Ultimo aggiornamento 17 Novembre, 2018, 08:49:19 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
DALLE 09:30 DI VENERDì 16 NOVEMBRE 2018
ALLE 08:49 DI SABATO 17 NOVEMBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Dori Ghezzi, Fabrizio liberava le parole
In un libro brani e interventi, anche inediti, a 20 anni morte
16 novembre 201809:30
Tra scambisti e ladri un cinepanettone al velenoIn sala Cosa fai a Capodanno? Con Argentero e Pastorelli
16 novembre 201809:33
Dubuffet, ‘L’arte in gioco’ in 140 opereE ‘La vita materiale’ propone connessioni con l’antologica
REGGIO EMILIA16 novembre 201810:42
Gli italiani all’estero per Matera 2019Il 18 e il 19 novembre, in città, l’Assemblea del Cgie
MATERA16 novembre 201810:45
Da Johannesburg a Genova, nel ricordo di Mandela60 opere straordinarie dall’affascinante Art Gallery sudafricana
GENOVA16 novembre 201818:57
De Giovanni, i Bastardi? ci sarannoAutore a Milano per Bookcity. Targa da Cavalieri Tavola Campana
MILANO16 novembre 201811:19
X Factor: al quarto live il pubblico ha eliminato i Seveso Casino PalaceAnastasio impressiona con i Pink Floyd in italiano
16 novembre 201814:27
Laura Pausini trionfa a Latin Grammy AwardsPrima italiana a vincere ‘Best traditional pop vocal album’
16 novembre 201819:49
Scala, successo prima mondiale KurtagIn scena Fin de partie, applaudita per otto minuti
MILANO16 novembre 201812:30
Alan Stivell, 3 date in ItaliaArpista alfiere della musica celtica, presenta nuovo album
VENEZIA16 novembre 201812:37
Will McNicol a Pieve di CentoIl chitarrista inglese terrà anche un workshop
BOLOGNA16 novembre 201812:40
Endemol compra diritti biografia TattiloDa libro Dario Biagi su imprenditrice italiana di Playmen
16 novembre 201813:59
Insinna a teatro con detenuti PescaraStoria di condannato a 30 anni, in scena in carcere l’ 1/12
PESCARA16 novembre 201814:26
Amendola in poliziesco tv Nero a MetàSu Rai1, sei prime serate da lunedì 19 novembre
16 novembre 201820:37
Fumetti, a Bologna l’omaggio a BonviIncontri e proiezioni in attesa mostra ‘Sturmtruppen 50 anni’
BOLOGNA16 novembre 201814:58
Diavoli sul set, nel cast entra SmutniakRiprese tra Roma e Londra della serie Sky con Borghi e Dempsey
16 novembre 201819:50
L’Amica Geniale domenica su HBOIn Italia il 27 novembre. Gyllenhaal sarà regista Figlia Oscura
NEW YORK16 novembre 201815:41
Agrigento celebra 60 anni del GattopardoNell’anniversario morte Sciascia. Iniziativa a teatro Pirandello
PALERMO16 novembre 201815:47
Strindberg con Pession e GuancialeNuova versione del Franco Parenti di ‘After Miss Julie’
16 novembre 201815:48
I Solisti Aquilani incidono VivaldiEnsemble presenta Le Quattro Stagioni per risvegliare coscienza
16 novembre 201817:18
Al Bano, non voglio più ritirarmiAgenda di concerti nel mondo nel 2019, ho ritrovato forza
BARI16 novembre 201819:53
Hockney, record asta per artista viventeCon 90 milioni batte Koons con iconica tela 1972 da Christie’s
NEW YORK16 novembre 201816:49
Coop, 70 anni di valori in mostraPercorso interattivo narra storia e prodotti, dal logo agli spot
16 novembre 201817:11
A Bologna concerto di Natale Jethro TullAlla chiesa di San Salvatore il 12/12, verso il tutto esaurito
BOLOGNA16 novembre 201817:17
Collana 18 mt in nuovo store Chanel a NYLa scultura è di J.M. Othoniel. Flagship rifatto da Peter Marino
ROMA16 novembre 201817:19
Volto di Michelangelo ritrovato nel restauro della pala di VasariE di Rosso Fiorentino. Per intervento donazioni da 13 paesi
FIRENZE16 novembre 201819:51
Biennale Architettura, ultima settimanaArsenale e Giardini, padiglioni chiuderanno domenica 25
VENEZIA16 novembre 201817:30
A Firenze fuochi artificio Cai Guo-QiangE’ City of Flowers in the Sky, opera ispirata Botticelli
FIRENZE16 novembre 201818:16
Addio a Goldman, sceneggiatore leggendaFirmo’ copioni Butch Cassidy, Tutti gli Uomini del Presidente
NEW YORK16 novembre 201819:47
Antonella Ruggiero, esce la raccolta115 brani dal 1996 a oggi in uscita il 20 novembre
16 novembre 201818:33
Ralph sul web tra principesse e hatersSequel Disney ‘Ralph spacca internet’ in sala da primo gennaio
16 novembre 201819:30
Una Stella per vincitore Hell’s KitchenIl vicentino Matteo Grandi si è imposto nella prima edizione
16 novembre 201820:18
Salmo conquista le classifiche musicaliPlaylist primo tra album più venduti e vinili, singoli 14 posti
16 novembre 201820:30
Iannacone, racconto il PaeseDal 18 novembre torna su Rai3 i 10 comandamenti
17 novembre 201808:49
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A CURA DELLA FONDAZIONE FABRIZIO DE ANDRE’ ONLUS, ‘ANCHE LE PAROLE SONO NOMADI-I VINTI E I FUTURI VINCITORI CANTATI DA FABRIZIO DE ANDRE” (CHIARELETTERE, PP 180, EURO 18,00). Le parole di Fabrizio De André, nei brani delle canzoni, negli appunti prima dei concerti o nelle registrazioni sbobinate per trovare i suoi aneddoti e pensieri. Il suo sguardo sul mondo sempre rivolto agli ultimi, agli emarginati, alla libertà, all’anarchia, lontano dalla ricerca del potere. Ce lo restituisce il nuovo percorso di rilettura di oltre 40 testi di canzoni, accompagnate dalle sue riflessioni e interventi, alcuni inediti, proposta nel libro ‘Anche le parole sono nomadi – I vinti e futuri vincitori cantati da Fabrizio De André, che arriva in libreria per Chiarelettere, con l’introduzione di Dori Ghezzi e la postfazione di Erri De Luca.
E’ il volume per il ventennale dalla morte di De André, che cade l’11 gennaio 2019, a cura della Fondazione Fabrizio De André Onlus, e sarà presentato al Teatro dal Verme di Milano, nell’ambito di Bookcity, il 17 novembre, con Bedy Moratti, David Riondino, Massimo Fini, Lorenzo Fazio, Dori Ghezzi e con la partecipazione musicale di The André. “Abbiamo cercato di ricostruire diversi temi, partendo dall’infanzia negata (L’Infanzia di Maria) fino al riscatto e quindi alla speranza. Anche dove c’è la morte, come in Marinella, Fabrizio la riscatta, in qualche modo. Passiamo attraverso tematiche come il conflitto che non è mai inteso come violenza, guerra ma sentito dall’interno. E poi la cecità che è quella di non capire o non voler comprendere le cose” dice Dori Ghezzi. “L’immagine di copertina è molto significativa. L’ho scelta io, sembra che Fabrizio stia liberando le parole. E’ su una roccia in Sardegna e urla, ma non di rabbia, con un sorriso” spiega Dori Ghezzi che ha molto a cuore questo libro in cui “ci sono inediti e aneddoti interessanti, tra cui il divertente racconto di come è nato il personaggio di Fracchia”.
