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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2018, 15:10:12 di Maurizio Barra

DALLE 10:03 ALLE 15:10

DI MARTEDì 23 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Quirinale: Apre la mostra sulle leggi razziali
Una mostra esperienziale che conduce il visitatore dentro la vita parallela di due famiglie italiane, l’una cattolica e l’altra ebrea, il cui destino si divide dopo il 1938

Danza: Bolle torna a Bologna a marzoAll’ EuropAuditorium per rispondere a migliaia richieste inevase

Venezia, poeti incontrano vetro MuranoProgetto “Poetry: a Glass Garden” con opera Marco Nereo Rotelli

Life of Agony unica data 27/10 a CerviaTour celebra 25 anni dalla pubblicazione di ‘River Runs Red’

L’Ape Maia alle Olimpiadi contro le ingiustizieIn sala il secondo film animato in Cgi sul personaggio cult

Bolle and Friends torna a CaracallaIl gala in programma il 9 e 10 luglio 2019

Il mondo di Jacovitti, 250 disegniAd Aosta da sabato, a cura della figlia Silvia e di Dino Aloi

Disobedience tra amore di Dio e passioneIn sala dal 25/10 il film di Sebastian Lelio con Weisz e McAdams

Mostre, il rock all’Est e la repressioneInedito sguardo sulla controcultura nel mondo comunista Anni ’60

Tante star per Umbria jazz winterDal 28 dicembre a Orvieto con artisti italiani e americani

De Gregori e Paladino, esce Anema e coreIl progetto esce il 26 ottobre in 99 esemplari

Madame Bovary, eroina di ‘PiazzaParola’Dibattito su donne che leggono. Da 24/10 a Lugano con Maraini

Viggo Mortensen, protagonista Green BookPeter Farrely racconta amicizia e razzismo in USA negli anni ’60 –

Sotto Mar Nero nave più antica del mondo
Ha 2400 anni, è gemella di quella di Ulisse raffigurata su vaso

Made in Italy, così nacque grande modaSu Canale 5 la nuova serie con Greta Ferro e Margherita Buy

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L’ARTICOLO

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Apre al pubblico oggi al Quirinale la mostra sulle leggi razziali, a 80 anni dalla loro promulgazione sotto il regime fascista. Una mostra esperienziale che, in sette sale, conduce il visitatore dentro la vita parallela di due famiglie italiane, l’una cattolica e l’altra ebrea, il cui destino per una parte comune si divide dopo le leggi razziali del 1938 e si conclude per la seconda ad Auschwitz.
Il Quirinale ospita spesso mostre di carattere artistico o storico. Questa è stata invece voluta e promossa dallo stesso presidente Sergio Mattarella, che ha affidato la cura a Giovanni Grasso e Paco Lanciani, uno dei più apprezzati esperti italiani di realtà immersiva, noto per la sua collaborazione con Piero Angela e Quark.
“1938: L’umanità negata. Dalle leggi razziali italiane ad Auschwitz” è il titolo che sintetizza il percorso, pensato soprattutto per le scuole e i giovani. Più che documenti bidimensionali, le sale mettono i visitatori al centro di installazioni, proiezioni e realtà multimediali, che lo fanno entrare nella vita concreta del tempo e gli fanno percorrere la vita delle due famiglie, quella del cattolico Francesco e quella dell’ebreo Bruno. La voce di Francesco Pannofino accompagna nelle sette sale. Nella terza sala il visitatore si trova dentro una classe di una scuola elementare, nella quale nel giugno 1938 i bambini si salutano prima delle vacanze, sicuri di rivedersi a ottobre; ma nel settembre le prime disposizioni razziste faranno si che alla ripresa delle lezioni i bambini “ariani” non ritroveranno più inspiegabilmente i loro amichetti ebrei, né tantomeno il loro insegnanti di religione ebraica. Di impatto emotivo forte anche la sala che fa salire sui vagoni merci che condussero, dopo l’8 settembre 1943, migliaia di ebrei italiani nei campi di sterminio nazisti, facendogli rivivere la sensazione di insensatezza delirante.
“E’ accaduto una volta, quindi può accadere ancora” afferma Primo Levi in una delle frasi che vengono proiettate nella mostra. L’antidoto sono la nostra Costituzione (la copia originale firmata da Enrico de Nicola è nell’ultima sala), la Carta dei diritti dell’uomo del 1948 e soprattutto l’Unione europea, che ci ha regalato 70 anni di pace, di diritti e di uguaglianza. “Le azioni compiute erano mostruose, ma chi le compì era pressoché normale” disse Hanna Arendt in un’altra frase riportata nella mostra, dando ad essa una delle chiavi di lettura, insieme a quella di Elie Wiesel sull’indifferenza: “La neutralità favorisce sempre l’oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato”.
La mostra è stata realizzata con la collaborazione del Miur, dell’Istituto Luce, della Treccani, del Memoriale della Shoa di Milano.
– BOLOGNA

