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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 22 Novembre, 2018, 10:25:19 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

DALLE 11:09 DI MERCOLEDì 21 NOVEMBRE 2018

ALLE 10:25 DI GIOVEDì 22 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostre, da Tiepolo a Boldini ed Escher
A Gorizia i kimono giapponesi, a Roma 80 opere di Ennio Calabria

Dior a Denver, 70 anni di eleganzaBozzetti, abiti, oggetti all’Art Museum della città americana

Ora Zero, Damilano a teatro per Moro22/11 a Roma, in scena con Emanuele Caiati, nipote statista

Firenze, restaurato dittico bizantinoDi nuovo visibile all’interno dell’Opera del Duomo

Guarda… stupisci, Arbore torna su Rai2In trio con Frassica e Delogu, il 12 e 19 dicembre in prime time

Prima Scala diffusa, Attila al mercatoOpera di Verdi in 40 luoghi milanesi, da carcere a ospedali

Dolce & Gabbana, salta sfilata a ShangaiPer pubblicità sessista e commenti attribuiti a Stefano Gabbana. “Spiacevole, era tributo a Cina”

Arriva buono libro Regione Lazio 10 euroAndrà a 10 mila ragazzi, in totale 100 mila euro

Rome Reborn, Caput Mundi mai vistaDa Colosseo a Fori, 22 anni di lavoro per App 3D tra vie 320 d.C

Puma celebra 50 anni di Suade con BarbieCapsule composta da due sneakers, Rasberry Pink e Black

Birkenstock con 032c rilegge sabot iconaI due marchi assieme per un’edizione limitata delle A360

Black Friday: l’auditorium lancia i Black days della culturaSconti sul Roma Gospel Festival, Gazzè e concerti Nicola Piovani

Camicissima conquista i mercati esteriPrevisti tre store in Romania uno in Vietnam. In Cina sono 170

All’asta vetri collezione privata SegusoPandolfini batterà 111 opere del celebre maestro di Murano

‘BilBOlBul’ riflette sul fantasticoProtagonista David B, fra più importanti autori di graphic novel

Laurea a Bruck, Ho studiato ad AuschwitzHonoris causa all’Università Roma Tre anche per Don Sardelli

Torna Marte su National GeographicNella 2/a stagione le aziende all’assalto del Pianeta Rosso

Più libri torna alla Nuvola, da Yehoshua a Dobbs5-9 dicembre, con Crimi, Bonisoli e Mentana con giornale online

Testamenti di grandi italiani a BolognaDal 24 novembre al 14 dicembre a Palazzo Boncompagni

De Niro e la moglie si separanoFonte conferma, i due non vivono già più insieme

Cibi e tavola Pompei in mostra al MannRes Rustica, tornano visibili ‘commestibili’ organici antichi

Verdone, amo la sala ma Netflix è inarrestabileTra progetto tv e nuovo film, non dirigerò serie da libro Totti

Torna Nero/Giallo, ospiti Ribas e TutiDal 22 al 24 novembre all’Istituto Cervantes di Roma

I ‘Sei personaggi’ di PlacidoLettura moderna e fedele con Dajana Roncione come figliastra

Jovanotti, ecco video Al Chiaro di LunaGirato in Eritrea. “Volevo raccontare l’Africa senza stereotipi”

Ramazzotti, riparto positivo ma sempre dall’amoreEsce Vita ce n’è, dedicato a Pino Daniele. “Un mito e un amico”

Lucia Mascino madrina del 36/o TffPresente l’anno scorso in 2 film, l’attrice si dice emozionata

Bisio, Bentornato Presidente!Seguel della commedia campione d’incassi. In sala primaera 2019

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L’ARTICOLO

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BOLOGNA

– Dalla pittura del ‘700 a quella contemporanea, con Tiepolo e Canaletto accanto a Escher e Calabria, dai kimono giapponesi (Gorizia) ai disegni di Boldini, le mostre del prossimo week end coprono un lungo arco temporale nella storia dell’arte. A Bologna una selezione di 50 opere su carta, compone la mostra dedicata a Giovanni Boldini dalla Galleria Bottegantica. In programma dal 24 novembre al 19 gennaio, la mostra documenta il talento dell’artista nel disegno e nell’incisione. A Milano s’intitola “Tabula Picta. Dipinti tra Tardogotico e Rinascimento” l’esposizione che il 23 novembre aprirà fino all’1 febbraio nella Galleria Salamon per presentare al pubblico 15 dipinti su tavola. A Vicenza dal 23 novembre al 10 marzo il Museo Civico di Palazzo Chiericati e le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari accoglieranno la mostra “Il Trionfo del Colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi. Vicenza e i Capolavori dal Museo Pushkin di Mosca. A Roma 80 opere di Ennio Calabria a Palazzo Cipolla fino al 27 gennaio.
– “Dior: From Paris to the World” è il titolo della mostra inaugurata in questi giorni a Denver, nell’Art Museum, dove sosterà fino al 3 marzo 2019, che celebra oltre 70 anni di haute couture della più francese delle maison francesi, in una sorta di viaggio nel tempo a ritroso tra gli abiti e le foto d’archivio, a partire dai primi anni dalla fondazione per mano del visionario couturier, monsieur Christian Dior, fino ai suoi esimi successori, da Gianfranco Ferrè a John Galliano, fino a Maria Grazia Chiuri, prima donna e pure italiana, a sedere tuttora sull’ambita poltrona di direttrice creativa della maison. La mostra comprende 180 bozzetti di haute couture e 25 delle mises delle più significative collezioni, oltre a fotografie, video e film, schizzi, quasi 200 accessori e oggetti legati ai profumi Dior, al trucco e una serie di rari pezzi d’archivio, alcuni inediti, acquisiti dalla maison dal Denver Art Museum.
La mostra si avvale anche di una scenografia progettata dall’architetto Shohei Shigematsu.
– “Siamo quasi all’ora zero: mancano più secondi che minuti”, scrisse Aldo Moro in una delle sue lettere di prigionia. Si riferiva alla propria vita, ma anche alla fine di un sistema politico. Si intitola Ora Zero, il testo di e con Marco Damilano per la regia di Antonio Sofi, che arriva il 22/11 al Teatro Palladium di Roma, in chiusura del 40/o anniversario dell’omicidio dello statista. Quel sequestro, compiuto dalle Br il 16 marzo 1978, e il corpo senza vita ritrovato 55 giorni dopo, hanno segnato la fine di una generazione, la sua morte, il tramonto della Repubblica.
Damilano, direttore de L’Espresso, torna a quell’istante per indagare le traiettorie che si sono dispiegate fino a oggi.
Affiancato dall’attore Emanuele Caiati – nipote di Moro, figlio di Agnese – legge brani dalle lettere e dai discorsi dello statista. In un racconto che attraversa la dissoluzione della Dc, la morte di Berlinguer, il Muro, Tangentopoli fino a Berlusconi, Grillo e Renzi, protagonisti di una politica che cede a paura e rabbia.
– FIRENZE

