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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 6 Novembre, 2018, 13:00:34 di Maurizio Barra

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DI MARTEDì 06 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Muse, ecco il lato umano della tecnologia
‘Simulation Theory’ è nuovo album. A luglio due live in Italia

Tv: American Horror Story, in Italia l’8/a stagioneCi saranno anche Jessica Lange e Joan Collins

Apre vendita ticket per Vasco a MilanoPreviste 4 date a giugno, le uniche insieme a Cagliari

Libri d’artista e ‘Pagine da collezione’Labirinto della Masone: da Picasso a Warhol, da Manet a Matisse

Strega Ragazze e Ragazzi, i finalistiNelle due categorie di lettori e lettrici +6 e +11

Abu Dhabi, mistero per Salvator MundiNon è stato esposto museo Emirati e non compare in eventi

Storico, prima sicurezza Basilica Norcia”Garantire sia antisismica” invito di Romano Cordella

‘Uomini in trincea’ a RoveretoCimeli della collezione Damin alla Biblioteca civica Tartarotti

Da intelligenza artificiale 8 by YooxStile nasce da software che indaga web a indicatori predittivi – La stagione della caccia, ciak a Scicli
Film del regista Roan Johnson tratto dal romanzo di Camilleri

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Sono sempre visioni sul futuro, sulle potenzialità della tecnologia e su un modo sperimentale di suonare qualcosa che non è solo rock, quelle dei Muse che tornano in scena con un nuovo album e un nuovo tour mondiale annunciato per il prossimo anno.
Il lavoro da studio, l’ottavo della carriera della band di Matt Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme, s’intitola ‘Simulation theory’ ed esce questo venerdì con una scaletta di undici brani, da ‘Algorithm’ fino a ‘The void’, nati per gradi e con l’intervento di produttori anche molto diversi tra loro, come Timbaland, Rich Costey, Mike Elizondo e Shellback.
“Rispetto all’album precedente – ha raccontato Bellamy a proposito del nuovo lavoro, che fa seguito a ‘Drone’ – abbiamo voluto cambiare un po’ la prospettiva, sperimentando con suoni diversi e pensando alla tecnologia con un’ottica differente: non solo come un male e un potenziale pericolo per il futuro, ma piuttosto come possibilità di fuga da una realtà sempre più brutta o noiosa. La filosofia alla base del nostro ragionamento è quella secondo la quale la tecnologia, in ogni caso, non ci può fermare. E’ qualcosa con cui oggi possiamo anche interagire senza per forza doverla subire passivamente”.
Futuristico è anche il lato visuale del nuovo progetto discografico, la cui cover è ispirata a un immaginario cinematografico mutuato dagli anni Ottanta. Alla stessa epoca saranno ispirati anche i video che accompagneranno tutte le canzoni dell’album. “Abbiamo deciso – ha spiegato Chris – di affidare tutti i video allo stesso regista. Questo perchè, avendo pensato le canzoni come capitoli separati, ci è sembrato interessante farli invece rappresentare da uno stesso sguardo cinematografico sul fronte dei video. Per noi è sempre stato impegnativo pensare alla parte visuale di ogni album, mentre questa volta ci abbiamo pensato solo a lavori fatti, privilegiando le canzoni”.
‘Simulation theory’ sarà pubblicato in tre diversi formati, uno standard con undici brani, uno deluxe che di titoli ne contiene sedici e uno super-deluxe con ventuno titoli, comprese versioni acustiche di brani in scaletta, remix e una versione di ‘The Dark Side’ fatta assieme alla UCLA Bruin Marching Band. “La distinzione tra generi musicali differenti aveva un senso vent’anni fa – ha detto ancora Bellamy – mentre oggi la contaminazione è fondamentale per ottenere qualcosa di originale e fa anche parte della normale evoluzione delle cose. Da parte nostra, ci divertiamo sempre a sperimentare strade non ancora percorse”.
Se il prossimo 13 dicembre i Muse saranno i super ospiti internazionali della finale italiana di X Factor, con il 2019 per la band sarà tempo di rimettersi in marcia con un nuovo tour mondiale che inizierà in America nelle arene al chiuso, per poi proseguire tra ‘indoor’ e stadi in giro per il mondo. In Italia, le date al momento annunciate sono due: il 12 luglio allo stadio di San Siro a Milano e il 20 dello stesso mese allo Stadio Olimpico di Roma. “L’obiettivo per il prossimo tour – ha spiegato Dominic – è quello di creare uno spettacolo più ‘umano’. Ci sarà sempre qualcosa di futuristico ma saremo anche a più stretto contatto con il pubblico, magari con un secondo palco al centro degli stadi. Ma ci stiamo ancora pensando”.