Lei, che vorrebbe sempre restare dietro le quinte e invece si trova ogni volta sul palco, ricorda come il tipo di mondo che desiderava Fabrizio e non è riuscito a vedere si riassuma nella frase: ‘poi ad un tratto l’amore scoppiò dappertutto’. Chissà se riusciremo ad arrivare un giorno a questo modo di dialogare e capirci”. Per il ventennale dalla morte ci sono “una marea di progetti. Noi ne abbiamo uno con Fabio Fazio in Rai che slitterà, dobbiamo posticiparlo, ma sempre entro l’anno. Sono coinvolti artisti stranieri, che hanno già detto sì, e ci saranno diversi collegamenti come è stato per il decennale con Spoon River”. Tra le cose “meravigliose, a cui io non partecipo per pudore e per non interrompere la magia, – spiega la Ghezzi – l’incontro che avviene ogni anno il pomeriggio dell’11 a piazza Duomo a Milano che si riempie di persone, dai nonni ai nipoti, alcuni con il proprio strumento, che per ore cantano le canzoni di Fabrizio. Mi hanno detto che accade anche a Roma, credo al Gianicolo o al Pincio. Per me è il tributo più bello, lo chiamano il canto anarchico”.
Nel libro, sicuramente “altre canzoni si potevano inserire, però così c’è la misura giusta, una buona suddivisione fra il dialogo e la sequenza dei testi” dice la Ghezzi ma non pensa a un seguito: “Per ora no. Se camperò a lungo può essere o magari qualcuno lo farà senza di me, tanto Fabrizio ci sopravviverà”. E dopo la fiction Rai ‘Fabrizio De Andre’. Principe Libero’ potrebbe esserci un film e il regista non è escluso che possa essere Wim Wenders. “Con la fiction alla fine abbiamo avuto un risultato abbastanza appagante, anche se è stato molto sofferto ed erano inevitabili certi compromessi. Nel film per le sale, se mai si farà, potrebbe entrare più in gioco il senso del lavoro di Fabrizio, come creava le canzoni e si esprimeva. Mi arrivano ancora dei messaggi da parte di Wim Wenders che è sempre molto aperto a fare qualcosa su Fabrizio del quale è un grande appassionato, commovente quasi. Abbiamo anche tanti grandi registi italiani. Vediamo, la porta è sempre aperta”.
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In una baita in montagna piena di neve si incontrano per il cenone di fine anno un eterogeneo gruppo di persone così composto: scambisti molto determinati, ladri, una raffinata donna borghese con toy boy e un anziano politico razzista su sedia a rotelle con tanto di giovane compagna. E mentre queste coppie attendono cena e sesso, nulla va per il senso giusto. Questo lo scenario di ‘Cosa fai a Capodanno’, black comedy che guarda ai Coen e Tarantino come al cinema horror e western, esordio alla regia di Filippo Bologna, sceneggiatore (è stato uno degli autori di ‘Perfetti sconosciuti’) e scrittore.
Il film, in sala dal 15 novembre con Vision Distribution in 350 copie, nasce volutamente nel segno della contaminazione dei generi: “Il cinepanettone tradizionale è legato a un’Italia che non esiste più – dice oggi a Roma il neo-regista -. Niente da dire su questo tipo di prodotti che hanno un’importante funzione sociale, ma io volevo fare un cinepanettone anomalo, un cinepanettone pieno di veleno di topi”. Nel cast di questo comedy-drama da camera: Luca Argentero, Ilenia Pastorelli, Alessandro Haber, Vittoria Puccini, Isabella Ferrari, Valentina Lodovini e Riccardo Scamarcio.
Siamo appunto nella sera del 31 dicembre e il furgone di una ditta di catering carico di aragoste, ostriche e champagne cerca di raggiungere uno sperduto chalet di montagna dove c’è chi ha deciso di salutare l’arrivo del nuovo anno con una serata tra scambisti. Gli invitati: sono Marina (Lodovini) e Valerio (Scamarcio), coppia di neo-sposi aperti alla trasgressione; Romano (Haber), politico di destra in sedia a rotelle accompagnato da Nancy (Puccini); Domitilla (Ferrari) signora dell’alta borghesia che arriva nella casa con quello che sembra il suo toy-boy (Ludovico Succio). Ad accogliere gli ospiti non ci saranno però i veri padroni di casa, ma gli impacciati Mirko (Argentero), cinico e vigliacco, e la sottomessa Iole (Pastorelli). Da qui tutta una serie di equivoci per una serata che si rivelerà con poco sesso, ma con tutta una serie di colpi di scena accompagnata dalle musiche di Pasquale Catalano a canzoni come Kobra di Donatella Rettore, Mamma Maria dei Ricchi e poveri e Ragazzina di Peppino Gagliardi (per citarne solo alcune).
“Volevo semplicemente parlare di relazioni di uomini e donne di diversa classe sociale attraverso il sesso che unisce un po’ tutti – spiega Bologna -. Fare insomma una commedia diversa perché la creatività italiana non deve vivere più di complessi.
‘Perfetti sconosciuti’, ad esempio, è stato venduto in 27 paesi, da noi – conclude – ci sono attori, sceneggiatori e registi con tanta potenzialità da poter essere davvero ambiziosi”.
Dice Argentero del suo personaggio: “È un uomo senza alcuna possibilità di redenzione, un meschino dall’inizio alla fine”, mentre la Pastorelli spiega che la sua popolare Iole “è solo una donna che sembra fatta in un modo, ma che alla fine trova la forza di ribellarsi”.
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REGGIO EMILIA
– Palazzo Magnani di Reggio Emilia celebra Jean Dubuffet (1901-1985), uno dei maggiori pittori del Novecento, protagonista dell’Informale. Una mostra in programma dal 17 novembre al 3 marzo – ‘L’arte in gioco.
Materia e spirito 1943-1985’ – ne illustra la figura di genio universale e multiforme, esplorando i numerosi cicli creativi, le ricerche, le sperimentazioni tecniche inedite e originali.
La rassegna, curata da Martina Mazzotta e Frederic Jaeger, presenta una selezione di 140 opere – dipinti, disegni, grafiche, sculture, libri d’artista, dischi – provenienti dalla Fondation Dubuffet e dal Musée des Arts Décoratifs di Parigi, ma anche da musei e collezioni private di Francia, Svizzera, Austria e Italia, oltre a 30 lavori protagonisti dell’art brut, termine coniato da Dubuffet per indicare una forma di espressione artistica spontanea. Nelle stesse date a Palazzo da Mosto un’altra mostra offre connessioni con l’antologica dedicata a Dubuffet: è ‘La vita materiale-otto stanze, otto storie’. L’esposizione, che inaugura una nuova stagione del contemporaneo della Fondazione Palazzo Magnani, presenta la ricerca di otto artiste italiane – Chiara Camoni, Alice Cattaneo, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Lodovica Gioscia, Loredana Longo, Claudia Losi, Sabrina Mezzaqui – accomunate dall’impiego e rigenerazione di materiali spesso umili e tradizionalmente associati all’artigianato, che trovano un originale spazio nel loro lavoro artistico. Lo spettatore è invitato a scoprire otto habitat, otto ambienti a cui ogni artista ha dato un titolo, in cui ognuna di loro ha proposto il proprio mondo. La mostra coinvolge e interroga i sensi, vista e tatto in particolare, “perché la nostra esperienza passa attraverso il corpo che crea sinestesie con ciò che lo circonda”.
– MATERA
– Il 18 e 19 novembre, ospite della Fondazione Matera – Basilicata 2019, il Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie), insieme ad altre istituzioni, si riunirà in una assemblea plenaria nella Città dei Sassi. Nella serata del 18, tutti i presenti saranno nominati ‘Ambasciatori di Matera capitale della cultura europea’. Lo ha reso noto l’ufficio stampa del Consiglio regionale della Basilicata, specificando che “l’obiettivo dell’evento, che sarà condiviso anche con i rappresentanti delle Consulte regionali dell’emigrazione e dei Musei dell’emigrazione presenti in Italia, è quello di sottolineare il ruolo del Consiglio generale quale promotore di cultura presso le collettività all’estero e le rispettive comunità di appartenenza”.
GENOVA – Una donna, lady Florence Phillips, e un diamante fecero nascere, tanti anni fa, la Johannesburg Art Gallery, una delle più affascinanti gallerie del mondo. Oggi la Johannesburg presta i suoi splendidi capolavori a Palazzo Ducale di Genova per ricordare al mondo il centenario della nascita di Nelson Mandela. La mostra, ‘Da Monet a Bacon – Capolavori della Johannesburg Art Gallery’, si apre al pubblico domani e chiuderà il 3 marzo 2019.
