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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 25 Ottobre, 2018, 09:01:01 di Maurizio Barra

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 07:39 DI MERCOLEDì 24 OTTOBRE 2018

ALLE 09:00 DI GIOVEDì 25 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nello Petrucci, artista italiano al WTC
‘Capolavoro nel cielo’ inaugura oggi alla Silverstein propriety

Clarks celebra i 90 anni di TopolinoCollaborazione per limited edition, disponibile dall’1 novembre

A teatro, Timi, Branciaroli, PagniSepe dirige Barry Lindon. Vetrano-Randisi in Riccardo3

Pianista Trifonov in tournée in ItaliaConcerti a Bologna, Milano, Torino, Firenze e Bari

Britti e Stash prof di canto ad AmiciCon Rudy Zerbi. Si completa corpo docente scuola De Filippi

Dame la mano nuovo spettacolo HerrendorfAnteprima a Ferrara e poi debutto a Napoli e replica a Rovigo

Il Corsaro apre stagione lirica a ModenaL’opera verdiana non viene rappresentata in città dal 1853

Animali fantastici 2, screenplay SalaniEsce il 3/12. Film debutta in Italia il 15/11, il 16 nel mondo

Libro sull’agguato al colonnello VariscoStoria ufficiale CC attivo durante la “strategia della tensione”

Fam. Cristiana, lettere inedite FelliniAlla moglie Giulietta Masina, “sai di essere la mia vita”

Riedizione 4 orologi per 40/o di DieselUn modello per decennio, scelti dal fondatore Renzo Rosso

A Torino i mondi Armando Testa in mostraCon icone pubblicità. Il figlio Marco, ‘aveva un cuore torinese’

Massimiliano d’Asburgo e TriestePromosse il viaggio intorno al mondo della nave Novara

Gloria Guida, con Le ragazze mi rimetto in gioco”Il mio modello è Alberto Angela”. Su Rai3 dal 28/10 alle 21.10

ArchiVe, digitalizzare con sostenibilitàCentro tecnologia e conservazione patrimonio culturale F.Cini

Elisa Patrizi è Miss Mondo Lazio a FianoRomana, 17 anni, ama lo sport ma sogna di fare il medico

Seconda limited edition 15/o Sweet YearsProsegue tour di Vieri come dj per suo brand fondato con Maldini

Anche Coach rinuncia alle pellicceMarchio Usa sarà no fur completo dall’Autunno/Inverno 2019

Switch The Rules, da contest a mostraA Roma Art Week foto più belle concorso Elica-Fondazione Casoli

Grande Guerra, risuona tromba armistizioA 100 anni dalla fine del conflitto organizzate varie iniziative

Tempio rock Tenax diventa teatroFirenze, dai Krypton a Lavia fino a Mozart

Morto Roberto Renzi, papà di ‘Tiramolla’Aveva 95 anni, nel 1952 inventò il personaggio

Cagliostro a Rovereto, libri e documentiAlla Biblioteca civica fino al 28 ottobre

Millennium IV, tra Bond e supereroiIn corsa alla Festa di Roma film di Fede Alvarez con Claire Foy

Regio Torino, entro il 20/11 bozza pianoAudizione di Graziosi e Guerzoni in Fondazione Crt

Jovanotti for president 30 anni dopoDal 26 ottobre in tre versioni con la bonus track Walking

Mafalda, in mostra 100 strisce dagli originaliPer la prima volta in Italia, dal 27 ottobre a Museo Diotti

Università, tutti in piedi per MorriconeAl maestro premio alla carriera da Fondazione Angeletti

Weaver, #metoo? Era ora cambiamentiAttrice, Guadagnino mi avrebbe voluto in due suoi film

Hunter killer, abissi e guerra freddaButler e Oldman salvano presidente russo da golpe e il mondo

Mortensen, mi spaventa l’ignoranza dei politiciChance di corsa all’Oscar per Green Book, da una storia vera

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TUTTE LE ULTIMISSIME SEMPRE AGGIIORNATE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nello Petrucci è l’unico artista italiano a esporre a New York, nella Silverstein propriety, in una mostra dal titolo ‘Un capolavoro nel cielo’ che si inaugura oggi, al 45mo piano del World Trade Center N.3.
Il complesso della proprietà Silverstein Foundation, retta dall’omonima famiglia di magnati statunitensi, è un luogo attualmente di riferimento per la street art contemporanea, (che negli edifici n. 4 e n. 7 del WTC ospiterà opere permanenti d’arte tutte realizzate sul posto) “e attualmente ospita circa 50 artisti da tutto il mondo con l’intento dichiarato di diventare ‘un capolavoro nel cielo’. Fra gli artisti presenti, tutti provenienti dalla street art, ci sono nomi di spicco come quelli di Ron English, Brandon Sines, WhlsBe, Rubin 415, Lauren YS, Chris WRK, Layercake e altri”. Petrucci, 37enne di Pompei, al lavoro a New York dall’inizio settembre, ha realizzato un’opera inedita “The essence of lightness”, 12 metri circa di lunghezza e 3,5 di altezza.
– Clarks Originals annuncia la sua collaborazione con Topolino, storico personaggio della Walt Disney Company, in occasione del suo 90/o compleanno.
Una partnership che ha portato alla creazione di una limited edition del modello di calzature più iconico di Clarks, le Desert Boot, nato 65 anni fa, customizzato con l’immagine del celebre topo. Il modello unico e disponibile per donna, per uomo e per bambino, è stato realizzato in pelle scamosciata proveniente dalla storica conceria partner di Clarks, la Charles F. Stead a Leeds.
Nel classico color sabbia, la Desert Boot Topolino è impreziosita da una cucitura nel tipico rosso “Topolino” e ha la sagoma del personaggio Disney marchiata a fuoco sul tallone.
La collezione è disponibile dall’1 novembre.
– Filippo Timi con il suo cavaliere a caccia di draghi in ”Un cuore di vetro in inverno”, a Firenze, e l”’Afghanistan” che Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani dirigono dal Tricycle Theatre inglese, a Milano; la favola nera di Redmond Barry di Barry du Barry dal romanzo di William Makepeace Thack, nel ”Barry Lindon. Il creatore dei sogni” di Giancarlo Sepe e ”I miserabili” di Vctor Hugo con Franco Branciaroli-Jean Valjean, tutti a Roma; la ”Salomè” di Oscar Wilde secondo Luca De Fusco, con Eros Pagni e Gaia Aprea a Napoli e ”Riccardo3-L’avversario” da Shakespeare (e non solo) per Enzo Vetrano e Stefano Randisi a Bologna; fino al ”Faust ovvero Arricogghiti u filu” di Vincenzo Pirrotta e ”Le Rane” di Aristofane con Ficarra e Picone diretti da Giorgio Barberio Corsetti, tutti a Palermo: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.
– BOLOGNA

