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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 21 Novembre, 2018, 11:09:50 di Maurizio Barra

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 13:10 DI MARTEDì 20 NOVEMBRE 2018

ALLE 11:09 DI MERCOLEDì 21 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Genova Ara Malikian, il nuovo Paganini
In visita alla mostra ‘Paganini Rockstar’ erede grande musicista

Salmo, primo a lanciare video su NetflixSulla piattaforma il brano “Sparare alla Luna” feat. Coez

Al via la Korea WeekDa 26/11 a Roma jazz, arte, teatro, forum da Repubblica di Corea

Thirty Seconds to Mars, 4 date in estateIl 3 luglio a Roma, il 4 a Padova, il 6 a Pistoia, il 7 a Barolo

A Giuliana Lojodice il premio DusePremiazione il 26 novembre al Grassi di Milano

Rolling Stones annunciano tour in Usa nel 2019No Filter al via da Miami in aprile, ultima tappa Chicago a giugno

Pezzo capitello cade da Reggia CasertaDistacco da facciata Sud, restauro ultimato nel 2016

Arte della provincia meccanica in mostraDal 22 i quadri con gli ingranaggi di P.H. Wert alla Galleria B4

‘La fuga’ per 9 autori scelti da ragazziA cura dei giovani del blog Qualcunoconcuicorrere

Pausini duetta con AntonacciIn radio Il coraggio di andare, dopo trionfo Latin Grammy Awards

Torre Pisa, – 4 cm pendenza in 20 anniStudioso, monumento stabile, sta meglio in salute del previsto

10 coreografi per Evento DominoIl 24/11 a Roma, serata no-stop per nuova generazione danza

Pupo, io tra i talenti di Strafactor e PinocchioCantante nella famiglia del talent, poi in teatro

Flop ascolti House of Cards senza SpaceySpettatori sesta stagione quasi meta’ precedente

Parodia abruzzese Maneskin, boom su webTitolo diventa Lu porch n’arvè ,da testo poi canzone in dialetto

Musica: a Parma il 12/o Barezzi FestivalDal 21 al 24/11 tra rock, cantautori, elettronica e neoclassica

A Volterra festival del teatro reportageDal 23 al 25/11, dedicato a vita persone in guerre Medio Oriente

Auditorium lancia black days culturaSconti sul Roma Gospel Festival, Gazzè e concerti Nicola Piovani

Amoroso, album 10 certificato platinoAumentano le date del “10 tour” al via da marzo

Jimmy Page torna ad Abbey Road, delirio dei fan sul web’Giallo’ dopo una foto pubblicata dalla figlia Scarlet

De Gregori, cerco novità nelle anime della musica liveNel 2019 concerti ‘residenziali’ a Roma e un tour con orchestra

L’Aula di Montecitorio, 100 anni di storia e culturaSu Sky Arte il 24/11 docufilm ne svela bellezza e curiosità

Enrico Papi, Tv8 crede nelle idee, mi sento liberoAl comando della Notte dei record, “senza fenomeni da baraccone”

A teatro, Placido, Lavia e RanieriDix dalla parte di Telemaco, Musy come Callas, Gifuni e Amleto

Le tre amiche, tra amore e razzismoFazzino racconta sentimenti e ricordi nel vecchio Sud americano

Vincent Cassel detective in un family-thrillerIn ‘Black Tide’ di Zonca coprotagonista Romain Duris

Martini, al Tff vedremo gli ‘invisibili’La direttrice, su Netflix ha ragione Venezia

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L’ARTICOLO

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GENOVA

– S’incanta davanti al ‘Cannone’ di Niccolò Paganini esposto nella Cappella del Doge di palazzo Ducale all’interno della mostra ‘Paganini Rockstar’: Ara Malikian, considerato uno dei maggiori violinisti viventi e ‘erede’ del violinista genovese, ha voluto lanciare da Genova il suo ‘Incredible world tour of Violin’, cinque appuntamenti live a dicembre in tutta Italia. E’ stata l’occasione per parlare della musica di Paganini che, ha detto “ho bisogno di studiare come se fosse un rituale. Lo faccio – ha detto Malikian – per la mia salute mentale”. Divertente e colto, Malikian ha rigettato con modestia l’idea di essere “il nuovo Paganini” nonostante la sua grande tecnica, il suo ineccepibile virtuosismo favorito anche da mani molto grandi e estremamente mobili ne facciano palesemente l’erede del grande violinista genovese. “Credo che Paganini – ha detto Malikian uscendo dalla mostra – si sia reincarnato in Jimi Hendrix” sottolineando proprio lo spirito secondo il quale è stata allestita ‘Paganini rockstar’.
– Dopo i record su Spotify (maggior numero di stream in 24 ore e in una settimana e Global Chart con 8 brani) e il primo posto nella classifica Fimi-GfK, Salmo sorprende ancora: è il primo artista italiano a lanciare in esclusiva su Netflix un video musicale. Si tratta di “Sparare alla luna” feat. Coez disponibile dal 21 novembre sulla piattaforma streaming.
Il video, con la regia di YouNuts Productions, è stato girato sul set di Narcos: Messico dove Salmo ha recitato con gli attori del Guadalajara Cartel, protagonisti della serie che ha debuttato su Netflix il 16 novembre.
– Dagli studiosi di politica internazionale ai musici tradizionali, dai ballerini alle marionette e mimi. Ma anche il jazz con tre vere star in patria o la favola teatrale che ricorda un po’ La vita è bella di Benigni. Per una settimana Roma diventa la capitale della Repubblica di Corea con la Korea Week, vera full immersion di eventi e spettacoli, dal 26/11 al 2/12, promossa dall’Ambasciata della Repubblica di Corea e coordinata dall’Istituto Culturale Coreano. “La Corea è proprio dall’altra parte del mondo – dice il direttore dell’Istituto Soo-Myoung Lee – ma scoprirete che su alcuni temi, come famiglia e slow food, non siamo così lontani”.
Aperta dal K-Forum a Palazzo Rondanini sugli accordi di partnership Corea-Italia, la settimana vedrà anche le percussioni del Gib-De-Song-Um e il gruppo jazz Barim al Teatro Torlonia e l’opera muta La storia di Dallae all’India, in collaborazione con il Teatro di Roma. All’Istituto culturale, la mostra Un giorno di vento con le incisioni su carta di Lee ChulSoo.
– PESCARA

