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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 29 Ottobre, 2018, 11:30:41 di Maurizio Barra

DALLE 11:45 DI DOMENICA 28 OTTOBRE 2018

ALLE 03:24 DI LUNEDì 29 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

L’Italia misteriosa in un Atlante
Quasi un censimento dei luoghi insoliti e magici

Mara Impara, su Sky la musica di oggiTra gli ospiti Achille Lauro e Cosmo

Esce nuovo album per Patrizia LaquidaraDopo 7 anni, C’è qui qualcosa che ti riguarda, 100% indipendente

Museo Classis, il racconto di RavennaApre il 1 dicembre. Nell’ex zuccherificio la storia della città

Fotografia, scatto K M Asad vince SipaScelto tra oltre 48 mila foto racconta rifugiata Rohingya

Museo Tattile Omero fa scuola in LibanoCon Red Oak per promuovere accessibilità musei a disabili

A Francesca Incudine il Bianca d’AponteTanti ospiti, da Bungaro a Nava e Orchestra Piazza Vittorio

Le tracce di Fellini nella sua RiminiMercoledì ‘i Vitelloni’ al Fulgor, la sala dove andava da bimbo

L’eredità di Fellini 25 anni dopoSogno e grottesco ispirano tanti, da Sorrentino a Von Trier

Audrey Hepburn, era nella ResistenzaNuovo libro racconta star, sconvolta da uccisione zio

Elena Ferrante, la sua scrittura è genialePresto in tv la saga ‘perfetta’. Martone, è universale

Fedez denuncia, minacce di morte dal webHaters scatenati con artista, anche richiesta assistenti sociali

Dogman ‘film europeo dell’anno’ a Capri, HollywoodGarrone con opera candidata italiana a Oscar premiato a dicembre

Incassi Usa, ancora in testa HalloweenOttobre 2018 record b.o. di tutti i tempi. Seconda Lady Gaga

‘Visi neri a Halloween’, polemica affonda la star tv KellyNbc la scarica dopo i commenti razzisti. Si tratta sul contratto