– A Bologna aveva suonato giovanissimo nel 2009, quando aveva 18 anni, e poi nel 2013 dopo le vittorie ai concorsi Rubinstein di Tel Aviv e Ciajkovskij di Mosca: Daniil Trifonov, che nel frattempo è diventato una star internazionale della tastiera, lunedì prossimo, 29 ottobre, tornerà all’Auditorium Manzoni del capoluogo emiliano-romagnolo per l’atteso debutto nella stagione dei concerti di Musica Insieme.
Nato in una famiglia di musicisti russi, Trifonov è dotato di una tecnica perfetta e uno stile interpretativo che unisce grande energia a una delicata sensibilità. Doti che potrà esibire nell’ampio programma che sta portando in tournée e che spazia dall’Andante Favori di Ludwig van Beethoven, con cui aprirà il suo recital, ai Bunte Blätter e al Presto Passionato di Robert Schumann, fino alla conclusiva Sonata n. 8 in si bemolle maggiore di Sergej Prokofiev. Dopo Bologna, Trifonov suonerà a Milano (30/10), Torino (1/11), Firenze (2/11) e Bari (4/11).
– Si completa il corpo docente di Amici: insieme al conduttore televisivo e radiofonico Rudy Zerbi, insegnante dal 2010 della scuola di Maria De Filippi, debuttano nel ruolo di prof di canto il cantautore e chitarrista Alex Britti – che porta ai giovani talenti la sua arte e la sua esperienza nel mondo della musica- e l’eclettico cantante polistrumentista Stash, vincitore nel 2015 del talent insieme alla sua band pop rock The Kolors.
– FERRARA

– Anteprima a Ferrara, debutto a Napoli e replica a Rovigo per “Dame la mano” di Teatro Nucleo, nuovo spettacolo diretto da Cora Herrendorf su testi liberamente tratti da “Le Serve” di Jean Genet e da poesie di Chandra Livia Candani, Gabriela Mistral e Wisława Szymborska.
La nuova produzione, in cui ci sono 40 anni di esplorazione del femminile e del sociale, sarà presentata in anteprima al Teatro Julio Cortàzar di Ferrara venerdì e sabato prossimi, in attesa del debutto dell’8 novembre a Napoli nell’ambito del Festival Internazionale di Commedia dell’Arte “I viaggi di Capitan Matamoros”. Lo spettacolo sarà in scena anche il 14 dicembre al Teatro Studio di Rovigo, su invito del Teatro del Lemming.
Il percorso che porta a “Dame la mano” ha inizio nei primi anni Ottanta, quando Cora Herrendorf lavorò ad un primo montaggio ispirato a Le Serve di Jean Genet, allora interpretato da Paolo Nani e Antonio Tassinari. A quasi quarant’anni di distanza la co-fondatrice del Teatro Nucleo prende nuovamente posizione e affida l’interpretazione a due attrici. In occasione del debutto a Napoli, dopo l’anteprima ferrarese, sempre a Napoli, il 7 novembre all’Università degli Studi L’Orientale è in programma un incontro con Cora Herrendorf dedicato all’Arte della Regia Teatrale.

