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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 3 Novembre, 2018, 07:29:14 di Maurizio Barra

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DALLE 10:39 DI VENERDì 02 NOVEMBRE 2018

ALLE 07:29 DI SABATO 03 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Roth postumo in saggi e scritti
In Perché scrivere?, sono un uccello che vola via da una gabbia

Quando l’omosessualità era una malattiaDal Sundance in sala La diseducazione di Cameron Post

Un fumetto per i Giganti di Mont’e PramaA Lucca Comics presentazione ufficiale per Il gigante di pietra

A Rimini mostra ‘Straordinario Noureev’Domani in serata in scena ‘Roberto Bolle and Friends’

A rischio monumenti ai caduti guerraItalia Nostra denuncia, solo 6000 monumenti censiti, serve banca

Carlucci riparte da Ballando on The Roadin attesa del talent vip del sabato sera dal 9 marzo su Rai1

Rossini 150, gala su Skyway Monte BiancoConcerti e grandi chef nella stazione funivia Pavillon

Giannini, giovani attori, serve coraggioIncontro tra Snc e russa Vgik, prima scuola cinema al mondo

Festa per Topolino, Cavezzano racconta’Difficile disegnarlo ma proprio per questo così interessante’

Avati, i miei 80 e la collina della vitaNel futuro Dante, Lei mi parla ancora e Polesine

Hit Parade, per i Maneskin esordio topAl secondo posto Elisa, a parti invertite in testa ai vinili

Reggio Film Festival specchio del mondoDall’8 al 19/11, tra gli ospiti John Rosengrant e Antonio Rezza