Arriva in Italia, dal 7 novembre (ogni mercoledì alle 21,50 su Fox, canale 112 di Sky) l’ottava stagione di American Horror Story, la serie horror creata da Ryan Murphy, uno degli autori più prolifici del piccolo schermo, lo stesso di Glee, Nip & Tuck, 9-1-1, Feud.    Insieme alle consuete protagoniste Ms. Meade, Madison Montgomery e Cordelia (rispettivamente Kathy Bates, Emma Roberts e Sarah Paulson), ci saranno quest’anno anche Jessica Lange e Joan Collins e, se per quest’ultima si tratta di un debutto nella serie horror, per la Lange – che diretta da Murphy aveva interpretato Joan Crawford in Feud – è invece un ritorno.    L’attrice infatti era stata protagonista delle prime stagioni di American Horror Story e ora questa ottava, dal sottotitolo Apocalypse, sarà un crossover tra Murder House e Coven, rispettivamente primo e terzo anno della serie. “Sì, Jessica è tornata a interpretare Constance, il personaggio che fu in quelle due stagioni”, dichiara l’autore. Come Re Mida, tutto quello che tocca Ryan Murphy, si trasforma in oro in termini di ascolti e favori della critica televisiva.    Per Kathy Bates è la creatività dell’autore a fare la differenza: “Con i miei anni di esperienza alle spalle poche volte un copione riesce a stupirmi. Con Murphy invece leggo e penso ‘accidenti, non mi aspettavo questo’ oppure ‘certo, questo funziona meravigliosamente con quello che è successo la puntata scorsa’. Per un attore consumato è una boccata di aria fresca. Mi riporta ai tempi dei miei inizi, in cui facevo teatro e studiavo in religiosa concentrazione ogni parola del copione”.    Il protagonista maschile della stagione sarà Michael Langdon (interpretato da Cody Fern), già apparso durante la prima stagione, Murder House, e riconosciuto come l’anticristo. E’ infatti dalla prima stagione che i riferimenti biblici della serie continuano a articolare la storia. “La bellezza di una serie come questa – dice l’attore – sta nel fatto che ha più chiavi di lettura e riesce ad essere interessante sia per chi vuole solo godersi il thriller che per chi apprezza i riferimenti culturali. Inoltre c’è una chiave ironica, quasi comica che stempera la tensione. Per noi attori la bellezza sta nel fatto che spinge sempre un po’ oltre i confini della zona in cui ti senti a tuo agio. Prova a dire a Ryan Murphy ‘Questa cosa non mi sento di farla’. Insisterà e alla fine la farai. Chi non vuole, come attore, avere l’opportunità di fare sempre qualcosa di nuovo?”. American Horror Story è stata confermata per altre due stagioni. Quella che sembra essere l’apocalisse, il giorno del giudizio finale, non rappresenterà proprio la fine di tutto.
– MILANO

– Saranno aperte da giovedì 8 novembre le vendite dei biglietti per i 4 concerti milanesi di Vasco Rossi, che tornerà a esibirsi a San Siro l’1, il 2, il 6 e 7 giugno. Saranno, insieme a quelle di Cagliari, le uniche date del NonStop Live 2019. Escluse le prove tecniche e generali, infatti, non sono previsti concerti in altre città.
Le prevendite per i primi 4 concerti di Milano – e chissà che non ce ne siano altri, visto che su facebook Vasco aveva scritto ‘come minimo’ – saranno aperte con precedenza di 26 ore per gli iscritti al Blasco Fanclub, che conta oltre 30.000 soci: dalle 10 dell’8 novembre alle 12 del giorno dopo. Alle 13 di venerdì 9 novembre inizierà invece la vendita libera dei biglietti, esclusivamente su Vivaticket.
Intanto Vasco ha già iniziato a riunirsi con i suoi collaboratori, Vince Pastano e Floriano Fini, per “buttare giù le prime interessanti idee per una scaletta perfetta”.
– PARMA