– Trae ispirazione da sonorità folk britanniche, celtiche, mediterranee e orientali, pur essendo ascrivibile al folk esoterico per il concept generale: è ‘The Magic Door’, album d’esordio dell’omonimo trio formato da Giada Colagrande, Arthuan Rebis e Vincenzo Zitello. La regista, attrice e cantautrice e i due compositori e polistrumentisti saranno in scena a Milano il 22/11 allo Spirit de Milan. Dopo l’introduzione affidata a Zitello con arpa celtica e arpa bardica, via allo spettacolo tra simboli, suoni e parole. “The Magic Door – dicono Colagrande e Rebis – è un progetto che attinge a un immaginario mitologico, da tradizioni sapienziali senza tempo”. Il disco nasce dal viaggio attraverso l’archetipo della Porta Magica, edificata nella Roma del Seicento a villa Palombara, e l’immaginario delle sue epigrafi. I ritornelli dei brani centrali dell’album coincidono con le epigrafi della porta, tradotte in inglese dal latino. A ciascuna epigrafe corrisponde un pianeta su cui si sviluppa il testo dei brani.
– I Thirty Seconds to Mars tornano in Italia con quattro nuovi concerti il prossimo anno. La band, capitanata da Jared Leto, farà tappa il 3 luglio al Rock in Roma, all’Auditorium Parco della Musica – Cavea in collaborazione con Fondazione Musica Per Roma (primo nome annunciato della manifestazione capitolina), il 4 a Padova al Gran Teatro Geox (Arena Live), il 6 al Pistoia Blues Festival (Piazza Duomo) e il 7 a Barolo al Collisioni Festival. Biglietti disponibili dal 22 novembre.
L’ultimo album della band s’intitola America, da cui sono stati estratti i singoli Walk on Water e Dangerous Night e Rescue Me.

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E’ stato assegnato a Giuliana Lojodice il premio teatrale Eleonora Duse. La cerimonia di premiazione della 32/a edizione del riconoscimento, l’unico italiano dedicato a un’attrice di teatro che si sia distinta particolarmente nel corso della stagione di prosa in uno o più spettacoli in Italia o all’estero, si terrà il 26 novembre al Piccolo Teatro Grassi di Milano.
A scegliere Lojodice la giuria, composta da Anna Bandettini, Maria Ida Biggi, Maria Grazia Gregori, Renato Palazzi e Magda Poli, che ha inoltre proposto alla vincitrice una terna di giovani interpreti tra cui scegliere la migliore attrice emergente: la menzione d’onore è stata attribuita a Roberta Caronia.
Dopo quattro anni i Rolling Stones tornano in concerto negli Stati Uniti. Il tour della storica band britannica partirà da Miami in aprile e si concluderà a Chicago a giugno, in totale 13 date.”E’ un’emozione suonare negli stadio negli Stati Uniti” – ha detto Mick Jagger in un comunicato. “L’energia e’ sempre straordinaria – gli fa eco Keith Richards – ho sempre amato suonare negli States, e’ un grande pubblico”. I membri dei Rolling Stones sono tutti ultra settantenni, in particolare Charlie Watts l’anno prossimo compira’ 78 anni ma nessuno di loro pensa ad un abbandono della scena. “Penso a come sara’ il prossimo tour – disse Jagger nel 2015 in un’intervista a Rolling Stones – non penso ad andare in pensione”.

– CASERTA

– Il forte nubifragio abbattutosi ieri sulla città di Caserta ha causato il distacco di una porzione di capitello dalla facciata sud della Reggia borbonica, il cui restauro è stato ultimato a inizio 2016. La pioggia intensa, unita a grandine e fulmini, ha provocato in particolare il distacco di una porzione di foglia di acanto del capitello di una delle lesene angolari dell’avancorpo sudoccidentale della facciata, che affaccia su Piazza Carlo III. La zona è stata transennata in via precauzionale e i tecnici della Reggia, rende noto l’ufficio stampa del museo patrimonio dell’Unesco, stanno effettuando verifiche per individuare eventuali altre porzioni di rilievi lapidei danneggiate dagli eventi eccezionali.
– BOLOGNA

– Inaugurerà giovedì 22 novembre ‘(In)Loop’, alla Galleria B4 di Bologna, la personale di P.H.Wert. Originario della Valsamoggia, P.H.Wert dipinge ingranaggi, ruote dentate, rulli trasportatori: strutture geometriche in perfetto equilibrio. In acrilico e olio su tela, la serie ‘The Mechanism of Circular Thought’ è un manifesto artistico in omaggio alla provincia meccanica bolognese, in una mostra curata da Gaia Fattorini.
Le macchine, in Emilia, sono parte integrante del territorio e per chi in quei luoghi c’è nato, come P.H.Wert, gli ingranaggi sono molto più che un pezzo della propria identità personale: fanno parte del paesaggio e del dna. Dalle tele di P.H.Wert emerge una Motor Valley nata negli occhi di chi l’ha vista crescere in un contesto agricolo, ancor prima che nei marchi conosciuti e che l’hanno resa celebre in tutto il mondo. La Galleria B4 di via Vinazzetti, nel cuore del quartiere universitario, è stata fondata nel 2011 per volere dell’entomologo Giorgio Celli.