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PHILIP ROTH, ‘PERCHE’ SCRIVERE?’ (EINAUDI, PP 446, EURO 22) – Primo Levi sapeva ascoltare e lo faceva “concentrato e immobile come uno scoiattolo che osservi qualcosa di sconosciuto dalla cima di un muretto di pietra”. Lo racconta Philip Roth in una delle interviste, tratte da ‘Chiacchiere di bottega’, raccolte ora nell’atteso libro ‘Perché scrivere? – Saggi, conversazioni e altri scritti 1960-2013”, che esce postumo, nelle Frontiere Einaudi con la traduzione di Norman Gobetti.
Per questo libro che arriva a sei mesi dalla morte dello scrittore, avvenuta il 23 maggio del 2018, Roth ha selezionato i contenuti fra i suoi scritti di nonfiction, come spiega la nota ai testi, fra i quali anche alcuni inediti. “Gli scrittori, come il resto del genere umano, si dividono in due categorie: quelli che ti sanno ascoltare e quelli che non ne sono capaci” spiega Roth nel brano dedicato a Levi al quale chiede, nel loro incontro in Italia nell’autunno del 1986, di visitare, oltre alla casa dove vive, la fabbrica chimica dove l’autore di ‘Se questo e’ un uomo’ ha passato gran parte della sua esistenza, prima come chimico e poi come dirigente. Roth era sicuro di aver trovato “un nuovo, splendido amico”, ma pochi mesi dopo, in primavera, lo scrittore che gli era parso come “una sorta di brioso elfo in vitale contatto con i più profondi segreti della foresta” si suicidò.
Prezioso affresco finale del percorso letterario di Roth, che di fatto coincide con la sua vita, e dell’eredita’ che ci ha lasciato l’autore di Lamento di Portnoy, questa raccolta divisa in tre parti, contiene 37 saggi, tra cui quelli letterari degli anni ’60 e ’70, uno scambio epistolare con Mary Mccarthy, discorsi e interviste tra cui due rilasciate dopo l’addio alla scrittura nel 2012, a 79 anni. ‘Perché scrivere?’ vede l’autore di Pastorale americana, Premio Pulitzer 1997, intrattenere un dialogo con la sua opera narrativa rivelandoci al tempo stesso le sue tante passioni e l’acutezza del suo sguardo sul presente. Tra i brani anche una lettera a Wikipedia scritta nel 2012 dopo aver rilevato una “grave inesattezza” nella voce a proposito del suo romanzo ‘La macchia umana’ e dopo la risposta ricevuta alla richiesta, attraverso un interlocutore ufficiale, di cancellarla. “Capisco il suo punto di vista, secondo cui l’autore sarebbe la principale autorità riguardo alla propria opera, ma noi ci basiamo su fonti secondarie” scrive l’amministratore di Wikipedia, come racconta lo scrittore.
Dopo 31 libri, di cui 27 opere di narrativa, Roth più volte candidato sicuro alla vittoria del Nobel, mai ingiustamente vinto, spiega che “le idee dello scrittore risiedono nell’azione di un romanzo, dalla prima all’ultima pagina”. “La linfa vitale della narrativa è la concretezza, l’incessante concentrazione sui particolari, il fervente interesse per la natura singolare delle cose e la profonda avversione per le generalizzazioni” dice Roth nel discorso per l’ottantesimo compleanno, il 19 marzo 2013.
Tra le conversazioni con altri scrittori anche quella con Milan Kundera a Londra e nel Connecticut sul totalitarismo e il destino del romanzo e con Edna O’Brien con cui parla dell’esilio volontario’ dall’Irlanda e in apertura del libro uno scritto del 1973 dedicato a Kafka. E cita, ribaltandolo, un aforisma dell’autore de ‘Il castello’ quando spiegando il suo addio alla scrittura dice: “Adesso sono un uccello che vola via da una gabbia e non più un uccello che cerca una gabbia”.
Del “lato indecoroso” di ‘Lamento di Portnoy’, quarto di trentuno libri, in cui il sesso e il piacere vengono affrontati in forma esplicita e tragicomica, Roth dice, “non sarebbe stato altrettanto allettante (e, per molti, altrettanto offensivo) se non fosse per l’altro elemento chiave che in quel momento storico ha reso il disdicevole protagonista più interessante di quegli americani la cui armatura psicologica era stata devastata dagli anni Sessanta: l’uomo che si dichiarava colpevole di atti sessuali proibiti e flagranti offese all’ordine famigliare e al buon costume era un ebreo” afferma Roth in uno scritto del 1974.
E nel 2014 sottolinea: “Nello scriverlo, cercavo di liberarmi da una cosa soltanto: lo scrittore che ero stato”.
Un film delicato, ma con un tema forte: quello dell’omosessualità vista come una malattia da cui ci si salva solo odiando se stessi. E’ ‘La diseducazione di Cameron Post’, tratto dal romanzo di Emily M. Danforth (in uscita in Italia per Rizzoli il 23 ottobre) e in sala dal 31 ottobre: nessuna morbosità né eccesso, anche grazie alla recitazione calibrata della protagonista Chloe Grace Moretz (Suspiria, Sils Maria, Hugo Cabret) e per merito della regista newyorkese di origini iraniane Desiree Akhavan. Così nel film, più che il senso di colpa della protagonista, lo stupore di essere accusate di qualcosa che si avverte come naturale.
Già vincitore dell’ultimo Sundance Film Festival, il film ci porta in un passato non troppo lontano, il 1993. Siamo in una cittadina del Montana, quando la giovane Cameron Post viene sorpresa dal suo ragazzo a baciarsi appassionatamente in auto con una sua amica durante il ballo della scuola. Scoppiato lo scandalo, i genitori non ci pensano due volte e la giovane viene spedita in un centro religioso, God’s Promise, in cui una terapia di conversione dovrebbe ‘guarirla’ dall’omosessualita.    Ma Cameron, dopo un iniziale sbandamento, diventa sempre più insofferente alla disciplina e ai dubbi metodi del centro. Così stringe amicizia con altri ragazzi, trovando quella solidarietà e quella comunanza tanto da creare alla fine una comunità orgogliosa e consapevole della propria identità.
“C’era qualcosa di davvero speciale nel libro – dice la regista -, era ricco di ironia e aveva un gruppo di giovani personaggi ben delineati. Ognuno di loro finisce al centro di conversione per motivi diversi e ognuno reagisce alla situazione in modo diverso”.
La Akhavan poi poteva attingere alla sua personale esperienza in un centro di riabilitazione, dove era andata ventenne per curare un disturbo del comportamento alimentare.
“Mi e piaciuto raccontare una storia ambientata in un centro di riabilitazione -dice -, il cui obiettivo e sempre farti stare meglio: ma cosa vuol dire esattamente stare meglio? E nel caso del centro God’s Promise, come e possibile per Cameron stare meglio se non puo ‘to pray away the gay’, come recita il classico slogan di questi campi religiosi? Questo e stato il nostro punto di partenza”.
“Cameron ha una forte consapevolezza di se – dice invece la Moretz -. Non nega la propria sessualità, ne se ne vergogna.
Fin dall’inizio sa cosa le sta accadendo, sa di essere finita a God’s Promise non perche ha fatto qualcosa di sbagliato, ma semplicemente perché stata scoperta. E una persona straordinaria, che pur essendo finita in una situazione orribile non si chiude in se stessa ma cerca comunque di dare il meglio come persona”.
Frase cult del film quella che dice la stessa Cameron Post a chi le contesta di non aver comunque subito alcuna violenza al centro di riabilitazione: “sì – dice -, ma ci sono anche i maltrattamenti emotivi come quelli di spingere le persone a odiare se stesse”.
Sul red carpet di La diseducazione di Cameron Post ci saranno Women in Film, Dissenso Comune e le Firmatarie Carta per la parità e l’inclusione.
– CAGLIARI

