abbiamo una cosa fondamentale in comune: essere parte di quel progetto di John Carpenter ci ha cambiato la vita per sempre”.
Carpenter, settantenne e punto di riferimento mondiale nel mondo del cinema dell’orrore, passa dal ruolo di scrittore e regista del primo Halloween, a quello di produttore e autore della colonna sonora. Il tono è quello modesto che solo i più grandi riescono ad avere: “In questo film ho svolto un ruolo da consulente e mi sono divertito tantissimo, ma non lasciatevi ingannare, sarà terrificante come gli altri. Questo però, ci tengo a dirlo, è il film di David (Gordon Green) è lui che dovrete ringraziare quando salterete sulla sedia”.
Proprio Gordon Green a dare al maestro i dovuti meriti: “Ho cercato di rendere omaggio a Carpenter e al suo stile inconfondibile, riproducendo alcune delle sue riprese lunghe, che seguono il killer ininterrottamente, senza mai staccarsi da lui. Questo modo di girare le scene è più impegnativo, ma mette sicuramente una grande tensione psicologica nel pubblico. anche grazie a queste scelte registiche se Michael Myers è ormai entrato di diritto nella hall of fame dei mostri di Hollywood, come la mummia o l’uomo lupo. Figure iconiche ed eterne che chiunque riconosce al primo sguardo”.
Jamie Lee Curtis svela anche una piccola curiosità: “La maschera che indossava originariamente Mayers, era una maschera da Capitano Kirk di Star Trek modificata. Ai tempi non c’erano Amazon, internet o cose del genere – ironizza – così Carpenter ha frugato in un negozio di travestimenti di Los Angeles. Ha trovato la maschera di Star Trek, ha tolto capelli e sopracciglia e l’ha dipinta di bianco. Ecco come è nato Michael Mayers”.
Adriano Celentano critica X Factor e si schiera con Asia Argento, esclusa dai giudici del programma dopo le accuse di Jimmy Bennett.
“Peccato. Perché XFactor è un bel programma, intelligente e fatto bene, soprattutto grazie al prezioso apporto dei magnifici quattro, mi riferisco ai giudici: Manuel Agnelli, Fedez, Mara Maionchi e Asia Argento, naturalmente senza nulla togliere al nuovo arrivato (ancora presto per dire) – afferma Celentano -. Quindi “peccato”. Perché con un programma così, uno si immagina che anche i padroni siano all’altezza di ciò che producono, e invece no. Improvvisamente scopriamo che alle spalle della bella “X” si nasconde un mostro dal falso moralismo pronto a condannare e a eliminare in nome della sua traboccante ipocrisia”. “Per cui senza minimamente riflettere”, prosegue Celentano, si finisce con il credere a chi “l’ha ricattata”. “Asia? Fuori. Decretano gli ipocriti – sottolinea -. Può una, bella come te, violentare qualcuno che poi, casualmente, questo qualcuno è anche un uomo? No, non può perché io ti conosco Asia. Se c’è qualcuno, davvero capace di violentare non sei tu, ma quei tizi che si incipriano la faccia per coprire lo sporco che hanno dentro”.
Ora che mi ha difesa pubblicamente anche il più grande musicista italiano vivente nonché il mio mito, posso ingoiare questo rospo col sorriso. I ❤️ you Adriano https://t.co/LhXVRBlvL8
— Asia Argento (@AsiaArgento) 21 ottobre 2018
La replica di Sky a Celentano: “Il caso è stato dibattuto ampiamente e ciascuno è libero di esprimere la propria opinione. Nessuno qui si è permesso di credere a nessuna accusa e non facciamo i moralisti. Abbiamo preso una posizione su Asia che abbiamo già espresso in passato e l’abbiamo semplicemente mantenuta. Quando abbiamo fatto la nostra scelta lo abbiamo fatto di comune accordo, se poi siano successe altre cose noi non possiamo saperlo”. Così Nils Hartmann, responsabile contenuti originali, ha risposto a una domanda sulle critiche di Celentano. Sulla vicenda, è intervenuta anche Mara Maionchi, nella giuria del talent: “Anche lui ha una bella età e di stronzate ne diciamo a iosa”.
– “Un maestro tra i maestri”, così viene definito Riccardo Muti nella motivazione del Praemium Imperiale, che gli sarà consegnato il 23 ottobre a Tokyo dal principe Hitachi: conferito annualmente dalla Japan Art Association ed equiparato a un Nobel in campo artistico, il premio giunge alla 30/a edizione con il riconoscimento a Muti per la musica, a Catherine Deneuve per il teatro/cinema, a Pierre Alechinsky per la pittura, a Fujiko Nakaya per la scultura, a Christian de Portzamparc per l’architettura. Accanto ai traguardi come direttore d’orchestra alla guida delle più importanti formazioni del mondo, di Muti si legge che “il suo contributo riguardo alle opere di Verdi, in particolare, è di portata storica. Il suo eccezionale progetto Le vie dell’Amicizia, che aspira a unire persone di origini diverse attraverso i concerti, dura da vent’anni ed è estremamente apprezzato. È degno di lode che egli abbia fondato l’Italian Opera Academy per sostenere e formare giovani direttori d’orchestra”.
– FORLI’
– Più di 400 opere indagano il percorso artistico di uno dei principali fotografi del Novecento, Paolo Monti (Novara 1908-Milano 1982), in quattro mostre visitabili fino al 6 gennaio ai Musei San Domenico di Forlì. Monti riuscì con grande sensibilità ad esplorare il rapporto tra la fotografia e il patrimonio culturale nel suo contesto ambientale, aprendo la strada al riconoscimento del paesaggio stesso come patrimonio culturale. Fotografo e sperimentatore, fu coinvolto da Andrea Emiliani nel grande progetto delle campagne di rilevamento del patrimonio culturale e poi nei rilevamenti dei centri storici, l’ultima grande commissione pubblica per un censimento topografico del patrimonio urbano e rurale.
Il primo percorso espositivo propone la mostra monografica tenuta al Castello Sforzesco di Milano tra il 2016 e il 2017, con circa 200 foto originali datate 1932-1982, libri e materiali archivistici. Si passa poi al censimento del centro storico di Forlì nel ’71, alla mostra ‘dalle campagne di rilevamento al censimento delle vallate forlivesi’, alla lettura fotografica dei muri della città romagnola negli scatti di Luca Massari, per una narrazione in chiave contemporanea di uno dei temi cari a Paolo Monti, quello dei dettagli urbani.
Per l’occasione l’Ibc presenta in mostra anche una video intervista ad Andrea Emiliani, che ripercorre l’esperienza delle Campagne di rilevamento dei beni culturali del territorio dei primi anni ’70: un modello di intervento che porterà a ripensare i concetti tradizionali di cultura e la nozione di bene culturale, e alla nascita dell’Ibc nel 1974.
– TORINO
– Apre il cantiere per il restauro della Sacra di San Michele dopo l’incendio del gennaio 2018.
Grazie ad un investimento di un milione di euro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono stati montati i ponteggi e sono iniziati i lavori. “La prontezza nella erogazione delle risorse – osserva il segretario regionale del Mibac per il Piemonte, Gennaro Miccio – conferma l’attenzione del Ministero nei confronti del patrimonio culturale piemontese”.
Secondo il soprintendente Luisa Papotti, “il cantiere restituirà integro il paesaggio del Monte Pirchiriano e l’immagine della Sacra; al tempo stesso offrirà l’opportunità di affrontare il tema complesso della sicurezza di un monumento di grande valore emblematico”.