– MODENA

– Il 25 ottobre del 1848 il Teatro Nuovo di Trieste ospitò la prima dell’opera “Il corsaro” di Giuseppe Verdi, uno dei lavori meno fortunati del compositore: in occasione dei 170 anni da quel debutto, il Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena aprirà la sua nuova stagione lirica, 26 e 28 ottobre, proprio con questo titolo che fino ai primi anni ’60 del Novecento era stato quasi dimenticato.
A Modena, che pure vanta una grande tradizione verdiana, “Il corsaro” non viene rappresentato dal 1853. Per questa nuova produzione viene ripreso lo storico allestimento di stampo tradizionale che Lamberto Puggelli realizzò nel 2004 per il Festival Verdi con le scene di Marco Capuana e i costumi di Vera Marzot. Matteo Beltrami, sul podio dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna, dirigerà un cast che comprende Iván Ayón Rivas (Corrado), Serena Gamberoni (Medora), Marco Caria (Seid) e Roberta Mantegna (Gulnara).
– Adriano Salani Editore (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) pubblicherà il 3 dicembre l’edizione italiana dello screenplay originale del film Animali fantastici.
I Crimini di Grindelwald, scritto da J.K. Rowling, che uscirà in tutto il mondo il 16 novembre (in Italia il 15 novembre), distribuito da Warner Bros.
Ambientato nel magico mondo di J.K. Rowling, il secondo di una serie di cinque film partita con Animali Fantastici e dove trovarli si sposta da New York a Londra e poi a Parigi. Il libro conterrà la sceneggiatura integrale del film e presenterà un cast di creature magiche e personaggi già noti e anche di nuovi.
“J. K. Rowling ha creato un mondo magico dalle potenzialità inesauribili, in cui solo lei sa muoversi con la sua strepitosa immaginazione, riuscendo ogni volta a stupirci con una nuova, bellissima storia”, sottolinea Mariagrazia Mazzitelli, direttore editoriale di Salani.
Animali Fantastici e dove trovarli si era chiuso con la cattura del potente Mago Oscuro Gellert Grindelwald, con l’aiuto di Newt Scamander. Tenendo fede alle sue minacce, Grindelwald riesce a fuggire; comincia a radunare seguaci, in gran parte ignari del suo vero progetto: portare al potere i maghi purosangue e sottomettere tutti gli esseri non magici. A sventare il folle piano sarà il giovane Albus Silente, pronto a reclutare tra le sue fila Newt, il suo ex studente a Hogwarts che, ancora una volta, accetterà di aiutarlo, inconsapevole dei pericoli che lo attendono. La copertina di Animali fantastici. I Crimini di Grindelwald – Screenplay originale è stata realizzata da MinaLima, la coppia di graphic designer dietro i film di Harry Potter e di Animali Fantastici e dove trovarli. La copertina riprende il ricco impianto decorativo del primo screenplay di Animali fantastici ed è ancora una volta impreziosita da elementi figurativi ricchi di misteri che saranno svelati nella storia. L’ebook italiano dello screenplay originale sarà pubblicato da Pottermore, l’editore digitale globale del Magico Mondo di J.K. Rowling.
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Per vent’anni il Tenente Colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco fu il Comandante dei Tribunali di Roma nel periodo dominato dalla “strategia della tensione”, dai tentativi di colpo di Stato, dal terrorismo di Destra e di Sinistra, dalle vecchie e nuove organizzazioni criminali, dalle massonerie, dai Servizi deviati, dallo spionaggio e da una classe politica che ebbe in mano un potere spesso esercitato in maniera capziosa. Varisco cadde vittima di un agguato due giorni dopo l’uccisione dell’avvocato milanese Giorgio Ambrosoli, liquidatore delle banche del mafioso Michele Sindona. Otto giorni prima di quella del Capo della Mobile Boris Giuliano.
In dieci giorni furono abbattuti tre servitori dello Stato tra Milano, Roma, Palermo. Avevano combattuto contro un nemico molto potente, un fronte unico formato da criminali, politici collusi, Servizi segreti e Massoneria deviati. A raccontarlo è Anna Maria Turi nel libro, L’agguato sul Lungotevere – Storia del colonnello Varisco (Edizioni Segno, 427 pp 20 euro). Il volume rivela come l’ultima missione di Antonio Varisco si era saldata con quella delle altre due vittime, solo che era lui ad avere in mano le carte vincenti della denuncia contro i principali nemici dello Stato. Era dunque il più esposto e il martire per il quale doveva essere montata una grande messinscena, dietro cui si potessero nascondere carnefici e burattinai.
Se la magistratura resse le fila delle maggiori inchieste e dei grandi processi sugli scandali di larga risonanza, sui rapimenti e sulle morti eccellenti, Varisco fu definito “Magistrato aggiunto” ed “Eminenza grigia” del Tribunale di Roma.
– “Tu sai di essere veramente la mia vita”, “Tu soltanto mi fai tornare sereno e sai farmi veramente compagnia, sempre insieme dolce Giulietta. Auguri di mille stagioni con me”. A 75 anni dalle nozze e 25 dalla scomparsa del grande regista, emergono quattro lettere inedite che Federico Fellini inviò alla moglie Giulietta Masina. Documenti toccanti ed eccezionali, come racconta in esclusiva Famiglia Cristiana nel numero in edicola da giovedì 25 ottobre.
Giulietta Masina conservò per tutta la vita le quattro lettere come un prezioso testamento spirituale del marito. Alla sua morte, furono custodite dalla sorella Mariolina, scomparsa cinque anni fa, e solo ora vengono rese pubbliche. Furono scritte in prevalenza nel 1992, in un momento particolarmente significativo e delicato della vita del regista, prima di entrare in sala operatoria, dopo essere stato colpito da un ictus.
– Il marchio di abbigliamento casual Diesel celebra il suo 40/o anniversario, rendendo omaggio alla propria tradizione “bold” riprendendo dai propri archivi gli orologi più iconici e rivisitandoli con materiali moderni.
Il fondatore del brand Renzo Rosso ha selezionato alcuni modelli che più rappresentano un punto di riferimento nello sviluppo dell’orologio Diesel. Come parte della collezione il marchio presenta anche il nuovo orologio 40th LE. L’innovazione è evidente nell’utilizzo dell’acetato trasparente che sostituisce il più pesante metallo, per un look più leggero. Dal bracciale bicolore in acciaio black IP e dal silicone trasparente fino al vivace tocco di giallo del quadrante, il modello 2005 viene rivisitato con un rimando al mondo dei biker e delle auto da corsa vintage. L’orologio Tipps Digital ha una cassa trasparente verde oliva dal mood militare, mentre i pulsanti di colore intenso aggiungono un tocco cool anni Novanta.
TORINO-  L’enorme ippopotamo azzurro Pippo della Lines, Carmencita e Caballero del Caffè Paulista di Lavazza, gli sferici extraterrestri del pianeta Papalla creati per Philc, l”uomo moderno’ che campeggia negli allegri manifesti della Facis. A questi personaggi creati da Armando Testa, il più celebre e amato pubblicitario italiano del secolo scorso, ed entrati a far parte dell’immaginario collettivo di più generazioni, i Musei Reali di Torino, sua città natale, dedicano una grande mostra nelle Sale Chiablese, aperta da domani fino al 24 febbraio 2019. Nella mostra – che, spiegano i curatori, non ha bisogno di didascalie e non sarà itinerante – c’è molto altro perché Armando Testa non era soltanto un pubblicitario, ma era anche disegnatore, animatore e pittore. La sua arte sconfinava dalla pubblicità alla fotografia, dalla grafica alla tv, dal design alla scrittura. “Tutti gli ‘ismi’ di Armando Testa”, a diciassette anni dall’ultima mostra a Torino, propone più di centoventi opere selezionate da Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello direttore del Mart – Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Dipinti, fotografie, manifesti, disegni, video con alcuni storici caroselli, sculture e oggetti di design prodotti dagli anni ’40 agli anni ’90 del Novecento. Sono opere che provengono dalla collezione personale di Gemma De Angelis Testa, mentre i video fanno parte della collezione dell’Agenzia Armando Testa. La mostra approfondisce gli universi visivi, i temi ricorrenti e le maggiori utopie di un uomo che ha saputo, tra i primi, capire l’importanza e la forza delle immagini per l’uomo contemporaneo, favorendo il dialogo continuo e la contaminazione tra l’arte e la pubblicità. “Mio padre aveva un legame profondo con Torino, non solo per una questione di nascita: la sua agenzia l’ha fondata e l’ha voluta qui e ancora qui l’agenzia ha il suo cuore. Mi piace pensare che tra tutti gli ‘ismi di Armando Testa’, futurismo, surrealismo e astrattismo mio padre avesse anche il torinismo, un legame unico con la sua città”, spiega il figlio Marco. “Torino deve essere grata al suo genio”, sottolinea l’assessore comunale alla Cultura Francesca Leon.