Come tutti gli allestimenti di Palazzo Ducale, più che una mera esposizione ‘Da Monet a Bacon’ è un racconto, avvolgente e morbido che prende idealmente avvio dall’Ottocento inglese e da due opere di William Turner e prosegue con il dipinto di Alma-Tadema ‘La morte del primogenito’ raffinata e malinconica scena ambientata in un oscuro e immaginifico Egitto, e con i lavori di due dei maggiori esponenti dei Preraffaelliti, John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti di cui viene esposto il ‘Regina cordium’, ritratto di quella Elizabeth Siddal con la quale il pittore visse un’intensa e sfortunata storia d’amore.
La mostra continua con un’ampia sezione dedicata agli esiti della pittura di fine Ottocento e si apre con quei pittori che scelsero un nuovo approccio al vero in pittura con un piccolo ‘Paesaggio’ di Jean-Baptiste Camille Corot, la scogliera normanna di Etretat di Gustave Courbet e Jean-François Millet.
La generazione impressionista, introdotta da Eugène Boudin e Johan Barthold Jongkind, viene rappresentata da Edgar Degas con lesue ‘Due ballerine’), la bellissima ‘Primavera’ di Claude Monet e ‘Sulla riva del fiume a Veneux di Alfred Sisley. Avanti: ci sono i post-impressionisti Paul Cézanne (I Bagnanti), Vincent Van Gogh (Ritratto di un uomo anziano), Pierre Bonnard, Edouard Vuillard e oltre: varcando la soglia del Novecento, s’incontrano le opere di due dei maestri più celebrati del secolo: Henri Matisse e Pablo Picasso che aprono alle nuove istanze dell’arte contemporanea con Ossip Zadkine e altri. Non mancano esponenti della seconda metà del secolo: Francis Bacon e Henry Moore e i due protagonisti della pop art americana come Andy Warhol, al Ducale con il trittico dedicato a Joseph Beuys. La mostra viene chiusa dall’arte che si è sviluppata in Sudafrica nel Novecento: Maggie Laubser, una delle esponenti dell’espressionismo sudafricano, Maude Sumner, Selby Mvusi e George Pemba, pittori dai forti interessi per il sociale che raccontano le tradizioni del Paese e la vita urbana e la realtà dell’Apartheid.
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“Io non faccio morire proprio nessuno, chi sono poi io? Dio?”. Ha risposto così scherzando lo scrittore Maurizio De Giovanni a tutti i suoi fans che volevano scoprire che fine fanno i ‘Bastardi di Pizzofalcone’, durante la consegna di una targa speciale dell’Associazione Cavalieri della Tavola Campana. L’ultima puntata della fiction tratta dai suoi libri, in onda su Rai1, termina infatti con quello che sembra un attentato. Un finale aperto che aprirà la strada ad una terza serie, ma che ha lasciato qualche perplessità. “Tranquilli, non mancheranno le sorprese”, ha detto lo scrittore napoletano, a Milano per Bookcity. De Giovanni ha ricevuto la targa da Alessandro Mazzone, presidente dei ‘Cavalieri’, in una serata che il sodalizio fondato una decina di anni fa a Milano per promuovere cultura partenopea ha dedicato allo scrittore. “Sono molto felice di essere in questa città – ha ringraziato – ma credo che non potrei scrivere altrove che a Napoli”. Il 27 novembre uscirà il suo prossimo libro, ‘Vuoto’.
Quarto Live per XFactor aperto con una protagonista d’eccezione: Germaine Acogny, la 74enne coreografa senegalese, considerata la madre della danza africana. Acogny si è esibita, insieme ai concorrenti, nelle coreografie create da lei stessa e da Aaron Sillis, sulle note di I Will Fall For You di Woodkid. Ospiti della serata anche Enrico Nigiotti e Gianna Nannini e Max Gazzé.Aprono la prima manche del quarto Live i Seveso Casino Palace. La band hard rock si è salvata all’Ultimo Scontro nel terzo live esibendosi in un pezzo che, secondo la cantante Silvia, parla perfettamente di loro: “Standing In The Way Of Control” dei The Gossip!. Poi Renza Castelli, la chitarrista di Fedez, elegante e raffinata con “La costruzione di un amore” nella versione di Mia Martini.E’ la volta di Martina Attili che si esibisce in un pezzo di Birdy “Strange Birds”, reinterpretato a modo suo, con l’aggiunta di alcune strofe scritte insieme a Luna e Sherol.A finire all’Ultimo scontro sono ancora una volta i ‘Seveso Casino Palace’.La seconda manche si apre con Naomi con “Crisi metropolitana” di Giuni Russo e Franco Battiato. Poi è la volta di Leo Gassmann alla prova con un pezzo in italiano, che dedica ad una persona per lui molto speciale: “Pianeti” di Ultimo. Chiude la seconda manche Sherol Dos Santos con un grande classico: ‘I Will always love you’ di Whitney Houston.Naomi dovrà affrontare l’Ultimo scontro.Match tosto nella terza manche con Anastasio, protagonista di una versione italiana addirittura dei Pink Floyd ‘Another brick in the wall’. Poi è la volta di Luna con ‘Eppur mi son scordato di te’ di Battisti. E infine i BowLand che si cimenta in “Drop The Game” di Chet Faker & Flume.E’ Luna a dover affrontare l’Ultimo scontro. Dal quale escono eliminati i ‘Seveso Casino Palace’.
Laura Pausini è la prima cantante italiana a vincere il Latin Grammy Award nella categoria ‘Best Traditional Pop Vocal Album’. Il premio le è stato consegnato a Las Vegas durante la celebre giornata dedicata ai più importanti riconoscimenti dell’industria della musica latina.La Pausini si è aggiudicata il Premio per il disco ‘Hazte Sentir’, versione spagnola dell’album ‘Fatti sentire’ (Atlantic/ Warner Music), che è entrato nella top ten delle classifiche internazionali degli album più venduti. “Non trovo le parole per esprimere il mio stato d’animo nel ricevere questo Award per il mio album #fattisentire. Il significato dietro a questo titolo è ‘Fai quello che sei senza vergognarti mai'” ha detto la cantante. E il 7 dicembre uscirà in più versioni in tutto il mondo ‘Fatti sentire ancora’ (Atlantic/Warner Music), la special edition dell’ultimo disco ‘Fatti sentire’ con il duetto inedito con Biagio Antonacci ‘Il coraggio di andare’.
– Gyorgy Kurtag non era alla Scala per la prima mondiale della sua unica opera, ‘Samuel Beckett: Fin de partie’, ma alla fine dell’esecuzione gli applausi più calorosi sono stati per lui. Un tributo al compositore 92enne, quando sul palco il direttore d’orchestra Markus Stenz ha portato la partitura con sopra il nome di Kurtag. Sono stati in tutto otto i minuti di battimano alla fine della prima dell’opera, che ha messo in musica uno dei testi più conosciuti di Beckett. Kurtag l’ha potuta ascoltare dal Budapest Music Center dove ha un appartamento e dove è stata allestita una sala per permettere a lui e alla moglie Marta di ascoltare la diretta (trasmessa da Radio 3). Alla Scala era invece presente a rendergli omaggio il primo ministro ungherese Viktor Orban.
Soddisfattissimo il sovrintendente del teatro Alexander Pereira che dal 2007 ha incalzato Kurtag perché componesse l’opera.
– VENEZIA
– Alan Stivell, alfiere della musica bretone e celebre arpista, festeggia i 50 anni di carriera presentando in tour alcuni tra i brani più suggestivi che lo hanno portato al successo, oltre al suo ultimo album “Human-Kelt”.
L’artista arriva in Italia a marzo per tre live prodotti da Musical Box 2.0 Promotion: il 21 a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, il 22 a Mestre al Teatro Corso e il 23 a Morbegno (Sondrio), all’Auditorium Sant’Antonio.
Raffinato “alchimista” tra passato e presente, Stivell è considerato il precursore della rinascita della musica bretone e creatore della musica celtica; la fama mondiale arriva nei primi anni Settanta, subito dopo la pubblicazione del leggendario album “Renaissance de la harpe celtique” (1970), disco che ha venduto un milione di copie. Alla realizzazione di “Human-Kelt” (World Village/Self) hanno collaborato molti grandi esponenti della scena musicale internazionale, tra cui Angelo Branduardi, Bob Geldof.