La conclusione del primo lotto, che restituirà piena agibilità ai locali del convento, è prevista entro marzo 2019. Saranno eseguiti il consolidamento e la messa in sicurezza delle murature e delle volte, quindi la ricostruzione della copertura bruciata, che ritroverà il suo manto di caratteristiche lose.
Nella seconda metà del 2019, con conclusione nell’anno successivo, verranno eseguite ulteriori opere, necessarie per garantire la sicurezza dell’Abbazia, potenziando e incrementando i presidi e le dotazioni per la prevenzione incendi.
– NAPOLI
– È online una parte dell’Archivio storico della Reggia di Caserta. Sono state infatti digitalizzate circa 300.000 immagini di documenti dell’Archivio, di queste circa 80.000 sono state inserite nella piattaforma digitale. L’operazione è stata realizzata grazie alla collaborazione tra il Cosme (Centro-Osservatorio sul Mezzogiorno d’Europa) e la Reggia di Caserta, e ha avuto il sostegno del POR-FESR Campania 2007-2013 attraverso il progetto “Promoting the San Leucio fund in the State Archive of the Royal Palace of Caserta”. Le immagini in rete sono corredate di metadati e i pdf sono scaricabili. Centinaia di docenti e studenti da tutta Italia hanno già fruito di questo servizio. La piattaforma non ha una funzione di ricerca attiva, ma si sta sperimentando un prototipo per la ricerca semantica dei documenti e la costruzione di ontologie e si sta anche perfezionando il restauro digitale della documentazione scansionata allo scopo di migliorare la visione delle immagini. Il progetto continuerà fino al 2020.
“Del cinema di Risi, Scola e Antonioni e di loro come persone si è detto molto, ma le donne, le attrici dei loro film, riescono ad avere una prospettiva originale e sanno mettere in luce qualche aspetto in più”. Lo dice Gianfrancesco Lazotti, per spiegare come sia nato ‘Muse e dei’, il documentario in prima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, che raccoglie gli sguardi su Risi, Scola e Antonioni, delle muse che li hanno ispirati.Tra le interpreti presenti nel film non fiction, con nuove interviste o materiale d’archivio, Ornella Muti, Alessandra Panaro, Catherine Spaak, Fanny Ardant, Isabella Ferrari, Giovanna Ralli, Stefania Sandrelli, Lucia Bosè e Monica Vitti.La scelta delle attrici per Scola “è stata quasi naturale, visto che ha avuto una complice fin da quando era solo sceneggiatore per Io la conoscevo bene, Stefania Sandrelli”. Ne compongono il ritratto anche Isabella Ferrari e Giovanna Ralli, “che ha fatto anche uno dei suoi film più belli, C’eravamo tanto amati”. Con Risi (di cui Lazotti è stato aiuto regista) “non c’era una musa vera e propria, eppure Ornella Muti, Alessandra Panaro, Catherine Spaak che ci hanno lavorato ai loro esordi, da 16enni, in tre stagioni diverse della vita di Dino, dicono su di lui cose molto acute e vere, come la sensazione che nascondesse un mistero”.Per Antonioni gli aneddoti e le riflessioni sono affidati principalmente a Caterina d’Amico, figlia della sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, a lungo collaboratrice del cineasta, e ad alcune preziose interviste d’archivio di Monica Vitti, fra cui una con una tv francese, nella quale ricorda il loro primo incontro in sala di doppiaggio: “Tra noi dopo è stato naturale, io ho bisogno di lavorare e vivere con l’uomo che amo – spiega -. Sul set con lui ero completamente libera. Credo non mi abbia mai detto come dovessi recitare”.”Dino le donne le ha raccontate un po’ tutte, attraverso il mestiere; Antonioni si è immerso nella loro complessità; quelle del cinema di Scola le chiamo le donne senza trucco. Lui ne cercava l’anima, spogliandole di ogni maschera” dice Lazotti. ‘Muse e dei’, prodotto da Surf Film e Tikkun Productions in associazione con Istituto Luce – Cinecittà (anche distributore) e con Stefano Libassi per Movietime, “è parte di un progetto con la Francia. Loro stanno realizzando tre documentari su Bunuel, Chabrol e credo Resnais. Nell’idea dovremmo proseguire, ci sono ancora tanti maestri del cinema italiano, da Monicelli a De Sica, che mi piacerebbe raccontare in questa chiave”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Iniziano il 22 ottobre in Calabria le riprese di Via dall’Aspromonte, il nuovo film di Mimmo Calopresti con Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte, Francesco Colella, Marco Leonardi, Sergio Rubini. Via dall’Aspromonte è un western atipico sulla fine di un mondo e sul sogno di cambiare il corso degli eventi grazie alla voglia di riscatto di un popolo. Ad Africo, un paesino arroccato nella valle dell’Aspromonte calabrese, alla fine degli anni ’50, una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo e perché non esiste una strada di collegamento. Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal sindaco. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe (Francesco Colella), decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l’opera. Giulia, la nuova maestra elementare (Valeria Bruni Tedeschi), viene dal Nord e vuole insegnare l’italiano. “Se Africo entrerà nel mondo grazie alla strada, i ragazzi dovranno conoscerlo prima, imparando a leggere e a scrivere”, dice. Ma per il brigante Don Totò, quello che detta la vera legge, Africo non può diventare davvero un paese ‘italiano’. Dice il regista Mimmo Calopresti: “Il Sud è da sempre luogo geografico e luogo dell’anima. Inferno e paradiso, cronaca e favola. Così è questo film. Africo è in Europa, e ci ricorda cosa, solo un secolo fa, poteva essere la nostra terra, ma in quanto sud assomiglia nei suoi sogni e nelle sue sconfitte, più che al nostro continente, a tutti i luoghi ai margini del mondo. Ancora vivi, ancora presenti, ancora disperatamente alla ricerca di un futuro, alla porte dell’Europa”. Il film è una produzione Italian International Film con Rai Cinema, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, scritto da Mimmo Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de I cento passi, tratto dall’omonimo romanzo di Pietro Criaco “Via dall’Aspromonte” (Rubettino Editore).
Bernard Pennac probabilmente si sarebbe divertito a leggerlo. “E sicuramente mi avrebbe detto ‘ah Daniel e la tua mania di idealizzare”, aggiunge lo scrittore francese Daniel Pennac in questi giorni in Italia, dove il 18 ottobre è uscito il suo ultimo libro ‘Mio fratello’. Bernard era il fratello maggiore ed è morto nel 2007 per un caso di malasanità provocando in Daniel un grande doloroso tormento che traspare sia nelle righe del volume (edito da Feltrinelli, 119 pagine) sia mentre ne parla.”Alla perdita di un fratello non si è preparati, biologicamente, cronologicamente sembra un evento impossibile – spiega l’autore 74/enne – I genitori si sa che se ne andranno prima di noi, un figlio rappresenta una paura continua, ma un fratello no, e Bernard è la persona che più mi manca al mondo”.Dopo la sua morte Daniel attraversò un periodo molto critico in cui cadeva spesso, stava male, rischiava incidenti. Poi decise di mettere in scena ‘Bartleby lo scrivano’ di Melville, il racconto preferito da lui e dal fratello. E il libro alterna infatti pagine tratte dallo scritto dell’autore americano, a ricordi su Bernard. “Il desiderio di portare in scena Bertleby mi venne un giorno in cui pensavo a mio fratello – sono le prima parole del libro. “Non so niente di lui se non che gli ho voluto molto bene”, prosegue più avanti. Un libro intimo lo definisce, molto diverso da quelli scritti finora. Ma sempre con la sua anima dentro le righe che scrive, il desiderio di trasmettere qualcosa (per oltre 30 anni è stato un insegnante e i giovani e la loro educazione restano tra i suoi primi pensieri), l’occhio sempre attento sull’attualità e le sue emergenze. Come quella sui migranti: “da questo punto di vista l’Europa si sta comportando senza onore. L’immigrazione, soprattutto quella dal Mediterraneo non rappresenta nessun reale pericolo demografico per noi – ha aggiunto – c’è chi però approfitta di momenti di crisi e paura come questi per alimentare i peggiori incubi. Fanno paura da noi come negli altri Paesi ma sono anche sicuro che tanti atteggiamenti dei governi siano più che altro motivati da preoccupazione in previsione elettorale”.O, parlando del rapporto fatto di poche parole con il fratello, del “dilagare” della “collisione tra sfera privata e quella pubblica”. “Eravamo i due ultimi rappresentanti del mondo del silenzio – scrive – Intorno a noi le parole si liberavano, crollavano le dighe, l’intimità dilagava, invadeva giornali, piazze”. “Ma è solo l’illusione di sentirsi meno soli” spiega.
