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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 13 Novembre, 2018, 04:49:04 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 12:14 DI LUNEDì 12 NOVEMBRE 2018

ALLE 04:48 DI MARTEDì 13 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Schmidt, Vasariano probabile riapra 2020
Direttore Uffizi: tempi dipendono dal bando, costo 7-8 milioni

Erica De Matteis vince Miss Universe ITCecchi Gori presidente giuria. Finalissima a Bangkok il 17/12

Muscato regista del film ‘La rivincita’Set in Puglia, dall’omonimo romanzo di Michele Santeramo

Emma, magazine per raccontare me stessaIl 16 novembre esce “Essere Qui – BooM Edition” con 4 inediti

Millo all’opera a PescaraCon lo street artist messaggio ‘resilienza’, cantiere fino al 16

The Flaming Lips, un disco su Tom PettyLa band dell’Oklahoma live a Milano il 14 novembre

Baudo e Rovazzi per Sanremo GiovaniBaglioni a Sorrisi, perfetta fusione tradizione e innovazione

Un cinepanettone “pieno di veleno”In sala Cosa fai a Capodanno? con Argentero e Pastorelli

Al via campagna lettura Mondadori StoreDa un’idea dell’artista Mr.SaveTheWall

Maltempo, Brunello suona ad Arte SellaVioloncellista sostiene campagna raccolta fondi

Baudo, esce la prima autobiografiaIl 15 novembre in libreria per Solferino ‘Ecco a voi’

The Smashing Pumpkins a Firenze RocksConcerto il 13 giugno

Rai e Mibac per i Siti Unesco, la bellezza diventa viraleSalini “Questo è servizio pubblico”

Libreria a casa Alaia a un anno da morteLibri d’arte nel cortile sede dell’Associazione eponima a Parigi

Torna Dido con nuovo album e un tourStill on my mind dall’8 marzo. Tour 27 date, a Milano 8 maggio

Hellwig, nuovo album e tre spettacoliEsce a dicembre il disco ‘Ho visto anche degli uomini felici’

Libro di Mangano tra ‘colpa’ e memoriaEsce l’ottavo romanzo dell’autore e direttore Premio Brancati

Porcellane lorenesi tra Vienna e FirenzeCollezione narra mutamenti sociali nel Granducato di Toscana

Campagna Ferragamo, inno alla diversitàPrima per Holiday firmata da Sofia Malamute

Morto Rain, voce Hal 9000 Odissea SpazioAttore shakespeariano di origini canadesi aveva 90 anni

Lamezia Fest, da Vanzina e GreenawayTra gli ospiti anche Ciprì, Capatonda e Ascanio Celestini

Morto Stan Lee, papà supereroi MarvelCreatore di personaggi indimenticabili come SpiderMan e X-Men

Non ci resta che vincere, dal boom agli OscarDramedy spagnola con protagonisti disabili candidata a Academy

Al via il Parma film festivalFra gli ospiti Alberto Fasulo, Gianni Zanasi e Alba Rohrwacher

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L’ARTICOLO

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FIRENZE – “Se tutto andrà liscio” nel 2020 sarà riaperto al pubblico il Corridoio Vasariano, il passaggio realizzato nel 1565 da Giorgio Vasari per volere di Cosimo I de’ Medici tra Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti a Firenze. Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha confermato oggi l’obiettivo della data, annunciando che il progetto di riallestimento e riapertura del corridoio, oggetto di un lavoro di due anni, è stato completato. Il Vasariano è chiuso dal dicembre 2016 proprio in vista dei lavori di adeguamento, che prevedono anche la messa a norma in materia di sicurezza: trasferiti al museo degli Uffizi gli autoritratti precedentemente esposti nel Corridoio, nel nuovo allestimento ci saranno marmi commemorativi e documenti sulla storia di Firenze e degli Uffizi, per dare vita a un “percorso della memoria”.
L’operazione, ha spiegato Schmidt, avrà un costo fra 7 e 8 milioni di euro: Invitalia gestirà il bando di gara per i lavori atteso a breve, mentre la conferenza dei servizi sarà convocata dalla Soprintendenza per i beni architettonici. Due i biglietti di ingresso, entrambi con tariffa variabile (non ancora fissata dal Cda degli Uffizi) secondo la stagione: uno per il ‘Percorso del Principe’ integrale da Palazzo Vecchio a Forte Belvedere, e uno per visitare Corridoio e Giardino di Boboli, con ingresso dall’auditorium Vasari degli Uffizi dove “verrà proiettato – ha detto Schmidt – un filmato sulla storia di Firenze, sulla storia dei Medici e sulla storia architettonica degli Uffizi e del Corridoio”.
L’allestimento consisterà in “un percorso su Firenze – ha aggiunto il direttore – con vista su Firenze, ma anche con i momenti storici della città, quindi iniziando dalla bomba dei Georgofili, ma poi ad esempio ci sarà un altro spazio dedicato al bombardamento da parte dei nazisti nell’agosto 1944”. Schmidt rivendica la mole del lavoro di ricerca svolto negli ultimi due anni e mezzo: “Non soltanto abbiamo fatto tutti i rilievi analitici, a partire dalle termografie fino ai carotaggi, ma una squadra dell’Università di Firenze ha fatto un’analisi a tappeto di tutti i materiali archivistici dal ‘500 fino ad oggi. Questo è confluito in un libro in corso di stampa della professoressa Francesca Funis, che ha studiato questo argomento, e che quindi risolve tutti i dubbi che eventualmente ci potevano essere sul Vasariano”.

