Ultimo aggiornamento 24 Novembre, 2018, 15:06:13 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
DALLE 08:59 DI VENERDì 23 NOVEMBRE 2018
ALLE 15:06 DI SABATO 24 NOVEMBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
X Factor, serata degli inediti elimina Renza
Ospiti del quinto live Subsonica e Hooverphonic
Il vizio della speranza tra inferno, purgatorio e paradisoGirato a Castel Volturno su set di frontiera
Vittorio Sgarbi, il ‘mio’ Novecento CarsicoPer La Nave di Teseo nuovo volume su geografia arte in Italia
Dolce e Gabbana si scusano con la Cina’Molto da imparare, ci scusiamo se abbiamo sbagliato esprimerci’
X Factor, in 1,195 mila per quinto liveCresce Strafactor con 350 mila spettatori
Prima a Bologna ‘Ostinato’ di De PabloDomani all’Auditorium Manzoni. Direzione di Michele Mariotti
Firenze secondo me, docu Renzi sul NoveI luoghi simboli della citta’ in 4 puntate
Il Re Leone, il primo trailer del nuovo film Disney live actionNelle sale italiane ad agosto 2019, rivisitazione in chiave live action del successo d’animazione del 1994
Cremonini, a sorpresa il nuovo discoIl 7 dicembre esce “Possibili Scenari per Pianoforte e Voce”
Moda: il black friday diventa greenEconomia circolare e donazioni a organizzazioni no profit
Tisci continua a leggere codici BurberryPrecollezione Autunno/Inverno partendo sempre dagli archivi
Cristina Meschia pubblica InvernaDisco ispirato a studio Nanni Svampa e Nuovo Canzoniere Italiano
In Rai cinque panchine contro il femminicidioIn 5 sedi romane dell’azienda, realizzate anche da ragazzi
Venerdì da Dalla, riapre casa a BolognaPrime iniziative grazie a patto collaborazione Fondazione-Comune
Borsa firmata Gucci Comme des GarçonsModello shopper in carta guscio con banda verde-rosso-verde
Nuova fragranza per 10 anni di Mango ManFrangrance Department n 10 a base d’ambra e muschio
Aliya Bet, il ritorno a casa degli EbreiLe storie di 21mila profughi e l’aiuto dell’Italia con 34 navi
Premio Battello a Vapore a Eliana CanovaPer ‘Il triangolo nero’
Loewe apre archivi nel suo Museo MadridPezzi unici nel primo negozio aperto dalla maison nel 1939
Versace e Swarovski per tiara debuttantiL’anello del Nibelungo in 380 cristalli per Opera Ball Vienna
Paranoia Airlines di Fedez arriva 25/1In preorder dal 30 novembre
Il Maggio riparte dai 90 anni dell’orchestraChiarot, il peggio è passato ora programmi fino al 2020
Hit parade, Salmo ancora in vettaSul podio le new entry Pop Heart di Giorgia, Essere qui di Emma
Cantico dei cantici a Festival NessiahOpera è tema centrale della kermesse a Pisa da domani al 9/12
Da Meta a Rovazzi per il Capodanno di Canale 5In piazza a Bari anche Fabrizio Moro, Gue Pequeno e Luca Carboni
Il Vasco degli esordi in cofanetto e tvPer i 40 anni dal debutto il primo lp e un docu su Sky
A Parigi l’omaggio a Michael JacksonIn mostra al Grand Palais le opere che ha ispirato
Apre concorso Tff pellicola polaccaE’ 53 Wokni/53 wars, storia di due giornalisti innamorati
Mancati alimenti, prosciolto MuccinoEx moglie ritira querela, Tribunale riconosce tenuità del fattO –
Bravi coinvolto in incidente mortale
‘Massimo rispetto per lavoro magistratura’. Sospesi concerti
Angelucci vince Tale e quale showSuccesso dell’artista umbro nel torneo dei campioni
Programma Italia, come cura EmergencySu Zelig tv da 25/11, testimoni da Treves a Insinna a Carofiglio
Passioni, Scarpelli a fumettiEmozioni e la Roma anni ’30 nei disegni dello sceneggiatore
Lotto, thriller storici e casi studioDalla tela scomparsa a quella controversa, si riapre dibattito
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La serata che i concorrenti aspettavano di più ad X Factor è arrivata. Durante il live andato in scena questa sera, Anastasio, i Bowland, Leo Gassmann, Luna, Martina, Naomi, Sherol e Renza, ovvero gli otto rimasti in gara, hanno potuto presentare i loro brani inediti e provare ad entrare nei canali della discografia ufficiale ancora prima della finale del talent targato Sky.
La quinta puntata è stata vista ieri su Sky Uno/+1 da 1.195.176 spettatori medi, con 2.219.416 spettatori unici. Durante la messa in onda di X Factor, ieri, Sky Uno è stato il settimo canale nazionale sul totale individui con una share del 4,9%, e il quarto canale tra il pubblico 15-54 anni con il 7,75% di share e il canale più visto della piattaforma. Il picco di share è stato del 6,6% registrato alle 23.35 al termine del Tilt che ha sancito l’eliminazione di Renza Castelli, concorrente della squadra di Fedez, mentre il picco di spettatori è stato registrato alle 22.20 con 1.272.206 spettatori al momento del verdetto della prima manche di gara.
“Siamo l’unico X Factor al mondo – ha detto Nils Hartmann, direttore delle produzioni originali di Sky – che punta tanto sugli inediti e pensiamo che il programma può funzionare solo se si inserisce nella contemporaneità musicale”. Ad aprire il quinto live di X Factor, questa sera sul palco sono arrivati i Subsonica, che hanno inaugurato la puntata con un medley di alcuni successi firmati negli anni dalla band torinese (‘Discolabirinto’, Incantevole’ e ‘Tutti i miei sbagli’), per poi tornare nel corso della serata con la nuova ‘Respirare’. Sul versante della gara combattuta a suon di musica, anche la competizione di questa sera è stata suddivisa in due manche con la supervisione dei giudici Manuel Agnelli, con la sua squadra ancora al completo, Mara Maionchi, Fedez e Lodo Guenzi. Ad aprire ufficialmente la sfida è toccato questa sera a Luna, in quota Agnelli, con il brano ‘Los Angeles’, scritto da Alessandro Raina e Jake La Furia.
I @subsonica sono stati pazzeschi stasera! #XF12 pic.twitter.com/5u0mJHc5WR
— X FACTOR (@XFactor_Italia) 22 novembre 2018
“E una canzone che mi è stata cucita addosso – ha detto Luna – perché parla di me e di come metto l’anima in quel che faccio”. Per Renza Castelli, della squadra di Fedez, la prima prova con gli inediti porta il titolo di ‘Cielo inglese’, mentre Anastasio con il suo rap, questa sera si è presentato al pubblico di X Factor con il brano ‘La fine del mondo’, applaudissimo e prodotto per l’occasione da Don Joe. “Per me sei il cortocircuito di questo X Factor – ha detto Fedez – perché mentre tutti sono concentrati sulla trap, arrivi tu e dimostri che per fare rap è sufficiente avere una penna con cui scrivere”. Ancora in quota Manuel Agnelli, Sherol Dos Santos ha provato a convincere il pubblico del talent musicale con le note e le parole di ‘Non ti avevo ma ti ho perso’, racconto di un rapporto con il proprio padre. Alla fine della prima manche, il concorrente meno votato dal pubblico è stata Renza, rinviata direttamente al ballottaggio di fine serata. La seconda manche, invece, si apre con la voce di ‘Naomi’.
L’inedito scelto dalla concorrente diplomata al Conservatorio in teatro musicale s’intitola ‘Like the rain’ ed è stato scritto da Fortunato Zampaglione, autore al lavoro anche sull’ultimo album di Andrea Bocelli che ha conquistato le classiche in Usa e UK. Tutt’altro genere musicale, quello dei Bowland, da Teheran via Firenze, e del loro inedito ‘Don’t stop me’, forse il brano più internazionale di questa edizione di X Factor, ma anche di quelle passate. Alla produzione, per dirne una, ci si è messo anche Pino Pischetola, meglio conosciuto negli ambienti musicali come Pinaxa e che in passato ha lavorato anche un album fondamentale come ‘Violator’ dei Depeche Mode. ‘Piume’ è invece l’inedito di Leo Gassmann, quota Mara Maionchi e che ha dedicato la sua canzone al tema dell’amore come cura del mondo, mentre Martina ha chiuso la competizione della serata cantando la sua ‘Cherofobia’. Prima del responso del televoto, sul palco della X Factor Arena si sono presentati gli Hooverphonic, per la prima volta dal vivo con il loro nuovo singolo ‘Romantic’, estratto dall’album ‘Looking for stars’.