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BOLOGNA
– La stagione Agorà, promossa dai comuni della Unione Reno Galliera della Città Metropolitana di Bologna, ospiterà il 17 novembre alle 21 al Teatro Zeppilli di Pieve di Cento il chitarrista inglese Will McNicol, unica data italiana di un tour che ha già toccato Gran Bretagna, Canada, Cina, Usa e Africa.
Considerato uno dei migliori chitarristi al mondo, eletto chitarrista dell’anno nel 2011 dalla più importante rivista del settore (Guitarist), Will McNicol proporrà brani dai suoi quattro album, di cui l’ultimo da poco uscito, per chitarra classica e acustica. Dopo avere iniziato lo studio dello strumento a sei anni, McNicol si è diplomato in chitarra classica al Trinity College di Londra: da allora ha suonato con alcuni tra i più grandi della scena acustica mondiale come Pierre Bensusan, Clive Carroll, Jon Gomm, Martin Simpson e Mumford & Sons. Domenica 18 novembre, dalle ore 10 alle 13, Will McNicol terrà anche un workshop di chitarra presso il Circolo Kino di Pieve di Cento.
– Endemol Shine Italy ha acquisito i diritti di “Adelina Tattilo. Una favola sexy” (ed. Odoya), l’unica biografia autorizzata che racconta la storia di una delle protagoniste dell’editoria degli anni ’60 e ’70, Adelina Tattilo, l’imprenditrice che ha lanciato Playmen, la prima rivista erotica patinata in Italia, sfidando così, sul suo stesso terreno, il re del genere Hugh Hefner e il suo Playboy. Dal libro, scritto dal giornalista Dario Biagi, Endemol Shine Italy realizzerà con la collaborazione esclusiva degli eredi diretti una serie televisiva che racconterà la vita personale e professionale di una delle donne più all’avanguardia di quegli anni. Alla vigilia del sessantotto, la Tattilo fu pioniera nel dare il via alla trasformazione dei costumi sociali e sessuali del nostro paese imponendo, con il suo mensile, un nuova concezione del comune senso del pudore unita a contenuti di spessore culturale e interviste di grandi scrittori, registi, artisti. Grande donna e grande imprenditrice, nota per le sue battaglie culturali ma anche per essere diventata la regina dei salotti romani negli anni’80, Adelina Tattilo ha fondato, con le sue riviste, un vero e proprio impero editoriale, raggiungendo fama e prestigio anche a livello internazionale.
– PESCARA
– L’infanzia trascorsa a giocare sui prati di borgata a Roma, gli anni dell’adolescenza e quelli sempre più bui tra droga, furti e risse allo stadio e, poi, in un crescendo di follia, una notte accade l’irreparabile. Da lì la condanna a 30 anni di reclusione per omicidio di primo grado.
Una storia vera, senza sconti, questa di Attilio Frasca, classe ’70, raccontata nel libro ‘Cento lettere. Dalle sbarre alle stelle’, scritto a quattro mani dallo stesso Frasca con il regista Rai Fabio Masi (Itaca Edizioni), che raccoglie dieci anni di corrispondenza tra Frasca e l’amico Massimo. Ora la loro storia è diventata anche una rappresentazione teatrale con l’adattamento di Ariele Vincenti. A recitare 10 detenuti del carcere di Pescara guidati dalla sapiente maestria di Flavio Insinna, nei panni dell’amico di Attilio, Massimo. Il debutto è per il 1/o dicembre nella sala teatrale della Casa circondariale di Pescara, con il sostegno del Teatro Stabile d’Abruzzo diretto da Simone Cristicchi.A Insinna è affidato il ruolo di voce narrante, con la volontà di raccontare la parabola dell’uomo al di là del vissuto personale di ciascun detenuto. “Da anni non mi emozionavo così alle prove”, afferma Insinna. Lo spettacolo arriva al termine di un percorso teatrale durato sette mesi in sinergia con il direttore, le assistenti sociali e le psicologhe della Casa circondariale di Pescara. I lavori si sono svolti nella sala teatrale della struttura, che ospiterà anche il debutto, sabato 1 dicembre (su inviti). “Come il libro – spiega il regista Ariele Vincenti – lo spettacolo racconta la vita criminale di Frasca, dai primi reati alla lunga carcerazione”.
Fanno da corollario coreografie ballate, scene di delirio e violenza collettiva, ma anche numerose situazioni ilari e grottesche. Tutto accompagnato dall’uso scenico delle canzoni di Emilio Stella, cantautore romano.
“La vera amicizia è senza giudizio: Massimo non giudica Attilio ma gli sta a fianco e lo conforta”, dice Insinna mentre per il direttore della Casa Circondariale di Pescara, Franco Pettinelli “la mancanza di libertà, paradossalmente, si può trasformare in libertà di scelta di cambiamento”.
Nero a metà è una serie che racconta Roma e il suo tessuto urbano, e che rispecchia l’oggi e le sue contraddizioni. È ambientata in una Roma inedita e multietnica, quella dell’Esquilino, nel commissariato Rione Monti e in particolare nella sezione investigativa. Claudio Amendola (Carlo Guerrieri), e il suo collega giovane e ambizioso Miguel Gobbo Diaz (Malik Soprani), vittima dei pregiudizi per il colore della pelle sono i protagonisti della nuova fiction Nero a Metà, sei prime serate su Rai1 da lunedì 19 novembre.Una capitale che si è vista raramente si diceva, con le sue mille contraddizioni e le sue ombre, i vicoli che di notte si popolano di spacciatori – alcune immagini rimandano alla cronaca recente (ma le scene è bene ricordarlo sono state girate più di un anno prima dei drammatici fatti di Desireè. C’è anche un caso su una ragazza che nella fiction viene trovata senza vita a Fiumicino in una valigia e la memoria corre a Macerata ndr.). Una produzione Rai Fiction – Cattleya, in collaborazione con Netflix, prodotta da Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz, che segna il grande ritorno di Amendola sulla rete ammiraglia Rai. Una serie diretta da Marco Pontecorvo, con Miguel Gobbo Diaz, Fortunato Cerlino, Rosa Diletta Rossi, Alessandro Sperduti, Margherita Vicario e la partecipazione di Angela Finocchiaro. Claudio Amendola: “Carlo Guerrieri è un po’ ruvido, allergico ai superiori, ma anche capace di tirare fuori le carezze; è un capo amato dalla sua squadra”.Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta sottolinea: “Questa è anche una storia sul pregiudizio per il colore della pelle e per l’estrazione sociale diversa”.Riccardo Tozzi di Cattleya: “Il crime è stato per tanto tempo il nostro pane quotidiano, da Romanzo Criminale a Gomorra, passando per Suburra. Cerlino con noi non ha mai fatto una risata, qui per la prima volta sì”. Ma aggiunge il produttore: “In Nero a Metà c’è uno sguardo sull’intolleranza laico, non manicheo trionfa lo humour tipico di Roma”. Nella prima puntata viene usata una frase politicamente scorretta: “Ci siamo fatti fregare dal negro” dice Amendola in una scena della prima puntata”. “La battuta con la parola che non si dice la facciamo tutti”. Ma Guerrieri sa essere giusto, sa rapportarsi con gli altri. La sceneggiatrice Donatella Diamanti: “È una serie, è un percorso, ma di certo non sdoganiamo il razzismo. ‘Parola orrenda detta in un momento di rabbia, poi non verrà più usata, perchè si renderà conto che ha sbagliato di grosso, è un uomo come tanti in grado di migliorarsi, poi ci sono quelli che non sono in grado, lo sappiamo” .Marco Pontecorvo: “Il tema dell’integrazione lo abbiamo affrontato partendo dai personaggi e dalla loro diversità; questa serie dimostra che l’integrazione è possibile, visto che Malik è perfettamente integrato; il problema è il pregiudizio”. La serie è una provocazione alla classe politica attuale? Amendola: ” Per cortesia, abbiamo finito di girare ad aprile, il governo doveva ancora insediarsi. Quindi no”. Una curiosità, Amendola tifoso sfegatato della Roma, in questa serie è un appassionato di rugby “uno sport più adatto al personaggio” Invece da cittadino come la trova questa città: “Dico che è un disastro, ma forse dovremmo tutti noi essere più accorti, dalla raccolta differenziata, ai parcheggi selvaggi, potremmo prendercene cura, non voglio dire affatto che faccio il tifo per questa amministrazione ma cerchiamo di volergli bene facendo tutti nel nostro piccolo qualcosa”. Amendola è rasato perchè ha da poco terminato le riprese del film ‘Abbi fede’ con nel cast lo stesso Pasotti girato a Bolzano. La pellicola tratta la vicenda di un prete ottimista (Pasotti) a cui piace occuparsi di cause perse che a un certo punto s’imbatte in un criminale psicopatico nel mezzo della sua riabilitazione (Amendola).