– Il dittico in micromosaico bizantino del XIV secolo, contenuto all’interno del Museo dell’Opera del Duomo a Firenze, è stato restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure su commissione dell’Opera di Santa Maria del Fiore ed è di nuovo visibile nel museo. Al dittico e al suo restauro è dedicato un convegno, ad ingresso gratuito su prenotazione, organizzato dall’Opera di Santa Maria del Fiore che si terrà il 23 novembre 2018 a Firenze nella sede dell’Antica Canonica di San Giovanni. Il dittico fu donato nel 1394 al Battistero, con alcune reliquie di santi, dalla nobile veneziana, Nicoletta di Antonio Grioni, vedova di un funzionario della corte bizantina dell’imperatore Giovanni VI Cantacuzeno.
Sul dittico sono rappresentate Le dodici grandi festività cristiane attraverso dodici scene di eventi nella vita di Cristo e Maria, corrispondenti a grandi feste liturgiche, che riproducono lo stile e alcune soluzioni formali dei mosaici e degli affreschi della chiesa del monastero costantinopolitano di San Salvatore in Chora, del primo quarto del Trecento, e costituiscono un caso esemplare della diffusione di stilemi orientali attraverso opere trasportabili. Le due tavolette, che compongono il dittico (cm 56 x 37 con cornice), sono realizzate con tessere minutissime, incastrate in uno strato di cera, incorniciate di lamine d’argento lavorate a sbalzo, in parte dorate e smaltate. Ognuna delle tavolette è montata in una seconda incorniciatura di legno intagliato e dorato, del tardo XV secolo, sul cui retro è dipinta l’aquila sul torsello, simbolo dell’Arte di Calimala.
Si tratta di un’opera la cui forma e la cui storia ci raccontano di una Firenze antica aperta alle suggestioni del passato classico e di quello orientale, nel segno di una tecnica, il mosaico, che per secoli fu la lingua comune a molte civiltà del Mediterraneo e che nel cuore religioso di Firenze trovò una delle sue massime espressioni.
– Renzo Arbore torna su Rai2, il 12 e 19 dicembre in prima serata, con un nuovo programma dal titolo ‘Guarda… Stupisci’ (sottotitolo: Modesta e combiccherata lezione sulla canzone umoristica napoletana). Sulla scia del successo di ‘Indietro tutta 30 e l’ode’, dello scorso anno, il trio composto da Arbore, Nino Frassica e Andrea Delogu ha trasferito l’aula universitaria, disegnata da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, nel centro di produzione Rai di Napoli, dove sarà illustrato alle nuove generazioni il grande repertorio della canzone umoristica napoletana.
Arbore sarà accompagnato nelle due serate dalla sua Orchestra Italiana. Ci saranno ospiti a sorpresa nel corso delle puntate.
Il programma è di Renzo Arbore, Nino Frassica e Ugo Porcelli e di Giovanna Ciorciolini e Gino Aveta. Con la collaborazione di Luca Rea. Costumi di Graziella Pera. Regia di Luca Nannini.
– L’energia di ‘Attila’ di Giuseppe Verdi, l’opera che inaugura la stagione 2018/2019 del Teatro alla Scala di Milano, contagerà tutta la città grazie alla settima edizione de “La prima diffusa”. L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano con Edison e porterà la prima in quasi 40 luoghi della città, dall’Ottagono al carcere di San Vittore. Inoltre dall’1 al 9 dicembre un palinsesto farà conoscere ai milanesi l’opera verdiana scelta per la prima, che il 7 dicembre sarà diretta da Riccardo Chailly, con la regia di Davide Livermore. “La mappa dei luoghi che ospitano la proiezione della prima si è allargata – ha detto l’assessore milanese alla Cultura Filippo Del Corno -. Ai luoghi delle scorse edizioni, si sono aggiunte nuove sedi come l’ospedale Niguarda, il Pio Albergo Trivulzio, alcuni licei cittadini, un mercato comunale coperto”. La prima della Scala “è la serata più importante dell’opera lirica al mondo e su questo non c’è nessun dubbio”, ha detto il sovrintendente Alexander Pereira.
– Dolce & Gabbana ha cancellato la sfilata-evento di questa sera all’Expo Centre di Shanghai, dopo le polemiche sulla campagna social nel mirino degli internauti cinesi per razzismo e sessismo: come trend topic, la vicenda ha avuto in serata oltre 120 milioni di “letture” su Weibo, Twitter locale, incluse le critiche di Zhang Ziyi, star di “Memorie di una Geisha”. Uno screenshot ha riportato i commenti attribuiti a Stefano Gabbana (che ha denunciato un hackeraggio) secondo cui la Cina era definita “una mafia maleodorante, sporca e ignorante”.”Ciò che è accaduto oggi è davvero spiacevole, non solo per noi, ma per tutti coloro che hanno lavorato notte e giorno per dar vita a questo progetto”: così Domenico Dolce e Stefano Gabbana commentano l’annullamento della loro sfilata in Cina. “Il nostro sogno – scrivono – era quello di realizzare a Shanghai un evento che fosse un tributo alla Cina, che raccontasse la nostra storia e la nostra visione”.
– “Quest’anno raddoppiamo il nostro intervento a Più libri più liberi. Mettiamo altri 100 mila euro a disposizione, destinati a dei buoni libri per gli studenti delle scuole primarie e secondarie. Saranno così 10 mila i ragazzi che entreranno alla fiera con il buono per acquistare un libro”. Lo ha annunciato il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, alla presentazione della fiera della Piccola e Media Editoria, Più libri più liberi, che torna per il secondo anno alla Nuvola di Fuksas all’Eur di Roma, dal 5 al 9 dicembre.
Il buono libro di 10 euro potrà essere speso per acquistare un libro tra quelli degli editori presenti in fiera. Saranno disponibili 10 mila voucher per un valore complessivo di 100 mila euro che si aggiungono ai 100 mila euro con cui la Regione Lazio contribuisce alla realizzazione della fiera.
“Faremo la stessa cosa in gennaio, febbraio e marzo 2019 con le piccole librerie della nostra Regione attraverso contatti tra librai e studenti” ha sottolineato Smeriglio.
– ROMA