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FRANCESCO BONGIORNI E MASSIMO POLIDORO, ATLANTE DEI LUOGHI MISTERIOSI D’ITALIA (BOMPIANI, PP 157, EURO 25,00). Luoghi insoliti, misteriosi, sorprendenti come la “salita in discesa” di Martina Franca, la Cattedrale vegetale ai piedi del Monte Arera, la Porta magica di Roma e Musinè (il Monte dell’Asino) verso la Val di Susa, considerato la montagna degli Ufo. Località magiche, enigmatiche, magari a due passi da casa nostra, di cui in tanti casi ignoriamo l’esistenza, tutte da scoprire e che aprono alla meraviglia delle narrazioni che le accompagnano. A spingerci verso questo viaggio inedito è l'”Atlante dei luoghi misteriosi d’Italia” di Massimo Polidoro, scrittore e divulgatore, presenza fissa a ‘Superquark’, con le illustrazioni di Francesco Bongiorni. Il volume, pubblicato da Bompiani, arriva nelle nostre librerie il 31 ottobre. Andando a scovare dimore impossibili, oggetti stravaganti, castelli, isole, musei, strani personaggi e animali come il tatzelwurm, una specie di rettile delle Alpi, si trovano storie di ogni tipo. “Alcune vere e verificabili; altre verosimili; altre ancora del tutto false, ma credute vere per tanto tempo e dunque doppiamente affascinanti” spiega Polidoro.
Dall’Italia Nord-Occidentale a quella Insulare, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, il volume, accompagnato da illustrazioni tra pittura e fumetti, ci porta in una via anonima, senza sbocco, che si trova percorrendo la statale 172 da Taranto a Martina Franca. Qui al chilometro 59, in località Ormini, svoltando a destra ci si trova in una strada in discesa dove la forza di gravità sembra non funzionare più, per cui un auto in folle sale verso l’alto. La stessa cosa accade anche lanciando una palla o un sasso che invece di scendere risalgono la pendenza. Le ipotesi sono tante e c’è chi parla addirittura di una base extraterrestre nascosta nel sottosuolo. Quello che è certo, fa notare l’autore, è che “non si tratta di un fenomeno magnetico”.
Ci sono voluti 1.800 pali di abete, 600 rami di castagno, 6000 metri di rami di nocciolo, uniti da legno flessibile, picchetti, chiodi e corde intrecciate per costruire la Cattedrale vegetale che sorge in provincia di Bergamo, ai piedi del monte Arera.
“Gioco coi rami” diceva il suo autore, l’artista Giuliano Mauri, morto nel 2009, che ha costruito con i rami, ricorda Polidoro, “palazzi da fiaba, ponti profumati ed edifici vegetali. Opere stupefacenti, integrate nel ciclo naturale e, di conseguenza, destinate a scomparire”. Restando in Lombardia, ecco Consonno, la Las Vegas fantasma della Brianza. E a Milano, “che ci fa – si chiede l’autore del libro – nella rinascimentale Cappella Portinari, collegata alla Basilica di Sant’Eustorgio, il blasfemo dipinto di una Madonna con le corna?”.
Il Piemonte ci regala la Sacra di San Michele, sul monte Pirchiriano, a 962 metri d’altitudine, un eremo la cui origine è avvolta nel mistero, che servì come modello a Umberto Eco per l’ambientazione de ‘Il nome della rosa’. E poi via alla scoperta del cavallo d’oro nel sottosuolo di Novara, dell’antro della Sibilla Cumana in Campania della quale Trimalcione raccontava: “a certi maschietti che le chiedevano ‘Sibilla , che vuoi?’ lei rispondeva: ‘Morire, voglio'”. Leggenda vuole che ogni cinque anni, il 21 giugno, torni a farsi sentire al Castello di Montebello di Torriana, in provincia di Rimini, il fantasma di Azzurrina, una bambina albina scomparsa appunto il 21 giugno del 1375. Una leggenda di cui non ci sono tracce, ne riferimenti bibliografici fino al 1989, “quando il castello venne aperto al pubblico a pagamento”, sottolinea l’autore del libro. E c’è un fantasma, ma questa volta di una volpe, anche nel Castello di Strozzavolpe nei pressi di Luco, nel comune di Poggibonsi. In questo “Grand Tour dell’Italia più insolita e nascosta, accessibile a tutti e capace di regalare momenti di meraviglia, sorpresa, sconcerto e divertimento” ci sono palazzi maledetti come Ca’ Dario a Venezia, sepolcri leggendari come quello dei re Magi a Milano o di Dracula a Napoli. E che dire della leggenda di Re Artù che, a sorpresa, ha lasciato il suo segno a Chiusdino, in provincia di Siena, dove è conservata una spada conficcata nella roccia forse appartenuta a Galvano, uno dei cavalieri della Tavola Rotonda.

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Mara Maionchi è la protagonista del primo format televisivo di Billboard Italia “Mara Impara – La nuova musica”, che andrà in onda su Sky Uno, tutti i giorni, dal 29 ottobre al 2 novembre alle 19:25 e con replica alle 13:00 e alle 16:45. Il programma sarà disponibile anche su Sky On Demand. Un progetto che nasce da un’idea della stessa conduttrice con la volontà di mettersi in discussione incontrando i nuovi talenti della musica italiana, per conoscerli e approfondire la loro produzione musicale. Ogni puntata avrà infatti un ospite: Achille Lauro, Cosmo, Myss Keta, Nitro e Takagi & Ketra.
All’inizio di ogni puntata Mara Maionchi, seduta nel suo salotto, chiama il misterioso Mr Billboard per rintracciare l’artista che di lì a poco sarà seduto sul suo divano. Il tempo di un rapido pick-up, e ha inizio l’incontro: una chiacchierata informale condotta da Mara nel suo stile inconfondibile.
– ”C’è sempre stato qualcosa da dire.
Ma si esprimeva in altre forme, poesie, racconti, prosa”. Ora è tornato il tempo della musica per Patrizia Laquidara, che, a sette anni da Il canto dell’Anguana e la Targa Tenco, firma C’è qui qualcosa che ti riguarda, nuovo album anticipato dal singolo Marciapiedi. Un progetto tutto indipendente, autoprodotto e finanziato da un’operazione di crowfunding. ”Un album che raccoglie molte esperienze, molti viaggi, molta vita vissuta in questi anni pieni di collaborazioni, cinema, teatro, palco”, racconta

la cantautrice, che a gennaio partirà in tour con band dal vivo e nel 2019 sarà in libreria con un libro di racconti.
In tutto, 12 brani con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Alfonso Santimone, che vanno dalle sonorità più rock di Sopravvissute a echi di luoghi orientali in Nordestereofonico, accenti blues con Preziosa e passaggi di sonorità spiccatamente brasiliane, sfiorando anche temi attuali come la violenza sulle donne o le migrazioni