– Erica De Matteis, romana, 24 anni, bionda e alta, studentessa di scienze dell’educazione, è la vincitrice di Miss Universe Italy, il concorso di bellezza che Marco Ciriaci ha riportato in Italia dopo un’assenza di quattro anni. La giuria presieduta da Vittorio Cecchi Gori e composta tra gli altri da Ada Alberti, Franco Oppini, Manila Nazzaro, Kaspar Capparoni, Antonio Giuliani, il produttore cinematografico Giuseppe Lepore e un folto gruppo di giornalisti, ha eletto la miss su 12 concorrenti, di età compresa tra i 18 e i 28 anni, che si sono cimentate per due giorni in alcune prove in un hotel romano. La serata è stata presentata da Emilio Sturla Furnò. La vincitrice partirà per Bangkok in Thailandia il 29 novembre dove il 17 dicembre rappresenterà l’Italia nella finale di Miss Universe trasmessa in diretta tv da Fox Life. Miss Universe ha un’audience di 800 milioni di spettatori. E’ nato in California nel 1952 con Miss Usa.
– Primo ciak il 12/11 a Martina Franca, in Puglia, per il film La rivincita, debutto cinematografico di Leo Muscato, regista e drammaturgo, ‘Oscar della Lirica’ dal 2016 quando la Fondazione Verona per l’Arena gli assegna l’International Opera Awards – Opera Star come Miglior Regista.
Basato sull’omonimo romanzo di Michele Santeramo (Baldini & Castoldi), il film, scritto da Leo Muscato e dallo stesso Michele Santeramo, racconta le avventure economiche e familiari di due fratelli, figli di contadini delle murge pugliesi, e delle loro mogli. Vincenzo (Michele Cipriani), a causa di un assegno protestato per colpa del fratello Sabino (Michele Venitucci) perde ogni possibilità di fido bancario e intanto gli viene espropriato il terreno in cambio di un risarcimento irrisorio. Sabino èvittima delle stranezze della moglie Angela (Sara Putignano), sempre senza soldi. I due fratelli finiscono in mano agli strozzini.
Il film è una produzione Altre Storie con Rai Cinema e il supporto di Apulia Film Commission.
“E’ un progetto incredibile, non pensavo di riuscire a realizzarlo”. Emma, in un bar di Roma in una mattina di cielo limpido e sole autunnale, sfoglia tra le mani, con orgoglio, la sua ultima creatura: “Essere Qui – BooM Edition”, la ristampa del suo ultimo album, con 4 nuovi inediti, tra cui il singolo Mondiale attualmente in radio e Inutile canzone che porta la sua firma, all’interno di un vero e proprio magazine (disponibile dal 16 novembre nella versione deluxe). La sua ultima scommessa. “Interamente scritto ed edito da me”, tiene a precisare la cantante che si è data al suo pubblico senza filtri, senza remore. “Un magazine nel quale ho raccontato delle storie, che sono le mie, ma nelle quali possono riconoscersi tutti: quelli che hanno passione per la musica, quelli che si sono dovuti trasferire. E vorrei che Boom continuasse a uscire, rigorosamente in formato cartaceo, indipendentemente dai miei progetti discografici. Anche per dare voce a giovani scrittori, giovani fotografi, giovani artisti. Il disco invece è come doveva essere fin dall’inizio, ma sarebbe stato troppo lungo”.Un modo nuovo per ribadire ancora una volta la volontà di fare ciò che si sente “senza la paura di non piacere” e “anche perché le cose scritte nero su bianco hanno un effetto diverso”.
Al grido di “libertà”, la bandiera che ha sempre sventolato alta da quando ha iniziato, “perché è il principio con il quale mi hanno cresciuto i miei genitori. Libertà e rispetto. Devi essere te stesso e sentirti libera di esprimerti senza aver paura di non piacere. Non voglio sentirmi limitata o chiusa in un recinto Solo in Italia se sei una cantante o un’attrice e ti cimenti in altro, vieni criticata. Siamo un paese bigotto”.
Una Emma combattiva, come sempre, che non si nasconde dietro al personaggio. “Io sono questa. Il lavoro è la mia vita e la mia vita è il lavoro. Con i pro e i contro. Per questo mi dispiaccio quando vedo che un clic o un like vale più della persona. Mai come ora c’è così tanta violenza in giro, verbale e non. E tutti siamo responsabili”. Emma punta il dito anche contro certa “faciloneria” nell’etichettare le persone. “Sono 10 anni che dicono che io sia gay. Ho le spalle larghe e non mi interessa, ma bisognerebbe ricordarsi che l’omofobia uccide. Ci sono ragazzi che si buttano giù dai palazzi per la vergogna. E siamo tutti responsabili. Ho rispetto per chi rende pubblico il suo orientamento sessuale, ma anche per chi non lo fa”.In tempo di rumors sul prossimo festival di Sanremo, assicura che lei per il 2019 non ci sarà. “Per quest’anno no, ma anche per i prossimi. Io ho già vinto, lascio spazio a chi lo merita.
Se mi invitano, vado come ospite”. Della sua esperienza come valletta al fianco di Carlo Conti nel 2015 dice: “i 15 giorni più difficili della mia vita, con ore e ore di estenuanti prove.
Da cantante mi sono divertita molto di più”. Dopo la prima parte del tour “Essere qui”, a febbraio 2019 Emma tornerà in tour nei palasport con il suo personale club musicale Exit. Il via il 15 febbraio da Bari, poi Reggio Calabria il 16, Eboli il 18, Livorno il 20, Ancona il 22, Bologna il 23, Milano il 26, Brescia il 27. Si chiude a Roma, la città che l’ha adottata, il 1 marzo. “Amo Roma e la difendo, anche se in questi 10 anni ho visto un progressivo senso di abbandono. E’ come una bella donna che dai per scontata, ti ci abitui. Ma rimane sempre la città più bella del mondo”.

