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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 30 Ottobre, 2018, 09:21:14 di Maurizio Barra

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 03:24 DI LUNEDì 29 OTTOBRE 2018

ALLE 09:21 DI MARTEDì 30 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ovazioni a Rimini per Cecilia Bartoli
Tifo da stadio per la star alla riapertura del Teatro ‘Galli’

Musicista contro Biagio AntonacciDa Lenny de Luca diffida plagio per ‘Mio Fratello’. Pronta causa

In 5 milioni su Instagram, con Moonwalk diventa starSalif danzava da anni davanti al Beaubourg, ora andrà negli Usa

La canzone d’autore di scena a FerraraIl 2 e 3/11 con Baccini, Manfredi, Castelnuovo e Giorgio Conte

Vie en rose per uomo Dior con Kim JonesNuova adv con rinnovo collaborazione con l’artista Kaws

Il Borgo dei Borghi, RaznovichDal 3 al 24 novembre da nord a sud dell’Italia, ogni sabato

Autunno preppy, tendenza scozzese e overKilt, gonne plissettate, madras e mocassini per le nuove ragazze

Saviano a gara di haters con CattelanUltimo appuntamento il 30 ottobre con EPCC a teatro

Calzedonia apre stabilimento in AfricaItaca Textile Plc 16.500 mq e 2000 in esterno a Macallè, Etiopia

Antonella Ruggiero, esce il nuovo lavoro’Quando facevo la cantante’, 6 dischi e 115 brani

Mimmo Rotella, manifesto di un’arteAlla Gnam tutto il mondo dell’artista a 100 anni dalla nascita

Grandi maestri dell’arte italiana al TefafCardinale Tintoretto superstar venduto alla vigilia della fiera

La Dante Alighieri revoca l’espulsione degli ebrei nel ’38In 500 mandati via per le leggi razziali, una lapide li ricorda

Deneuve vende all’asta il guardaroba YSLOltre 300 pezzi da Christie’s a fine gennaio, per settimana moda

Bigodini e pistole, sul set di Brave ragazzeAndreozzi a Gaeta dirige Ambra, Rossi e Pastorelli

Leonardo hi tech agli Uffizi con il Codice Leicester Mostra evento anticipa l’anniversario del 2019. Tecnologie per leggerlo

Il caso Cucchi in un graphic novelIn anteprima a Lucca Comics&Games, con prefazione sorella Ilaria

Film Biennale College al Festival KyotoChromatica di Flavio Costa e Beautiful Things di Giorgio Ferrero

Dogman premiato a Capri, HollywoodGarrone con opera candidata italiana a Oscar premiato a dicembre

‘I Vitelloni’ per 25/o morte FelliniProiezione al ‘Fulgor’ la sala amata dal ‘Maestro’ romagnolo

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

RIMINI

– Lunghissime ovazioni, un tifo quasi da stadio, hanno salutato Cecilia Bartoli e la sua collaudatissima ‘Cenerentola’ per la riapertura del Teatro ‘Amintore Galli’ di Rimini, rinato a 75 anni dai bombardamenti che, nella Seconda Guerra Mondiale, devastarono la città romagnola e la struttura disegnata da Luigi Poletti.
Un successo annunciato per quella che ormai da oltre un quarto di secolo è considerata l’interprete di riferimento del capolavoro di Gioachino Rossini: un miracolo rafforzato ora dall’esperienza. Che ha stregato la platea ammirata da una voce ancora freschissima che nulla ha perso da quel maggio del ’92 – allora bicentenario della nascita del compositore pesarese, oggi 150/esimo della morte – quando debuttò il personaggio di ‘Angelina’ al Teatro Comunale di Bologna con la bacchetta di Riccardo Chailly. Lo spettacolo è stato proposto in una versione semi-scenica con la regia di Claudia Blersch, una scelta che ha maggiormente messo in evidenza il canto nell’acustica preservata del teatro.
– MILANO

– C’è “palese coincidenza” nella melodia e in particolare nel “ritornello” tra la canzone ‘Mio fratello’, successo degli ultimi mesi di Biagio Antonacci, e un pezzo intitolato ‘Sogno d’amore’ depositato alla Siae più di dieci anni fa. Lo sostiene l’autore di quest’ultimo brano, il musicista Lenny de Luca, che, assistito dai legali dello Studio Lione Sarli, ha già inviato all’etichetta discografica del cantante milanese una lettera di diffida per chiedere il riconoscimento dei diritti d’autore ed è pronto ad intentare una causa civile per plagio.
Nella diffida Lenny de Luca spiega di aver creato nel 2005 il brano ‘Sogno D’amore’ “proposto” anche ad Adriano Celentano e poi ha “sottoscritto un contratto in esclusiva con la società Editore ViaMeda srl-RadioRama, facente capo al cantante Eros Ramazzotti”, depositando di nuovo la canzone nel 2012. Ora, dopo “un’attenta comparazione” con il singolo di Antonacci uscito ad aprile, ha riscontrato “la coincidenza di ben 8 battute e in particolare del ritornello”.
La favola di Salif Gueye, noto come Salif la Source, da 5 anni ben noto ballerino di strada che si esibisce davanti al Beaubourg, sulla spianata del Centro Pompidou di Parigi, sta appassionando tutto il mondo. In pochi giorni un suo video nel quale si esibisce nel celebre passo “Moonwalk” è diventato virale: 5 milioni di persone l’hanno visto in 5 giorni. La sua notorietà è planetaria, la sua meta ormai sono gli Stati Uniti.    https://www.instagram.com/stories/salif_crookboyz/      https://www.instagram.com/p/BpC0kDGAO_r/?utm_source=ig_embed&utm_medium=loading

“E dire – ha commentato il ragazzo, 22 anni – che volevo cancellare quel video perché lo trovavo troppo elementare…”. Non l’hanno pensata così la star del basket Lebron James e l’attore e campione di wrestling Dwayne Johnson (The Rock) – che hanno rilanciato il video sul proprio account, moltiplicando da 9.000 a circa 900.000 in meno di una settimana gli ammiratori della versione del celebre passo di Michael Jackson firmata Salif la Source.