– I miti, le leggende e la storia della Sardegna diventano un fumetto e i Giganti di Mont’e Prama – le antiche statue dei guerrieri e degli arcieri di pietra ritrovate a Cabras – si trasformano in robot alla Goldrake per difendere la terra. È l’idea dello sceneggiatore Marcello Lasio e dei disegnatori Jean Claudio Vinci e Maurizio Nonnis, tutti sardi appartenenti all’associazione Chine Vanti di San Gavino Monreale, presentata in questi giorni in un fumetto distribuito alla manifestazione internazionale Lucca Comics.
I tre autori si sono ispirati alle importanti scoperte archeologiche di Mont’e Prama, per realizzare un romanzo a fumetti che unisce le tradizioni sarde ai cartoni animati degli anni ’70 come Jeeg Robot d’Acciaio. Come nei cartoni animati, il plot è quello dei più classici: gigantesche creature demoniache attaccano la terra con l’intento di sterminare l’intera umanità, mentre le grandi potenze mondiali cercano di organizzare una difesa efficace. Contestualmente l’adolescente Jonathan, protagonista del fumetto, attiva un potente manufatto che gli permette di richiamare, dalle viscere della terra, un formidabile gigante, fatto di pietra con il quale combatte per difendere la terra.
“L’idea nasce dalla mia esigenza di raccontare una storia che parlasse di ‘robottoni’, come quelli che vedevo in Tv da bambino – sottolinea Marcello Lasio, sceneggiatore, creatore letterario – I Giganti di Mont’e Prama mi hanno concesso quest’opportunità”. A tracciare le linee del personaggio ci ha pensato Jean Claudio Vinci. “Marcello mi parlò di un fumetto che mischiava Devilman, Jeeg e i Brebus, in chiave horror e per un pubblico adulto – racconta il disegnatore – Durante la lavorazione aggiustammo un po’ il tiro decidendo di rivolgerci a un pubblico più giovane, ma le venature horror sono rimaste quasi intatte”.
Al team si è poi affiancato il disegnatore Maurizio Nonnis.
“Le fonti d’ispirazione sono molteplici: tutta la produzione di Go Nagai, L’attacco dei Giganti (Hajime Isayama) e chiaramente Il Gigante di Ferro della Warner Bro”. Adesso la Sardegna ha anche i propri robot di carta.

– RIMINI

– Inaugurazione domani pomeriggio, al Teatro ‘Galli’ di Rimini, per la mostra ‘Straordinario Noureev’, una esposizione di fotografie realizzate da Francette Levieux e curata da Maria Perchiazzi Guaraldi, Thierry Fouquet, vice-presidente della Fondazione Noureev ed ex direttore dell’Opéra di Parigi e Daniel Agésilas, già direttore del Conservatorio Nazionale di Parigi.
La mostra, allestita nel foyer del teatro, è ospitata in esclusiva per l’Italia in occasione del 25esimo anniversario della scomparsa del ballerino russo.
In serata, il palcoscenico del ‘Galli’ sarà tutto per la danza di ‘Roberto Bolle and Friends’. Lo spettacolo – che vede protagonista l’etoile della Scala e principal dancer dell’American Ballet Theatre di New York – è il secondo atto delle celebrazioni per la rinascita del teatro romagnolo a 75 anni dai bombardamenti che lo distrussero nel 1943. il 10 e l’11 dicembre, toccherà a Valery Gergiev, celebrare la rinascita della struttura dirigendo il ‘Simon Boccanegra’ di Giuseppe Verdi.