– PESCARA

– Una radiolina, una pila a dinamo, un fischietto: gli oggetti utili in caso di calamità sono quelli che destano maggiore curiosità tra i bambini che si avvicinano al banchetto allestito dal Patto per l’Abruzzo Resiliente (Par) nella scuola Borgo Marino a Pescara, su una facciata della quale sta lavorando in questi giorni lo street artist Millo. Nel capoluogo adriatico ha già lasciato la sua firma, dopo murales realizzati a Los Angeles, Chicago, Berlino, Londra, Amsterdam, Milano, Roma e Firenze; stavolta l’opera servirà ad amplificare il messaggio del Par che vuole richiamare l’attenzione sulla necessità di mettere in sicurezza le scuole. Si potrà visitare il cantiere di Millo fino a venerdì 16 novembre (dalle 9 alle 18) per vedere l’artista all’opera e avere informazioni dal Par sulle norme di comportamento da seguire in caso di terremoti, alluvioni, frane, incendi. E domenica 18, alle 10, appuntamento in piazza della Rinascita con le testimonianze dei familiari dei comitati nazionali vittime di disastri.
Il Par è un’associazione di promozione sociale che si occupa di sicurezza e prevenzione e ha tra gli obiettivi fare luce sulle necessità del territorio, per rendere i cittadini ‘resilienti’; ogni cittadino ha il diritto di essere formato e informato, reso consapevole di come affrontare i rischi presenti sul territorio. Per questo il Par ha realizzato un utile dépliant in cui sollecita la necessità di informarsi su quali siano, nel comune di residenza, le aree di ammassamento, quelle di ‘attesa popolazione’ e quelle di accoglienza. “La sicurezza è un tema importante, che evoca quasi sempre aspetti negativi – ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Pescara, Giovanni Di Iacovo, presentando l’iniziativa la scorsa settimana – Pescara ha una realtà importante e positiva di prevenzione e manutenzione, proprio nelle scuole su cui abbiamo investito milioni di euro in lavori sulla sicurezza, oltre che sulla manutenzione straordinaria”. Soddisfatto anche Millo: “Tutti i lavori che faccio di solito hanno un senso sociale, ma questo rappresenta anche vicinanza alla comunità in cui vivo. Il progetto, da semplice abbellimento, diventerà qualcosa di più”.

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Il circo psichedelico dei The Flaming Lips torna in Italia con una data all’Alcatraz di Milano il 14 novembre. “Il nostro show è simile a quello dello scorso anno, ma con una produzione e una scaletta diverse: non credo che possa mai ‘invecchiare’, ogni sera è un momento speciale”, dice il frontman Wayne Coyne anticipando le prossime uscite del gruppo: 12 canzoni narrate da Mick Jones dei Clash per l’installazione ‘The King’s Mouth’ ad aprile, ‘The Soft Bulletin’ in versione sinfonica in estate, quindi un EP con le Deep Valley e un album con la cantante pop londinese Georgia Barnes. In preparazione anche un nuovo LP: “Abbiamo voluto immaginare che tipo di disco avrebbe fatto Tom Petty se, invece di andare a Los Angeles, fosse rimasto a suonare e drogarsi in Oklahoma con mio fratello”. Ma nessun brano politico: “Una canzone di protesta renderebbe Trump solo più forte”.
– E’ ufficiale: saranno Pippo Baudo e Fabio Rovazzi i conduttori di Sanremo Giovani, in onda dal 17 dicembre su Rai1 (con due prime serate il 20 e 21). A sceglierli è stato il direttore artistico del Festival, Claudio Baglioni.
“Non conoscevo personalmente Rovazzi, anche se i miei nipoti me ne hanno parlato molto, ma ci conosceremo bene direttamente sul palco”, ha detto Baudo, che alle spalle ha 13 festival, a Tv Sorrisi e Canzoni, in edicola il 13/11. E Rovazzi non sembra essere preoccupato dal confronto con un “mostro sacro” come Pippo: “So che il suo carisma conquista il 99% del palco, ma sono sicuro che insieme formeremo una bella coppia”.
“Ho iniziato la mia carriera artistica che ero ancora minorenne – dice Baglioni a Sorrisi – e quindi so cosa significa essere giovani in questo ambiente. Per questo ho deciso di dedicare loro un vero Sanremo che porterà due dei partecipanti a gareggiare ad armi pari coi Big. E Baudo e Rovazzi rappresentano la perfetta fusione fra tradizione e innovazione”.
Dopo la conduzione di Sanremo Giovani a dicembre, in tandem con Pippo Baudo, Fabio Rovazzi sarà ospite del Festival a febbraio. Il

cantante-youtuber, reduce dal successo dell’ultimo singolo abbinato ad un originale videoclip-cortometraggio ‘Faccio quello che voglio’ con molte guest star, avrebbe ottenuto anche una finestra di 15 minuti per proporre la sua musica sul palco dell’Ariston durante il Festival.