– Roberto Bolle torna al teatro EuropAuditorium di Bologna il 6 e 7 marzo (ore 20.45) 2019 “per rispondere alle migliaia di richieste rimaste inevase per il Gala dell'”Etoile dei Due Mondi”. Prevendite aperte da oggi.
Le due nuove date del “Roberto Bolle and Friends’ – spiega la direzione del teatro – sono state aggiunte al fittissimo calendario dell’artista “per venire incontro alle richieste sempre più pressanti di assistere ai suoi spettacoli”. Per gli appuntamenti con l’étoile della Scala verrà composto “in via eccezionale un cast come sempre di grandi stelle della danza”.

– VENEZIA

– La poesia incontra il vetro di Murano attraverso l’arte. Tre poeti, Adonis (Siria), Victor Rodriguez Núñez (Cuba) e Yang Lian (Cina), per quattro giorni- dal 22 al 24 ottobre e dal primo al 2 novembre – lavoreranno nella fornace di Massimiliano Schiavon a Murano, insieme all’artista Marco Nereo Rotelli.
L’inedita collaborazione è la prima fase del progetto “Poetry: a Glass Garden”, promosso da Ca’ Sagredo Hotel in occasione della Biennale d’Arte 2019, in programma da maggio a novembre prossimi, e che darà vita a un’opera dell’artista italiano.
Nei quattro giorni in cui i poeti creeranno con i maestri vetrai inediti libri di vetro, confrontandosi con l’archetipo muranese della lavorazione del vetro, inseguiranno l’impresa – informa una nota – di dare una consistenza fisica ai propri versi e di affidare al vetro, e alle sue modalità di trasformare la luce, il compito d’interpretare questo passaggio di stato della poesia, dall’idea alle tre dimensioni.
– BOLOGNA

– Unica data italiana per la band newyorchese Life of Agony (supporter BillyBio), il 27 ottobre al Rock Planet di Pinarella di Cervia (Ravenna), nell’ambito del ‘Rise of the Underground Tour 2018’ che celebra i 25 anni dalla pubblicazione del debutto ‘River Runs Red’, nominato da Rolling Stone tra i ‘100 Greatest Metal Albums of All Time’.
Per più di due decadi i Life Of Agony hanno condiviso palchi con band come Metallica, Black Sabbath, Ozzy Osbourne, Foo Fighters e Red Hot Chili Peppers. Dal loro debutto ad oggi la band ha venduto più di un milione di dischi con cinque album all’attivo: ‘River Runs Red’ è stato seguito da ‘Ugly’ e ‘Soul searching sun’, prima che la band firmasse con la major Sony/Epic Records con cui ha pubblicato, nel 2005, ‘Broken valley’. Lo scorso anno è uscito ‘A place where there’s no more pain’. La line-up corrente è composta da Mina Caputo (voce), Joey Z (chitarra), Alan Robert (basso) e la new entry Veronica Bellino, che ha lavorato anche con Jeff Beck e DMC, alla batteria.
– L’apetta nata nel 1912 dalla penna dello scrittore tedesco Waldemar Bonsels, diventata un personaggio pop globale grazie all’anime degli anni ’70 di Zuiyo Eizo, torna al cinema con il secondo capitolo cinematografico animato in Cgi delle sue avventure, L’Ape Maia – Le olimpiadi di miele di Noel Cleary, Sergio Delfino & Alexs Stadermann, che dopo l’anteprima estiva a Giffoni è in sala dal 18 ottobre con Koch Media. “Nel primo film (uscito nel 2014) Maia scopre se stessa e il suo posto nel Campo di Papaveri – ha spiegato Noel Cleary a Animationweek – Nel sequel (per il quale sono stati realizzati circa 216.000 disegni) abbiamo pensato sarebbe stato bello portarla in un nuovo territorio dove incontra personaggi che non la comprendono. E’ la prima volta che Maia ha a che fare con coetanei a cui lei non piace. E’ un po’ come i bambini vanno a scuola per la prima volta”. Attraverso un linguaggio adatto ai più piccoli, si toccano nei canoni di una commedia per famiglie dalla trama molto semplice, temi come il rapporto con l’autorità, l’esclusione e il confronto con l’altro. Stavolta motore delle comiche avventure di Maia è quella che percepisce come una palese ingiustizia: l’ordine da parte dell’imperatrice Catherine impartito all’alveare di Campo di papaveri, governato dalla sorella, la regina Beatrice, di donare metà delle proprie scorte per le Olimpiadi di miele, nonostante agli abitanti di quella parte del territorio non sia permesso partecipare ai Giochi. L’apetta, allora, insieme al fido e prudente migliore amico Willi parte per la capitale Buzztropolis, con l’obiettivo di far cambiare idea alla monarca.
Tuttavia, dopo aver causato l’ennesimo guaio, finisce per accettare la sfida della dispotica imperatrice: competere alle Olimpiadi per difendere l’intero raccolto di Campo dei papaveri.
Un’impresa nella quale sarà fondamentale il gioco di squadra da costruire con un nuovo team imprevedibile: a comporlo, fra gli altri, la ragnetta emo, pessimista e vegetariana Spinder (“se ha una faccia non lo mangio”), lo scarafaggio nerd allergico ai germi, Craig, la coriacea e mordace cimice Bedford e le scatenate formiche gemelle Arnie e Barney. “Tutti gli insetti hanno un talento” dice Maia, per consolare Willi, molto scettico sulle possibilità di vittoria della loro squadra. Non mancano infatti gli antagonisti, come l’ambizioso e ipercompetitivo portavoce della sovrana, Beegood e sua figlia, la calcolatrice Violet, leader del team Tropolis, che in realtà desidera principalmente essere accettata dal papà. Maia dovrà combattere contro la sua smania di voler sempre risolvere tutti i problemi da sola e dovrà affidarsi ai suoi amici e al suo gruppo per realizzare i progetti più importanti – spiegano i realizzatori -. Affrontare questi conflitti emotivi e, contemporaneamente, trovare il suo posto all’interno della società”. Un percorso, che passa nel film (dove non manca qualche citazione all’acqua di rose di Harry Potter e Hunger Games), per il sapersi prendere la responsabilità dei propri errori e l’importanza della competizione leale.