”Un album che raccoglie molte esperienze, molti viaggi, molta vita vissuta in questi anni pieni di collaborazioni, cinema, teatro, palco – racconta

la cantautrice

– Mi sono concessa tempo, nuovi canali di sfogo. Poi all’improvviso, un po’ di notte, un po’ guidando in autostrada, in una settimana sono nati i primi quattro brani. E da lì l’album, una sorta di diario di bordo di una lunga navigazione, con canzoni che parlano di tutto quello che ho vissuto in questi anni, del mio approccio alla vita, all’amore, a me stessa”. In tutto 12 tracce, con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Alfonso Santimone, che vanno dalle sonorità più rock di Sopravvissute a echi di luoghi orientali in Nordestereofonico, accenti blues con Preziosa e passaggi di sonorità spiccatamente brasiliane. Un racconto ”al femminile”, che sfiora anche temi come la violenza sulle donne o le migrazioni. ”Io volevo fare un album pop cantautoriale – sorride lei – con elementi dalla grande canzone italiana e uno sguardo al futuro fatto di suoni contemporanei. Lavoro sempre d’istinto. Poi capita che ti volti indietro e ti accorgi che c’è un filo che lega alcuni passaggi”. Come ne Il Cigno, brano dedicato a ”storie di donne che hanno saputo rinascere, trasformarsi, risorgere anche dalle sconfitte. Donne totem – spiega la Laquidara – con un omaggio alla Grande Madre e al femminile in generale, che ha in se’ la proprietà dell’accudire e dell’accogliere. Al contrario di questo mondo, che insegna invece la forza dell’aggressività e della predominanza. E’ anche un inno alla sorellanza: tanta rivalità fra donne non esiste, è piuttosto indotta da secoli di patriarcato”. E poi c’è il tema della trasformazione, con il brano che da il titolo a tutto l’album, C’è qui qualcosa che ti riguarda. ”Che riguarda ‘tutti noi”’, sottolinea la cantautrice, che a gennaio partirà in tour con band dal vivo e nel 2019 sarà in libreria per Neri Pozza con un libro di racconti. ”Il testo invita a guarda lì dove non hai mai guardato – dice – dove hai sempre pensato ci fossero le zone di scarto, i rifiuti del mondo, interiore ed esteriore. Perché proprio da lì può arrivare una nuova risorsa. Come recita la canzone, proprio lì dove hai sentito il dolore, vai a cercare, perché quel dolore si può trasformare in bellezza”.
Partito su una delle piattaforme on line di crowfunding, il progetto iniziale dell’album in una settimana e mezzo ha stracciato ogni record raccogliendo il doppio di quanto richiesto per realizzarlo. ”Vuol dire che c’è qualcosa che sopravvive anche dopo sette anni di assenza – sorride la Laquidara – All’inizio il crowfunding è stata una necessità. Poi mi sono accorta quanto avere una libertà economica voglia dire avere anche una libertà artistica. In questo modo, poi, il pubblico diventa investitore, soggetto attivo e non più solo un contenitore vuoto nel quale calare un prodotto. Sarà il futuro della discografia? Credo di si – conclude – Anche perché se non sei un super big, sempre più ti ritrovi costretto con le case discografiche a compromessi tanto al ribasso, anche artisticamente”.
– E’ destinato a diventare il cuore del grande Parco archeologico di Ravenna, la porta di accesso alla storia e all’ intero patrimonio delle meraviglie della città.
Non solo contenitore di reperti, ma luogo di formazione e di ricerca con laboratori per il restauro del mosaico e per la sperimentazione di start up. Aprirà il 1 dicembre con questi obiettivi ambiziosi Classis Ravenna, il museo della città e del territorio che darà nuova vita ai 2600 metri quadrati dell’ ex Zuccherificio, finito nel degrado dopo la chiusura nel 1982.
L’intervento è costato più di 22 milioni di euro, realizzato con le risorse dello Stato, della Regione Emilia Romagna, dall’Ue e con 7 milioni di euro dalla Cassa di Risparmio di Ravenna.
Il taglio del nastro è il primo passo di un pacchetto che nei prossimi tre mesi porterà all’inaugurazione del Museo Dantesco e del Museo per Byron e del Risorgimento. “Poche città fanno operazioni di investimenti importanti come questi” ha detto l’assessore alla Cultura Elsa Signorino.
– SIENA