Il televoto è chiuso!
Con la sua raffinatezza ed eleganza ha lasciato un segno indelebile in questa edizione!
A dover abbandonare #XF12 è #RenzaCastelli! La tua carriera è solo all’inizio! #XF12 pic.twitter.com/fkrm8sCTRm— X FACTOR (@XFactor_Italia) 22 novembre 2018
Televoti alla mano, ad avere la peggio dalla seconda
manche è stata Naomi, che si è dovuta scontrare nel ballottaggio con Renza, anche lei della squadra di Fedez. Tra le due, i giudici, su invito di Fedez, non hanno voluto fare una scelta, rimandando la decisione ancora una volta al pubblico, che con il televoto ha eliminato Renza.GLI ASCOLTI – E la quinta puntata live dedicata agli inediti di X Factor 2018 è stata vista ieri su Sky Uno/+1 da 1.195.176 spettatori medi, con 2.219.416 spettatori unici. Durante la messa in onda di X Factor, ieri, Sky Uno è stato il settimo canale nazionale sul totale individui con una share del 4,9%, e il quarto canale tra il pubblico 15-54 anni con il 7,75% di share e il canale più visto della piattaforma. Il picco di share è stato del 6,6% registrato alle 23.35 al termine del Tilt che ha sancito l’eliminazione di Renza Castelli, concorrente della squadra di Fedez, mentre il picco di spettatori è stato registrato alle 22.20 con 1.272.206 spettatori al momento del verdetto della prima manche di gara..
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Un set di frontiera, circondato da case che sono terra di nessuno: Castel Volturno è la location de ‘Il vizio della speranza’ di Edoardo De Angelis, in sala con Medusa dal 22 novembre.
In questa terra dove i migranti sono più degli abitanti autoctoni (circa trentamila, tra regolari e irregolari, contro 15.000 castellani) si sono girati negli ultimi anni tanti film: da Gomorra agli Indivisibili, da Perez all’Imbalsamatore, da Dogman a Mozzarella Story. Una sorta di fascinazione questa terra per molti registi e anche ovviamente per Edoardo De Angelis che parla di questi luoghi, pieni di disagio e violenza, come una terra in cui convivono “inferno, paradiso e purgatorio”. “Ci sono queste tre realtà che convivono, è un dato di fatto – spiega il regista -. In questo pezzo di Domiziana ci sono, ad esempio, poche chiese cattoliche, una moschea e ben 70 chiese pentecostali. Una chiesa, quest’ultima, che permette a chiunque di aprire la propria, anche in un garage, e cominciare a predicare. Funzioni in cui si beve alcool, si canta e l’offertorio è ripetuto più volte. Offrire poco è un’offesa” Una religiosità che non manca certo a ‘Il vizio della speranza’, vincitore del premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma, mentre a Tokyo ha ottenuto ha avuto i riconoscimenti per la miglior regia e per la protagonista Pina Turco. Ovvero Maria, una ragazza che con grande pietà traghetta le donne incinte di colore costrette a vendere i propri figli e che si trova a un certo punto di fronte a una sorta di miracolo, a una scelta difficile.
Ci sono poi in questo luogo che fu il sogno megalomane dei fratelli Coppola, quello di costruire una sorta di Rimini, spiega ancora De Angelis, “la forza dei riti voodoo, riti che legano, attraverso certe pratiche, le donne a una forma di totale sudditanza alla quale non si può venire meno. Gli stregoni nigeriani, infatti, agiscono anche verso le famiglie di appartenenza delle donne, le colpiscono nei loro villaggi.
Comunque la loro – spiega il regista napoletano – è una maledizione perpetua”. A Castel Volturno, dice ancora, “gli aborti clandestini sono all’ordine del giorno e li fanno anche con sistemi assurdi.
In fondo quello che racconto qui è un distillato degli incontri di uomini e donne che ho conosciuto. Non posso dire esattamente quello che mi è rimasto dentro, probabilmente lo capirò dopo.
Questo per me è un racconto arcaico”.
– VITTORIO SGARBI, ‘IL NOVECENTO’ (LA NAVE DI TESE0, PP.492, 25,00 EURO). ”Dal Trecento all’Ottocento, fino a Tiepolo e Canova, l’Italia è stata il luogo privilegiato della manifestazione dello Spirito del mondo, che poi, improvvisamente, si trasferisce in Francia con gli impressionisti. Negli anni cinquanta del dopoguerra, lo Spirito del mondo si sposta in America, con Jackson Pollock, i grandi pittori dell’Informale e, nel 1958, con la Pop Art. E l’Italia? Piero della Francesca ‘accade’ nel 1450 ma ritorna ad accadere nella consapevolezza dei pittori francesi come Seurat; e, ancora, Piero ‘riaccade’ con il Cubismo e con Morandi. Senza Piero della Francesca sarebbe impensabile Balthus. Quindi l’accadere in un luogo dello Spirito del mondo è un accadere ‘per sempre’, vuol dire ‘eternarsi”’.Comincia da qui ”Il Novecento” di Vittorio Sgarbi, primo tomo in uscita in questi giorni per La Nave di Teseo, che il critico d’arte dedica all’arte e ai maestri del secolo scorso e nuova tappa della sua personale storia e geografia dell’arte in Italia (pp. 492 – 25,00 euro). Dopo gli anni d’oro del Rinascimento e del Barocco, ora si va ”Dal Futurismo al neorealismo”. Il prossimo, settimo e ultimo libro della collana, anticipa ”andrà dal dopoguerra a oggi, tra Burri, Fontana, Guccione, Clerici”. Con la prefazione di Franco Cordelli, il volume, completamente illustrato a colori, racconta Sgarbi, mette insieme ”autori ‘necessari’ e altri meno considerati, come Mincini, Gaudenzi. O come Giulio Aristide Sartorio, uno dei grandi dimenticati del secolo scorso”, il cui fregio nell’aula del Parlamento ”solo negli ultimi anni abbiamo ripreso a guardare con occhi nuovi”.Degli uni e degli altri, tra Modigliani, Boccioni, Carrà, Casorati e poi il ventennio fascista, la scuola romana, Guttuso, Sgarbi rende conto quasi in un personale diario di ”incontri”, da quello con Luigi Bonazza, nella sua stessa casa di Trento (oggi dimora privata dei signori Pizzinini), a quello con Giorgio Morandi, a Bologna, quando, invitato a parlarne con Umberto Eco, ne ricordò la polvere. ”Quella intrinseca al colore, alla materia pittorica, come un deposito del pensiero di Morandi per una lunga decantazione della memoria”. ”La storia dell’arte del Novecento – spiega ancora il critico – è un percorso altalenante tra fenomeni che sono ormai delocalizzati rispetto all’Italia, che deflagrano altrove, ma restano consapevoli dello spirito italiano, come avviene per i pittori futuristi o per Giorgio De Chirico, artista greco, diventato italiano, che vive a Parigi. Alcune sue opere – dice – sono fondamentali”. Come anche Modigliani, altro emigrato parigino, per Sgarbi, ”forse, il primo pittore italiano del Novecento, primo anche rispetto agli altrettanto grandi e riconosciuti De Chirico e Morandi”. Di fronte alla sua opera, riflette nel libro, ”si sente la tradizione italiana, non solo pittorica ma anche ‘letteraria’, quasi petrarchesca. Non c’è un altro pittore in tutta la storia dell’arte moderna, ma anche forse in quella antica, che abbia dipinto esclusivamente figure solitarie, come se l’incontro con l’altro fosse un incontro ‘da solo a solo’, come se fosse, in realtà, sartrianamente, un incontro con se stessi”.Tuttavia, aggiunge Sgarbi ”Il Novecento resta un secolo ‘carsico’ con molti talenti non emersi o non degnamente riconosciuti. Più che un diario – spiega – il libro è una caccia al tesoro. Lascio indizi, inviti a riscoprire alcuni talenti, così come avvenne con Buster Keaton per il cinema”. Il libro, ammette, potrebbe forse diventare anche una narrazione teatrale, ”dopo i grandi Leonardo e Raffaello che porterò in scena nel 2020”. Ma, al contrario, il Novecento per Sgarbi ha regalato fama oltre il merito a qualcuno? ”Certo – conclude – Tutta l’arte povera, Guttuso o la transavanguardia”.