– TRIESTE

– Politico idealista, visionario ideatore del più romantico dei castelli, quello di Miramare.
Massimiliano d’Asburgo incarnò tutti questi aspetti, ma non solo. In pochi, infatti, conoscono la sua grande passione per le scienze naturali. A lui si deve la nascita della scienza a Trieste. E’ grazie a lui che nel 1857, dal golfo di Trieste salpò la fregata Novara. Un viaggio durato due anni in cui venne circumnavigato il globo, al quale Massimiliano non prese parte.
Una missione a carattere diplomatico e scientifico, “partita da Trieste e tornata a Trieste”, che portò la scienza a Trieste. A parlare del Massimiliano d’Asburgo naturalista sono stati, nell’ambito della mostra ‘Trieste e la Scienza’, il direttore del Museo e Parco del Castello di Miramare, Andreina Contessa, e Davide Ludovisi, curatore insieme con Federica Sgorbissa dell’esposizione allestita all’interno degli spazi della stazione ferroviaria.

– “Ci sono due storie che mi hanno toccata, anche se sono tutte uniche e straordinarie: quella di una balia, mi son domandata se quel mestiere era dentro di me, è un modo molto bello di donarsi agli altri. E poi mi sono commossa a sentire la storia di Sultana Razon, vedova del professor Umberto Veronesi, sopravvissuta al campo di concentramento di Bergen-Belsen che ha sposato questo luminare oncologo che tutto il mondo ci invidia. Un amore il loro totalizzante, ma anche pieno di insidie. Il professore ha subito molto il fascino di altre donne, senza però mai abbandonare la moglie”. E’ Gloria Guida che debutta come conduttrice tv a 62 anni: “e me li tengo stretti – dice sfoggiando un sorriso disarmante e un fisico da far invidia a una trentenne – è un bellissimo momento della mia vita”.Dopo cinema, fiction, teatro, compresa la partecipazione come concorrente nel 2012 a Tale e Quale show, tra stop and go è arrivato il momento di “rimettersi in gioco, perché non è mai troppo tardi”. Dopo essere stata in gioventù tra le più celebri icone della commedia sexy soft all’italiana, l’attrice esordisce su Rai3 alla guida del programma ‘Le Ragazze’, realizzato da Pesci Combattenti, sei prime serate in onda la domenica dal 28 ottobre alle 21.10 “Dopo il successo de Le Ragazze del ’46 e Le Ragazze del ’68, Le Ragazze tornano su Rai3, a partire da domenica 28 ottobre, questa volta in prima serata – spiega Coletta – un altro appuntamento che si inserisce a pieno titolo nel lavoro di innovazione che la Rete sta portando avanti sul racconto della società e dei suoi protagonisti – con grande attenzione alle donne, a cui la rete sta dedicando ampio spazio nella programmazione domenicale – in un ritmato contrappunto tra memoria e presente che metta in condizione il pubblico, anche quello giovane, di riannodare i fili della storia del nostro paese, in cui fondamentale è stato il contributo delle donne. Questa volta il titolo sarà semplicemente Le Ragazze, perché il programma spazia nella storia dell’Italia dagli anni ’40 ad oggi”.Saranno sei le protagoniste per ogni puntata e racconteranno l’evoluzione del Paese ognuna dal proprio punto di vista. Sarà Gloria Guida ad accompagnare i telespettatori nelle vite ordinarie e straordinarie di queste donne che hanno lasciato un’impronta nella nostra società. Le Ragazze sarà quindi un lungo viaggio nella memoria e anche un lungo viaggio nella storia sociale italiana. Una narrazione che vuole essere individuale e collettiva al tempo stesso. Vite spesso distanti tra loro, geograficamente e culturalmente, ma idealmente unite da un unico afflato esistenziale, da un unico desiderio di affermarsi e di esistere in quanto donne. I racconti proposti in questa nuova serie spazieranno dalla Storia al costume, dalla moda ai diritti civili, dalla politica all’arte e allo spettacolo. “Come filo conduttore, c’è sempre l’immagine del papà – spiega Gloria Guida – questo ricorre in molte storie, nel bene e nel male. La figura del padre è sempre molto presente e ciò accompagna anche me. Se non fossi stata la conduttrice, avrei potuto raccontare tanti momenti della mia vita”. Stefano Coletta: “Io andai a vedere Gloria al Sistina, ero un ragazzo, in Accendiamo la lampada. Era bellissima e anche molto brava a ballare e recitare. Fui testimone della nascita del suo amore con Johnny Dorelli”. L’attrice confesserà più tardi che il prossimo anno con suo marito festeggeranno 40 anni di amore insieme, “Jonny è sempre stato molto attento alle mie scelte, direi severo, quindi cerco di calibrare con eleganza le mie partecipazioni. Ma in questo caso non vede l’ora di guardare la prima puntata”.A chi le chiede di ricordare un momento della sua gioventù risponde: “Avevo solo 12 anni, mio padre mi spinse praticamente su un palco in un locale. Cantai A chi. Ci fu un applauso pazzesco da tutto il pubblico. Io scappai imbarazzatissima”. Il modello cui si è ispirata Gloria Guida per prepararsi a condurre? “Alberto Angela”, ammette conversando con i cronisti a margine della presentazione a Viale Mazzini. “Non sono – precisa – una megalomane, è solo che apprezzo molto come si rivolge ai telespettatori e mi piacciono i suoi programmi”. Tra le Ragazze di questa edizione ci saranno anche Sara Simeoni, Simonetta Agnello Hornby, Sultana Razon Veronesi, Irene Grandi, Laura Efrikian, Alba Parietti, Flavia Perina, Francesca Vecchioni.