– E’ il fotografo bengalese K M Asad con lo scatto ‘Battle Victim’, il vincitore del Siena international photo Awards (Sipa), alla quarta edizione e organizzato da Art Photo Travel. La foto di Asad è stata scelta tra oltre 48 mila scatti, giunti a Siena da ogni parte del mondo. La cerimonia di premiazione si è tenuta al Teatro dei Rozzi.
“L’immagine di K M Asad – si legge nella motivazione della giuria -, all’inseguimento di Asmal Ara, una giovane rifugiata Rohingya appena arrivata in un campo profughi del Bangladesh, è un esempio perfetto di narrazione visiva e del potere della fotografia nella sua forma di linguaggio universale. L’immagine è stata scattata con estrema attenzione cogliendo, perfettamente a fuoco, il volto della ragazza bagnato di lacrime con la gente sfumata sullo sfondo. Un’immagine di una ragazza che sembra aggrapparsi disperatamente, alla ricerca di un sostegno, ad un sottile tronco d’albero”.
– ANCONA

– Parte il progetto “Doors, si prega di toccare” del Museo Tattile Statale Omero di Ancona e dall’organizzazione libanese Red Oak per promuovere l’accessibilità nei musei e nei luoghi della cultura del Libano, ma anche l’educazione artistica ed estetica delle persone con disabilità visiva. Il progetto, presentato a luglio nella sede del Ministero per la Cultura libanese, entra nella fase operativa con quattro giornate di approfondimento scientifico e formazione. Organizzazione e coordinamento sono affidati a Red Oak, che diventa riferimento esclusivo del Museo Omero in Libano. Si parte il 29 ottobre con un convegno scientifico al National Museum di Beirut inaugurerà, con la partecipazione del presidente del Museo Omero Aldo Grassini, della presidente di Red Oak Nadine Abou Zaki, dei rappresentanti del mondo scientifico ed artistico, ricercatori nel campo dell’estetica e curatori di musei, dell’ambasciatore italiano in Libano Massimo Marotti. Seguirà una visita tattile, guidata da Andrea Socrati, con la partecipazione di persone non vedenti, per dimostrare la possibilità di “lettura tattile” delle opere d’arte. Nelle giornate successive formazione degli operatori museali dei tre principali Musei: National Museum, Sursock Museum, Maqam Museum.
Previsti laboratori ed incontri. Il primo novembre sarà dedicato agli operatori della Red Oak.

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È Francesca Incudine, siciliana di Enna, a vincere con il brano ‘Quantu stiddi’ la 14a edizione del Premio Bianca d’Aponte, il contest italiano riservato alle cantautrici, che si è tenuto al Teatro Cimarosa di Aversa (Caserta). Il premio della critica Fausto Mesolella se lo sono aggiudicate ex aequo la stessa Incudine e Irene (all’anagrafe Irene Scarpato) da Napoli, che ha presentato ‘Call center’. A quest’ultima è andata anche la menzione per la migliore musica, mentre quella per il testo ha visto prevalere Giulia Pratelli da Pisa con ‘Non ti preoccupare’ e quella per l’interpretazione Meezy da Foggia con ‘Temporale’. Oltre al concorso, molte sono le emozioni arrivate dai tanti ospiti che hanno calcato il palco nelle due serate da Bungaro a Nava e all’Orchestra di Piazza Vittorio