– Si trovano nelle piazze e sulle facciate di Municipi ed edifici storici di tutto il paese, a ricordare i 650 mila soldati italiani morti nella Prima Guerra Mondiale: sono i monumenti e le epigrafi ai Caduti presenti in tutta Italia, un patrimonio diffuso che in molti casi è ormai purtroppo un insieme di simboli dimenticati e abbandonati all’incuria. E’ la denuncia fatta dall’associazione Italia Nostra per portare all’attenzione delle istituzioni beni che meriterebbero di essere protetti e restituiti alla fruizione pubblica. Secondo l’associazione, anche il censimento avviato dal Mibac proprio in occasione del centenario della Grande Guerra andrebbe incentivato: lo dimostra il fatto che solo 6 mila monumenti ai Caduti sono stati censiti sui 12 mila stimati.
Ecco perché servirebbe la creazione da parte di Mibac, Ministero della Difesa e Comuni italiani e Anci, di un progetto congiunto di censimento e catalogazione nazionale di tutte le lapidi e monumenti, per realizzare una banca-dati consultabile online.

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L’instancabile Milly Carlucci, che non sbaglia quasi mai un colpo quando si tratta di scovare chi è tagliato per un passo a due, tra centinaia che si presentano ai provini da nord a sud dello stivale, riparte da Reggio Emilia, con il suo show itinerante ‘Ballando on The Road in cerca di talenti’. In attesa di rivederla al comando dal dal 9 marzo di ‘Ballando con Le Stelle’, in onda in prima serata su Rai1 fino all’11 maggio il sabato sera, al suo fianco come sempre Paolo Belli, i giudici e i concorrenti vip. A proposito a che punto siamo ci può anticipare qualcosa? “La verità – risponde – è che sarà la quattordicesima edizione e qualcosa di rivoluzionario ci inventeremo, ma siamo in alto mare, i casting sono partiti a fine giugno, io non lascio nulla al caso”. Tornando a Ballando on The Road, sei tappe, dodici appuntamenti dedicati ai ballerini di tutti gli stili, di tutte le età. Al Via il 3-4 novembre da Reggio Emilia e si termina il 16 dicembre a Roma passando per Catania, Molfetta, Vimercate e Marcianise

– AOSTA

– Le arie di Gioachino Rossini e i sapori delle eccellenze italiane raggiungeranno il Monte Bianco.
Nell’ambito del 150/o anniversario della morte del compositore si svolgerà domani, a partire dalle 18.30, sulla funivia Skyway del Monte Bianco l’evento ‘Rossini alpine opera gala’, promossa dal Comune di Pesaro. Gli ospiti dell’evento saliranno fino ai 2.173 metri di altitudine della stazione del Pavillon. In ciascuna delle cabine panoramiche trasparenti li attenderà un musicista, mentre nelle postazioni food & beverage, curate da chef stellati i cantanti d’opera saranno pronti ad intonare le celebri melodie del pesarese. Una serata che rende omaggio alla natura ‘doppia’ del compositore: immenso musicista, ma anche raffinatissimo Gourmet. Dopo la cena andrà in scena nel Teatro delle Alpi il Rossini Alpine Opera Gala con il soprano Giorgia Paci e il baritono Daniele Antonangeli, accompagnati al piano da Tamuna Giguashvili.
– L’unica cosa “che si può dire ai giovani attori è di avere coraggio, di non aver paura di sbagliare. Io non insegno a dire la battuta. La base è insegnare la gioia di vivere. Se non hai quella, cosa comunichi?”. Parola di Giancarlo Giannini, che alterna ai set (come Notti magiche di Virzì e la miniserie di George Clooney Catch-22), l’impegno come coordinatore del Corso di recitazione alla Scuola Nazionale di Cinema, che ha appena ospitato i ‘Vgik days in Italy’, in occasione dei 100 anni dalla fondazione della Vgik di Mosca prima scuola di cinema al mondo. Due giorni di masterclass e incontri culminata nel doppio spettacolo di alcuni allievi delle due scuole. La realtà di oggi “è molto più complessa – spiega Giannini -. Fellini, più di 30 anni fa mi diceva ‘Giancarlino, il cinema è finito. Non subito, ma andremo al cinema come ad un museo’. E’ un po’ così, anche se il cinema in realtà, non è finito. E’ cambiato il mezzo per raccogliere le immagini e siamo ancora all’inizio”.
– LUCCA