– Il Circo Massimo e il Colosseo visti dall’alto, come a bordo di una mongolfiera. Oppure i Fori imperiali, dove camminare ‘davvero’ sul basolato antico, fino all’arco di Settimio Severo, e il Tempio di Vesta. Per poi entrare nella Basilica di Massenzio e perdersi nella meraviglia delle volte oro e blu. Una Roma così non l’avevamo ancora mai vista, frutto di 22 anni di lavoro di un team di accademici ed esperti tecnologici internazionali, tutti insieme per Rome Reborn, App in 3 lingue (inglese, cinese, italiano), disponibile anche per computer e senza visori 3D, che permette di scoprire e ‘vivere’ l’antica Caput Mundi così come appariva al culmine del suo sviluppo urbano, nel 320 d.C. Approvata dalla Society for Classical Studies, è la più grande ricostruzione digitale mai realizzata di una città antica (7 mila edifici, 14 km quadrati).
Licenzia esclusiva di Flyover Zone Productions, debutta con i primi capitoli: Basilica di Massenzio, Fori Imperiali e Flight Ancient Rome. Seguiranno Colosseo e Pantheon.
– Barbie, icona globale da oltre 60 anni adesso può aggiungere la voce sneaker designer al suo curriculum. Infatti Puma ha collaborato con la Mattel per celebrare i 50 anni della Suede con una collezione versione Barbie. La capsule collection Puma Suede 50 x Barbie é composta da due sneakers nelle versioni Raspberry Pink e Black, la prima delle quali presenta una tomaia in camoscio, suola e lacci tutti interamente rosa ed è caratterizzata da una striscia sagomata con l’iconico logo di Barbie rosa e bianco che avvolge il retro della scarpa e termina in un fiocco di raso sul tallone. Nella versione Black la sneaker è tutta nera e la stampa con logo Barbie è nera e rosa. Adatta per tutte le età, la scarpa è disponibile nelle taglie da donna e da bambina e la collezione si estende all’abbigliamento e agli accessori, una felpa oversize con cappuccio, leggings con logo stampato in lamina d’oro, cappellino da baseball con visiera e zaino.

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Birkenstock e il marchio berlinese di abbigliamento e magazine 032c annunciano una collaborazione per la creazione di una speciale riedizione dell’iconico modello di calzature A 630. Fondata a Berlino nel 2000, la rivista 032c è una delle principali piattaforme di moda, arte e cultura che pubblica in formato digitale e cartaceo e possiede un laboratorio con sede a Kreuzberg (Berlino), centro di produzione e di ricerca, nonché sede creativa per le linee 032c Apparel e Ready-to-Wear. Facendo propri i modelli ortopedici di Birkenstock, adattabili alle diverse esigenze di chi li indossa, 032c ha personalizzato il sabot unisex A 630, realizzato in poliuretano, progettato per resistere al calore.
Disponibile in bianco e nero, l’edizione limitata propone due classici rivestimenti interni: shearling ed elegante camouflage disegnato in esclusiva per il modello, con un bottone “Société de 032c” in oro e rosso su ogni sabot.
– Non solo Black Friday, ci sono anche i Black Days per la cultura. L’iniziativa è dell’Auditorium Parco della Musica di Roma che per il terzo anno consecutivo lancia una campagna di sconti che fino al 30 novembre offre diverse opportunità per concerti e spettacoli. “L’obiettivo è valorizzare la nostra offerta e coinvolgere sempre più giovani”, sottolinea l’ad Josè R. Dosal.
In particolare la Fondazione Musica per Roma garantirà fino al 30 novembre il 30% di sconto sul primo concerto del Roma Gospel Festival (21/22/23 dicembre, Walt Whitman’s Soul Children of Chicago), sulle prime due date di Nicola Piovani (26 e 27 dicembre) e sulla data del 30 dicembre di Max Gazzè. Fino al 23 novembre, inoltre, si può acquistare a prezzo scontato il concerto di Matthew Herbert in programma domenica 25 novembre.
La promozione è valida fino esaurimento dei biglietti disponibili acquistabili anche al botteghino dell’Auditorium (aperto tutti i giorni 11/20; info@musicaperroma.it)