– RIMINI

– In una piazza Cavour gremita, a due passi da quel cinema Fulgor restaurato e riaperto lo scorso anno in cui il giovane ‘Maestro’ – seduto sulle ginocchia del nonno a guardare ‘Maciste all’inferno’ scopriva la magia del cinema – il saluto più dolce e spontaneo era stato un grido, a risuonare nel silenzio: ‘vai Federico’. L’ultima parola prima del commiato eterno che Rimini aveva dedicato a uno dei suoi figli più illustri, scomparso proprio venticinque anni fa, il 31 ottobre del 1993.
L’anima felliniana, a Rimini, è legata anche agli oggetti più semplici: ai quattro montanti del letto, Fellini aveva dato i nomi dei quattro cinema di Rimini: e da lì, prima di addormentarsi, prendevano forma le sue storie oniriche, immaginifiche, che dal piccolo borgo della Romagna, lo hanno portato alle vette della cinematografia mondiale.
Mercoledì sera proprio in quella sala del Fulgor dove Fellini si è innamorato del cinema, Rimini lo ricorderà con la proiezione dei Vitelloni.
Venticinque anni senza Federico Fellini: se ne va il 31 ottobre del 1993 e il mondo si accorge di un vuoto che non riguarda solo la storia del cinema, ma un’idea dell’arte che rimanda ai geni multiformi della creazione come Picasso, Warhol, fino a Bergman. Il fatto è che lo stile, il “fantarealismo” felliniano non è tanto un modo di rappresentazione del cinema quanto una visione del mondo. La sua è un’eredità diffusa: la sua presa sul cinema internazionale è tanto forte da aver spinto un’intera generazione di registi americani a specchiarsi a farne un’icona e un modello più o meno dichiarato. Da Paul Mazursky a Martin Scorsese, da Vincent Minnelli a Woody Allen, Rob Marshall, Bob Fosse, Francois Truffaut, Peter Greenaway, Lars von Trier. E in Italia? Tra i molti Giuseppe Tornatore, Matteo Garrone e Paolo Sorrentino. Ettore Scola ha reso il più bello degli omaggi (“Che strano chiamarsi Federico”, 2013), proprio per affermare che con la sua morte era calato un sipario dal quale oggi filtrano solo pallidi luccichii.
Ha lavorato fianco a fianco con la Resistenza contro i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. A raccontare il passato segreto di Audrey Hepburn, la star di ‘Colazione da Tiffany’, e’ il libro ‘Dutch Girl: Audrey Hepburn and World Word II’, in uscita in aprile e di cui il New York Post racconta alcuni estratti.
A spingere Hepburn a lavorare con la Resistenza era stata la morte di suo zio, il conte Otto van Limburg Stirum, ucciso dai nazisti. Quando la guerra e’ scoppiata nel 1939, Hepburn si trovava in Inghilterra come aspirante ballerina. La madre baronessa aveva allora deciso di farla rientrare a casa, in Olanda, augurandosi che il paese restasse neutrale. Invece anche l’Olanda venne occupata da nazisti.
A raccontare e offrire prove dell’impegno in prima di linea di Hepburn con la Resistenza e’ lo scrittore Robert Matzen, che ha scoperto un diario di 188 pagine scritto da Otto durante i suoi quattro mesi di prigionia prima di morire.