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Maglione nero e facce tiratissime: così Domenico Dolce e Stefano Gabbana nel video dove si scusano dopo le polemiche nate in Cina che hanno portato alla cancellazione dello show previsto a Shanghai. “In questi giorni abbiamo pensato moltissimo e con grande dispiacere a quello che è successo e che abbiamo causato nel vostro paese e ci scusiamo tantissimo. Le nostre famiglie ci hanno sempre insegnato a rispettare le varie culture di tutto il mondo e per questo vogliamo chiedervi scusa se abbiamo commesso degli errori nell’interpretare la vostra” dice Domenico Dolce nel video sottotitolato in cinese e inglese, che ha come titolo ‘Dolce e Gabbana si scusano’. “Siamo sempre stati molto innamorati della Cina, l’abbiamo visitata, amiamo la vostra cultura e certamente – sottolinea Dolce – abbiamo ancora molto da imparare per questo ci scusiamo se abbiamo sbagliato nel nostro modo di esprimerci”.
In chiusura, le scuse in cinese di entrambi gli stilisti.
– La quinta puntata live dedicata agli inediti di X Factor 2018, il talent show prodotto da Fremantle, è stata vista ieri su Sky Uno/+1 da 1.195.176 spettatori medi, con 2.219.416 spettatori unici. Durante la messa in onda di X Factor, ieri, Sky Uno è stato il settimo canale nazionale sul totale individui con una share del 4,9%, e il quarto canale tra il pubblico 15-54 anni con il 7,75% di share e il canale più visto della piattaforma. Il picco di share è stato del 6,6% registrato alle 23.35 al termine del Tilt che ha sancito l’eliminazione di Renza Castelli, concorrente della squadra di Fedez, mentre il picco di spettatori è stato registrato alle 22.20 con 1.272.206 spettatori al momento del verdetto della prima manche di gara.
A seguire, la quinta puntata live dello Strafactor, condotto da Daniela Collu con la giuria composta da Elio, Pupo e Dark Polo Gang, da mezzanotte su Sky Uno, è stato visto in media da 349.961 spettatori (+7% rispetto alla scorsa settimana).
Ancora in crescita i voti pervenuti alla X Factor Arena: ieri sera per la quinta puntata live sono stati quasi 5 milioni 200 mila voti, +46% rispetto alla quinta puntata live del 2017. Nei sette giorni, la quarta puntata live di X Factor è stata vista nel complesso su Sky da 2 milioni 20 mila spettatori medi. Se si aggiungono anche gli spettatori di TV8, il totale arriva a 2 milioni 700 mila spettatori medi.
Dati in crescita anche sui social network per XF12, che anche ieri è stato il programma tv più commentato della giornata con 851.600 interazioni complessive (+24% rispetto alla scorsa settimana), con l’81% delle interazioni generate su Instagram.
La puntata di ieri è stata, ad oggi, la più commentata di questa stagione.
Su Twitter l’hashtag ufficiale #XF12 con 11.373 citazioni è entrato nella classifica dei Trending Topic italiani alle 23.00 di ieri sera fino a questa mattina. In trending topic durante la notte anche Leo Gassman, Naomi, #Strafactor e Subsonica. (Fonte Nielsen/Trends24) .
– BOLOGNA
– Il progetto Musica Contemporanea dell’Accademia Filarmonica di Bologna, la commissione annuale di nuove opere a compositori di levatura internazionale e a giovani talenti, ha per protagonista quest’anno lo spagnolo Luis De Pablo che ha scritto il brano per orchestra sinfonica ‘Ostinato’. La partitura verrà eseguita in prima assoluta il 24 novembre all’Auditorium Manzoni dall’Orchestra del Teatro Comunale diretta da Michele Mariotti.
Il progetto dell’Accademia bolognese, famosa anche per avere avuto come allievo il giovanissimo Mozart, testimonia l’impegno nella ricerca di nuovi linguaggi e nella promozione delle espressioni della contemporaneità. L’iniziativa recupera lo spirito di questa antica istituzione, che fin dalla sua fondazione ha accolto e sostenuto i più grandi compositori. Il programma della serata sarà completato dal Concerto per la mano sinistra in Re maggiore di Maurice Ravel (solista Roberto Cominati) e dalla Suite dal balletto ‘Romeo e Giulietta’ di Sergej Prokofiev.
– “Firenze secondo me” è un documentario sulla città in cui l’ex Presidente del Consiglio è nato e cresciuto fino a diventarne sindaco: un vero e proprio evento televisivo – dal forte respiro internazionale – che mostra lo splendore di un luogo unico, ricco di storia e di bellezza. La prima puntata andrà in onda sabato 15 dicembre alle ore 21:25 sul canale Nove del gruppo Discovery Italia. Il progetto in 4 episodi da 90 minuti è prodotto e distribuito da Arcobaleno Tre e scritto con Sergio Rubino.
Le telecamere spazieranno da Palazzo Vecchio al cuore degli Uffizi, dal corridoio del Vasari alla Basilica di Santa Croce, da Palazzo Pitti al Giardino di Boboli. Un viaggio unico attraverso i luoghi simbolo del capoluogo toscano e il racconto degli avvenimenti storici che hanno fatto di Firenze una delle città più visitate al mondo
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Arriverà nelle sale italiane il 21 agosto 2019 il nuovo film Disney Il Re Leone, rivisitazione in chiave live action del successo d’animazione Disney del 1994. Diretto da Jon Favreau (Il Libro della Giungla, il film Marvel Iron Man), il film è realizzato con tecniche cinematografiche all’avanguardia per dare nuova vita ai celebri e amati personaggi.
ECCO IL TRAILER UFFICIALE ITALIANO‘Il Re Leone è uno dei classici Disney più amati da ogni generazione’, ha commentato Daniel Frigo, amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia ‘ed è un’emozione grandissima per noi vedere questi personaggi tornare sul grande schermo in una veste completamente nuova. Come è stato per altri grandi successi firmati Disney, anche l’adattamento live action de Il Re Leone si avvale dell’utilizzo di tecnologie innovative, perfettamente in linea con l’essenza pionieristica della Company e il costante impegno nella ricerca di modi sempre nuovi per parlare al cuore del pubblico’.
Il classico Disney del 1994 è uno dei più grandi successi nella storia del cinema d’animazione. Quando uscì nelle sale, vinse un Oscar per la Miglior Canzone Originale grazie al brano ‘Can You Feel the Love Tonight’ (composto da Elton John e Tim Rice) e uno per la Miglior Colonna Sonora (composta da Hans Zimmer), oltre a due Grammy Awards, mentre l’album della colonna sonora ha venduto oltre 14 milioni di copie.
Nel 1997 la versione teatrale de Il Re Leone esordì a Broadway, vincendo sei Tony Awards: è stato messo in scena in tutto il mondo e tradotto in otto lingue e a distanza di oltre vent’anni rimane uno dei più grandi successi nella storia di Broadway.
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Annuncio a sorpresa sui social per Cesare Cremonini: il 7 dicembre esce “Possibili Scenari per pianoforte e voce”, il nuovo album del cantautore bolognese che, ad un anno di distanza dall’uscita di “Possibili Scenari”, pubblica la versione piano e voce dell’ultimo album di inediti. “Penso sia il momento giusto in cui pubblicare un album come Possibili scenari per pianoforte e voce – spiega Cesare, impegnato fino al 16 dicembre in tour – perché offre la possibilità di ricondurre il pubblico a un ascolto più attento, paziente e meno frenetico: significa svelare, uno ad uno, i segreti nascosti nelle mia canzoni, donare al pubblico la loro purezza. Brani come Poetica, Nessuno vuole essere Robin, Kashmir-Kashmir e la stessa title track dell’album, ad esempio, in queste versioni notturne, rielaborate liberamente, registrate ad occhi chiusi e senza sovrastrutture di arrangiamenti, costringono all’abbandono anche chi quelle canzoni le canta, slegandoci dalla velocità con cui la musica viene ‘consumata’ oggi”.