– Camicissima continua il suo piano di espansione sul territorio estero annunciando nuove aperture e presentando i piani di crescita territoriale per i prossimi mesi. Dopo il recente opening a Cipro nel Nicosia Mall ed in Estonia nel Tallin mall, il marchio italiano di camiceria inaugurerà tre flagship store in Romania a dicembre ed uno in Vietnam nel gennaio 2019. Si tratta di punti vendita localizzati in grandi centri commerciali che assieme al travel retail costituiscono la base della strategia di ampliamento di Camicissima. Il principale mercato straniero del brand è la Cina: ad oggi sono stati aperti sul territorio 170 negozi. Si tratta di un paese in forte sviluppo, che apre interessanti possibilità nel settore retail, ma necessita di un accurato studio preventivo. “La Cina è un paese che offre grandi possibilità – spiega il presidente Fabio Candido – ma ci vuole tempo per farsi conoscere dai partner e creare accordi. Spesso i gap linguistici e culturali creano degli ostacoli ma non insormontabili”.
– FIRENZE

– Sarà battuta all’asta, da Pandolfini a Firenze il 27 novembre, una selezione di di 111 vetri di Archimede Seguso (1909-1999) provenienti dalla sua collezione privata. Si tratta di opere che il celebre maestro vetraio, tra i più famosi di Murano, aveva scelto di tenere per sé, nella casa che si affaccia su La Fenice: testimoniano, si spiega, settant’anni ‘a soffiare l’anima’ dentro una palla di vetro incandescente, come amava dire e come ricorda il figlio Gino che ha collaborato alla stesura del catalogo.
Il catalogo parte con un’opera giovanile, una scultura in vetro policromo del 1932 raffigurante ‘Donna con cerbiatto’ e arriva alla serie di vasi intitolata ‘La Fenice’, realizzata nel 1996 all’indomani dall’aver assistito per l’intera notte, dalle finestre della propria abitazione per la quale temette il peggio, al rogo del Teatro La Fenice.
In mezzo sessant’anni di creazioni, con un’attenzione particolare al decennio 1950-1960, periodo in cui maggiormente si manifestò la vena creativa del maestro, con un susseguirsi continuo d’innovazioni dal merletto agli anelli, alle piume, poi le alghe e le macchie. E poi la scultura, il tentativo sempre riuscito di trasferire nella massa vetrosa umanità e vita di persone e animali: dai ritratti delle persone care fino alla rappresentazione naturalistica di fagiani, volpi e papere. Molte delle opere proposte in asta vantano una ricca bibliografia, spesso realizzate per esposizioni d’arte internazionali, quali le Biennali di Venezia o le Triennali di Milano, oppure scelte dallo stesso Archimede per rappresentare il proprio lavoro nelle mostre che lo vedevano protagonista tra le quali la monografica di Palazzo Ducale a Venezia.
– BOLOGNA

– Il Festival internazionale del fumetto BilBOlBul, che della fuga dalla realtà ha fatto il fil rouge della 12/a edizione, apre il 22 novembre a Bologna nel segno del fantastico con David B, importante autore di graphic novel e costruttore di mondi ‘altri’. Sarà lui il protagonista di una lectio magistralis, ‘L’altra parte-Riflessioni sul fantastico’, all’Accademia di Belle Arti.
La Libreria delle donne ospita invece un incontro dedicato ad un piccolo caso editoriale, ‘Io sono Una’, memoriale di un’adolescente abusata, ingabbiata in un contesto sociale in cui l’arroganza maschile rimane incontrastata, mentre la solitudine in cui è lasciata la vittima è una nuova e continua violenza; Una è autrice e protagonista di questo memoir grafico ambientato nello Yorkshire di fine anni ’70. Emelie Ostergren, talento dell’illustrazione e del disegno svedese contemporaneo, farà una lettura del suo ‘Lisa e la casa dei mostri’ alla Libreria Trame, dove le tavole originali del libro rimarranno in mostra fino al 29/11.

– “La mia università si chiama Auschwitz, un università dove si impara tutto per sempre anche a conoscere se stessi”. Sopravvissuta al campo di sterminio nazista, la scrittrice e giornalista Edith Bruck ha rievocato l’orrore della sua esperienza di ebrea scampata per un soffio alla morte nella sua lectio magistralis all’Università di Roma Tre che le ha conferito la laurea honoris causa. Un omaggio di cui è stato insignito con lei anche Don Roberto Sardelli, fondatore della scuola 725, ritenuta tra le più importanti iniziative di pedagogia popolare realizzate in Italia dal dopoguerra. “Queste lauree sono testimonianza della profonda attenzione della nostra Università nei confronti di tutto quello che è memoria storica, impegno sociale e diffusione della cultura”, ha fatto notare il rettore Luca Pietromarchi. “Entrambe esprimono l’importanza che Roma Tre, in ogni sua manifestazione, assegna ai verbi servire (il prossimo) e ricordare (la storia)”.
La carriera di scrittrice, poetessa e editorialista per i principali quotidiani italiani della Bruck è stata coronata con la laurea honoris causa, ha ricordato il professor Paolo D’Angelo, direttore del dipartimento di filosofia, comunicazione e spettacolo, per “sottolineare con forza l’opera da lei intrapresa, lungo tutta una vita, per testimoniare l’orrore della Shoah e per mantenere viva la memoria di ciò che è accaduto in Europa per mano del nazismo e degli esecutori ad esso asserviti, oltre che per tenere desto nelle giovani generazioni il rifiuto dell’intolleranza e del razzismo”. Edith Bruck, ha aggiunto, “non si è limitata a raccontare lo sterminio, ma ha anche riflettuto sul peso dell’esperienza vissuta e sulle difficoltà che il testimone incontra nel farsi ascoltare”.