Per l’autore della serie su Malaussène e di tanti saggi sulla lettura, restano fermi principi come la curiosità che aiuta a capire anche ciò che fa paura e quindi superare la diffidenza, o la spinta infinta tra desiderio di cambiamento e voglia di stabilità.”Dopo una ormai lunga vita posso dare la mia personale definizione di inferno: per molti può essere un paradiso che dura”, dice Pennac che annuncia di essersi già messo a scrivere il prossimo libro. Nessuna anticipazione. “Posso solo dire – afferma – che anche questo sarà diverso da tutti gli altri”.
– GENOVA
– La vita della poetessa Alda Merini va in scena a teatro. Interpretata da Milva Marigliano, in questi giorni sul grande schermo con il film ‘Sulla mia pelle’ nel quale interpreta la madre di Stefano Cucchi, la poetessa è protagonista dello spettacolo di Giorgio Gallione ‘Alda diario di una vita diversa’, che in prima nazionale inaugura il 24 ottobre la nuova produzione del Teatro Nazionale di Genova al Duse. Lo spettacolo, ha spiegato l’autore, vuole trasportare lo spettatore in un universo di grandi contrasti, di forti emozioni, così come è stata la vita della poetessa.
L’elaborazione drammaturgica di Gallione porta in scena la prosa e la poesia della Merini intrecciando materiali narrativi e biografici a poesie e canzoni, in una spettacolo dove recitazione e danza si mescolano. Sul palco, oltre a Milva Marigliano, cinque ballerini danzeranno sulle coreografie di Giovani Di Cicco incarnando gli incubi, gli amori e le follie della poetessa. “Ho voluto esplorare le sue opere – spiega Giorgio Gallione – per raccontare la sua vita, il tutto in uno spettacolo variegato dove i linguaggi si mescolano. Alda era una poetessa colta che sapeva scrivere in maniera semplice”. Per Milva Marigliano, milanese come Alda, “interpretarla per me è una grande responsabilità, una grande gioia. In questo spettacolo aleggia l’anima di Alda, il suo essere fragile, la sua santità e il suo meretricio, un personaggio straziante”.
“E’ la prima produzione di questa stagione del Teatro Nazionale – commenta l’assessore regionale alla cultura Ilaria Cavo -. La storia intreccia la follia alla poesia e all’estro lasciando il dilemma se la sua follia abbia influenzato la sua poesia o meno. Di sicuro è un personaggio attuale, interpretato da una grande attrice. Una produzione di grande qualità e di fascino che saprà suscitare emozioni”.
“Sarà un racconto senza contaminazione, senza ideologia, e colori politici. Vogliamo essere liberi di raccontare la scuola, anche se è un argomento spesso non premiato dall’auditel. Ma se non viene affrontato dalla tv di stato, chi può farlo”. Parole di Domenico Iannacone che torna con uno speciale de I dieci comandamenti dal titolo significativo ‘Come figli miei’ su Rai3 in onda alle ore 21:40, sabato 27 ottobre.
“Una storia di resistenza civile – aggiunge il giornalista – con l’intento di preservare l’umanità che c’è in quei luoghi a Caivano alle porte di Napoli, anche se sono ‘scarrupati’ e deturpati. Dobbiamo mantenere la testimonianza, come il coraggio e l’eroismo di chi ancora considera l’insegnamento uno dei valori più importanti della società. Di chi ritiene ogni ragazzo “come figlio suo”. Solo così faremo vero servizio pubblico”.
Nello speciale Iannacone entra nel cuore della vita degli studenti, un istituto professionale del Parco Verde. Una scuola “di frontiera” che sorge in delle più grandi piazze di spaccio d’Europa, un luogo dove prostituzione, degrado e abusi sessuali sono all’ordine del giorno. A Caivano, la dispersione scolastica raggiunge i più alti livelli in Italia e la scuola rappresenta l’unico baluardo di legalità, e l’unica porta aperta verso il futuro.
La protagonista dello speciale è Eugenia Carfora, preside dell’Istituto Morano, simbolo di una scuola che resiste. Alla presentazione a Viale Mazzini un contributo video del ministro Marco Bussetti: “La Rai dimostra ancora una volta la sensibilità nei riguardi della scuola. Ogni ragazzo che rimane fuori dalle aule scolastiche è un’occasione persa per il nostro paese. Come ministero, contrasteremo questo fenomeno. Punteremo sull’orientamento. I ragazzi hanno attitudini e ispirazioni che spesso non emergono. La scuola non emargina include”. Eugenia Carfora, la preside dell’Istituto Morano, insieme a un gruppo di insegnanti, è il simbolo di una scuola che resiste e che non vuole perdere e far morire i suoi ragazzi. Un atto di eroismo di chi considera l’insegnamento uno dei valori più importanti della società.
Come figli miei è un appuntamento speciale de I Dieci Comandamenti, il programma di inchieste morali di Domenico Iannacone, quest’anno giunto alla settima edizione. I diritti costituzionali saranno il filo conduttore della nuova serie di sette puntate, in onda da domenica 18 novembre alle 20.30 su Rai3. Il diritto all’istruzione, lavoro e ambiente, la salute, il diritto alla casa, fino ad arrivare a tutti i diritti negati nelle periferie. Domenico Iannacone attraversa l’Italia raccogliendo testimonianze e spaccati di vita in un viaggio amaro tra chi non si sente tutelato come cittadino italiano.
Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta tiene a sottolineare “c’è del poetico in tutti i temi che affronta Iannacone. Realizza quasi una fusione nei contesti nei quali indaga. Torneremo con una settima edizione. Ho visto una piccola parte di questo film-documentario sulla scuola del Parco Verde e sono rimasto folgorato e ho pensato: Non me ne importa nulla, voglio che questa cosa vada al più presto in prima serata. Sentivo nel racconto, un’urgenza come cittadino, non come direttore di rete.
Ho incontrato due protagoniste di questo racconto che mi hanno restituito la speranza, due eroine che combattono la dispersione scolastica e lavorano su ogni singola identità. Una preside che conosce a memoria tutti i cognomi di tutti gli studenti”.