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Roberto Bolle torna alle Terme di Caracalla: l’étoile scaligera e principal dancer dell’American Ballet Theatre sarà sul palco con il suo Roberto Bolle and Friends il 9 e 10 luglio 2019. Lo annuncia la Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma.
Il Gala dei gala, che nasce dall’esperienza e dal carisma di Bolle, qui in veste di interprete e direttore artistico, riunisce alcune delle stelle più brillanti del panorama ballettistico internazionale. Un evento per il quale dal 2011 gli spettatori affollano le Terme di Caracalla, desiderosi di vedere il loro beniamino e icona del balletto mondiale esprimersi in uno dei luoghi più maestosi della capitale.
– TORINO

– Un viaggio nel mondo di Jacovitti, con i suoi personaggi indimenticabili, come Cocco Bill e Zorry Kid. Oltre 250 disegni originali dell’artista saranno esposti, da sabato 27 ottobre al 28 aprile 2019, al Centro Saint Bénin di Aosta. La mostra – curata dal vignettista Dino Aloi e da Silvia Jacovitti, figlia dell’artista, per la Regione Valle d’Aosta – propone schizzi, vignette, tavole di fumetti e illustrazioni con alcune chicche che si potranno vedere in originale per la prima volta. Tra queste i 60 disegni di figurine realizzate nel 1954 per l’albo de Il Vittorioso Genti d’ogni paese.
All’ingresso un corridoio di 11 metri con 100 personaggi e foto dell’artista. Fiore all’occhiello il ‘Patentone’, gioco dell’oca disegnato da Jacovitti e riprodotto su un tappeto in grande formato per giocare con sagome segna posto. “E’ una mostra per celebrare l’intramontabile umorismo di Jacovitti”, spiega Aloi che con Silvia aveva già curato vent’anni fa una grande mostra su Jac, che ha girato l’Italia.