– FERRARA

– ‘Storica e nuova canzone d’autore’ a Ferrara: promossa dall’associazione Aspettando Godot e giunta alla settima edizione, la rassegna porterà in scena nella sala Estense venerdì 2 novembre Francesco Baccini e Max Manfredi, preceduti dall’esibizione di Beatrice Campisi (tra i vincitori del bando Siae ‘S’illumina’) e della band Cranchi, e sabato 3 Mario Castelnuovo e Giorgio Conte, con il duo Canzoni da Marciapiede, tra i più validi esponenti del ‘Nuovo teatro canzone’, e il cantautore-scrittore Leonardo Veronesi ad aprire la serata. La rassegna è dedicata al cantautore bolognese Claudio Lolli, scomparso in agosto.
Baccini si esibirà in ‘solo pianoforte’, riproponendo alcuni dei suoi brani più famosi; Manfredi, reputato da Fabrizio De Andrè il più valido cantautore italiano, sarà accompagnato da Marco Spiccio al piano. Castelnuovo è già stato ospite della manifestazione nell’edizione 2016, mentre Conte proporrà un estratto del tour ‘Sconfinando’, che dallo scorso anno riscuote successo anche all’estero.
– La vie en rose dell’uomo Christian Dior disegnato dal nuovo direttore artistico della linea Kim Jones, comincia con la campagna d’esordio firmata dal designer, che vede il ritorno della collaborazione con Kaws, dopo il coinvolgimento dell’artista americano per il set della sfilata Primavera/Estate 2019. A fare da sfondo ai modelli nel video e nelle immagini firmate da Steven Meisel, è una maxi scultura composta da fiori rosa, quasi un’aiuola gigante. L’opera rappresenta una versione pop del fondatore della maison, Christian Dior. I modelli indossano alcuni dei capi nati proprio dalla partnership con Kaws, riconoscibili grazie all’ape cartoon, simbolo del connubio creativo.
Del cast della nuova campagna fa parte anche il principe Nikolai di Danimarca, già presente sulla passerella di Dior dello scorso giugno.
– La grande sfida del Borgo dei borghi.
Una gara tra bellezza e cultura per conoscere i sessanta borghi più belli d’Italia. Quattro prime serate a partire dal 3 novembre su Rai3, condotte da Camilla Raznovich. Una gara che il direttore di rete Stefano Coletta ha definito una sorta di ‘Giochi senza Frontiere attraverso l’Italia e i suoi più significativi e magici un viaggio nell’Italia dei piccoli tesori nascosti condotto. Un percorso nel Paese dei piccoli centri – da nord a sud, passando per il cuore d’Italia e le sue isole – che Camila Raznovich compie insieme allo storico dell’arte Philippe Daverio. Una suggestiva passeggiata nell’Italia dei mille campanili, tra i tesori della storia e dell’arte che rendono unica la nostra penisola Una gara per scegliere, insieme al pubblico, il vincitore il 24 la finalissima, in diretta con la proclamazione del borgo più bello

– Una gonna a pieghe, una felpa doppiata in pizzo, mocassini in vernice, oppure in alternativa cattivissimi anfibi, calzettoni a rombi colorati e quell’aria da studentessa universitaria fuori corso un pochino annoiata, diventa l’immagine femminile dell’inverno 2018.
Lo stile college o preppy è uno dei principali mood da seguire per rinnovare il guardaroba d’autunno, anzi uno evergreen con qualche novità: il mix scozzese e animalier e l’oversize anni ’90 specie per i caldissimi cardigan usati in autunno come capospalla in lana bouclè super tendenza con i colori senape e ruggine. Esagerazioni da provare con attenzione, soprattutto se non più in età scolastica.
Ma se le regine di stile sono state Marissa Cooper o Serena Van Der Woodsen, protagoniste delle serie The O.C. e Gossip Girl, bisogna correre a rivedere qualche episodio delle due serie televisive, per copiare i loro look, ancora molto up-to-date.
Via libera dunque al tartan colorato, a gonne midi plissettate, sexy kilt, stringate, calzini in spugna.
A gara di haters con uno scrittore e giornalista che sull’odio sui social può decisamente dire la sua, Roberto Saviano. Quindi un duetto con Gué Pequeno, uno dei rapper più amati del panorama musicale italiano, sul grande tormentone lanciato da questa edizione di EPCC a Teatro, la hit Broccoletti, e ancora, un confronto con un genetista che ha stampato su carta per la prima volta un vero codice genetico umano, il suo: Riccardo Sabatini. Appuntamento ricco di ospiti con Alessandro Cattelan per l’ultima puntata – martedì 30 ottobre su Sky Uno dalle 21.15 – di EPCC a teatro, il suo late night show in onda dal Teatro Parenti di Milano.
Roberto Saviano si racconterà alla scrivania di Epcc a teatro rivelando alcuni aneddoti legati alle battaglie di civiltà che da anni ormai conduce quotidianamente. In Guess my hater, con Cattelan farà a gara a chi si è imbattuto in più odio sui social: uno contro l’altro, dovranno indovinare quali insulti dagli haters ha ricevuto l’uno e quali invece erano destinati all’altro.
“E dire – ha commentato il ragazzo, 22 anni – che volevo cancellare quel video perché lo trovavo troppo elementare…”. Non l’hanno pensata così la star del basket Lebron James e l’attore e campione di wrestling Dwayne Johnson (The Rock) – che hanno rilanciato il video sul proprio account, moltiplicando da 9.000 a circa 900.000 in meno di una settimana gli ammiratori della versione del celebre passo di Michael Jackson firmata Salif la Source.