Eugenia Carfora, e la professoressa Loredana Scolarici al suonare della campanella la mattina vanno a cercare gli studenti per strada… Eugenia Carfora con un sorriso disarmante dice: “Non sono abituata a tanta attenzione. Non ho mai fatto finta di niente nella mia vita. Se c’è qualcosa che non va, bisogna urlare. E io ho urlato. E ho bussato alle porte. Io sono sempre rimasta appesa ad un filo”. Plauso allo speciale da Pina Castiello, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud’: “E’ una bellissima pagina. Mi ha colpito in maniera profonda. Faccio politica da parecchi anni. C’è chi ha messo in chiaro che, in questo paese, chi vive in territori difficili vale più di qualsiasi altra cosa. Dobbiamo mobilitare tutti per dire che le realtà tristi si possono cambiare”.
– BOLOGNA
– La Fondazione Federico Zeri e il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna dedicano al critico d’arte, vent’anni dopo la morte, tre serate con studiosi, filmati e documentari provenienti dalle Teche Rai, a partire dal 24 ottobre al DAMSLab in piazzetta Pasolini.
In questi filmati Zeri racconta il proprio lavoro e presenta il grande patrimonio italiano in modo inconsueto, colto, appassionato, con un’occhio attento anche alle marginalità. Il primo appuntamento è con Anna Ottani Cavina, presidente onorario della Fondazione, per disegnare la figura di ‘Federico il Grande’. Il 21 novembre tocca al direttore della Fondazione, Andrea Bacchi, presentarne il lavoro, in un appuntamento dal titolo: “Io sono il re dei quadri”. Il 28 novembre si chiude con Tomaso Montanari per parlerà dell’impegno civile e delle battaglie di Zeri contro ogni mistificazione: “Meno male che c’è stato Napoleone”. La rassegna di proiezioni ‘Federico Zeri in TV’, a ingresso libero, è a cura di Nino Criscenti.
– FIRENZE
– L’acqua è tornata a zampillare la fontana di Ganimede, posta nel Giardino di Boboli di Firenze nell’area antistante la salita che porta al Kaffeehaus, il quale sarà a sua volta recuperato alla funzione originaria.
L’intervento è stato presentato oggi da Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi. I lavori nel giardino (150 mila euro) e il restauro architettonico (600 mila euro) sono stati possibili anche grazie alla donazione di 100 mila euro da parte di un privato. Per quanto riguarda la fontana, sono stati ripuliti i materiali lapidei, ripristinato l’apparato idraulico, eliminate le erbe infestanti e risistemato il manto erboso dei balzi d’intorno. Il Kaffeehaus, opera dell’architetto Zanobi del Rosso completata nel 1776 circa, ispirata al barocchetto viennese e al gusto orientaleggiante di metà ‘700, nelle intenzioni dovrà tornare a essere “un luogo di delizie”, come sottolineato da Schmidt, sia pur senza la capacità di ospitare i turisti che transitano nelle caffetterie dei musei.
– UDINE
– E’ di 40 mila presenze la 15/a mostra internazionale d’arte “Padri e figli” di Illegio (Udine), che si è chiusa la notte scorsa nel piccolo centro montano con ultimo visitatore il critico Vittorio Sgarbi. Ospitata alla Casa delle Esposizioni nell’antico borgo tra i monti della Carnia, dal 13 maggio scorso ‘Padri e figli’ ha esposto 60 opere, tra cui prestigiosi capolavori – come il Laocoonte dei Musei Vaticani – provenienti da Italia, Belgio, Croazia, Francia, Polonia, Russia, Spagna, Gran Bretagna, da musei pubblici e collezioni private, scelte in 24 secoli di storia dell’arte.
“La mostra ha superato il record registrato nell’edizione precedente, cioè 37.000 presenze”, ha commentato oggi a Udine il curatore scientifico, don Alessio Geretti.
“Sono un amico storico di questa terra e un frequentatore assiduo delle mostre di Illegio, che è ormai un modello culturale e una storia di successo”, è stato il commento di Sgarbi.
– MODENA
– Nek è il vincitore della sesta edizione del Premio Pierangelo Bertoli, dedicato al cantautore di Sassuolo, e suo concittadino, scomparso 16 anni fa. Nella motivazione si ricorda che Filippo Neviani, in arte Nek, in oltre 25 anni ha inciso più di 15 pubblicazioni, come impone il regolamento del premio, e ha venduto oltre dieci milioni di dischi nel mondo.
Riconoscimenti anche a Dolcenera (premio ‘A muso duro’ “per la capacità di affrontare il suo percorso e le sue composizioni in maniera intellettualmente indipendente, rimanendo fedele a se stessa”), Marco Masini (premio ‘Italia d’oro’ “per il suo impegno nel descrivere la situazione politico-sociale contemporanea o prospettica, trattando anche temi come la violenza sulle donne o la droga”), Negrita (premio ‘Per dirti t’amo’ “per l’attenzione nel creare brani dal forte impatto emotivo sul tema dell’amore universale dai caratteri anticonformisti e intellettualmente indipendenti”). La premiazione è in programma il 24 novembre al teatro Storchi di Modena.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
I visi e i corpi femminili, gli animali, le figure astratte e poi i frammenti e gli oggetti, in una continua decostruzione che traduce un pensiero rivoluzionario in materia: è un Picasso poco conosciuto quello che si incontra a Roma nelle sale della Galleria Borghese, dove dal 24 ottobre al 3 febbraio sono ospitati 56 capolavori scultorei realizzati dal genio spagnolo tra il 1905 al 1964. Dal titolo “Picasso. La scultura”, la mostra è la prima in Italia dedicata a questo particolare aspetto della produzione dell’artista. Picasso infatti ha sempre scolpito, manipolando la materia per vedere concretizzate le proprie intuizioni. Lungo il percorso appare fin da subito l’evidenza dello spirito innovatore di Picasso: mentre realizzava le opere, utilizzando i materiali più diversi, ispirandosi spesso alle donne amate, superava il linguaggio tradizionale della scultura, aprendosi all’astrazione, ma anche al rapporto con il passato, dall’arte classica a quella africana.
– Palazzo Reale di Milano è diventato uno dei cento musei più visitati al mondo: con oltre un milione di visitatori nello scorso anno è una delle ‘new entry’ nella classifica dei 100 musei più frequentati nel mondo, posizionandosi al 71/o posto. Il dato emerge dal report di Federculture ‘Impresa Cultura’, presentato a Milano. Tra i musei più visitati anche la Reggia di Caserta, il Complesso Museale del Duomo di Siena, la Galleria degli Uffizi e quella dell’Accademia a Firenze, Castel Sant’Angelo a Roma e la Venaria Reale di Torino.
– Mariah Carey, che ha appena pubblicato il brano “The Distance” feat. Ty Dolla $ign, ha annunciato l’uscita del nuovo album “Caution”, il quindicesimo della sua carriera, prevista per il 16 novembre per Epic Records.
Mariah aveva presentato precedentemente “GTFO” e “With You”, sempre tratti dal nuovo album. In particolare, per “With You”, il singolo ora in radio, si è esibita in una performance agli American Music Awards della quale People ha scritto: “Mariah ha tirato giù il palazzo!”, mentre Vulture ha commentato: “Mariah ha raggiunto il top del suo spettacolo!”. “With You” ha già superato i 2 milioni e 800mila streaming su Spotify e i 2 milioni e 700mila views totali su YouTube.
GTFO continua a essere un gran successo con più di 5 milioni di stream su Spotify e di view su YouTube. Rolling Stone ha definito il pezzo “una sottile gemma pop con un chiaro messaggio”, mentre per Elle è “un nuovo sensuale pezzo che crea assuefazione”.