– VENEZIA

– Tecnologie di ultima generazione per digitalizzare all’insegna della massima qualità e fruibilità il ricco patrimonio culturale della Fondazione Cini, ma anche soluzioni “pratiche”, quasi invenzioni che richiamano l’Archimede dei fumetti, come l’uso di elastici come tiranti o aspirapolvere per far uscire aria che “preme” sul piano preziose incisioni o disegni, per ricondurre il tutto sul piano della sostenibilità, non solo economica. Attorno a questi due concetti, a cui si uniscono l’impegno per la formazione sul campo di giovani laureati e la ricerca, si muove il nuovo centro dedicato alla tecnologia e alla conservazione digitale del patrimonio culturale sull’isola veneziana di san Giorgio Maggiore. L’iniziativa, che ha dato vita ad “ArchiVe”, è frutto della collaborazione della Fondazione Giorgio Cini con Factum Foundation e DhLab dell’Ecole Polytechnique Federale de Lausenne.

– Elisa Patrizi, 17 anni di Roma, sportiva con il sogno di fare il medico, è la vincitrice della prima tappa di Miss Mondo Lazio edizione 2018/2019 che si è svolta a Fiano Romano. Con il titolo la miss accede direttamente alla finale del Lazio. Il concorso di bellezza, quest’anno affidato per il Lazio a Erasmo Fiorentino e Maurizio Serafini, rispettivamente uno già stilista di Miss Mondo Italia e l’altro coreografo- ballerino, è partito domenica 21 ottobre da un locale di Fiano Romano.
“Quando mi hanno detto che avevo vinto davvero non ci credevo – ha detto Elisa dopo l’incoronazione -. Faccio molto sport ma tra i miei sogni c’è quello di fare il medico. Anche lo spettacolo rientra nei miei obiettivi ma vedremo in futuro”.
In gara 29 ragazze seguite da Serafini per le coreografie e da Fiorentino per gli abiti con cui le concorrenti hanno sfilato davanti ad un folto pubblico. La gara di Miss Mondo Lazio, nata in sinergia con Miss Mondo Italia, ha assegnato le fasce di Beach, Model, Sport e Talent e Web.

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Ancora una limited edition, stavolta versione invernale, per festeggiare i 15 anni di Sweet Years, il marchio di abbigliamento casual nato nel 2003 con il logo del cuore rosso, di proprietà della società Go Old ’50 s.r.l., che conta tra i propri fondatori gli ex calciatori Bobo Vieri e Paolo Maldini. L’idea di una nuova collezione limitata è nata dopo quella lanciata in estate dedicata alla Bobo Dance, il ballo lanciato da Christian Vieri sul proprio profilo Instagram che ha spopolato con oltre un milione di like.
Parole d’ordine della nuova collezione power & flowers. Felpe e T-shirt sono unisex e riportano l’immagine di una tigre incorniciata da fiori delicati. Inoltre forti del trionfo della limited edition estiva, Sweet Years e l’ex bomber nero azzurro festeggiano proseguendo il tour “Bobo Dj” che vede il campione alla consolle in giro per l’Italia.
– Il marchio di abbigliamento statunitense Coach ha annuncia oggi in una nota l’impegno a “non utilizzare più pelliccia animali nei suoi capi, con l’obiettivo di eliminare completamente le pellicce dalla prossima collezione Autunno/Inverno 2019”.
“Coach promuove le attività sostenibili da molti anni, dall’introduzione dei nostri obiettivi di responsabilità aziendale nel 2015” sostiene Joshua Schulman, presidente e ceo di Coach. “Da allora abbiamo gettato le basi per dare priorità alle iniziative sociali e ambientali. La decisione di non utilizzare più vera pelliccia è una pietra miliare veramente significativa per il marchio”.
Come parte di un programma più ampio del brand, Coach si dedica anche a responsabilizzare i dipendenti e migliorare la vita nella comunità. Tra i valori dell’azienda, la filantropia è un aspetto sulla quale il marchio è particolarmente coinvolto.
La Coach Foundation, fondata nel 2008, ha concesso oltre 45 milioni di dollari a partner no profit a livello globale.
– Il mondo riflesso nella lunga pozzanghera di un vicolo metropolitano. Le linee di un campo da tennis che diventano appigli per un mondo ‘in verticale’. Le geometrie bianche e nere di una spiaggia deserta o l’armonia dell’esplosione della natura. Fino agli occhioni sgranati di una bimba senza velo in nugolo di donne islamiche.
Sono alcune delle immagini finaliste del contest fotografico Switch The Rules, promosso da Elica, azienda leader nel mercato di progettazione e produzione di cappe, e dalla Fondazione Ermanno Casoli, in mostra alla Roma Art Week dal 25 al 27 ottobre negli spazi del Pastificio Cerere. Ispirato alla campagna Upside Down del nuovo piano aspirante NikolaTesla Switch, il concorso ha sfidato il popolo del web a liberare la propria creatività, presentando su Instagram immagini che sorprendessero, capaci di modificare gli abituali punti di vista. Al taglio del nastro della mostra, anche la proclamazione del vincitore del concorso, premiato con un buono per materiale fotografico.
– TRENTO

– A cento anni dalla fine della prima guerra mondiale sul fronte italo-austriaco, risuonerà la tromba il cui suono diede il via alle trattative che portarono all’armistizio.
Lunedì 29 ottobre è previsto l’appuntamento in uno dei luoghi simbolo dell’armistizio, il cippo commemorativo a Serravalle all’Adige. Dopo la deposizione di una corona di alloro, il maestro Ivano Ascari farà risuonare la tromba originale che suonò nello stesso luogo cento anni fa. Lo strumento è oggi custodito al Museo della Guerra di Rovereto, assieme a centinaia di altri cimeli tra i quali anche la bandiera bianca usata dalla delegazione di plenipotenziari austriaci. Un atto caratterizzato anche da un momento drammatico: il gruppo dell’Esercito austroungarico venne accolto da una raffica di mitraglia e l’asta della bandiera si spezzò e il drappo di ruppe.
– FIRENZE