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Quasi mezzo milione di euro di incassi per tre giorni di programmazione, come evento, in sala a inizio ottobre, delle prime due puntate di L’amica geniale, l’attesa serie di Saverio Costanzo dalla saga bestseller, sono solo l’ultima dimostrazione dell’appeal sul pubblico di Elena Ferrante. Per la scrittrice, che protegge da sempre la sua identità dietro uno pseudonimo, capace di conquistare nel mondo oltre 10 milioni di lettori, la televisione è un nuovo approdo dopo cinema e teatro.
Nelle otto puntate dell’Amica Geniale, produzione di eccellenza Hbo-Rai con Timvision, prodotta da Wildside e Fandango in tv in autunno (si parla di fine novembre), l’amicizia di Elena e Lila che nasce sui banchi della scuola elementare in un rione popolare di Napoli negli anni ’50 per diventare legame di una vita c’è una storia avvincente e affresco d’epoca per il pubblico tv così come è stato per i lettori. “Non sapevo chi fosse Elena Ferrante, non l’ho mai saputo, ma per me è stato immediato il legame con la sua scrittura. Mi era chiarissimo che fosse l’opera di una scrittrice prodigiosa – ha spiegato Mario Martone in un incontro alla Festa del Cinema, dove ha parlato del suo film del 1995, ‘L’amore molesto’ (presentato in versione restaurata) tratto dal primo romanzo della scrittrice, e del suo rapporto con lei -. Come i grandi scrittori russi è universale però tu arrivi a quella universalità attraverso il dettaglio, da un umore al tanfo di un’osteria. Mentre lavoravo al film avevo il libro con me ed era come una mappa, ogni tanto bisognava aprirlo perché ti venisse incontro”.
Roberto Faenza sempre per il grande schermo ha firmato nel 2005 l’adattamento di I giorni dell’abbandono con Luca Zingaretti e Margherita Buy e sono già almeno due le versioni teatrali de L’amica geniale: a Londra My brilliant friend, diretto nel 2017 da Melly Still e in Italia quest’anno con la compagnia Fanny & Alexander.
Per la serie tv, la scrittrice appare anche come cosceneggiatrice insieme a Laura Paolucci, Costanzo e Francesco Piccolo: “Eravamo in contatto via mail – hanno raccontato Piccolo e Costanzo alla Mostra del Cinema di Venezia dove sono state presentate in anteprima mondiale le prime due puntate – un carteggio sempre più intenso in cui lei stessa suggeriva qualcosa ma non in difesa del libro quanto della storia, dimostrando una grande fiducia”. Secondo Costanzo l’opera della scrittrice “è profondamente e contemporaneamente politica nel senso sentimentale del termine”.
Anche Martone ha dialogato per iscritto con l’autrice: “Con delle lettere, che mi piacerebbe includere nel blu ray dell’edizione restaurata del film – ha raccontato il regista – Quando chiesi i diritti del libro alla sua casa editrice, le edizioni E/O, Elena Ferrante mi rispose che li avrebbe dati volentieri ma prima voleva leggere la sceneggiatura. Quando gliela mandai le chiesi anche di dirmi nel dettaglio tutto quello che pensasse. Così abbiamo continuato a scriverci durante la lavorazione, poi sparì. Ho avuto paura per anni che il film non le fosse piaciuto, ma poi per la pubblicazione di una sua raccolta di testi, La frantumaglia, l’editore mi disse che c’era anche una sua lettera incompiuta a me, scritta dopo la visione de L’Amore molesto. Potete immaginare il mio terrore, invece è una lettera magnifica non solo per quello che dice sul film ma anche per ciò che dice sul rapporto cinema – letteratura”. Martone era anche fra i nomi indicati dalla scrittrice come possibili registi per la serie da L’amica geniale: “mi ha fatto piacere, dimostrava la sua stima per me. Poi la serie l’ha fatta Saverio Costanzo, regista bravissimo, anche lui presente nella lista, che sono sicuro abbia fatto un ottimo lavoro”. Al cineasta comunque piacerebbe riprendere il rapporto con Elena Ferrante: “vedremo” dice sorridendo. Lui non sa chi ci sia dietro lo pseudonimo “ed è giusto così. Un segreto è tale solo se lo si conserva”. L’opera di Elena Ferrante “è l’insieme della sua scrittura – aggiunge – insieme al segreto della sua identità. Anche se lei non l’aveva programmato, di fatto in un tempo come il nostro, sta compiendo, un vero gesto artistico, disturbante, pienamente contemporaneo”.

Minacce di morte, telefonate moleste, persino la richiesta di verifica di un’ispezione dei servizi sociali per la condotta genitoriale nei confronti del piccolo Leone: Fedez è alle prese in queste ore con gli haters della rete. L’odio sui social si è scatenato sul rapper da giorni con un crescendo che, conferma il suo team, lo sta preoccupando al punto di rendere note queste minacce.
Tutto è nato qualche giorno fa dopo il party a sorpresa per il suo compleanno organizzato dalla moglie Chiara Ferragni in un supermercato di Milano, con musica e danze sui banchi della frutta. La coppia è stata duramente attaccata per lo spreco di cibo tanto è vero che Fedez si era dovuto scusare – sempre via web ovvio. Poi ieri sera una storia su Instagram in cui l’artista raccontava lo spreco nel mondo della tv, facendo tra l’altro l’esempio in diretta di una esibizione con cocomeri a Tu si que vales e una prova del Grande Fratello sempre con il cibo.
E’ ‘Dogman’ di Matteo Garrone il ‘film europeo dell’anno’ a Capri, Hollywood 2018: il regista dell’opera candidata dell’Italia all’ Oscar straniero 2018, sarà premiato nel corso della 23/a edizione dell’International film fest (26 dicembre-2 gennaio).
“La scelta del film di Garrone, straordinario protagonista Marcello Fonte già miglior attore al Festival di Cannes, è stata unanime da parte dell’ Istituto Capri nel Mondo e speriamo rappresenti un viatico in vista della corsa all’Oscar per il miglior film straniero, nomination che saranno rese note il 22 gennaio 2019″, annuncia Lina Wertmuller, presidente onorario dell’Istituto Capri nel Mondo.
‘Dogman’ prodotto dallo stesso Garrone, dal premio Oscar Jeremy Thomas, Le Pacte, Rai Cinema, distribuito nel mondo da Rai Com è ispirato ad un celebre caso di cronaca nera, il così detto ‘delitto del canaro’ avvenuto a Roma trenta anni fa, ed è stato girato in Campania. Garrone ad inizio 2019 inizierà le riprese del suo ‘Pinocchio’ con Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto. Capri, Hollywood 2018 sarà presieduto da Lee Daniels, regista e sceneggiatore americano già candidato agli Oscar (Precious). Tra i protagonisti del festival ci sarà anche Eli Roth che sarà premiato il 30 dicembre come ‘Master of fantasy’ per il suo ultimo film ‘il mistero della casa del tempo’ con Jack Black e Cate Blanchett in uscita il 31 ottobre. La 23esima edizione dell’evento internazionale cinematografico di fine anno, promossa con il sostegno del Mibact e della Regione Campania, è realizzata in collaborazione con la Città di Capri e dal Comune di Anacapri e diversi sponsor privati.