Si riparte con i live anche per la nuova edizione di X Factor che giovedì 25 ottobre inaugurerà il palco milanese dove si daranno battaglia i dodici nomi selezionati nelle fasi precedenti del programma. A tenere banco, anche a poche ore dall’inizio della nuova fase del talent di casa Sky, le vicende che hanno portato all’esclusione dal banco dei giudici di Asia Argento, difesa ieri anche da Adriano Celentano che ha voluto dire la sua pubblicamente, attraverso una nota, accusando il colosso televisivo di “ipocrisia” nella gestione della faccenda.”Il caso è stato dibattuto ampiamente – ha risposto Nils Hartmann, responsabile dei contenuti originali di Sky – e ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Nessuno qui si è permesso di credere a nessuna accusa e non facciamo i moralisti.Abbiamo preso tempo fa una posizione e semplicemente l’abbiamo mantenuta”. Già nelle scorse settimane, poco dopo lo ‘scoppio’ dell’affaire Argento, Sky aveva giustificato l’esclusione dell’attrice dalla fase live del programma (dopo che con lei erano state registrate le fasi precedenti di selezione dei concorrenti) “per tutelare i concorrenti rispetto ad una vicenda che è estranea a loro e al programma e che distoglierebbe l’attenzione dal vero fulcro di X Factor, la musica e il talento”. Al centro dei cambiamenti in corso d’opera si è trovato il nuovo giudice scelto: Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, oggi al lavoro sulla categoria dei gruppi con i tre nomi selezionati da Asia Argento (Bowland, Red Bricks Foundation e Seveso Casino Palace).”Onorerò il lavoro fatto da Asia prima di me – ha assicurato Guenzi oggi, durante la presentazione alla stampa dei live – perché ho passato la mia vita e la passerò ancora in una band, quindi ne capisco le dinamiche. Per quello che ho visto in tv Asia è stata molto brava e le sue scelte sono anche parte delle motivazioni che mi hanno spinto ad accettare il posto di giudice”. Nei giorni scorsi Guenzi è stato anche sul palco del Premio Tenco all’Ariston Sanremo, dedicato quest’anno al tema migranti, e ha espresso la sua opinione sulla politica italiana, citando anche il vicepremier Matteo Salvini. “Nessuno mi ha detto che ad X Factor non potrò esprimere le mie opinioni – ha detto Guenzi – ma non sarà questo il palco giusto per farlo, perché le opinioni sono mie e non dei concorrenti che sono i veri protagonisti del programma”. Sul fronte giudici, più che confermato il resto della squadra: Mara Maionchi si occuperà degli ‘Under Uomini’ (Leo Gassman, Emanuele Bertelli e Anastasio), Manuel Agnelli delle ‘Under Donne’ (Luna, Martina Attili e Sherol Dos Santos), oltre a Fedez che quest’anno se la vedrà con gli ‘Over’ (Matteo Costanzo, Naomi e Renza Castelli). Alla conduzione, l’ormai imprescindibile Alessandro Cattelan, mentre tra gli ospiti sono attesi i Maneskin (per la prima puntata di giovedì), Rita Ora, Sting con Shaggy, la Dark Polo Gang che assieme ad Elio, Pupo e Daniela Collu sarà anche protagonista dello Strafactor, Enrico Nigiotti con Gianna Nannini, i Subsonica, Jonas Blue Liam Payne.La conduzione degli X Factor Daily è invece stata affidata a Benji e Fede. Teatro dei live sarà una X Factor Arena rinnovata sul fronte palco (“il più tecnologico di sempre” hanno assicurato da Sky) e con gli show curati dal nuovo direttore artistico Simone Ferrari.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Esce il 30 novembre Punk, il secondo disco di inediti del cantautore romano Gazzelle (Maciste Dischi/Artist First).
Con oltre mezzo milione di stream nella prima settimana dall’uscita, è in rotazione radiofonica il nuovo singolo “Sopra”, il cui video diretto da Bendo, con la fotografia di Tommaso Terigi e lo styling di Tiny Idols. Il disco, inoltre, è stato già anticipato dal brano “Tutta la vita”, che nei primi tre giorni dall’uscita ha raggiunto oltre 350.000 stream e ad oggi conta oltre 1.200.000 ascolti.
Dopo il grande successo dei live all’Atlantico Live di Roma e al Fabrique di Milano prodotti da Vivo Concerti a marzo 2018 e andate sold out, Gazzelle è pronto a tornare sul palco nel 2019 con due date: venerdì 1 marzo 2019 al Mediolanum Forum di Milano e domenica 3 marzo 2019 a Roma, al PalaLottomatica.
– BOLOGNA
– Un problema ad una spalla, conseguenza di una caduta. Questo il motivo che ha impedito a Francesco Guccini di partecipare in giornata a un dibattito a Bologna nell’ambito della Festa della storia, dove era atteso.
L’evento ‘Francesco Guccini fra tempo e memoria spiegato ai giovani’ è stato annullato e rinviato a data da destinarsi.
Secondo quanto si apprende le condizioni del cantautore non sono preoccupanti, ma deve stare fermo per non compromettere il percorso di guarigione. Guccini, 77 anni, nel 2016 si era infortunato sempre ad una spalla durante la visita ad Auschwitz, dove era andato insieme all’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.
“Non ci si può mica lamentare a uscire da Auschwitz con una spalla rotta”, scherzò all’epoca. Ora agli organizzatori della Festa della Storia ha assicurato di voler recuperare al più presto il dibattito.
– TORINO
– E’ in programma da venerdì 26 a domenica 28 ottobre, a Torino, la settima edizione di Lavori in corso, concorso cinematografico nazionale rivolto a registi under 35, organizzato dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema. Quindici i cortometraggi e documentari presentati, dei quali 11 in concorso e 4 fuori concorso, per un totale di 10 anteprime (6 assolute e 4 in anteprima regionale), sul tema della salute mentale e realizzati da autori con età media 28 anni da tutta Italia. I 4 premi saranno consegnati il 28 nei Laboratori di Barriera: il primo premio Armando Ceste di 1.000 euro offerto dall’Associazione Il Bandolo Onlus, il Premio Rai Cinema Channel di 1.000 euro, il premio Lavoro e Psiche di 300 euro della rivista Sicurezza e lavoro, il premio Film Commission Torino Piemonte consistente nell’utilizzo di un modulo produttivo della sede di via Cagliari per 2 settimane. Il progetto è a cura dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema, con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino.
Al momento nessuna risposta ufficiale da Viale Mazzini, ma certo è che la tanto annunciata partecipazione, già registrata, di Maria De Filippi al programma di Caterina Balivo ‘Vieni da me’, in programma il 22 ottobre alle 14.45 (così da evitare una contrapposizione con Uomini e donne ndr) non è andata in onda, dopo che l’ufficio stampa della trasmissione di Rai1 aveva già diffuso un mini-spoiler in cui appariva la conduttrice Mediaset in chiacchiera con le due piccole intervistatrici della Balivo, le Gemelline, Camilla e Corinne, protagonista de Il Tè delle principesse (senza che ci fosse però un’interazione diretta con la Balivo ndr). Chi ha deciso la cancellazione all’ultimo minuto? De Filippi – volto simbolo di Cologno Monzese e a breve competitor di Antonella Clerici che torna con Portobello il sabato in prima serata su Rai1 – aveva accettato l’invito per una chiacchierata informale con Camilla e Corinne. Nel video diffuso la conduttrice si racconta, tra dichiarazioni personali e divertite.