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BOLOGNA
– Un ciclo di incontri e proiezioni dedicate a Bonvi, al cinema Lumière di Bologna, in attesa della mostra ‘Sturmtruppen 50 anni’, in programma a palazzo Fava dal 7 dicembre al 7 aprile: l’omaggio a Franco Bonvicini, uno dei più geniali protagonisti della grande tradizione fumettistica bolognese, parte il 19 novembre (ore 18) con l’incontro ‘Danke! Bitte! 50 anni di Sturmtruppen’, che apre la settimana di BilBOlbul, Festival internazionale del Fumetto. Vi prenderanno parte la figlia di Bonvi, Sofia, il fumettista Tuono Pettinato, al secolo Andrea Paggiaro, e lo scrittore Ugo Cornia.
Di Franco Bonvicini si sono occupati anche gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, guidati in un workshop alla rielaborazione delle sue strisce, per rileggere e rivisitare con un immaginario moderno, da parte di ragazzi che non hanno incontrato nella loro infanzia i ‘soldaten’, un’opera che ha segnato un’epoca di lettori. I quattro migliori lavori saranno esposti nella mostra di palazzo Fava. Le proiezioni, in programma dal 26 novembre, mostreranno gli stimoli cinematografici che hanno ispirato Bonvi e i film che ha amato e sentito vicini al proprio immaginario, o ai quali ha collaborato: da ‘Uomini contro’ di Francesco Rosi, rievocazione della Prima Guerra mondiale in chiave antimilitarista, a ‘Comma 22’ di Mike Nichols (9/12), commedia che denuncia la follia della guerra, da ‘Flashback’ di Felice Andreassi, girato nel ’68 a Castel del Rio ed al quale Bonvi collaborò come truccatore e per gli effetti speciali (11/12), a ‘Brazil’ di Terry Gilliam, grido di denuncia contro le dittature, che chiuderà la rassegna il 16 dicembre.
Tra Roma e Londra sono in corso le riprese di Diavoli, la nuova serie originale Sky in 10 episodi, prodotta da Lux Vide, basata sull’omonimo best seller (ed. Rizzoli) di Guido Maria Brera, una storia di finanza, potere e disinganni. Nelle foto rilasciate, relative al set romano, si vedono per la prima volta con il look di scena Patrick Dempsey e Alessandro Borghi nei panni dei due protagonisti della serie Dominic Morgan e Massimo Ruggero. E vengono annunciati oggi due nuovi interpreti della serie: Kasia Smutniak che sarà Nina Morgan, la bella e sofisticata moglie del personaggio interpretato da Patrick Dempsey e Lars Mikkelsen nel ruolo di Daniel Duval, il carismatico leader di un’organizzazione internazionale che pubblica informazioni segrete di ambito finanziario.Alla regia di questo nuovo progetto internazionale l’inglese Nick Hurran (Sherlock, per cui è stato nominato agli Emmy). Lo affiancherà nel team di regia l’italiano Jan Michelini (I Medici). Diavoli è ambientata nella sede londinese dell’americana New York – London Investment Bank (NYL), una delle più grandi banche di investimento nella città, dove lo spregiudicato Head of Trading Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) è stato accolto dall’Italia e cresciuto nel mondo finanziario da Dominic Morgan (Patrick Dempsey), CEO della banca. Massimo è il perfetto esempio di self-made man: italiano e di origini umili, si è guadagnato il suo posto al sole nell’olimpo della finanza grazie al un intuito straordinario che lo rende il migliore nel suo campo. Dominic è uno degli uomini più potenti della finanza mondiale, ha un profondo legame con Massimo che lo considera il suo mentore, e ha però degli interessi che lo stesso Massimo non può nemmeno immaginare. Quando Massimo si troverà coinvolto in una guerra finanziaria intercontinentale che colpisce l’Europa, dovrà scegliere se allearsi con il suo mentore oppure combatterlo. l team di scrittura include Alessandro Sermoneta, Mario Ruggeri, Elena Bucaccio, Guido Maria Brera, Chris Lunt, Michael Walker, Ben Harris, Daniele Cesarano, Ezio Abate e Barbara Petronio.
– NEW YORK
– Riesplode in America la Ferrante-mania alla vigilia dell’uscita sulla rete HBO dell'”Amica geniale”. La serie televisiva dell’anno e’ “una bella botta emotiva”, secondo il magazine Rolling Stone che ha applaudito senza riserve la produzione Hbo-Rai Fiction con Timvision, realizzata da Wildside e Fandango e con il premio Oscar Paolo Sorrentino produttore esecutivo.
Per il settimanale “New Yorker” le otto puntate dirette da Saverio Costanzo e ispirate al best-seller mondiale di Elena Ferrante, sono “uno spot di Prada sul malessere della classe operaia ma con accenti di umile tenerezza”. L’amicizia tra le bambine Elena Greco e Lila Cerullo che nasce sui banchi di scuola di un rione napoletano negli anni Cinquanta arrivera’ domenica in prima serata e in Italia in differita di una settimana, il 27 novembre, su Rai1, Raiplay e sulla piattaforma Timvision. Maggie Gyllenhaal ha intanto raccolto il testimone, dirigerà, con l’approvazione della Ferrante, La figlia oscura.
– PALERMO
– Dopo le polemiche sollevate nelle scorse settimane da Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dell’autore del Gattopardo, che lamentava lo scarso interesse manifestato in Italia per i 60 anni del romanzo, uscito nel novembre 1958, la “Strada degli scrittori” prova a colmare il vuoto con una serata al Teatro Pirandello di Agrigento che si svolgerà il 20 novembre, anniversario della morte di Leonardo Sciascia, avvenuta nell’98.
L’iniziativa ha il patrocinio del Comune, del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi e della Fondazione Teatro Luigi Pirandello. “Abbiamo avvertito l’esigenza – chiarisce Felice Cavallaro, presidente della Strada degli scrittori e giornalista del Corriere della Sera – di condividere le ricorrenze di questo novembre con quanti come noi credono nell’enorme eredità che questi grandi autori hanno lasciato alla letteratura”.
Cavallaro introdurrà gli interventi, tra gli altri, di Gioacchino Lanza Tomasi e Salvatore Silvano Nigro.
– Il Teatro Franco Parenti di Milano ha elaborato una nuova versione di ‘After Miss Julie’, il classico dello svedese August Strindberg, ambientata nella Svezia di fine Ottocento che tanto scandalo fece in quell’epoca puritana e conformista. In questo allestimento con la regia di nella trasposizione con la regia di Giampiero Solari, è ambientato alla periferia di Milano il 29 aprile del 1945.
Protagonisti Gabriella Pession e Lino Guanciale. Debutto a Pavia il 23 novembre. È stata proprio l’attrice, dopo aver visto lo spettacolo a Londra a comprarne i diritti. Sarà lei Giulia, la ricca protagonista. Nella notte della liberazione, quando dall’esterno arrivano grida festose di giubilo, nella cucina si ritrovano lei, l’autista del padre, Gianni, e la cuoca Cristina, promessa sposa del giovane. Comincerà un gioco delle parti tra gerarchie sociali, eros latente, atmosfera claustrofobica, fino al dramma finale, un suicidio nell’aria dalle prime battute.
– Suonare a piedi nudi per sentirsi parte della Terra e dare vita ogni volta a un rito collettivo uguale e diverso che, partendo dalla musica di Vivaldi, punta a risvegliare le coscienze: ha un’anima ambientalista il nuovo progetto di Daniele Orlando e I Solisti Aquilani che questa sera a Roma, presso la Basilica di Santa Maria Sopra Minerva, presenteranno ufficialmente in un grande concerto gratuito “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, album in vendita da oggi. Arriva dunque una nuova incisione di uno dei capolavori del grande compositore, tra i più registrati ed eseguiti di sempre, quasi una sorta di “esperimento visionario” per raccontare un’idea che sta molto a cuore al gruppo: la necessità di provare ad arrestare il deturpamento continuo a cui l’ambiente è sottoposto anche attraverso una sensibilizzazione che passa dall’ascolto consapevole della musica.