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Nove autori “per grandi” tra i più amati in Italia hanno accolto la sfida di un gruppo di adolescenti: scrivere ognuno un racconto “per ragazzi” dedicato al tema della fuga. E’ nato così un libro, ‘La fuga’ appunto, pubblicato da Il Castoro, curato per la prima volta in Italia da un gruppo di ragazzi adolescenti del blog Qualcunoconcuicorrere, forti e appassionati lettori, dai 12 ai 19 anni, che vuole “innescare una riflessione condivisa”. Gli autori sono Paolo Di Paolo, Giusi Marchetta, Cristiano Cavina, Stefania Bertola, Lorenza Ghinelli, Fabio Geda, Violetta Bellocchio, Claudia Durastanti e Marco Magnone.
I ragazzi hanno scelto insieme nove tra i loro scrittori per adulti preferiti, in base a gusti e inclinazioni personali. Li hanno invitati personalmente uno per uno e sfidati a scrivere per loro. Gli autori che hanno accolto la sfida non sapevano chi fossero gli altri. Perché “la fuga”? Si fugge da qualcosa o verso qualcosa? Si fugge per paura, per speranza, per amore o? È un tema che si può declinare in mille modi, ma in cui tutti i ragazzi si sono riconosciuti, perché racchiude molte delle emozioni che si trovano a vivere: l’adolescenza è l’età delle scelte, del distacco da un prima, e della corsa verso un dopo che allo stesso tempo seduce e spaventa. Tutti ci sentiamo in fuga, dicono i ragazzi. Esplorare le sfumature del come è compito dei migliori scrittori.
– Laura Pausini e Biagio Antonacci insieme sulle note di “Il coraggio di andare”, già in radio. Il singolo è stato scritto da Tony Maiello (testo firmato a quattro mani con la stessa Pausini, musica di Maiello, Salvati, Pamosi, Rettani). Il brano è inserito in “Fatti sentire ancora” (Atlantic/Warner Music), la special edition in uscita il 7 dicembre dell’ultimo disco di Laura Pausini “Fatti sentire”, grazie al quale l’artista ha trionfato ai Latin Grammy Awards nella categoria “Best Traditional Pop Vocal Album”. E’ la prima cantante italiana a vincere questo premio e l’unica ad aver collezionato nella sua carriera 4 Latin Grammy Awards e 1 Grammy americano.
– PISA

– La Torre di Pisa è stabile e molto lentamente sta riducendo la sua pendenza. In 20 anni il campanile, uno dei monumenti più celebri al mondo, ha recuperato circa 4 centimetri di pendenza e il suo stato di salute è migliore rispetto alle previsioni del comitato internazionale coordinato da Michele Jamiolkowski tra il 1993 e il 2001, che ha progettato e coordinato i lavori di consolidamento. La ‘certificazione’ del buono stato di salute della Torre pendente arriva dal Gruppo di sorveglianza composto da Salvatore Settis, Carlo Viggiani e Donato Sabia, da che da più di 17 anni ‘osservano’ i movimenti del monumento pisano. “La Torre – spiega Nunziante Squeglia – da quando è iniziata la cura ha ridotto la sua pendenza di circa 2 mila arcosecondi, più o meno mezzo grado che corrisponde a circa 45 centimetri. Le ‘oscillazioni’ ora variano alla media di 1/2 millimetri l’anno, ma quel che più conta è la stabilità del campanile che è migliore delle previsioni iniziali”.
– Una serata all’insegna della musica e della danza, firmata da 10 coreografi di fama mondiale. E’ la X edizione di Evento Domino, format che per una notte, il 24/11 allo Spazio 900 di Roma, porterà sul palco Beatrice Alessi, Irma Di Paola, Simone Ginanneschi, Silvia Marti, Laccio, N.ough, Luca Paoloni, Veronica Peparini, Francesco Saracino e Mattia Tuzzolino, in un appuntamento tutto per la valorizzazione e il supporto della nuova generazione della danza italiana. Dalle 22.30, i 10 coreografi si alterneranno infatti sul palco con il loro personale e inedito progetto e solo 5 minuti per sperimentare ogni genere di danza.
”Evento Domino – spiegano gli ideatori Adriano Bettinelli, Irma Di Paola e Luca Paoloni – nasce dalla necessità di ampliare l’offerta coreografica in Italia e stimolare l’ambiente artistico, diventando un appuntamento immancabile fino a 1500 persone in una sola notte”. Una serata no-stop con anche i ragazzi dello IED Roma autori dei visual del deejay set, coordinati da Alice Felloni

– Insieme a Lodo Guenzi, è l’altra new entry nella famiglia di X-Factor: Pupo, all’anagrafe Enzo Ghinazzi, è tornato ad essere protagonista in tv facendo coppia fissa con Elio al tavolo dei giurati di Strafactor, lo spin-off del talenti di Freemantle – in onda tutti i giovedì sera (sul canale SkyUno) dopo i live show capitanati da Alessandro Cattelan seguito da oltre 340mila spettatori medi – in cui sfidano il trio della ‘Dark Polo Gang’, tra volti noti della musica e bizzarri aspiranti tali. E tra quegli artisti stravaganti, Pupo si riconosce quasi: “Sono molto contento di essere entrato nella famiglia di X-Factor dalla porta che più mi assomiglia, cioè quella di Strafactor. Quel mondo un po’ sopra le righe mi è sempre appartenuto. Io sono nato in mezzo a gente così, la mia toscana dei paesi è ricca di quel genere di artisti e io anche io agli inizi della carriera ero un po’ come loro”, ha spiegato il cantautore e conduttore toscano.Per questo forse è proprio tra loro che Enzo Pupo Ghinazzi cerca il nuovo talento della musica italiana: “sono convinto che il genio che un domani potrà stravolgere la musica potrebbe uscire da quel mondo lì più che da uno paiettato”, ha spiegato, “quando li vedo sul palco voglio capirli, riflettere sul perché” di certe performance che propongono “perché loro sono convinti e sicuri di quello che fanno”. E chissà se proprio dal palco di Starfactor usciranno pezzi come ‘Su di noi’ e ‘Gelato al cioccolato’, che a distanza di trenta anni spopolano in tutto il mondo, dalla Russia agli States, e hanno fatto la storia della musica italiana. X-Factor, nel frattempo, sta per arrivare al giro di boa: otto i concorrenti rimasti in gara. In sfida per la finale di Assago sono rimaste Naomi e Rita Castellanza nel team di Fedez, il rapper Anastasio e Leo Gassman per Mara Maionchi, i Bowland, unico gruppo rimasto nella squadra di Lodo Guenzi e le giovanissime Luna, Sherol e Martina Attili di Manuel Agnelli, unico giudice ad avere la squadra ancora al completo. E’ “una gara con un ottimo livello di artisti” ha detto Pupo, anche se il suo timore è che dal talent possa uscire l’ennesima meteora: “i concorrenti di X-Factor sono molto validi e molto bravi, ma – ha proseguito Pupo- la bravura sul livello artistico e vocale forse oggi non basta più. Quello che ci vuole è proprio l’x factor per andare avanti, che non è semplicemente il cantare bene”. “Vedo tanta abilità vocale e scenica ma se dovessi dire che uno di loro cambierà davvero la musica ora come ora non lo credo, ecco”, ha concluso. Per scoprirlo dovremo attendere la grande finale al Forum di Assago di Milano.Tolti i panni di giurato nella dodicesima edizione del talent, Pupo tornerà in teatro. Anche in questo caso la stravaganza non mancherà, sarà un moderno saltimbanco, avventuriero e scanzonato burattino senza fili: Pinocchio. Il 15 dicembre al Teatro degli Astrusi di Montalcino e il 16 al Teatro Verdi di Montecatini Terme darà la voce al Pinocchio di Collodi e racconterà la meravigliosa favola con l’accompagnamento della banda di una delle più antiche e prestigiose scuole di musica in Italia, l’Istituto Bonaventura Somma, diretta dal Maestro Paolo Scatena.