– PARIGI
– Disco di diamante in tre giorni.
‘Mon Pays c’est l’amour’, l’album postumo della star francese del rock, Johnny Halliday, uscito venerdì scorso, ha già venduto 631.473 copie (tra Cd e vinili), un risultato storico per la Francia. E’ quanto annuncia Warner Music France. Intervistata da RTL, la moglie del cantante scomparso nel dicembre 2017, Laeticia Halliday, ha dichiarato che “continuerà a far vivere l’arte di Johnny”.
-. Sarà un musical realizzato in stop motion, di cui il regista premio Oscar firmerà anche la sceneggiatura e la produzione. La personale versione di Guillermo del Toro della celebre favola di “Pinocchio” sarà il suo primo film di animazione dopo il successo di “La forma dell’acqua”, vincitore di quattro premi Oscar agli ultimi Academy Awards, tra cui Miglior Regia e Miglior Film.
Del Toro inaugura un nuovo modo di raccontare la fiaba classica di “Pinocchio”, ambientata in Italia negli anni Trenta.
Il progetto segna un momento chiave nella già consolidata relazione tra Netflix e il celebre regista, che proprio per Netflix aveva creato la trilogia di DreamWorks “Tales of Arcadia”, con il primo capitolo “Trollhunters”, vincitore di diversi premi Emmy, il secondo “3Below”, che debutterà il 21 dicembre 2018, e il terzo capitolo “Wizards” previsto nel 2019. Guillermo del Toro ha così commentato: “Nessuna forma d’arte ha influenzato la mia vita e il mio lavoro quanto l’animazione e nessun personaggio ha avuto un legame profondo con me quanto Pinocchio. Nella nostra storia, Pinocchio è un’anima innocente con un padre indifferente che si perde in un mondo che non può comprendere. Il nostro protagonista si imbarca in un viaggio straordinario che lo condurrà ad una profonda comprensione di suo padre e del mondo reale. Ho da sempre voluto realizzare questo film. Sono estremamente grato a Netflix e al suo eccezionale team per questa opportunità unica nel suo genere, che mi permetterà di presentare la mia personale versione di questo strano burattino al pubblico di tutto il mondo”. Del Toro è anche il creatore della prossima serie Netflix “Guillermo del Toro Presents 10 After Midnight”, che arriverà prossimamente sulla piattaforma.
“Pinocchio” è una produzione di Guillermo del Toro, The Jim Henson Company (“The Dark Crystal: Age of Resistance”) e ShadowMachine (“Bojack Horseman”, “The Shivering Truth”), che ospiterà la produzione animata in stop motion. Insieme a del Toro, il film verrà prodotto da Lisa Henson, Alex Bulkley di ShadowMachine, Corey Campodonico e Gary Ungar di Exile Entertainment. Blanca Lista sarà co-produttrice. Patrick McHale (“Over The Garden Wall”, “Adventure Time”) ne scriverà la sceneggiatura insieme a del Toro. Mark Gustafson (“Fantastic Mr.Fox”) si occuperà della regia insieme a del Toro, mentre Guy Davis sarà co-production designer, partendo dall’originale concezione dell’illustratore Gris Grimly del personaggio di Pinocchio. I pupazzi del film saranno realizzati da Mackinnon e Saunders (“La sposa cadavere”). L’inizio della produzione “Pinocchio” è previsto questo autunno. Melissa Cobb, Netflix Kids and Family Vice President, ha aggiunto: “Durante tutta la sua illustre carriera, Guillermo ha dimostrato la sua maestria nell’inspirare le persone attraverso i suoi magici mondi pieni di personaggi indimenticabili, dai mostri di Pan’s Labyrinth alla bestia acquatica di “La forma dell’acqua”. Siamo incredibilmente entusiasti di approfondire ulteriormente la nostra relazione con Guillermo e siamo certi che la sua personale visione artistica profondamente toccante porterà in vita una nuova versione di Pinocchio, che sarà accolta dal pubblico di tutto il mondo”.
Gli italiani continuano a spendere in cultura: +2,6 % la spesa delle famiglie nel 2017 rispetto all’anno precedente, pari a 71,4 miliardi di euro. In particolare, 31 miliardi di euro sono stati destinati a teatro, cinema, musei e concerti (+3,1% rispetto al 2016). Il dato emerge dal quattordicesimo Rapporto di Federculture ‘Impresa Cultura’, presentato questa mattina alla Camera di Commercio di Milano. Il trend positivo del settore, però, lascia spazio anche ad alcune ombre come le disparità geografiche e il divario tra Nord e Sud Italia. Nelle regioni settentrionali la spesa mensile in cultura in media supera i 150 euro, mentre in Meridione si abbassa intorno ai 95 euro, con il Trentino Alto Adige sul podio con una spesa media di 191 euro e i siciliani ultimi in classifica, che spendono circa 66 euro al mese in cultura. Questa differenza “è un vero problema – avverte il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli -: è la dimostrazione che l’Italia è un Paese che ha delle linee di faglia e ha grosse tensioni interne. Per questo abbiamo pensato a una manovra economica che ha l’obiettivo di far ripartire l’economia, ma anche di andare in controtendenza rispetto a questa separazione dell’Italia a due velocità”.
Nonostante la crescita della spesa, l’Italia rimane comunque al di sotto della media europea: nel budget famigliare degli italiani la voce cultura copre il 6%, contro una media di 8,5 % degli europei e addirittura dell’11% dei più virtuosi svedesi.
Cresce leggermente la quota di chi legge almeno un libro all’anno (dal 40,5% del 2016 al 41% del 2017), ma la voce che più preoccupa nel rapporto è quella dell”inattività culturale’: il 38,8% degli italiani adulti non partecipa a nessun tipo di attività culturale. Il 2017 è stato un anno favorevole e in crescita anche per il turismo culturale, che si conferma il segmento di maggior peso del settore coprendo il 35,4% del mercato turistico e che ha visto un aumento dell’11,4% della spesa. Lombardia, Lazio e Veneto sono le regioni in cui si concentra il 60% della spesa turistica. Per il presidente di Federculture, Andrea Cancellato, “buona parte della crescita del settore è data anche dal turismo culturale ma un servizio culturale è forte se lo è anche per i cittadini e le famiglie”. “Il dato che più mi preoccupa – ha aggiunto – è che nella crescita del fatturato nello spettacolo dal vivo (+0,71% al botteghino) abbiamo però meno biglietti staccati (-4,31% di ingressi): è la prima volta che accade e questo va osservato con attenzione”.
“Investire in cultura ha un doppio valore – ha aggiunto il presidente della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, Carlo Sangalli – significa investire nella crescita umana e nelle imprese, quindi sostenere l’economia”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Vigilia di voto negli Usa con “Complotto” di Philip Roth. Il 28 ottobre, in vista delle elezioni di midterm, un importante centro culturale di New York mettera’ in scena una pubblica lettura del romanzo del 2004 in cui lo scrittore di “Portnoy” aveva immaginato un’America con Charles Lindbergh presidente alleata della Germania di Adolph Hitler.
Prima di morire lo scorso maggio, lo scrittore americano mai premio Nobel aveva avviato discussioni con il 92 Street Y per un programma imperniato sul testo. L’idea era di avere una serie di attori famosi che si sarebbero alternati sul palco leggendo la vicenda di fantapolitica in cui il celebre aviatore con simpatie naziste diventa presidente nel 1940 al posto di Franklin Delano Roosevelt e mette gli Usa nell’orbita del Terzo Reich nazista.