– FERRARA

– ‘Storica e nuova canzone d’autore’ a Ferrara: promossa dall’associazione Aspettando Godot e giunta alla settima edizione, la rassegna porterà in scena nella sala Estense venerdì 2 novembre Francesco Baccini e Max Manfredi, preceduti dall’esibizione di Beatrice Campisi (tra i vincitori del bando Siae ‘S’illumina’) e della band Cranchi, e sabato 3 Mario Castelnuovo e Giorgio Conte, con il duo Canzoni da Marciapiede, tra i più validi esponenti del ‘Nuovo teatro canzone’, e il cantautore-scrittore Leonardo Veronesi ad aprire la serata. La rassegna è dedicata al cantautore bolognese Claudio Lolli, scomparso in agosto.
Baccini si esibirà in ‘solo pianoforte’, riproponendo alcuni dei suoi brani più famosi; Manfredi, reputato da Fabrizio De Andrè il più valido cantautore italiano, sarà accompagnato da Marco Spiccio al piano. Castelnuovo è già stato ospite della manifestazione nell’edizione 2016, mentre Conte proporrà un estratto del tour ‘Sconfinando’, che dallo scorso anno riscuote successo anche all’estero.
– La vie en rose dell’uomo Christian Dior disegnato dal nuovo direttore artistico della linea Kim Jones, comincia con la campagna d’esordio firmata dal designer, che vede il ritorno della collaborazione con Kaws, dopo il coinvolgimento dell’artista americano per il set della sfilata Primavera/Estate 2019. A fare da sfondo ai modelli nel video e nelle immagini firmate da Steven Meisel, è una maxi scultura composta da fiori rosa, quasi un’aiuola gigante. L’opera rappresenta una versione pop del fondatore della maison, Christian Dior. I modelli indossano alcuni dei capi nati proprio dalla partnership con Kaws, riconoscibili grazie all’ape cartoon, simbolo del connubio creativo.
Del cast della nuova campagna fa parte anche il principe Nikolai di Danimarca, già presente sulla passerella di Dior dello scorso giugno.
– La grande sfida del Borgo dei borghi.
Una gara tra bellezza e cultura per conoscere i sessanta borghi più belli d’Italia. Quattro prime serate a partire dal 3 novembre su Rai3, condotte da Camilla Raznovich. Una gara che il direttore di rete Stefano Coletta ha definito una sorta di ‘Giochi senza Frontiere attraverso l’Italia e i suoi più significativi e magici un viaggio nell’Italia dei piccoli tesori nascosti condotto. Un percorso nel Paese dei piccoli centri – da nord a sud, passando per il cuore d’Italia e le sue isole – che Camila Raznovich compie insieme allo storico dell’arte Philippe Daverio. Una suggestiva passeggiata nell’Italia dei mille campanili, tra i tesori della storia e dell’arte che rendono unica la nostra penisola Una gara per scegliere, insieme al pubblico, il vincitore il 24 la finalissima, in diretta con la proclamazione del borgo più bello

– Una gonna a pieghe, una felpa doppiata in pizzo, mocassini in vernice, oppure in alternativa cattivissimi anfibi, calzettoni a rombi colorati e quell’aria da studentessa universitaria fuori corso un pochino annoiata, diventa l’immagine femminile dell’inverno 2018.
Lo stile college o preppy è uno dei principali mood da seguire per rinnovare il guardaroba d’autunno, anzi uno evergreen con qualche novità: il mix scozzese e animalier e l’oversize anni ’90 specie per i caldissimi cardigan usati in autunno come capospalla in lana bouclè super tendenza con i colori senape e ruggine. Esagerazioni da provare con attenzione, soprattutto se non più in età scolastica.
Ma se le regine di stile sono state Marissa Cooper o Serena Van Der Woodsen, protagoniste delle serie The O.C. e Gossip Girl, bisogna correre a rivedere qualche episodio delle due serie televisive, per copiare i loro look, ancora molto up-to-date.
Via libera dunque al tartan colorato, a gonne midi plissettate, sexy kilt, stringate, calzini in spugna.
A gara di haters con uno scrittore e giornalista che sull’odio sui social può decisamente dire la sua, Roberto Saviano. Quindi un duetto con Gué Pequeno, uno dei rapper più amati del panorama musicale italiano, sul grande tormentone lanciato da questa edizione di EPCC a Teatro, la hit Broccoletti, e ancora, un confronto con un genetista che ha stampato su carta per la prima volta un vero codice genetico umano, il suo: Riccardo Sabatini. Appuntamento ricco di ospiti con Alessandro Cattelan per l’ultima puntata – martedì 30 ottobre su Sky Uno dalle 21.15 – di EPCC a teatro, il suo late night show in onda dal Teatro Parenti di Milano.
Roberto Saviano si racconterà alla scrivania di Epcc a teatro rivelando alcuni aneddoti legati alle battaglie di civiltà che da anni ormai conduce quotidianamente. In Guess my hater, con Cattelan farà a gara a chi si è imbattuto in più odio sui social: uno contro l’altro, dovranno indovinare quali insulti dagli haters ha ricevuto l’uno e quali invece erano destinati all’altro.