Interamente registrato alla Chiesa di Sant’Irene di Castigliano, e pubblicato dall’etichetta discografica Muso, l’album è arricchito dai contributi letterari di Donatella di Pietrantonio e Dacia Maraini, e dall’introduzione all’ascolto di Sandro Cappelletto; al suo interno due versioni della registrazione della Quattro Stagioni: il master che non ha subito alterazioni, e quello “alterato” dal lavoro dall’ingegnere del suono Michael Seberich. “Ad animare questo progetto sono due visioni, quella che Vivaldi aveva della natura incontaminata e quella deturpata e malata di oggi. Le due visioni danno vita a un chiaroscuro esecutivo: questo a livello tecnico si traduce in una emissione di suono esasperata, mutuata dalla musica elettronica”, spiega oggi Daniele Orlando, maestro concertatore e violino solista, poco prima di presentare con gli altri musicisti un assaggio dell’album sul grande “prato verde” della rinnovata Sala delle Colonne della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma. “Questa nuova incisione delle Quattro Stagioni di Vivaldi è legata anche a un cortometraggio, girato in Abruzzo, la nostra terra”, prosegue, “prima dei nostri concerti proiettiamo il corto e per la prima volta il pubblico può entrare in contatto con una nuova chiave di lettura: così si crea un rito collettivo e un’emozione diversa rispetto alla abituale esibizione”. L’idea di sensibilizzare il pubblico sulla questione ambientale nasce in realtà dalla nostalgia e dal vissuto di Orlando: “Ho trascorso l’infanzia al porto di Pescara, tra anziani e pescatori. Dopo 30 anni il paragone tra quello che era e quello che è ora è drammatico. Da questa amara considerazione è nato il progetto”, afferma, “ma credo che questa sensazione sia qualcosa che accomuna tutti. Ognuno ha un luogo del cuore che è stato deturpato da una mano invasiva”. La suggestione inizia già dalla copertina dell’album, occupata da due coppie di piedi contrapposte: “I piedi scalzi della copertina poggiano da una parte su un prato, che testimonia la natura come era e come potrebbe essere, dall’altra sono un terreno arido, che riporta al presente”. “I Solisti Aquilani sono un gruppo straordinario sia a livello individuale che collettivo. La nostra eterogeneità è la nostra ricchezza”, conclude il maestro, “questo progetto è nato dopo un confronto anche aspro ma costruttivo tra persone che si sono scelte non perché simili ma perché diverse”.
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“E’ vero, volevo ritirarmi alla fine di quest’anno, ma la reazione dei miei fans dopo l’annuncio di un anno fa mi ha indotto a cambiare idea. Vogliono che continui a cantare e io continuerò a farlo.Non voglio più ritirarmi”. In un’intervista rilasciata al direttore del TgNorba Enzo Magistà, in onda stasera alle 21.15 su Telenorba e TgNorba24 nel corso del programma “Il Graffio”, Al Bano annuncia che continuerà a cantare in pubblico anche nel 2019.Il cantante di Cellino San Marco è appena tornato da una mini tournée tra Cina e Russia e sta per partire di nuovo: andrà in Lituania, in Corea,in Germania e in Polonia, dove terrà anche il concerto della notte di Capodanno, a Zakopane. “Ma ho già tanti concerti in agenda in tutto il mondo anche per il 2019”, dice Al Bano. “I problemi di salute – ha aggiunto – mi avevano indotto a immaginare di cambiare la mia vita, ma ho ritrovato forza ed entusiasmo”. “Chi è meglio tra Salvini e Di Maio?, gli è stato chiesto. “La svolta che ha dato Salvini mi è piaciuta”, ha detto.
– NEW YORK
– David Hockney batte Jeff Koons e diventa l’artista vivente più costoso della storia. In un duello di dieci minuti di puntate al telefono, un’iconica tela dipinta nel 1972 dal pittore dello Yorkshire è stata battuta da Christie’s per 90,3 milioni di dollari: un record. Combinando i due temi su cui Hockney stava lavorando in quegli anni, le “piscine” e i “doppi ritratti”, “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” è, con buone ragioni, uno dei quadri più famosi dell’artista, riprodotto sulla copertina di molte monografie ed esposto nella retrospettiva internazionale organizzata per celebrare i suoi 80 anni.
Il quadro rappresenta un uomo vestito da capo a piedi sull’orlo di una piscina che guarda un altro uomo che nuota verso di lui. Il primo uomo è Peter Schlesinger, l’ex compagno dell’artista e un suo ex studente alla University of California a Los Angeles. La tela data all’epoca in cui la grande love story tra maestro e allievo era finita: l’uomo che nuota potrebbe essere il nuovo amante.
– Coop festeggia i 70 anni con una mostra alla Triennale di Milano che ripercorre la storia dell’Italia attraverso i prodotti a marchio. La mostra ‘Coop_70.
Valori in scatola’ – aperta dal 16 novembre fino al 13 gennaio 2019 con ingresso gratuito – si articola in un percorso esperienziale in cui i visitatori sono chiamati a interagire, come in una sorta di ‘luna park’. Si comincia con lo spettacolo dei numeri della galassia Coop, che scorrono su un display in stile Borsa. L’esposizione include i contributi di Albe Steiner, che insieme alla moglie Licia fu incaricato di disegnare il logo Coop, e di Bob Noorda, artefice negli anni Ottanta di un’importante rivisitazione dell’immagine della cooperativa. E ancora i refrain storici proiettati da un carosello (tra cui l’eredità di Expo nel supermarket del futuro e rarità come il progetto di menù spaziale predisposto da Coop nel 2004 per gli astronauti della base orbitale russa Soyuz), gli spot e gli slogan.
– BOLOGNA
– ‘Ian Anderson presenta Christmas Jethro Tull’ è il concerto in programma il 12 dicembre alla chiesa di San Salvatore, a Bologna, in cui il musicista britannico presenterà brani natalizi con la partecipazione del ‘Faith gospel choir’ diretto da Rosanna Bonvento. Il ricavato della serata sarà devoluto all’Arad (associazione di ricerca e assistenza delle demenze). “E’ stato Anderson che attraverso il suo manager italiano ha chiesto di suonare in un concerto natalizio di beneficenza – ha spiegato il musicista Giorgio Zagnoni che cura la parte organizzativa – e grazie alla collaborazione del vescovo di Bologna Matteo Zuppi e del prefetto Patrizia Impresa, si terrà nella chiesa di San Salvatore, attigua al palazzo della Prefettura”. Ma dei 600 posti disponibili ne restano ancora poco più di cinquanta. Il 13 dicembre Anderson replicherà a Reggio Emilia alla Madonna della Ghiara. I Jethro Tull, che festeggiano i 50 anni dalla fondazione torneranno poi Bologna il 30 marzo all’Europa Auditorium.
– Una spettacolare collana-scultura, di oltre 18 metri di lunghezza, firmata dall’artista francese Jean-Michel Othoniel, è la protagonista della rinnovata boutique di Chanel a New York, sulla 57th Street, la più grande degli Usa. Aperta per la prima volta nel 1996, la boutique, 1300 mq, è stata realizzata dall’architetto Peter Marino, noto per creare spazi che riflettono i codici estetici delle maison. In questo caso Marino ha cercato di armonizzare l’allure e la modernità della leggendaria griffe. L’aspetto grafico della facciata composta da pannelli di vetro bianco incorniciati da una sottile griglia metallica nera, emana lo spirito di Chanel anche nei colori. Ma il punto focale della boutique è la collana intrecciata che scende a cascata al centro della scala centrale dai piani alti, abbagliando i visitatori all’ingresso. La collana di Othoniel rimanda a quelle tanto care a Coco Chanel.
E’ stata realizzata in acciaio inossidabile a specchio e perline di vetro dorato che sembrano sospese dal soffitto.
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Il volto di Michelangelo nascosto sotto le sembianze di Nicodemo e quello di Rosso Fiorentino sotto quelle di Giuseppe D’Arimatea: queste due delle sorprese riservate dal restauro della pala di Giorgio Vasari per l’altare Buonarroti nella basilica di Santa Croce a Firenze.