– NEW YORK

– Flop ascolti House of Cards senza Kevin Spacey. La sesta e ultima stagione della serie in onda su Netflix ha registrato un calo di audience di quasi la meta’ rispetto alla precedente. Gli otto episodi, in cui Claire Underwood e’ il presidente degli Stati Uniti, sono tutti disponibili su Netflix e nella prima settimana il primo episodio e’ stato visto da due milioni e 900mila spettatori contro i quattro milioni e 400mila della quinta serie. L’audience e’ ulteriormente calata per il resto degli episodi, assestandosi sul milione e mezzo.
– PESCARA

– Una parodia in dialetto abruzzese del brano ‘Torna a casa’ dei Maneskin, canzone al primo posto di tutte le classifiche, sta spopolando sui social network e in poche ore è diventata virale. Oltre 200mila le visualizzazioni e migliaia di condivisioni e commenti. ‘Lu porch n’arvè’, cioè ‘Il maiale non torna’, il titolo del brano, che narra le tradizioni abruzzesi attraverso i modi di dire dialettali. Dopo un primo tam tam del file audio su WhatsApp, il brano è stato pubblicato sulla pagina Fb ‘L’abruzzese fuori sede’, che racconta l’Abruzzo in chiave ironica. Era stata proprio la pagina, nei giorni scorsi, a trasformare il testo di ‘Torna a casa’ in dialetto abruzzese. Poi qualcuno ha deciso di registrarla e il file audio ha iniziato a circolare. Nel testo tanti modi di dire, dalla raccolta delle radici di genziana per preparare il noto liquore, al ‘fristallà’, verso utilizzato dalle anziane per allontanare i gatti, dalla porchetta agli arrosticini, dalle sagne, pasta abruzzese, ai dolci bocconotti.
– PARMA

– Sarà la cantautrice inglese con sangue italiano Anna Calvi ad aprire la 12/a edizione del Barezzi Festival, in programma al Teatro Regio di Parma dal 21 al 24 novembre, presentando il nuovo disco ‘Hunter’. Ci sarà spazio anche per uno dei mostri sacri della musica italiana, Paolo Conte, che salirà sul palco il 22.
Ed ancora, dalla sperimentazione neo-classica di Nils Frahm, con ‘Encores 1’, ai sound elettronici internazionali di Lorenzo Senni, Mount Kimbie, Nu Guinea e Lucy; dalle sonorità eleganti di Maria Antonietta, con le canzoni di ‘Deluderti’, a quelle farcite di influenze esotiche di Joan Thiele e quelle folkloristiche di John De Leo. E poi Villagers, Durdust, Veyl e Guido Maria Grillo, a completare una line-up contraddistinta da qualità, eterogeneità e ricerca artistica. Il festival, la cui direzione artistica è affidata al suo ideatore Giovanni Sparano, è ispirato alla figura di Antonio Barezzi, mecenate che per primo riconobbe il talento del giovane Giuseppe Verdi sovvenzionandone gli studi.
– VOLTERRA (PISA)

– Vent’anni di viaggi e lavoro nei luoghi di guerra diventano un festival per raccontare con il Teatro reportage la vita di chi vive nei territori di conflitto in Medio Oriente. E’ il Festival ‘Teatro di Nascosto’, diretto da Annet Henneman, che si svolge a Volterra (Pisa) da 23 al 25 novembre. Fondato nel 1997, il Teatro di Nascosto ha sviluppato un metodo che unisce giornalismo e teatro. Presenti al festival oltre cento tra attori, giornalisti e collaboratori del teatro di Nascosto. I viaggi di lavoro e gli spettacoli nei diversi paesi del Medio Oriente con attori professionisti, hanno portato dopo anni di lavoro, alla formazione di un gruppo internazionale che si riunisce regolarmente a Volterra, per rappresentare un lavoro unico nel suo genere e raccontare la vita di chi si ritrova in totale isolamento. “Voglio fare sentire al pubblico come vivono le persone durante l’occupazione, la guerra, mentre le bombe cadono; una realtà che esiste e che a noi appare molto lontana”, spiega Henneman.