Coinvolto nella maratona di quattro ore sara’ un cast stellare che include John Turturro, Jon Hamm di “Mad Men”, Michael Stuhlbarg e Jennifer Ehle: i biglietti in vendita, a 150 dollari l’uno, sono quasi tutti esauriti. Bernard Schwartz, che coordina gli appuntamenti letterari per il 92 Street Y, ha auspicato che la lettura del testo possa stimolare una riflessione sui paralleli con la situazione politica oggi negli Usa.
“Roth era estremamente eccitato all’idea”, ha detto Schwarz al Wall Street Journal, ma la morte dello scrittore, di cui proprio domani Einaudi pubblica in Italia la raccolta di saggi “Perché scrivere”, aveva temporaneamente bloccato l’iniziativa.
“La mia prima reazione era stata che ‘no, era troppo presto'”, ha detto Julia Golier, una dei responsabili della legacy letteraria di Roth. La Golier ha rapidamente cambiato idea quando si e’ resa conto che lo scrittore avrebbe voluto mandare avanti il progetto.
La pubblica lettura di domenica raccoglie il testimone dallo stesso Roth. Nel 2014, dopo una apparizione al 92 Street Y, l’autore di “Pastorale Americana” aveva annunciato che quella era stata l’ultima volta. Una delle sfide maggiori per mettere insieme la serata del 28 e’ stata di condensare di circa due terzi il testo originario di circa 150 mila parole. Se ne e’ occupato James Shapiro, professore a Columbia ed esperto di Shakespeare: Roth stava leggendo uno dei suoi lavori, “The Year of Lear”, in ospedale poco prima di morire. Shapiro ha elogiato la struttura del romanzo: “Non sai mai quando cominci a tagliare se la costruzione crollerà. Con ‘Complotto’ non e’ successo”.
Turturro a sua volta ha sottolineato l’aspetto premonitore del testo di Roth. L’unico rammarico e’ la serata a New York sara’ per una platea che non ha bisogno di essere convinta: “Vedono già i paralleli con il mondo di oggi, mentre vorresti che la tua audience fosse di persone che non se ne sono ancora accorti”.
– L’ululato di un lupo si diffonde tra i resti delle Terme di Caracalla, dalle feritoie della cloaca filtrano versi di uccelli, lo scrosciare dell’acqua, rimbombi cupi che evocano foreste. Le voci della natura irrompono negli spazi del grande tempio del benessere dell’Urbe generando una forte suggestione. A creare l’impasto magico tra la visione dell’archeologia straordinaria del complesso termale e la musica del mondo pensata come un suo tappeto di architetture sonore è Alvin Curran con l’installazione “Omnia flumina Romam Ducunt – Tutti i Fiumi Portano a Roma”, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma.
Fino al 13 gennaio i visitatori saranno accompagnati lungo il Frigidarium dal fluire ininterrotto di questo linguaggio acustico fatto di leoni, lupi, usignoli, merli, aquile, rumori di corsi d’acqua, testi di poeti e architetti dell’epoca ai quali il compositore americano ottantenne alterna segni dell’uomo come il rumore della griglia metallica del ponte di Brooklyn o l’elettronica di sintesi.
– Dopo ‘La diseducazione di Cameron Post’, si torna a parlare alla Festa di Roma di terapie di riorientamento sessuale dei gay, ancora permesse negli Usa in 36 Stati, nonostante siano spesso violente, attraverso la vera storia di Garrard Conley, figlio 19enne di un pastore battista, costretto ad accettare un programma di riconversione su basi religiose pur di non essere allontanato dalla famiglia. Il suo libro di memorie uscito nel 2016 ha ispirato ‘Boy Erased’ di Joel Edgerton (anche cointerprete), con protagonista Lucas Hedges, e per la prima volta insieme sul grande schermo Nicole Kidman e Russell Crowe. Il film è in uscita negli Usa a novembre e in Italia a febbraio con Universal.
Boy Erased segue il tentativo di cancellazione dell’identità in Jared (Hedges), che passa dall’essere un figlio modello per il papà Marshall (Crowe), stimato pastore battista titolare di una concessionaria d’auto, e la madre Nancy (Kidman) quando il ragazzo gli rivela, dopo una violenza subita all’università, di essere gay.
– ‘The Hate U Give’ di George Tillman Jr. tratto dall’omonimo libro per ragazzi di Angie Thomas (Giunti), in concorso alla 13/a edizione della Festa di Roma, come il film di Jenkins ‘Se la strada potesse parlare’, mette in campo una storia di razzismo e violenza negli Usa. Una storia tipica: quella di un poliziotto, troppo pronto a sparare, che a un normale controllo di un giovane nero su un auto gli spara e lo uccide, nonostante il ragazzo sia del tutto disarmato. La storia ha come protagonista Starr (Amanda Stenberg), una ragazza di sedici anni molto smart che vive nel quartiere popolare di Garden Heights, provincia americana, e che è alle prese proprio con l’integrazione. I genitori, per offrirle le migliori opportunità, la iscrivono alla rinomata Williamson Prep School, frequentata quasi esclusivamente da bianchi. Starr si ritrova così divisa tra due mondi: quello povero e nero del suo quartiere e quello ricco e bianco della sua scuola.
Una performance di strada, itinerante, ispirata alle oscurità delle incisioni dell’Inferno di Gustave Dorè: è “Gli abiti del male”, una nuova sfida di arte partecipata, ideata dall’artista romana Barbara Lalle, che coinvolge 40 performer – artisti, medici, cantanti lirici, studenti, professori in pensione, scrittori e la curatrice stessa – che attraverseranno luttuosamente le vie del centro storico di Roma. L’evento è previsto per sabato 27 ottobre 2018 dalle 18.00. Il “corteo funebre” partirà dal Colosseo e proseguirà verso Fori Imperiali, Piazza Venezia, Via del Corso, Via Condotti, per arrivare alle 19.30 a Piazza di Spagna, e dalle 19.30 alle 20.00 terminare nella Metro A nella tratta da Spagna a Vittorio Emanuele.La performance è presentata da Interno 14 next per la terza edizione di Rome Art Week e curato d Roberta Melasecca.a“Non sono mai le virtù ma i vizi a dirci quel che di volta in volta è l’uomo” scrive il filosofo Umberto Galimberti nel suo libro I vizi capitali e i nuovi vizi. Aristotele definisce i vizi capitali abiti del male che l’educazione sconsigliava di “indossare”, indirizzando, invece, gli individui verso le virtù, gli abiti del bene: essi derivano da azioni che, iterate, formano in ogni soggetto una seconda natura che inclina in una determinata direzione. Durante il Medioevo i vizi sono considerati come opposizione della volontà dell’uomo alla volontà divina: Tommaso d’Aquino, nel Summa Theologiae, elenca i sette vizi nella successione che ancora oggi conosciamo, Ira, Accidia, Invidia, Superbia, Avarizia, Gola, Lussuria. Nell’Età dei Lumi i vizi, come le virtù, concorrono allo sviluppo sociale ed economico degli individui: non più deviazioni morali ma espressione di specifiche tipologie umane. Alla fine del 1700 Kant li definisce come malattie dello spirito sostituendo così la sfera morale con quella patologica. Così, partendo da questa nuova visione, Galimberti individua dei nuovi vizi, non più individuali come quelli capitali, ma che riguardano l’intera società: Consumismo, Conformismo, Spudoratezza, Sessomania, Sociopatia, Diniego, Vuoto. Essi non hanno storia: sono inediti, frutto delle mutate condizioni economiche, non più privati ma tendenze collettive che portano al dissolvimento della personalità e al crollo delle barriere tra interiorità ed esteriorità. Sono lo specchio delle contraddizioni e del procedere dell’uomo che scambia rapidamente quelli che sono i disastrosi inconvenienti della società contemporanea per valori della modernità.”Con “Gli abiti del male” – spiega Roberta Melasecca nella presentazione – saranno i vizi, antichi (Ira, Accidia, Invidia, Superbia, Avarizia, Gola, Lussuria) e nuovi Consumismo, Conformismo, Spudoratezza, Sessomania, Sociopatia, Diniego, Vuoto), a sfilare per le strade di Roma: renderli visibili nella nostra città vuol dire riconoscerli nei nostri cuori e scandagliare l’agire umano nelle sue derive negative. Il corteo sarà un invito all’analisi e alla riflessione, a guardarsi dentro, scorgere le proprie ombre ed affrontarle senza timori: un’esortazione a non subire passivamente quello accade ad ognuno di noi nella vita quotidiana e che spesso si trasforma in profondo turbamento interiore”.Al pubblico, intercettato durante la sfilata, verrà rivolto un gestuale invito a seguire la processione e a guardare i performer e se stessi all’interno di uno specchio. I performer consegneranno, inoltre, delle domande, degli interrogativi scritti per l’occasione da 3 scrittori: Arturo Belluardo, Clara Cerri, Emma Saponaro.I testi sono di Arturo Belluardo, Clara Cerri ed Emma Saponaro; trucco a cura della pittrice Serena Galluzzi, i costumi di Ombretta Luciani, assistente ai costumi Priscilla Percuoco, progetto grafico di Alessandro Arrigo; con la partecipazione del tenore Lino Loddi e la soprano Loredana Margheriti.