L’intervento, che sarà mostrato al pubblico il 24 novembre, è stato illustrato in anteprima il 16 novembre dalla presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi alla presenza, tra gli altri, di Anna Mitrano, del Fondo edifici di culto (Fec) del ministero dell’Interno, e dell’avvocatessa americana Donna Malin in rappresentanza della schiera di donors di tutto il mondo che hanno consentito il restauro della pala e della tomba monumentale: sono stati 127 di 13 Paesi, la maggior parte comunque statunitensi.
Nell’opera di Vasari, dal titolo ‘Cristo incontra la Veronica sulla via del Calvario’, realizzata nel 1572, che è stata curata dai danni prodotti, nella sua parte inferiore, dall’alluvione del 1966 e liberata di una pesante patina oscurante, il volto di Michelangelo, è stato spiegato, è riconoscibile dalla capigliatura ricciuta e dal caratteristico profilo del naso.
Altre citazioni michelangiolesche in una delle pie donne “chiaramente ripresa dalla Sibilla libica della Cappella Sistina”. Rosso Fiorentino sarebbe invece nascosto nelle sembianze di Giuseppe D’Arimatea, con un copricapo vermiglio. Il restauro, condotto da Maria Castellano, è stato realizzato grazie al progetto di fundraising, ‘In the name of Michelangelo’, ideato dell’Opera di S.Croce e attivato nel settembre 2017: 120mila gli euro raccolti.
– VENEZIA
– Un’apertura straordinaria, la giornata di lunedì 19 novembre, darà il via all’ultima settimana per poter visitare a Venezia i padiglioni della 16/A Mostra internazionale di Architettura della Biennale, che chiuderà i battenti domenica 25. L’ente culturale ha così deciso che lunedì (generalmente giorno di chiusura), le sedi espositive di Arsenale e Giardini rimarranno eccezionalmente aperte, con orario dalle 10.00 alle 18.00.
– FIRENZE
– In circa dieci minuti quasi 50mila fuochi d’artificio ‘sbocceranno’ sullo sfondo del cielo di Firenze nel pomeriggio di domenica 17 novembre con City of Flowers in the Sky, opera pirotecnica di Cai Guo-Qiang, ispirata alla Primavera di Botticelli. L’esplosione di fuochi d’artificio è organizzata in collaborazione con il Comune di Firenze e introduce Flora Commedia, personale di Cai Guo-Qiang agli Uffizi che inaugura il 20 novembre. City of Flowers in the Sky è composta da un preludio e sei atti: Tuono primaverile e, a seguire, dio del vento dell’Ovest e dea della Terra, Nascita di Flora, Caduta di Venere, Le tre Grazie, Giardino spirituale e Giglio rosso. Dopo Black Ceremony, esplosione di fuochi d’artificio diurni nel deserto di Doha nel 2011, ed Elegia realizzata lungo il fiume Huangpu di Shanghai nel 2014, City of Flowers in the Sky, si spiega dagli Uffizi, è la performance più complessa di Cai Guo-Qiang. L’artista ha ideato l’effetto pirotecnico di ogni scena dipingendo centinaia di disegni e il team di Liuyang, città in cui sono nati i fuochi d’artificio, ha contribuito alla realizzazione degli effetti speciali in base ai lavori progettati dall’artista. Il progetto è stato realizzato grazie alla stretta collaborazione con due società italiane di fuochi d’artificio, Martarello e Domenico Mazzone & Co, che hanno collaborato con le maestranze cinesi.
William Goldman, lo sceneggiatore Premio Oscar per “Butch Cassidy and the Sundance Kid” e “Tutti gli Uomini del Presidente”, e’ morto oggi nella sua casa di Manhattan circondato da famiglia e amici. Aveva 87 anni ed era malato di cancro. Considerato una leggenda a Hollywood, Goldman aveva scritto anche i copioni di “The Princess Bride”, “Marathon Man”, “The Stepford Wives” e “Chaplin”. Oltre che per le sceneggiature era famoso per le revisioni sul lavoro di colleghi: aveva rimaneggiato ad esempio film come “A Few Good Men” e “Proposta Indecente” per entrambi i quali non aveva ricevuto credito. In una carriera di cinque decenni, cominciata con “Masquerade” del 1965, Goldman si era sempre considerato un romanziere prestato al cinema: “In fatto di autorita’ gli sceneggiatori sono considerati a meta’ tra il custode al cancello degli studi e l’uomo che comanda sugli studi (questa settimana)”, aveva scritto in “Adventures in the Screen Trade”, il suo libro di memorie del 1983.
– Centoquindici brani in cui Antonella Ruggiero raccoglie il meglio delle sue registrazioni live dal 1996 ad oggi, insieme a brani, registrati sia in concerto che in studio, mai pubblicati finora. E’ la raccolta in sei capitoli ‘Quando facevo la cantante’, in uscita il 20 novembre in esclusiva su musicfirst.it.
“L’idea di raccogliere parte degli innumerevoli brani suonati e realizzati dal 1996, anno in cui ho ripreso la mia attività in veste di solista, al 2018, è venuta a Roberto Colombo. – racconta Antonella Ruggiero – Una sera mi dice: “senti, dobbiamo farci un regalo, sarebbe giusto realizzare una raccolta di brani di diversa natura che sia un racconto sonoro di ciò che è avvenuto.” Ci pensai un po’, e mi resi conto che le esperienze fatte in questi anni sono tali e tante e di natura così diversa che sarebbe stato giusto metterle a disposizione di chi ama la musica e ne ricerca le espressioni più disparate”.
– Una spettacolare reunion di 14 principesse Disney, da Cenerentola a Elsa e Anna di Frozen, da Biancaneve a Vaiana, in veste di giovani donne forti e contemporanee. È la scena già cult grazie al trailer del film, di Ralph Spacca internet, diretto da Rich Moore e Phil Johnston, nelle sale italiane dal 1 gennaio. E’ il sequel prodotto dalla Disney Animation delle avventure dei due personaggi di videogiochi, il possente ma vulnerabile ‘distruttore’ Ralph e l’intraprendente piccola pilota Vanellope, conosciuti in Ralph spaccatutto (2012). Stavolta i due protagonisti si avventurano al di fuori del mondo arcade, nel web, di cui esplorano le bellezze ma anche i rischi, dagli haters/cyberbulli ai virus.
“In Zootropolis avevamo toccato anche un tema come il razzismo, qui parlando di internet non potevamo limitarci a mostrare quanto fossero carini i video di arcobaleni e gattini – dice a Roma Johnston, che dopo anni come sceneggiatore, debutta stavolta anche come regista -. Visto che bambini passano sempre più tempo online ci sembrava irresponsabile non parlare degli aspetti più negativi. Volevamo fossero meglio equipaggiati ad affrontare questo mondo. Come i personaggi del film, devono capire chi gli vuole davvero bene e come difendersi da certi commenti. Internet nel film divide i due amici ma diventa anche elemento di salvezza. Volevamo farne vedere anche il grigio, non c’è solo bianco e nero”. La storia riparte da Ralph e Vanellope, amici del cuore, che passano le loro giornate tra un videogame e l’altro, anche se la bambina avrebbe voglia di qualche novità. L’opportunità arriva quando la ‘casa’ di Vanellope, il gioco Sugar Rush, rischia di venire dismesso per sempre dalla sala di videogame. I due protagonisti per cercare di evitare la catastrofe si avventurano nel grande mondo del web, dove tra aste online, video virali, risposte a tutte le domande, commenti di haters, e pop-up, Vanellope scopre nuove affascinanti realtà. Fra queste un videogame di corse urbane, Slaughter Race, dove domina l’imbattibile Skank (doppiata in originale da Gal ‘Wonder woman’ Gadot). La bambina ha voglia di esplorare e crescere, Ralph però, spaventato dai cambiamenti, perde la testa…
“Abbiamo pensato al film per fasi, come un dolce – dice Rich moore -. La torta ha al centro la storia d’amicizia, mostrata come raramente si fa nei family movie, anche in un momento di crisi mentre il racconto del web è la sua glassa”. L’incontro fra Vanellope “che tecnicamente è una principessa Disney” ricordano i due registi, con le sue iconiche colleghe, era un’idea presente dall’inizio. “Abbiamo pensato che in internet può succedere qualunque cosa, anche riunire le principesse come protagoniste in un quiz online sulla personalità. Da lì ci siamo chiesti cosa significasse oggi essere una principessa moderna e abbiamo reso anche le ‘classiche’ più contemporanee”. Per interpretarle “abbiamo avuto 11 delle 14 attrici originali – dice Moore -. E’ stato molto emozionante, ci hanno aiutato a capire più a fondo l’anima di questi personaggi”. Le principesse ‘power girls’ sono parte di un messaggio di ‘female empowerment’ che torna nel film, dice Johnston: “Vanellope diventa una giovane donna e Ralph, che all’inizio oppone molte resistenze, alla fine diventa una sorta di femminista”. In conferenza stampa ci sono anche alcune delle voci italiane, fra le quali Serena Rossi (Anna), Nicoletta Romanoff (Aurora), Mélusine Ruspoli (Jasmine), Salvatore Aranzulla (Pop-Up), gli youtuber LaSabri e Favij (Tiffany e Jimmy) e Francesca Michielin interprete di “Il mio posto a Slaughter Race”, versione italiana del brano “In This Place”. “E’ un film importante anche per il suo messaggio contro il cyberbullismo” spiega LaSabri. “Gli hater vanno ignorati – aggiunge Serena Rossi – sono solo persone in cerca di attenzione”.