– Uno dei templi italiani della musica rock dagli anni Ottanta, il Tenax di Firenze, diventa teatro per la sperimentazione “immersiva” del Teatro Studio Krypton, con musica, teatro, danza e performing art dal 25 ottobre al 20 dicembre. Il progetto triennale di Teatro Studio Krypton Tenax Theatre, ideato da Giancarlo Cauteruccio e Massimo Bevilacqua, conclude quest’anno la sua prima edizione, affrontando il tema della periferia non solo come luogo fisico ma come un laboratorio linguistico-espressivo attraverso la percezione aumentata tra suono, immagini ed elettronica. Tra le performance in programma un Amleto “elettronico” di Gabriele Lavia e il mito di Medea, ispezionato artisticamente da Cauteruccio e un Mozart interpretato da una orchestra di giovani e di maestri. All’open act Post Trans Iconica, una performance/installazione con la regia di Massimo Bevilacqua è affidata la serata inaugurale. Negli altri appuntamenti successivi il trittico di danza realizzato in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo per il network Anticorpi XL con Pink Elephant, con Nel cerchio armonico di Orchestra Futura, diretta da Edoardo Rosadini e con Gabriele Lavia con l’Amleto shakespeariano in AmletOHamlet in ambiente elettronico, in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana. In programma anche la prima nazionale di Medea, uno dei temi con i quali Giancarlo Cauteruccio si è misurato più volte.
– E’ morto a Milano Roberto Renzi, noto come creatore del personaggio dei fumetti ‘Tiramolla’.
Nato in provincia di Como, il 10 febbraio 1923, aveva 95 anni, vissuti in prevalenza a Milano. Giornalista e per diversi anni anche direttore del Circolo della Stampa, aveva cominciato a scrivere storie per i fumetti a 19 anni. Nell’agosto 1952 inventò Tiramolla, “figlio del caucciù e della colla”, all’interno di una storia di Cucciolo e Beppe per le edizioni Alpe. Fu il promotore di un’Accademia del Fumetto e tra i soci fondatori della Fondazione Franco Fossati, da cui nel 2011 nacque WOW Spazio Fumetto, museo del fumetto, dell’illustrazione e dell’immagine animata, nell’ex fabbrica Motta a Milano.
“Per i tanti lettori, autori ed editori che amano il fumetto e creano ancora magici universi con attenzione e passione – commenta Luigi Bona, Direttore WOW Spazio Fumetto e Presidente Fondazione Franco Fossati – la scomparsa di Roberto Renzi è la partenza di un caro amico”.
– TRENTO

– Rimarrà aperta alla Biblioteca civica di Rovereto, fino domenica 28 ottobre, la mostra bibliografico-documentaria sul soggiorno roveretano del conte di Cagliostro.
All’ingresso della biblioteca sono esposte alcune delle tavole originali disegnate oltre 35 anni fa da Gianfranco Campana per illustrare una storia a fumetti ambientata in gran parte a Rovereto. Oltre ai libri antichi e moderni relativi a Cagliostro e all’autore del memoriale sul soggiorno roveretano del conte, il cavalier Clementino Vannetti, genius loci degli intellettuali locali, si possono ammirare rari documenti d’archivio. Tra tutti spicca la deposizione al Magistrato civico del dottor Giuseppe Goio, uno dei due medici – laureati ed abilitati ad esercitare la professione entro i confini del territorio roveretano – che per loro scelta avevano deciso di affiancare il sedicente guaritore nelle visite che concedeva agli ammalati di ogni ordine e grado, promettendo loro guarigioni miracolose.
– Cambiano le carte: attori, regista, scrittore e product placement e arrivano forse anche più soldi, e si vede. Così questa quarta parte della saga Millennium diventa qualcosa tra un film di James Bond e un blockbuster con tanto di supereroina al femminile. ‘Millennium – Quello che non uccide’ (The Girl in the Spider’s Web), questo il titolo del film passato in concorso alla Festa di Roma e in sala dal 31 ottobre con la Warner, ha infatti un nuovo regista, l’uruguayano Fede Alvarez, ed è tratto dal romanzo omonimo di David Lagercrantz che prosegue la trilogia di Millennium pubblicata postuma dopo la scomparsa del giornalista e scrittore svedese Stieg Larsson nel 2004. Non solo, anche se la natura della saga non cambia la protagonista assoluta, la super-hacker Lisbeth Salander questa volta è Claire Foy, più conosciuta nei panni regali della regina Elisabetta II nella serie Netflix ‘The Crown’.All’attrice inglese, 34 anni, ora tocca vestire, e lo fa con grande disinvoltura, gli abiti dark di Lisbeth compreso il suo sguardo privo di ogni empatia. Che fa il regista uruguayano conosciuto per La casa e Man in the Dark e che ha preso parte anche alla scrittura della sceneggiatura? Realizza un film in cui Lisbeth deve vedersela con un software di sicurezza nucleare che, una volta in mano a qualcuno, renderebbe un gioco da ragazzi far scoppiare una guerra nucleare. Basta un semplice computer di casa. Insomma pane per i suoi denti digitali e altamente tecnologici. Ad affiancarla, oltre alla sua moto nera (ha abbandonato la sua Triumph Bonneville per una Ducati Naked), il suo amato giornalista di riferimento Mikael Blomkvisy (Sverrir Gudnason già conosciuto per la sua interpretazione in Borg McEnroe) e Sylvia Hoeks. Grande ritmo, gelo, scene d’azione, supercar (compare anche una italianissima Lamborghini) e anche un ritorno al passato per la hacker che ritrova la sua unica sorella da lei abbandonata.”Non è il caso di fare un paragone con gli altri film della saga – spiega oggi a Roma il regista – perché ognuno segue il suo modo di adattarlo. Il quarto libro è totalmente diverso dal primo. Il primo era un mistery, una sorta di Agatha Christie scandinavo, questo è piuttosto un James Bond folle con elementi noir. Quello che tiene insieme tutto è solo il personaggio di Salander”. Dice invece Claire Foy: “Il mio personaggio non è certo amabile e non fa nulla per essere attraente, è un personaggio non tradizionale, difficile da interpretare” Qualcosa in comune tra Lisbeth e la Regina Elisabetta? “Non direi. La regina certo è una donna educata a non esprimere emozioni, e questo per tradizione, e anche Lisbeth è così, ma per motivi del tutto diversi”. Ancora per l’attrice inglese: “Il mio personaggio non lo vedo però come un supereroina, anche se ammiro in lei la sua volontà di sopravvivere, di combattere comunque anche con persone molto più grosse di lei sperando sempre dentro di sé: posso farcela”.