In una baita in montagna piena di neve si incontrano per il cenone di fine anno un eterogeneo gruppo di persone così composto: scambisti molto determinati, ladri, una raffinata donna borghese con toy boy e un anziano politico razzista su sedia a rotelle con tanto di giovane compagna. E mentre queste coppie attendono cena e sesso, nulla va per il senso giusto. Questo lo scenario di ‘Cosa fai a Capodanno’, black comedy che guarda ai Coen e Tarantino come al cinema horror e western, esordio alla regia di Filippo Bologna, sceneggiatore (è stato uno degli autori di ‘Perfetti sconosciuti’) e scrittore.Il film, che sarà in sala dal 15 novembre con Vision Distribution in 350 copie, nasce volutamente nel segno della contaminazione dei generi: “Il cinepanettone tradizionale è legato a un’Italia che non esiste più – dice oggi a Roma il neo-regista -. Niente da dire su questo tipo di prodotti che hanno un’importante funzione sociale, ma io volevo fare un cinepanettone anomalo, un cinepanettone pieno di veleno di topi”. Nel cast di questo comedy-drama da camera: Luca Argentero, Ilenia Pastorelli, Alessandro Haber, Vittoria Puccini, Isabella Ferrari, Valentina Lodovini e Riccardo Scamarcio.Siamo appunto nella sera del 31 dicembre e il furgone di una ditta di catering carico di aragoste, ostriche e champagne cerca di raggiungere uno sperduto chalet di montagna dove c’è chi ha deciso di salutare l’arrivo del nuovo anno con una serata tra scambisti. Gli invitati: sono Marina (Lodovini) e Valerio (Scamarcio), coppia di neo-sposi aperti alla trasgressione; Romano (Haber), politico di destra in sedia a rotelle accompagnato da Nancy (Puccini); Domitilla (Ferrari) signora dell’alta borghesia che arriva nella casa con quello che sembra il suo toy-boy (Ludovico Succio). Ad accogliere gli ospiti non ci saranno però i veri padroni di casa, ma gli impacciati Mirko (Argentero), cinico e vigliacco, e la sottomessa Iole (Pastorelli). Da qui tutta una serie di equivoci per una serata che si rivelerà con poco sesso, ma con tutta una serie di colpi di scena accompagnata dalle musiche di Pasquale Catalano a canzoni come Kobra di Donatella Rettore, Mamma Maria dei Ricchi e poveri e Ragazzina di Peppino Gagliardi (per citarne solo alcune).”Volevo semplicemente parlare di relazioni di uomini e donne di diversa classe sociale attraverso il sesso che unisce un po’ tutti – spiega Bologna -. Fare insomma una commedia diversa perché la creatività italiana non deve vivere più di complessi.’Perfetti sconosciuti’, ad esempio, è stato venduto in 27 paesi, da noi – conclude – ci sono attori, sceneggiatori e registi con tanta potenzialità da poter essere davvero ambiziosi”.
Dice Argentero del suo personaggio: “È un uomo senza alcuna possibilità di redenzione, un meschino dall’inizio alla fine”, mentre la Pastorelli spiega che la sua popolare Iole “è solo una donna che sembra fatta in un modo, ma che alla fine trova la forza di ribellarsi”.

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Parte il 15 novembre la nuova campagna di Mondadori Store ‘C’è vita, in un libro. La tua’ che punta a valorizzare l’esperienza della lettura attraverso la voce e i volti dei lettori. L’iniziativa del network di librerie del Gruppo Mondadori è nata da un’idea dell’artista Mr.
SaveTheWall, al secolo Pierpaolo Perretta. Nel corso di due sessioni speciali di shooting all’interno del Mondadori Megastore di via Marghera a Milano, Mr. SaveTheWall, ha incontrato cento persone. A ogni partecipante è stato chiesto di portare con sé il proprio libro preferito: sono emerse storie ed emozioni profonde suscitate dalla lettura raccolte in un video e fissate in un ritratto fotografico. “Un adagio che ho fatto mio è ‘l’arte è negli occhi di chi guarda’. E così nel Bookshot, in quanto opera d’arte, ho potuto riscontrare che gli intervistati avevano fatto proprio il libro letto e resa unica l’esperienza di lettura” spiega Mr.SaveTheWall. “Mondadori Store si fa così portavoce e promotore di un messaggio di interesse sociale” spiega Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori Retail. L’iniziativa avrà vita nei prossimi mesi sul web attraverso il sito dedicato a http://www.condividiunlibro.it, che ospita i video e le foto realizzate dall’artista. Gli utenti saranno invitati a partecipare attraverso post su Facebook e Instagram con il proprio libro preferito e una frase che ne sintetizza la ragione, usando l’hashtag #condividiunlibro. Tutti i contenuti andranno a popolare la piattaforma, moltiplicando la condivisione delle esperienze e verranno premiati da Mr.
SaveTheWall che sceglierà infine gli scatti migliori.
– TRENTO