– Il black friday si tinge di verde con i marchi della moda sostenibile. La startup pratese Rifò ha deciso di donare 5 euro, per ogni capo acquistato, ai progetti delle tre fondazioni aderenti all’ iniziativa #2lovePrato: Legambiente Prato, Fondazione Ami e Opera Santa Rita. Per l’occasione, Rifò presenta anche maglioncini e calzini in cashmere rigenerato, realizzati con il tradizionale “metodo a calata”, grazie al quale si riducono, rispetto a un capo nuovo, del 90% l’uso di acqua, del 77% quello dell’energia, del 90% i prodotti chimici, del 95% le emissioni di CO2 e del 100% l’uso di coloranti. Anche Save The Duck, brand di piumini animal-friendly, sceglie il “Green Friday” e aderisce all’iniziativa “Salviamo le montagne di Nord Est” del CAI, Club Alpino Italiano, devolvendo il 50% del fatturato delle vendite di oggi. E poi il marchio tecnico di montagna Salewa, che ha scelto di donare il 10% del fatturato online, da oggi al 26 Novembre, all’organizzazione non-profit POW – Protect Our Winters.
– “Volevo che questa collezione rappresentasse la continuazione della storia che ho iniziato a raccontare a settembre attraverso la mia collezione di debutto con Burberry. Mi sto concentrando sulla creazione dei nostri codici attraverso stampe con motivi d’archivio, colori della casa e capospalla iconici, mentre stiamo cementando i nuovi temi che ho definito nella scorsa stagione, tra cui il Monogramma Thomas Burberry, gli abiti da sera e i capi sartoriali”.
Così Riccardo Tisci, direttore creativo di Burberry che nella precollezione uomo e donna per l’Autunno/Inverno 2019 continua ad esplorare i temi esposti al suo debutto con Burberry e la sua introduzione di un nuovo set di codici della casa tra cui il Monogramma Thomas Burberry. La nuova collezione punta ai contrasti e crea una nuova offerta di abiti da sera attraverso una lente “britannica” contemporanea. Tisci continua a fare riferimento al passato di Burberry attraverso una serie di stampe con motivi d’archivio ed esplorando i modelli dei capospalla.
– E’ uscito “Inverna”, il nuovo progetto discografico della cantautrice piemontese Cristina Meschia (distribuzione IRD): un disco tra folk e jazz, con 9 brani arrangiati da Giampaolo Casati, che racchiude le tradizioni lombarde, i canti di protesta e contro la guerra (“E l’era tardi” di Enzo Jannacci), canti di lavoro (“Bella Ciao delle mondine” e “Povre Filandere”) ma anche brani d’amore (“Bèll usellìn del bosch” e “Oh mamma la mè mamma il muratore”) e la nostalgica ballata “Gh’è ammò on Quaivun” di Nanni Svampa.
Un approfondimento per riscoprire una parte rilevante della cultura lombarda, tra Milano e il Lago Maggiore. Un secondo lavoro, dopo “Intra” (primo album cantato in dialetto in cui la cantautrice ha raccolto poesie popolari e canti del suo territorio, Verbania) in cui Cristina Meschia riversa la sua continua pulsione verso la ricerca delle tradizioni musicali ormai quasi perse.
Il progetto prende ispirazione dallo studio dell’antologia della Canzone Lombarda di Nanni Svampa.
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Il rosso del sangue versato. E cinque paia di scarpe rosse in marcia per dire ‘basta’. Proprio all’ingresso dei cancelli di Viale Mazzini, sotto lo storico cavallo simbolo della tv di servizio pubblico. È la prima delle cinque panchine rosse inaugurate in altrettante sedi Rai, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Cinque panchine per promuovere lo spirito del 25 novembre, che dopo le due già inaugurate a Torino, da oggi saranno anche nei cespiti romani di via Asiago, Teulada, Studi Fabrizio Frizzi e Saxa Rubra.
”Le panchine rosse – spiega Mussi Bollini, presidente Commissione Pari Opportunità Rai, che ha promosso l’iniziativa con Cpo Usigrai – dal 2005 sono il simbolo del contrasto alla violenza sulle donne. Le abbiamo collocate in punti strategici, in modo che le persone possano vederle e sedersi”. Fornite dal Centro Produzione TV di Roma, sono dipinte dal Maestro Gennaro Scarpellino, dalle decoratrici Michela Cirino e Laura Segatori e due scuole romane.
– BOLOGNA
– Lucio Dalla è scomparso sei anni fa ma il suo ricordo è più vivo che mai, attraverso la sua musica ma anche nelle pareti della sua casa bolognese, negli oggetti che amava e che lo incuriosivano. Nel suo pianoforte, nei quadri, nei libri, nelle fotografie, negli Angeli. Un patrimonio culturale, oltre che affettivo, che il pubblico potrà ammirare non più solo in eventi straordinari. Da gennaio la casa in via D’Azeglio, a due passi da Piazza Maggiore, nella quale il cantautore ha vissuto, aprirà le porte con visite guidate, a numero chiuso, tutti i venerdì.
Presentata oggi in conferenza stampa, l’iniziativa “Ci vediamo da Lucio!” è la prima di quelle condivise nel patto di collaborazione appena siglato tra la Fondazione Lucio Dalla e il Comune di Bologna che arriva dopo anni di rapporti non sempre semplici tra amministrazione ed eredi. Un momento salutato come “una svolta” dall’assessore alla Cultura Matteo Lepore.
– Dalla collaborazione tra Gucci e il marchio giapponese Comme des Garçons che hanno deciso di sperimentare la fusione tra i propri codici è nata una borsa modello shopper. Comme des Garçons, brand noto per il suo approccio minimalista alla moda conferito dal suo fondatore Rei Kawakubo, sposa Gucci disegnato da Alessandro Michele re dello stile eclettico e decorativo, in una borsa che unisce i colori e lo stile delle due maison.
La collaborazione fra i due marchi non appare ovvia, ma il risultato è un pezzo unico, con la banda verde-rosso-verde verticale di Gucci al centro della shopper, realizzata in carta marrone artigianale con un particolare “guscio” di plastica che le conferisce un aspetto industriale contemporaneo. Il risultato è una borsa Made in Japan che combina i codici delle due maison.
La shopper viene presentata in anteprima in Giappone oggi 23 novembre da Comme des Garçons e Dover Street Market Ginza, ma il lancio internazionale avrà luogo il 6 dicembre.
– Mango Man, linea maschile del marchio spagnolo celebra il decimo anniversario con il lancio di una nuova fragranza, denominata Fragrance Department n 10, Black Edition, con riferimento al numero di candeline spente dalla collezione maschile del marchio. La nuova fragranza offre continuità alla linea di profumi, Fragrance Department, che Mango ha lanciato un anno fa con tre proposte (01, 02 e 03) ispirate a tre stili di vita diversi.
La nuova essenza è a base di ambra e muschio con un tocco di patchouli che aggiunge carattere maschile. La base di ananas e mela aggiunge note fresche. La creazione del profumo rientra nelle celebrazioni che Mango Man sta realizzando nel 2018 con diverse iniziative come la creazione di una collezione speciale.
Lo scorso settembre, durante il lancio ufficiale della campagna A/I 2018, Adrien Brody, ambasciatore del marchio, ha presentato 10 capi iconici disegnati per l’occasione. La nuova fragranza sarà disponibile a partire dal 3 dicembre nei negozi in Europa e sul sito di Mango.
– Sono tante le immagini di speranza che compongono la mostra “Dalla Terraferma alla Terra Promessa.
Aliya Bet dall’Italia a Israele, 1945-1948”, allestita a Roma presso la Casina dei Vallati dal 25 novembre al 13 gennaio. Al centro dell’esposizione curata da Rachel Bonfil e Fiammetta Martegani, e giunta nella Capitale dopo il successo ottenuto al Museo Muza-Eretz Israel di Tel Aviv, una pagina di storia ancora poco conosciuta: l’odissea di migliaia di ebrei che, sopravvissuti ai campi di concentramento, cercano alla fine della seconda guerra mondiale di far ritorno clandestinamente in Palestina, all’epoca Mandato Britannico. Le circa 70 fotografie (accanto a filmati e documenti originali) raccontano la vita dei profughi in Italia e il cosiddetto Aliya Bet, il “movimento di ritorno illegale” verso la Terra Promessa: sfuggendo ai controlli britannici, dal ’45 al ’48 vennero utilizzate 34 navi che salparono da diversi porti italiani – dalla Liguria alla Puglia – portando a casa circa 21 mila ebrei.