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TORINO

– Tra il 15 e il 20 novembre sarà pronta la bozza del piano di sviluppo del Teatro Regio di Torino. Lo ha detto Guido Guerzoni, il manager e ricercatore della Bocconi che sta lavorando alla sua stesura, durante l’audizione in Fondazione Crt. Con lui il sovrintendente William Graziosi che il 25 ottobre incontrerà a Roma il direttore generale del ministero dei Beni Culturali Onofrio Cutaia.
Davanti al consiglio d’indirizzo della Fondazione, con il presidente Giovanni Quaglia e il segretario generale Massimo Lapucci, Guerzoni – secondo quanto appreso – ha illustrato le linee del piano, con gli interventi previsti sul fronte dei ricavi e dei costi, in un arco temporale di 1, 3 e 5 anni.
Sul fronte ricavi, in particolare, sono previste iniziative sulla biglietteria, a cominciare da una attenta revisione di promozioni e abbonamenti. Allo studio nuovi accordi con tour operator per promuovere il teatro. Quanto alla programmazione, si prevedono più serate e l’ampliamento del cartellone a nuovi generi.

– Nel 1988 usciva Jovanotti For President, il primo album di Lorenzo Jovanotti: quest’anno, in occasione del trentesimo anniversario, viene rimasterizzato e ripubblicato con una bonus track, Walking, il suo primo singolo di debutto. L’album sarà disponibile dal 26 ottobre in tre versioni: CD digipack, vinile colorato (180 gr) e 45 giri colorato, che conterrà Gimme Five nel side A e Walking nel side B.
Jovanotti For President ha rappresentato una novità assoluta per la musica italiana: per la prima volta, un album prodotto da un team di dj e costruito sulla base di campionamenti e samples, che mescolava rap ed elettronica, ha ottenuto un grandissimo successo occupando per mesi i primi posti delle classifiche. Oltre alle storiche Go Jovanotti Go, Party President, Funk Lab, Gimme Five, I Need You, Jovanotti Sound, The Rappers, Ragamuffin e Mix uscite per la prima volta nel 1988 l’album conterrà Walking, il singolo che nel 1987 ha segnato l’esordio musicale di Lorenzo.
Cento strisce di Mafalda, ricavate dagli originali di Quino, in principio inaccessibili, saranno esposte per la prima volta in Italia. La mostra, ‘Mafalda la contestataria da 50 anni in Italia’, è curata da Ivan Giovannucci e si inaugura il 27 ottobre al Museo Diotti di Casalmaggiore, in provincia di Cremona. Realizzate tra il 1964 e il 1973, le strisce rendono omaggio alla bambina ribelle e al suo sogno di un mondo migliore.Le strisce, in facsimile di alta qualità ricavati dalla versione originale in spagnolo, saranno accompagnate da un cartello con la traduzione in italiano. A corredo della mostra: la riproduzione della celebre panchina di Buenos Aires con la statua di Mafalda, la famosa Citroen “due cavalli” del papà di Mafalda, uno spazio tv con la proiezione dei cartoni animati, un atelier con laboratori per bambini dai 7 ai 10 anni. In mostra è la personalità di una bambina speciale, con i suoi capelli corvini e la passione per i Beatles, che non ha alcuna intenzione di cedere alla stupidità, che dice la sua, le sue per essere più precisi, che non riesce a chiudere gli occhi davanti ai piccoli e grandi problemi del mondo, ma soprattutto che non riesce a chiudere la bocca.”Dio mio che adultità” dice con orrore Mafalda dopo aver fatto una ramanzina al fratellino Nando. La sua massima punizione? Un piatto di minestra. E se qualcuno pensa che i bambini siano contenitori da riempire, non conosce Mafalda, la bambina terribile che a volte ci fa vergognare di essere adulti e che si chiede perché “con tanti mondi più evoluti, io sono dovuta nascere proprio in questo?”. Abbozzata nel 1963 per la pubblicità di una fabbrica di elettrodomestici che rifiutò il progetto, Mafalda iniziò la sua vita a fumetti nel 1964, quando la sua prima striscia uscì sul settimanale Primera Plana di Buenos Aires.Pubblicata in 50 paesi, tradotta in 26 lingue con oltre 50 milioni di copie vendute con le sue avventure, Mafalda in Europa è apparsa per la prima volta nel 1968 in un’antologia di testi letterari e disegni umoristici pubblicata da Feltrinelli, ‘Il libro dei bambini terribili per adulti masochisti’. Anche se e’ stata la raccolta Bompiani del 1969 ‘Mafalda la contestataria’ (Bompiani), con la prefazione di Umberto Eco, a renderla famosa nel nostro Paese. A cinquant’anni dalla pubblicazione in Italia, la mostra al Museo Diotti, organizzata sotto l’egida dell’Assessorato alla Cultura con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina e del Touring Club Italiano, ci fa vedere come Mafalda, oltre le generazioni, i confini e le ideologie, non sia affatto invecchiata.

– “Sei stato e rimarrai la colonna sonora delle nostre vite e per milioni di italiani”. Francesco Rutelli, presidente di Anica e ideatore di Videocittà, saluta così Ennio Morricone omaggiato con il premio alla carriera dalla Fondazione Pio e Rosa Angeletti nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza. Salutato dal Rettore Eugenio Gaudio, Morricone è accolto dalla standing ovation degli studenti. Accanto a lui in prima fila, il compositore indiano premio Oscar A.R. Rahman, autore della colonna sonora “The millionaire”, gli sorride: “La musica non ha confini. Grazie maestro per averli abbattuti”. In sala anche Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che gli consegnano il premio. Lui, emozionato, ringrazia: “Sono commosso – spiega – chi scrive sta a casa e va in studio a registrare.
Non ho mai pensato alle cose belle che sono state dette qui. Ho fatto il mio dovere cercando di fare bene”. La sua attenzione ora è per i giovani: “A loro dico di studiare seriamente e di non distrarsi”