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Calzedonia ha inaugurato il suo primo stabilimento in Africa, in Etiopia, a Macallè, nella regione del Tigri: circa 16.500 mq di spazio coperto con ulteriori 2000 mq per le strutture esterne di supporto. Il progetto imprenditoriale del marchio di calzetteria e beachwear che da il nome al gruppo di cui fanno parte anche Intimissimi e Tezenis, ha anche un risvolto umanitario. Itaca Textile Plc, nasce in un regime doganale favorevole, in una zona con disponibilità sempre crescente di materie prime e un’ampia presenza di manodopera. Ma l’impianto che conta già oggi 1000 dipendenti, arriverà, annuncia una nota entro la metà del 2019 a 1.500 ai quali verranno garantiti trasporto e mensa gratuiti. Inoltre sono diverse le iniziative a carattere umanitario volte a far crescere insieme alla fabbrica anche il territorio: tra queste la creazione di un pozzo di fronte allo stabilimento e per tutti i dipendenti una clinica sanitaria esterna che assicura un laboratorio e 10 Lt di acqua potabile a settimana a persona.
– Sarà disponibile da martedì 20 novembre, in esclusiva su musicfirst.it, ‘Quando facevo la cantante’ (Libera/distr. Artist First), la nuova opera discografica di Antonella Ruggiero in 6 dischi e 180 pagine.
Centoquindici brani in cui l’interprete e autrice raccoglie il meglio delle sue registrazioni live dal 1996 ad oggi, insieme a pezzi, registrati sia in concerto che in studio, mai pubblicati finora. Un viaggio attraverso le mille sfumature della ricerca musicale compiuta da Ruggiero nella sua carriera solista.
“L’idea di raccogliere parte degli innumerevoli brani suonati e realizzati dal 1996, quando ho ripreso la mia attività in veste di solista, al 2018, è venuta a Roberto Colombo”, spiega l’artista. “Una sera mi disse: ‘dobbiamo farci un regalo, una raccolta di brani di diversa natura che sia un racconto sonoro di ciò che è avvenuto’. Ci pensai un po’ e mi resi conto che le esperienze erano tali, tante e di natura così diversa che sarebbe stato giusto metterle a disposizione di chi ama la musica”.
I décollages e i retro d’affiches degli anni ’50 e ’60; gli artypos degli anni ’60 e ’70, e poi nel decennio successivo i blanks e le sovrapitture, fino all’ultima fase, quella dei décollages monumentali degli anni ’90 e 2000. Non manca nulla del complesso mondo di Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006), e delle sue sperimentazioni tra astrattismo e figurativismo, nel grande omaggio che la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma – Gnam rende dal 30 ottobre al 10 febbraio all’artista calabrese a 100 anni dalla nascita.Curata da Germano Celant con Antonella Soldaini, la mostra ha un titolo emblematico, “Mimmo Rotella Manifesto”, che trova una diretta corrispondenza nell’originale allestimento proposto per raccontare una carriera lunga più di 50 anni. Le oltre 160 opere, in cui il linguaggio dell’artista si è focalizzato sul manifesto, vengono infatti presentate immaginando lo spazio museale esattamente come una “piazza” urbana, circondata da pareti o facciate di edifici: un luogo cittadino tutto da visitare, nel quale per il pubblico sarà “naturale” trovare grandi cartelloni pubblicitari, dal formato di 3 x 10 metri circa, composti dai lavori di Rotella, disposti dunque a “tappezzare” lo spazio. Nei 6 insiemi-manifesto che compongono l’esposizione, il visitatore potrà conoscere con una visione d’insieme direttamente tutta l’opera di Rotella: a emergere sono le differenti tecniche adottate dall’artista nel corso della lunga carriera, l’impossibilità per lui di concepire l’arte senza la sperimentazione e anche quel suo lasciarsi ispirare dalla città di Roma, nelle cui strade andava a cercare manifesti da strappare, reinterpretare e ricomporre.Nel passaggio dalla dimensione astratta a quella figurativa, e dalla stampa e dal riporto fotografico alla pittura che il percorso “circolare” della mostra rende evidente emergono le riflessioni dell’artista, e le sue fonti di ispirazione, la pubblicità e il cinema, gli avvenimenti sociali e politici, il tema erotico. Proprio perché privo di qualsiasi impianto didascalico, ai visitatori sarà data una speciale “mappa” per andare oltre la visione complessiva e poter dunque leggere nel dettaglio l’allestimento, con le opere segnalate singolarmente. Fuori dal salone principale (in cui alcune bacheche documentano con fotografie, cataloghi, lettere disposti in ordine cronologico le collaborazioni dell’artista e il suo ruolo nel contesto storico culturale), due sale più piccole raccontano invece da un lato gli aspetti performativi (con filmati degli anni ’50) e dall’altro i lavori scultorei (la serie dei Replicanti del 1990) di Rotella. “Non è mai stata realizzata una mostra in questa scala su Rotella: qui l’artista si vede a 360°, nella sua ricchezza e complessità”, spiega oggi Germano Celant, raccontando un allestimento incentrato sul manifesto che è “una tautologia, una coincidenza dello stesso con lo stesso, una sorta di grande diorama anche per esprimere un’idea democratica. Il manifesto è democraticamente uguale in ogni punto, e non ci sono opere più importanti di altre”. “Il nostro è un tentativo di riproporre il mondo di Rotella per far scoprire un artista che produce non solo in qualità ma anche in quantità”, prosegue il curatore, “è un modo diverso per allestire un’antologica: la mostra è un magma, un insieme di frammenti e rovine che hanno una storia”.