– Eliana Canova con il racconto ‘Il triangolo nero’ ha vinto l’edizione 2018 del ‘Premio Battello a Vapore 2018’ con cui Edizioni Piemme porta avanti il suo impegno nell’assicurare maggiore spazio per nuove voci letterarie. Il vincitore, come da tradizione, è stato annunciato al Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia. La Canova, torinese, giornalista e autrice di libri per ragazzi, è stata premiata “per il coraggio e la forza con cui tratta un argomento così poco conosciuto: il porajmos, la deportazione nazista dei Rom e dei Sinti nei campi di concentramento”. Alla premiazione hanno partecipato i ragazzi delle scuole primarie Giosué Carducci ed Edmondo De Amicis di Pavia. Il triangolo nero è stato scelto tra oltre 308 candidati dalla giuria mista composta fra gli altri da Roberto Morgese, scrittore e vincitore del Premio Battello a Vapore 2017.
Il romanzo cita un evento storico reale e poco narrato: la rivolta dei rom e sinti rinchiusi nel Zingeunerlager di Auschwitz nel 1944.
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La maison spagnola Loewe apre i suoi archivi a Madrid, in uno spazio speciale che ospita una selezione mutevole di pezzi unici degli archivi del marchio, normalmente non accessibili al pubblico. Lo spazio museale è situato nello storico negozio su Gran Via, la prima boutique aperta da Loewe nel 1939, nell’edificio storico di Francisco Ferrer Bartolomé, in un angolo strategico della capitale spagnola, nel noto Grand Boulevard. Dagli archivi della Loewe, nata nel 1846, è stato messo assieme un illuminante tracciato di oltre un secolo d’innovazione nella progettazione di borse in un display. Oltre ai pezzi d’archivio, molti accessori provengono da collezioni private. Gli oggetti esposti cronologicamente raccontano l’evoluzione delle preferenze estetiche e di artigianato, oltre ai valori sociali espressi attraverso le borse. Le linee geometriche Art Deco, i bordi rigidi degli anni ’40, l’esplosione del colore nei ’60 e l’introduzione di forme destrutturate negli ’70 fanno parte tuttora dello stile di Loewe.
– La maison Versace ha collaborato con Swarovski per la realizzazione della tiara che le debuttanti indosseranno in occasione dell’Opera Ball di Vienna 2019.
Un raggio di sole abbaglia le onde di cristallo della tiara Swarovski che le giovani indosseranno in occasione del ballo che si terrà il 28 febbraio 2019. Su invito di Maria Großbauer, organizzatrice del ballo, Versace ha realizzato il gioiello ispirandosi al Das Rheingold di Richard Wagner, il primo dei quattro drammi musicali che compongono il ciclo dell’opera L’anello dei Nibelungo. Nella scena principale del primo atto, un raggio di sole illumina le profondità del Reno rivelando l’oro custodito dalle tre ninfe del fiume. Questa scena cattura l’attenzione del nano Alberico che ruba il tesoro. La storia viene ricordata nella creazione di Versace. I raggi dorati incastonati con i cristalli Swarovski illuminano il tesoro al centro della tiara: un grande cristallo rotondo color Golden Shadow circondato da onde di cristallo blu. In tutto 380 Swarovski.
– Paranoia Airlines, il nuovo attesissimo album di Fedez, uscirà il 25 gennaio 2019 per Sony Music. Dal 30 novembre sarà disponibile il pre-order del formato fisico dell’album. L’album è stato anticipato dal singolo “Prima di ogni cosa”, in radio e in digitale da venerdì 2 novembre, che ad oggi conta oltre 6 mln di stream su Spotify e 12 mln di visualizzazioni su YouTube. Fedez ha inoltre annunciato il tour, organizzato da Vivo Concerti e Newtopia, che lo vedrà esibirsi nelle principali città italiane a partire da marzo 2019. Qui tutte le date: Venerdì 15 Marzo 2019, Firenze @ Nelson Mandela Forum Sabato 16 Marzo Torino @ Pala Alpitour Giovedì 21 Marzo 2019 Bologna @ Unipol Arena Sabato 23 Marzo Montichiari (BS) @PalaGeorge Giovedì 28 Marzo Ancona @ PalaRossini Sabato 30 Marzo Eboli @ PalaSele Martedì 2 Aprile Acireale @ Pal’Art Hotel Venerdì 5 Aprile Roma @ PalaLottomatica Lunedì 8 Aprile Milano @ Mediolanum Forum Sabato 13 Aprile Padova @ Kioene Arena Domenica 14 Aprile Conegliano @ Zoppas Arena.
-Nell’anno in cui l’Orchestra sinfonica stabile nata il 9 dicembre 1928 per iniziativa di Vittorio Gui compie 90 anni la Fondazione maggio Musicale Fiorentino annuncia di aver superato il periodo finanziariamente molto delicato degli ultimi anni e, ”pur non avendo risolto del tutto i propri problemi economici – come spiega il sovrintendente Cristiano Chiarot – ha comunque ritrovato la tranquillità per poter programmare sino al 2020 con concerti e spettacoli per recuperare e proseguire la storia importante di questa istituzione musicale, che spera di ritrovare il proprio posto anche nel panorama internazionale”. Per festeggiare la ricorrenza, domenica 9 dicembre visite guidate al teatro e recita speciale della Traviata, poi il programma della stagione con nuovi cicli sinfonici: dopo quello dedicato a Sostakovich, ora sarà la volta delle nove sinfonie di Mahler e di quelle di Schubert, più concerti dedicati a italiani e stranieri anche contemporanei e, sul podio dell’orchestra, oltre che l’attuale direttore Fabio Luisi e il direttore onorario Metha, di Chung, Gatti, Conlon, i più giovani Viotti e Chauhan e vari altri. Un Concerto di Natale di Giovanni Sollima,due concerti di fine anno di Salonen e quello di Capodanno di Gatti. La vocazione sinfonica del Maggio si avvale oggi delle innovazioni tecniche del palcoscenico del nuovo teatro che favorisce la convivenza tra orchestra e spettacoli d’opera. ”Se scendere e perdere spettatori per un momento di crisi è facile e veloce, risalire è sempre molto più impegnativo”, ricorda Chiarot, che ha intenzione di recuperare un ruolo di primo piano attraendo anche spettatori stranieri con una programmazione lirica interessante e di qualità. La stagione, aperta dal dittico Le Villi di Puccini e Ehi Giò di Montalti, riprende il 13 dicembre con 12 repliche di West Side Story con la regia di Bellone e la direzione di Lanzillotta. A gennaio nuovo grande allestimento de L’Olandese volante di Wagner con la regia di Pat Curran, protagonisti Gazheli Petrenko e Owens e sul podio Luisi, quindi il dittico a contrasto con Cavalleria rusticana e Un mari à la porte di Offenbach , poi l’allestimento de l’Opera de Paris della Clemenza di Tito mozartiana con Decker regista e Sardelli direttore. Infine ritornano Il barbiere di Siviglia, La Traviata e la discussa Carmen con regia di Muscato e il finale cambiato con la protagonista che non muore più. A inaugurare il Maggio 2019 sarà ‘Lear’ di Reimann con la regia per l’Opera de Paris di Calixto Bieito, seguito dalla Straniera di Bellini con protagonista Salome Jicia e la regia di Giordan. Poi la novità di Vittorio Montalti Le leggi fondamentali della stupidità umana dal libro dello storico Carlo M. Cipolla con regia di Cauteruccio, Le nozze di Figaro con regia di Sonia Bergamasco (e negli anni a venire sempre letture femminili mozartiane di Così fan tutte e Don Giovanni). Infine ai giardini di Boboli il ritorno dell’opera fiorentina con i cinquecenteschi Intermedi della Pellegrina di Bragagli, diretti da Sardelli. Programmi impegnativi per cercare un +20% di spettatori, avendo un budget annuale di 33 milioni (15 dallo Stato, 3 dalla Regione Toscana, 5 dal botteghino e il resto enti locali e sponsor). In in quest’ottica è pronta anche la stagione 2019-2020, che sarà aperta dal raro Fernando Gomez di Spontini con Carmela Remigio, regia di Ligorio e direttore Luisi, cui seguono, un trittico pucciniano, la Cenerentola di Prokofiev, Risurrezione di Alfano, Don Pasquale di Donizetti e il Rinaldo di Haendel con regia di Pizzi e le.