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solo Black Friday, ci sono anche i Black Days per la cultura. L’iniziativa è dell’Auditorium Parco della Musica di Roma che per il terzo anno consecutivo lancia una campagna di sconti che fino al 30 novembre offre diverse opportunità per concerti e spettacoli. “L’obiettivo è valorizzare la nostra offerta e coinvolgere sempre più giovani”, sottolinea l’ad Josè R. Dosal.
In particolare la Fondazione Musica per Roma garantirà fino al 30 novembre il 30% di sconto sul primo concerto del Roma Gospel Festival (21/22/23 dicembre, Walt Whitman’s Soul Children of Chicago), sulle prime due date di Nicola Piovani (26 e 27 dicembre) e sulla data del 30 dicembre di Max Gazzè. Fino al 23 novembre, inoltre, si può acquistare a prezzo scontato il concerto di Matthew Herbert in programma domenica 25 novembre.
La promozione è valida fino esaurimento dei biglietti disponibili acquistabili anche al botteghino dell’Auditorium (aperto tutti i giorni 11/20; info@musicaperroma.it)

– Alessandra Amoroso con il suo album “10”, che celebra dieci anni di carriera, conquista il Disco di platino, dopo aver debuttato direttamente al n.1 della classifica Fimi/Gfk e aver conquistato il Disco d’oro a una sola settimana dall’uscita del disco. Successo anche per il “10 Tour”, al via da marzo: triplicate le date di Milano e Roma. Queste le date: a marzo, il 5 Torino, il 7 Perugia, il 10 Milano, il 13 Genova, il 15 Bologna, il 16 Ancona, il 20 e 21 Roma, il 23 Eboli, il 24 Reggio Calabria, il 26 e 27 Acireale, il 29 Bari, il 30 Roseto degli Abruzzi. Ad aprile: 1 e 2 Milano, il 4 Courmayer, il 6 Padova, il 7 Trieste, il 9 Trento, il 10 Padova, il 12 Firenze, il 14 Isernia, il 15 Potenza, il 19 Cagliari. A maggio: il 3 Roma, il 4 Eboli, il 6 e 7 Napoli, il 9 e 10 Bari, il 13 Acireale.
Ancora un brivido per i fan dei Led Zeppelin, nell’anno in cui si celebra il cinquantenario della nascita della band. Jimmy Page, chitarra e mente creativa del gruppo, è tornato nei celeberrimi studi di registrazione di Abbey Road, a Londra. A scatenare gli appassionati è stato un post su instagram dalla figlia di Page, Scarlet, fotografa di fama internazionale.    ‘Uno scatto di giovedì, una giornata molto emozionante negli studi di Abbey Road’, scrive Scarlet sotto una foto che ritrae Page in completo nero mentre imbraccia la sua celebre ‘Black Beauty’, la Gibson Les Paul Custom che fu rubata nel 1970 e ritrovata nel 2016. Alle spalle di Page c’è parte dell’attrezzatura che i Led Zeppelin usavano sui palchi degli anni ’70: si riconoscono chiaramente due amplificatori Marshall, i cosiddetti ‘plexi’, e quattro casse acustiche, tra cui la più famosa di tutte, quella decorata con il simbolo che identificava il chitarrista fin dai tempi di ‘Led Zeppelin IV’ e che spesso viene erroneamente letto come ‘Zoso’. Alla sinistra del musicista si vede il theremin, lo strumento elettronico inventato nel 1919 dal fisico sovietico Lev Sergeevič Termen, che caratterizza molti brani degli Zeppelin, a cominciare dall’intermezzo di ‘Whole Lotta Love’.
Quello che è effettivamente avvenuto dietro le porte degli studi di Abbey Road non è chiaro: potrebbe trattarsi di un servizio fotografico, cosa non affatto nuova per la figlia di Page, che lo ha già ritratto nel suo libro ‘Resonators’ nel 2015. Gli appassionati, però, sperano che si sia trattato di qualcosa di più. Ad alimentare le speranze arriva un post su facebook di Perry Margouleff, musicista e produttore, oltre che noto collezionista di chitarre. E’ stato proprio Margouleff a ritrovare la Les Paul nera di Page e a farla tornare, dopo quasi 50 anni, nelle mani del legittimo proprietario. Anche lui ha postato la stessa foto di Scarlet, commentando con un “Mi sento molto fortunato”. “Ho trascorso due giorni a registrare nello Studio 2 di Abbey Road – aggiunge sul social network -, la sala è fantastica e il personale è stato magnifico”. Tanto basta per far salire la febbre dei fan, scatenati sul web.
I Led Zeppelin non hanno inciso nessuno dei loro nove album in studio ad Abbey Road. Jimmy Page però non è nuovo alla frequentazione della celebre sala di incisione creata nel 1931 dalla EMI, sia durante la sua carriera da chitarrista turnista, dal 1963 al 1968, che nel 1998, quando, insieme a Robert Plant, ha inciso qui l’album ‘Walking Into Clarksdale’.