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LOS ANGELES

– Dopo aver raccontato il viaggio e l’arrivo sul pianeta rosso nella prima stagione, su National Geographic (Sky, 403), torna l’appuntamento con Marte, ogni giovedì alle 20.55, dal 22 novembre con sei nuovi episodi. Prodotta da Ron Howard e Brian Grazer, la serie tv unisce rappresentazione cinematografica e realtà scientifica. In queste nuove puntate viene immaginata la vita su Marte, basandosi su quello che sta accadendo ora sul Pianeta Terra, in un eterno conflitto tra scienza e profitto, tra esplorazione e interessi economici. Siamo nel 2042 e Olympus Town, la colonia fondata dalla International Mars Science Foundation, è ormai un sistema completamente sviluppato. L’agenzia spaziale sponsorizzata dal Governo non può però continuare a finanziarlo e decide di aprire la missione a investitori privati come la Lukrum Industries. Una decisione che comporta l’inizio di inevitabili tensioni tra gli scienziati e i nuovi arrivati.
Dopo l’edizione record del 2017, con oltre 100 mila presenze, torna alla Nuvola e si fa sempre più internazionale ‘Più libri più liberi’, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, che dal 5 al 9 dicembre ospiterà 530 espositori (l’anno scorso erano 490) e 1.200 relatori in 650 incontri. La manifestazione, arrivata alla 17/a edizione, ma al sua seconda alla Nuvola di Fuksas all’Eur, cresce e rilancia guardando al ‘nuovo umanesimo’, che sarà il filo rosso del 2018. E punta con sempre più attenzione ai giovani lettori con l’introduzione di un buono libro di 10 euro per 10 mila ragazzi, lanciato dalla Regione Lazio con lo stanziamento di 100 mila euro.La fiera s’inaugura alla presenza del sottosegretario Vito Crimi e nel pomeriggio del 5 dicembre è prevista la partecipazione del ministro dei beni e attività culturali Alberto Bonisoli che sarà protagonista dell’incontro con Paolo Conti dedicato a ‘Lettura: primo motore della cultura”. Nel giorno d’apertura grande attesa per l’arrivo di Abraham Yehoshua e nel giorno di chiusura Enrico Mentana presenterà ‘Open’, il suo nuovo giornale online. Tanti gli autori internazionali fra i quali Joe R. Lansdale, lo scrittore e poeta dissidente camerunense Patrice Nganang con ‘La stagione delle prugne’ (66thand2nd) e la brasiliana Monica Tereza Benicio, compagna dell’attivista Marielle Franco, assassinata lo scorso marzo a Rio de Janeiro. “Sono quasi 5 mila i piccoli e medi editori italiani, coprono più della metà della produzione editoriale. Per l’Associazione Italiana Editori Più libri più liberi è un appuntamento decisivo nel corso del’anno. L’Aie il prossimo anno compirà 150 anni e li festeggeremo qui a Roma, a settembre” ha detto il presidente Ricardo Franco Levi che ha fatto un “appello al governo perché la 18App (l’aiuto ai ragazzi che compiono 18 anni per poter acquistare libri) diventi esecutiva”. E il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio ha annunciato: “quest’anno raddoppiamo il nostro intervento a Più libri più liberi. Mettiamo altri 100 mila euro a disposizione, destinati a dei buoni libri per gli studenti delle scuole primarie e secondarie. Saranno così 10 mila i ragazzi che entreranno alla fiera con il buono per acquistare un libro”.Alla Nuvola anche Michael Dobbs con ‘Il giorno dei Lord’ (Fazi), primo capitolo di un nuovo ciclo fantapolitico, l’attivista turca Pinar Selek, autrice di ‘Una casa sul Bosforo’ (Fandango) e Valerio Mastandrea che leggerà pagine dello scrittore e politico turco, condannato all’ergastolo, Ahmet Altan, pubblicato in Italia da e/o, del quale sarà presente la compagna Yasemin Congar, giornalista. E Mikael Niemi, l’autore di ‘Cucinare un orso’ (Iperborea) che in Svezia ha superato le 700 mila copie. Annunciato alla fiera anche Beppe Grillo che parlerà del libro ‘Palermo Connection’ (Fazi) con l’autrice Petra Reski. Fra gli italiani torna Andrea Camilleri che chiuse l’edizione 2017 della fiera. E poi Gianrico Carofiglio, Paolo Giordano, Dacia Maraini e Nada. Ampio spazio al graphic novel con Zerocalcare del quale al Maxxi di Roma si può vedere, fino al 10 marzo, la prima personale ‘Scavare fossati. Nutrire coccodrilli’ ed è attesa Ilaria Cucchi che presenterà con Carlo Bonini ‘Il Buio. La lunga notte di Stefano Cucchi’ (Round Robin) di Emanuele Bissantini, Floriana Bulfon, Domenico Esposito e Claudia Giuliani.”Parleremo di quello che vuol dire umanità. Rimettere l’uomo al centro. E’ cresciuta anche la collaborazione con il mondo delle scuole, tanto che quest’anno abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni un mese prima” ha spiegato la presidente di ‘Più libri più liberi’, Annamaria Malato, del programma curato da Silvia Barbagallo. “Il tema dello sviluppo umano viene prima di tutto il resto. Quando si parla di nuovo umanesimo si dice una cosa che il benessere collettivo non è più determinato dalla capacità di consumo privato ma è il prodotto di un insieme di fattori” ha sottolineato il vicesindaco con delega alla Crescita Culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo. “Il costo di questa edizione sfiora i 2 milioni di euro. I contributi pubblici (Mibac, Regione Lazio, Roma Capitale, Unione Europea) sono di 430 mila euro” ha spiegato il direttore di Più libri più liberi, Fabio Del Giudice.