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-E’ ancora Playlist, quinto album di Salmo, pubblicato il 9 novembre per Sony Music Italia e Machete Empire Records, a conquistare la vetta della classifica Fimi/Gfk degli album più venduti di questa settimana. La raccolta record che ha registrato 9.956.884 stream su Spotify in un solo giorno infrangendo il record assoluto di numero di stream di un album in un giorno sulla piattaforma, la scorsa settimana occupava le prime 14 posizioni della classifica italiana dei singoli, interrotto solo dai Maneskin con Torna a casa al quarto posto. Stavolta invece Salmo cede la vetta dei singoli più scaricati proprio alla band romana lanciata da X Factor. Ma conquista comunque le prime posizioni fino alla numero dieci, interrotto da Vasco Rossi con il nuovo La verità al sesto posto, e da Fedez con Prima di ogni cosa all’ottavo. A seguire, sul podio troviamo due new entry, i nuovi album di due grandi interpreti della musica italiana: Pop Heart di Giorgia ed Essere qui di Emma. Scivolano in quarta posizione dalla terza i Maneskin con Il ballo della vita. Seguono tre new entry dal quinto al settimo gradino: Michael Bublè con Love, Baby K con Icona, Mark Knopfler con Down the road wherever. Chiudono la top ten L’infinito di Roberto Vecchioni in ottava posizione, Truman, album new entry di Shade e Giovani degli Irama che chiude la classifica. Per i vinili domina Down the road wherever di Mark Knopfler, seguito da Nervermind dei Nirvana e dal nuovo Shiny and oh so bright Vol.1 dei The smashing pumpkins.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 16 al 22 novembre:
1) PLAYLIST, SALMO (EPIC- SONY)
2) POP HEART, GIORGIA (MICROPHONICA SRL- SONY)
3) ESSERE QUI, EMMA (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)
4) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)
5) LOVE, MICHAEL BUBLE’ (WARNER BROS- WMI)
6) ICONA, BABY K (EPIC-SONY)
7) DOWN THE ROAD WHEREVER, MARK KNOPFLER (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)
8) L’INFINITO, ROBERTO VECCHIONI (DM PRODUZIONI-ARTIST FIRST)
9) TRUMAN, SHADE (ATLANTIC-WMI)
10) GIOVANI, IRAMA (WARNER BROS-WMI)
Ecco la classifica dei singoli:
1) TORNA A CASA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL -SME)
2) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT.NSTASIA (EPIC-SME)
3) CABRIOLET, SALMO FEAT. SFERA EBBASTA (EPIC-SME)
4) STAI ZITTO, SALMO FEAT. FABRI FIBRA (EPIC-SME)
5) 90MIN, SALMO (EPIC-SME)
Ecco la classifica dei vinili:
1) DOWN THE ROAD WHEREVER, MARK KNOPFLER (POLYDOR – UNIVERSAL MUSIC)
2) NEVERMIND, NIRVANA (GEFFEN RECORDS/USM – UNIVERSAL MUSIC).
3) SHINY AND OH SO BRIGHT, SMASHING PUMPKINS (NAPALM RECORDS – AUDIOGLOBE)
4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)
5) LOVE, MICHAEL BUBLE’ (WARNER BROS- WMI).
– PISA
– E’ uno dei festival più longevi della Toscana ‘Nessiah-Viaggio nell’immaginario culturale ebraico’e alza il sipario sulla sua 12/a edizione mettendo al centro un tema suggestivo e carico di significato e sfumature: il Cantico dei Cantici, lo Shir Ha-Shirim. Organizzato dalla comunità ebraica pisana con la direzione artistica di Andrea Gottfried si svolgerà a Pisa (con un fuori zona a Viareggio) da domani al 9 dicembre. Letture sceniche, polifonie barocche, cinema d’animazione, culinaria etnica, un’opera lirica inedita, canti popolari e lieder sono gli ingredienti della rassegna inserita nell’anno europeo del patrimonio culturale 2018, istituito dalla Commissione Europea. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito (fino a esaurimento posti). Shir Ha-Shirim, il cantico dei cantici, è uno dei testi ebraici antichi con più interpretazioni mistiche e filosofiche. Forse il più conosciuto, più discusso e senza dubbio il più misterioso.
-Da Riccardo Fogli con Roby Facchinetti fino a Fabio Rovazzi e Gue Pequeno. E per continuare la festa, ballando dopo la mezzanotte, il dj set di Max Brigante con il suo show Mamacita, a ritmo di reggaeton, hip-hop & trap. Uno spettacolo che vuole attrarre famiglie, persone di una certa età ma anche adolescenti, quello che Canale 5 manderà in onda il 31 dicembre per accompagnare chi trascorrerà la notte di fine anno in casa. Lo scorso anno una gran fetta di spettatori erano proprio giovanissimi e a loro è stato pensato scegliendo il cast di ‘Capodanno in musica’, presentato oggi a Milano. La piazza sarà quella di Bari e per il secondo anno sul palco ci sarà Federica Panicucci, il volto del mattino di Canale 5. Oltre che in tv sarà trasmesso sulle radio del Gruppo Mediaset (105, 101, Montecarlo, Subasio). “Lo scorso anno il nostro Capodanno ha avuto un pubblico particolarmente giovane, tra i 15 e i 19 anni erano il 23%, tra i 15 e i 24 il 24 % e tra 25 e i 43 il 21,4% – ha detto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri -. La nostra festa è rivolta alle famiglie, ad uno spettatore generalista ma tanti giovani davanti la tv la sera di fine anno ci riempiono di soddisfazione”. Cornice della festa Piazza Prefettura, antistante il Teatro Piccinni, che proprio con questo evento sarà riaperto dopo un lungo restauro, facendo da sfondo a palco e backstage. “Mostreremo a tutta Italia che città meravigliosa e piena di calore è Bari”, ha detto il sindaco Antonio Decaro. Nel cast della serata oltre Rovazzi, Fogli e Faccinetti e Pequeno, ci sono Luca Carbone, Ron, Tiromancino, Erman Meta, Fabrizio Moro, Irama, Annalisa, Elodie, Junior Calle, Elettra Lamborghini, Ermal Meta, Benji&Fede. “Porteremo a Bari le nostre squadre di speaker da tutte le nostre radio – ha detto l’ad di Radio Mediaset Paolo Salvaderi -. Saremo a supporto di Federica, nel backstage e tra il pubblico”. Per la regia di Luigi Antonini, ‘Capodanno in musica’ si collegherà con Bari dalle 21. Dopo la mezzanotte la festa proseguirà con lo show Mamacita. “Entrare nelle case degli italiani in una serata così importante mi riempie di orgoglio e felicità – ha detto la presentatrice -. Il cast piacerà anche alle famiglie ma soprattutto ai giovani, i miei figli adolescenti quando hanno sentito i nomi hanno fatto i salti di gioia e ovviamente quella sera saranno anche loro a Bari”.