NEW YORK – Da Tintoretto a Guercino ad Artemisia Gentileschi. I “vecchi maestri” della pittura europea e italiana fanno la parte del leone a Tefaf, la grande fiera dell’arte gemella di Maastricht, ormai arrivata alla quinta edizione all’Armory di Park Avenue a New York. Con due mostre a Venezia (a Palazzo Ducale e all’Accademia) e due a New York (i disegni alla Morgan Library e i ritratti al Met) in occasione dei 500 anni dalla nascita, il ritratto del cardinale Marcantonio da Mula del grande maestro dell’arte veneziana e’ stato venduto dalla galleria Rob Smeets di Londra alla vigilia dell’apertura dell’esposizione.Da Mula, che nel 1560 fu mandato come ambasciatore della Serenissima presso la Santa Sede e fu tra i maggiori protagonisti del Concilio di Trento, non e’ l’unico cardinale della fiera: Benappi/Mehringer, con sedi a Londra e Torino, espone un ritratto neoclassico del 1758 di Carlo Rezzonico a firma Anton-Raphael Mengs: l’alto prelato era anche un nipote di Papa Clemente XIII. Il Guercino, dipinto dal pittore di Cento intorno al 1636 sempre da Smeets, raffigura un San Giovanni Evangelista. De Robilant + Voena ha l’Artemisia Gentileschi – Allegoria della Fama – a fianco di una veduta della Piazzetta san Marco verso l’Isola di San Giorgio e la Laguna di Francesco Guardi. Mentre Carlo Orsi offre un raro bronzo su piccola scala di Ferdinando Tacca. Su base di legno di pera con quattro schiavi mori incatenati alla base, raffigura il granduca Ferdinando Primo: sarebbe stato realizzato come “ricordo” per la famiglia Medici attorno al 1640 ed e’ menzionato nell’inventario di Palazzo Pitti del 1761. Orsi e’ riuscito a rintracciarne la provenienza a partire da una vendita del 1766 al secondo conte di Mansfield e fino ai giorni nostri.I programmi di Tefaf, aperta al pubblico fino al 31 ottobre, includono dibattiti e conferenze. A quello su Tintoretto con i curatori delle mostre del Met e della Morgan ha partecipato uno dei maggiori collezionisti mondiali dell’artista, Jon Landau, il produttore di molti album di Bruce Springsteen tra cui il leggendario “Born To Run”. Landau e’ il proprietario di ben cinque Tintoretto, due dei quali sono esposti alle mostre di Venezia e un terzo al Met.

-“La Società Dante Alighieri a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali REVOCA l’atto di espulsione di Guido Belforte, Aldo Levi, Giulio Mondolfo, Elio Morpurgo, Ida Norlenghi e di tutti i soci di origine ebraica. In memoria. 28 ottobre 2018”. Recita così la lapide scoperta oggi dal presidente della Dante Andrea Riccardi, il rabbino capo Riccardo Di Segni, la presidente della comunita ebraica di Roma Ruth Dureghello, nel cortile di Palazzo Firenze, sede della Società. Con loro Roberto Ameruso, il sindaco di Trasia, dove dal 1940 al 1945 il fascismo aprì il grande campo di concentramento Ferramonti, per stranieri, cittadini di paesi nemici e oltre 1.500 ebrei che in Italia avevano trovato rifugio precario o catturati nel Dodecanneso e in Libia, tra cui il grande psicanalista junghiano Ernst Bernhard, cui il comune ha dedicato ora un Parco Letterario. La scoperta della lapide è avvenuta durante i lavori dell’odierna giornata di studi ”La cultura italiana, la Società Dante Alighieri e l’antisemitismo italiano” organizzato proprio dalla Dante a cura di Riccardi e Gabriele Rigano, dell’Università per stranieri di Perugia. Il tutto alla presenza di alcuni dei discendenti di quegli ebrei espulsi, intestato ai quali è stato loro consegnato un diploma che li dichiara soci perpetui, appunto revocandone l’espulsione, avvenuta a suo tempo sotto la presidenza di Felice Felicioni, chiamato a fascistizzare la Società. Degli oltre 50 mila soci della Dante furono almeno 500 gli ebrei cancellati dalla Società, con un solo caso di resistenza: Dora Sacchetto, segretaria del presidente di Trieste espulso, si dimise per solidarietà, rifiutandosi di prenderne il posto. Nel suo intervento d’apertura Riccardi, ricordando anche questo, ha citato il rabbino Toaf che parlava ”dell’indifferenza con cui la società italiana accolse le leggi del ’38” e proprio su questo si è incentrata l’analisi storica di Alessandra Traquini, docente alla Sapienza, mettendo a fuoco il ruolo passivo degli intellettuali, pronti, come Giovanni Gentile, a tuonare contro i Patti Lateranensi, ma poi del tutto silenziosi sulle leggi razziali di cui non capirono, o non vollero capire la pericolosità giudicandole un fatto di poca importanza. La Traquini, in prospettiva storica, sostiene che l’antisemitismo non sia proprio della cultura italiana, ma un certo razzismo sì ”e lo stereotipo che afferma il contrario è falso come lo era la definizione italiani brava gente”. Del resto ricorda che il lavoro storico e il dibattito sulla Shoah iniziò solo negli anni ’80, pur essendo uscito in Italia nel 1961, a rompere un silenzio di oltre 15 anni, il saggio di De Felice ”Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo” e nonostante il processo Eichmann in Israele, che si svolse lo stesso anno, avesse aiutato a cambiare la percezione internazionale dell’Olocausto. La Dante, che difende la lingua italiana da sempre e nel mondo, propugna un’idea di nazionalità e identità culturale e in questo contesto ”l’epurazione cambiava il Dna dell’identità nazionale stessa”, come ha sempre detto Riccardi, ricostruendo storia e attività della Società e la sua necessità ”di fare i conti con la memoria”. Su cosa significarono le leggi del ’38 per la Dante è intervenuto Rigano, mentre Fulvio Salimbeni ha parlato di Trieste e del caso citato, Annalisa Capristo degli ”Istituti culturali italiani e la campagna antisemita”, Francesca Cavarocchi della ”Propaganda fascista all’estero e l’antisemitismo”, sino alle conclusioni tirate da Agostino Giovagnoli della Cattolica di Milano.