– Il peccato risalta con più forza sullo sfondo della religione. Nella prima scena di ‘Disobedience’ di Sebastian Lelio, in sala dal 25/10 con Cinema di Valerio De Paolis, assistiamo alla saggezza di un anziano rabbino, Moshe Artog (Allan Corduner), alle prese con un sermone dedicato prima alla creazione e poi all’inevitabile scelta umana tra bene e male. Il rabbino, dopo un breve malore, muore proprio durante il suo sermone.
Fin qui il sacro nel delicato film del regista cileno. La scena cambia poi con l’arrivo da New York, prima della cerimonia della sepoltura, della figlia del rabbino, l’emancipata e anticonformista Ronit (Rachel Weisz), nota fotografa allontanata dal padre anni prima. Ad avvisarla è stata Esti (Rachel McAdams), sua amica storica, con la quale Ronit ha avuto una breve ma intensa relazione. Un fuoco, il loro, che cova ancora sotto la cenere, nonostante Esti sia ormai sposata con Dovid (Alessandro Nivola), allievo diletto del rabbino di cui sarà molto probabilmente il giovane successore.
– Il rock è stato uno degli emblemi della controcultura e della ribellione giovanile, della resistenza alle restrizioni della libertà di pensiero in Occidente, e ancor di più nell’Est comunista, dove la repressione, schiacciando ogni diritto umano, è stata portata a tutti i livelli e in modo sanguinoso ma non ha potuto impedire l’avvento di una nuova epoca.
L’intreccio tra libertà, rivolte sociali e cultura del rock è al centro della mostra “Quando infuriava il rock. Il ’68 all’est.
Dissenso e controcultura”, che è stata inaugurata oggi nell’Atrio dell’aula magna dell’Università statale di Milano.
Una ricerca inedita a cura di Carla Tonini, docente di Storia dell’Europa orientale all’Università di Bologna e con il progetto grafico di Martino Gasparini. La mostra, che resterà esposta fino al 27 ottobre, “offre un quadro dell’opposizione culturale nell’Europa dell’Est e delle forme del dissenso nel blocco sovietico nel corso degli anni ’60” spiegano gli organizzatori.
– ORVIETO (TERNI)

– Dopo avere festeggiato lo scorso anno il quarto di secolo di vita, Umbria jazz winter torna a Orvieto dal 28 dicembre al primo gennaio con un cartellone ricco di star ma anche con numerosi eventi collaterali. Il programma è stato presentato dal direttore artistico Carlo Pagnotta nella sede della Fondazione Cassa di risparmio di Orvieto.
Nel cartellone (i biglietti saranno in vendita dal 31 ottobre) scorrono i più bei nomi del jazz italiano, tra i quali i trombettisti Enrico Rava, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso e Flavio Boltro, e personaggi “di culto” di quello americano, esponenti di generazioni diverse come Ethan Iverson e Barry Harris.
Come sempre, ci saranno i Funk Off a sfilare per le vie del centro orvietano. E per chi vorrà far tardi, verranno nuovamente proposte le jam session. Restano centrali i due momenti che da sempre caratterizzano il festival, il concerto gospel che segue la Messa di Capodanno nel Duomo e i tre grandi veglioni della notte di San Silvestro.
S’intitola ‘Anema e core’ il nuovo progetto firmato da Francesco De Gregori e Mimmo Paladino, in uscita il 26 ottobre in soli 99 esemplari. L’opera, crocevia tra musica e arte contemporanea, contiene una xilografia originale di Paladino, oltre ad un vinile 10” con due versioni, una acustica e una orchestrale, di una delle più famose canzoni della tradizione musicale napoletana cantata per l’occasione da Dr Gregori e dalla moglie Chicca. Per registrare, i due hanno scelto i Real World Studios di Peter Gabriel. “Dopo tanti anni – ha detto De Gregori – viene voglia di incontrare altri generi di arte che non siano solo la musica”.
– Sarà dedicata a ‘Madame Bovary. Le donne che leggono sono pericolose’ l’ottava edizione del Festival di Letteratura ‘PiazzaParola’ che a partire dal 2018 si insedia al LAC, cuore della cultura a Lugano, dal 24 al 28 ottobre. Emma Bovary, protagonista del capolavoro del 1857 di Gustave Flaubert, antesignana di tutte le lettrici, sarà al centro di un dibattito con scrittrici, saggiste, poetesse ed editrici. In una rilettura e dialogo a più voci interverranno Dacia Maraini, Isabella Bossi Fedrigotti, Silvia Vegetti Finzi, Patrizia Valduga, Rosa Teruzzi e Alessia Gazzola. Ampio spazio anche alle donne dell’editoria come Emilia Lodigiani, creatrice di Iperborea, e Daniela Di Sora, fondatrice di Voland. E omaggio a Inge Feltrinelli, morta il 20 settembre 2018, con il documentario ‘Inge Film’ di Luca Scarzella e Simonetta Fiori.
Tra gli ospiti anche Sandra Petrignani, Rosa Teruzzi, Eveline Hasler, Noëlle Revaz, Noëmi Lerch, Leta Semadeni, Daria Galateria, Silvia Vegetti Finzi e la storica Simone Müller.
E non mancano le voci maschili tra cui quelle dello storico Alberto Mario Banti e degli scrittori Paolo Di Paolo e Andrea Fazioli. A far da corollario agli incontri del festival – promosso dalla Società Dante Alighieri della Svizzera italiana e dal 2018 coproduzione LAC Lugano Arte e Cultura nell’ambito del progetto LAC edu -, due percorsi espositivi: ‘Impronte – Scrittura al femminile in Ticino fra Otto e Novecento’, a cura degli Archivi riuniti delle Donne Ticino e ‘Le donne che leggono sono (ancora) pericolose?’, una galleria di ritratti fotografici che vogliono dare una lettura personale e originale a questo argomento, realizzato dalle allieve e dagli allievi del CSIA. Anche una rassegna cinematografica che si chiuderà il 6 novembre con un omaggio a Emily Dickinson, A quiet passion di Terence Davies. Al centro di PiazzaParola come filo conduttore, c’è da sempre un’opera o un personaggio nato dalla penna di un grande autore, Dopo Don Chisciotte, Don Giovanni e Madame Bovary, la riscoperta dei classici di PiazzaParola proseguirà nel 2019 con Faust.
– Viggo Mortensen, uno dei protagonisti più attesi della Festa del Cinema di Roma, è nella Capitale. Borsalino, cappotto blu e felpa verde, l’attore che proprio lo scorso 20 ottobre fa ha compiuto 60 anni, è sbarcato questa mattina all’aeroporto di Fiumicino da un volo di linea da Washington.
Mortensen è il protagonista di “Green Book” di Peter Farrely, uno dei film più attesi della Festa di Roma, che sarà presentato domani, 24 ottobre, all’Auditorium Parco della Musica e al Cinema Hall. Il film racconta la storia di una forte amicizia e di un viaggio, nelle regioni razziste degli Stati Uniti degli anni ’60, tra un ex buttafuori che diventa autista e un giovane pianista afro-americano, interpretato da Mahershala Ali.