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Cosa penso del movimento #metoo? Era ora che le cose cambiassero è un passo fondamentale nella lotta per la qualità sul posto di lavoro. Donne coraggiose si sono fatte avanti e hanno avviato una rivoluzione”. Lo dice Sigourney Weaver protagonista alla Festa del cinema di Roma di un incontro con il pubblico. Secondo l’attrice, fra i protagonisti dei sequel di Avatar di James Cameron (“all’inizio della carriera sognavo il teatro e Shakespeare, ma la fantascienza è il genere più vicino alle grandi domande sull’esistenza”), “l’industria dei lavoratori del cinema, voleva che le cose cambiassero, penso tutti abbiamo fatto un sospiro di sollievo. Ora per uomini donne ci sono più possibilità, maggiore uguaglianza e rispetto. Negli usa questi movimenti sono stati accolti con favore dalla maggiorparte delle persone”. Parlando del suo amore per il cinema italiano rivela di aver incontrato “Luca Guadagnino, mi ha chiesto di essere in due suoi film. Uno non l’ha più girato e l’altro non ho potuto farlo”.
– Mentre torna la tensione tra Usa e Russia, Trump minaccia di abbandonare gli accordi sulle armi nucleari e la politica internazionale torna a scenari da guerra fredda, un nuovo film d’azione porta lo spettatore all’interno dei delicati meccanismi, e delle contorte manovre, dietro a una crisi militare. In ‘Hunter killer – Caccia negli abissi’, diretto da Donovan Marsh e con un cast nel quale spiccano Gerard Butler e Gary Oldman – presentato ieri a Milano – alla fine però il mondo si salva.
Casus belli è il confronto sottomarino tra Usa e Urss nell’ artico, ma lo scenario si allarga grazie a un colpo di Stato contro il presidente russo, alla lotta di potere negli alti comandi tra falchi e colombe, a un’incursione ardimentosa per salvare il leader russo, ormai ex nemico. Su tutto però emerge il coraggio degli uomini di entrambi gli schieramenti, e che paradossalmente, nonostante siano professionisti della guerra, alla fine sono anche l’ultimo diaframma di ragionevolezza per evitare l’olocausto nucleare.
– Un A spasso con Daisy a parti invertite: è la definizione più immediata per Green Book di Peter Farrelly, con due straordinari interpreti come Viggo Mortensen e Mahershala Ali, protagonisti nella vera storia dell’amicizia, durata tutta la vita, nata nel 1962 fra un virtuoso afroamericano del pianoforte, Don Shirley (Ali) e il buttafuori italo americano Tony Vallelonga (Mortensen), ingaggiato dal musicista per fargli da autista e ‘risolviguai’ durante un tour negli Stati Usa del sud, dove il razzismo era ancora profondamente radicato.Il film, presentato alla Festa del Cinema di Roma e in sala dal 31 gennaio con Eagle Pictures, è considerato fra i titoli in pole position per la corsa all’Oscar, dopo la vittoria a Toronto del premio del pubblico. “Green Book non ti dice cosa devi pensare, ascoltare o vedere – dice Mortensen, notoriamente poliglotta, in un ottimo italiano, che gli ha anche consentito di interpretare al meglio la lingua ibrida parlata dagli italoamericani come Vallelonga -. Secondo me è un invito a fare un viaggio, a ridere, a piangere e se vuoi forse a riflettere sui limiti delle prime impressioni. Non è una lezione forzata, è una bella storia condivisa del passato che può aiutarci a capire il presente”. L’attore newyorchese di origini danesi pensa che “queste storie ti permettano di conoscere un po’ di più chi è diverso da te. Sono molto importanti in questo momento – sottolinea – perché si vede in giro tantissima misoginia e ignoranza, ad esempio su temi come la crisi dei migranti o la religione. Mi spavento soprattutto quando vedo che persone di potere, dai politici ai sindacalisti, sono ignoranti nella stessa maniera o fingano di esserlo, per arrivare o rimanere al potere. D’altronde il percorso dell’umanità non è diretto, ma pieno di deviazioni e a volte si fanno dei passi indietro, come sta succedendo in tante parti del mondo, Italia compresa”. Il progresso dell’umanità “viene anche dai piccoli gesti quotidiani, come chiedere scusa se urti qualcuno per strada”.Green Book è basato sulla sceneggiatura scritta dall’attore Nick Vallelonga (figlio di Tony, morto nel 2013, come Shirley) con Brian Currie e il regista Peter Farrelly, uno dei re della commedia Usa in coppia con il fratello Bobby, qui al primo film da solo e alle prese con un genere diverso, la dramedy. Tony Vallelonga, detto Tony Lip, padre dei famiglia del Bronx, molto innamorato della pazientissima moglie Dolores (Linda Cardellini) si mantiene con lavoretti e scommesse. Risoluto e affabulatore, quando il club dove lavora viene momentaneamente chiuso, accetta di lavorare per Don Shirley, raffinato e riservato pianista che vive in un lussuoso appartamento al primo piano della Carnegie Hall. Il musicista ha bisogno di un uomo come Tony per risolvere eventuali problemi legati al doversi spostare in stati fortemente razzisti e infatti gli ostacoli e le situazioni rischiose non mancheranno. Tra i due uomini, però nei lunghi spostamenti in macchina, nasce una reciproca comprensione e voglia di conoscenza. Mortensen, che per il ruolo è ingrassato una quindicina di chili (“quello è stato piacevole e facile, basta mangiare, ma ci è voluto un po’ per perdere quel peso”) definisce la sceneggiatura di Green Book come “una delle più belle e meglio scritte che abbia mai letto – dice -. Ho trovato la storia incredibile, mi ha fatto ridere e piangere. Ero un po’ teso perché non sono italiano e sentivo molto la responsabilità di rendere al meglio, senza trasformarlo in una caricatura, questo personaggio. Mi ha molto aiutato la famiglia di Tony, con cui ci siamo capiti subito, a tavola, mangiando insieme per cinque ore. Quando poi li ho visti commuoversi sul set, ho capito che era andata”. E’ stata molto importante anche l’alchimia con Mahershala Ali, che Mortensen stima molto: “E’ una persona di grandissima generosità”.   [print-me title=”STAMPA”]

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