– “L’omaggio di Mario Brunello agli alberi abbattuti ed alle opere distrutte nel giardino di Villa Strobele”. Si legge in un post di Arte Sella, il famoso parco di arte contemporanea nella natura, nei pressi di Borgo Valsugana.
Circa metà delle opere presenti ad Arte Sella è andata distrutta dall’ondata di maltempo. Solo la ‘cattedrale vegetale’, simbolo del parco, è riuscita a resistere alla furia del vento, insieme ad una quercia di 700 anni. Brunello suona tra gli alberi caduti per lanciare la campagna di raccolta fondi. “Aiutaci anche tu a ricostruire Arte Sella”, scrive l’associazione su Facebook, pubblicando il video.
– Ricordi e retroscena di cinquant’anni dell’Italia e dei suoi protagonisti nella prima autobiografia di Pippo Baudo: “Ecco a voi. Una storia italiana. La mia storia e la memoria del Paese, dentro e fuori dagli schermi”, firmata dal conduttore con Paolo Conti, esce per Solferino editore giovedì 15 novembre. Baudo, che condurrà con Fabio Rovazzi Sanremo Giovani su Rai1 dal 17 dicembre, racconta per la prima volta una carriera mozzafiato: dal colpo di fulmine per il piccolo schermo nella Trieste appena ridiventata italiana, agli esordi “poveri ma belli” nella Roma di Federico Fellini, Ennio Flaiano, Carlo Dapporto. Poi i successi, dal Festival della canzone napoletana e da quello di Castrocaro fino al mitico palcoscenico di Sanremo, che calcherà per 13 edizioni. La conduzione di trasmissioni di culto come Domenica in o Fantastico, e le pubblicità di Carosello. E ancora gli incontri eccezionali: le alzatacce per discutere le interviste con Giulio Andreotti, alle sei e mezza del mattino prima della diretta; Heather Parisi che fece il provino ballando sulla scrivania di un dirigente Rai; la visita a Padre Pio assieme a Renzo Arbore. Memorie e pensieri di una vita dentro e fuori dagli schermi si susseguono nella prima autobiografia di un protagonista della vita culturale italiana. Attraverso i ricordi di una carriera che ha incrociato tutte le maggiori personalità della politica, dello spettacolo, del cinema, della musica, si disegna il ritratto non solo di un uomo, ma di un’Italia in profondo mutamento.

– FIRENZE

– Ci saranno anche The Smashing Pumpkins tra gli ospiti di Firenze Rocks: il concerto è in programma il 13 giugno, nella prima giornata del festival in programma fino al 16 giugno al Visarno arena. Sempre il 13 giugno ci saranno i Tool, Ed Sheeran il 14 e The Cure il 16 giugno.
Vincitori del Grammy Award, acclamati pionieri dell’alternative-rock, The Smashing Pumpkins sono in procinto di pubblicare il loro nuovo album, Shiny and oh so bright, vol.1/ Lp: No Past. No future. No sun il prossimo 16 novembre. Il disco, registrato agli Sangri La Studios di Malibu (California) col produttore Rick Rubin e il chitarrista Jeff Schroeder, è il primo lavoro della band in oltre 18 anni che riunisce i membri fondatori Billy Corgan, James Iha e Jimmy Chamberlin.
Le torri di San Gimignano, grandiosi “grattacieli del Medioevo”, che la storia ha tramandato fino a noi; le architetture di Villa Adriana, a Tivoli, nelle quali l’imperatore filosofo rivedeva la sua città ideale; la città di Matera con i suoi sassi, che ne fanno una “capitale mondiale del mondo contadino”.Arriva in tv, in pillole di documentario da oggi in onda su Rai3 e Rai Storia, ma anche con cinque lunghi speciali di approfondimento sempre su Rai Storia, la bellezza dei 54 siti italiani che l’Unesco ha riconosciuto patrimonio dell’Umanità. Immagini, musica e testi originali Rai per un progetto ambizioso e complesso, portato avanti di concerto con il ministero della cultura, che punta “a far conoscere anche agli italiani lo straordinario patrimonio di arte, cultura, saperi e paesaggi d’Italia”, spiega presentando la campagna l’ad di Viale Mazzini Fabrizio Salini, che si dice pronto a “sperimentare anche su altri terreni” un impegno che definisce con orgoglio “da vero servizio pubblico”. La sollecitazione è arrivata dal Mibac, impegnato in questi mesi, chiarisce accanto a Salini il sottosegretario Lucia Borgonzoni, nella battaglia per non perdere il primato da sempre esibito nella lista Unesco. “La Cina con 53 siti ci tallona, ci spiacerebbe proprio essere superati”, incalza il sottosegretario leghista che si augura di vedere i filmati Rai “sugli schermi di Ferrovie dello Stato e nelle scuole”. Anche per questo, racconta, l’impegno del ministero su questo fronte “è stato rafforzato” con la squadra del Mibac (“che speriamo di poter far crescere presto con le nuove assunzioni”) impegnata “a dare indirizzi chiari” alle comunità che lavorano sui vari progetti e a “lavorare in sinergia”.Ma per proteggere con efficacia i nostri siti e “valorizzarli al meglio, bisogna innanzitutto conoscerli”, sottolinea il sottosegretario. Da qui l’idea, fa notare il direttore di Rai Cultura Silvia Calandrelli, di puntare – accanto agli speciali di 50 minuti già confezionati guardando anche al mercato estero – “su un formato particolare, con mini film di due o tre minuti, perché volevamo rendere la bellezza virale”. In tutto 54 piccoli docu da mandare in rete ogni giorno su Rai3 alle 16, prima di Geo, e poi il sabato alle 11, la domenica alle 10.30, oltre che tutti i giorni in prima serata su Rai Storia alle 21.10. Uno sforzo al quale si aggiungono pillole da 15 secondi per le altre reti generaliste, visto che per il momento il prodotto non andrà in prima serata su una rete generalista. Ma tant’è: nel pacchetto della campagna ci sono anche cinque veri e propri film, in onda dal 26 novembre al 24 dicembre ogni lunedì alle 21.10 su Rai Storia, con un racconto più lungo, in questo caso organizzato intorno a un singolo tema, dall'”L’ozio del potere”, che conduce il telespettatore in un viaggio tra le ville, le delizie, i sollazzi reali (dalla romana Villa Adriana alle Ville Medicee, da Oplontis alle Residenze sabaude) ai “Paesaggi Culturali”, ovvero quelli rimaneggiati dall’uomo, come succede con i vigneti del Piemonte, le agricolture della Val d’Orcia, il Cilento, le Cinque Terre. Dai “Luoghi di scambio interculturale” (come la Villa del Casale di Piazza Armerina ma anche i percorsi arabo normanni di Palermo o i monumenti paleocristiani di Ravenna). E ancora, dai “Siti Naturali” (dalle Dolomiti alle Eolie o le Faggete secolari) agli “Elementi del patrimonio immateriale”, come l’Opera dei pupi, la Falconeria, la pizza. Obiettivo far conoscere, stimolare la curiosità, far venire anche agli italiani la voglia di partire alla scoperta. “Il primo sforzo da italiani è essere orgogliosi della nostra storia e del nostro patrimonio”.