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Un Vasco Rossi meno conosciuto torna alla luce dopo quarant’anni con un cofanetto speciale: si tratta dell’album di debutto ‘…ma cosa vuoi che sia una canzone…’, in vendita dal 7 dicembre in un’edizione numerata che inaugura la serie Sony ‘R>Play edition 40th’: nel box l’LP in vinile, CD e cassetta, il 45 giri di ‘La nostra relazione’ e un libro-intervista scritto da Marco Mangiarotti con immagini inedite. Disponibili anche una versione in CD con booklet di 32 pagine e l’LP in vinile. Il disco è stato rimasterizzato a 24 bit/192kHz partendo dai nastri analogici da Maurizio Biancani, che aveva curato le registrazioni originali e che produsse poi album come ‘Bollicine’. “Sony mi ha dato carta bianca – ha raccontato Biancani, parlando oggi a Milano – Volevo trasportare quei suoni ai giorni nostri senza modificarli: l’ho trattato come si farebbe un restauro di un’opera d’arte, per far venire fuori i colori originali, senza pomparlo, mantenendo le sonorità di allora, secondo me bellissime, e così sono emersi certi echi e riverberi, e le frequenze quasi da bambino della voce di quel Vasco”. Un restauro è avvenuto anche per l’artwork di Luciano Tallarini, di cui non si sono reperite né le pellicole né il disegno originale, come ha spiegato il direttore creativo, Arturo Bertusi: “Vasco ha partecipato molto al progetto – ha aggiunto – Per le didascalie delle foto nel libro ha ricordato tutti i nomi, o ci ha trovato numeri di telefono di vecchi amici”. Il 14 dicembre sarà diffuso un video animato di ‘Jenny è pazza’, uno dei classici del disco con ‘Silvia’ e ‘Tu che dormivi piano’. Ma il primo appuntamento su schermo sarà su Sky Arte: ‘…ma cosa vuoi che sia una canzone…’ è infatti il primo disco a venir raccontato nella seconda edizione di ’33 Giri-Italian Masters’, in onda a partire dal 28 novembre su Sky Arte (e disponibile su Sky On Demand). Il documentario ha per protagonista lo stesso Vasco Rossi che, con Biancani e Gaetano Curreri (arrangiatore e musicista dell’album), rievoca aneddoti, ricostruisce il contesto in cui nacquero i brani e apre uno squarcio sulla genesi del disco e del mito del rocker emiliano. Emerge ad esempio l’abilità chitarristica di Vasco, che in quel disco si occupò delle ritmiche e che di nuovo, davanti al mixer nel documentario, riprende ad arpeggiare la chitarra di allora per intonare alcune strofe. I commenti dei protagonisti, oltre che di Stefano Senardi e Marco Mangiarotti, ricostruiscono le ascendenze musicali tra progressive, rock e cantautorato, e illustrano la poetica del Blasco di allora e di oggi, diretta e schietta eppure cinematografica. Il brano ‘Ambarabacciccicoccò’ offre uno spunto anche sulla coscienza del clima politico del ’77 bolognese: “Prendevo un po’ in giro un certo cantautorato impegnato – ricorda Vasco nella puntata – Perché secondo me la provocazione tiene sveglia la coscienza”. I prossimi artisti trattati da ’33 Giri’ saranno Ivano Fossati, Paolo Conte, Gianna Nannini e Pino Daniele. “E stiamo già pensando a una terza stagione”, anticipa il direttore di Sky Arte, Roberto Pisoni.
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PARIGI
-A 10 anni dalla morte, il re del pop è più che mai lui, Michael Jackson, il musicista la cui influenza mondiale e sugli artisti suoi contemporanei non conosce limiti. A lui, al King of Pop, è dedicata la mostra aperta da oggi al 14 febbraio 2019 al pubblico negli spettacolari spazi del Grand Palais di Parigi. “On the Wall”, questo il titolo dell’esposizione che arriva a Parigi dopo l’esordio in estate alla National Portrait Gallery di Londra, vuole mostrare come Michael Jackson sia diventato, da quando Andy Warhol utilizzò e immortalò la sua immagine per la prima volta nel 1982, il personaggio culturale più rappresentato al mondo dagli artisti suoi contemporanei più celebri. Centoventi opere di una quarantina di grandi artisti, girano attorno al mito del cantante e ballerino in questa mostra il cui titolo, “On The Wall”, richiama direttamente l’album del “re della pop music”, “Off the wall”, del 1979. Ci sono dipinti, sculture, molte foto e video, tutte opere che scavano ed esplorano l’immenso impatto artistico del protagonista che perfettamente a suo agio navigava fra la musica, la danza, i videoclip e la moda. E in tutte queste declinazioni della sua arte, la sua poliedrica capacità di attrarre non risparmiò gli artisti del suo tempo. Warhol, che nel ritrarre gli artisti simbolo era il campione, fu uno dei primi ad essere affascinato dalla star-bambino diventata fenomeno planetario. Nel 1977 il primo incontro, subito dopo “The Wiz”, il film ispirato a “Il mago di Oz” in cui Jackson interpretava lo spaventapasseri. Al Grand Palais, numerose sono le foto nate dal sodalizio con Warhol. Ma a colpire l’immaginario del visitatore, insieme all’immagine certo più famosa di Jackson visto da Warhol, quella che sprizza luminosità e che fu commissionata nel 1984 dal periodico Time, ci sono altre tre opere memorabili: quella del pittore americano Kehinde Wiley, che immortalò Jackson come un monarca a cavallo con tanto di armatura decorata, quadro direttamente ispirato al ritratto equestre di Filippo II, dipinto da Rubens nel 1628. David LaChapelle, celebre fotografo delle star americane, fu ispirato dal celebre hit di Jackson “Billie Jean” per proporre un’immagine storica del cantante che cammina leggermente sulle lastre che si illuminano al suo passaggio. Fra le opere esposte e più originali, quella di Lorraine O’Grady, che ebbe l’idea di accostare le immagini e i destini di due artisti moderni e dal percorso drammatico, Charles Baudelaire e Michael Jackson. Il creatore del celebre “Moonwalk” ispirò anche il pittore cinese Yan Pei-Ming, che realizzò un suo ritratto monumentale (2 metri per 2), in bianco e nero, di un Michael Jackson dall’espressione intensa. La mostra, dopo Parigi, sarà presentata al Bundeskunsthalle di Bonn, in Germania, fino al prossimo luglio, poi al Museo d’arte moderna di Espoo, in Finlandia, fino al gennaio 2020.
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TORINO
– “Volevo indagare l’amore al femminile dei giorni nostri che non mi sembrano poi così lontani dai tempi di Penolope. Oggi anche una donna colta, liberata dai pregiudizi, che nella vita fa la giornalista, alla fine può cadere nella trappola degli archetipi femminili legati alla famiglia e trovarsi a negare se stessa. Un destino che ancora oggi tocca a pochi uomini”. Spiega così il suo film ’53 Wojni/53 wars’, che oggi ha aperto il concorso del 36/o Torino Film festival, la regista polacca Ewa Bukowska.
Il film racconta di due giornalisti innamorati, pieni di passione e in carriera fino a quando Anka, incinta, lascia il lavoro e Witek parte come reporter di guerra. Il mondo di Anka si rabbuia di colpo nella paura che il suo compagno non torni più e di non farcela a tirare avanti. “Quello che mi interessa con il mio cinema – dice la regista – è arrivare al vero, al di là di ogni stereotipo. Può non essere così facile come sembra.
La prospettiva delle donne ancora oggi è molto diversa da quella maschile”.
– RAVENNA
– Il Tribunale di Ravenna ha prosciolto il regista Gabriele Muccino, dall’accusa di essere stato parzialmente inadempiente all’obbligo di pagare gli alimenti per il mantenimento del figlio 14enne. Il proscioglimento è avvenuto ai sensi dell’articolo 131 bis, ovvero la non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il procedimento era partito dopo la querela fatta nel 2014 dall’ex moglie del regista (i due sono separati da quattro anni), la violinista ravennate d’adozione Elena Majoni, che si era anche costituita parte civile nel processo. Oggi, però, prima di entrare in aula i due ex coniugi hanno trovato un accordo e davanti al Tribunale, Majoni ha ritirato la querela, revocando anche la costituzione di parte civile. Dopo la discussione la Procura aveva chiesto la condanna per il regista, ma il giudice ha deciso diversamente. Majoni era assistita dagli avvocati Virginia Lusa e Rossella Festa, mentre Muccino dall’avvocato Carlo Longari.