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Ancora in testa, per il secondo weekend consecutivo, al box office americano il sequel di Halloween di Carpenter. Sono stimati 32 milioni di dollari, 126 milioni in appena 10 giorni, con appena 10 milioni di dollari di budget produttivo. Il film horror di David Gordon Green con Jamie Lee Curtis, alias Laurie Stroode 40 anni dopo (in sala anche in Italia) potrebbe essere decisivo a fare di ottobre 2018 il più alto incasso di tutti i tempi per il decimo mese dell’anno.
Al secondo posto A star is born di Bradley Cooper con Lady Gaga protagonista: 14.1 milioni di dollari nel weekend. Al terzo un altro horror, Venom di Ruben Fleischer con Tom Hardy: 10.8 milioni di dollari in questo fine settimana

Nbc scarica Megyn Kelly. La anchorwoman star del piccolo schermo, con un passato di successi a Fox, scivola sulle maschere per Halloween e sui ‘visi truccati per sembrare neri’. ”Quando ero piccola era Ok se si era mascherati avere il viso dipinto di nero o per i neri averlo dipinto di bianco”, ha detto davanti al pubblico incredulo martedì scorso. Ma ancora più increduli sono risultati i vertici e suoi colleghi di Nbc.

Una valanga di critiche si è subito abbattuta su Kelly, costrngendola a presentare le sue scuse pubbliche mercoledì in diretta: il pubblico ha apprezzato il suo mea culpa e le ha regalato un caloroso applauso. Ma le sue parole non sono state abbastanza per ricucire lo strappo con Nbc per i suoi commenti ritenuti razzisti, e che sono andati a complicare ancora di più un rapporto già difficile.

”Megyn Kelly non torna. La prossima settimana il programma alle 9.00 del mattino sarà ospitato da altri conduttori” è la stringata nota di Nbc. Kelly perde cosi’ il suo show mattutino e – secondo indiscrezioni – ora e’ impegnata a trattate la fine del suo contratto con l’emittente. Nbc per strapparla a Fox le ha messo sul piatto 69 milioni di dollari e proprio su quella cifra sono ora impegnati a trattare i legali.

Kelly è salita alle cronache durante la sua carriera a Fox, quando moderò nel 2015 il primo dibattito tv tra i candidati per la nomination repubblicana. Donald Trump si scagliò contro di lei per le domande che giudicò aggressive, riservandole commenti stereotipati e sessisti. A Fox Kelly, con un passato di studi da avvocato, si era affermata per i suoi modi di condurre le interviste: precisi, esatti, aggressivi ma sempre nel rispetto della persona e della legge. Il suo ruolo a Nbc era totalmente diverso: volto del mattino doveva essere più rassicurante e meno pungente, sorridente e meno inquisitoria. Un ruolo che – sulla base degli ascolti – non le si addiceva e che le aveva attirato l’ira dei suoi colleghi. Il suo arrivo a Nbc è stato tumultuoso fin dall’inizio. La scelta di Kelly di circondarsi solo con i suoi ‘uomini’, provenienti tutti da fuori e assunti ad hoc, le ha subito creato problemi ma finchè c’è stato feeling con i vertici l’anchorwoman ha resistito. Negli ultimi mesi, però, anche con i vertici di Nbc i rapporti si sono logorati, fino ad arrivare allo ‘scivolone’ dei visi neri che ha segnato la fine della sua avventura.   [print-me title=”STAMPA”]

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