– Topolino ha novanta anni. E non poteva esserci miglior posto in Italia per celebrare la festa: il Lucca comicsandgames, evento dedicato a fumetto e giochi da tavolo ed elettronico in corso di svolgimento in questi giorni in Toscana. Tutti a spegnere le simboliche candeline in compagnia delle matite nazionali che in questi decenni hanno disegnato le storie ambientate a Topolinia. Ma anche nel passato, nel futuro, nello spazio e su altri pianeti. Il vero compleanno è il 18 novembre. Ma, di fronte a un’occasione come quella di Lucca, si è preferito giocare un po’ d’anticipo.
“Topolino – ha detto Giorgio Cavazzano, firma storica del fumetto ora edito da Panini – è un personaggio difficile da disegnare, è piccolo, ha una mimica facciale molto delicata, basta poco perché diventi un altro personaggio, ma proprio per questo è così interessante. Abbiamo la certezza che Topolino continuerà a essere interessante. E un personaggio camaleontico, capace di passare da un mondo all’altro, è un’avventura continua”.
Il regista e scrittore Pupi Avati, ottanta anni il 3 novembre, ha tanta vita alle spalle e altrettanta voglia di vivere. Così nel suo futuro, a parte ‘Il signor Diavolo’ in sala a marzo, ancora tre film ‘necessari’ da fare: uno su Dante; uno ispirato al libro di Giuseppe Sgarbi ‘Lei mi parla ancora’ e uno dedicato all’alluvione del Polesine del 1951: Floating coffins. Il regista, classe 1938, racconta la sua visione del tempo attraverso una metafora che viene da quel mondo contadino che lui ama tanto. Ecco quello che ha detto di passato e futuro: – LA COLLINA DELLA VITA – La cultura contadina vede la vita come una collina sulla quale si sale credendo che, arrivando alla cima, ti accadrà tutto quello che ti aspettavi e credi aver meritato. Per esempio: essere più amato e considerato. Ma la vita è in realtà un’ellisse. Si percorre il primo quarto, dalla nascita fino all’adolescenza, dove impari tutto: camminare, mangiare e vivere con la convinzione che tutto ciò che ti accade sarà per sempre. I bambini infatti non hanno la sensazione della deperibilità, pensano che la loro madre ci sarà per sempre e che tutte le cose resteranno uguali. Nella seconda fase dell’ellisse si passa poi dall’adolescenza all’età adulta. Qui si impara un mestiere e si è proiettati verso il futuro. Ma questa fase la ragione non ti fa più credere all’immutabilità delle cose. Nella terza fase poi arrivi alla cima della collina e ti accorgi che il primo tratto dell’ellisse era infinitamente più interessante di quello che verrà dopo. Qui avviene lo scollinamento, ovvero inizi a guardare al passato con nostalgia, il fisico poi comincia a diventare recalcitrante e tutto quello che ti era facile fare diventa complicato. Tutto questo precede la quarta parte: la vecchiaia. La parte parte più spaventosa e affascinante. In questa fase vorresti tornare a essere bambino, hai nostalgia dell’infanzia, diventi fragile e somigli sempre più al bambino che sei stato.
I vecchi e bambini comunicano molto bene perché sono entrambi vulnerabili. È per questo che li vedi ridere e piangere con tanta facilità. C’è in loro la voglia di tornare indietro, di tornare a passeggiare, mano nella mano, con mamma e papà .
DANTE – Per questo film mi ispirerò al Trattatello scritto da Boccaccio che nel 1350 andò a Ravenna per incontrare la figlia suora di Dante, Beatrice, e consegnarle dieci fiorini d’oro a nome dei capitani della compagnia di Orsanmichele a risarcimento del male fatto a suo padre. Lì Boccaccio iniziò a scrivere una suggestiva biografia di Dante. Un film questo da girare nel 2021 e che ha già il patrocinio del governo e dell’Accademia della Crusca. FLOATING COFFINS – Mi ispirerò all’alluvione del Polesine del ’51 per Floating Coffins. In quell’occasione si allagarono paesi e cimiteri, con tanto di bare che emersero perdendosi nella piena del Po. Nel paese di Lio Piccolo le bare di due fratelli non vennero più trovate e da lì iniziò una serie di misteriosi delitti LEI MI PARLA ANCORA è invece un film sull’amore ‘per sempre’ ispirato al libro omonimo di Giuseppe Sgarbi, padre del critico d’arte, che racconta l’immenso dolore di quest’uomo alla morte dell’amata moglie che conosceva da ben 64 anni. Per il ruolo del protagonista mi piacerebbe avere Johnny Dorelli mentre per quello della moglie mi affiderei a tre diverse attrici.