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A quasi un anno dalla scomparsa dello stilista Azzedine Alaia, avvenuta a Parigi il 18 novembre 2017, l’associazione eponima ha annunciato l’apertura di una libreria di testi d’arte nel cortile di rue de la Verrerie, a Parigi, dove ha sede la stessa associazione e dove lo stilista visse e lavorò. Il designer franco tunisino era conosciuto come conoscitore e collezionista d’arte, non solo aveva un occhio attento molto attento ai dettagli, ma seguiva da appassionato studioso molte discipline legate all’arte: pittura, scultura, design, arredamento, fotografia, apprezzando anche i libri su questi argomenti e sugli artisti, per lui spesso fonte d’ispirazione.
La sede dell’associazione fondata nel 2007 da Alaia assieme al suo socio di una vita, il pittore Christoph Von Weyhe e all’amica di sempre Carla Sozzani, per preservare il suo lavoro, aveva ospitato, dal gennaio a giugno scorso, la mostra monografica “Je suis couturier”: 41 mises delle collezioni di haute couture e pret-a-porter realizzate dallo stilista, selezionate da Olivier Saillard. Ora viene inaugurata una libreria nel cortile della casa del couturier, dove immaginò anche la sede del suo museo: il bookshop può essere considerato un’espansione dello spazio in cui Alaia visse e lavorò. L’interno è arredato con oggetti provenienti dalle collezioni di Alaia.
Progettato nel modo più semplice con i mobili dalle prime collezioni dello stilista, la libreria e il tavolo di legno sono di Jean Prouvé. I piani di marmo erano stati trovati da Alaia in un mercato del pesce a cui aveva aggiunto le basi realizzate dall’artista americano Kris Ruhs: Le luci sulle pareti sono parte della collezione di illuminazioni dello stilista, mentre i due lampadari sono di Serge Mouille Editions. Sulla parete c’è un ritratto di Alaia dipinto da Julian Schnabel. La libreria conterrà libri relativi al lavoro di Alaia, alla moda e alla storia della moda, testi sulle mostre di artisti che Alaia ha presentato nella Galleria o semplicemente apprezzato. Libri della moda e della fotografia rari saranno disponibili per i collezionisti.
In occasione dell’apertura della libreria, una selezione speciale di libri degli artisti saranno esposti dallo studio Montespecchio, bookstore di Jan van der Donk, specializzato in libri rari, riviste d’arte, design e architettura d’avanguardia del XX secolo. Alaia ha curato la pubblicazione di molti libri nei campi dell’arte, della moda, della letteratura e della fotografia. Attraverso l’impegno con una varietà di istituzioni culturali, la Fondazione assumerà il patrocinio dei programmi culturali dell’Associazione e continuerà tutte le funzioni pubbliche che l’Associazione ha sostenuto negli ultimi anni. Le mostre delle collezioni di Alaia si terranno sia in rue de la Verrerie, sia a Sidi Bou Sad, la cittadella tunisina amata dallo stilista, nel cui piccolo cimitero ha scelto di essere seppellito. A Parigi ci sarà anche una biblioteca e una libreria di moda e storia culturale per la ricerca e per il finanziamento di borse di studio per i talenti della moda.