– BOLOGNA

– L’Italia raccontata da un punto di vista inedito, quello delle ultime volontà di uomini che ne hanno fatto la storia, da Guglielmo Marconi a Pier Paolo Pasolini. Dopo le tappe di Genova e Palermo, la mostra itinerante “Io qui sottoscritto. Testamenti di grandi italiani” che raccoglie i testamenti di connazionali illustri, approda a Bologna. Sotto le “Due Torri”, a Palazzo Boncompagni, per l’occasione sarà esposto anche un documento inedito di Pasolini.
La mostra, che aprirà al pubblico il 24 novembre, è frutto di una raccolta di secoli dagli Archivi notarili e di Stato di tutta Italia. Alle presenze “fisse” della mostra – Cristoforo Colombo, Enzo Ferrari, Gianni Agnelli, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso Conte di Cavour, Alessandro Manzoni, Giovanni Pascoli, Enrico De Nicola e molti altri – per la tappa bolognese sono stati scelti i testamenti di personaggi nati e vissuti nella città “dotta”: Luigi Galvani, Cardinal Giacomo Lercaro, Farinelli, Don Olinto Marella, Cesare Mattei, Guglielmo Marconi.
In anteprima assoluta un dattiloscritto originale con annotazioni e inserimenti autografi di Pier Paolo Pasolini, che il pubblico potrà ammirare grazie alla collaborazione con il Centro Studi “Archivio Pier Paolo Pasolini” della Cineteca di Bologna. Quello proposto dall’esposizione non è solo uno spaccato italiano ma un “viaggio” nei volti umani di “grandi italiani”. Le ultime volontà non lasciano conoscere solo la situazione familiare ed economica di chi le esprime, ma anche il suo animo, le scelte morali, civili e soprattutto lasciano trasparire propensioni personali e carattere.
Nella città emiliana (fino al 14 dicembre) la mostra è stata dedicata al fondatore dell’Ant recentemente scomparso, Franco Pannuti.
– NEW YORK

– Robert De Niro e la moglie Grace Hightower si sono separati dopo 21 anni di matrimonio. Lo rivela il New York Post. Secondo una fonte vicina alla (ex) coppia, i due non vivono già più insieme e avrebbero voluto annunciare pubblicamente la rottura nelle prossime settimane.
“Robert e Grace si stanno lasciando. Lui ha partecipato a diversi appuntamenti senza di lei dalla fine dell’estate”, ha rivelato la fonte. I due si sono sposati nel 1997 dopo essersi frequentati per quasi dieci anni e hanno due figli insieme. Già nel 1999, a soli due anni dalle nozze, De Niro aveva chiesto il divorzio, poi la crisi è rientrata. E nel 2004 Robert e Grace avevano rinnovato le promesse nuziali.
– NAPOLI

– Nell’anno del cibo italiano, con la mostra ‘Res Rustica’ torna visibile al pubblico dopo oltre un trentennio l’eccezionale collezione dei ‘commestibili’ del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per la prima volta con un allestimento dedicato e la ricostruzione della tavola quotidiana di Pompei come doveva essere il giorno dell’eruzione e come raffigurata negli affreschi conservati al MANN. I reperti in mostra (fino a febbraio 2019) sono di 19 tipi, dalla vite all’olivo, dal fico al melograno, dai cereali ai legumi. Accanto alla tavola, una decina di affreschi pompeiani tutti da scoprire (provenienti dai depositi del MANN) con rappresentazioni di frutta, ortaggi e gli oggetti per la cucina: pentole, stampi, brocche, anfore per il vino, l’olio, il garum. Ed anche la celebre stadera di Pompei, piccole zappe e una falce. “Chiudiamo l’anno del cibo italiano voluto da MIBAC e MIPAAFT – spiega il direttore del MANN Paolo Giulierini – con una mostra dedicata alle radici della nostra ricchezza agro-alimentare”.
Oggi “c’è la preoccupazione sul mondo che lasceremo ai nostri figli. Viviamo le guerre economiche, le peggiori perché mandi un Paese allo stremo e lo deprimi. Qua vediamo un Medioevo senza orizzonti e non parlo dell’Italia ma del mondo in generale…. la Borsa stamattina come va? Meglio? Speriamo bene”. Parola di Carlo Verdone, che condisce le sue riflessioni con profondità e humour nell’incontro dedicato alla presentazione del volume fotografico con le immagini di Claudio Porcarelli, in scena e fuori scena di “Uno, dieci, cento Verdone”, nato per celebrare i 40 anni di carriera dell’attore e regista. Il libro, realizzato in collaborazione con Banco Bpm, arriverà anche in libreria nel 2019.”Con i miei personaggi penso di aver raccontato bene una megalomania e una mitomania, che nascondono una grande fragilità. Sono figlio di un periodo nel quale l’uomo, con il femminismo, è andato all’angolo. Io e Troisi abbiamo rappresentato in maniere diverse la confusione di fronte a un essere misterioso, affascinante, anche problematico, ma più forte di noi”. Un racconto in commedia, basato, da sempre, sull’osservazione di chi ha intorno: “Ho iniziato ‘catturando’ il dna degli artigiani, divertenti e spontanei del mio quartiere, fra Trastevere e Campo de Fiori, a Via dei Pettinari, dove viveva anche Alberto Sordi”. Oggi fare commedia è più difficile: “La gente si apre meno, è incazzata col mondo, senti l’odio sociale. Al posto della critica c’è il turpiloquio, basta leggere i commenti sui social. Il vero dramma poi è l’omologazione, vedi persone con lo stesso tatuaggio sul braccio, lo stesso telefono, lo stesso taglio di capelli…. si parla sempre di meno e si digita di più. Per un osservatore è molto faticoso, devi strappare un pensiero col forcipe. Ma è un disagio reale, che va raccontato, con tatto e ironia”.Intanto il cinema affronta la sfida di Netflix: una realtà “che fa parte dell’evoluzione delle cose, non si può fermare. La sala cinematografica non so se rimarrà, forse dipenderà proprio da Netflix. Io spero non si perda, sarebbe un dolore, ha rappresentato il tempio dell’immagine e della condivisione, ma i ragazzi non l’hanno vissuta così, oggi si preferisce la condivisione virtuale”. Comunque “il cinema italiano deve fare molto di più. Abbiamo fatto perdere al pubblico la curiosità, proponendo spesso brutti film”. L’attore e regista è nel pieno della scrittura della sua nuova commedia: “Sarà corale, io sarò regista e interprete di uno dei cinque-sei personaggi principali”. Ha anche in cantiere la sua prima serie: “Il pilota, scritto con con Guaglianone e Menotti, a Netflix è piaciuto, ma non so ancora se il produttore De Laurentiis la vorrà realizzare con loro o con Sky”. Definisce invece, sorridendo, come “fake news” la voce sul web di un suo possibile coinvolgimento come regista in una serie tratta dal libro di Totti.Il primo amore per lui resta il cinema: “In un film trovi un’anima. Una serie può essere bellissima, ma c’è dietro una catena di montaggio di scrittura con un’infinità di autori. Ce ne sono alcune straordinarie; ad esempio, la prima stagione di House of cards mi ha inchiodato, poi però mi ha stufato, anche perché prevale il trionfo del male, di qualcosa di sinistro e violento, da Gomorra a Suburra, e questo ha un impatto. Un amico insegnante in una scuola di Roma di un quartiere difficile, mi ha raccontato che in un tema sui loro sogni per il futuro, un ragazzo gli ha scritto che voleva rifondare la Banda della Magliana, un altro usava frasi tipo “riprendiamoci Roma…”. Verdone è reduce dalla nomina a Grande Ufficiale della Repubblica: “E’ una cosa molto bella, non me l’aspettavo… Il giorno della cerimonia ero così emozionato che ho dimenticato il cellulare sul taxi, quindi ho chiuso la giornata chiamando tutte le compagnie e offrendo inutilmente una ricompensa o una cena con me, pur di riaverlo. Sono passato dal Quirinale alla fila col numeretto per bloccare la Sim”.