– Da Delacroix a Warhol passando per Manet, Matisse, Picasso, Klimt, Kandinskij, e ancora Depero, De Chirico, Campigli, Mattioli e Fontana: non sono quadri ma una collezione di migliaia di pagine concepite, disegnate e colorate da artisti tra i più famosi dell’Otto e Novecento, i cosiddetti ‘libri d’artista’. Dall’11 novembre al 24 marzo il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato (Parma) presenta al pubblico ‘Pagine da collezione’.
E’ un’occasione per addentrarsi nell’arte di due secoli percorrendo un sentiero non troppo frequentato: i libri in mostra, nella maggior parte a tiratura limitatissima, non sono stati creati in vista di possibili esposizioni, ma con l’unico intento di regalare piacere e orgoglio ai privati che li acquistavano e li sfogliavano in solitudine.
A riunire questi tesori e a donarli alla Fondazione Cariparma è stato Corrado Mingardi, collezionista, insegnante, bibliotecario a Busseto, musicofilo. “Una complicità – spiega Ricci – nata dalla nostra comune passione per la collezione di rarità, per la ricerca del capolavoro imprevedibile e nascosto.
Gli editori sono soliti mettere a punto una forma grafica che si ripete di volume in volume, il ‘libro d’artista’ invece è invenzione, opera d’arte a sé, forma irripetibile. Le immagini, le parole, i caratteri tipografici, il supporto, la rilegatura (che può esserci o non esserci, spesso l’opera consiste in una scatola piena di fogli sciolti), tutto è parte di un unico progetto, tutto si armonizza”.
Tutti i libri della collezione Mingardi sono raccolti in un catalogo stampato da Franco Maria Ricci in caratteri bodoniani, con la consueta cura di grafica e impaginazione. Un volume di 400 pagine che presenta i 171 libri d’artista della donazione.

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Sono state selezionate le due cinquine del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2018 nelle categorie dai 6-10 anni e dagli 11-15 anni. Ecco le cinquine: – Categoria +6: Michelle Cuevas, ‘Il fantastico viaggio di Stella’ (De Agostini), tradotto da Tania Spagnoli; Luca Doninelli, ‘Tre casi per l’investigatore Wickson Alieni’ (Bompiani), illustrato da Nicole Donaldson; Anne Fleming, ‘Una capra sul tetto’ (Mondadori Ragazzi), tradotto da Angela Ragusa; Michael Morpurgo, ‘Lo sbarco di Tips’ (Piemme), tradotto da Marina Rullo e Ingunn Thon, ‘Olla scappa di casa’ (Feltrinelli), tradotto da Alice Tonzig. – Categoria +11: Pierdomenico Baccalario, ‘Le volpi del deserto’ (Mondadori Ragazzi); Annet Huizing, ‘Come ho scritto un libro per caso’ (La Nuova Frontiera Junior), tradotto da Anna Patrucco Becchi; Maria Parr, ‘Lena, Trille e il mare’ (Beisler), tradotto da Lucia Barni; Katherine Rundell, ‘Capriole sotto il temporale’ (Rizzoli), tradotto da Mara Pace e Guido Sgardoli, ‘The Stone.
La settima pietra’ (Piemme).
Il premio sarà assegnato nell’ambito della ‘Bologna Children’s Book Fair’ che si svolgerà dal primo al 4 aprile 2019. Gli autori in gara saranno presenti a ‘Più libri più liberi’, la Fiera della piccola e media editoria, il 6 e il 7 dicembre 2018, alla Nuvola dell’Eur, a Roma.
Il Comitato scientifico, presieduto da Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, ha scelto i dieci libri che si contenderanno il premio tra i 66 titoli proposti dagli editori, dopo una prima selezione di 12 titoli per ciascuna delle due categorie di concorso.
– Nuovo ‘mistero’ per il Salvator Mundi, la tavola attribuita a Leonardo da Vinci diventata il 15 novembre del 2017 il quadro più costoso del mondo (battuta da Christie’s a 450 milioni di dollari). L’opera, ora di proprietà dell’Ente per il Turismo e la Cultura di Abu Dhabi, doveva essere esposta il 18 settembre scorso nel museo degli Emirati. Ma così non è stato. Si è poi ritenuto che potesse essere esposta nei prossimi giorni, quando il Louvre di Abu Dhabi inizierà le celebrazioni per il suo primo anno di vita. Sul suo sito internet il museo però ha reso note le celebrazioni per l’anniversario, ma del Salvator Mundi nessuna traccia: per ora non è presente in alcun evento. Continua così il ‘mistero’ di questo quadro, recentemente raccontato da Pierluigi Panza nel libro ‘L’ultimo Leonardo’. Non ci sono comunicazioni ufficiali ma secondo alcuni rumor gli esperti del Louvre di Abu Dhabi potrebbero aver mosso alcune perplessità sul restauro effettuato o, forse, ritenere opportuno intervenire di nuovo.
Per ora resta in calendario l’arrivo della tavola in Europa il prossimo autunno per la grande mostra sui cinquecento anni dalla morte di Leonardo che si svolgerà al Louvre di Parigi. E dove si potrebbero vedere, per la prima volta, uno al fianco all’altra il ‘Salvator Mundi’ e la ‘Gioconda’.