– La cantautrice britannica Dido torna in scena con un nuovo album “Still on my mind”, in uscita l’8 marzo 2019 e un nuovo tour mondiale in 27 date che la vedrà a Milano, nel Teatro degli Arcimboldi, l’8 maggio 2019, data unica in Italia. Assente dalle scene da cinque anni, Dido anticiperà “Still on my mind”, con il singolo “Hurricanes” disponibile già dal 12 novembre: il disco, che arriva anche cinque anni dopo il precedente “Girl Who Got Away”, è il primo frutto del contratto discografico firmato con BMG. Dido lo presenterà con una serie di concerti che la vedranno esibirsi in molte città europee e statunitensi, a distanza di quindici anni dalla sua ultima tournée. Il debutto è fissato per il 5 maggio a Praga. In scaletta ci saranno le canzoni del nuovo album, ma non mancheranno le hit della cantautrice: da “Thank You” a “Here With Me”, passando per “White Flag”.
– Un album in arrivo e tre spettacoli in scena per la cantante milanese italo-tedesca Helena Hellwig.
Il disco, ‘Ho visto anche degli uomini felici’, uscirà a dicembre ed è scritto in gran parte dalla stessa Hellwig con l’aiuto di Massimo Germini, storico chitarrista di Roberto Vecchioni, e del cantautore Matteo Passante. Intanto Hellwig e Germini stanno girando l’Italia con lo spettacolo ‘Musiche e parole’, dove il racconto della musica d’autore italiana da Domenico Modugno a Dario Brunori prende la forma del teatro-canzone. L’8 dicembre, al Bonaventura di Milano andrà in scena invece un altro progetto, ‘Archi Rock’, con Khora Quartet, nel quale Hellwig rivisita giganti del rock come Led Zeppelin, Muse e Deep Purple inserendo anche brani di altra estrazione di artisti come Bjork. A maggio, infine, Helena sarà a teatro con uno spettacolo dedicato a Giorgio Gaber.
– Il complesso equilibrio tra ricordo e oblio, passato e memoria, regge il romanzo ‘La colpa’ di Raffaele Mangano, autore e direttore artistico del Premio Brancati. Il libro, recentemente pubblicato da Amatea, collana narrativa di Fausto Lupetti Editore, ripercorre la storia di una scomparsa misteriosa osservandola dal punto di vista di Fabio Di Girolamo. Avvocato giovane ma già affermato, il protagonista viene un giorno in possesso di informazioni sulla sparizione improvvisa del padre Matteo, del quale si era persa ogni traccia da trent’anni.
Mangano, al suo ottavo romanzo, descrive quindi l’indagine di Fabio in questo trascorso rimosso, dimenticato, censurato, e lo fa portando il personaggio a cercare le persone che avevano avuto a che fare con il padre. La parabola di Fabio è dunque una riflessione sui conti in sospeso, sul significato dei rapporti familiari e affettivi, sul bisogno di instaurare una comunicazione – talvolta impossibile – per poter andare avanti senza pesi oscuri.
– FIRENZE

– La magnificenza della porcellana, specchio delle sperimentazioni d’arte, ma anche dei mutamenti sociali nel Granducato di Toscana sotto i Lorena, nella mostra ‘Fragili tesori dei Principi. Le vie della porcellana tra Vienna e Firenze’ curata da Rita Balleri, Andreina d’Agliano, Claudia Lehner-Jobst e realizzata in collaborazione con la collezione del Principe di Liechtenstein. Presentata a Palazzo Pitti, prosegue fino al 10 marzo 2019. Evento decisivo per la porcellana a Firenze fu la chiamata del pittore austriaco Carlo Wendelin Anreiter de Ziernfeld, il più celebrato artista del genere in Europa, da parte del marchese Carlo Ginori, fondatore dell’omonima manifattura.
“Nella Toscana dei Granduchi Lorenesi – dice Eike Schmidt, direttore degli Uffizi – l’atmosfera culturale non conosceva confini, parlava molte lingue, si respirava un’aria cosmopolita”. Esposti anche dipinti, sculture, commessi in pietra dura, cere, avori, cristalli, arazzi, arredi e incisioni.
– La prima campagna dedicata alle collezioni Holiday di Salvatore Ferragamo è un inno alla diversità. Infatti, protagonisti delle raffinate immagini di Sofia Malamute, sono tre modelle e due modelli di diverte etnie che vengono immortalati tra le pareti di una dimora storica.
“Essere parte della storia di Ferragamo è un vero privilegio – dice Paul Andrew, direttore creativo della collezione donna della maison fiorentina -. La nostra dinamica comunità creativa ha la possibilità di esplorare il ricco patrimonio di questa maison e mi piace la libertà di reinventare i codici del passato per renderli di nuovo attuali”.
Nella campagna sono proposti capi delle collezioni RTW Pre-Spring 2019 e una selezione di accessori ispirati ad alcune delle icone dell’archivio Ferragamo. Come la zeppa Rainbow creata da Salvatore Ferragamo per Judy Garland nel 1938: la sua palette arcobaleno, ripensata in chiave attuale è declinata su una serie di borse e scarpe nelle tipiche righe multicolori oppure proposta a tinta unita.
E’ morto a 90 anni Douglas Rain, celebre voce del computer Hal 9000 nel film di Stanley Kubrick ‘2001: Odissea nello Spazio’. A dare la notizia della morte dell’attore di origini canadesi, lo Stratford Festival, compagnia di teatro dell’omonima cittadina della provincia dell’Ontario in Canada da lui stesso fondata nel 1953. Non si conoscono le cause della morte.
Hal 9000 era il supercomputer di bordo della nave spaziale Discovery nel film di Kubrick e il nome è l’acronimo di “Heuristic ALgorithmic” (algoritmo euristico).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al via la quinta edizione del Lamezia Film Fest (13-27 novembre) nel segno di Enrico Vanzina. Lo sceneggiatore accompagnerà la proiezione di Sapore di mare, film del 1983 del fratello Carlo Vanzina recentemente scomparso.
Tra gli altri ospiti: l’attore Alessandro Cosentini che quest’anno ha partecipato al film Rocco Chinnici dedicato al magistrato del pool antimafia; l’attore Alessandro D’Ambrosi, il Romolo della serie tv Romolo + Giuly: La guerra mondiale italiana; l’attrice, sceneggiatrice e regista Santa De Santis; il regista, sceneggiatore e direttore della fotografia Daniele Ciprì; l’attore e regista Ascanio Celestini; il gruppo di youtuber Casa Surace; l’attrice Alice Pagani, la Stella di Loro di Paolo Sorrentino (2018); la giovanissima attrice Laura Adriani recentemente apprezzata nel film di Silvio Soldini Il colore nascosto delle cose (2017) e uno dei maestri del cinema internazionale, Peter Greenaway. A chiudere il festival sarà l’attore Maccio Capatonda, vincitore del Premio Paolo Villaggio.
– NEW YORK