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PARIGI
-A 10 anni dalla morte, il re del pop è più che mai lui, Michael Jackson, il musicista la cui influenza mondiale e sugli artisti suoi contemporanei non conosce limiti. A lui, al King of Pop, è dedicata la mostra aperta da oggi al 14 febbraio 2019 al pubblico negli spettacolari spazi del Grand Palais di Parigi. “On the Wall”, questo il titolo dell’esposizione che arriva a Parigi dopo l’esordio in estate alla National Portrait Gallery di Londra, vuole mostrare come Michael Jackson sia diventato, da quando Andy Warhol utilizzò e immortalò la sua immagine per la prima volta nel 1982, il personaggio culturale più rappresentato al mondo dagli artisti suoi contemporanei più celebri. Centoventi opere di una quarantina di grandi artisti, girano attorno al mito del cantante e ballerino in questa mostra il cui titolo, “On The Wall”, richiama direttamente l’album del “re della pop music”, “Off the wall”, del 1979. Ci sono dipinti, sculture, molte foto e video, tutte opere che scavano ed esplorano l’immenso impatto artistico del protagonista che perfettamente a suo agio navigava fra la musica, la danza, i videoclip e la moda. E in tutte queste declinazioni della sua arte, la sua poliedrica capacità di attrarre non risparmiò gli artisti del suo tempo. Warhol, che nel ritrarre gli artisti simbolo era il campione, fu uno dei primi ad essere affascinato dalla star-bambino diventata fenomeno planetario. Nel 1977 il primo incontro, subito dopo “The Wiz”, il film ispirato a “Il mago di Oz” in cui Jackson interpretava lo spaventapasseri. Al Grand Palais, numerose sono le foto nate dal sodalizio con Warhol. Ma a colpire l’immaginario del visitatore, insieme all’immagine certo più famosa di Jackson visto da Warhol, quella che sprizza luminosità e che fu commissionata nel 1984 dal periodico Time, ci sono altre tre opere memorabili: quella del pittore americano Kehinde Wiley, che immortalò Jackson come un monarca a cavallo con tanto di armatura decorata, quadro direttamente ispirato al ritratto equestre di Filippo II, dipinto da Rubens nel 1628. David LaChapelle, celebre fotografo delle star americane, fu ispirato dal celebre hit di Jackson “Billie Jean” per proporre un’immagine storica del cantante che cammina leggermente sulle lastre che si illuminano al suo passaggio. Fra le opere esposte e più originali, quella di Lorraine O’Grady, che ebbe l’idea di accostare le immagini e i destini di due artisti moderni e dal percorso drammatico, Charles Baudelaire e Michael Jackson. Il creatore del celebre “Moonwalk” ispirò anche il pittore cinese Yan Pei-Ming, che realizzò un suo ritratto monumentale (2 metri per 2), in bianco e nero, di un Michael Jackson dall’espressione intensa. La mostra, dopo Parigi, sarà presentata al Bundeskunsthalle di Bonn, in Germania, fino al prossimo luglio, poi al Museo d’arte moderna di Espoo, in Finlandia, fino al gennaio 2020.
– Il cantante Michele Bravi è rimasto coinvolto a Milano in un incidente stradale nel quale ha perso la vita una donna in sella ad un ciclomotore. Lo stesso vincitore della 7/a edizione di X-Factor attraverso il suo legale, Manuel Gabrielli, ha detto di confidare “nell’esimio lavoro della magistratura, nei confronti della quale nutre il massimo rispetto, per la determinazione delle responsabilità nel sinistro” ed esprime “profondo dolore per quanto accaduto”. La vittima è una 58enne. L’incidente è avvenuto attorno alle 19.50 di giovedì: secondo quanto ricostruito dalla Polizia locale, la motociclista era su una Kawasaki quando si è trovata davanti una Bmw che stava effettuando la manovra. Il giovane si è fermato per prestare i primi soccorsi, la donna è stata trasportata all’ospedale San Carlo dove è stato dichiarato il decesso. Il cantante ha annullato i concerti delle 17 e delle 21 del 25 novembre al Teatro Principe di Milano e quella delle 21 di mercoledì 28 novembre al Largo Venue di Roma.
Successo dell’umbro Federico Angelucci nella finalissima dell’ottava edizione di “Tale e quale show” in onda su Rai1. La trasmissione condotta da Carlo Conti ha avuto 4 milioni 602 mila telespettatori, con uno share del 23 per cento. Angelucci che si è dunque aggiudicato il torneo dei campioni. Nella classifica definitiva ha preceduto Alessandra Drusian e Antonio Mezzancella.Angelucci è stato anche il vincitore di puntata grazie a una interpretazione de “Il mare calmo della sera” di Andrea Bocelli.
– “Vogliamo raccontare un pezzo del nostro lavoro che non è quasi mai sotto i riflettori: quello che facciamo in Italia dal 2006 per rendere concreto il diritto alla cura per tutti, anche nel nostro Paese”. Gino Strada, Fondatore di Emergency, annuncia Programma Italia format originale a cura di Smemoranda prodotto dalla stessa Emergency con Bananas Media Company in esclusiva su Zelig TV da domenica 25 novembre alle 21. Dieci documentari per raccontare le attività in Italia della Ong attraverso i suoi ambulatori sparsi per il Paese, insieme agli operatori, ai pazienti, a figure rappresentative dei vari territori e ai testimonial dell’organizzazione, arricchito dalla presenza di alcuni sostenitori del mondo dello spettacolo e della cultura: Flavio Insinna, Paola Minaccioni, Gianrico Carofiglio, Fabio Treves, Regina Orioli, Fausto Sciarappa e Valerio Calzolaio. “Un viaggio attraverso gli occhi del nostro staff e le storie di persone alle quali viene negato l’accesso alle cure per le ragioni più diverse”.
– FURIO SCARPELLI, PASSIONI. Romanzo disegnato di tormenti d’amore (Gallucci, pp.108, 23.50 Euro).
Dai film alla carta il passo è breve se c’è una grande storia da raccontare, perché di certo non importa quale mezzo di comunicazione si sceglie quando si è narratori di razza. Non sorprende dunque che lo sceneggiatore Furio Scarpelli (1919-2010), celeberrimo per aver firmato in coppia con Age tante commedie all’italiana, abbia realizzato un piccolo capolavoro fatto di disegni, tornando così alla sua prima professione, quella di illustratore: si tratta di Passioni, romanzo per immagini che l’autore ha maturato negli anni e che ora arriva in libreria con Gallucci (a cura di Paolo Eleuteri Serpieri, Filiberto Scarpelli e Giacomo Scarpelli). Gli ingredienti per colpire il cuore e l’immaginazione del pubblico ci sono tutti: una storia accattivante, piena di emozioni e sentimenti forti, brani godibili e dialoghi efficaci, accanto a disegni di una modernità sorprendente. Adatto a grandi e piccoli, questo “manuale di recitazione eccessiva in forma di fumetto romantico” (così lo ha definito Scarpelli) ha avuto negli anni diversi titoli, prima Passioni, poi Tormenti, poi ancora Delirio e anche Fiaccole di vita. Al centro della vicenda c’è un classico triangolo: la diciannovenne Lolli, che per mestiere consegna la biancheria lavata e stirata nella bottega della mamma, incontra l’avvocato Rinaldo Maria Bonci Pavonazzi e i due si innamorano a prima vista, in un vero colpo di fulmine.
Ma nella coppia si insinua Mario, pugile a tempo perso e studente squattrinato, che farà breccia nel cuore della ragazza facendo bruciare di gelosia l’avvocato. Accanto a personaggi che si muovono e parlano come se fossero sullo schermo cinematografico, e che hanno atteggiamenti del tutto verosimili, il lettore scoprirà tra le illustrazioni anche un illuminante affresco dell’Italia degli anni ’30, di Roma in particolare, durante il regime fascista. E come abitualmente faceva nelle sceneggiature, così anche in questa imperdibile graphic novel Scarpelli mescola mirabilmente il sorriso all’amarezza, l’ironia al dramma perché l’obiettivo di ogni grande narratore è raccontare la vita per quella che è, nella sua bellezza, nelle contraddizioni e nei dolori.
Proprio all’attività di fumettista e disegnatore satirico di Furio Scarpelli, accanto a quella di sceneggiatore, sarà dedicato un incontro il prossimo 26 novembre a Roma, presso la Casa del Cinema di Roma, a cui parteciperanno il figlio Giacomo, con Francesca Archibugi, Paolo Virzì, Oscar Cosulich, Fabio Ferzetti.
– MACERATA
– Il thriller storico della tela scomparsa e il giallo di quella controversa. E ancora un suggestivo faccia a faccia tra due Madonne, una di Crivelli, l’altra di Lotto. La grande mostra “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche” in corso fino all’11 febbraio 2019 a Macerata e in otto località ‘lottesche’, promossa dalla Regione Marche con il Comune di Macerata, non è solo evento espositivo, ma stimola ricerche e discussioni. Il curatore Enrico Maria Dal Pozzolo lancia una provocazione, esponendo la cornice vuota della Madonna col Bambino e tre angeli, rubata a Osimo (Ancona) nel 1911, lo stesso anno del furto della Gioconda. A differenza del capolavoro leonardesco, il dipinto del pittore veneto non fu mai recuperato. Lo stesso curatore ha voluto esporre un piccolo dipinto raffigurante San Girolamo nello studio, in passato al centro di polemiche sulla paternità lottesca: oggi nuove analisi scientifiche hanno riaperto la discussione, riconoscendo la compatibilità con l’attribuzione a Lotto. [print-me title=”STAMPA”]