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Sono due le novità che balzano immediatamente al vertice della classifica di questa settimana e che si contendono sia quella degli album che quella dei vinili.
Al primo posto della hit parade per quanto riguarda gli album troviamo i Maneskin con il loro disco d’esordio ad un anno dall’avventura di X Factor: Il ballo della vita. Ma il gruppo romano rimane anche al vertice della classifica dei singoli con Torna a casa, classifica in cui piazzano anche altri tre singoli nei primi dieci: Le parole lontane, L’altra dimensione, Morirò da re. Tornando agli album al secondo posto troviamo Elisa con il suo Diari aperti, che però è il più venduto dei vinili seguito in questo caso sempre dai Maneskin a parti invertite. Scende in terza posizione Giovani, album di Irama che era al primo posto la scorsa settimana sempre nella classifica FIMI/GFK degli album più venduti in Italia. Al quarto posto troviamo Alessandra Amoroso, con “10”, che celebra il suo esordio nel programma Amici proprio dieci anni fa. Scendono in quinta posizione Lady Gaga & Bradley Cooper con il loro A star is born colonna sonora del film omonimo. Mentre al sesto posto troviamo un altro debutto eccellente in una settimana dominata dalle novità. Si tratta di Si di Andrea Bocelli. Sul settimo gradino TheGiornalisti con Love, seguiti da Supereroe di Emis Killa che la scorsa settimana era al secondo posto, nono Ultimo con Peter Pan. Chiude la top ten l’ultima delle novità, ovvero Lucio Dalla con Duvudubà. Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 26 ottobre al primo novembre:
1) IL BALLO DELLA VITA MANESKIN (RCA RECORDS LABEL SONY)
2) DIARI APERTI ELISA (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)
3) GIOVANI, IRAMA (WARNER BROS-WMI
4) 10, ALESSANDRA AMOROSO (COLUMBIA-SONY)
5) A STAR IS BORN, LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)
6) SÌ ANDREA BOCELLI (SUGAR ARTIST FIRST)
7) SUPEREROE, EMIS KILLA (CAROSELLO RECORDS- ARTIST FIRST)
8) LOVE, THEGIORNALISTI (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST)
9) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)
10) DUVUDUBÀ LUCIO DALLA (RCA RECORDS LABEL SONY)
Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:
1) TORNA A CASA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)
2) TAKI TAKI, DJ SNAKE FEAT. SELENA GOMEZ, OZUNA & CARDI B (VIRGIN- UNI)
3) SHALLOW, LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN- UNI)
4) CAMBIARE ADESSO, DARK POLO GANG (VIRGIN UNI)
5) LE PAROLE LONTANE, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL SME)
Questa è la classifica dei vinili:
1) DIARI APERTI ELISA (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)
2) IL BALLO DELLA VITA MÅNESKIN (RCA RECORDS LABEL SONY MUSIC ENTERTAINMENT).

– REGGIO EMILIA

– REGGIO EMILIA

– E’ dedicata al dialogo interculturale la 17/a edizione di Reggio Film Festival, in programma dall’8 al 19 novembre: ‘Specchio/Mirror’ è il titolo-tema per un’idea di arte che si pone come “specchio del mondo”, come possibilità di “restituire allo sguardo del fruitore una diversa consapevolezza della realtà circostante e delle sue infinite rappresentazioni”.
“Il Festival – anticipa l’ideatore e direttore artistico, Alessandro Scillitani – si aprirà con John Rosengrant, il più grande creatore di effetti speciali di Hollywood, supervisore di Avatar, Hunger Games, Revenant, Avengers e Jurassic World”.
Proseguirà poi con Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Leoni d’oro alla carriera per il Teatro 2018, che presenteranno alcuni loro cortometraggi. In programma anche musica, dalle Sorelle Marinetti alla contrabbassista Caterina Palazzi, e il ‘Cinebus’ del Teatro dell’Orsa. Tra gli ospiti internazionali pure la regista norvegese Iram Haq, che presenterà ‘Cosa dirà la gente’, candidato agli Oscar 2019.   [print-me title=”STAMPA”]

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