– NORCIA (PERUGIA)

– “La Basilica di San Benedetto prima di tutto dovrà essere ricostruita con criteri che possano garantire la massima sicurezza antisismica e se questo dovesse richiedere un’estetica diversa a quella cui siamo stati abituati non occorrerebbe esitare un istante”: lo ha detto

Romano Cordella, considerato uno dei più autorevoli storici della città di Norcia e della Valnerina umbra.
“Prima di dire come la Basilica sarà ricostruita nel dettaglio – ha aggiunto Cordella – occorrerà terminare lo svuotamento delle macerie e capire lo stato effettivo della parte muraria rimasta in piedi. Solo in quel momento saremo in grado di individuare quale tecnica e quali materiali si potranno usare per la ricostruzione della ‘casa’ di Benedetto”.
Lo storico ha comunque voluto mettere in evidenza come “la Basilica, nel susseguirsi dei vari eventi sismici, sia sempre crollata”. “E questo – ha aggiunto – non lo dovremo più accettare. Penso quindi che sia opportuno procedere alla ricostruzione basandosi su tecniche della generazione che viviamo e non su quelle utilizzate nel Settecento”.
Cordella ha invitato, inoltre, anche a prendere in esame la possibilità di rivedere alcuni ornamenti che appesantiscono la struttura, anche se da sempre sono stati presenti nella Basilica.

– TRENTO

– Si intitola “Uomini in trincea 1914-1918” la mostra documentaria a cura di Ivan Damin allestita fino al 17 novembre alla Biblioteca civica Tartarotti di Rovereto in occasione del centenario della fine della prima guerra mondiale.
In otto vetrine sono esposti cimeli della collezione di Damin, tra cui elmetti e copricapi, oggetti di vita quotidiana del soldato, telefoni da campo ritrovati nei luoghi dove si combattè e due divise, una dell’esercito italiano e una austroungarica.
Il progetto è curato dal Circolo culturale numismatico filatelico roveretano e dalla Biblioteca civica, in collaborazione con l’Ufficio cultura e ufficio attività produttive del Comune di Rovereto, la Comunità della Vallagarina e Ucts Rovereto e Vallagarina.
– “La prima collezione sviluppata grazie al connubio di intelligenza artificiale e talento creativo”: così Yoox presenta il suo marchio 8 by YOOX, una collezione di capi essenziali per uomo e donna, che debuttano online oggi.
Ma come nasce questa linea, la prima a 18 anni dal lancio della piattaforma? “Un avanzato software, sviluppato internamente e supportato da intelligenza artificiale – spiegano da Yoox – è in grado di passare in rassegna il web, riconoscendo immagini e testi nei social media di selezionati influencer e nei contenuti editoriali dei magazine online. Gli insight raccolti in questa fase di ricerca sono incrociati con indicatori predittivi relativi ai trend, dati di vendita a sito, feedback dei clienti, tendenze di acquisto del settore. Il risultato è un mood-board dinamico che il design team di 8 by YOOX interpreta con estro e sensibilità definendo una collezione pensata per soddisfare le esigenze di un e-shopper curioso, appassionato e consapevole”.

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SCICLI (RAGUSA)

– Primo ciak a Scicli per le riprese nel film in costume ‘La stagione della caccia’, prodotto da Palomar per Rai1 e tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri pubblicato da Sellerio. La prima location è palazzo Mormino-Màssari, in piazza Italia. Attore protagonista del film è Francesco Scianna, mentre, il regista è l’inglese Roan Johnson.
Il film trae origine dal romanzo del 1992: Camilleri si ispirò a una battuta dell’inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche della Sicilia (1875-1876). All’interrogante, che chiedeva se si fossero verificati fatti di sangue, veniva risposto: “No. Fatta eccezione del farmacista che per amore ha ammazzato sette persone”. Come a dire: non è successo nient’altro che un sogno. Il sogno che questo libro viene a raccontare.   [print-me title=”STAMPA”]

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