– Stan Lee, il leggendario creatore dei supereroi Marvel, è morto a 95 anni. Lo riferisce il sito Tmz.
Creatore di personaggi indimenticabili come SpiderMan, X-Men, Black Panther e I Fantastici Quattro, editore e direttore di Marvel Comics, Stan Lee era egli stesso un supereroe per i fan di tutto il mondo.

Uragano Zalone a parte, è diventato difficile per un film italiano superare al botteghino i dieci milioni di euro. In Spagna invece ci sono magnifici fenomeni come Campeones, in uscita da noi il 6 dicembre, distribuita da Bim/Movie Inspired, con il titolo Non ci resta che vincere, dramedy delicata e profonda di Javier Fesser che unisce attori d’esperienza come Javier Gutiérrez e Athenea Mata e protagonisti disabili, fra i quali Sergio Olmos, Lago Solís, José De Luna, Fran Fuentes e Gloria Ramos.Il film ha incassato oltre 18 milioni di euro (il budget era di poco più di 4) ed è stato scelto come candidato spagnolo nella corsa all’Oscar per il miglior film straniero. Al centro del racconto c’è Marco (Gutiérrez), talentuoso allenatore di basket, che dopo essere stato fermato per guida in stato d’ebbrezza, viene affidato ai servizi sociali con l’incarico di allenare una squadra formata da persone con un deficit mentale. Un gruppo formato da forti personalità, che vive la vita come lo sport, anche partecipando al campionato nazionale in una dimensione totalmente nuova per l’allenatore. “E’ un film molto diverso dagli altri che ho diretto – dice a Roma Fesser, già vincitore con le sue precedenti opere di cinque premi Goya -. Parlo di realtà che ho avuto modo di conoscere bene in questi anni. Ero partito dall’idea di voler raccontare che siamo tutti uguali e ho finito con la consapevolezza che siamo tutti meravigliosamente differenti. Una diversità che ci invita a conoscere, vivere avventure e emozionarsi, senza utilizzare etichette”.Per formare il cast “abbiamo lavorato a stretto contatto con tante associazioni, e al casting hanno partecipato più di 600 candidati (per scegliere i 10 protagonisti). Ho potuto conoscere loro ma anche le loro vite e famiglie, e ho adattato la sceneggiatura sulle loro esperienze e personalità”. Athenea Mata, che interpreta Sonia, la compagna di Marco, racconta di essere andata “a vedere il film in sala con i miei figli e accanto a noi c’erano persone con disabilità, felici di vedersi finalmente rappresentate. Forse il pubblico ha risposto così tanto perché c’era bisogno di una pellicola luminosa come questa in un momento di forte cinismo e negatività”.Nella storia, si fa anche un accenno anche alla frode commessa dalla Spagna ai giochi paralimpici di Sydney nel 2000, dove la squadra di basket iberica fu costretta a restituire la medaglia d’oro quando si scoprì che nel team su 12 giocatori solo 2 erano realmente disabili: “fu una truffa enorme e vergognosa che stride con il messaggio del film” sottolinea Fesser, che vive la corsa agli Oscar, con l’attitudine che ha imparato dai suoi protagonisti: “Ci stiamo godendo questo bellissimo percorso, il risultato finale non conta”. Tra gli spettatori all’anteprima per la stampa c’erano anche alcuni campioni italiani disabili che stanno raccogliendo vittorie nel mondo come i cestisti Francesco Leocata e Alessandro Ciceri, con il loro allenatore Giuliano Bufacchi; Nicole Orlando, plurivincitrice in più sport di medaglie d’oro e d’argento, oltre che ‘Iena’ e ex concorrente a Ballando con le stelle (“io non mollo mai” dice sorridendo) e Ruud Koutiki, atleta di punta della Nazionale di Atletica leggera paralimpica.

– PARMA

– PARMA, 12 NOV – Prende il via l’edizione 2018 del Parma Film Festival, una settimana di eventi legata al mondo del cinema.
In programma appuntamenti, eventi e incontri che dalla mattina, con le proiezioni riservate alle scuole (cinebreakfast), alla sera, con le anteprime accompagnate da registi e interpreti di fama internazionale, incrocerà il pubblico.
Sei le proiezioni serali. Si inizia questa sera con Alberto Fasulo, l’autore di ‘Menocchio’, unico film italiano in concorso quest’anno a Locarno, per proseguire con il film e l’atto dal vivo di Stefano Ricci, una performance tra musica e disegno.
Mercoledì è la volta di “Notti magiche” mentre giovedì tocca all’anteprima di ‘Cold war’, accompagnato in sala da Andrea Occhipinti e infine venerdì viene proiettato ‘Still recording’, il film vincitore della Settimana della critica a Venezia. Gran finale, sabato , con un’altra anteprima: ‘Troppa grazia’ che vedrà la partecipazione del regista Gianni Zanasi e dell’attrice Alba Rohrwacher.   [print-me title=”STAMPA”]

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