– “Il filo comune che lega i miei progetti più recenti è la ricerca della novità, per me e per il pubblico”. La musica di Francesco De Gregori si sdoppia, per presentarsi in due anime differenti che rappresentano due modi diversi per il Principe di raccontare le sue storie attraverso le canzoni. I progetti che il cantautore ha presentato questa mattina riguardano il 2019 e due idee a cui De Gregori ha pensato solamente di recente e quindi ancora tutte da disegnare, anche se nomi e dare sono già stabiliti.Il primo progetto è quello dall’anima più confidenziale, per uno stretto contatto con il pubblico (“anche se non sarò man chiacchierone dal vivo” confessa lui) e organizzato praticamente in casa, al Teatro della Garbatella con i suoi duecentotrenta posti a sedere e per una serie di concerti in programma sullo stesso palco dal 28 febbraio al 27 marzo. “Per la scaletta posso dire che ci sarà un nucleo centrale di canzoni prestabilite – ha spiegato De Gregori – e per il resto penseremo alle canzoni direttamente il pomeriggio prima del concerto, durante le prove con la band. Ci vedremo nel tardo pomeriggio sul palco e proveremo pochissimo, perché mi piace dare un senso non accademico alle mie canzoni. Spero nessuno ci picchierà se non usciranno perfette”. Dalla dimensione intima del teatro romano, l’estate porterà invece Francesco De Gregori in tutt’altra dimensione, che alla sala del piccolo teatro contrapporrà luoghi storici ed artistici tra i più belli d’Italia. Il tour in questione si intitolerà ‘De Gregori & Orchestra, greatest hits live’ e partirà sempre da Roma, ma dalle Terme di Caracalla. Il tour vedrà il cantautore affiancato da una grande orchestra, con l’intento dichiarato di presentare dal vivo i suoi più grandi successi per la prima volta in un contesto sinfonico.”Il mio pubblico si divide in due parti – ha spiegato ancora – e cioè una parte che vorrebbe sentire solo i grandi successi e una che invece è stanca di sentire ‘Generale’ e vorrebbe sentire qualche canzone che magari adesso non ricordo nemmeno io. Ecco, – ha proseguito – dico ai primi di venire a sentirmi con l’orchestra e ai secondi di raggiungermi a Roma, al Teatro Garbatella che per un mese sarà casa mia”. L’orchestra sarà composta da quaranta elementi e si svilupperà attorno al quartetto degli Gnu Quartet, con il quale De Gregori ha già avuto modo di lavorare in passato.”Con l’orchestra vorrei sicuramente fare un disco – ha commentato il cantautore romano – ma non sarà un live. Voglio portarla in sala e possibilmente registrare su due piste per rendere l’idea della parte orchestrale in presa diretta. Mi piacerebbe che uscisse anche presto, anche d’estate. Non sarà un album natalizio”. Dopo Caracalla, l’11 giugno, lo spettacolo si sposterà al Teatro Antico di Taormina (15 giugno), al Lucca Summer Festival (30 giugno) e poi ancora all’Arena di Verona (20 settembre).In televisione, invece, De Gregori sarà il protagonista per la prima serata dell’1 dicembre, su Rai3, quando andrà in onda il film documentario ‘Vero dal vivo’, che ne racconta uno spaccato di tour in giro per l’Europa e gli Stati Uniti.

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Un cuore pulsante di memoria, storia e attualità, ma soprattutto un luogo in cui arte e bellezza hanno un valore politico, per rappresentare l’identità di un Paese intero e proteggere il bene fragile e irrinunciabile della democrazia: è un viaggio nelle radici della nostra Repubblica il documentario “L’Aula di Montecitorio. Un Secolo tra Arte e Storia”, prodotto da Sky Arte e realizzato da Tiwi, in onda in prima visione su Sky Arte sabato 24 novembre alle 21.15. Presentato a Roma alla presenza del presidente della Camera Roberto Fico nel giorno delle celebrazioni dei 100 anni dell’Aula, il documentario rivela con immagini suggestive la nascita dell’emiciclo progettato dall’architetto palermitano Ernesto Basile e inaugurato il 20 novembre 1918.
Nel racconto, che procede anche attraverso una serie di contributi di storici e critici dell’arte, architetti, artisti e rappresentanti delle istituzioni, grande spazio è dato alla storia dell’edificio che ospita l’Aula, Palazzo Montecitorio, il cui progetto originale, tra antico e moderno, si deve alla genialità di Gian Lorenzo Bernini. E proprio la ricerca di un equilibrio perfetto tra l’eredità del barocco romano, di cui era emblema Bernini, la grande tradizione della classicità e l’Art Nouveau, nata da ideali europei e contemporanei, è l’obiettivo di Basile, maestro del Liberty che punta a ottenere un luogo fatto di bellezza ma anche di simboli, in cui pensiero e realizzazione si fondono armoniosamente. Un risultato raggiunto pienamente, come rivelano fin nei minimi dettagli le immagini in 4k (molte girate con un drone): nell’Aula infatti il progetto architettonico si integra con l’arredamento e con le decorazioni pittoriche e scultoree scelte con cura da Basile e realizzate da artisti di prima grandezza. Un’armonia di certo non fine a se stessa, che assume un valore politico e diviene simbolo di democrazia e giustizia sociale: lo si vede per esempio nel fregio di Aristide Sartorio, che è protagonista dell’emiciclo e che abbraccia l’intera Aula, con l’Italia rappresentata da una giovane donna dall’espressione serena, alle cui spalle c’è un disco di luce che preannuncia un futuro radioso. O nell’altorilievo bronzeo di Davide Calandra che racconta in modo epico il contributo della monarchia Sabauda alla storia d’Italia, o ancora nel celebre Trttlantico, detto anche “corridoio dei passi perduti”, il luogo in cui ci si scambiano opinioni e nascono progetti, il cui nome deriva dal soffitto a cassettoni con i lampadari tipici proprio delle navi transatlantiche.
Come sottolinea il documentario, tutto nel Palazzo – dalle aule ai saloni, dal cortile d’onore ai corridoi, e poi arazzi, dipinti e statue – contribuisce a veicolare l’identità nazionale, l’immagine di un’Italia giovane, che dal passato è traghettata verso il futuro. “E’ un onore essere presidente della Camera nei 100 anni dell’Aula. Non dobbiamo mai dare niente per scontato, né la pace né la democrazia né i valori su cui poggia la Repubblica: tutto quello che abbiamo è stato costruito con fatica”, afferma Roberto Fico. “Nella democrazia riusciamo a tutelare i deboli, chi è in difficoltà, chi è nelle periferie: ma una democrazia può dirsi completa quando tutti hanno una possibilità di scelta”. “Abbiamo realizzato questo documentario per far comprendere la storia meravigliosa che c’è dietro questa Aula, il luogo che è cuore della democrazia”, prosegue Andrea Zappia, ad di Sky Italia. “Cerchiamo di essere un fattore positivo per l’Italia e Sky è un’azienda profondamente italiana che sperimentando e innovando anche con contenuti come questo, valorizza la ricchezza e l’unicità del Paese”.