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Trionfatore nella prima edizione di Hell’s Kitchen Italia (in onda ogni martedì su Sky Uno con le nuove puntate della quinta edizione), il vicentino Matteo Grandi, 28 anni, ha conquistato oggi la sua prima Stella Michelin. Chef del ristorante Degusto Cuisine di San Bonifacio, nel Veronese, aperto nel 2015, Matteo è stato insignito del premio al termine della presentazione dell’edizione 2019 della Guida Michelin. Un risultato importante per uno chef con una idea di cucina molto netta e che ha fatto esperienza, oltre che nella cucina infernale guidata da Carlo Cracco, in diverse importanti brigate, in Italia e all’estero, avendo dedicato da sempre la sua vita alla cucina. La folgorazione per il mondo della ristorazione arriva quando entra nella cucina del francese Jean Claude Fugvier. Per sei anni Matteo lo accompagna in alcuni ristoranti della catena Park Hyatt, dalla Cina a Shanghai fino in Kuwait e in India. Nel 2013 torna in Italia per mettersi alla prova nel cooking show con Carlo Cracco
– E’ Playlist, quinto album di Salmo, pubblicato il 9 novembre per Sony Music Italia e Machete Empire Records, a conquistare la vetta della classifica Fimi/Gfk degli album più venduti di questa settimana. Ma non solo. Playlist ha registrato 9.956.884 stream su Spotify in un solo giorno (oggi conta oltre 25 milioni) infrangendo il record assoluto di numero di stream di un album in un giorno sulla piattaforma, occupa anche le prime 14 posizioni della classifica italiana dei singoli, interrotto solo dai Maneskincon Torna a casa al quarto posto. A seguire nella top ten troviamo un altra new entry: Simulation Theory di Muse, ottavo album in studio del gruppo britannico. Scivolano dal secondo al terzo gradino i Maneskin con Il ballo della vita. Quarta e quinta posizione per altre due new entry: L’infinito di Roberto Vecchioni e Origins quinto album della rock band americana Imagine Dragons. Anche per i vinili più venduti Salmo è in testa con Playlist, seguito da Simulation Theory dei Muse.
“Ci saranno tutti i temi dedicati alla costituzione come l’ambiente, le case, le periferie, la sanità, il carcere… Racconteremo l’Italia in modo autorevole, tenendo in mano la Costituzione. Andremo dove i diritti scritti e sanciti, spesso, sono disattesi”. Dopo il successo di “Come figli miei”, lo speciale dedicato alla scuola e al lavoro della preside eroe all’Istituto Morano di Caivano, dal 18 novembre, Domenico Iannacone torna su Rai3 con la nuova serie composta da 7 puntate (in onda dalle 20.15 della durata di un’ora circa) de I Dieci Comandamenti che terminerà con un’altra prima serata (il 23 dicembre). Iannacone lo possiamo dire con i 10 comandamenti a metà strada tra cinema, letteratura e musica è tra i pochi che riesci a indagare la realtà italiana con approccio immediato e mai retorico, senza pietismo, dimostrando che si possono realizzare reportage autorevoli e convincenti senza urla, rincorse affannose con la telecamera brandita come samurai. “Pane nostro” è l’inchiesta morale della prima puntata – de I Dieci comandamenti giunto quest’anno alla settima edizione, è abbiamo deciso di incentrarla sul lavoro che non lascia scelta, sul lavoro che uccide, sull’ambiente e le conseguenze devastanti dell’inquinamento sull’uomo”. Perchè Pane nostro? “Perchè – risponde – talvolta alcune persone sono così disperate che pur di non rimanere disoccupate, pur sapendo di correre un rischio enorme, fanno una scelta atroce: muoio di fame o di malattia e optano per la seconda. Ma è lecito accettare ogni condizione pur di lavorare? Si può vivere se quello che ci viene offerto è avvelenato?”. Per questo Iannacone è andato ad Augusta, Priolo, Melilli: “questa è una puntata tosta che forse contrariamente alle altre non lascia chance. Questi luoghi sono il simbolo del ricatto occupazionale. In questo tratto di costa a due passi da Siracusa, patrimonio UNESCO, si trova il più grande insediamento petrolchimico d’Europa, una sorta di cattedrale, che per molti ha rappresentato lavoro per moltissimi la morte. Promessa di benessere e progresso. La storia purtroppo è andata diversamente. Oggi questa lingua di terra è tra le più inquinate d’Europa. Mutazioni genetiche nei pesci, malformazioni neonatali e cancro sono lo scenario di questo pezzo di Sicilia contaminato. Tra denunce inascoltate e assenza delle istituzioni, pochi sono quelli che riescono a far sentire la propria voce. Don Palmiro Prisutto è una di queste. In assenza di un registro tumori è lui che da anni aggiorna la triste lista dei decessi di cancro”. La seconda puntata ha un titolo emblematico ‘Malasorte’, è sulla sanità in Calabria, la regione che conta il più alto dislivello di mobilità passiva in Italia, è maglia nera in assoluto. Interi reparti ospedalieri chiusi, strutture costruite e mai aperte, milioni gettati al vento. Errori sanitari inconcepibili. I pazienti sono costretti a migrare in altre regioni per farsi ricoverare e curare. E’ un girone infernale. Raccontiamo anche la storia di Federica un ragazzina morta per un’appendicite”. La terza puntata e sulla casa, e il titolo provvisorio, prosgu e Iannacone ” al momento è ‘fuori piove’. In parte girata a Foggia. Ma abbiamo anche la storia di un uomo separato, che ha perso la casa e vive in automobile, di professione fa l’autista, ma per sta per perdere tutto proprio per la sua condizione, ovvero non avendo un domicilio gli revocheranno la patente perchè è obbligatorio averlo l’indirizzo e di conseguenza perderà il lavoro e quindi anche il diritto di vedere i figli che vivono con la mamma, non ha un posto dove portarli nei giorni che spettano a lui. Poi avremo altre due puntate La fine del mondo, (capitolo 1 e capitolo 2) con l’attore Mirko Frezza, che ha un passato difficile è stato in carcere 10 anni, ci porta a Roma, in due periferie dove grazie ai suoi mille sacrifici e all’impegno quotidiano per la riqualificazione del suo quartiere, è riuscito a dare una svolta alla sua vita in senso positivo. E oggi è una persone molto richiesta e rispettate non solo nel mondo dello spettacolo, e all’interno della sua comunità. Alla mia domanda: “Come sei riuscito a cambiare vita?” mi ha risposto – “l’ho fatto per mia moglie”. L’ultima puntata va in onda il 23 dicembre in prima serata “il titoo è Anime salve, nel carcere di Volterra con Armando Punzo che ha fatto la scelta di dedicarsi nell’istituto carcerario e di lavorare con i detenuti per la realizzazione di spettacoli teatrali. Ad esempio mostreremo alcune scene della piéce “Beatitudo” di Jorge Luis Borges. Volevamo finire con la speranza”. [print-me title=”STAMPA”]