Con 154 tra gallerie, fondazioni, istituti di cultura e accademie, 322 artisti, 30 curatori e 430 eventi, ha preso il via Rome Art Week (RAW) 2018, la rassegna giunta alla terza edizione che animerà la Capitale dal 22 al 27 ottobre. Tutti i partecipanti apriranno gratuitamente i propri spazi proponendo mostre, eventi, open studio o progetti, dando così dimostrazione di quanto il mondo artistico contemporaneo capitolino sia fertile e articolato.”RAW – spiegano gli organizzatori in una nota – è una manifestazione a cadenza annuale che si pone l’ambizioso obiettivo di fornire un impulso nuovo alla promozione, produzione e al mercato dell’arte contemporanea della Capitale, proiettandola nei circuiti internazionali, puntando alla costruzione di una rete tra strutture espositive, artisti, critici e curatori d’arte”.I ‘punti di vista’ anche quest’anno saranno affiancati dalle visite guidate di RAW, totalmente gratuite, che si svolgeranno durante tutto l’arco della manifestazione in orari e percorsi differenti ed attraverseranno tutta la città anche con appuntamenti serali. Sul sito web Rome art week sono pubblicate tutte le schede dei partecipanti, il calendario degli appuntamenti divisi per giorno, la mappa interattiva dei partecipanti, il programma di tutte le visite guidate gratuite e i percorsi suggeriti dai punti di vista.
Al termine della manifestazione verrà pubblicato un catalogo cartaceo non legato agli eventi della manifestazione: sarà una Directory valida fino all’autunno 2019 funzionale a fornire una sintesi dello “stato di fatto” degli operatori del settore artistico attivi nella città di Roma che hanno partecipato alla manifestazione.
Rome Art Week è promossa da KOU (Associazione no profit per la promozione delle Arti visive). L’iniziativa è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2018 promossa da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.
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Resta in testa al box office della settimana la stella Lady Gaga in ‘A star is born’, il film di e con Bradley Cooper, che incassa 1.244.299 euro per un totale di 3.628.880 euro. Al secondo posto ancora ‘Venom’ con Tom Hardy nei panni del supereroe cattivo che arriva a 7.523.539 in tre settimane di programmazione. Tante le new entry: al terzo posto si piazza l’irriverente commedia per teenagers ‘Pupazzi senza gloria’ di Brian Henson con Melissa McCarthy che ottiene 612.886 euro, al quarto il film d’azione ‘Soldado’ di Stefano Sollima con Benicio Del Toro, sequel della guerra tra agenti americani infiltrati e narcos messicani inaugurata da ‘Sicario’, con un incasso in quattro giorni di 603.880 euro. E al quinto posto troviamo il fantasy per adolescenti ‘Piccoli brividi 2: i fantasmi di Halloween’ di Ari Sandel, sequel della pellicola del 2015, con 597.664 euro in quattro giorni.
– “Raccontare quella che è principalmente una storia d’amore”. E’ partito così, spiega la regista Karole Di Tommaso, il desiderio di realizzare un film sul percorso vissuto insieme alla compagna per avere un figlio attraverso la fecondazione assistita. Il risultato è la dramedy con un tocco surreale ‘Mamma + mamma’, presentata da Alice nella città (Panorama Italia) alla Festa del Cinema di Roma, con in prospettiva un’uscita in sala nel 2019. In un originale mix di realtà e fiction la regista ha unito attori, fra i quali le protagoniste Linda Caridi per interpretare lei e Maria Roveran per la compagna Ali, a un insieme di persone che appartengono realmente ala loro sfera di affetti, tra amici e parenti. Così conosciamo Karole e Ali che pur di avere le risorse necessarie per realizzare il sogno di diventare mamme, sono pronte a trasformare la loro casa in un B&B. Così la vita delle protagoniste si popola di turisti ospiti e di una serie di imprevisti.
“Chi può aiuti i giovani cineasti italiani, sono bravissimi”, Martin Scorsese al termine di una travolgente lezione di cinema e di vita, dopo due ore di racconto sui film italiani che lo hanno formato si rivolge così al pubblico in sala – presenti tra gli altri Tornatore, Piovani, Ferretti e Lo Schiavo – che senza un momento di disattenzione lo ha ascoltato. Premio alla carriera alla Festa del cinema di Roma, il 75enne regista di New York ha rivelato di un suo progetto “che non è andato a compimento per la sua morte” che stava preparando con Federico Fellini. “Un documentario sulla produzione e gli attori. Lo avremmo prodotto con la Universal”, ha detto. Scorsese ha raccontato i nove film, tra i molti, del cinema italiano che tra gli anni ’50 e ’60 lo hanno formato. “Quelli che mi hanno ispirato per il futuro, quelli che sono stati per me scuola di cinema”, ha spiegato. Non i capolavori assoluti del nostro cinema ma i suoi film di formazione. E in un ordine crescente perchè per gli ultimi tre hanno portato quasi alla commozione Scorsese per quanto hanno rappresentato.Dopo il dialogo con il direttore del festival Antonio Monda il premio consegnato da Paolo Taviani con il pubblico in piedi ad applaudirli. I nove film con cui Martin Scorsese ha omaggiato il nostro cinema sono Accattone di Pasolini (1961), La presa del potere da parte di Luigi XIV di Rossellini (1966), Umberto D di De Sica (1952), Il posto di Olmi (1961), L’eclisse di Antonioni (1962), Divorzio all’italiana di Germi (1961), Salvatore Giuliano di Rosi (1962), Il Gattopardo di Visconti (1963) e infine quello che ancora oggi, con la sua esperienza e la sua passione anche di restauratore con la sua Film Foundation, lo lascia senza parole Le Notti di Cabiria di Fellini (1957). [print-me title=”STAMPA”]