– Dopo Guess My Age, un programma di cui inizialmente doveva fare solo 40 puntate e che poi, grazie al grande successo, ne ha avute 180, Enrico Papi è ormai tra i conduttori più amati di Tv8, dove dal 25 novembre alle 21.15 torna al comando assoluto di un altro show adrenalinico, La Notte dei record.
Ma il programma è un reboot dello Show dei record di Mediaset? “No – risponde Papi in un’intervista – è diverso, come dire che una volta la cerimonia degli Oscar la si chiama la notte … poi la serata, e un giorno tutti pazzi per gli Oscar, è un esempio estremo, ovvio. Solo per tagliare una volta per tutte la testa al toro: è un format se vogliamo simile, che abbiamo completamente rivisto. Soprattutto tra i concorrenti selezionati abbiamo solo personaggi che nel loro campo sono dei talenti, che hanno dedicato la loro vita ad allenarsi per anni su quello che fanno”. Poi il timer che incombe, il risultato da battere, il giudice che controlla e verifica: il momento del record è l’apice dello show. Senta ma lei perchè è stato tanto lontano dalla tv, di lei recentemente uno come Maurizio Costanzo ha detto Papi è bravissimo, dopo Mike, è il miglior conduttore di quiz in tv? “Un complimento che ovviamente mi ha fatto molto piacere. Mi sono preso un lungo periodo sabatico, mi sono trasferito con la famiglia a Miami. Sono tornato ripartendo dalla gavetta”.
Si trova bene a Tv8? “molto, mi sento libero, è una televisione dove ti ascoltano”. Ma con Mediaset ha rotto i rapporti? “non voglio sputare nel piatto dove ho mangiato, ma se le novità è riproporre programmi datati come la Pupa e il secchione, ne faccio a meno e propongo altri progetti qui magari”.
In ognuna delle 5 puntate del programma a Papi è affidato il compito di presentare ed interagire con i protagonisti che hanno un solo obiettivo da raggiungere e, spesso, senza alcuna possibilità di errore: “dimostrare in pochi minuti, o addirittura secondi, di essere i migliori al mondo”. In studio – a rappresentare l’ufficialità e l’autorevolezza del Guinness World Records – sono sempre presenti due giudici, Sofia Greenacre e David Ferrini, che hanno il compito di verificare che tutto si svolga nel rispetto del regolamento del record. A loro ogni volta spetta l’ultima parola: decretare se la prova rappresenta un nuovo Guinness World Record. Non solo nuovi personaggi, ma anche nuovi primati, mai visti in Italia. Tra i questi talenti abbiamo anche un bambino che riesce a risolvere tre cubi di rubik facendoli volteggiare in aria in pochi secondi, e ancora il cinese Sun Chaoyang capace di tenere in equilibrio sul suo mento 133 bicchieri pieni di vino, ai vietnamiti Giang Brothers che salgono e scendono le scale uno sull’altro, passando per la tartaruga più veloce del mondo. E ancora, Tanushree Udupi, giovane contorsionista indiana, e Trevis, in grado di stare in equilibrio su una torre di manubri per bodybuilding”.
Ospite fisso del programma “Mr Cherry” Yoshitake, che con quasi 50 Guinness World Records conquistati e 18 tuttora detenuti, è il giapponese che vanta più record al mondo. Cherry, 38 anni, vive per conquistare sempre nuovi primati: il suo sogno è diventare la persona in assoluto con più Guinness World Records al mondo.
La Notte dei Record è un programma prodotto da Magnolia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

I ”Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello secondo Michele Placido e Luisa Ranieri diretta da Luca Zingaretti alla ricerca dell’amore in ”The deep blue sea” di Terence Ratting, tutti a Roma; Mascia Musy nei panni della Divina Callas nel ”Master Class” di Terrence McNally, ancora nella capitale, e Gabriele Lavia a tu poer tu con il ”John Gabriel Borkman” di Ibsen a Firenze; Gioele Dix come Telemaco in attesa di Ulisse in ”Vorrei essere figlio di un uomo felice” e il ”Concerto per Amleto” di Fabrizio Gifuni con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi, tutti a Milano: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
ELYSA FAZZINO, LE TRE AMICHE (Il seme bianco, pp.192, 17.90 euro). E’ una storia che corre sul filo dei ricordi quella al centro de Le tre amiche, romanzo d’esordio della giornalista Elysa Fazzino. Edito da Il seme bianco, il libro trasporta il lettore nelle atmosfere caratteristiche degli Stati Uniti del Sud, piene di fascino e contraddizioni, lasciando emergere, in una storia dai sentimenti forti, anche le questione razziale che ha inquinato quelle terre. La trama ci porta a Charleston, in South Carolina, nel 2008, mentre Barack Obama è in corsa verso la Casa Bianca: Rose, governante di colore, incontra dopo tanto tempo l’uomo che ha sempre amato, Ruggero Albani, ufficiale di marina italiano passato alla Navy, nonché proprietario della grande villa in stile coloniale dove lei ha lavorato per 40 anni. Nella casa Rose si è presa cura di tre amiche, Sophie, Flora e Anne, donne complesse con cui Ruggero, con modalità diverse, ha avuto una relazione affettiva. Nessuno di loro è stato felice nella vita, così come non lo è stata Rose, ancora legata al suo ruolo di subalterna rispetto ai bianchi che le hanno dato un lavoro. La morte delle tre donne offre a Rose e a Ruggero l’occasione di ricordare un passato pesante, occupato prepotentemente da un evento atroce: lo stupro nel 1968 di Sophie, crimine per il quale venne accusato Adam, all’epoca fidanzato, anche lui di colore, di Rose. Adam, innocente e condannato in assenza di prove solo perché nero, venne condannato all’ergastolo e morì suicida. Ed è proprio da questo passato ingombrante che emerge il flusso di memoria di Rose, a cui Ruggero si aggrappa per cercare di fare pace con i propri demoni e provare a rimettere a posto le cose, nonostante il tempo trascorso. In una trama che coinvolge il lettore fin dalla prima pagina, l’autrice delinea con attenzione i caratteri, avendo cura di dare corpo alla storia con riferimenti a tematiche importanti, ferite ancora aperte nella storia americana: il razzismo, con il privilegio di essere bianchi contrapposto alla sfortuna di essere neri, la guerra in Vietnam, la violenza sulle donne, la giustizia che non è uguale per tutti. A farla da padrone nel romanzo sono però i sentimenti, l’amore prima di tutto, con le tante forme che può prendere, ma anche l’amicizia e il risentimento, la paura e l’orgoglio, che Fazzino analizza fin nel profondo e racconta con un linguaggio semplice ed efficace.