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PARIGI

– Catherine Deneuve mette all’asta i suoi cappotti, i tailleur e gli abiti firmati da Yves Saint-Laurent, circa 300 capi che andranno in vendita al miglior offerente da Christie’s e su Internet.
L’attrice, musa e intima amica del grande stilista scomparso, possiede centinaia di pezzi unici, realizzati appositamente per lei. La vendita, che si annuncia come un evento assoluto per il mondo della moda e per i collezionisti, si svolge a fine gennaio 2019 a Parigi durante la settimana della haute couture.
Circa 150 pezzi saranno proposti alla vendita nei saloni parigini di Christie’s, mentre un’altra parte dell’asta dei pezzi si svolgerà unicamente su Internet.
In un messaggio diffuso dalla casa d’aste, la Deneuve – che ha appena festeggiato i 75 anni – spiega: “oggi cedo la mia casa in Normandia, dove conservavo questo guardaroba. E lo faccio malinconicamente. Si tratta delle creazioni di un uomo di tale talento da creare soltanto per rendere le donne più belle”.
GAETA – Le avevano ribattezzate ‘le ‘amazzoni della Vaucluse’: cinque amiche insospettabili, tutte con gravi problemi economici, nella regione della Provenza, che decidono di mettersi a fare rapine travestite da uomini. Tra il 1989 e il 1990 la banda porta a segno sette colpi, e viene arrestata all’ottavo. Un’incredibile storia vera che ha ispirato Michela Andreozzi per la sua opera seconda da regista, Brave ragazze, un’action comedy che ha come mattatrici apprendiste criminali Ambra Angiolini, Serena Rossi, Silvia D’Amico, e Ilenia Pastorelli. L’arrivo in sala è previsto per febbraio – marzo con Vision Distribution”Avevo scoperto questa vicenda anni fa leggendo un articolo, è il primo film che ho scritto – spiega Michela Andreozzi sul set in un oratorio (trasformato in parte in commissariato) a Gaeta, dove sono all’ultima settimana di riprese -. E’ una storia rock al femminile che abbiamo intrecciato a un contesto italiano, quello dei primi anni ’80, incrociandoci anche un commissario, che ho voluto chiamare Gianni Morandi, che ha uno sguardo accogliente in una società altrimenti ostile verso le donne”. Un poliziotto che “ricorda i sex symbol anni ’80 come Tom Selleck”. Per costruire la banda “ho avuto un incontro con quattro donne pazzesche. Non le ho scelte ne’ per colori ne’ per la loro provenienza ma per il loro temperamento, adatto a un’avventura tra bigodini e pistole”.La gang del film è composta da Maria (Rossi), “sposata con uomo (Massimiliano Vado) violento. Lei non crede di poter avere una vita diversa” dice l’attrice . Ambra parla del suo personaggio, Anna, “madre che cresce da sola le sue figlie e che aspira a qualcosa di più, senza necessariamente aver bisogno di un uomo”. Ilenia Pastorelli interpreta Chicca, piena di rabbia e alla ricerca della sua identità mentre Silvia D’Amico è sua sorella Caterina, nerd più riflessiva. “Queste donne sorprendono gli uomini con un’azione di cui non vengono considerate capaci” dice Ambra “e le cose non sono così cambiate. – sottolinea Michela Andreozzi che si ritaglia anche il ruolo di poliziotta assistente di Argentero- Veniamo ancora pagate di meno, senza appoggi esterni fatichiamo a trovare spazio, le madri devono fare 300 cose insieme, e se viviamo delle inquietudini, come Chicca nel film, spesso non vengono comprese”.Era “il mio sogno fare da grande una rapina, sto capendo come si fa – scherza Ilenia Pastorelli -. Il mio è un personaggio molto arrabbiato con la vita e ha il coraggio di esserlo, mentre le donne spesso tendono a reprimersi per non esporsi e essere giudicate male”. Silvia D’Amico ha aderito “subito alla storia per la verità che contiene. Le protagoniste reagiscono a una società chiusa unendosi, compiendo un gesto di ribellione”. In un film, dove gli uomini vengono raccontati in tonalità diverse dall’incarnazione del male (Vado), al “prete figo’ (Max Tortora), il commissario Gianni Morandi, con baffi e capelli sale e pepe, è una presenza empatica: “per prepararmi Michela ha cominciato a mandarmi foto di Tom Selleck e William Hurt – dice sorridendo Argentero – io ho pensato principalmente al mio papà. Al suo essere uomo, che qui rappresenta un contraltare ai personaggi maschili negativi della storia. Siamo in un momento storico in cui fare un complimento a donna sembra a volte quasi un’aggressione, in realtà conta come lo fai”.Per la regista era importante anche rendere al meglio la parte action della storia: “ho studiato e sudato – dice Michela Andreozzi -. Ho una grandissima passione per Soderbergh, ma ho pensato anche alle comedy più spiritose come The italian job”. Sul set di sicuro si respira grande armonia: “La verità è che pensavo fosse molto difficile coordinarsi in un cast di donne invece tra noi si è creato un bell’equilibrio – commenta Ilenia Pastorelli – poi le quote rosa alla regia in Italia sono poche, vanno sostenute”. Ambra però non ci sta a una limitazione ‘di genere’ per il film: “l’ho accettato perché fa ridere e riflettere non perché è diretto da una donna. Non chiudiamo nei cliché”.