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La letteratura noir in lingua spagnola e italiana torna protagonista di ‘Nero/Giallo’, la serie di incontri dal 22 al 24 novembre, organizzata e promossa dall’Instituto Cervantes di Roma. Il primo appuntamento è dedicato a ‘Romanzo sociale o viaggio verso gli abissi seducenti del crimine?’ con gli interventi degli spagnoli Rosa Ribas e Lorenzo Silva e gli italiani Giancarlo De Cataldo e Ilaria Tuti, moderati da Loredana Lipperini. In programma, inoltre, un incontro il 23 novembre, al Liceo Virgilio di Roma, con lo scrittore e investigatore privato spagnolo, Rafael Guerrero.
Tra suggestioni del racconto e analisi degli aspetti cruciali, lettura dei testi e aneddoti, ‘Nero/Giallo’ – con il patrocinio di Turespaa e la collaborazione di Radio3, Consejería de educación dell’Ambasciata di Spagna in Italia e Biblioteche di Roma – passa in rassegna storie attuali e situazioni surreali raccontate attraverso la novela negra, il giallo, il thriller, il noir, il poliziesco di autori italiani, spagnoli e sudamericani.
Spazio poi a ‘Romanzo noir: l’esaurimento del modello o la reinvenzione infinita’ con José Miguel Tomasena (Messico), Marcos Tarre (Venezuela) e Mirko Zilahy (Italia), moderati da Stefano Tedeschi. E ancora Carlos Salem (Argentina), Rayco Pulido (Spagna) e Paola Barbato (Italia) protagonisti di ‘Una narrativa di personaggi? Il Chisciotte che può essere Sancho o Sancho che può essere il Chisciotte’, moderati dal direttore dell’Instituo Cervantes di Roma, Juan Carlos Reche, poeta e scrittore insignito del Premio Nazionale per la Traduzione del MIBAC. Chiudono, sabato 24 novembre, ‘Gli altri libri’ con lo scrittore cubano di origini asturiane Vladimir Hernández, lo spagnolo Ignacio del Valle e il toscano Giampaolo Simi, moderati dal giornalista Michele De Mieri.
Tutti gli eventi di Nero/Giallo sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
– E’ la risata il momento, l’azione in cui si incontrano e deflagrano tutte le molteplicità e contraddizioni dei personaggi di Pirandello, la coscienza divertita e tragica dell’inafferrabilità della verità, dell’essenza degli avvenimenti e delle persone, da quella di Laudisi nel ‘Così è, se vi pare’ a quella di davvero tanti personaggi delle novelle, a cominciare da ‘Tu ridi’. Michele Placido pare averlo avvertito e le diverse risate della figliastra in questo suo ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ esemplare come non ne vedevamo da tempo e di cui è ottimo regista e protagonista, diventa uno dei fulcri del dramma, che termina con la fuga di lei dal palcoscenico, nell’impossibilità di trovarsi tra realtà e finzione. Lo spettacolo, nato allo Stabile di Catania, si replica ora al teatro Quirino fino al 2 dicembre.
– Girato ad Asmara in Eritrea, ambientato tra un salone di parrucchiere, le strade e le piazze di Asmara, la sala del bar del cinema Roma, arriva romanticissimo il nuovo video di Jovanotti “Al Chiaro di Luna”, dedicato all’omonimo singolo che è stato tra le canzoni più ascoltate sulle piattaforme di streaming musicale e tra le più cantate nei 67 concerti del Lorenzo Live 2018. “Volevo raccontare l’Africa senza stereotipi su quel continente, perché non esiste luogo al mondo più complesso e più legato al nostro destino – dice Lorenzo – e gli stereotipi e le generalizzazioni fanno sempre solo male. I ragazzi non scappano se trovano opportunità e maggiori spazi di lavoro, sono orgogliosi di starci o di tornarci. Proprio come Yonas, un giovane eritreo esperto di video che ci ha fatto il backstage e che ha deciso di recente di tornare dall’Italia ad Asmara con sua moglie e sua figlia”.
Riparte dall’amore, Eros. Riparte da quello che per lui è il filo conduttore da sempre. “E’ un momento storico difficile per l’Italia, per il mondo e c’era bisogno di un messaggio positivo, di un messaggio forte. L’amore lo è: quello per la musica e quello in generale. Le canzoni devono arrivare al cuore, devono avere la forza per emozionare e dare una spinta positiva. E’ quello che ho sempre fatto e quello che ho sempre sognato di fare”. E così il nuovo disco di Ramazzotti, Vita ce n’è, in uscita il 23 novembre in 100 Paesi al mondo (in italiano, e in spagnolo per il mercato latino) per Polydor, è impregnato di amore, ma anche di speranza, a partire dal titolo. Che diventa slogan e auspicio. “Racchiude il significato di tutto il disco: una ripartenza forte, un modo per dire andiamo avanti. Insomma, non è solo il titolo di un brano, ma un concetto più ampio e importante”, spiega il cantautore, che ha scelto il Castello Sforzesco di Milano come quinta e Pippo Baudo come sparring partner, per presentare il suo quindicesimo lavoro in studio (e a vederli insieme si sente aria di Sanremo: “Io ospite a febbraio? Ci sono, se Baglioni mi vorrà”).”Bisogna sempre andare avanti, fermarsi non è possibile. Bisogna guardare avanti, anche nei momenti difficili bisogna essere forti e positivi”, dice il cantautore che si diverte a intonare qualche brano, mentre il Pippo nazionale gli ricorda gli inizi e poi il successo (“ma sì, diciamolo che l’ho inventato io”, e se la ridono entrambi).Vita ce n’è, quattordici tracce in perfetto stile Ramazzotti, è dedicato a Pino Daniele. “Per me era un mito, come per intere generazioni, poi è diventato un amico. All’inizio per i nostri diversi caratteri abbiamo avuto un rapporto conflittuale, sfociato poi in un bellissimo rapporto di grande rispetto e stima. Manca tanto al firmamento della musica italiana, per questo ho voluto dedicargli il mio lavoro. Era il minimo”. Molte le collaborazioni presenti nel disco, tra artisti italiani (c’è la firma del decano Jovanotti, di Cheope e dei più giovani ma già affermati Federica Abbate ed Enrico Nigiotti) e internazionali come Helene Fischer, Luis Fonsi e Alessia Cara che fanno arrivare i loro video messaggi durante l’incontro. “Le collaborazioni – racconta Eros – nascono dal genere delle canzoni, dalla sonorità del disco, dal successo che hanno certi personaggi, ma con tutti mi sono trovato bene”. E dell’apertura ai giovani, lui che di porte in faccia agli inizi ne ha avute parecchie, fa un vanto personale. “Musicalmente sono legato agli anni Settanta, Ottanta e Novanta, ma ascolto anche cose di oggi. Mi piacciono Ghemon, Calcutta, Irama, Ultimo: ce ne sono tanti bravi che arrivano al cuore della gente. E io sono aperto a tutto: evviva la musica. Ma ai ragazzi dico: studiate e lavorate sodo. Se sono ancora qui è grazie al temperamento e al grande lavoro che si fa su ogni progetto senza cullarsi sui successi passati”.Vita ce n’è è anche un tour mondiale, che il 17 febbraio debutterà a Monaco di Baviera, sold out, e vedrà Eros protagonista nei cinque continenti (venduti in Europa già 200 mila biglietti). In Italia arriverà nei palasport dal 2 marzo con la prima data a Torino, poi dal 6 al 9 marzo quattro date a Milano e dal 12 al 16 altre quattro date a Roma. “A livello spettacolo siamo ancora lavorando sulla scaletta, ma il suono sarà top con musicisti di tutto rispetto. Vorrei inserire tante canzoni, ma un concerto non può durare più di due ore e mezzo: si stanca la gente e mi stanco anche io. Il mio tour del cuore? Quello con Jovanotti e Pino Daniele nel ’94”. E per l’allenamento niente paura: “A mantenermi in forma è la lotta sul divano con i miei figli tutte le sere”. Del resto il suo sogno è arrivare come Charles Aznavour a calcare i palchi di tutto il mondo fino a 93 anni, “mi piacerebbe davvero”.