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LONDRA

– Adagiata sui fondali del Mar Nero da 2400 anni, praticamente intatta. E’ (forse) la nave più antica del mondo mai ritrovata dall’uomo: un’imbarcazione lunga 23 metri, usata per i commerci e originaria della Grecia classica scoperta da un team d’archeologi guidati dal britannico Joe Adams nell’ambito del programma di ricerca sottomarino Black Sea Maritime Archaeology Project. Lo anticipa il Guardian, in attesa della proiezione, al British Museum di Londra, di un documentario girato durante i lavori d’indagine.
Il reperto, a circa 2000 metri sotto il livello del mare, è completo di albero, timone e postazioni per gli addetti ai remi.
Per la datazione è stato eseguito anche un test al carbonio 14 che ha confermato l’età stimata di circa 2400 anni. Un’ulteriore testimonianza è nel ‘Siren Vase’ del British, in cui appare il profilo di un’imbarcazione simile, che si ritiene rappresenti la nave di Ulisse al momento dell’incontro con le Sirene narrato poeticamente da Omero nell’Odissea.
– Una modella al suo debutto davanti alla telecamera, Greta Ferro, e un’attrice affermata come Margherita Buy saranno le protagoniste di Made in Italy, prima serie tv che racconta la nascita della grande moda italiana negli anni Settanta, che andrà in onda su Canale 5. Il 24 ottobre a Milano si apre il set della fiction coprodotta da Taodue Film e The Family per Mediaset, di cui sono già stati venduti alla società francese Federation.
Nel cast figurano anche Valentina Carnelutti, Sergio Albelli, Giuseppe Cederna, Marco Bocci, Fiammetta Cicogna, Maurizio Lastrico, Saul Nanni. Per la prima volta in Italia una serie tv utilizzerà gli abiti originali dell’epoca. Grandi firme della moda che negli anni ’70 hanno conquistato il mondo hanno aperto i loro archivi offrendo preziosi capi e accessori originali. Tra questi, Albini, Curiel, Fiorucci, Krizia, Missoni, Valentino. La regia è di Luca Lucini (Tre metri sopra il cielo, Oggi sposi, Nemiche per la pelle) e del regista pubblicitario Ago Panini. Oltre che a Milano, le riprese si svolgeranno a New York e in Marocco.   [print-me title=”STAMPA”]

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