– Un Vincent Cassel invecchiato, depresso, barbuto e alcool addicted è il protagonista di ‘Black Tide’ crime-family-thriller di Erick Zonca in sala dal 22 novembre con Sun Film Group. Tra il tenente Colombo e Marlowe, il detective Francois Visconti (Cassel) non è uno che sta troppo bene, specie con se stesso, e lo si vede subito. Lasciato da poco dalla moglie il poliziotto deve anche gestire un figlio adolescente che si ritrova coinvolto in un piccolo traffico di droga. Per fortuna Francois ha dalla sua il lavoro e un caso da affrontare affascinante, la misteriosa scomparsa di un sedicenne, Dany, piena di autentico mistero. Intanto il ragazzo scomparso viveva con un’algida madre (Sandrine Kiberlain) depressa e una sorellina down, e, infine, con padre quasi sempre assente causa lavoro. Ma inizialmente i sospetti del detective cadono tutti sull’ambigua figura di Yann Bellaile (Romain Duris), professore del ragazzo scomparso e con una forte inclinazione omosessuale.
È vero che il professore Yann mostra tutta la sua disponibilità nell’aiutare Francois, ma la sua vita, tra poesia e lezioni private tenute nella sua cupa cantina, si presta a più di un legittimo sospetto. Ma come spesso capita anche la famiglia di Dany ha la sua ‘marea nera’, come ricorda il titolo, una marea con pochissima luce. Diretto da Erick Zonca, autore del pluripremiato ‘La vita sognata degli angeli’, Black Tide segna il ritorno dopo 10 anni dello schivo regista d’oltralpe. Tratto dal best-seller internazionale ‘Un caso di scomparsa’ di Dror Mishani, Black Tide sarà presentato stasera a Piacenza al ‘Profondo giallo Piacenza noir festival’ dallo stesso regista Erick Zonca che riceverà il premio “Profondo giallo 2018”. “Per affrontare temi della scomparsa e del delitto – spiega il regista che, tra l’altro, ha avuto problemi con l’alcolismo proprio come il protagonista Francois Visconti -, ho usato il genere del film noir con poliziotti, notizie, suspense e un mistero. Mi è sembrato importante ancorare questa realtà mostruosa nella finzione, per permettere al pubblico di avvicinarsi alle sponde del terrore attraverso una storia inventata che permette loro di mantenere una distanza sufficiente dalla terribile verità. Nel cast accanto a Vincent Cassel, Romain Duris e Sandrine Kiberlain anche Elodie Bouchez, Charles Berling, Hafsia Herzi e Jérome Pouly.
TORINO – La funzione dei festival? “Quella di essere, oggi più che mai, una sorta di distribuzione alternativa per quei film che non arrivano mai in sala. Quei film indipendenti più piccoli che i giovani possono scoprire ed apprezzare”. A parlare così è Emanuela Martini, direttrice artistica del Tff (Torino Film Festival) della 36/ma edizione (23 novembre – 1 dicembre). E il cinema italiano? “Qualche piccolo ritocco oggi andrebbe fatto alla nostra cinematografia specie sulla scrittura, e non solo, ma va detto che questo momento storico del nostro paese non è certo troppo fertile e creativo in generale anche se a volte questo potrebbe essere alla lunga un vantaggio” dice ancora la Martini, esperta di cinema inglese e che già da bambina consumava maratone di cinema a Forli dove è nata.In questa edizione del festival di Torino comunque solo un film italiano in concorso tra i 15 in competizione: ‘Ride’ di Valerio Mastandrea. “Va considerato che il Tff è un festival internazionale e quindi richiede la giusta selezione e poi quest’anno molti film hanno subito il blocco della commissione ministeriale e non erano pronti. E poi, ovviamente, tutti tentano di andare a Venezia una cosa del tutto comprensibile”.Su Netflix Emanuela Martini che dirige il festival dal 2014 ha le idee chiare: “Ha ragione Venezia a prendere i film Netflix e sbaglia Cannes a proibirli. Voglio vedere se gli si offrisse l’atteso film di Martin Scorsese ‘The Irishman’ se avrebbero il coraggio di rifiutarlo. È vero che la Francia ha una legge benemerita rispetto al cinema, un protezionismo legittimo verso gli esercenti, ma anche il mercato ha le sue leggi e poi non è vero che le due cose sono incompatibili, ad esempio il film ‘Sulla mia pelle’ sul caso di Stefano Cucchi è andato bene anche in sala”.Ma la sala resta la sala: “oggi sono andata a una lezione del primo anno della scuola di cinema dove i professori hanno espressamente proibito ai loro studenti di vedere film sullo smartphone. Credo che questa sia la strada giusta da cavalcare. Quando nelle retrospettive vedo gli studenti guardare per la prima volta i classici da loro amati sul grande schermo sono lì a bocca aperta. E questo vorrà dire pur qualcosa”.Infine tra i film più attesi di questa edizione: ‘Santiago, Italia’ di Nanni Moretti, documentario che chiuderà la manifestazione dedicata al Cile nel settembre 1973. In quella occasione, dopo il colpo di stato del generale Pinochet, l’Ambasciata italiana a Santiago ospitò centinaia e centinaia di richiedenti asilo. Da Moretti la ricostruzione di quella vicenda attraverso interviste ai protagonisti.   [print-me title=”STAMPA”]

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