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TORINO

– Lucia Mascino è la madrina del 36/o Torino Film Festival, in programma dal 23 novembre al primo dicembre. Darà il via alla manifestazione, venerdì sera, con la direttrice Emanuele Martini.
“Quando lo scorso anno sono tornata due volte al Tff per ‘Amori che non sanno stare al mondo’ di Francesca Comencini e per ‘Favola’ di Sebastiano Mauri, e ho visto sul manifesto del Festival gli occhi di Kim Novak a cui il mio personaggio era ispirato, ho pensato che mi volessero dire qualcosa, ma mai avrei immaginato di diventarne la madrina”, dice l’attrice.
Lucia Mascino è attrice di teatro, cinema e tv. Ha iniziato il suo percorso al Centro di Ricerca e Sperimentazione teatrale di Pontedera. Per Amori che non sanno stare al mondo è stata candidata ai Nastri d’argento 2018 e ai Globi d’oro.
Ha collaborato con Nanni Moretti, Giuseppe Piccioni, Roberto Andò, Sabina Guzzanti, Stefano Tummolini, Alessandro Rossetto, Renato De Maria, Marco Segato, Marco Danieli, Stefano Pasetto, Susanna Nicchiarelli.
– Sono iniziate questa settimana a Torino le riprese della commedia Bentornato Presidente! L’atteso sequel di Benvenuto Presidente!, campione di incassi e vincitore di tanti premi e nomination, tra cui quella all’European Film Award come miglior commedia.
Anche questa volta Peppino avrà il volto e la comicità di Claudio Bisio. Ad affiancarlo, nei panni dell’amata Janis, ci sarà Sarah Felberbaum. Nel cast, e nello staff del suo governo, ci saranno Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Massimo Popolizio, Cesare Bocci, Ivano Marescotti, Antonio Petrocelli e Guglielmo Poggi. La regia di Bentornato Presidente! è di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, giovani e talentuosi registi che hanno esordito l’anno scorso con la commedia di successo Metti la nonna in freezer. Scritto da Fabio Bonifacci, da un’idea di Nicola Giuliano e dello stesso Bonifacci, il film è una coproduzione Indigo Film e Vision Distribution ed è la prima collaborazione tra le due società. Arriverà nelle sale nella primavera del 2019.   [print-me title=”STAMPA”]

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