– FIRENZE

–  Uno sfolgorante Leonardo da Vinci, versione scienziato e hi-tech, abbraccia di nuovo Firenze con il Codice Leicester (già codice Hammer), i 72 fogli manoscritti a cui il genio del Rinascimento affidò le sue intuizioni scientifiche e tecniche. Occasione, la grande mostra-evento – anticipatrice delle celebrazioni 2019 per i 500 anni della morte – intitolata ‘L’acqua microscopio della natura’. Curata da Paolo Galluzzi e aperta fino al 20 gennaio, la rassegna è stata progettata e realizzata da una possente batteria di enti promotori: Gallerie degli Uffizi, Museo Galileo, Mibact, Firenze Musei e Fondazione CrFirenze. Tutti insieme scommettono sul codice prestato da Bill Gates e su altri manoscritti (fra cui fogli del Codice Atlantico e del Codice Arundel) per rendere popolare il Leonardo scientifico quanto il Leonardo pittore grazie anche ad un apparato tecnologico che accompagna il visitatore in tutto il percorso espositivo. Filo conduttore della mostra è l’acqua e le intuizioni che Leonardo vi legò nei suoi studi. Acqua intesa sia come elemento fisico dei corpi terrestri, la Luna e la Terra su tutti, sia per sfruttarne l’energia e la forza a vantaggio dell’uomo, sia come protagonista della natura per cui Leonardo vi riporta sue prime intuizioni geologiche tipo i fenomeni di erosione, sia come elemento spirituale. In realtà sono numerosi gli spazi del sapere verso cui il genio di Vinci riconduce l’acqua, in un vasto impegno ‘multidisciplinare’. “Abbiamo voluto mettere al centro un codice scientifico perché fare oggi una mostra-carrozzone su Leonardo è impossibile e sbagliato – spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – Evidenziare l’aspetto scientifico di Leonardo in un museo d’arte rende evidente che Leonardo quando è pittore è scienziato, e quando è scienziato è anche pittore”. Il sottosegretario ai beni culturali Lucia Borgonzoni sottolinea che “la scelta su Leonardo inventore, scienziato, può farlo diventare tra i giovani più popolare del Leonardo pittore”. “E’ un poliedrico che può fare quel qualcosa in più per avvicinare i giovani alla cultura.- dice – Se fosse vivo oggi, probabilmente sarebbe pieno di follower uno come Leonardo”. Per il sindaco di Firenze Dario Nardella la mostra “è un inno al Rinascimento”. Mezzo decisivo per favorire la miglior comprensione, come spiega il curatore Paolo Galluzzi, è il Codescope, collocato su numerosi schermi: è uno strumento digitale molto avanzato che consente al pubblico di sfogliare manoscritti e leggere i fogli grazie a un rovesciamento speculare della tipica scrittura mancina, da destra a sinistra, di Leonardo, potendo leggere ‘per diritto’, da sinistra a destra. Così annotazioni, esperimenti, i suoi ragionamenti vengono proposti in maniera pop, in una fase, attuale, di grande consumo di tecnologie da parte di tutti. In aiuto sovvengono pure supporti multimediali e figure. Diluire gli aspetti più complessi di Leonardo è il nuovo must che si sperimenta a Firenze.

-Il caso Cucchi in un graphic novel che arriva in libreria il 12 novembre e sarà presentato in anteprima a Lucca Comics&Games allo stand NAP 298 della casa editrice romana Round Robin che lo pubblica. E’ ‘Il Buio, la lunga notte di Stefano Cucchi’, un’opera a fumetti, con la prefazione di Ilaria Cucchi. Firmato dalla giornalista Floriana Bulfon che scrive sull’Espresso e dall’autore noir e sceneggiatore Emanuele Bissattini, con i disegni di Domenico Esposito e Claudia Giuliani, che saranno allo stand della Round Robin dal 1 al 4 novembre per il firma copie e un disegno originale, il graphic novel ricostruisce gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009 nel reparto penitenziario dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma, e ripercorre l’intera vicenda processuale, lunga, complessa e ancora in corso, fino alla recente confessione di uno dei carabinieri. Ne ‘Il Buio’ anche la rabbia e il dolore di una famiglia ancora in cerca di verità e la necessità di fare luce, una volta per tutte sulla morte di Stefano, arrestato la notte del 16 ottobre 2009 dai carabinieri per possesso di stupefacenti. “La ricostruzione di ciò che è accaduto per noi è stato davvero il Buio. Il Buio in cui ci siamo trovati per tutte quelle ore e quei giorni prima di vedere il corpo martoriato di mio Fratello Stefano. Il buio durato nove anni prima che un elemento portasse alla definizione di una verità che speriamo venga presto accertata. Il potere di questo fumetto è di interpretare e descrivere anni di indagini e depistaggi che finalmente riprendono luce dopo nove lunghissimi anni. Una notte lunghissima per tutta la nostra famiglia” scrive nella prefazione Ilaria Cucchi che ha seguito la realizzazione del graphic novel che apre le porte su un’inchiesta che ha mobilitato tutta l’opinione pubblica italiana. Oltre nove anni ripercorsi all’interno delle aule di Tribunale, spiega in una nota la casa editrice, “tra presunte bugie, depistaggi, verbali “corretti” e relazioni falsificate” che sono gli elementi su cui si basa ‘Il buio. La lunga notte di Stefano Cucchi’. Il libro a fumetti sarà presentato poi il 27 novembre alla Ibs a Roma e il 5 dicembre a ‘Più libri più liberi’ alla Nuvola di Fuksas all’Eur da Ilaria Cucchi e dal direttore de L’Espresso, Marco Damilano.

CINEMA MUSICA CULTURA

VENEZIA

– Due film italiani di Biennale College – Cinema partecipano all’Historica Film Festival, in corso fino al 4 novembre a Kyoto (Giappone). La partecipazione è organizzata dalla Biennale di Venezia con l’Istituto Italiano di Cultura di Osaka. I due titoli selezionati sono Chromatica (2017) di Flavio Costa, proveniente da Biennale College Cinema-Virtual Reality, prima edizione; e Beautiful things (2017) di Giorgio Ferrero, proveniente da Biennale College-Cinema, quinta edizione. Con questa presenza in Giappone, Biennale College – Cinema si aggiunge così per la prima volta al progetto culturale di promozione e diffusione del cinema italiano nel mondo, che la Biennale di Venezia organizza per la circuitazione dei film italiani della Mostra del Cinema, dal 2005 in Brasile, dal 2006 in Russia, dal 2012 in Corea, dal 2014 in Croazia, Libano e Singapore, dal 2017 nelle Filippine.
– NAPOLI

– E’ ‘Dogman’ di Matteo Garrone il ‘film europeo dell’anno’ a Capri, Hollywood 2018: il regista dell’opera candidata dell’Italia all’ Oscar2018, sarà premiato nel corso della 23/a edizione dell’International film fest (26 dicembre-2 gennaio).
“La scelta del film di Garrone, straordinario protagonista Marcello Fonte già miglior attore al Festival di Cannes, è stata unanime da parte dell’ Istituto Capri nel Mondo e speriamo rappresenti un viatico in vista della corsa all’Oscar per il miglior film straniero, nomination che saranno rese note il 22 gennaio 2019″, annuncia Lina Wertmuller, presidente onorario dell’Istituto Capri nel Mondo.
‘Dogman’ prodotto dallo stesso Garrone, dal premio Oscar Jeremy Thomas, Le Pacte, Rai Cinema, distribuito nel mondo da Rai Com è ispirato ad un celebre caso di cronaca nera, il così detto ‘delitto del canaro’ avvenuto a Roma trenta anni fa, ed è stato girato in Campania.
– RIMINI

– Mercoledì sera, proprio nel giorno in cui ricorreranno i 25 anni dalla morte di Federico Fellini, scomparso il 31 ottobre del 1993, Rimini, la sua città, lo ricorderà con la proiezione al Cinema Fulgor di uno dei suoi capolavori, ‘I Vitelloni’.
Un’opera – che verrà proiettata nella sala in cui, seduto sulle ginocchia del nonno a guardare ‘Maciste all’inferno’ il ‘Maestro’ scopriva la magia del cinema – fortemente radicata nell’immaginario riminese e romagnolo, come ‘Amarcord’, e il primo film del regista a varcare i confini nazionali.
Nel tardo pomeriggio, prima della proiezione, Gianfranco Angelucci, amico e collaboratore di Fellini, presenterà il libro di Gianfranco Miro Gori ‘Rimini nel cinema’. Il doppio appuntamento si inserisce nel programma della Cineteca del Comune di Rimini, ‘Verso il 2020. 100 anni di Fellini’, per i festeggiamenti del centenario della nascita del cineasta che culmineranno, nella seconda metà del 2020, con l’inaugurazione del ‘Museo Internazionale Federico Fellini’.   [print-me title=”STAMPA”]

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